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      <title>25 Novembre | Di tutte le voci by Ufficio Politiche Giovanili Comune di Trento</title>
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      <description>Le storie che avete condiviso con noi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-11-25 14:01:37 UTC</pubDate>
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         <title>Lui era bello come il sole</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398023457</link>
         <description><![CDATA[<div>Il sorriso più bello che abbia mai visto in vita mia. Ma lui aveva due volti. Due identità. Addirittura si rivolgeva a se stesso con nomignoli diversi che corrispondevano alla sua parte buona e cattiva. Mi diceva sempre, “oggi vuoi quella buona o quella cattiva? Se mi racconti tutto quello che è successo oggi a lavoro, con chi hai parlato, se qualcuno ti ha salutato, io sarò buono. Altrimenti lo sai cosa succede se scopro che mi stai nascondendo qualcosa, divento cattivo”.<br>Non ho visto mai tanta cattiveria in una sola persona, anche senza una specifica ragione. Occhi infuocati, denti digrignati, urla e spintoni. Ma gli spintoni sono diventati altro.<br>Ho spesso pensato di togliermi la vita. Spesso mi dicevo che avrei sofferto meno a morire da sola per mano mia piuttosto che morire tra le sue mani soffocando tra paura e lividi. La storia è lunga.. ma oggi sono libera.<br>Anche quando pensavo che era troppo tardi e che nessuno mi avrebbe potuto salvare, ce l’ho fatta, ne sono uscita. Ringrazio la me di quei giorni. Ho raccolto le ultime forze per dirigermi verso la libertà. Stavo rischiando la vita per la mia libertà. Mi avrebbe potuto uccidere sentendo che avevo deciso di lasciarlo e di lasciare casa sua. Ancora oggi non so perché non mi abbia toccato neanche con un dito quando me ne sono andata. Forse ancora aspetta di vendicarsi. Infatti ancora, qualche notte, temo per la mia sicurezza. Ma adesso tutti sanno chi è, cosa ha fatto, e non potrebbe mai avvicinarsi a me.<br>Non è mai troppo tardi per salvarti, per scappare, per uscirne. Mai.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:11:44 UTC</pubDate>
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         <title>Violenza sulle donne</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398025715</link>
         <description><![CDATA[<div>Che giornata! E che tema.. inizio a maturare in questo periodo la consapevolezza che quello che succedesse nella mia famiglia non fosse consuetudine in tutte le altre. Violenza sulle donne. Ma quali donne? Tutte, anche le bambine? Mi scorrono nella testa le immagini, ricordi di quando ero piccolina, e mi chiedo, se anche qualche altra bambina si sia sentita “normale” come me all’interno di quelle situazioni così come ne ero abituata io. Le urla e gli insulti, e le botte, che male le botte, i pianti soffocati in camera, la testa nel cuscino. E ripenso a “il mio papà”. Io forse l’avrei anche perdonato, ma quella bimba no, non lo perdona, e mai lo farà. E “la mia mamma” che sapeva, eccome se se ne accorgeva. Non ha mai detto niente. Perché mamma? Ero solo una bambina. La tua bambina.<br>Poi il nonno, il nonno che tanto mi coccolava, mani lisce e asciutte, che gioia per me: la “tata” dei nonni. Cresco e “che bella che sei.” E “sei sempre bella tata”. Si, grazie nonno, lo so. Lo so che il mio giovane fiore appena sbocciato è bello. È bello. È bello per te. Mani viscide e scivolose. Le tue, cogli un fiore in bocciolo. Che schifo che mi fai. Però mi dai anche la “mancetta”! Perché sono proprio bella, la tua “bella tata”. E “la mia nonna” che sapeva, eccome se se ne accorgeva. Perché nonna? Ero solo bambina. Solo la tua “tata”. No nonna. Non ero “solo la tua tata”. Non solo tua. E lo sapevi. Ma nonna, io ti ho perdonata, forse mai incolpata. Però ripenso ancora ora come allora, che se fossi stata un maschio, sarei stata più contenta.<br>Forte eh?<br>Incredibile.<br>Sono una giovane ragazza di vent’anni.<br>E non ne ho mai parlato con nessuno.<br>Immagini vissute rimaste solo nella mia testa, impresse, anni passati, eppure gli stessi ricordi con cui mi sveglio al mattino e mi corico la sera. Fino a questo momento. Primo momento in cui scrivo un pezzettino della mia storia e mi ripeto che nonostante tutto, continuo a pensare che “Sarei tanto voluta essere un maschio.”</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:13:24 UTC</pubDate>
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         <title>Frequentavo un ristorante</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398028999</link>
         <description><![CDATA[<div>Ci andavo spesso. Uno dei camerieri cominciò a seguirmi ogni volta che entravo, smisi di andarci. Ma lui non smise di seguirmi. Era ovunque: per strada, sull'autobus. Mi seguiva, mi si sedeva accanto. Vivevo nell'angoscia che spuntasse ovunque andassi, nel timore che un giorno o l'altro sarebbe andato oltre. Avevo solo sedici anni quando iniziò, e 20 quando trovai il modo di finirla. Mi strattonò lo zaino ad una fermata dell'autobus, mi girai e finalmente gli urlai contro. Non servì a nulla. In un lampo di lucidità, tirai fuori il telefono e presi a filmarlo: mi disse di smettere, che non era d'accordo. Che ironia. Da quel giorno smise. Ma insieme alle altre infinite situazioni di stalking e catcalling, la cosa che mi ha più spaventata è stata l'omertà della gente. Le 16.00 di pomeriggio, in centro città: io ho urlato. Erano una decina. Nessuno ha fatto niente. Nessuno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:16:50 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche anno fa</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mio diretto superiore maschio davanti ad una mia rimostranza su questioni prettamente lavorative mi ha detto: “oggi sei intrattabile, hai le tue cose?” Mi ha fatto infuriare! Una donna può avere un pensiero divergente e difenderlo senza per questo esser guidata dai suoi ormoni</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:17:39 UTC</pubDate>
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         <title>Un giorno, avrò avuto 15-16 anni</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398030511</link>
         <description><![CDATA[<div>Un autista in appoggio sull’autobus extraurbano mentre ero seduta nell’ultima fila da sola mi ha fatto delle pesanti avance perché la maglietta che avevo faceva intravedere un seno abbondante. Mi sono sentita sbagliata per tanto tempo e da allora sui mezzi pubblici cerco sempre di sedere vicino ad altre persone. Quello sbagliato però è stato il suo comportamento non il mio abbigliamento</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:18:20 UTC</pubDate>
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         <title>Ho 55 anni</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
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         <description><![CDATA[<div>e qualche anno fa (nel 2008 per la precisione) mi sono trovata a fare una denuncia presso i carabinieri per una lettera di minaccia che poteva risalire a mio padre (in quel periodo eravamo in lite per vecchi rancori di mio padre legati a mia madre).<br>Non entro nel particolare della mia storia, ma vorrei porre l'attenzione sul fatto che davanti al maresciallo dei carabinieri mi sono sentita "inquisita" quasi giudicata, come se l'uomo davanti a me volesse in qualche modo trovare una giustificazione al comportamento di mio padre, come se io, in quanto donna (e figlia di mia mamma) mi fossi "meritata" questa punizione.... tant'è che il maresciallo stesso se ne è uscito con una frase tipo "eh... si.... è da capire... suo padre si è sentito tradito nell'orgoglio...." Ricordo benissimo quel momento e ho proprio pensato alle tante donne che vorrebbero denunciare violenze ben peggiori e più gravi delle mie e poi si trovano a dover dare giustificazioni e a dover difendere le loro scelte o dei loro atteggiamenti che avrebbero portato il compagno, il marito o addirittura il padre a comportarsi così.<br>So solo che dentro di me ho pensato "se dovessi trovarmi di nuovo in una situazione simile, non credo proprio che andrei a denunciare".<br>Mi sono sentita sola, non capita e quasi sotto accusa.<br>Spero che le cose siano cambiate nel frattempo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:24:02 UTC</pubDate>
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         <title>Nei miei 22 anni di giovane donna</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ho vissuto varie esperienze discriminatorie, molte volte a mia insaputa, come credo la maggior parte delle donne.<br>C’è stato un episodio però che definirei all’apice della violenza di genere esercitata nei miei confronti. Eppure, mi sento di premettere che si tratta di un’esperienza meno traumatica di molte altre violenze che molte altre donne hanno subito. Mi sento di premettere questo per legittimare il riconoscimento della mia esperienza di violenza, perché solamente da pochi anni la mancanza di consenso è riconosciuta come tale. E anch’io non lo riconoscevo fino a quando ho compreso perché mi sentissi così ferita e violata nel profondo dopo che all’età di 15 anni il mio ragazzo dell’epoca, due anni più grande di me, mi ha costretta più volte a dei rapporti sessuali con lui, contro la mia palese volontà, una volta manifestata con il tentativo di andarmene.<br>Mi sono sentita molto ferita e violata, ma l’aspetto paradossale è che lui mi piaceva e per timore di essere lasciata cercavo di farmi piacere tutto questo, dicendomi che fosse normale all’interno di una coppia, sebbene fosse troppo presto per me perché non mi sentivo pronta ad avere questa esperienza a 15 anni. Ma non coglievo la violenza insita in questi episodi. Ero stata in grado di parlargliene più volte, ma non poteva capire… anzi gli credevo quando non avrebbe dovuto esserci nessun problema. Non lo sarebbe stato se io lo avessi voluto veramente, dando il mio CONSENSO. Solamente circa un anno dopo sono riuscita a parlarne con la mia migliore amica che mi ha fatta sentire compresa. Ma ancora non capivamo che fosse violenza… io rimanevo fossilizzata nel dispiacere di aver così sprecato la “mia prima volta”. Ma è assurdo come stessi normalizzando ancora un atto di presa di potere sul mio corpo, sulla mia sessualità, contro la mia volontà!<br>Per diversi anni ho convissuto con questo senso di colpa, perché si, mi sentivo in colpa per aver deluso mia mamma e la sua fede, e molte altre donne che mi avevano messa all’erta fin da piccola sui rischi legati all’affettività e alla sessualità. Ero troppo piccola per capire, sicuramente mi sentivo sicura di me stessa che non sarebbe mai successo a me, finché poi non avrei subito tutto questo.<br>Con il passare degli anni, mi sono sempre più avvicinata ai temi femministi grazie a una professoressa alle superiori che mi ha ispirata. Con la diffusione dei social e dei messaggi di sensibilizzazione e di rivendicazione del corpo femminile contro la violenza di genere, e alle prime riflessioni sul consenso, ho saputo reinterpretare e dare un senso a come mi sono sentita dopo aver subito quelle decisioni altrui sul mio corpo. Oggi continuo ad informarmi e formarmi sul tema, sui diritti e sugli studi di genere in generale: con queste lenti sto gradualmente rileggendo moltissime dinamiche di questi 22 anni, fin da quando ero piccola, segnate dalle dinamiche della violenza patriarcale: i miei cugini (specifico maschi) che volevano fare esperienze preliminari con me fin da piccoli e io inconsapevole accettavo a causa del piacere fisico che se ne provava di conseguenza - da subito riscoprendo su me stessa però un senso di profondo disagio; il timore provato, e ancora succede a volte, nei confronti degli uomini quando mi espongo troppo…<br>Sono tutti episodi che ora sto rileggendo e reinterpretando, ma che allo stesso tempo sto usando per sensibilizzare sul problema - in particolare sulla mancanza di consenso e su quanto lo diamo per scontato - le persone che incontro, con la conseguenza di essere considerata pesante e ridicola il più delle volte. Ci sto male, ma non me ne frega perché so quanto ho sofferto, spesso in solitudine. E soprattutto ora, grazie anche ai social e al semplice fatto di parlarne apertamente, ho compreso in realtà quanto questa sofferenza sia diffusa tra le persone… non solo tra le donne soltanto, ma in tutti e tutte coloro che, per presunzione altrui di superiorità vengono sfruttat@ o non si trovano a proprio agio nelle categorie predominanti create da questa società patriarcale.<br><br>Infine, grazie a voi ragazze della redazione TrentoGiovani per darci l’opportunità di far ascoltare tutte le voci di chi ha sofferto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 14:27:12 UTC</pubDate>
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         <title>Ho subito molestie</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sul luogo di lavoro. Sono arrivata a sentirmi inadatta e inadeguata. Se potete, denunciate subito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 15:04:12 UTC</pubDate>
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         <title>Proprio oggi</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
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         <description><![CDATA[<div>È uscito questo argomento con le mie colleghe e tre di loro mi hanno raccontato le istanze in cui hanno subito “violenza” e non hanno denunciato. O per ingenutià o per paura. Una di loro veniva palpata quotidianamente dal suo datore di lavoro a Londra, l'altra ha subito una violenza in Spagna in un parco alla luce del giorno. Anche io avrei storie da raccontare, eppure decido di sentirmi parte della <em>voce</em>, nel vero senso della parola e decido di accodarmi alla miriade di donne che subiscono ogni giorno. Speak up!</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 15:04:56 UTC</pubDate>
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         <title>Ero a casa di una mia amica</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398072482</link>
         <description><![CDATA[<div>Con amici di lei e suo fratello. I suoi non erano a casa, eravamo solo noi. Avevo bevuto, ero stanca e mi sono addormentata appoggiata al tavolo. Mi ha svegliata un suo amico, mentre gli altri erano usciti ad accompagnare a casa un altro loro amico. Si è sdraiato sul letto della mia amica, dove dormivo anche io. Io molto stanca mi sono messa il pigiama e mi sono sdraiata senza prestare caso a lui. Volevo soltanto dormire. Inizia però a toccarmi e gli dico subito di no. Mi dice: “Dai, sei in vacanza, perché non ti diverti un po'?” Continuo a dirgli di no. Mi salta addosso e inizia a baciarmi sul collo e a palparmi tutto il corpo, mentre immobile continuo a dirgli di no. Ciò che mi ha dato la forza e il coraggio di spingerlo via da me, alzarmi dal letto e correre via era sapere che il fratello della mia amica era a casa. Così sono corsa spaventata in camera sua. A volte penso a cosa sarebbe potuto succedere se suo fratello non fosse stato a casa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 15:05:30 UTC</pubDate>
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         <title>66 anni</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398074555</link>
         <description><![CDATA[<div>Maltrattata e offesa spesso nella vita mi sono sempre incolpata di tutto. Ho ricevuto lo stesso trattamento da mia madre fino alla sua morte. Purtroppo non vedo grandi passi avanti. Sono solidale con voi ragazze! Donne! Avanti sempre perché si troverà comunque una vita meravigliosa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 15:07:47 UTC</pubDate>
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         <title>Il lupo</title>
         <author>ufficiopolitichegiovanili</author>
         <link>https://padlet.com/ufficiopolitichegiovanili/oqeti5jluf7jozn4/wish/2398075153</link>
         <description><![CDATA[<div>Non è sempre nero, a volte si camuffa sotto il vello di un agnello... purtroppo. E noi siamo le sue vittime.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 15:08:29 UTC</pubDate>
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