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      <title>Da Alcesti alla giornata europea dei giusti dell&#39;Umanità by Francesco D&#39;Alessandro</title>
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      <description>Realizzato dalla V B del Liceo classico “G.B. Vico”</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-04-24 17:08:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francesco_dalessandro360</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 17:08:39 UTC</pubDate>
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         <title>Che cos&#39;è la giustizia?</title>
         <author>francesco_dalessandro360</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>giustìzia</strong> s. f. [dal lat. <em>iustitia</em>, der. di <em>iustus</em> «giusto»]. – <strong>1.</strong> <strong>a.</strong> Virtù eminentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 17:12:25 UTC</pubDate>
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         <title>Legge n. 212/2017</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><em>
</em> <em>"La Repubblica riconosce il 6 marzo come «Giornata dei Giusti dell'umanita'», dedicata a mantenere viva e rinnovare la memoria di quanti, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignita' della persona rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani."<br></em><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-28 08:50:16 UTC</pubDate>
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         <title>La critica ad Alcesti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div> Kott e altri critici hanno ipotizzato nel suo silenzio la possibilità che si tratti in realtà non di lei ma di un'altra donna, altri ancora (Verrall) che Alcesti non sia mai morta; purtuttavia in generale (da Hofmannsthall a Paduano) si tende semplicemente a sottolineare nel dramma il carattere solenne e religioso del ritorno dalla morte come evento straordinario. Diano vede nell'Alcesti una meditazione della morte e, attraverso l'analisi del testo, vede nell'appellativo <em>ghennaìos</em>, con cui Alcesti è indicata, una rivoluzione culturale, poiché quello era l'appellativo degli eroi morti in battaglia, che mai prima era stato usato per una donna. Il sacrificio di Alcesti rispecchia dunque le leggi di una società guerriera, aristocratica e cavalleresca, dove il <em>nòmos</em> che lega gli <em>hetâiroi</em> ("eteri", letteralmente "compagni") è più forte del vincolo di sangue. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-28 09:18:43 UTC</pubDate>
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         <title>Ferete, l&#39;amore per l&#39;uomo abbietto.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ferete è una figura che ha sollecitato la fantasia di molti autori. Nelle riscritture delle Alcesti, il suo ruolo va trasformandosi da secondario a comprimario, evidenziando la prospettiva che il personaggio porta alla narrazione.<br>Ferete non è in grado di vedere il sacrificio di Alcesti come slancio di pura humanitas, anzi, lo percepisce in un'ottica puramente calcolatrice come mezzo utilizzato dal figlio per rimandare la sua morte. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-28 14:36:04 UTC</pubDate>
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         <title>Ferete è un giusto?</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Volendo immergerci nella sua visione del mondo e della vita, Ferete agisce da uomo giusto, se per giusto intendiamo colui che segue la legge. Ferete ha cresciuto ed onorato il figlio come gli era richiesto dal suo ruolo di padre e non ha mai mancato niente nell'adempire al compito così come gli è stato insegnato. <br>Per Ferete, non è giusto sacrificare la sua vita per quella di Admeto, perché ciò non rientra nei suoi doveri di padre nei confronti del figlio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-28 14:36:05 UTC</pubDate>
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         <title>Ferete, dove la ragione non arriva</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Tuttavia, Ferete e la moglie rimangono a noi come due lampanti esempi di ingiustizia. Ligi alla legge ufficiale, giusti nei confronti della tradizione, sono i più ingiusti dinnanzi ai nostri occhi, dimentichi della legge più importante, quella della natura umana stessa.<br>Se pur hanno cresciuto un figlio come tradizione prescriveva, hanno dimostrato di non amarlo come natura vorrebbe. Di conseguenza, escono di scena come personaggi turpi e freddi, incapaci di veri sentimenti, creature di logica asettica ed individualistica senza cuore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-28 14:50:36 UTC</pubDate>
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         <title>Admeto è un giusto?</title>
         <author>francesco_dalessandro360</author>
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         <description><![CDATA[<div>Admeto, il protagonista di questa tragedia, ha un ruolo talmente influente da essere,attraverso una serie di complicazioni, artefice del suo stesso male, causato dalla perdita della sua cara amata. È davvero giusto dal punto di vista morale pretendere che qualche persona a te legata, e nello specifico chi ti ha cresciuto, si sacrifichi per garantirti la vita eterna? Admeto si è lasciato travolgere dall'ingordigia, e a pagarne le conseguenze è stata la sua amata, disposta a rendere lunga vita al proprio consorte. La scelta di Ferete, da questo punto di vista, è del tutto comprensibile, così come è comprensibile il suo attaccamento per i suoi ultimi anni di vita. Admeto avrebbe mai fatto lo stesso se, in età evanzata, suo figlio gli avesse chiesto di sacrificarsi per garantirgli vita eterna?</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-28 22:48:34 UTC</pubDate>
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         <title>La giustizia è atea?</title>
         <author>francesco_dalessandro360</author>
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         <description><![CDATA[<div>C'è dell'ateismo nell'<em>Alcesti</em> di Euripide. Già nell'<em>incipit</em> viene infatti detto che all'origine della tragedia vi è un comportamento sbagliato, o eccessivo, dello stesso Zeus, che uccise Asclepio per aver osato resuscitare un morto: un atto gravissimo di insubordinazione nei confronti di Zeus, in quanto neppure lui si permetteva una cosa così contronatura. La morte doveva appunto servire per distinguere in maniera irreversibile il destino degli uomini da quello degli dèi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-29 00:18:34 UTC</pubDate>
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         <title>Echi danteschi</title>
         <author>francesco_dalessandro360</author>
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         <description><![CDATA[<div>L' estrema bravura in campo medico di Asclepio, capace di sottrarre anche i casi più gravi di morbi dalla morte, aveva fatto storcere non poco il naso ad Ade che colse ben presto l'occasione per lamentare il dolo subito presso Zeus. Quest'ultimo, dopo averne ordito la morte, vedrà dapprima Apollo vendicarsi uccidendo i titani forgiatori di fulmini, per poi riunire il consesso degli dei e punire a propria volta suo figlio relegandolo a lavorare per un anno presso Admeto, secondo gli schemi di una primigenia legge del contrappasso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-29 05:32:16 UTC</pubDate>
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