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      <title>CARAVAGGIO e la luce del vero by Ines Vecchio</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-13 07:20:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il pittore della realtà</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Caravaggio è l'artista italiano più rivoluzionario del Seicento ed ha segnato una svolta epocale nella cultura artistica di inizio secolo.</p><p>La sua pittura rifiuta i modelli della tradizione rinascimentale per rappresentare la realtà senza veli: le sue tele sono popolate di personaggi tratti dalla strada, apostoli e santi vestono i panni della gente comune che nel Seicento affollava chiese, piazze e taverne. Il<strong> realismo</strong> è dunque il tratto fondamentale del suo dirompente linguaggio espressivo. L' altro elemento è la <strong>luce</strong>. Essa è luce radente, perchè la sorgente luminosa, posta fuori dal quadro, è laterale alla scena, di conseguenza è netta, improvvisa, contrastata. La luce, in&nbsp; Caravaggio, assume anche una <strong>valenza simbolica</strong>, rivelando il soprannaturale nel naturale, la grazia divina che illumina l'uomo. Utilizzo e simbologia della luce, ricerca di verità, rappresentazione del messaggio divino nella quotidianità si ritrovano nella celebre "Cena in Emmaus" del 1606, oggi alla Pinacoteca di Brera. </p>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-13 07:43:27 UTC</pubDate>
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         <title>Dicono di lui</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Caravaggio oggi è uno dei nomi sacri dell'arte mondiale. Eppure non è sempre stato così. In vita, e per molti anni dopo la sua morte, la sua pittura è stata spesso osteggiata, in particolare dalla Chiesa, che non amava la scandalosa verità delle sue opere. Anche i suoi colleghi lo criticavano, basti pensare al feroce giudizio di Poussin, secondo il quale Caravaggio "era venuto per distruggere la pittura".<br>La riscoperta di Caravaggio si è avuta a metà del Novecento grazie ad alcuni dei più famosi storici dell'arte, come Longhi e Venturi, che hanno colto la straordinaria modernità di questo artista. Ecco alcuni giudizi critici su di lui:<br><br><em>"Caravaggio sarà piuttosto il primo dell’età moderna. Il pubblico cerchi dunque di leggere ‘naturalmente’ un pittore che ha cercato di essere ‘naturale’, comprensibile; umano più che umanistico; in una parola, popolare.</em><br>(Roberto Longhi)<br><br>"<em>Caravaggio non sublima, non innalza, in lui non c'è nessun Dio che galleggia in alto.<br>Al contrario vive e dipinge sulla terra, fa entrare nell'arte i truffatori, i malati, i peccatori che non hanno la certezza di un aiuto divino...i volti di Caravaggio sono i ragazzi di vita di Pasolini."</em><br>(Vittorio Sgarbi)<br><br>"<em>Dopo Giotto e dopo Masaccio, Caravaggio riafferma il principio secondo cui non concetti astratti o prevenute concezioni filosofiche siano da incollare sulla tela, ma la conoscenza della realtà, le cose come esse sono, indagate ed esplorate nelle loro relazioni di luogo, spazio, luce."</em><br>( Renato Guttuso")<br><br>"<em>La scena di Apocalypse Now, quando Brando-Kurtz emerge dalle tenebre, l’ho girata pensando a Caravaggio, rimandando il più possibile lo svelamento del volto."</em><br>(Vittorio Storaro)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-13 08:09:16 UTC</pubDate>
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         <title>Da Milano a Roma</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nato probabilmente a Milano nel 1571 ma vissuto a Caravaggio, vicino Bergamo, Michelangelo Merisi si forma nell'ambiente culturale lombardo che lo orienta verso una visione diretta e quotidiana della realtà. Il trasferimento a Roma nel 1592-93 segna di fatto l'inizio della sua carriera artistica: egli chiama giovani modelli e li mette in costume con quello che trova, una ghirlanda di foglie di edera, una caraffa di vino, un cesto di frutta. Nascono così i suoi primi dipinti: "Fanciullo con canestro di frutta", "Bacchino malato", "<strong>Bacco</strong>". Tutti <strong>soggetti di</strong> <strong>strada</strong>, perchè i suoi personaggi mitologici, e in seguito i suoi santi, non scendono dall'Olimpo ma sono gli uomini che popolano le strade di Roma.</p><p>Il <strong>Bacco</strong>, realizzato nel 1596-97 ed oggi conservato alla Galleria degli Uffizi, rappresenta il dio classico come un giovane popolano, avvolto in un lenzuolo bianco drappeggiato&nbsp; alla maniera antica. In testa ha una corona di pampini e nella mano, dalle unghie sporche, tiene  un calice di vino. Sembrerebbe quasi un ragazzo di strada colto in uno scherzoso travestimento. Nel quadro vi è ironia ma anche l'<strong>idea di una pittura come</strong> <strong>specchio della verità: </strong>appena ventenne, Caravaggio dimostra che ogni testimonianza del soprannaturale, mito o religione che sia, può incarnarsi nella realtà fisica, con una sintesi che è determinata in prevalenza attraverso la luce.</p>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 10:45:36 UTC</pubDate>
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         <title>La natura viva</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con la celebre "<strong>Canestra di frutta</strong>" (1596-98), oggi alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, Caravaggio inventa la natura viva. Come si può infatti parlare di natura morta per questa composizione squillante di colori, più vera del vero? Il vero di questa frutta è lo stesso vero dei ragazzi di strada, degli uomini e delle donne che egli dipinge con tanta aderenza al reale. Approfondiamo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 11:27:31 UTC</pubDate>
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         <title>Le grandi commissioni romane:1) La Cappella Contarelli</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/op283zem6x3n/wish/263869616</link>
         <description><![CDATA[<div>Grazie al Cardinal Del Monte, che diventa ben presto il suo mecenate, nel 1599 Caravaggio riceve la sua prima importante commissione pubblica:tre grandi tele per la Cappella Contarelli nella chiesa di S.Luigi dei Francesi ispirate ad episodi della vita di San Matteo: il Martirio, la Vocazione e San Matteo e l'Angelo. </div>]]></description>
         <pubDate>2018-05-27 15:51:23 UTC</pubDate>
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         <title>1.1.La vocazione di San Matteo</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>La tela più celebre del ciclo, destinata alla parete sinistra della cappella, è certamente "La Vocazione di San Matteo", che rappresenta il momento della chiamata dell'apostolo da parte di Cristo. La scena si svolge in un ambiente buio e vuoto: a destra Cristo con il braccio teso indica Matteo, seduto al suo banco di esattore delle imposte insieme a 4 compagni, mentre S. Pietro ripete più sommessamente il gesto; l'apostolo risponde alzando gli occhi e toccandosi il petto con un'espressione incredula.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 16:16:32 UTC</pubDate>
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         <title>Le grandi commissioni romane: 2) la Cappella Cerasi</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le tele di San Luigi dei Francesi accrescono la fama di Caravaggio. anche monsignor Cerasi, tesoriere papale, chiede al pittore due grandi tele per la sua cappella nella chiesa romana di Santa Maria del Popolo. i soggetti sono "La Conversione di San Paolo" e la "Crocifissione di San Pietro".Nella "<strong>Conversione di San Paolo</strong>" non c'è azione ma semplicemente la luce che investe cavaliere e cavallo: emanata da una fonte invisibile, essa scivola sul corpo del cavallo per poi inondare il corpo riverso e il volto abbagliato di Paolo che non vede e, annaspando nel buio, tende le braccia verso l'alto. La Grazia divina è presente solo nel cuore dell'uomo, fuori da essa esiste la vita di ogni giorno, nel suo svolgersi naturale ed estraneo. Ne "<strong>La Crocifissione di San Pietro</strong>" i tre carnefici stanno issando la croce con il corpo del santo: simbolicamente è l'erezione stessa della Chiesa, che cristo ha fondato in Pietro e che il suo martirio feconda. Anche qui la luce, che si irradia da Pietro, simbolo della Chiesa e specchio del Cristo nel martirio, è luce di salvezza da cui i carnefici stessi vengono illuminati, mentre attorno si addensa la notte, cioè la tenebra del peccato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 16:29:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il tema della morte:1) La deposizione nel sepolcro.</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Caravaggio affronta i temi sacri cercando di trasportarli nel cuore della realtà più umile. Nascono così capolavori come "La deposizione nel sepolcro" e "La morte della Vergine", entrambi incentrati su uno dei temi più ricorrenti nel suo itinerario artistico, quello della morte.<br>"<strong>La deposizione nel sepolcro</strong>" fu commissionato fra il 1602 e il 1604 da Girolamo Vittrice per la cappella dello zio Pietro, da poco scomparso, situata nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma ed è oggi conservato nella Pinacoteca Vaticana<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-18 15:12:23 UTC</pubDate>
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         <title>Il tema della morte 2) La morte della Vergine</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>La tragica, solenne meditazione che caratterizza la "Deposizione nel sepolcro", domina anche nella "Morte della Vergine", che Caravaggio dipinge per i carmelitani scalzi nel 1606 e dove descrive la morte di Maria con un realismo ed un'umanità sconvolgenti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-18 15:46:01 UTC</pubDate>
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         <title>In fuga dopo la condanna. 1)NAPOLI: Le Sette Opere di Misericordia.</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 1606 segna una svolta drammatica nella vita di Caravaggio, che commette un delitto per il quale sarà condannato a morte. Durante una partita di pallacorda, l'artista uccide l'avversario Ranuccio Tomassoni e per sfuggire alla decapitazione fugge da Roma. Iniziano così gli anni della latitanza prima tappa è Napoli, dove lascerà tracce indelebili: le sue opere napoletane sembrano infatti trovare una profonda affinità con la città partenopea, che per carattere e abitudini di vita è particolarmente congeniale al pittore.<br>"<strong>Le Sette Opere di Misericordia</strong>", commissionatagli dal Pio Monte della Misericordia nel 1607, ha come tema la rappresentazione dei precetti morali della Chiesa Cattolica.<br>Approfondiamo:<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-18 16:05:23 UTC</pubDate>
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         <title>2) NAPOLI: La Flagellazione di Cristo</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un altro capolavoro napoletano è "<strong>La Flagellazione di Cristo</strong>", commissionata, come "La Madonna del Rosario" per la Chiesa&nbsp; di San Domenico Maggiore ed oggi conservata al Museo di Capodimonte. Nell'opera, ancora una volta, la fisicità della luce assume un significato simbolico in relazione alla responsabilità morale dei personaggi: dalla testa completamente in ombra del carnefice inginocchiato in 1° piano, si passa a quella illuminata per metà della figura corpulenta sulla destra e a quella scolpita nel chiaroscuro dell'altro carnefice, fino ad arrivare al chiarore pieno e diffuso che inonda il corpo di Cristo e lo fa risaltare sullo sfondo. E' sempre la luce di Caravaggio, reale ed irreale insieme, fenomeno fisico ed illuminazione divina.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-28 16:36:03 UTC</pubDate>
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         <title>3) La tappa a MALTA: &quot;La decollazione di S.Giovanni Battista&quot;</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1607 Caravaggio si sposta a Malta, presso l'ordine militare dei Cavalieri di San Giovanni. Accolto in virtù dei suoi meriti artistici, riceve subito la commissione per una tela con la <strong>Decollazione di San Giovanni Battista</strong>, per l'oratorio annesso alla cattedrale maltese.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-28 16:49:13 UTC</pubDate>
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         <title>4) Caravaggio in SICILIA: Il &quot;Seppellimento di Santa Lucia&quot; e la &quot;Resurrezione di Lazzaro</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/op283zem6x3n/wish/269173272</link>
         <description><![CDATA[<div>Da Malta, Caravaggio fugge in Sicilia, prima a Siracusa poi a Messina e a Palermo. Le opere siciliane portano alle estreme conseguenze le novità della "Decollazione del Battista". Il "<strong>Seppellimento di Santa Lucia</strong>", realizzato a Siracusa, si ambienta di nuovo nello sfondo rarefatto di un grande muro solcato da un arco, vuoto per più di metà del quadro, tale da incombere, con il suo misterioso silenzio monocromo, sulla folla di personaggi, ormai quasi cancellati dai tragici guizzi della luce. In primo piano ovviamente la santa, con il collo trafitto dalla mortale ferita. Nella "<strong>Resurrezione di Lazzaro</strong>", eseguita a Messina, il fermento della luce sembra avere qualcosa di vibrante: è come una scossa elettrica sul corpo rigido di Lazzaro che spalanca le braccia e sente rifluire in sé la vita. Ancora una volta si tratta della forza violenta della luce divina, una luce che viene con Cristo, accompagna il suo gesto - lo stesso della "Vocazione di S.Matteo" - e centra la mano di Lazzaro. Anche in questa drammatica tela, il soprannaturale si rivela come fenomeno naturale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-02 15:49:22 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;David con la testa di Golia&quot;</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/op283zem6x3n/wish/270781829</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema della decapitazione appare ossessivamente nelle ultime opere dell'artista. "<strong>David con la testa di Golia</strong>", oggi alla Galleria Borghese a Roma, viene dipinto probabilmente nel 1609, durante il secondo soggiorno a Napoli: Caravaggio è stanco di fuggire e la condanna alla decapitazione che ancora pende sulla sua testa è diventata un incubo. Spedisce l'opera a Roma al cardinale Scipione Borghese, forse a corredo o a seguito della domanda di grazia. Anche se non è il suo ultimo dipinto, il tragico autoritratto sotto la forma di Golia decapitato ne fa un canto d'addio:é la sorte che toccherà anche a lui, se il papa Paolo V non concederà la grazia. La grazia viene concessa ma Caravaggio non lo saprà mai: minato nel fisico e colpito dalle febbri malariche, muore a Porto Ercole nel luglio del 1610.<br>Roma non seppe prendere coscienza di quella morte né di quella vita. per secoli lasciò in ombra la grande occasione rivoluzionaria offerta dall'opera di Caravaggio. E toccò, da allora in poi, a rari uomini nuovi, a creatori solitari e convinti, il compito di riprendere in mano i fili di quell'occasione e di perseguire l'idea della pittura come affermazione della verità delle cose.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-22 10:02:40 UTC</pubDate>
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