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      <title>La rivoluzione industriale by Claudia D&#39; Agostini</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-13 18:26:29 UTC</pubDate>
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         <title>DEFINIZIONE</title>
         <author>claudia_dagostini</author>
         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/231295140</link>
         <description><![CDATA[<div>Trasformazione delle strutture produttive e sociali determinata dall'affermazione di nuove tecnologie. Gli inizi della Rivoluzione Industriale sono collocabili in Inghilterra tra gli ultimi decenni del XVIII e la prima metà del XIX secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 21:02:31 UTC</pubDate>
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         <title>Questione sociale(Alice Trentinaglia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine del’600 l’Inghilterra presenta per certi versi caratteristiche simili a quelle di altri paesi europei: l'attività economica prevalente era pappresentata dall’agricoltura, tanto che, secondo stime dei contemporanei, l’80% degli abitanti lavorava nei campi e viveva dei prodotti della terra; le attività industriali, fra le quali predominavano quelle tessili, erano organizzate prevalentemente su scala domestica e l’unitá tipica di produzione era costituita dalla famiglia.<br><br>La popolazione era infatti dispersa nelle compagne e i contatti e gli scambi erano precari anche per la scarsità delle vie di comunicazione interne.<br><br>La crescita economica di scontrava con quelle che sembravano essere le leggi naturali e immodificabili dell’equilibrio fra popolazione e disponibilità di risorse alimentari.<br><br>Da 6 milioni di abitanti del 1740, una cifra stabile da molti decenni, si passò agli oltre 14 milioni nel 1830, grazie soprattutto al notevole aumento della natalità. La causa principale di questo incremento della natalità ful il progressivo abbassamento dell’età del matrimonio è un aumento dei matrimoni stessi in coincidenza con una secessione di raccolti favorevoli e quindi con una maggiore disponibilità alimentare.<br><br>La rivoluzione demografica rese disponibile all’industria nascente una monodopera numerosa e quindi a basso costo. Una manodopera che, uscendo dal ciclo dell’autoconsumo, divenne sempre più dipendente del mercato per il soddisfacimento dei propri bisogni elementari.<br><br>È indispensabile ricordare infatti alcune delle peculiarità del sistema politico e del clima culturale inglese nel’700: che consistono essenzialmente nella stabilità politica, nel rafforzamento del ruolo del Parlamento, nella vivacità della società civile. La società inglese appariva inoltre più colta e dinamica di quelle continentali, aperta alla innovazioni, per corsa da fermenti individualistici è da un forte spirito pragmatico. I fattori qui indicati individuano, più. Be le cause, le condizioni che consentirono in decollo industriale. Ma dall’analisi del sistema produttivo risulterà evidente che le invenzioni tecnologiche e la progressiva introduzione del sistema fabbrica furono gli elementi di rottura che segnarono il vero e proprio avvio della rivoluzione industriale.<br><br>L’avvento del sistema di fabbrica sconvolse i metodi di produzione e le forme di organizzazione del lavoro. In Inghilterra, fino alla metà del’700 la maggior parte dell’attività lavorativa di svolgeva nelle botteghe artigiane, che continuavano a essere sottoposte nelle città ai regolamenti restrittivi delle corporazioni.<br><br>Con l’introduzione della macchine e del vapore questo sistema venne progressivamente ma ineluttabilmente smantellato e il lavoratore divenne un’operaio: abbandono cioè tutte le attività che nell’impresa famigliare continuavano a svolgere, in particolare quella agricola, ed ebbe nella fabbrica il suo unico impiego.<br><br>Il sistema di fabbrica si trasformò, insieme a quella interna ai luoghi di produzione, anche l’organizzazione territoriale del lavoro e ridisegno con essa l’immagine topografica e architettonica della città e del paesaggio. Infatti l'attività lavorativa so concentrò progressivamente nei centri urbani che crebbero in misura considerevole secondo tipologie edilizio di tipo intensivo, mentre alche la campagna circostante modificava le sue colture in funzione di una popolazione urbana in aumento.<br><br>&nbsp;A questo insieme di trasformazioni si associa usualmente la nascita del proletariato industriale. La sua formazione fu lenta e complessa.<br><br> In effetti l’avventk del sistema di fabbrica impose condizioni di lavoro molto gravose, che prevedevano orari che oscillavano tra le dodici e le sedici ore giornaliere. La semplificazione del processo produttivo rese possibile il largo impiego, sopratutto nell’industria tessile, di donne e bambini che furono sottoposti a livelli disumani di sfuttamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 14:18:36 UTC</pubDate>
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         <title>Macchina a vapore (Sara Sulovska</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>E' un sistema per produrre lavoro meccanico a spese dell'energia termica. Una sorgente di calore porta all'ebollizione una certa quantità di acqua producendo vapore, che per espandersi, preme sulle pareti del contenitore mettendo in movimento un pistone. Usata come base per la costruzione di macchine industriali, per far viaggiare locomotive, navi ecc.. (primo esempio di macchina a vapore è l'eolipila)<br>La rivoluzione industriale iniziò proprio nel Regno Unito concentrata inizialmente su industrie pesanti come la cantieristica e l'estrazione del carbone.<br>Durante la seconda metà del XVIII sec. si verificò un fatto di grandissima importanza, l'invenzione della macchina a vapore di James Watt. Fin da allora le uniche forze che l'uomo aveva avuto a disposizione erano state quelle fornite da alcuni animali. Il lavoro quindi si basava sulla forza muscolare dell'uomo o di altre componenti.<br>I prodotti, in particolare quelli tessili, costavano moltissimo proprio perchè per produrli occorreva molto tempo: i telai erano manovrati a mano. L'invenzione della macchina a vapore mutò appunto questo stato di cose, visto che la sua forza venne sfruttata soprattutto per muovere i telai e più tardi per trascinare sui binari lunghi convogli ferroviari.&nbsp;<br>La produzione tessile in modo improvviso e nello stesso tempo i prezzi diminuirono (la stoffa lavorata a macchina poteva essere prodotta in un tempo minore). I lavoratori tessili (che lavoravano per proprio conto come artigiani veri e propri) non furono in grado di reggere alla concorrenza con le macchine e quindi andavano nelle grandi fabbriche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:22:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/231994026</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Manodopera</strong> (Gunici Donjete) <br>Il termine <strong>manodopera</strong> indica la forza lavorativa, prevalentemente manuale, adibita a un'attività produttiva in modo più o meno continuativo da parte di un datore di lavoro.</div><div><mark>Nelle campagne, l’agricoltura si era liberata radicalmente dai condizionamenti dei vincoli feudali, grazie al processo delle enclosures</mark>, che portò alla privatizzazione delle terre comuni, segnando la fine della feudale economia di villaggio.</div><div>Alla trasformazione dell’agricoltura fece seguito l’abbandono delle campagne da parte di masse contadine, che costituirono, con gli artigiani, la manodopera a buon mercato per la nascente industria. Il rapido incremento demografico, registratosi fin dai primi anni del Settecento allargò il mercato per l’industria, mettendole a disposizione abbondanza di<strong> </strong>manodopera, specie donne e bambini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:31:28 UTC</pubDate>
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         <title>Malattie professionali (Nisrin Achek</title>
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         <description><![CDATA[<div><br><br>La malattia professionale è un evento dannoso alla persona che si manifesta in modo lento, graduale e progressivo, involontario e in occasione del lavoro. Nella malattia professionale, diversamente che nell'infortunio, l'influenza del lavoro nella genesi del danno lavorativo è specifica, poiché la malattia deve essere contratta proprio nell'esercizio ed a causa di quell'attività lavorativa o per l'esposizione a quella determinata noxa patogena.<br>Gli agenti responsabili sono tantissimi e spesso i lavoratori sono esposti senza conoscere i rischi. Ai fattori classici dell’organizzazione del lavoro nei settori produttivi tradizionali nel pubblico e nel privato, vanno aggiunti i fattori emergenti legati principalmente al lavoro d’ufficio (attualmente in Italia il terziario è il settore che occupa il maggior numero di lavoratori) in cui si hanno molte tipologie di malattie professionali.<br>In questo ambito il rischio è dovuto:<br>uso del computer che porta a patologie legate a: vista, stress, radiazioni, ergonomia: patologie spinali e sindrome del tunnel carpale, impianti di condizionamento infezioni, asma e alveoliti allergiche. Dal punto di vista legislativo in Italia dal 1965 esiste una assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali ed un elenco delle malattie riconosciute con causa professionale.<br>Abbiamo le prime forme di malattie professionali durante la rivoluzione&nbsp; industriale soprattutto per quanto riguarda i bambini dai 7e 8 anni . La piccola taglia dei fanciulli e l'agilità delle loro dita erano il migliore ausilio per le macchine e la loro debolezza era una garanzia di docilità. Senza fatica li si poteva ridurre in uno stato di obbedienza passiva cui gli uomini maturi non si lasciavano facilmente piegare. La sorte di questi bambini fu particolarmente penosa perchè erano sottoposti ad una schiavitù disumana. I caporeparto non permettevano un momento di pausa. Spesso per non fermare le macchine il lavoro continuava giorno e notte. Gli infortuni erano molto frequenti e non vi era disciplina.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 17:11:33 UTC</pubDate>
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         <title>SIDERURGIA (</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 21:13:21 UTC</pubDate>
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         <title>Campi aperti=&gt;Campi chiusi (Denis</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/232716366</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>Campi chiusi</mark> , sono un modo di organizzare il suolo agricolo, con recinzioni di siepi o muretti, per lo più coincidenti con i confini delle diverse proprietà.<br><br>Malgrado lo sviluppo dei commerci, l’Inghilterra era ancora un paese a economia agricola (i contadini costituivano l’80% della popolazione). Lo sfruttamento della terra si basava sul sistema dei <mark>campi aperti:</mark> il Lord lasciava parte dei propri possedimenti ai contadini che li coltivavano in comune e in cambio riceveva una quota di prodotto.<mark> A partire dal Cinquecento però</mark>, si era incominciato ad affidare le terre agli intendenti in cambio di una percentuale del prodotto. Costoro suddivisero i terreni in tre parti: prati adibiti al pascolo, campi e bosco, ciascuno con una precisa funzione produttiva, e ne vietavano ai contadini l’uso comune. Questo sistema, detto dei campi chiusi, si rivelò estremamente produttivo al punto da estendersi nel Settecento a tutte le proprietà inglesi. Esso trasformò i contadini in semplici braccianti, ma favorì gli intendenti che diedero vita a un nuovo ceto di piccola nobiltà chiamato <mark>gentry.</mark><br><mark> La gentry </mark>e<mark> la borghesia</mark> avviarono il processo di accumulazione del capitale, ovvero del denaro che non veniva dissipato in beni di lusso ma veniva investito. <br><br>I campi aperti furono recintati da <mark>siepi continue</mark>, le terre comunali furono anche esse divise, divenendo delle proprietà chiuse. I più grossi proprietari terrieri intrapresero il processo di privatizzazione nel'intento di valorizzare le loro terre sia introducendo nuovi metodi di coltivazione sia mediante la conversione di vaste aree in terreni da pascolo per gli ovini. Per raggiungere tale scopo non v’era altro mezzo che sopprimere il sistema dei campi aperti, abolire i pascoli comuni, privatizzare in via definitiva la terra.<br><br></div><div>Per superare la resistenza dei piccoli proprietari a tali innovazioni <mark>si chiesero al Parlamento i decreti necessari alla legittimazione delle recinzioni</mark>, conosciuti come “enclosures acts,,. Timorosi della concorrenza delle grosse imprese agricole condotte con sistemi del tutto innovativi,<mark> i piccoli proprietari finirono per vendere ai più fortunati e ai più ricchi le loro terre</mark>. Non tutti i vecchi proprietari, rimasti privi dei loro campi, trovarono lavoro come braccianti nelle aziende agrarie, la maggior parte furono costretti ad abbandonare le campagne e a ritirarsi nelle città industriali, ove molti trovarono impiego nelle nascenti fabbriche, scadendo però dalla condizione di liberi a quella di operai salariati.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-18 17:02:42 UTC</pubDate>
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         <title>I coniugi Andrews</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Angie Tognon</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 10:36:15 UTC</pubDate>
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         <title>LE MATERIE PRIME (Ilaria Giotto)</title>
         <author>ilaria_giotto</author>
         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/234342794</link>
         <description><![CDATA[<div>La rivoluzione industriale fu un processo di evoluzione economica o industrializzazione della società che da sistema agricolo-artigianale-commerciale divenne un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (come ad esempio i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e anche politiche.<br>&nbsp;L’agricoltura rivoluzionata del 700 contribuì da una parte a un massiccio sviluppo della produttività e dall’altro a diffondere una mentalità imprenditoriale tra i produttori: una cultura dell’investimento in migliore tecniche, in novità, in sperimentazioni.<br>&nbsp;Una parte dei proprietari terrieri investì nella nascente industria per ottimizzare i guadagni ottenuti con il boom del mercato agricolo. Dal settore agricolo derivò la disponibilità di capitali “di rischio” che sostenne in parte le novità introdotte dal nuovo modo di produzione industriale. Infine fornì una parte rilevante della materia prima tessile: lana (allevamento) e cotone, oltre al carbone e al ferro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 17:00:44 UTC</pubDate>
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         <title>IL TELAIO IDRAULICO (Corrado De Vecchi)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/234491689</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1769 Richard Arkwringht costruì il telaio idraulico, che consisteva in un telaio di legno che alla sommità del quale erano disposte quattro bobine che portavano il nastro.<br>Da ciascuna bobina questo passava attraverso due coppie di rulli, divisi in quattro sezioni corrispondenti alle bobine; la seconda coppia di rulli si muoveva più rapidamente della prima, allungando così il filo, che veniva poi passato sotto il braccio di un'aletta attaccata a un fuso sul fondo della macchina ed era avvolto sulla bobina portata al fuso. La velocità della bobina era regolata rispetto a quella del fuso per mezzo di un freno, costituito da un pezzo di filato di lana avvolto intorno alla sua base. La macchina era stata inizialmente studiata per essere azionata da un cavallo, ma in principio si usò la forza motrice dell'acqua: da qui il nome di telaio ad acqua. Parecchi miglioramenti furono apportati tra il 1769 e il 1775; uno dei più importanti, brevettato nel 1772 da Coniah Wood, fu l'introduzione di una barra mobile al posto degli aghi che servivano a guidare il filo durante l'avvolgimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 21:01:22 UTC</pubDate>
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         <title>Energia (Fawei)</title>
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         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/239028939</link>
         <description><![CDATA[<div>Di fondamentale importanza per l'inizio della rivoluzione industriale fu l'invenzione della macchina a vapore che ha cambiato radicalmente tutti i sistemi produttivi. Per far funzionare queste macchine però occorreva trovare una fonte di energia diversa da quella muscolare. Macchina a vapore Motore termico alternativo a combustione esterna. La macchina a vapore trasforma energia termica in energia meccanica con un rendimento generalmente basso, per cui nella maggior parte delle applicazioni destinate alla produzione di forza motrice è stata sostituita dalla turbina a vapore. La prima rudimentale macchina a vapore fu inventata nel 1690 dal francese Denis Papin e venne usata per il pompaggio dell'acqua. Il lavoro effettivo era eseguito dall'aria più che dalla pressione del vapore. Era costituita da un unico cilindro che svolgeva anche la funzione della caldaia: nella parte inferiore si immetteva una piccola quantità di acqua, che veniva riscaldata fino a produrre una parziale evaporazione; Pur essendo poco efficiente, il motore di Newcomen si rivelò abbastanza pratico e venne largamente usato per pompare l'acqua fuori dalle miniere di carbone. , lo scozzese James Watt realizzò una serie di importanti invenzioni, che portarono allo sviluppo della moderna macchina a vapore. La prima di tali invenzioni fu un motore dotato di una camera di condensazione del vapore separata, mediante la quale si riuscivano a ridurre la perdite di vapore che si verificavano nell'alternarsi di riscaldamenti e raffreddamenti del cilindro. Nel motore di Watt, infatti, il cilindro era isolato e rimaneva alla temperatura del vapore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-07 08:16:05 UTC</pubDate>
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         <title>INURBAZIONE (ABDELLAH RAGHI)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/239033976</link>
         <description><![CDATA[<div>La rivoluzione industriale segnò anche l’inizio di due processi che sono proseguiti sino ai giorni&nbsp;<br>nostri: uno è quello che vide masse di popolazione contadina abbandonare le campagne e le valli&nbsp;<br>in cerca di condizioni economiche e di vita migliori; l’aumento demografico e particolari condizioni&nbsp;<br>storiche ed economiche resero, infatti, in molti casi invivibili molte zone rurali,&nbsp;<br>portando a quel fenomeno di inurbamento, noto come urbanesimo. Il secondo, associato al<br>concentrarsi di attività industriali, interessi economici e popolazione delle città, determinò una&nbsp;<br>rapida espansione degli spazi urbani, spesso a scapito delle zone rurali, avviando così il fenomeno&nbsp;<br>dell’urbanizzazione. Le consistenti attività industriali, sorte a partire dalla rivoluzione industriale,&nbsp;<br>costituirono infatti, fino alla seconda metà del XIX secolo un vera e propria funzione di poli&nbsp;<br>d’attrazione, che attirando anche capitali e investimenti, sospinsero un processo attraverso il quale&nbsp;<br>è possibile, in parte, leggere e interpretare l’attuale configurazione e lo sviluppo (o mancato&nbsp;<br>sviluppo) di particolari regioni europee (es. megalopoli, centro-periferia...).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-07 08:36:52 UTC</pubDate>
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         <title>Domestic System Adriano NiKa</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>domasti sistem</strong> è un sistema di produzione basato sul lavoro che avviene nelle botteghe degli artigiani e a casa dei contadini con materiali dati dal datore di lavoro</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-07 11:04:45 UTC</pubDate>
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         <title>Roberta  FACTORY SYSTEM</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/claudia_dagostini/Rivoluzione_industriale/wish/239228427</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Storia del lavoro in fabbrica</strong>. La <a href="https://www.studenti.it/topic/prima-rivoluzione-industriale.html"><strong>rivoluzione industriale</strong></a> e la <strong>nascita delle fabbriche</strong><br>Le prime fabbriche nacquero in Europa alla fine del 1700. Prima di quell’epoca, per trasformare le materie prime in prodotti di consumo, si adottava il sistema del lavoro artigianale.<br>Quel sistema aveva tre caratteristiche fondamentali:<br>-&nbsp; &nbsp; l’artigiano eseguiva tutte le operazioni necessarie per la produzione di un singolo oggetto;<br>-&nbsp; &nbsp; l’artigiano, pur aiutandosi con gli attrezzi del mestiere, lavora essenzialmente con le proprie mani;<br>-&nbsp; &nbsp; l’artigiano adoperava utensili di sua proprietà.<br>La produzione artigiana poggiava interamente sulla capacità del lavoratore e sulla sua esperienza personale.<br>Quando, alla fine del 1700, si inventarono delle nuove macchine per produrre ciò che prima si faceva a mano, fu sconvolto del tutto il modo tradizionale di lavorare: il cambiamento fu così grande che passò alla storia con il nome di <strong>Rivoluzione Industriale</strong>.<br>Tutto incominciò con l’invenzione di alcune macchine che rendevano più veloce il lavoro degli artigiani: per esempio si inventò la “navetta volante” e il telaio azionato da una forza motrice idraulica, che permisero ai tessitori di produrre una maggiore quantità di tela in un minor tempo.<br>Era nato il sistema della fabbrica, cioè un nuovo sistema di lavorazione in cui i lavoratori erano impegnati a far funzionare una serie di macchine mosse da una forza centrale. In primo tempo la forza centrale era ottenuta con l’acqua dei fiumi o con il vento. Infatti essi facevano girare le ruote dei mulini, il cui movimento veniva poi trasmesso a tutte le macchine.<br>Con il diffondersi delle fabbriche avvenne la separazione del lavoro: vi era chi possedeva il capitale e le macchine (imprenditore) e chi adoperava queste macchine (operaio). Innanzitutto non fu più necessaria l’abilità dei lavoratori: infatti ad essi era chiesto solo di far funzionare le macchine, con dei gesti quasi sempre faticosi, ma non ingegnosi. Questo permetteva l’impiego di lavoratori poco specializzati, di ex-contadini, di donne e anche di bambini.<br>In secondo luogo le macchine imposero una seconda divisione del lavoro: il processo lavorativo si frantumò in una serie di operazioni divise, ciascuna delle quali era eseguiti da individui che si specializzavano esclusivamente su ciò. Infine fu introdotta una disciplina del lavoro. Perché il costo delle macchine fosse compensato da una produzione molto abbondante, esse non dovevano mai fermarsi: i lavoratori, dunque, non potevano distrarsi o allontanarsi dalla macchina a cui erano addetti. La loro giornata lavorativa era lunghissima: i bambini lavoravano 14 ore al giorno e, in certi casi, perfino 18. I salari, poi, erano estremamente bassi e costringevano i lavoratori a condizioni di vita spesso disumane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-07 16:10:42 UTC</pubDate>
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         <title> BORGHESIA (ANGELO) </title>
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         <description><![CDATA[<div>La rivoluzione industriale del XIX secolo introdusse alcuni dei mutamenti più significativi nella storia economica: lo sviluppo dell'energia meccanica e del sistema industriale con la conseguente crescita dei centri urbani. A livello sociale, allora, la classe borghese, numericamente già aumentata, sviluppò al proprio interno notevoli diversificazioni tra i capitalisti e il crescente numero di piccoli borghesi, negozianti, tecnici e impiegati. I capitalisti tendevano a possedere e dirigere le industrie e ad associarsi con le classi superiori.<br>Fu in questo periodo che <a href="https://www.studenti.it/topic/karl-marx.html"><strong>Karl Marx</strong></a> sviluppò la teoria della lotta di classe. Marx identificò la<strong>borghesia</strong> con la classe capitalista – cioè con il padronato – e la considerò una forza reazionaria che per mantenere la propria supremazia impediva l'avanzamento del proletariato, cioè la classe lavoratrice. Egli predisse che questa sarebbe un giorno insorta impossessandosi dei mezzi di produzione per sostituire la <strong>borghesia</strong> quale classe economica dominante .<br>Le due classi sociali più importanti, che si formano durante la rivoluzione industriale, sono la borghesia e il proletariato. La borghesia capitalista, della rivoluzione industriale, è formata principalmente da imprenditori, proprietari delle fabbriche, poi dai proprietari terrieri, i banchieri, gli intellettuali ecc. La stratificazione della borghesia al suo interno è dovuta al fattore economico, alta borghesia, media e piccola borghesia.<br>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 17:54:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il capitale nella rivoluzione industri</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il capitale è la ricchezza finanziaria che serve per avviare un’azienda. È una somma di denaro.<br>La rivoluzione industriale partì proprio dall’Inghilterra perché questa aveva a disposizione il capitale e il lavoro.<br>La disponibilità del capitale era dovuta alle 13 colonie d’America e dalle recinzioni, grazie alle quali l’Inghilterra era riuscita ad accumulare denaro commerciando di tutto.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 21:40:59 UTC</pubDate>
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         <title>Simone Baran </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Stabulazione : Durante la rivoluzione industriale gli animali venivano tenuti nelle stalle per nutrirli, curarli e&nbsp;sfruttare al meglio i loro prodotti naturali.&nbsp;<br>Questo portò ad un netto aumento ed un migliore sfruttamento del letame (concime) che accresce la produttività delle terre.<br>L'intensificazione dell'allevamento portò ai coltivatori un'energia animale per la lavorazione dei campi ed una ricca alimentazione proteica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 08:44:02 UTC</pubDate>
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         <title>LUDDISMO (Fantin Silvia</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>luddismo</strong> è stato un movimento di protesta operaia, sviluppatosi all'inizio del XIX secolo in Inghilterra, caratterizzato dal sabotaggio della produzione industriale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 08:50:59 UTC</pubDate>
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         <title>Altea Mucollari</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Città industriali<br>Nell’Europa dell’Ottocento l’ambiente fisico viene profondamente trasformato. Crescono ovunque città di diversa grandezza.<br>Con l'industrializzazione l'aspetto della città cambia notevolmente: vengono abbattute le mura per far spazio alla nuova borghesia industriale ma soprattutto alle fabbriche e a tutte quelle persone che si trasferiscono dalla campagna alla città come lavoratori nelle stesse; poi con l'invenzione della locomotiva a vapore, la ferrovia diventa un'infrastruttura fondamentale.<br><br>Gli elementi che favorivano l'industrializzazione erano la presenza di rotte commerciali, di materie prime e di legislazioni favorevoli. Per questo motivo non erano sempre le grandi città di un tempo che poi si trasformavano in città industriali, ma a volte si valorizzavano dei paesi rurali che anche se non grandi favorivano lo sviluppo.&nbsp;<br><br>La città industriale ha una struttura corrente formata da:<br>centro, composto da centro storico, la parte più antica della città e case borghesi, create con l'arrivo della borghesia capitalista, ovvero i quartieri residenziali, uffici e negozi;<br>periferia, assai più ampia del centro, composta da fabbriche e case popolari nei quartieri operai.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 08:51:58 UTC</pubDate>
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         <title>Nuove colture(Bors)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Al potenziamento dell'agricoltura nell'Europa settecentesca contribuiron anche i lavori di irrigazione e di bonifica, nonché la diffusione di alcuni importanti prodotti provenienti dal continente americano(patata, pomodoro, mais ecc.) conosciuti fin dal XVI secolo, ma solo ora diffusi e sfruttati in quanto capaci di dare un rendimento molto superiore a quello del grano; fra l'altro la patata rappresenterà, nel secolo successivo, il principale alimento per le classi più umili in Irlanda e in Inghilterra.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-16 20:24:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 08:20:29 UTC</pubDate>
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