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      <title>I TEMPLI  ROMANI E IL PANTHEON by Tony XD</title>
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      <description>«Tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggiore di Roma»</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-17 19:49:28 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA DI UNA LEGGENDA</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>«Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo». Le note parole pronunciate dal primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, tramandateci dallo scrittore romano Svetonio, testimoniano più di altre i grandi cambiamenti di Roma: una città che nacque nella leggenda, che fu repubblica e che divenne l'impero più vasto dell'antichità prima di cadere&nbsp;nel&nbsp;476&nbsp;d.C.<br>La storia romana detta anche storia di Roma antica narra le vicende che videro protagonista la città di Roma dalla mitica fondazione della città nel 753 a.C. alla caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 d.C., anno con cui si indica l'inizio dell'epoca&nbsp;medievale.<br>Gli storici suddividono convenzionalmente la storia romana in tre grandi età:&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br><br>-Età regia: dal 753 a.C., anno della fondazione di Roma, al 509 a.C., anno della cacciata dei Tarquini da Roma.<br><br>-Età repubblicana: dal 509 al 31 a.C., data della battaglia di Azio, o dal 509 a.C. al 27 a.C. anno durante il quale il Senato di Roma conferì pieni poteri e il titolo di Augusto a Ottaviano.<br><br>-Età imperiale: dal 31 o 27 a.C. al 476 d.C., anno della deposizione di Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano&nbsp;d'Occidente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 20:04:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 20:05:23 UTC</pubDate>
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         <title>TRA MITO E REALTA&#39;</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Narra la leggenda che Ascanio, figlio dell’eroe traiano Enea (discendente di Venere e del mortale Anchise), fondò la città d’Alba Longa sulla riva destra del Tevere. Qui regnarono molti dei suoi discendenti, fino a quando raggiunsero il potere Numitore e suo fratello Amulio. Quest’ultimo si appropriò del trono e costrinse l’unica figlia del fratello, Rea Silvia, a diventare vestale e a far quindi voto di castità, in modo da non poter procreare, evitando di generare pretendenti alla corona.<br><br>Marte, il dio della guerra, si invaghì della fanciulla e dopo averla posseduta la rese madre di due gemelli, Romolo e Remo. Amulio ordinò ai suoi soldati di uccidere i due bambini, ma questi per pietà li risparmiarono e li abbandonarono in una cesta lungo il Tevere.<br><br>Una lupa, attirata dai vagiti dei due bambini, li raggiunse e li allattò nella sua tana del monte Palatino, fino a quando furono trovati da un pastore che insieme a sua moglie li adottò. Ormai adulti, i gemelli uccisero Amulio e riconsegnarono il potere d’Alba Longa al nonno Numitore e, come colonia di quest’ultima, fondarono una città nei pressi della riva destra del Tevere, nel luogo in cui erano stati allattati dalla lupa.<br><br>Si ipotizza che la lupa che allattò Romolo e Remo fu, in realtà, la loro madre adottiva. Il termine lupa era infatti utilizzato per indicare con disprezzo le prostitute.<br><br>La leggenda racconta, inoltre, di&nbsp; come Romolo uccise Remo. Vicino alla foce del fiume vi erano sette colli, chiamati Aventino, Celio, Capitolino, Esquilino, Palatino, Quirinale e Viminale. Romolo e Remo non giungevano a un accordo sulla scelta del luogo di fondazione della loro città e lasciarono decidere al fato, osservando, secondo il metodo etrusco, il volo degli uccelli. Romolo ne vide dodici sul Palatino, mentre Remo solo sei su un’altra collina. Per delimitare la nuova città, Romolo tracciò un perimetro con l’aratro nell'area del monte Palatino e giurò che avrebbe ucciso chiunque avesse cercato di superare il confine. Remo disubbidì all'ordine di Romolo e attraversò con disprezzo la linea tracciata dal fratello. Fu così che Romolo lo uccise, diventando il primo re di Roma. Ciò avvenne nel 754 a.C., secondo quanto riferito dalla storiografia&nbsp;antica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 20:10:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 20:12:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'architettura romana il tempio si ispira inizialmente ai modelli etruschi, ma presto attinge all'architettura ellenistica. La più marcata differenza del tempio romano rispetto a quello greco è la sua sopraelevazione su un alto podio, accessibile da una scalinata spesso frontale. Inoltre si tende a dare maggiore importanza alla facciata, mentre il retro è spesso addossato a un muro di recinzione e privo dunque del colonnato. Templi greco-romani sono stati spesso inglobati nell'architettura posteriore celandosi sotto cattedrali (Siracusa) o in normali case (Himera, Camarina) ciò che ne ha permesso la conservazione delle strutture. Esempi romani:</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 20:51:07 UTC</pubDate>
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         <title>GENERALITA&#39; ARCHITETTONICHE</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per tutto il periodo repubblicano le forme architettoniche&nbsp; si rifanno alle precedenti tradizioni italiche, a loro volta influenzate dall'arte greca, anche se con importanti innovazioni etrusche, come l'uso dell'arco. In età imperiale i templi divennero vasti ambienti con volte e archi sorretti da pilastri, dove i colonnati non erano più di sostegno, ma involucri decorativi delle parti portanti in muratura. L'adozione del cementizio comporta&nbsp; spazi non più rigidamente quadrangolari, ma si sbizzarrisce nelle forme.<br><br>Dall'arco si originano le volte:<br>più archi successivi determinano la volta a botte;<br>due volte a botte incrociate ortogonalmente determinano la volta a crociera, compresa fra sei archi, quattro laterali e due&nbsp;trasversali.<br>Le superfici curve determinano anche la volta a vela e la cupola, che i romani impostano essenzialmente su 
una base circolare, come nel Pantheon. 

Archi e volte vengono costruiti con l'aiuto di centine, sostegni lignei sagomati ad arco su cui si dispongono i mattoni.<br>
In età imperiale il tempio, spesso anche a pianta centrale (circolare o poligonale) e ingigantito nelle dimensioni, si arricchisce di nicchie ed absidi, spazi semicircolari ricavati nelle pareti e destinati ad accogliere statue o realizzati per rendere più articolata la pianta di un edificio. La copertura non è più costituita solo da un tetto a due falde, ma anche da volte a botte o a cupola.
</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 20:57:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521370087</link>
         <description><![CDATA[<div>L'architettura templare romana si muove tra le forme della tradizione etrusca e greca e le novità consentite dal poter impiegare contemporaneamente sia il calcestruzzo sia il sistema archivoltato. I Romani, come già gli Etruschi, provavano un vero e proprio timore reverenziale nei confronti di tutto quello che riguardava la manifestazione del sacro, e questo li induceva a riproporre sempre le forme della tradizione, anche se arcaiche. Nonostante questa rigidità di fondo essi riuscirono ad apportare modifiche notevoli persino all'antica tipologia etrusca, la prima che essi adottarono (Tempio della Triade Capitolina).&nbsp;<br>Tra gli schemi greci gli esempi più notevoli a cui si fece ricorso, in particolare a Roma, furono:<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:35:52 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPIO CIRCOLARE PERIPTERO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521370349</link>
         <description><![CDATA[<div>Il circolare periptero (simile al monoptero), detto anche a tholos per similitudine con la pseudocupola micenea. In esso il naos assume forma cilindrica e la peristasi si trasforma in un porticato circolare.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:36:24 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPIO PROSTILO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il prostilo ha in genere ha la stessa pianta di quello in antis, soltanto che davanti alle ante e al naos si ergono almeno quattro colonne. Tra le colonne e le ante viene così a crearsi una specie di portico che, anteponendosi al pronao, ne amplifica la funzione di filtro simbolico tra esterno e interno</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:41:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPIO PSEUDOPERIPTERO </title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo pseudoperiptero o una forma a esso assimilabile. Nell'antica Grecia&nbsp; il colonnato del tempio pseudoperiptero sembra circondare tutta la cella, ma in realtà, in corrispondenza dei suoi lati, manca la peristasi, in quanto si hanno solo delle mezze colonne addossate alle pareti della cella stessa.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:43:18 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPIO PERIPTERO SU ALTO PODIO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:44:32 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPIO PERIPTERIO ( O DIPTERIO ) SU CREPIDOMIA</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521375307</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:48:48 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPIO PERIPTERO SENZA PÒSTICUM</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il periptero senza pòsticum, cioè con colonne su tre lati (i due lunghi e uno dei brevi) e una parete cieca in corrispondenza del quarto lato.&nbsp;<br>Il tempio, pertanto, è privo sia dell'opistodomo sia del colonnato posteriore, da cui il nome sine postico, cioè, letteralmente, senza la parte posteriore).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:52:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521378766</link>
         <description><![CDATA[<div>A seconda principalmente del tipo di capitello, gli ordini si distinguono in: dorico, ionico e corinzio, in Grecia, con l'aggiunta del tuscanico e del composito a Roma.<br><br>Il tuscanico rappresenta invece una variante locale italica del dorico e l'ordine composito, una creazione romana dell'epoca di Augusto mescolando gli stili ionico e corinzio insieme.<br><br>Non solo il capitello, ma anche gli altri elementi dell'ordine sono differenti sulla base di questa medesima suddivisione: tuttavia va rilevato che nell'architettura romana si mescolano elementi di ordini diversi, un uso iniziato in epoca ellenistica.<br><br>Queste sono le caratteristiche dei diversi ordini:<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:58:05 UTC</pubDate>
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         <title>ORDINE DORICO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Base mancante: il fusto della colonna, rastremata verso l'alto poggia direttamente sul pavimento.<br>Fusto con scanalature che si incontrano formando un angolo vivo, invece che essere separate da listelli e sono 20 come negli ordini ionico e corinzio. Capitello dorico formato da abaco più echino.<br>Architrave intero con guttae, ossia piccoli elementi a forma di tronco di cono, al di sotto della fascia sporgente di coronamento. Fregio suddiviso in metope, riquadri piani decorati a pittura o a rilievo, e triglifi, elementi più sporgenti solcati da scanalature. Cornice con una parte superiore più sporgente, decorata sul soffitto con tavolette ornate da file di guttae. Priva di dentelli nella parte inferiore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:59:22 UTC</pubDate>
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         <title>ORDINE TUSCANICO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Base presente: con modanatura con profilo a semicerchio convesso. Fusto come nell'ordine dorico, oppure liscio. Capitello tuscanico. Architrave teoricamente come nell'ordine dorico. Fregio teoricamente come nell'ordine dorico. Cornice come nell'ordine dorico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 22:01:31 UTC</pubDate>
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         <title>ORDINE IONICO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Base presente: con forme diverse a seconda del luogo e del periodo, la più nota e comune è quella a "base attica", con fusto a scanalature separate da listelli e non a spigolo vivo. Capitello ionico<br>Architrave suddiviso in fasce, ciascuna leggermente sporgente rispetto a quella inferiore, e coronato superiormente da modanature. Fregio continuo. Cornice decorata con dentelli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 22:03:32 UTC</pubDate>
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         <title>ORDINE CORINZIO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Base presente. Fusto scanalato come nell'ordine ionico. Capitello corinzio. Architrave come nell'ordine ionico. Fregio continuo come nell'ordine ionico. Cornice come nell'ordine ionico.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 22:05:05 UTC</pubDate>
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         <title>ORDINE COMPOSITO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521382084</link>
         <description><![CDATA[<div>Base presente. Fusto scanalato come nell'ordine ionico. Capitello composito, architrave come nell'ordine ionico. Fregio continuo come nell'ordine ionico. Cornice come nell'ordine ionico.<br>Coll'avvento del Cristianesimo i templi e le statue pagane vennero abbattuti, salvandosi solo gli edifici trasformati in chiese. Solo nel Rinascimento si avrà la scoperta di tanta bellezza oltraggiata e sepolta, che ancora oggi è insuperata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 22:06:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA REALIZZAZIONE DEL TEMPIO ERA SCANDITA IN 5 FASI:</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521650600</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 12:28:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>VOTUM</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521650842</link>
         <description><![CDATA[<div>Promessa della costruzione del tempio ad un dio, generalmente per supplica o ringraziamento in occasione di battaglie, lotte interne o calamità naturali.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 12:29:36 UTC</pubDate>
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         <title>LOCATIO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>La scelta del luogo della costruzione del tempio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:11:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>INAUGURATIO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima della costruzione il luogo prescelto veniva delimitato e sacralizzato dagli Auguri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:11:52 UTC</pubDate>
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         <title>CONSACRATIO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Terminata la costruzione, i Pontefici consacravano il tempio alla divinità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:12:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>DEDICATIO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>La dedica ufficiale al dio, che in quel giorno (dies natalis) veniva celebrato con cerimonie annuali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:13:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521670305</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:13:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>A SECONDA DEI PARAMENTI POSSONO DISTINGUERSI:</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521680627</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:35:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA INCERTA (OPUS INCERTUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521681717</link>
         <description><![CDATA[<div>paramento costituito da pietre irregolari a faccia piana, utilizzato soprattutto dagli inizi del II sec. a.c. fino a poco dopo la metà del I sec. a.c. Le pietre utilizzate nella muratura venivano legate con malta e fra una pietra e l'altra venivano aggiunti i pezzi più piccoli. Il tutto era poi cosparso da una gettata di malta liquida che era in grado di espandersi in tutta la muratura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:37:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA POLIGONALE (OPUS SILICEUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521682277</link>
         <description><![CDATA[<div>diffusa nell'Italia centrale, tra il VI e il II secolo a.c., eseguita con la sovrapposizione di massi in pietra non lavorati, anche di notevoli dimensioni, senza malte, grappe o perni. Veniva utilizzata per mura di terrazzamento e contenimento di terrapieni. Le mura di recinzione poligonali sono invece preromane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:38:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA QUADRATA (OPUS QUADRATUM): </title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521682971</link>
         <description><![CDATA[<div>con blocchi squadrati e uniformi, messi in opera in filari omogenei con piani di appoggio continui. I romani la utilizzarono a partire dal VI sec. a.c. perfezionandola con una maggiore regolarità del taglio e una disposizione più articolata dei blocchi. L'uso continua anche dopo l'introduzione del cementizio per tutta l'età imperiale.</div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:40:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA AFRICANA (OPUS AFRICANUM) O A TELAIO: </title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521683449</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;paramento costruito da catene verticali di blocchi di pietra nelle quali si alternano pietre verticali e orizzontali, riempita con un'opera simile a quella a graticcio. Venne utilizzata in Africa Settentrionale dal IV sec. a.c.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:41:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA CEMENTIZIA (OPUS CAEMENTICIUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521683921</link>
         <description><![CDATA[<div>murature costituite in cementizio, ossia malta (calce con sabbia o pozzolana) mescolata a pietre (caementa). L'opera cementizia costituisce generalmente solo il nucleo portante della muratura, rivestita all'esterno con un paramento che fa da contenitore sui due lati.</div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:42:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA RETICOLATA (OPUS RETICOLATUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521684370</link>
         <description><![CDATA[<div>paramento costituito da piccole piramidi tronche a base quadrata in pietra (<em>tufelli</em> o <em>cubilia</em>), con la punta inserita nel cementizio e disposte in diagonale a formare un reticolo, utilizzata soprattutto a partire dalla prima metà del I sec. a.c. e fino all'epoca giulio-claudia.&nbsp;</div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:44:00 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA QUASI RETICOLATA:</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521685348</link>
         <description><![CDATA[<div>paramento molto simile al reticolato, molto meno accurato e uniforme. Utilizzata dalla fine del II sec. a.C. .</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:45:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA LATERIZIA (OPUS TESTACEUM E OPUS LATERICIUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521685779</link>
         <description><![CDATA[<div>paramento costituito, inizialmente, da tegole smarginate e, poi, da mattoni o laterizi, di forma triangolare, con la punta inserita nel cementizio, utilizzata dalla fine del I sec. a.C. e per tutta l'età imperiale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:47:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA MISTA (OPUS MIXTUM): </title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521686211</link>
         <description><![CDATA[<div>paramento costituito da opera reticolata, con ammorsature in opera laterizia agli angoli ed agli spigoli, utilizzata soprattutto nel II sec. d.C.</div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:47:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA LISTATA (OPUS VITTATUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521686795</link>
         <description><![CDATA[<div>paramento costituito da ricorsi alternati di laterizi e di piccoli blocchi in tufo (<em>tufelli</em>), utilizzata soprattutto dagli inizi del IV sec. d.c. In modo analogo all'opera mista, a volte con ammorsature in laterizio negli spigoli ed agli angoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:49:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OPERA A GRATICCIO (OPUS CRATICIUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521687791</link>
         <description><![CDATA[<div>muratura leggera costituito da un telaio portante di legno poggiato su uno zoccolo in muratura riempito da argilla. Utilizzato per i tramezzi delle abitazioni.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:51:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I RIVESTIMENTI DEI PARAMENTI</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521688533</link>
         <description><![CDATA[<div>I paramenti potevano poi essere rivestiti in vari modi:<br><br></div><ul><li>con intonaco, decorato con pitture ad affresco</li><li>ad encausto</li><li>con ornamenti in stucco,&nbsp;</li><li>con mosaici parietali (più rari di quelli pavimentali).</li></ul><div>Strutture destinate ad usi particolari, come le vasche destinate a contenere liquidi, o le cisterne, venivano rivestite da cocciopesto (opus signinum), un composto di calce, sabbia o pozzolana e frantumi di laterizio omogenei, utilizzato come impermeabilizzante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:52:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I PAVIMENTI POTEVANO ESSERE:</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521689497</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:54:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IN OPERA SPICATA (OPUS SPICATUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521690627</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;mattoni rettangolari disposti di taglio a spina di pesce.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:57:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IN MOSAICO (OPUS TESSELLATUM O OPUS VERMICULATUM)</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521691378</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:58:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IN OPERA SCUTULATA (OPUS SCUTULATUM):</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>scaglie di pietra o marmo, di vario colore e formato, inserite in fondi di vario tipo e disposte sparse o secondo motivi decorativi, utilizzate dal I secolo a.C. .</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 14:00:30 UTC</pubDate>
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         <title>OPUS SECTILE:</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>lastre di diversi marmi colorati disposte in modo da formare disegni geometrici.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 14:01:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 14:44:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Pantheon (in greco antico: Πάνθεων [ἱερόν], Pántheon [hierón], «tempio di tutti gli dei»), in latino classico Pantheum, è un edificio della Roma antica situato nel rione Pigna nel centro storico, costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future. Fu fondato nel 27 a.C. dall'arpinate Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto. Agrippa lo dedicò alla dea Cibele e a tutti gli dei. Fu fatto ricostruire dall'imperatore Adriano presumibilmente dal 112-115 fino al 124 d.C. circa, dopo che gli incendi dell'80 e del 110 d.C. avevano danneggiato la costruzione precedente di età augustea.<br>È composto da una struttura circolare unita a un pronao in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono un frontone. La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola emisferica in calcestruzzo che ospita al suo apice un'apertura circolare detta oculo, che permette l'illuminazione dell'ambiente interno. L'altezza dell'edificio calcolata all'oculo è pari al diametro della rotonda, caratteristica che rispecchia i criteri classici di architettura equilibrata e armoniosa. A quasi due millenni dalla sua costruzione, la cupola intradossata del Pantheon è ancora oggi una delle cupole più grandi di tutto il mondo, e nello specifico la più grande costruita in calcestruzzo romano.<br>All'inizio del VII secolo il Pantheon venne donato dall'imperatore Foca al papa Bonifacio IV e fu convertito in basilica cristiana chiamata Santa Maria della Rotonda o Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni inflitte dai papi agli edifici della Roma classica. Gode del rango di basilica minore ed è l'unica basilica di Roma oltre a quelle patriarcali ad avere ancora un capitolo. Gli abitanti di Roma lo chiamavano popolarmente la Rotonna ("la Rotonda"), da cui derivano anche il nome della piazza e della&nbsp;via&nbsp;antistanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 14:49:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 14:52:27 UTC</pubDate>
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         <title>LA STRUTTURA</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521725165</link>
         <description><![CDATA[<div>Per resistere a tutti i tipi di spinta, la struttura interna della costruzione centrale (rotonda e cupola) deve contemporaneamente compensare la spinta verticale alla sommità della volta e le forze che si scaricano alla base della cupola. I costruttori romani hanno risolto questi problemi principalmente in due modi: la ricerca dei materiali più idonei e il controllo dell'orientamento&nbsp;delle&nbsp;spinte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:00:59 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCELTA DEI MATERIALI DI COSTRUZIONE</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521725884</link>
         <description><![CDATA[<div>L'uso massiccio di calcestruzzo (opus caementicium) gettato tra paramenti di mattoni (opus latericium), fa sì che l'edificio costituisca un blocco coerente la cui rigidità assicura una buona resistenza alle forze di deformazione. A seconda della quota dell'edificio, il calcestruzzo utilizzato comprende un inerte granulare differente, idoneo alle esigenze di resistenza o di leggerezza.<br>A partire dal basso, si riscontrano cinque diversi tipi di calcestruzzo: il muro della rotonda, fino alla prima cornice esterna, è costituito da calcestruzzo in cui sono visibili scaglie di tufo e travertino; tra la prima e la seconda cornice, il calcestruzzo è composto da tufo e mattoni. Il muro sopra la seconda cornice e il primo anello della cupola è in calcestruzzo con mattoni frantumati, mentre il secondo anello della cupola è costruito con calcestruzzo contenente tufo e mattoni frantumati. La calotta della cupola è stata realizzata con grande cura, in quanto è stata costruita con calcestruzzo contenente pomice granulare e tufo, con spessore progressivamente decrescente, da 5,90 m alla base fino a solo 1,5 m al livello dell'oculus, ricoperto poi con uno strato di rivestimento sigillante di 15 cm.<br>La malta del calcestruzzo romano è una miscela di sabbia e di calce. Al passare del tempo, esso tende a calcificarsi sempre di più, cosa che gli assicura un'eccellente tenuta nel corso&nbsp;dei&nbsp;secoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:02:37 UTC</pubDate>
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         <title>IL RIORIENTAMENTO DELLE SPINTE</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Le spinte statiche sono molteplici: la base della cupola (4 nella figura ) tende a spingere il muro che la sostiene verso l'esterno. Questo cilindro non è pieno, ma scavato dalle 7 esedre (3 nella figura) e dall'ingresso e anche dalle sezioni vuote del livello superiore. Il peso della cupola è così sorretto dagli otto pilastri massicci in muratura che separano questi spazi vuoti.</div><div>Era quindi necessario sia compensare le spinte centrifughe sia orientare le spinte verticali sugli otto pilastri. Per conseguire questi risultati i costruttori adottarono molteplici soluzioni:<br><br></div><ul><li><br>il muro esterno (1 nella figura ) supera di 8,40 m (5 nella figura ) il piede della cupola e agisce da contrafforte;</li><li>alla base della cupola è sovrapposta una serie di sette anelli di calcestruzzo disposti a gradoni (6 nella figura ), visibili dall'esterno, che aumentano la componente di spinta verticale rispetto a quella orizzontale centrifuga;</li><li>nello spessore della rotonda sono inclusi dei grandi archi di scarico in bipedali (mattoni quadrati di due piedi di lato), che indirizzano le spinte sui pilastri della rotonda; altri archi di mattoni inclusi nel muro della rotonda, ma visibili dall'esterno a seguito della scomparsa dell'intonaco di rivestimento, reindirizzano le spinte verso i pilastri;</li><li>La parte portante della parete cilindrica è rinforzata da una serie di piccoli archi radiali compresi tra i livelli superiori della parete interna e della parete esterna.<br><br></li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:05:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orlandoantonio700</author>
         <link>https://padlet.com/orlandoantonio700/ooi5jspc6cenguj/wish/2521728092</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:07:19 UTC</pubDate>
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         <title>NUMERI PERFETTI E LEGGENDE</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>La cupola, all'interno, è decorata da cinque ordini di ventotto cassettoni; ventotto era un numero che gli antichi consideravano perfetto, dal momento che si ottiene dalla somma 1+2+3+4+5+6+7 e che il sette è un numero che indica perfezione, essendo sette i pianeti visibili a occhio nudo. I cassettoni sono di misura decrescente procedendo verso l'alto, e sono assenti nell'ampia fascia liscia vicina all'oculo zenitale, che misura 9 m di diametro. L'oculo, che dà luce alla cupola, è circondato da una cornice di tegoloni fasciati in bronzo fissati alla cupola, che forse proseguiva internamente fino alla fila più alta di cassettoni. Una tradizione romana vuole che nel Pantheon non penetri la pioggia per il cosiddetto "effetto camino": in realtà è una leggenda legata al passato, quando la miriade di candele che venivano accese nella chiesa produceva una corrente d'aria calda che saliva verso l'alto e che incontrandosi con la pioggia la nebulizzava, annullando pertanto la percezione dell'entrata&nbsp;dell'acqua.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:10:43 UTC</pubDate>
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         <title>UN RECORD INBATTUTO </title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>La cupola del Pantheon, dal diametro di 43,44 m, e con più di 5 000 tonnellate di peso, è l'archetipo delle cupole costruite nei secoli successivi in Europa e nel Mediterraneo, sia nelle chiese cristiane, sia nelle moschee musulmane. Per ciò che concerne il diametro, oggi, se non si considera la copertura del CNIT (Centre des nouvelles industries et technologies) di Parigi come una cupola (in realtà è una volta a crociera), la cupola del Pantheon è tuttora la cupola più grande al mondo, superando sia la cupola di San Pietro (diametro 42,52 m) sia la cupola del Brunelleschi a Firenze (diagonale minore 41,47 m) e sia la cupola di Santa Sofia a Costantinopoli (diametro maggiore 31,24 m). Tra le cupole in calcestruzzo, quella del Pantheon ha le dimensioni del diametro ancora&nbsp;insuperate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:18:17 UTC</pubDate>
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         <title>UN CAPOLAVORO ARCHITETTONICO</title>
         <author>orlandoantonio700</author>
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         <description><![CDATA[<div>La realizzazione fu resa possibile grazie a una serie di espedienti che contribuiscono a l'alleggerimento della struttura: dall'utilizzo dei cassettoni all'uso di materiali via via sempre più leggeri verso l'alto.&nbsp;<br>Nello strato più vicino al tamburo cilindrico si trovano strati di calcestruzzo con scaglie di mattoni, salendo si trova calcestruzzo con scaglie di tufo, mentre nella parte superiore, nei pressi dell'oculo, si trova calcestruzzo miscelato a lapilli vulcanici. La cupola fu realizzata in unico getto sopra una enorme centina in legno.<br>All'esterno, la cupola è nascosta inferiormente da una sopraelevazione del muro della rotonda, ed è quindi articolata in sette anelli sovrapposti, l'inferiore dei quali conserva tuttora il rivestimento in lastre di marmo. La parte restante era coperta da tegole in bronzo dorato, asportate dall'imperatore bizantino Costante II nel 655, con l'eccezione di quelle che circondavano l'oculo, tuttora in situ. Nell'VIII secolo papa Gregorio III ripristinò la copertura con lastre di piombo. Lavori di restauro della copertura furono poi eseguiti dai papi Niccolò V e Gregorio XVI. Lo spessore della muratura si rastrema verso l'alto (da 5,90 m inferiormente a 1,50 m in corrispondenza della parte intorno all'oculo&nbsp;centrale).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 15:24:17 UTC</pubDate>
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         <author>orlandoantonio700</author>
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         <pubDate>2023-03-18 15:25:09 UTC</pubDate>
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         <author>orlandoantonio700</author>
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         <author>orlandoantonio700</author>
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         <pubDate>2023-03-18 15:27:52 UTC</pubDate>
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         <author>orlandoantonio700</author>
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         <author>orlandoantonio700</author>
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