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      <title>La Mafia  by Zaara Farid</title>
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      <description>Made with the best of intentions</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-28 07:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il termine mafia</title>
         <author>zara13f</author>
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         <description><![CDATA[<div>La parola m. comparve nel 1863 prima in una commedia dialettale e subito dopo in un documento della questura di Palermo. Tra Otto e Novecento, e fino a oggi, con essa è stata indicata una fenomenologia criminale tipica della parte centro-occidentale della Sicilia, caratterizzata da profondo radicamento nella cultura locale e da connessioni con il potere politico ed economico. Dagli imprenditori di vari settori dell’economia legale (commercio, edilizia, agricoltura) i mafiosi pretendono tangenti promettendo di ‘proteggerli’ contro la delinquenza, ossia da altri gruppi di m., e spesso per questa via diventano essi stessi imprenditori. Altra attività è il commercio illegale (stupefacenti, armi, prodotti di contrabbando) anche su larghissima scala.In passato il fenomeno mafioso è stato considerato frutto di strutture economico-sociali particolarmente arretrate, di un universo sociale composto da poveri contadini, grandi latifondisti e grandi affittuari, i cosiddetti <em>gabellotti</em>, dai cui ranghi provenivano molti capimafia. Secondo tale lettura, la famiglia più o meno patriarcale sarebbe il fulcro dell’organizzazione mafiosa, e la Sicilia ‘tradizionale’ esprimerebbe quest’unico modello di aggregazione sociale. La m. tuttavia è riuscita a impiantarsi o riprodursi anche nell’ambiente ben più progredito degli Stati Uniti, attraverso flussi migratori e traffici di scala transoceanica, e nel suo stesso luogo d’origine è sopravvissuta con grande facilità al mutamento storico-sociale intervenuto con l’avvento della modernità.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-28 07:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita della mafia </title>
         <author>zara13f</author>
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         <description><![CDATA[<div>La mafia nacque come braccio armato della nobiltà feudale per la repressione delle rivendicazioni dei contadini. A fine Ottocento si strinsero i legami tra mafia e politica, con l’ascesa di mafiosi al potere locale e l’affermarsi della prassi dello scambio di voti e favori, mentre si consolidava un rapporto di dominio-protezione della mafia sul territorio in cui operava. Il salto di qualità coincise con l’emigrazione meridionale negli USA agli inizi del 20° secolo la mafia assunse allora un ruolo importante nell’immigrazione clandestina, imponendo il proprio controllo sulla forza-lavoro e il racket sulle attività dell’area occupata, e intensificando le pratiche di scambio elettorale. Negli anni 1920 la domanda contadina di terra e le misure governative per la formazione di nuove proprietà permisero alla m. di porsi come intermediario tra latifondisti e cooperative contadine.</div><div>Durante il fascismo C. Mori, prefetto di <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/palermo/">Palermo</a> (1925-28), fu inviato a stroncare la mafia, intercettandone i tradizionali legami con la politica locale e rivendicando il monopolio statale della violenza. Tra il 1943 e il 1945 la mafia, a cui gli Alleati si erano appoggiati per preparare lo sbarco, strinse rapporti con il movimento separatista e, dopo il 1945, con esponenti dei partiti al governo, che la legittimarono come forza antisindacale, anticontadina e anticomunista. Mentre le cosche locali si radicavano nel tessuto degli enti regionali, i mafiosi rientrati dagli USA fecero della Sicilia la centrale mediterranea del narcotraffico e del traffico di armi. La m. del palermitano si organizzò quindi in ‘cupola’ (Cosa nostra), avviò un processo di controllo della <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/criminalita-organizzata/">criminalità organizzata</a> e individuò nuovi settori di profitto (edilizia, mercati generali, appalti), configurandosi negli anni 1960 come m. ‘urbano-imprenditoriale’.</div><div>Negli anni 1970-80 la mafia divenne protagonista del narcotraffico, intrecciando rapporti con organizzazioni straniere.Nel 1979 iniziò una violenta offensiva volta a rimuovere gli ostacoli alla sua crescita con l’uccisione di uomini politici, poliziotti e magistrati, mentre si verificavano anche grandi conflitti intestini, dai quali emerse vincitore il gruppo detto dei Corleonesi. Vittime della m. sono caduti, tra gli altri, P. Mattarella nel 1980, P. La Torre e il generale <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/dalla-chiesa-carlo-alberto/">C.A. Dalla Chiesa</a> nel 1982 e il giudice R. Chinnici nel 1983.<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-28 07:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Buscetta</title>
         <author>zara13f</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nato a Palermo il 13 luglio del 1928 in una famiglia poverissima, la madre casalinga e il padre vetraio, ultimo di 17 figli,Durante l'adolescenza iniziò una serie di attività illegali nel mercato nero, come il furto di generi alimentari e la falsificazione delle tessere per il razionamento della farina, diffuse durante il ventennio fascista. Questa attività lo rese abbastanza celebre a Palermo, dove nonostante la giovanissima età veniva già chiamato don Masino in segno di "rispetto".<br>Nel 1945 Buscetta venne affiliato a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cosa_Nostra">Cosa nostra</a> ed entrò a far parte del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Mandamento_(cosa_nostra)"><em>mandamento</em></a> palermitano di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Porta_Nuova_(Palermo)">Porta Nuova</a>. Nel 1949 si trasferì in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Argentina">Argentina</a> e poi in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Brasile">Brasile</a> , nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1956">1956</a> tornò a Palermo, dove si associò a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Angelo_La_Barbera">Angelo La Barbera</a> e a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Greco_(criminale)">Salvatore "Cicchiteddu" Greco</a> insieme ai mafiosi Antonino Sorci, Pietro Davì e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Badalamenti">Gaetano Badalamenti</a>, con cui si occupò del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Contrabbando">contrabbando</a> di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sigaretta">sigarette</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Traffico_di_droga">stupefacenti</a> diventando un pericoloso <em>killer</em> e gregario specialmente alle dipendenze di La Barbera. Nel 1958 venne arrestato per contrabbando di sigarette e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Associazione_per_delinquere">associazione a delinquere</a> nel corso di un'indagine condotta dalla <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Guardia_di_Finanza">Guardia di Finanza</a> nei confronti del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corsica">corso</a> Pascal Molinelli e del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tangeri">tangerino</a> Salomon Gozal, indicati come i maggiori fornitori di sigarette e stupefacenti delle <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cosca">cosche</a> siciliane; nel gennaio 1959 venne nuovamente arrestato per il contrabbando di due tonnellate di sigarette al largo di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Crotone">Crotone</a>, da dove si andava a rifornire in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Iugoslavia">Iugoslavia</a>.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/_Ic3VeSHrJg" />
         <pubDate>2021-01-28 07:09:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>zara13f</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante la <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_di_mafia">seconda guerra di mafia</a>, lo schieramento vincente dei <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corleonesi">Corleonesi</a>, guidato da Riina, decise di eliminare Buscetta perché strettamente legato a Bontate, Inzerillo e Badalamenti; non ci riuscirono perché si trovava in Brasile e quindi attuarono vendette trasversali contro i suoi parenti: tra il 1982 e il 1984 i due figli di Buscetta scomparvero per non essere mai più ritrovati,, inoltre gli vennero uccisi un fratello, un genero, un cognato e quattro nipoti.Alla fine della guerra i parenti morti saranno undici. Dopo gli omicidi dei suoi familiari, Buscetta era intenzionato a uccidere il suo <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Capomandamento">capomandamento</a> <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pippo_Cal%C3%B2">Pippo Calò</a>, che aveva fatto causa comune con i <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corleonesi">Corleonesi</a>, e per questo avviò una corrispondenza con il suo associato <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gerlando_Alberti">Gerlando Alberti</a>, all'epoca detenuto, perché cercava appoggi per poter tornare a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a>; Alberti rimase vittima di un tentato omicidio in carcere e il piano fallì.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-28 07:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Collaborazione con la giustizia </title>
         <author>zara13f</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 23 ottobre 1983 quaranta poliziotti circondarono la abitazione di Buscetta a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_Paolo_(Brasile)">San Paolo</a> in Brasile e lo arrestarono mentre era in compagnia del figlio del boss <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Badalamenti">Gaetano</a>. A nulla valse un tentativo di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corruzione">corruzione</a> operato dallo stesso Buscetta,che venne rinchiuso in prigione per alcuni omicidi collegati con lo spaccio di droga.Nel 1984 i giudici <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Falcone">Giovanni Falcone</a> e Vincenzo Geraci si recarono da lui invitandolo a collaborare con la giustizia, ma inizialmente rifiutò. Lo Stato italiano ne chiese allora l'estradizione alle autorità brasiliane. Quando questa venne concessa,don Masino per evitarla, tentò il suicidio ingerendo della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stricnina">stricnina</a>. Salvato, arrivò in Italia dove decise di collaborare, cominciando a rivelare organigrammi e piani della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cosa_nostra">mafia</a> al giudice Falcone. Viene per questo considerato uno dei primi <em>collaboratori di giustizia</em> della storia, dopo <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Vitale">Leonardo Vitale</a>.Egli non condivideva più quella che era la nuova Cosa nostra, poiché, a suo dire, aveva perso la sua identità.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Buscetta#cite_note-autogenerato3-32"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-28 07:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Falcone </title>
         <author>zara13f</author>
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         <description><![CDATA[<div>Profondo conoscitore del fenomeno mafioso e ispiratore di importanti processi alla <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/criminalita-organizzata/">criminalità organizzata</a>, dal marzo 1991 fu direttore generale degli affari penali presso il ministero di Grazia e Giustizia e in tale veste elaborò nuove forme di collaborazione internazionale nella lotta al crimine egli era l'uomo a cui Buscetta aveva deciso di dire tutto sulla mafia ed è uno degli uomini più importanti del maxiprocesso. Fu assassinato in un attentato di stampo mafioso il 23 maggio 1992 alle 17.57, insieme con la moglie e tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-28 07:30:12 UTC</pubDate>
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