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      <title>Linea del tempo Risorgimento by Nicolò Valerio</title>
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      <description>creato da Nicolò Valerio, Gabriele Di Mitri e Edoardo Tomaselli</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-04 11:56:05 UTC</pubDate>
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         <title>Congresso di Vienna e Santa Alleanza</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il congresso di Vienna, nel 1815, contribuì a frammentare l'Italia in numerosi stati, i quali erano  legati politicamente all'Austria. Il congresso infatti ebbe l'effetto di soffocare le spinte nazionaliste degli italiani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 11:59:42 UTC</pubDate>
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         <title>La rivoluzione del 1820-1821 a Napoli e in Sicilia</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1820 si verificarono i primi tentativi di sovversione dell'ordine viennese; infatti, a Napoli si ribellò l'esercito al fine di ottenere un regime costituzionale. L'esempio napoletano fu imitato a Palermo dove i rivoltosi volevano separare la Sicilia dal resto del regno. Malgrado il re a Napoli conceda la costituzione di un regime più liberale, la rivolta fu sedata, anche grazie all'intervento dell'esercito asburgico, nel marzo 1821</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:05:58 UTC</pubDate>
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         <title>La rivoluzione del 1821 in Piemonte</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 10 marzo a Torino ed Alessandria un gruppo di militari del Regno di Sardegna insorse chiedendo al sovrano una costituzione liberale. Tuttavia, mentre il principe Carlo Alberto di Savoia abbandonava la città su consiglio dello zio Carlo Felice, gran parte dei militari restò a lui fedele dal momento che lo ritenevano un sovrano liberale e la rivolta fu sedata da un altro contingente militare austriaco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>La spedizione dei Fratelli Bandiera</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549076269</link>
         <description><![CDATA[<div>La spedizione organizzata da Attilio ed Emilio Bandiera in Calabria nel giugno 1844, poiché i due fratelli speravano di far insorgere i contadini del Regno, che tuttavia li ignorarono. La spedizione fallimentare si concluse con la cattura e l'uccisione dei fratelli Bandiera e dei loro compagni il 25 luglio 1844.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:23:37 UTC</pubDate>
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         <title>Le insurrezioni di Palermo e Napoli nel 1848</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549098543</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 12 gennaio 1848 esplose un moto rivoluzionario a Palermo, il cui fine era l'ottenimento dell'autonomia dal Regno. Dal momento che non erano liberali nemmeno i sovrani di Roma, Firenze e Torino, l'insurrezione si diffuse in tutta Italia e sia Ferdinando II che Carlo Alberto di Savoia, ma anche Leopoldo II di Toscana e Pio IX furono costretti ad emanare dell carte costituzionali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:32:45 UTC</pubDate>
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         <title>Le Cinque giornate di Milano</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fra il 16 e il 17 marzo 1848 a Milano si diffuse la notizia dei moti rivoluzionari scoppiati in Francia, Austria, Ungheria, Boemia e Croazia. La città, sotto la dominazione asburgica, insorse e dopo cinque giornate di violenti combattimenti contro le truppe austriache, al comando del maresciallo Radetzky, si liberò degli occupanti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:39:18 UTC</pubDate>
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         <title>La rivoluzione a Venezia nel marzo 1848</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549123587</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal 17 al 22 marzo 1848 a Venezia scoppiò una rivolta, che mirava ad espellere dalla città gli Austriaci. Gli animi dei rivoltosi vennero aizzati dalle notizie della rivolta in atto a Vienna, che spinse i veneziani a chiedere il rilascio di alcuni patrioti catturati nel gennaio dello stesso anno. La capitolazione fu firmata dal conte Zichy alle 18 del 22 marzo, a causa dello scoppio di altre città come Chioggia e Mestre, e ne seguì la proclamazione della resurrezione della Repubblica di San Marco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:42:36 UTC</pubDate>
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         <title>Lo Statuto albertino del 1848</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549158285</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo Statuto Alberino, concesso da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo del 1848 fu una costituzione concessa. Dunque rimase la concezione discendente del potere, per la quale il re otteneva il suo potere da Dio e non dal popolo. Nello statuto, la separazione dei poteri è fittizia, per non dire inesistente, in quanto il sovrano controlla di fatto tutti gli organi.Infatti, egli nomina i giudici, nomina i senatori e possiede il diritto di veto sulle leggi approvate in Parlamento. Inoltre, sebbene ci fosse un altra camera del Parlamento, quale la Camera dei Deputati, che veniva eletta dal popolo, il sistema elettorale era rigidamente censuario, dunque potevano esercitare il diritto di voto solo poche persone, e rimanevano escluse le masse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 12:55:31 UTC</pubDate>
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         <title>La prima guerra di indipendenza</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549190288</link>
         <description><![CDATA[<div>Preoccupato dai moti rivoltosi scoppiati a Venezia e Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto decise di entrare in guerra contro l'Austria per scongiurare una rivolta dei piemontesi. Carlo Alberto voleva costituire un Regno dell'Alta Italia, tuttavia nella battaglia di Custoza del 25 luglio 1848 l'esercito albertino fu sconfitto e il sovrano piemontese fu costretto all'armistizio. Il conflitto riprese nella primavera e si concluse con la definitiva disfatta piemontese e l'abdicazione di Carlo Alberto a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Intanto, a Roma nel febbraio del 1849 si insediò una repubblica democratica guidata da Mazzini, il cui programma riformatore fu però interrotto dall'arrivo delle truppe francesi il 4 luglio 1849. Infine, anche Venezia si arrese il 24 agosto, dunque i moti del 1848 si erano conclusi con un fallimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 13:06:56 UTC</pubDate>
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         <title>Il Regno delle Due Sicilie nel 1848-1849</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549229056</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo la concessione della Costituzione da parte di Ferdinando II nel febbraio 1848, la situazione nel Regno delle Due Sicilie non migliorò.Il 17 maggio Ferdinando decise di sciogliere il Parlamento e di richiamare il corpo di spedizione comandato da Guglielmo Pepe.</div><div>Dopo gli avvenimenti del maggio, alcuni tentativi insurrezionali si concretizzarono anche in Calabria dove si verificarono alcuni atti di guerriglia.Mentre però la ribellione calabrese fu sconfitta dalle truppe napoletane entro la metà di luglio, solamente alla fine di agosto del 1848 Ferdinando II si convinse della necessità di inviare una spedizione in Sicilia per tentare di riconquistare l’isola. Dopo alcuni giorni di guerriglia nei dintorni di Palermo, ogni resistenza cessò il 15 maggio 1849, giorno in cui la capitale siciliana venne rioccupata dalle truppe borboniche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 13:19:18 UTC</pubDate>
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         <title>La Repubblica romana</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/549229735</link>
         <description><![CDATA[<div>A Roma, l'8 febbraio 1849 si insediò una repubblica democratica guidata da Mazzini. Ad opera della repubblica, fu esteso il diritto di voto a tutti i maschi adulti, i beni vennero nazionalizzati, fu soppressa l'Inquisizione e fu cancellata la censura sulla stampa. Inoltre si tentò una riforma agraria, in quanto i grandi possedimenti ecclesiastici furono divisi in piccoli poderi e consegnati in affitto ai contadini. Il programma mazziniano tuttavia fu  interrotto dall'arrivo a Roma delle truppe francesi, che espugnarono la città il 4 luglio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 13:19:31 UTC</pubDate>
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         <title>La resistenza di Venezia nel 1849</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550297378</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando giunse  a Venezia  la notizia che l’esercito piemontese di Carlo Alberto era stato sconfitto dagli Austriaci, il presidente della repubblica veneziana Manin convocò immediatamente l’Assemblea e dopo aver dichiarato che la situazione della città era ormai disperata, si rivolse ai rappresentati della Repubblica, chiedendo loro se fossero disposti a resistere agli Austriaci che stavano avanzando. La risposta fu affermativa all’unanimità. Il primo attacco austriaco ebbe luogo alla fortezza di Marghera e venti giorni di bombardamenti ridussero la cittadella in un cumulo di macerie. I difensori della fortezza dovettero fuggire e si ritirarono sul ponte che unisce la città alla terraferm e, per tre mesi, i Veneziani riuscirono a respingere gli attacchi austriaci.  Tuttavia, il generale austriaco Haynau aveva dato ordine di bloccare la laguna dal mare e per terra, dato che tutto il Veneto era già in mano austriaca. Pertanto la città non aveva alcun mezzo per potersi rifornire, né di viveri, né di munizioni. <br>Nel luglio, gli Austriaci decisero di dare inizio ad un attacco senza precedenti e per tre settimane Venezia subì un tremendo bombardamento. Anche in una situazione di precarietà tale,, Daniele Manin aveva promesso che ben presto la flotta veneziana sarebbe intervenuta per cercare di rompere il blocco austriaco. Tuttavia, un mese dopo, la situazione diventò ancor più disperata perché la flotta veneziana non era in grado di affrontare quella nemica mentre i viveri e le munizioni scarseggiavano sempre più. Per questi motivi, il 22 agosto, dopo cinque mesi di lotta Venezia fu costretta ad arrendersi. Come conseguenza, Venezia ritornò sotto il dominio austriaco e Daniele Manin, con i sostenitori della resistenza, dovettero prendere la via dell’esilio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:04:53 UTC</pubDate>
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         <title>La ratifica della pace di Milano e il proclama di Moncalieri</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550317609</link>
         <description><![CDATA[<div>Vittorio Emanuele II procedette alla ratifica della pace di Milano, tra il Regno di Sardegna e l'Austria, nell’agosto 1849 senza attendere l’assenso delle Camere; secondo lo stesso Statuto, però, ogni patto che avesse imposto allo Stato un onere finanziario aveva bisogno di essere approvato dal Parlamento. Il governo aveva quindi, per necessità, seguito una procedura eccezionale facendo precedere la ratifica al voto parlamentare. Questo atteggiamento di ostilità nei confronti del re e dei suoi fidati ministeri però indusse il sovrano a emanare, il 20 novembre, un decreto reale per indurre delle nuove elezioni, fissate al 9 novembre. L’atto di scioglimento fu pubblicato insieme ad un proclama di Vittorio Emanuele II, emanato dal castello di Moncalieri e scritto da Massimo d’Azeglio, in cui il sovrano sosteneva che gli atti della Camera appena sciolta erano stati ostili alla Corona e invitava gli elettori a mandare al Parlamento degli elementi moderati.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:13:48 UTC</pubDate>
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         <title>Le leggi Siccardi</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550335129</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 25 febbraio 1850 Siccardi presentò alla Camera tre progetti di legge, il primo sull'abolizione del foro e delle immunità ecclesiastiche, il secondo per cui rimaneva interdetto alle manimorte laicali ed ecclesiastiche acquistare beni stabili per donazione tra vivi o per testamento senz'averne facoltà dal re; infine, il terzo per l'abolizione delle penalità sull'inosservanza di alcune feste. Approvate a grande maggioranza dalla Camera dei deputati, le leggi furono sanzionate dal re il 9 aprile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:21:28 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra di Crimea e il congresso di Parigi</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550343975</link>
         <description><![CDATA[<div>Cavour intuì che per mutare l'assetto politico italiano era necessario far intervenire degli alleati tra le grandi potenze. Per questo decise di far partecipare i soldati piemontesi alla cosiddetta "Questione d'Oriente" al fianco degli Alleati contro la Russia. Fu per questo che i piemontesi presero parte all'assedio di Sebastopoli. L'obiettivo di Cavour era quello di consolidare principalmente i legami con Gran Bretagna e Francia. Al termine della Guerra di Crimea, a Cavour fu concesso di partecipare al Congresso di Parigi da vincitore. La richiesta di Cavour fu di convertire i territori delle legazioni pontificie in aree laiche e solo debolmente legate a Roma. Ma la Francia,  non fece passare la mozione. Tuttavia, sui registri del Congresso di Vienna venne marcata la necessità di risolvere l’occupazione straniera degli Stati pontifici e il malgoverno del Regno delle Due Sicilie. Anche l’Europa ufficialmente riconobbe questo legittimo problema del popolo italiano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:25:15 UTC</pubDate>
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         <title>La spedizione di Sapri</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550375981</link>
         <description><![CDATA[<div>Carlo Pisacane, collaboratore di Mazzini, tentò nuovamente di aizzare gli animi dei contadini del Regno delle Due Sicilia, come avevano tentato di fare precedentemente i fratelli Bandiera, malgrado differisse per ideali in quanto Pisacane era un socialista. Tuttavia, l'esito della spedizione a Sapri, promossa nel 1857 dallo stesso Pisacane, fu lo stesso. I contadini reagirono con ostilità alla rivolta e a ciò si unì la resistenza dell'esercito borbonico. Per non essere catturato, Pisacane si uccise il 2 luglio dello stesso anno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:38:57 UTC</pubDate>
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         <title>Gli accordi di Plombières</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550393584</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 21 luglio 1858 l'imperatore francese Napoleone III e il primo ministro del Regno di Sardegna Cavour si incontrarono a Plombières e concordarono che in caso di aggressione austriaca al Regno, la Francia sarebbe intervenuta in sua difesa. Dopo la vittoria il Piemonte avrebbe ottenuto l'annessione del Lombardo-Veneto e avrebbe ceduto alla Francia la città di Nizza e la regione della Savoia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:46:33 UTC</pubDate>
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         <title>La seconda guerra di indipendenza</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550402769</link>
         <description><![CDATA[<div>Consapevole dell'appoggio francese, Cavour iniziò i preparativi per fronteggiare l'Austria. Nel 1859 Cavour si sentì pronto e allora consolidò le linee difensive orientali del regno e incaricò Giuseppe Garibaldi di costituire un corpo di volontari. Per tutta risposta, il 29 aprile del 1859 l'Austria dichiarò guerra al Regno di Sardegna e, come d'accordi, Napoleone III intervenne in Italia. Lo scontro più sanguinoso si ebbe a Solferino, dove l'esercito austriaco subì una grande sconfitta. Tuttavia, dal momento che le battagli si dimostrarono molto più sanguinose rispetto al previsto, la Francia non si dimostrò propensa a continuare la guerra e senza consultare Cavour, firmò con l'Austria l'armistizio di Villafranca l'11 luglio del 1859, che prevedeva l'annessione della Lombardia al Piemonte, ma non del Veneto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:50:43 UTC</pubDate>
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         <title>Le insurrezioni della Toscana, dei Ducati e dell’Emilia</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Emilia Romagna e in Toscana nei mesi di Aprile e Maggio del 1859 si verificarono delle insurrezioni popolari che avevano rovesciato i governi tradizionali e istituito dei nuovi governi provvisori. Tuttavia questi territori chiesero l'annessione al Regno delle Due Sicilia, dunque fecero capire a Napoleone III che sostituire l'Austria con la Francia, nel ruolo di potenza egemone sull'Italia, sarebbe stato impossibile</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 19:59:53 UTC</pubDate>
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         <title>La pace di Villafranca</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550431125</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal momento che le battaglie si dimostrarono molto più sanguinose rispetto al previsto, e che le aspirazioni di Napoleone III di governare sulla penisola andarono in fumo, la Francia non fu più propensa a continuare la guerra e senza consultare Cavour, firmò con l'Austria l'armistizio di Villafranca l'11 luglio del 1859, che prevedeva l'annessione della Lombardia al Piemonte, ma non del Veneto.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d2/Incontro_Napoleone_III_Francesco_Giuseppe_presso_Villafranca.jpg/1200px-Incontro_Napoleone_III_Francesco_Giuseppe_presso_Villafranca.jpg" />
         <pubDate>2020-05-04 20:03:25 UTC</pubDate>
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         <title>La spedizione dei Mille</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 4 aprile 1860 esplose a Palermo una rivolta popolare. Garibaldi dunque, che nel frattempo aveva radunato circa 1100 volontari, decise di sfruttare l'occasione, e anche grazie all'appoggio inglese decise di partire verso Marsala. Va ricordata la battaglia di Calatafimi, nella quale i napoletani sottovalutarono la potenza dell'esercito garibaldino e subirono una sconfitta. I napoletani poi non furono in grado di difendere né Palermo né Milazzo, e la Sicilia dunque venne sottratta ai Borboni, ad eccezione della roccaforte di Messina. Il 18 agosto 1860 i garibaldini passarono sotto lo stretto di Messina, e in Calabria Garibaldi trovò una calda accoglienza, che associata all'incompetenza dei comandanti borbonici, gli permise di avanzare facilmente. Garibaldi arrivò a Napoli il 7 Settembre e nella regione del Volturno si scontrò con l'esercito borbonico, che non riuscì a penetrare nelle linee difensive delle camicie rosse. Nel frattempo l'11 settembre, le truppe piemontesi entrarono nei territori dello Stato della Chiesa, e il 29 settembre occuparono Ancona. Dopo di ciò le truppe piemontesi entrarono nel Regno delle Due Sicilie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 20:05:44 UTC</pubDate>
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         <title>L’incontro di Teano</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 21 ottobre 1860 si tennero i plebisciti che sancirono l'annessione della Sicilia e dell'Italia meridionale al Regno di Sardegna. Garibaldi, che aveva esaurito il suo compito, fu costretto ad interrompere la sua spedizione e gli fu ordinato di incontrare il re Vittorio Emanuele II il 25 ottobre a Teano, dove consegnò l'esercito meridionale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 20:28:45 UTC</pubDate>
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         <title>La convenzione di settembre</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550488974</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 15 settembre del 1864 il regno d'Italia e la Francia stipularono un accordo che prevedeva il ritiro delle truppe francesi che presidiavano Roma per proteggere il papa in cambio dell’impegno dell’Italia a non invadere lo Stato pontificio e a trasferire la capitale da Torino a Firenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 20:31:04 UTC</pubDate>
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         <title>La terza guerra di indipendenza</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550497300</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1866 allo scoppio della guerra austro-prussiana, il Regno d'Italia era alleato della Prussia. Dunque, l'esercito italiano entrò in attrito con l'impero asburgico, e ciò diede inizio alla terza guerra d'indipendenza, nella quale svolse un ruolo molto importante la Prussia, in qualità di alleata del Regno d'Italia. L'esercito italiano subì sconfitte a Custoza e Lissa, ma a causa della vittoria prussiana a Sadowa, l'Austria fu costretta a cedere il Veneto all'Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 20:35:14 UTC</pubDate>
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         <title>La presa di Roma</title>
         <author>nicolovalerionv</author>
         <link>https://padlet.com/nicolovalerionv/ojrrjkw9okd8gjce/wish/550542102</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1865 le truppe italiane si impegnarono a non attaccare lo Stato della Chiesa , tuttavia Garibaldi non si diede per vinto e nel 1867 attaccò nuovamente Roma.La guarnigione francese fu sconfitta a Sedan e furono costrette alla ritirata, dunque le truppe italiane poterono entrare nel Lazio e occupare Roma il 20 settembre 1870</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 20:58:29 UTC</pubDate>
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