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      <title>DANTE E LA DIVINA COMMEDIA by Roberta Popescu</title>
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      <description>Popescu Roberta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-11-13 10:10:33 UTC</pubDate>
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         <title>BIOGRAFIA DI DANTE</title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dante nasce a Firenze nel 1265, per prestazione sociale appartiene alla piccola nobiltà urbana decaduta.</p><p>La sua famiglia è di parte dei guelfi bianchi, cioè una famiglia che era contraria al papa e  voleva l'autonomia di Firenze, e vanta tra i suoi antenati  un Cacciaguida( caduto durante la seconda crociata).</p><p>Dalla giovinezza  di Dante non sappiamo molto, ma sappiamo che studiava le arti del Trivio(grammatica retorica, dialettica)  e apprende l'arte retorica da Brunetto Latini.</p><p>Intorno al 1287 si reca a Bologna e approfondisce filosofia e teologia.</p><p>Si sposa con Gemma Donati, e dal loro matrimonio nascono quattro figli, tre maschi e una femmina di nome Antonia, che poi diventerà suora con il nome di Beatrice, questo nome è riferito alla donna che Dante ha amato per tutta la sua vita.</p><p>Il loro incontro rappresenta l'evento centrale della sua giovinezza, lei nell' opera è rappresentata come una donna mirabile, la gentilissima.</p><p>Si incontrarono per la prima volta nella primavera del 1274 quando Dante aveva quasi nove anni e Beatrice ne aveva otto, e questo viene raccontato  nella Vita nuova.</p><p>Si rincontrano nel 1283, ma il sentimento di Dante durò sette anni fino al 1290, anno in cui Beatrice muore.</p><p>Dopo la sua morte Dante si dedica alla filosofia, e l'amore di Beatrice presto sì trasforma nell' amore per la letteratura.</p><p>Dal 1289 al 1300 Dante entra nella vita pubblica della sua città.</p><p>Proprio nel 1289 partecipa alla battaglia di Campaldino contro i ghibellini di Arezzo, che lo fa entrare a far parte del Concilio dei Trenta e poi a quello dei Cento .</p><p>Nel 1300 Dante viene eletto far i sei priori, massima magistratura cittadina, ed è costretto a sottoscrivere l'esilio dei cittadini più faziosi, fra cui Corso Donati e Guido Cavalcanti, caro amico di Dante che muore dopo essere stato esiliato.</p><p>Nel 1 novembre 1301 mentre Dante  è a Roma come ambasciatore dei Bianchi presso papa Bonifacio VIII, Carlo di Valois, fratello del re di Francia, entra in Firenze e permette il rientro di Corso Donati e degli altri  Neri esiliati e formano un nuovo governo.</p><p>I loro avversari politici sono banditi dalla città, e tra loro c'era anche Dante che viene condannato a due anni di esilio per il reato di baratteria, ovvero di arricchimento illecito durante i suoi incarichi pubblici.</p><p>Non essendosi presentato a difendersi il 10 marzo 1302 è stato condannato in contumacia a morte e alla confisca di tutti i beni.</p><p>Il poeta non fece  mai più ritorno a Firenze.</p><p>Il poeta si sposta da una corte all'altra ad esempio a Verona.</p><p>Nel 1303 va a Verona presso Bartolomeo della Scala e egli dedicò l'Epistola a un amico fiorentino e l'Epistola a Cangrande della Scala, poi andò poi a Treviso.</p><p>Di ritorno da un' ambasciata a Venezia, colto dalla malaria, Dante muore tra il 13 e il 14 settembre 1321 a Ravenna, dove è ancora oggi sepolto (la Basilica di San Francesco).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 10:11:21 UTC</pubDate>
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         <title>LA DIVINA COMMEDIA</title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>DA COMMEDIA A DIVINA COMMEDIA</strong></p><p>Quando Dante scrisse la sua opera più famosa, non si chiamava come tutti noi la conosciamo, bensì “commedia”.</p><p>Diventò “divina” in seguito, grazie a Giovanni Boccaccio, che fu l’interprete più famoso della Divina Commedia nelle letture pubbliche, scrisse un’espressione che diceva: “ Li tredici canti, li quali alla divina commedia mancavano”, Riferendosi alle tre cantiche Inferno, Purgatorio e Paradiso.</p><p><br></p><p><strong>NUMERI SIMBOLICI</strong></p><p>Nella Divina Commedia possiamo trovare diversi temi, come ad esempio la denuncia dei mali contemporanei, temi politici, riflessioni sulla collettività e la corruzione dell'impero e della chiesa e da qui parte il declino dei valori civili dove Dante assisti come testimone delle città italiane divise dalle fazioni, ad esempio la amata e odiata Firenze.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 10:11:44 UTC</pubDate>
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         <title>ANALISI DEL PROEMIO</title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>1) SINTESI </strong></p><p>Nella prima parte Dante afferma di trovarsi a metà della sua strada per attraversare un bosco oscuro poiché aveva perso la giusta via.</p><p>Sciogliendo l'allegoria Dante afferma che intorno ai 35 anni si ritrovò nel peccato.</p><p>Egli al solo ricordo prova una sensazione di paura, </p><p>ma è deciso a raccontare il suo percorso perché ne ha ricavato del bene.</p><p>Dante comincia a descrivere;  ma esce dalla selva(dalla situazione di peccato) e si ritrova davanti un colle tutto illuminato dal sole (che rappresenta la salvezza).</p><p>Allora è più tranquillo perché quel naufragio si gira indietro come se il mare lo avesse ucciso.</p><p>Dopo essersi riposato riprende a camminare e sale il colle ma la situazione peggiora e vede una lonza, un leone e la lupa.</p><p>La lonza rappresenta la lussuria cioè il piacere dell' amore che rappresenta il peccato maggiore commesso da Dante, il leone che rappresenta da superbia, e la lupa  che rappresenta la cupidigia; e viene ricacciato nella situazione del peccato.</p><p><br/></p><p><strong>2)TEMI</strong></p><p>I temi del Proemio della Divina Commedia sono la situazione di peccato in cui Dante di trova, la speranza della salvezza Elettra belve che rappresentano i tre vizi; la lussuria, la superbia e la cupidigia. </p><p>un altro tema è il viaggio tra terreno con la figura di Virgilio che per Dante era fonte di ispirazione il maestro che invita Dante a raggiungere il paradiso attraverso un’altra via, cioè l’inferno. </p><p><br/></p><p><strong>3)METRICA</strong></p><p>sono tutte terzine di endecasillabi con le rime incatenate (ABA-BCA-DED...)</p><p><br/></p><p><strong>4) LIVELLO MORFO-SINTATTICO</strong></p><p>prevale la paratassi per la presenza di "ma". </p><p><br/></p><p><strong>5)FIGURE RETORICHE </strong></p><p>vv 5 - allitterazione e paronomasia</p><p>vv 7 - (tant'è amata la morte) iperbole</p><p>vv 4,5 - (dura -  forte) climax ascendente </p><p>vv 12 - anastrofe </p><p>vv 2,3 - (selva, dritta via) allegoria </p><p>vv 8,9 - (“ch’i”) ripetizione </p><p>vv 17,18 - (indica il sole) perifrasi </p><p>vv 22,27 - similitudine </p><p>vv 36 - (volte vólto) paronomasia </p><p>vv 60 - (“dove ‘l sol tace”) sinestesia </p><p>vv 63- ( indica fantasma) parafrasi </p><p>vv 67 -  (“Non omo,omo già fui”) chiasmo</p><p>vv 73,75 - (Indica Enea)</p><p>vv 79 - metafora </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 10:12:02 UTC</pubDate>
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         <title>I CANTO DELL&#39;INFERNO</title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
         <link>https://padlet.com/robertaalexandrapopescu/osuwpb4hnhq2zgxf/wish/3214898068</link>
         <description><![CDATA[<p>Il primo canto dell' inferno fa da proemio all' intera Commedia, qui infatti viene introdotto l'idea centrale del viaggio del pellegrino che inizia con il suo smarrimento nella "selva oscura" del peccato e continua con il vano tentativo di salire sul colle della salvezza, che è illuminato dai raggi di sole E prosegue il proprio cammino, voltandosi e guardando la selva come un naufrago, guarda il mare che l’ho quasi ucciso.</p><p><br></p><p><strong>-LE TRE FIERE</strong></p><p>Dopo essersi riposato, comincia a salire, ma davanti a Dante apparvero tre fiere dall' aspetto terribile e minaccioso: una lonza con la pelle screziata (allegoria della lussuria), un leone rabbioso (allegoria della superbia), una lupa molto magra (allegoria della cupidigia). </p><p>la lupa lo rispedisce tra la selva e il colle e quindi nella situazione di peccato.</p><p>Dante incontra Virgilio che de dichiara di non essere un uomo vivo, ma che lo fu infatti nacque nel periodo di Giulio Cesare visse sotto Augusto i suoi genitori erano entrambi mantovani. Gli dice inoltre che fu poeta, perché raccontò le imprese di Enea. Dante lo riconosce e li dichiara che era un suo grande maestro e poi lacrime gli chiede di aiutarlo.</p><p>Virgilio afferma che se voleva superare le tre belve, doveva Cambiare strada e passare per un percorso più difficile, ovvero l’inferno. </p><p>egli profetizza anche l’arrivo di un veltro (cane da caccia ) Che si nutre di sapienza, amore e virtù e che ucciderà la lupa.</p><p>Ci sono tre interpretazioni su cosa rappresenti il veltro, una che si tratti dell’imperatore Enrico VII, L’altra di un personaggio che proviene veniva dall’oriente francescano e l’ultima a Cangrande. </p><p>Virgilio aspetta di guidare Dante egli preannuncia che vedrà le anime dei dannati  (inferno), gli spiriti che si purificano (purgatorio ) e infine il paradiso, dove verrà accompagnato da un’altra persona, Beatrice, visto che Virgilio non era stato battezzato, essendo nato prima di Gesù.</p><p>Da qui comincia il viaggio. </p><p><br></p><p>Nel significato allegorico, Dante afferma che intorno ai 35 anni si ritrova in una situazione di peccato. Il colle illuminato rappresenta la salvezza mentre i raggi del sole sono simbolo di Dio.</p><p>A causa delle tre belve Dante spera di poter raggiungere la vetta del colle e poco a poco entra verso il peccato. </p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 10:12:17 UTC</pubDate>
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         <title>LE FONTI DELLA DIVINA COMMEDIA </title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
         <link>https://padlet.com/robertaalexandrapopescu/osuwpb4hnhq2zgxf/wish/3214898711</link>
         <description><![CDATA[<p>La commedia è un'opera-mondo, intendiamo dire che è un libro del mondo intero.</p><p>E' un monumento artistico capace di rappresentare come memoria viva la storia intera di una civiltà.</p><p>La commedia è concepita come una <strong><em>summa </em></strong>del pensiero e della letteratura precedenti, perchè riprende e rielabora l'eredità classica per come si era codificata nel Trecento, e i punti cardine delle riflessioni medievali.</p><p><br></p><p><strong>EREDITA' CLASSICA</strong></p><p>Importante è l'eredità della cultura latina a partire dal suo più autorevole monumento letterario , l'Eneide.</p><p>Il poema di Virgilio citato da Dante come modello supremo della sua impresa vive anche nel suo testo con riprese e citazioni talvolta letterali.</p><p>Lo stesso avviene per altri autori antichi citati da Dante: Orazio, autore dell' Ars poetica.</p><p>Ovidio, che con le sue Metamorfosi da lo spunto a Dante per alcune pene infernali e ispira i miti di trasformazione di Marsia e Glauco, sulla cui si apre il  canto I del Paradiso.</p><p>Molti di questi autori sono presenti nel poema anche in veste di personaggi, gli stessi Ovidio e Orazio si trovano nel Limbo insieme a Lucano e Omero e formano la "bella scola" dei grandi poeti dell' antichità, considerati esempi dal punto di vista non solo letterario ma anche quello etico e civile; Stazio accompagna Dante e Virgilio nell' ultima parte del Purgatorio.</p><p>L'opera dantesca presenta un altissimo omaggio alla tradizione classica, anche se mancano le rivelazioni cristiane.</p><p><br></p><p><strong>RIELABORAZIONE ALLEGORICA IN SENSO CRISTIANO </strong></p><p>La cultura classica viene riletta in senso cristiano attraverso l'impiego dell' allegoria: i grandi poeti dell' antichità che appaiono come personaggi rivelano allegoricamente gli alti valori umani espressi dalla cultura precristiana.</p><p><br></p><p><strong>RISCRITTURA DELLA BIBBIA </strong></p><p>Dante conosce a memoria una versione  latina della commedia.</p><p>La commedia "riscrive" la Bibbia nel "Volgare illustre" della modernità.</p><p>Dante ne trae spunto per plasmare alcune immagini potenti e rielaborare il concetto di "figura"  che i cristiani usavano per interpretare gli eventi del nuovo Testamento alla luce di quelli dell' Antico.</p><p>Questa visione è stata sottolineata dal filosofo Erich Auerbach, dove un personaggio o un fatto storico viene interpretato in una misteriosa corrispondenza al passato, che ne costituisce la figura.</p><p><br></p><p>FILOSOFIA E TEOLOGIA</p><p>Dante integra nel poema il pensiero filosofico e teologico</p><p>della cultura occidentale. </p><p>Anche i grandi filosofi dell'antichità entrano nella Commedia nella stessa ottica di recupero e rielaborazione delle loro teorie in ambito cristiano.</p><p>Quindi, una delle caratteristiche più originali della</p><p>Commedia è la formulazione poetica che assimila, rimedita e trasforma radicalmente idee e teorie di natura filosofica e teologica, portandole ad essere un'ispirazione nel volgare illustre.</p><p><br></p><p>COMPONENTE MISTICA</p><p>Il poema si ispira particolarmente alla tradizione medievale</p><p>mistica, un ramo del pensiero cristiano che, sulle realtà divine, ne sottolinea la natura sovrumana e inesprimibile, essendo inaccessibili alla sola ragione, e che evidenzia il contatto con l'Eterno.</p><p><br></p><p>LETTERATURA ARABA</p><p>Lo studioso spagnolo Miguel Asin Palacios, pubblicò nel 1919 un libro che si sofferma sul rapporto tra la Commedia e la letteratura mistica araba. </p><p>Il  testo particolarmente sul Libro della scala particolarmente sul Libro della scala, in cui si narra  l'ascensione in Cielo di Maometto attraverso la biblica scala di Giacobbe.</p><p>Le corrispondenze si infittiscono nel canto di Brunetto Latini,</p><p>maestro di Dante e possibile tramite del Libro della scala, tradotto in latino dall'arabo nella corte spagnola di Toledo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 10:12:36 UTC</pubDate>
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         <title>CARATTERISTICHE GENERALI</title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
         <link>https://padlet.com/robertaalexandrapopescu/osuwpb4hnhq2zgxf/wish/3214909587</link>
         <description><![CDATA[<p>TITOLO </p><p>Le rubriche introduttive dei primi manoscritti, la presentano come Comedia Dantis Alagherii. Di comedia Dante parla anche nell'Epistola a Cangrande della Scala, un testo sulla cui paternità si è a lungo discusso. Dante si riferisce alla propria opera chiamandola "comedia". </p><p>L'aggettivo "divina"risale a Giovanni Boccaccio, nelle prime "letture" pubbliche della storia, gli furono affidate negli ultimi anni della sua vita dal Comune di Firenze.</p><p><br/></p><p>STILE</p><p>Con il termine "comedìa" Dante indica un preciso genere letterario, in cui egli espone la classificazione degli stili, suddividendoli in tragico, comico ed elegiaco. La contrapposizione fra lo stile tragico, sublime, e quello "inferiore" della "commedia" è proposta anche nell'Inferno. </p><p>Il titolo del poema indica un'opera appartenente a un genere diverso da quello "tragico". Il registro alto e sublime non esclude quello basso, che oggi definiremmo realistico.</p><p><br/></p><p>LA COMPOSIZIONE: Dante ha scritto la Divina Commedia mentre era in esilio, quindi dal 1303-1304.</p><p> Il poema è diviso in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso.</p><p>Le date in cui si pensa che Dante abbia scritto ogni parte sono:</p><p><br/></p><p>Inferno: 1304-1308</p><p>Purgatorio: 1309-1313</p><p>Paradiso: 1316-1321</p><p>Le prime due parti (Inferno e Purgatorio) furono pubblicate prima, mentre il Paradiso uscì più tardi. Gli ultimi tredici canti del Paradiso andarono persi, ma furono ritrovati</p><p>dal figlio di Dante, Jacopo Alighieri, dopo la sua morte.</p><p><br/></p><p>IL TEMA DEL VIAGGIO </p><p>poema racconta un viaggio che dura una settimana e che inizia il Venerdì Santo del 1300. Dante viaggia attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, alla ricerca della salvezza.</p><p><br/></p><p>ANTICIPAZIONI NELLE OPERE PRECEDENTI </p><p>Dante aveva già anticipato il tema della Commedia nelle sue opere precedenti:</p><p>* Nella Vita nuova, Dante racconta di una "mirabile visione" che gli fa decidere di non scrivere più di Beatrice fino a quando non sarà pronto per farlo in modo migliore.</p><p>* Nel Convivio, Dante parla della filosofia come di una "donna pietosa", che poi avrà un ruolo importante nella Commedia.</p><p><br/></p><p>IN SINTESI</p><p>La Divina Commedia è stata scritta da Dante durante il suo esilio, e il suo viaggio nell'aldilà inizia nel 1300. Le prime due parti dell'opera furono completate prima della terza, che fu pubblicata più tardi. Dante aveva già dato qualche anticipazione del suo progetto nelle opere precedenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 10:21:05 UTC</pubDate>
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         <title>PLURILINGUISMO DELLA DIVINA COMMEDIA </title>
         <author>robertaalexandrapopescu</author>
         <link>https://padlet.com/robertaalexandrapopescu/osuwpb4hnhq2zgxf/wish/3215834058</link>
         <description><![CDATA[<p>La lingua deve essere un'unità.</p><p>L'Utopia si concretizza nella scrittura della  Divina Commedia.</p><p>E per realizzare dei versi della Divina Commedia, Dante preferisce usare principalmente il Fiorentino.</p><p>La poesia restituisce all'uomo una lingua universale artificiale, questa deve venire illuminata in un nuovo disegno.</p><p>L'uso del fiorentino come idioma di base, non esclude il ricorso ad altri volgari, toscani e non toscani al latino e al provenzale.</p><p>Nella lingua e nello stile si deposita così tutta la tradizione poetica precedente.</p><p>L'immenso bagaglio linguistico della tradizione non è sufficiente a esprimere l'inesponibile o ciò che non era mai stato prima espresso, qua entra in gioco la capacità di creare neologismi.</p><p>Essi si fanno sempre più frequenti piano piano che il viaggio si avvicina alle rivelazioni finali del Paradiso.</p><p>Proprio all' esordio di questa di questa cantica campeggia una delle più note neoformazioni dantesche, quel <strong>"trasumanar" , </strong>che indica l'ascesa alle sfere celesti.</p><p>Proprio questa ricchezza linguistica contribuì alla fortuna del poema e impedì qualunque classificazione rigorosa del suo stile inimitabile per definizione. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-13 20:01:01 UTC</pubDate>
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