<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>3E CLASSICO EUROPEO FILOSOFIA e STORIA  by Nicoletta Vian</title>
      <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa</link>
      <description>lavagna interattiva contenuti riservati</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-29 16:34:14 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-12-14 12:56:00 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>CONSEGNA LABORATORIO FILOSOFIA 26.9.2023</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720656335</link>
         <description><![CDATA[<div>Lavoro di ricerca:&nbsp;<br>1) Testo Anassimandro DK A 17: trova nel testo la frase o i contenuti "scientifici" del pensiero di Anassimandro. Gruppo&nbsp;<br>2) riassumi la visione cosmologia del mondo di Anassimandro e l'origine della specie umana,&nbsp;<br>3) Leggi il testo di Aristotele e rispondi ai quesiti c. e d.,&nbsp;<br>4) confronta la teoria filosofica di Talete e Anassimene trovando punti di incontro e di differenza.&nbsp;<br>5)Trova le differenze tra la teoria di Talete e quella di Anassimandro.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-26 06:53:43 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720656335</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 2 VISIONE COSMOLOGIA DI ANASSIMANDRO   (Ceni, Caruso, Castioni, De Fanti)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720700178</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Anassimandro</strong> ha proposto una <strong>visione cosmologica</strong> del mondo basata <strong><em>sull'archè indeterminato</em></strong> come principio fondamentale, da cui tutte le cose nel cosmo si originano attraverso <strong>processi di differenziazione</strong>, inoltre Anassimandro spiega come la terra possa <strong><em>restare sospesa</em></strong> nell'universo senza essere sostenuta da nulla. La sua <strong>concezione sull'origine della specie umana</strong> era vaga e fondata su <strong><em>concetti filosofici</em></strong> piuttosto che su conoscenze scientifiche concrete, infatti sarebbe<strong><em> frutto di una sorta di sviluppo da animali di altre specie: IPOTIZZA&nbsp; CHE L'UOMO ABBIA AVUTO ORIGINE DEI PESCI</em></strong>. (Ceni, De Fanti, Caruso, Castioni)</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-26 07:23:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720700178</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Gruppo 5: DIFFERENZE TRA TALETE E ANASSIMANDRO (Sartori-Marta Leiter-Rizzin-Vignoni)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720701416</link>
         <description><![CDATA[<div>Talete e Anassimandro: e loro teorie sull'origine del mondo sono diverse sotto molti aspetti.</div><div><strong>TALETE:</strong></div><ul><li><strong>Arche:</strong> Talete è noto per aver proposto l'idea del principio fondamentale alla base di tutte le cose. Credeva che l'acqua fosse questa arché, cioè l'elemento primordiale da cui tutto aveva origine e in cui tutto ritornava.</li><li><strong>Processo di generazione e distruzione:</strong> Talete riteneva che l'acqua potesse trasformarsi in altri elementi o sostanze attraverso i<em>l </em><strong><em>condensarsi</em></strong><em> o il </em><strong><em>rarefarsi</em></strong><em>. Questo processo di generazione e distruzione era il modo in cui spiegava la diversità delle cose nel mondo</em>.</li></ul><div><strong>ANASSIMANDRO:</strong></div><ul><li><strong>Apeiron:</strong> Anassimandro, a differenza di Talete, introdusse il concetto dell'apeiron (l'infinito o l'indeterminato) come principio fondamentale. L'apeiron era un concetto astratto e indefinito che non era legato a un elemento specifico come l'acqua ma che ogni elemento avesse un suo principio.</li><li><strong>Ciclo della natura:</strong> Anassimandro credeva che il mondo passasse attraverso diversi cicli, <strong>ma a differenza di Talete, pensava che l'apeiron fosse in grado di generare tutte le cose nel mondo </strong>senza dover ricorrere a un elemento specifico come l'acqua. <strong>Riteneva che la diversità delle cose fosse il risultato di separazioni e condensazioni nell'apeiron.</strong></li></ul>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-26 07:24:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720701416</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 3: testo di ARISTOTELE SULLA NASCITA DELLA FILOSOFIA (MANCINI, IACCARINO, DRAGONI, PERUZZO)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720711812</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>c) Nell'espressione citata da Aristotele è contenuta l'idea di <strong>un sapere disinteressato</strong>. In che relazione si pone questo concetto con la ricerca filosofica e perché il sapere in questo campo deve essere tale?<br><br></div><div>L’idea del sapere disinteressato esprime il fine stesso della filosofia, ovvero l<strong>a continua ricerca della verità</strong>, continuando a porsi domande <strong>senza mirare AL POSSESSO&nbsp; DEFINITIVO della verità certa.</strong>&nbsp;</div><div><br></div><div>d) Perché la filosofia dovrebbe scaturire dalla <strong>sensazione di meraviglia</strong>?<br><br></div><div>Poiché, se i filosofi non provassero stupore e meraviglia, non sorgerebbe la natura di porsi delle domande e mettere in discussione le cose. Inoltre, la sensazione di stupore é data dal fatto che <strong>la visione dei filosofi deve essere estraniata da ALTRE FORME DI SAPER</strong>E e il filosofo deve partire dal presupposto di <strong>trovarsi per la prima volta davanti a qualcosa</strong>.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-26 07:31:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720711812</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 4: TELETE e ANASSIMENE (Micheletti, Mengoni, Nuvolini, Olivieri) </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720718957</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Certamente, Talete e Anassimene hanno contribuito alla filosofia della natura, e le loro teorie presentano sia punti di incontro che differenze.&nbsp;</div><div>—&gt;<strong>Talete</strong>:&nbsp;</div><div>Arché (Principio fondamentale): Talete credeva che l'arché, ovvero il principio originario di tutte le cose, fosse <strong>l'acqua</strong>. Riteneva che l'acqua fosse la sostanza primordiale <strong>da cui tutto derivasse e a cui tutto ritornasse</strong>. Questo concetto rappresentava una forma di monismo, poiché riduceva tutto a una sola sostanza.<br><br></div><div>—&gt;<strong>Anassimene</strong>:</div><div>Arché (Principio fondamentale): Anassimene sosteneva che l'arche fosse <strong>l'aria</strong>, a differenza di Talete che aveva identificato l'acqua come l'arche. Credeva che l'aria fosse la sostanza primordiale <strong>da cui tutto aveva origine e alla quale tutto ritornava.<br></strong><br></div><div>Processo di cambiamento: <strong>Anassimene proponeva un'idea di cambiamento costante e trasformazione</strong>. Credeva che l'aria potesse cambiare densità, diventando più sottile o più densa, e che da questa variazione derivassero tutte le altre sostanze. Ad esempio, riteneva che l'aria densa potesse trasformarsi in fuoco, mentre l'aria più rarefatta potesse diventare vento.<br><br></div><div>—&gt;<strong>Punti di incontro</strong>:</div><div>Entrambi cercavano un principio o una sostanza fondamentale che potesse spiegare l'origine e la natura di tutte le cose nell'universo. Entrambi erano interessati a spiegare la natura senza ricorrere a spiegazioni mitologiche o divine, il che rappresentava un importante passo verso la filosofia scientifica<strong>. Entrambi pensavano che dal loro elemento naturale tutto aveva origine e tutto derivasse</strong>.<br><br></div><div>Differenze principali:</div><div>&nbsp;La principale differenza tra le loro teorie è l'identificazione <strong>dell'elemento primordiale</strong> (arché).&nbsp;</div><div>Concetto di cambiamento: Talete sembrava considerare <strong>l'acqua come relativamente stabile,</strong> mentre <strong>Anassimene </strong>enfatizzava il <strong>concetto di trasformazione continua dell'aria, </strong>con variazioni di densità che generavano diverse sostanze.<br><br></div><div>—&gt;Con Anassimene, però, sembra compiersi una sorta <strong>di passo indietro</strong> nella ricerca dell'archè.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-26 07:36:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720718957</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 1: ASPETTI SCIENTIFICI DEL PENSIERO DI ANASSIMANDRO 1 (Beatrice, Giulia Benetti, Alessandro Bedogni, Barbara, Sara Bochese)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720723668</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1482129599/35b569faa818a1867ea2301a3d57c861/Screenshot_20230927_120356_WhatsApp.jpg" />
         <pubDate>2023-09-26 07:40:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2720723668</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Valeria, Giacomo, Alessandro B. (testimonianze storiche sui pitagorici)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2722816231</link>
         <description><![CDATA[<div>1)&nbsp; Non esistono prove concrete che dimostrino un collegamento diretto tra le conoscenze orfiche e Pitagora. Tuttavia, ci sono alcune somiglianze tematiche tra le due tradizioni, che potrebbero essere il risultato della condivisione di influenze culturali comuni o di idee filosofiche condivise nell'antica Grecia.<br><br>2)&nbsp; Pitagora viaggiò in Egitto e in altre regioni del Vicino Oriente per studiare matematica e filosofia, acquisendo conoscenze e idee che avrebbe poi condiviso con i suoi discepoli a Crotone, dove fondò la Scuola Pitagorica. Tuttavia, i dettagli esatti dei suoi viaggi e delle influenze che ricevette durante questi viaggi rimangono in gran parte avvolti nel mistero e sono spesso oggetto di speculazioni e leggende.<br><br>3) I matematici all'interno della Scuola Pitagorica erano più interessati agli aspetti matematici e geometrici delle dottrine pitagoriche, mentre gli acustici si concentravano sull'aspetto della musica, dell'armonia e del suono. Entrambi i gruppi condividevano la convinzione fondamentale nella importanza dei numeri e delle proporzioni nell'universo e nella vita umana, ma applicavano queste idee in contesti diversi.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-27 09:50:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2722816231</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Testimonianze storiche su Pitagora ( Alessandro B., Edoardo )</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2722858802</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br></div><div><br></div><ol><li>Le conoscenze orfiche hanno avuto alcune somiglianze con le tradizioni misteriche dell'antica Grecia, come i Misteri Eleusini, che erano noti prima dell'epoca di Pitagora.</li><li>Pitagora è noto per aver compiuto viaggi in diverse regioni dell'antica Grecia, in Egitto, e potrebbe aver visitato Babilonia e Persia, anche se alcune di queste informazioni potrebbero essere leggendarie.</li><li>Nella scuola pitagorica, i matematici si concentravano sull'aspetto matematico e geometrico del mondo, mentre gli acustici si interessavano alla musica e all'armonia, cercando di stabilire connessioni tra la matematica e la musica. Queste due branche rappresentavano differenti approcci all'apprendimento e all'indagine scientifica.</li></ol>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-27 10:25:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2722858802</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CONSEGNA STORIA </title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724512694</link>
         <description><![CDATA[<div>Lavoro di gruppo: parole chiave da cercare:&nbsp;<br>1) I diritti di banno,&nbsp;<br>2) Il patto vassallatico,&nbsp;<br>3) Le nuove scoperte agricole,&nbsp;<br>4) le vie dei principali pellegrinaggi,&nbsp;<br>5)&nbsp; abazie e monasteri&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-28 11:45:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724512694</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 1 : I DIRITTI DI BANNO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724519254</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Nel Medioevo, i diritti di banno (da banno, "potere", "comando")&nbsp; costituivano <strong>un insieme di privilegi e poteri detenuti da un signore feudale.</strong>&nbsp; I diritti di banno potevano <strong>variare notevolmente da un luogo all'altro</strong> e da un periodo all'altro nel Medioevo, ma in generale davano al&nbsp; feudatario un'ampia autorità sui propri vassalli.<br> I contadini avevano l' obbligo di combattere a difesa del signore, <strong>costruire strade e ponti</strong>, <strong>riparare edifici e fortificazioni</strong>, <strong>fare servizi di posta o di trasporto,</strong> versare <strong>tributi per l'uso di forni, mulini, frantoi</strong>, <strong>bosco</strong>, ecc.&nbsp; <br>Questi diritti conferivano inoltre al signore feudale il controllo sulla giustizia e il potere di imporre leggi e regolamenti all'interno delle terre di dominio.<br>Tale sistema contribuiva dunque a <strong>mantenere la struttura gerarchica della società feudale e i liberi contadini o i servi (della gleba) legati alle loro terre e alle autorità del feudatario.</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-28 11:51:35 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724519254</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 3: LE INNOVAZIONI TECNICHE </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724520157</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Attorno all'anno Mille cominciarono a manifestarsi un po' ovunque, in Italia e in Europa, segnali di rinascita. <br>l<strong>a popolazione europea aumentò in modo considerevole a grazie alla diminuzione delle guerre e la fine delle invasioni barbariche (che </strong>avevano contribuito a ridurre la mortalità e le epidemie). Nacque l'esigenza di produrre più cibo. Prima del Mille l'agricoltura era poco redditizia perché le tecniche agricole erano ancora molto primitive.</div><div>Ad esempio, veniva praticata la rotazione biennale dei campi: il primo anno si coltivava metà campo, viceversa, il secondo anno si coltivava l'altra metà, in modo che il terreno potesse recuperare Sali minerali e sostanze nutritive. <br><br>Dopo il Mille, invece, fu introdotto un nuovo sistema agrario: <strong>A) la rotazione triennale:</strong>&nbsp; su tre appezzamenti di terreno si potevano ottenere tre raccolti in u anni. <br>- Un campo veniva utilizzato per un prodotto da raccogliere <strong>in estate: frumento e segale </strong><br>- un campo per un prodotto da raccogliere&nbsp; <strong>in primavera: avena, orzo, piselli, ceci, lenticchie o fave </strong>(da consumare per l'inverno).<br>&nbsp;-il <strong>terzo</strong> era lasciato a riposo (<strong>maggese</strong>) per la crescita di erbe spontanee da usare come foraggio per gli animali.&nbsp;<br><br>Nella rotazione triennale la superficie arabile era&nbsp; divisa in tre parti: una di queste veniva seminata in autunno con frumento e segale, nella primavera successiva veniva seminata invece la seconda porzione con avena, orzo, piselli, ceci, lenticchie o fave, e la terza porzione di terra arabile era lasciata a maggese. Nell’anno successivo la prima porzione veniva seminata con colture primaverili, la seconda rimaneva a maggese, la terza riceveva grani d’autunno.</div><div><br></div><div>Anche <strong>l'invenzione e la diffusione di nuovi attrezzi agricoli </strong>contribuirono ad aumentare i raccolti.</div><div>Fino ad allora la potenza del cavallo, superiore a quella del bue, non era stata sfruttata nei lavori agricoli a causa della fragilità dei suoi zoccoli e per la mancanza di un collare <br>adatto. <br><strong>B)</strong> Il primo problema fu risolto con <strong>la ferratura</strong>; il secondo, con <strong>C) un collare rigido imbottito </strong>sulle spalle che consentiva al cavallo di <strong>trascinare senza sforzo sulla respirazione</strong> carichi pesanti.&nbsp;</div><div>Prima il giogo serviva come strumento di attacco per i bovini, era composto da due cinghie che circondavano pancia e collo dell'animale. L'introduzione del giogo doppio di garrese consentì di unire a due a due i buoi (fino a otto), in modo che lavorassero insieme per trascinare l'aratro con maggiore potenza di lavoro. Il giogo, tuttavia, era un sistema adatto alla struttura fisica del bue, ma non del cavallo più veloce e potente nel lavoro, che veniva invece quasi soffocato dalla cinghia che premeva sul collo. <strong>L'innovazione del collare rigido invece, che poggiava sulle spalle dell'animale, risolse gli inconvenienti che limitavano la capacità di lavoro dell'animale.</strong></div><div><br>un'altra invenzione fu <strong>D) l'aratro a due ruote</strong>. Verso il X secolo, infine, si diffuse un nuovo <strong>aratro di ferro, trainato da cavalli e dotato di uno strumento, il versoio, che rovesciava le zolle di terra e arava più in profondità, </strong>portando in superficie terra ricca e fertile. In questo modo i raccolti divennero più abbondanti.</div><div><br></div><div>proma del Milla: <strong>L’ARATRO LEGGERO&nbsp;</strong></div><div>Nel mondo antico e altomedievale l'aratro era di legno, privo di ruote, dotato di una punta in legno (in quelli più antichi) o di una pala in ferro, detta vomere, che rompeva la terra spostandola di lato, senza però rovesciarla.</div><div><strong>L'aratro leggero tracciava un solco poco profondo ed era adatto all'aratura dei terreni sabbiosi, asciutti e friabili dell'area mediterranea.</strong></div><div><br></div><div>poi L’ARATRO PESANTE</div><div><strong>Le terre delle pianure continentali, dense di radici e sassi </strong>quando venivano recuperate dalle foreste, <strong>umide e pesanti quand'era-no sottratte alle paludi</strong>, si poterono dissodare solo quando i contadini ebbero a disposizione la tecnologia più complessa ed evoluta dell'aratro pesante.</div><div>Già usato in alcune aree d'Europa nel IX secolo, l'aratro pesante ebbe ampia diffusione solo dopo l'anno Mille, <strong>parallelamente alla progressiva estensione delle terre coltivate sottratte alla foresta.</strong></div><div>Per sfruttare al meglio le potenzialità dell'aratro pesante fu necessario riorganizzare le tecniche per il traino: se per arare un campo con l'aratro leggero bastava la forza di un bue, per l'aratro pesante occorrevano da due a otto buoi o, meglio, l'impiego del cavallo, che sviluppava una forza di lavoro pari a quella di due o tre buoi e una velocità di traino assai maggiore.</div><div><br></div><div>LA GRANDE BATTAGLIA CONTRO IL BOSCO, L’INCOLTO, LE PALUDI, IL MARE</div><div><br></div><div>L’arretramento delle foreste e l’avanzamento degli spazi coltivati assumono ora un ritmo nettamente più intenso. Per quanto sia difficile fissare zona per zona le fasi del fenomeno, il secolo XII fu il momento culminante delle bonifiche e dei <strong>diboscamenti</strong>.</div><div>In Italia una grande e secolare opera di <strong>prosciugamento delle terre acquitrinose </strong>e di drenaggio delle acque, iniziata già nel IX o X secolo, si ebbe nella Pianura Padana.</div><div><br></div><div>IL MOMENTO DEI PROGRESSI TECNICI&nbsp;</div><div>Le conseguenze del mediocre equipaggiamento tecnico si fanno sentire in primo luogo nel settore agricolo. La terra è avara perché gli uomini sono incapaci di trarne tutto il profitto possibile, l’attrezzatura è rudimentale, le arature, poco profonde, la terra lavorata male. L’aratro antico, a vomere simmetrico di legno temperato al fuoco o rivestito di ferro, adatto ai suoli superficiali e accidentati delle regioni mediterranee, persiste a lungo anche dove la sua funzionalità è chiaramente discutibile. <strong>Senza dubbio la comparsa e la diffusione dell’aratro a vomere dissimmetrico e a versoio, con l’avantreno mobile, munito di ruote, tirato da un attacco più vigoroso, rappresentò per le pianure europee un notevole progresso</strong>, tuttavia i tentativi di miglioramento dell’aratura sembrano identificarsi più con una ripetizione del lavoro nel corso dell’annata agricola che con un <strong>perfezionamento degli attrezzi.</strong> Si diffonde poco a poco in certe regioni, al più tardi intorno al XII secolo, l<strong>’abitudine di arare due volte la parte di terra lasciata annualmente a riposo; più</strong> comunemente tuttavia l’aratura, doveva essere fatta una sola volta prima della semina: che essa fosse talora molto superficiale risulta anche da una miniatura inglese della prima metà del Trecento, dove si vede che le zolle venivano frantumate a mano con una mazza.</div><div><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-28 11:52:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724520157</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 5 STORIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724521482</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>STORIA LAVORO</strong></div><div><br></div><div><strong>COS’È UN MONASTERO?</strong></div><div>Un monastero è un edificio o un complesso di edifici in cui vivono e lavorano i monaci o le monache, che sono individui che hanno fatto voti religiosi di obbedienza, povertà e castità e si dedicano alla vita contemplativa e spirituale sotto la guida di un abate (nel caso dei monaci) o un'abbadessa (nel caso delle monache).</div><div><strong><br>Quale funzione culturale ebbero i monasteri?</strong></div><div><br>Innanzitutto i monaci si dedicarono all'istruzione fondando delle scuole monastiche il cui compito principale era quello di insegnare a leggere e a scrivere ai novizi, ma che potevano essere frequentate anche da giovani poveri.<br><br></div><div>Inoltre, i monasteri si occuparono della conservazione dei libri e della loro riproduzione manoscritta per mezzo degli <a href="https://www.storiafacile.net/chiesa_monachesimo/amanuensi.htm">amanuensi</a>.<br><br></div><div>I monasteri avevano anche funzioni assistenziali, aiutando i poveri, distribuendo cibo e medicine ai meno abbienti e ospitando nei propri ospizi ed orfanotrofi i bisognosi e gli orfani.<br><br></div><div><strong>Gerarchia del monastero</strong></div><div>Nella comunità monastica vi è una gerarchia determinata dall'anzianità di servizio; tutti devono un'assoluta obbedienza all'abate, che è padre-maestro-signore, che assegna i compiti di studio e lavoro e deve rendere conto del proprio operato solo a Dio. L'abate vigila sulla disciplina, che è severa ma non crudele.</div><div><br></div><div><strong>Rapporto tra monastero e papato<br></strong><br></div><div>Indipendenza: Molte comunità monastiche, come i monaci benedettini, cercavano di vivere in modo indipendente sotto la loro regola monastica e avevano una certa autonomia dai vescovi locali e dal papato.</div><div><br>Ruolo spirituale: I monasteri erano centri di vita spirituale, preghiera e studio. Spesso il papato vedeva i monaci come guardiani della fede e delle tradizioni religiose.<br><br></div><div>Poteri temporali: Tuttavia, in alcuni momenti della storia, i monasteri e il papato potevano anche avere legami politici e di potere. Ad esempio, alcuni abati monastici potevano detenere poteri politici o essere nominati da autorità ecclesiastiche.<br><br></div><div>Influenza del papato: Nel corso del tempo, il papato ha esercitato un'influenza significativa sui monasteri attraverso la nomina di vescovi, l'approvazione di regole monastiche e l'invio di visitatori apostolici per monitorare la vita monastica.</div><div><br></div><div>COME FUNZIONAVANO I MONASTERI?</div><div><br></div><div>1. Abate o Abbadessa: Ogni monastero era guidato da un abate (se maschile) o un'abbadessa (se femminile). L'abate o l'abbadessa era la massima autorità all'interno del monastero e aveva la responsabilità della direzione spirituale, dell'amministrazione e della gestione dei beni del monastero. Veniva eletto o nominato tra i membri più anziani e spiritualmente maturi della comunità monastica.</div><div><br></div><div>2. Monaci o monache: La comunità monastica era composta da monaci (uomini) o monache (donne) che avevano preso i voti religiosi e vivevano una vita di preghiera, lavoro manuale e studio. I monaci/monache seguivano una regola monastica specifica, come la Regola di San Benedetto per i monaci benedettini, che stabiliva la struttura quotidiana della vita monastica.</div><div><br></div><div>3. Ora et Labora: Il motto dei monasteri medievali era "Ora et Labora," che significa "Prega e Lavora." Questo rifletteva l'equilibrio tra la vita contemplativa e il lavoro manuale che i monaci consideravano essenziale per la loro spiritualità.</div><div><br></div><div>4. Benefattori: I monasteri spesso dipendevano dalla generosità dei benefattori, che donavano terre, denaro e risorse per sostenere la comunità monastica. In cambio, i monaci pregavano per le anime dei benefattori e offrivano loro sostegno spirituale.</div><div><br></div><div>5. Filiali: Molti monasteri fondavano filiali o priorati in altre località, contribuendo alla diffusione del monachesimo e alla promozione della vita religiosa in diverse comunità.</div><div>L'organizzazione dei monasteri nel Medioevo rifletteva l'importanza della vita religiosa, dell'autosufficienza economica e della preservazione della cultura e della conoscenza in un'epoca di incertezza e turbolenze.</div><div><br></div><div>MONASTERI NOTI</div><div><strong><br>Monastero di Mont Saint-Michel</strong> (Francia):</div><div>Questo monastero medievale è situato su un'isola rocciosa nella Normandia, in Francia, ed è famoso per la sua posizione spettacolare e la sua architettura gotica. Il monastero è stato costruito tra l'VIII e il XV secolo ed è stato un importante centro religioso e di pellegrinaggio.</div><div><strong><br>Monastero di San Michele in Val di Susa</strong> (Italia):</div><div>Questo monastero benedettino, noto anche come Sacra di San Michele, è situato sulle Alpi italiane e domina la valle sottostante. È celebre per la sua posizione panoramica e la sua storia millenaria. L'abbazia risale all'VIII secolo ed è un importante luogo di culto e di pellegrinaggio.<br><br></div><div><strong>Abbazia di Montecassino</strong> (Italia):</div><div>Questo monastero benedettino è uno dei più antichi e famosi d'Italia. È situato su una collina vicino a Cassino ed è stato fondato da San Benedetto nel VI secolo.</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-28 11:53:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724521482</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 2: RAPPORTO VASSALLATICO (Caruso, Castioni, Ceni, De Fanti)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724522119</link>
         <description><![CDATA[<div>VASSALLO&nbsp;</div><div>Un vassallo era una persona che, nel sistema feudale medievale, giurava fedeltà e obbedienza a un signore più potente in cambio di protezione e terra. Il vassallo doveva anche prestare servizio militare al suo signore quando richiesto. <strong>Questo sistema si diffuse in gran parte d'Europa durante il Medioevo.</strong></div><div><br></div><div>RAPPORTO VASSALLATICO&nbsp;</div><div><strong>Il rapporto vassallatico, noto anche come sistema feudale o era un sistema sociale, politico ed economico, </strong>si basava sui rapporti di vassallaggio, in cui un signore giurava fedeltà e obbedienza a un altro signore (spesso un nobile o un signore feudale) in cambio di protezione e concessioni di terra. <strong>INIZIALMENTE ERA UN PATTO FRA PARI, SIGLATO PER ALLEANZA E RECIPROCI INTERESSI.<br></strong><br></div><div>Questo sistema creava una gerarchia sociale ben definita, con il re o il sovrano al vertice, seguito dai nobili e dai signori feudali che avevano POI A LORO VOLTRA ALTRO vassalli a loro servizio. <br><strong>Il sistema era caratterizzato da una forte decentralizzazione del potere, con le terre suddivise tra numerosi signori locali.</strong></div><div><br></div><div>Il rapporto vassallatico era fondamentale per il mantenimento dell'ordine sociale.</div><div><br></div><div>SISTEMA FEUDALE</div><div>Il sistema feudale era una caratteristica predominante dell'Europa medievale, ma aveva anche varianti simili in altre parti del mondo, come il Giappone e il mondo musulmano. Questo sistema era basato sulla terra come principale fonte di ricchezza e potere. <strong>I signori feudali detenevano grandi tenute di terra, spesso ottenute in cambio del loro servizio al sovrano </strong>o a un altro signore più potente. Queste terre venivano poi suddivise tra i loro vassalli, creando una <strong>struttura piramidale</strong> di proprietà terriera.</div><div><br></div><div><strong>I FEUDATARI CHE DETENEVANO IL FEUDO</strong> potevano gestire ECONOMICAMENTE I TERRENO E potevano trarre profitto E <strong>A LORO VOLTA ERANO IMMUNI DA TASSE FERSO IL CONCEDENTE.</strong></div><div><br></div><div>Questo sistema,&nbsp; aveva anche alcuni svantaggi. Ad esempio: <br>- l<strong>a mobilità sociale era limitata</strong>, poiché la posizione sociale di una persona era in gran parte determinata dalla sua nascita e dai legami vassallatici. <br>- <strong>il sistema poteva portare a conflitti tra signori</strong> feudali per il controllo delle t<strong>erre confinanti tra loro.</strong></div><div><br></div><div>Nel corso dei secoli, il sistema feudale iniziò a declinare Tuttavia le influenze del feudalesimo possono essere rintracciate in alcune istituzioni e strutture sociali ancora oggi.</div><div><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-28 11:53:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724522119</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 4: LE ROTTE DEI PELLEGRINAGGI (Micheletti, Mengoni, Nuvoloni, Olivieri) </title>
         <author>marioolivieri2</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724523749</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>I pellegrinaggi medievali in Europa</strong> rappresentavano un fenomeno religioso e culturale di grande importanza. I pellegrini compivano viaggi lunghi e impegnativi verso luoghi sacri come la <br>- <strong>Via Francigena</strong>, <br>- il <strong>Cammino di Santiago</strong> <br>- <strong>Via di San Martino</strong>. <br>Lungo queste rotte, sorgevano <strong>santuari</strong> e <strong>punti di sosta</strong> per i pellegrini, <strong>promuovendo lo scambio culturale e la diffusione delle idee</strong> medievali.</div><div>Le <strong>cattedrali</strong> l<strong>ungo queste strade diventavano centri di cultura e spiritualità, </strong>mentre i pellegrini esploravano nuove terre, incontravano persone diverse e contribuivano alla crescita delle città e alla diffusione della conoscenza.</div><div>Inoltre, lungo le rotte, esistevano <strong>ospizi che offrivano rifugio e cibo ai pellegrini, facilitando i loro viaggi.</strong></div><div>In breve, i pellegrinaggi medievali erano cruciali per la <strong>vita religiosa e culturale europea</strong>, plasmando la storia e l'identità dell'Europa medievale attraverso <strong>la fede</strong>, <strong>la cultura</strong> e <strong>l'ospitalità</strong> lungo le strade antiche.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-28 11:55:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2724523749</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PITAGORA : LETTURA DELLE FONTI</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2726822475</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-30 10:19:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2726822475</guid>
      </item>
      <item>
         <title>EDUCAZIONE CIVICA: </title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2738044858</link>
         <description><![CDATA[<div>Confronto tra PARLAMENTO INGLESE&nbsp;<br>PARLAMENTO ITALIANO,&nbsp;<br>POTERE INDIVIDUALE della Magna Cartha e la LIBERTA' dell'articolo 13.<br>&nbsp;<br>&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-09 12:02:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2738044858</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 2 ( Giacomo Ceni, Carlotta Caruso, Sara Castioni, Filippo De Fanti)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2741541867</link>
         <description><![CDATA[<div>LA GUERRA ERACLITO<br><br>La guerra <strong>logos</strong>, é padre di tutte le cose, in questa sua frase possiamo ritrovare il suo modo di pensare ove mette in <em>contrapposizione</em> sempre 2 concetti. <br><br>In questo caso dice che dopo una guerra qualsiasi sia l'esito ci sono sempre schiavi e uomini liberi.<br><br>Afferma inoltre che tutto accade secondo <strong>contesa</strong> e <strong>necessità</strong>, e che la guerra è comune a tutte le cose poiché è la struttura di esse.<br><br><em>L'uomo</em> non può sfuggire alla verità poiché è una guerra fra due opposti.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-11 09:56:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2741541867</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 4 (Mario Olivieri, Camilla Nuvoloni, Anna Mengoni, Giulia Micheletti)</title>
         <author>marioolivieri2</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2741544663</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L'articolo 13 della Costituzione Italiana</strong> e<strong> il principio dell'Habeas Corpus</strong> condividono alcune similitudini nel senso generale di garantire la <strong>protezione dei diritti individuali</strong> e <strong>limitare il potere governativo in materia di detenzione</strong>. Tuttavia, ci sono anche alcune differenze chiave tra i due.</div><div><br></div><div><strong>Similitudini</strong> tra l'articolo 13 della Costituzione Italiana e l'Habeas Corpus:</div><ul><li><strong>Protezione della libertà individuale</strong>: Entrambi mirano a proteggere la libertà individuale degli individui, garantendo che nessuno sia detenuto in modo arbitrario o illegale.</li><li><strong>Necessità di un giudizio legale</strong>: Entrambi richiedono che qualsiasi detenzione debba essere basata su un giudizio legale e condotta secondo la legge.</li><li><strong>Divieto di esilio</strong>: Entrambi vietano l'esilio come mezzo di punizione o coercizione.</li></ul><div><br></div><div><strong>Differenze</strong> tra l'articolo 13 della Costituzione Italiana e l'Habeas Corpus:</div><ul><li><strong>Contesto e applicazione</strong>: L'articolo 13 della Costituzione Italiana è specifico per l'Italia e si applica all'interno del contesto del sistema legale italiano. L'Habeas Corpus è un principio legale più ampio che ha radici nella common law inglese ed è stato adottato in vari paesi con diverse implementazioni.</li><li><strong>Dettagli procedurali</strong>: L'Habeas Corpus ha una tradizione giuridica specifica che include procedure e normative dettagliate per garantire la presentazione tempestiva di un individuo detenuto davanti a un tribunale. L'articolo 13 della Costituzione Italiana fornisce una dichiarazione di principio generale, ma i dettagli delle procedure possono essere regolamentati da leggi e normative italiane.</li><li><strong>Specificità delle protezioni</strong>: L'articolo 13 menziona specificamente alcune protezioni, come il divieto di esilio, che non sono presenti nell'Habeas Corpus inglese. L'Habeas Corpus, d'altra parte, si concentra principalmente sulla presentazione di un individuo detenuto davanti a un tribunale e sull'informazione delle ragioni della detenzione.</li></ul><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-11 09:59:15 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2741544663</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LABORATORIO DI STORIA del 12.10.2023</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2742424608</link>
         <description><![CDATA[<div>GRUPPO 1 Lettera di Cambio e lettera di accredito<br>GRUPPO 2 La commenda e i contratti di Società<br>GRUPPo 3 La Assicurazioni e le Compagnie Commerciali&nbsp;<br>GRUPPO 4 La figura del Cambiavalute (in quali città e nell'iconografia artistica)<br>GRUPPO 5 Banchieri e Cambisti.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-11 20:03:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2742424608</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 3</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743507955</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>LE ASSICURAZIONI&nbsp;</strong></div><div><br>L'assicurazione ha origine durante il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a>, quando nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV secolo</a> i mercanti italiani passarono da un istituto giuridico a un altro<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27assicurazione#cite_note-5">[5]</a>. <strong>I primi contratti di assicurazioni noti riguardavano il commercio via mare. </strong>I piccoli commercianti mettevano a rischio la propria merce a causa dei pirati e delle confische in terra straniera. Nell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XI_secolo">XI secolo</a> compaiono le clausole accessorie di altri contratti, come la commenda. <strong>Gli studiosi fanno risalire l'origine dell'assicurazione nella scommessa e nell'evoluzione del prestito a cambio marittimo</strong>. I mercanti di fatto scommettevano sulla riuscita dei propri trasporti, ma alcune frodi - come navi vuote scommesse come piene, oppure l'accordo con il capitano per affondare la barca - imposero di stabilire regole comuni.<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XV_secolo"><strong>XV</strong>&nbsp;secolo</a> nasce la<strong> forma scritta della polizza,</strong> in cui un notaio verifica il pagamento anticipato del premio<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27assicurazione#cite_note-6">[6]</a> e l'annullamento di ogni contratto successivo al primo. <strong>Inizialmente gli assicuratori non differivano dagli scommettitori, in quanto non possedevano abbastanza premi da poter ripagare gli assicurati in caso di sinistro</strong>. Solo con la nascita delle compagnie di assicurazione il sistema trova un suo equilibrio economico. <strong>Una seconda</strong> teoria fa risalire le origini dell'assicurazione nel <strong>prestito a cambio marittimo.</strong> Il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Decretale">decretale</a> di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Papa_Gregorio_IX">papa Gregorio IX</a> del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1237">1237</a> vieta il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Foenus_nauticum"><em>foenus nauticum</em></a>, che dunque si evolve in modo articolato. Ad esempio, le parti si invertono, con il capitano della nave che paga in anticipo il mercante per le merci da riavere al ritorno. Il pagamento corrispondeva a una percentuale del valore della merce.<br><br></div><div><br><br></div><div><strong>LE COMPAGNIE COMMERCIALI</strong></div><div>Le compagnie commerciali del Medioevo <strong>erano associazioni di mercanti, armatori, proprietari di attività produttive (campagne, miniere o manifatture) e banchieri che esercitavano il commercio di merci proprie o di altra provenienza.&nbsp;</strong></div><div>Nei casi migliori, disponevano di una fitta rete di agenzie e di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Filiale">filiali</a> in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> e nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vicino_Oriente">vicino Oriente</a>. Il massimo sviluppo di questa forma di associazione lo si ebbe tra il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII</a> ed il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV secolo</a>, mentre, in seguito alla crisi economica del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Trecento">Trecento</a>, molte compagnie conobbero il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fallimento_(diritto)">fallimento</a>.</div><div><strong>Ogni compagnia era formata da una casa madre e da numerose filiali,</strong> teoricamente indipendenti, ma tenute a lavorare in maniera coordinata e a venire in aiuto l'una dell'altra in caso di necessità. Al servizio della compagnia c'erano <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Flotta">flotte</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Carovana">carovane</a> ed agenzie e, per rendere più pratico e sicuro il viaggio dei corrieri e dei commercianti, al posto dei <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Contante">contanti</a> si usavano <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lettera_di_cambio">lettere di cambio</a>.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-12 11:57:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743507955</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 4 (Mario Olivieri, Camilla Nuvoloni, Anna Mengoni, Giulia Micheletti)</title>
         <author>marioolivieri2</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743511418</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>IL CAMBIA VALUTE E SUA MOGLIE:</strong></div><div><strong>Il cambiavalute e sua moglie</strong> è un dipinto ad olio su tavola del pittore fiammingo <strong>Quentin</strong> <strong>Massys</strong>, realizzata nel <strong>1514</strong> e attualmente conservata a Parigi, al Museo del Louvre.</div><div><br></div><div><strong>I CAMBIA VALUTE:</strong></div><div>I <strong>banchi di cambiavalute</strong>, gestita dai <strong>cambisti</strong> o <strong>cambiatori</strong>, sono la prima entità bancaria della storia. Si diffusero a partire dal <strong>1150</strong> circa, per diventare comuni nel <strong>Medioevo</strong>. I banchi rappresentavano stazioni dove i cambisti a richiesta dei mercanti effettuavano il <strong>cambio delle monete</strong> a seconda del conio locale. All'inizio la loro diffusione fu prevalente nelle <strong>zone fieristiche europee</strong>; in <strong>Italia</strong> soprattutto a <strong>Venezia</strong> e in <strong>Toscana</strong> tra <strong>Firenze</strong> e <strong>Pistoia</strong> e successivamente in <strong>Lombardia</strong>.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2154799731/7b01bb6d898ff1beb1560801ebea3f3d/Messys___Il_cambiavalute_e_sua_moglie.jpg" />
         <pubDate>2023-10-12 12:00:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743511418</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 5</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743511811</link>
         <description><![CDATA[<div>1. <strong>Banchieri nel Medioevo:</strong></div><div>&nbsp; &nbsp;I banchieri medievali erano imprenditori che fornivano una serie di servizi finanziari, simili a quelli delle moderne istituzioni bancarie. I banchieri medievali agivano spesso come intermediari tra coloro che avevano bisogno di effettuare transazioni finanziarie, come commercianti, e coloro che avevano capitali da investire o da depositare in luoghi sicuri.</div><div><br></div><div>&nbsp; &nbsp;- Cambio di valuta: I banchieri facilitavano il commercio internazionale e il commercio tra regioni diverse, offrendo servizi di cambio valuta. Questo era particolarmente importante dato che diverse aree potevano avere le proprie monete.</div><div>&nbsp; &nbsp;- Depositi e prestiti: I banchieri accettavano depositi dai clienti e concedevano prestiti a interessi. Questo li rendeva una fonte importante di finanziamenti per commercianti e governi.</div><div>&nbsp; &nbsp;- Trasferimento di fondi I banchieri potevano anche facilitare il trasferimento di fondi da una località all'altra attraverso la rete di filiali o partner commerciali.</div><div>&nbsp; &nbsp;- Conservazione dei tesori: Alcuni banchieri offrivano servizi di custodia per i beni di valore, come gioielli e documenti importanti.</div><div><br></div><div>2. <strong>Cambisti nel Medioevo</strong></div><div>&nbsp; <strong>&nbsp;I cambisti </strong>medievali erano incaricati del cambio di valuta estera. Poiché il commercio in Europa coinvolgeva spesso molte valute diverse, i cambisti svolgevano un ruolo fondamentale nel facilitare il commercio internazionale.</div><div><br></div><div>&nbsp; &nbsp;- Commercio internazionale: Poiché le monete straniere avevano valore variabile rispetto alla moneta locale, i cambisti erano essenziali per le operazioni commerciali tra diverse nazioni.</div><div><br></div><div>In generale, banchieri e cambisti medievale svolgevano un ruolo chiave nel facilitare il commercio e la finanza in un'epoca in cui le transazioni finanziarie erano più complesse e rischiose rispetto ai giorni nostri. Le loro attività contribuivano all'economia medievale e all'espansione del commercio tra le nazioni.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-12 12:00:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743511811</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 2 La commenda e i contratti di società </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743513487</link>
         <description><![CDATA[<div>COMMENDA DEFINIZIONE: Nel Medioevo contratto (detto anche <em>accomanda</em>, <em>comanda</em>) con cui un soggetto riceveva in <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/prestito">prestito</a> somme da impiegare nel commercio, con l’obbligo di restituirle, entro il termine fissato, con una parte del guadagno.</div><div><br></div><div>CONTRATTI DI SOCIETA’ DEFINIZIONE= erano contratti di associazione collettiva, nei quali tutti i partecipanti si dividevano i profitti e si assumevano i rischi delle perdite proporzionalmente al capitale investito.&nbsp;</div><div><br></div><div>&nbsp;"La commenda prevedeva <strong>due soci</strong>, uno dei quali, il "sedentario", che restava in città mentre l'altro viaggiava. Il primo, <strong>l'«accomandante»</strong>, metteva a disposizione il capitale per la spedizione; il secondo, <strong>l'«accomandatario»</strong>, accompagnava il carico durante il viaggio". In sostanza, la commenda permetteva a un <strong>possessore di denaro</strong> (generalmente l'accomandante) di non rischiarlo in proprio ma di anticiparlo a un <strong>mercante</strong>, che lo usava poi per svolgere una determinata attività. Al termine dell'impiego, il capitale andava restituito e i guadagni divisi. Le forme e le clausole dell'accordo erano di vario genere e contenuto, prevalentemente due:<br><br></div><div><strong><em>Commenda unilaterale</em></strong>, o "commenda semplice", nella quale l'accomandante anticipava l'intero capitale, accollandosi l'intero rischio, ma in caso di guadagno otteneva i tre quarti dell'utile.</div><div><strong><em>Commenda bilaterale</em></strong><strong> </strong>(detta <em>collegantia</em> o <em>colleganza</em> a Venezia e <em>societas maris</em> altrove): il commendatario investiva un terzo del capitale e l'accomandante i due terzi; le eventuali perdite erano ripartite in parti proporzionali, mentre gli utili venivano divisi a metà.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-12 12:02:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2743513487</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 1</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2744158077</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>LETTERA DI CAMBIO E LETTERA DI ACCREDITO</strong></div><div><br></div><div>Nel contesto medievale, le innovazioni più importanti nell'ambito delle <strong>tecniche di trasferimento </strong>e<strong> di scambio del denaro</strong> furono l'uso della <strong>lettera di cambio e di accredito</strong>, introdotte nel <strong>XII sec.</strong> dai <strong>cambiavalute (o banchieri) genovesi. </strong>Erano spesso sigillate con <strong>sigilli</strong> personali o sigilli ufficiali <strong>per garantire l'autenticità</strong> del mittente.</div><div><br></div><div>●La <strong>lettera di cambio</strong> costituiva un <strong>documento sostitutivo del denaro liquido</strong>: in cambio di una somma di denaro, si riceveva una lettera con la quale colui che aveva ricevuto il denaro si impegnava a pagare la somma in un altro luogo e con altra moneta (il giroconto)</div><div><br></div><div>●La <strong>lettera di accredito</strong> o <strong>di compensazione</strong>, come gli attuali assegni circolari (che rispetto a quello bancario, viene emessa direttamente dalla banca, e non dal debitore, la quale si impegna a pagare una determinata somma al beneficiario), <strong>facilitava il regolamento dei pagamenti da e verso luoghi lontani.</strong></div><div><br></div><div>Esse costituivano uno strumento che garantiva la <strong>sicurezza del trasferimento</strong> del denaro, in quanto <strong>si evitava di portarlo fisicamente</strong>, e nello stesso tempo era un modo per concedere o ottenere credito commerciale (il giro completo della lettera anzi di due lettere - una con cui si davano i soldi, l'altra con cui si riscuotevano - durava di solito quattro mesi).&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-12 19:36:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2744158077</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 3-4-5</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2752284488</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br></div><div>Le teorie pitagoriche entrarono in crisi con la scoperta dei <strong>numeri irrazionali</strong>. I pitagorici credevano che tutti i numeri potessero essere espressi come frazioni di numeri interi, ovvero che fossero numeri razionali. Tuttavia, nel V secolo a.C., il matematico greco <strong>Ippaso di Metaponto </strong>dimostrò che la radice quadrata di 2 non poteva essere espressa come frazione di numeri interi. Questa scoperta contraddiceva direttamente le convinzioni pitagoriche.<br><br></div><div>L'argomento della radice quadrata di 2 è spesso citato come l'esempio principale di un numero irrazionale, ovvero un numero che non può essere espresso come rapporto di due numeri interi. Questa scoperta ha portato a una <strong>crisi </strong>nel pensiero matematico dei pitagorici, poiché ha messo in discussione la loro convinzione fondamentale sull'importanza dei numeri interi e delle relazioni tra essi. La scoperta dei numeri irrazionali ha aperto la strada a nuove direzioni nello sviluppo della matematica e ha influenzato notevolmente il pensiero matematico successivo.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-18 08:00:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2752284488</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 5</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754462047</link>
         <description><![CDATA[<div>1. Banchieri nel Medioevo:</div><div>&nbsp; &nbsp;I banchieri medievali erano imprenditori che fornivano una serie di servizi finanziari, simili a quelli delle moderne istituzioni bancarie. I banchieri medievali agivano spesso come intermediari tra coloro che avevano bisogno di effettuare transazioni finanziarie, come commercianti, e coloro che avevano capitali da investire o da depositare in luoghi sicuri.</div><div><br></div><div>&nbsp; &nbsp;- Depositi e prestiti: I banchieri accettavano depositi dai clienti e concedevano prestiti con interessi. Questo li rendeva una fonte importante di finanziamenti per commercianti e governi.</div><div>&nbsp; &nbsp;- Trasferimento di fondi: I banchieri potevano anche facilitare il trasferimento di fondi da una località all'altra attraverso una rete di filiali.</div><div>&nbsp; &nbsp;- Conservazione dei tesori: Alcuni banchieri offrivano anche servizi di custodia per i beni di valore, come gioielli e documenti importanti, in modo da conservarli al sicuro.</div><div><br></div><div>2. Cambisti/Cambiatori nel Medioevo:</div><div>&nbsp; &nbsp;I cambisti medievali erano incaricati del cambio di valuta estera. Poiché il commercio in Europa coinvolgeva spesso molte valute diverse, i cambisti svolgevano un ruolo fondamentale nel commercio internazionale e di cambio di monete. Si diffusero in toscana, in Lombardia a partire dal 1100 circa.</div><div><br></div><div>&nbsp; &nbsp;- Commercio internazionale: Poiché le monete straniere avevano valore variabile rispetto alla moneta locale, i cambisti erano essenziali per le operazioni commerciali tra diverse nazioni.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-19 11:59:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754462047</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PELLETTIERE (Gruppo?)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754468516</link>
         <description><![CDATA[<div>Le <strong>PELLETTIERE</strong> dell'età medievale erano artigiani specializzati nella lavorazione della pelliccia, pelle e cuoio. Questi mestieri erano importanti per la produzione di abbigliamento, calzature e oggetti di pelletteria. I pellettiere svolgevano un ruolo cruciale nella società medievale, poiché fornivano prodotti di lusso come mantelli di pelliccia e guanti, ma anche oggetti più pratici come borse e cinture. La produzione di pellicce e pelli veniva eseguita attraverso una serie di processi, tra cui concia, tintura e cucitura. Gli artigiani di questo settore avevano competenze specializzate per lavorare con materiali animali e soddisfare le esigenze dei loro clienti.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2177953813/76a4360a239c12b689a8e19c42d9627f/IMG_7218.jpeg" />
         <pubDate>2023-10-19 12:04:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754468516</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PERGAMENAI (Gruppo 5)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754473725</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>PERGAMENAIO</strong> nel Medioevo era un artigiano specializzato nella produzione e nella preparazione della pergamena, un materiale di scrittura importante e pregiato utilizzato per la creazione di manoscritti, documenti legali, libri religiosi e altre opere scritte.</div><div><br></div><div><strong>Raccolta delle pelli</strong>: Il processo iniziava con la raccolta di pelli animali, di solito provenienti da pecore, capre o vitelli. Queste pelli venivano sottoposte a un processo di preparazione lasciando solo il derma per la creazione della pergamena. La pelle doveva essere accuratamente raschiata e pulita.</div><div><strong>Ammollo e calce</strong>: Le pelli venivano poi immerse in una soluzione di acqua e calce per ammorbidirle e rimuovere il grasso residuo. Questa fase era essenziale per preparare la pelle per il processo successivo.</div><div><strong>Tensione e stenditura</strong>: Dopo l'ammollo, le pelli venivano tese su telai di legno per asciugarsi e distendersi. Questo processo di stenditura era fondamentale per ottenere una superficie liscia ed uniforme.</div><div><strong>Raschiatura e lucidatura</strong>: Dopo che le pelli si erano asciugate, il pergamenaio raschiava ulteriormente la superficie per renderla ancora più sottile e uniforme. Successivamente, le pelli venivano levigate con una pietra per renderle lisce al tatto.</div><div><strong>Taglio</strong>: Le pergamene venivano quindi tagliate nelle dimensioni desiderate. Questi fogli di pergamena sarebbero poi stati utilizzati per scrivere o disegnare.</div><div><strong>Pulizia finale</strong>: Infine, le pergamene venivano sottoposte a una pulizia finale per rimuovere qualsiasi residuo di calce o sporcizia. Questo garantiva che la superficie fosse pronta per la scrittura.</div><div><br></div><div>Una volta completata questa serie di processi, le pergamene erano pronte per essere utilizzate come supporto per documenti scritti. Gli scrivani, copisti e monaci medievali le usavano per creare manoscritti preziosi, spesso decorati con miniature e illustrazioni intricate.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1708755065/794c9a97b4c0b2386e7f85b800711044/download.jpg" />
         <pubDate>2023-10-19 12:08:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754473725</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GLI USURAI  (Gruppo 3 Dragoni , Iaccarino, Peruzzo,Mancini) </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754477464</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli <strong>USURAI</strong>. Marinus van Reymerswaele (Scuola) rappresenta l’avidità attraverso il personaggio alla destra del dipinto (1540). Museo Stibbert, Firenze<br>Il banco, il panno verde ingombro di monete e sacchetti di denaro, uomini dalle mani adunche che utilizzano una bilancia o scrivono cifre su un libro inforcando gli occhiali: sono questi gli elementi consueti <strong>della rappresentazione dei professionisti del denaro nell’arte europea del tardo Medioevo. </strong>Una rappresentazione poco benevola, così come poco lusinghiera è spesso anche oggi la reputazione delle banche.<br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2154798200/3a015782b65354f0fcb39e3e91003635/IMG_1137.jpeg" />
         <pubDate>2023-10-19 12:11:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754477464</guid>
      </item>
      <item>
         <title>MEDICI NEL MEDIOEVO (Gruppo 4)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754482300</link>
         <description><![CDATA[<div>Operazione chirurgica da un affresco, probabile XV sec.</div><div>C’è da sottolineare che all’epoca vi era una netta distinzione tra medicina e chirurgia nonostante fossero estremamente correlate. Il medico è colui che si occupa dei problemi interni al corpo, è lo studioso che evita il più possibile il contatto diretto con il malato, il chirurgo invece è colui che si occupa dei problemi esterni dell’individuo, si occupa di fratture, interventi e malattie, non è visto di buon occhio, anzi considerato quasi un macellaio, malvisto dalla Chiesa stessa che aborriva il contatto fisico e che vietava in maniera quasi assoluta lo studio del corpo umano attraverso la dissezione anatomica, infatti le conoscenze sulla circolazione e sul funzionamento degli organi vennero principalmente fatte sui maiali. La differenza delle due figure era data anche dalla lunghezza della toga: il medico indossava una lunga toga da cui spuntavano solo le scarpe, per evidenziare la sua statura culturale, il chirurgo invece indossava una toga corta dove si vedevano le gambe per dimostrare il rango inferiore.</div><div>Alcuni interventi chirurgici venivano poi delegati ad un subalterno, il barbiere, il quale non si limitava ad operare in un ambito prettamente estetico, ma si dedicava a vere e proprie operazioni come ad esempio l’estrazione dei denti, i salassi, la cura degli ascessi.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2186937660/3da8d27f79b3683444479ca50f65b9e3/IMG_6444.jpeg" />
         <pubDate>2023-10-19 12:14:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754482300</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LABORATORIO DI STORIA 19.10.2023</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754699068</link>
         <description><![CDATA[<div>Trovate un mestiere realizzato durante il periodo medioevale compreso dal 1100 al 1400 e specificate se appartiene o non appartiene al sistema delle corporazioni.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-19 14:28:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2754699068</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PANETTIERE-FORNAIO (gruppo 1)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2758431687</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel Medioevo, la figura del panettiere e del fornaio rivestiva un ruolo fondamentale nella società, contribuendo alla produzione e distribuzione del pane, uno degli alimenti di base dell'epoca.<br>In questo periodo, il panettiere e il fornaio aveva però differenze significative nella loro professione e posizione sociale. Il panettiere si limitava a cuocere il pane, mentre il fornaio gestiva l'intera catena di produzione, dalla fabbricazione alla vendita, compresa la cottura. Questa distinzione comportava anche una differenza di status sociale, con i fornai che risultavano più ricchi dei panettieri e si posizionavano in cima alla scala dei contribuenti insieme a venditori di stoffa, macellai e gestori di taverne e osterie.</div><div><br>In Europa, le prime testimonianze di comunità di panettieri risalgono alla seconda metà dell'XI secolo. Tuttavia, in alcune regioni, l'organizzazione dei panettieri come mestiere non si sviluppò appieno fino al XV secolo.&nbsp;<br>• Gli statuti delle corporazioni di panettieri risalgono specialmente al 1300 e 1400.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1858475269/6bfd0dcfe12a2b24a32afb48c7d32479/arte_di_fare_il_pane.jpg" />
         <pubDate>2023-10-23 04:40:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2758431687</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRUPPO 2</title>
         <author>giacomosolosky</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2764504279</link>
         <description><![CDATA[<p>LE LAVANDAIE</p><p><br></p><p>Le lavandaie nel Medioevo svolgevano un ruolo cruciale nella <strong>cura dei tessuti</strong> e nell'igiene. Principalmente donne, queste professioniste lavavano i tessuti a <strong>mano</strong> in luoghi come<strong> lavatoi o corsi d'acqua</strong>, utilizzando acqua, sapone e tecniche di lavaggio <strong>manuali</strong>. Dopo il lavaggio, i tessuti venivano stesi all'aperto per l'asciugatura. Questo mestiere aveva un <strong>aspetto sociale importante</strong> poiché le lavandaie si riunivano per lavorare insieme, condividendo notizie e storie. Alcune lavandaie offrivano servizi di lavaggio a <strong>pagamento</strong>, guadagnando così un reddito. Nel complesso, le lavandaie contribuivano in modo significativo alla pulizia e alla manutenzione dei tessuti nella comunità medievale.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-26 10:49:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2764504279</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LAVORAZIONE DELLA LANA E IL RUOLO DEI CIOMPI                                       gruppo 5 Vignoni-Rizzin-Marta Leiter-Sartori          </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2764543934</link>
         <description><![CDATA[<p>Il processo medievale di <strong>lavorazione della lana </strong>coinvolgeva diverse fasi:</p><ol><li><p><strong>Preparazione della lana grezza</strong></p></li><li><p><strong>Cardatura</strong></p></li><li><p><strong>Filatura</strong></p></li><li><p><strong>Tessitura</strong></p></li><li><p><strong>Finitura</strong></p></li></ol><p><br></p><p>La Corporazione dei Ciompi è stata un'organizzazione dei lavoratori tessili a <strong>Firenze</strong>, Italia, nel <strong>XIV </strong>secolo. Il termine "<strong>Ciompi</strong>" si riferisce ai lavoratori tessili più poveri,  che spesso erano sfruttati e vivevano in condizioni difficili. Essi creavano dei <strong>panni </strong>di lana <strong>battendola </strong>più volte.</p><p>Nel <strong>1378</strong>, i Ciompi si ribellarono contro il governo cittadino a causa delle condizioni lavorative oppressive e della povertà diffusa. Questa ribellione è nota come la "<strong>Rivolta dei Ciomp</strong>i". Durante questa ribellione, i Ciompi presero il controllo temporaneo del governo cittadino e cercarono di migliorare le loro condizioni di lavoro e di vita.</p><p>Tuttavia, la ribellione dei Ciompi fu di <strong>breve durata</strong>, e le forze governative riuscirono a ristabilire il controllo. Molti dei ribelli furono <strong>perseguiti </strong>e alcuni <strong>giustiziati</strong>. </p><p>La Corporazione dei Ciompi e la rivolta sono importanti perché evidenziano le <strong>tensioni sociali e economiche</strong> nell'Europa del XIV secolo e dimostrano come le classi lavoratrici potessero u<strong>nirsi per cercare miglioramenti delle loro condizioni</strong>, anche se spesso tali rivolte erano represse con forza.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-26 11:29:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2764543934</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Gruppo 3 (Dragoni-Iaccarino-Mancini-Peruzzo)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2764549129</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Arte dei farsettai.</strong></p><p><br></p><p>L’arte dei farsettai fu una delle arti<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Arti_minori"> </a>minori della Repubblica di Firenze nata in seguito al tumulto dei Ciompi (1378) perché i suoi lavoratori soffrivano la potenza economica dei membri più forti dentro l'Arte di Por Santa Maria, come i setaioli. Venne sciolta entro il 1382, riprendendo i suoi addetti nel seno della maggiore Arte della lana.&nbsp;&nbsp;</p><p>Questa arte era rappresentativa di coloro i quali cucivano e creavano i farsetti, ovvero dei giubbetti da uomo con o senza maniche ed imbottiti di ovatta, indossati principalmente da persone umili. In senso più lato, raccoglieva tutti i sarti.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-10-26 11:34:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2764549129</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LE COMUNITÀ MONTANE (GRUPPO 5)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2773792136</link>
         <description><![CDATA[<p>Ricerca sulle comunità montane</p><p><br></p><p>Le comunità montane erano caratterizzate da <strong>insediamenti rurali sparsi tra le valli e le montagne</strong>. Queste aree offrivano <strong>protezione naturale</strong>, ma erano spesso <strong>isolate</strong> e difficili da raggiungere. Erano spesso <strong>autosufficienti</strong>, coltivando grano, orzo, patate e altri prodotti. Il bestiame, come mucche e pecore, era importante per la produzione di latte, formaggio e carne.</p><p>L'accesso alle comunità montane era spesso difficile a causa delle <strong>strade irregolari</strong> e delle condizioni meteorologiche sfavorevoli. Questo ha portato a un <strong>senso di isolamento</strong> e ad una <strong>forte coesione sociale</strong>. Spesso, le comunità erano <strong>governate da una forma di autogoverno</strong>, con assemblee o consigli locali.</p><p>Le comunità montane spesso sviluppavano attività artigianali per integrare le risorse agricole. Queste attività potevano includere la lavorazione del legno, la tessitura, la produzione di abbigliamento e calzature, e la fabbricazione di utensili agricoli. La religione e la cultura avevano un ruolo significativo nelle comunità montane, con <strong>molte tradizioni e festività</strong> <strong>locali</strong> legate alla vita in montagna e alla natura circostante.</p><p>Dovevano preoccuparsi della difesa, che poteva comportare la <strong>costruzione di fortificazioni</strong>. Nonostante le sfide logistiche, le comunità montane partecipavano spesso al <strong>commercio regionale</strong>, scambiando risorse locali come legno, pietra, lana e prodotti agricoli con le comunità delle pianure o con altri insediamenti montani.</p><p><br></p><p>Nel tardo Medioevo, i cantoni svizzeri iniziarono a formare una confederazione per proteggere i loro interessi comuni. Secondo molti il patto di fondazione è stato siglato nel 1291 con il Patto di Rütli. </p><p>Ogni cantone aveva una grande autonomia e decideva le proprie leggi, tasse e questioni amministrative. </p><p>La Confederazione Svizzera si espanse con l'adesione di nuovi cantoni. </p><p><br></p><p>COMUNITÀ MONTANE NEL VERONESE</p><ul><li><p>Velo Veronese, capoluogo del distretto</p></li><li><p>Roverè di Velo, oggi Roverè Veronese</p></li><li><p>Valdiporro</p></li><li><p>Azzarino </p></li><li><p>Camposilvano (attuale contrada di Velo)</p></li><li><p>Selva di Progno con Giazza</p></li><li><p>Sprea con Progno, oggi Badia Calavena</p></li><li><p>Saline, oggi San Mauro di Saline</p></li><li><p>Bosco Frizolana, oggi Bosco Chiesanuova</p></li><li><p>Tavernole (attuale frazione di San Mauro di Saline)</p></li><li><p>Cerro o Alferia</p></li><li><p>Erbezzo</p></li><li><p>San Bartolomeo (attuale frazione di Selva di Progno)</p></li></ul>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1708755065/2ac4e4b4f07d2d336d2cb690b6070eb9/Tredici_Comuni_svg.png" />
         <pubDate>2023-11-02 12:58:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2773792136</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I COMUNI DEL NORD EUROPA (Gruppo 2)</title>
         <author>giacomosolosky</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2773795115</link>
         <description><![CDATA[<ul><li><p><strong>Contesto storico</strong>: Durante il Medioevo, molte città del Nord Europa si svilupparono come <strong>centri commerciali e manifatturieri</strong>. Queste città divennero gradualmente indipendenti dai signori feudali, e ottennero un certo senso di <strong>autonomia</strong>. </p></li><li><p><strong>Carta delle libertà</strong>: Molte città comunali avevano una <strong>"carta delle libertà"</strong> o uno statuto che garantiva una serie di diritti e privilegi agli abitanti della città. Questi documenti sancivano l'<strong>autonomia locale</strong> e la capacità di autogoverno.</p></li><li><p><strong>Economia e commercio</strong>: L'espansione dei comuni nel Nord Europa era spesso legata al <strong>commercio e all'artigianato</strong>. Le città divennero centri di<strong> produzione e scambio di merci</strong>, contribuendo all'espansione economica della regione.</p></li><li><p><strong>Legami internazionali</strong>: Molte città del Nord Europa avevano relazioni commerciali <strong>internazionali</strong>, che contribuivano alla loro <strong>prosperità</strong>. Ad esempio, la<strong> Lega Anseatica</strong> era una federazione di città commerciali del <strong>Mar Baltico</strong> che giocò un ruolo importante nell'espansione dei comuni.</p></li></ul>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2180317367/4a3412901b7ad9b4be19896b23f1d1ae/slide_2.jpg" />
         <pubDate>2023-11-02 13:00:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2773795115</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LE REPUBBLICHE MARINARE (Gruppo 3: Dragoni-Iaccarino-Mancini-Peruzzo)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2777595360</link>
         <description><![CDATA[<p>Le repubbliche marinare, come Venezia, Genova, Pisa e Amalfi, erano delle città-stato italiane che si svilupparono in particolare tra il X e il XV secolo. La loro forma organizzativa e politica era molto diversa rispetto a quella dei comuni dell'epoca.</p><p><strong>-Struttura politica</strong>: Le repubbliche marinare erano spesso oligarchiche, con il potere concentrato nelle mani di un gruppo ristretto di famiglie nobili. Queste famiglie dominanti formavano un consiglio o un senato che governava la città. I comuni, d'altra parte, avevano una struttura politica più decentralizzata e spesso erano retti da un podestà o un capitano del popolo, eletti dalla popolazione. Non avevano nessun tipo di rapporto con il contado, il governo rimase in mano all’aristocrazia mercantile, dell’interesse fu riservato anche nei confronti delle classi inferiori e non ci furono gravi tensioni sociali come nei comuni. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;           &nbsp; &nbsp; <strong>-Economia</strong>: Le repubbliche marinare avevano economie basate principalmente sul commercio marittimo e sulla costruzione navale. Erano fortemente orientati verso il mare e avevano flotte di navi per proteggere i loro interessi commerciali. Navigare permise loro anche di espandersi territorialmente.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>-Relazioni internazionali</strong>: Le repubbliche marinare erano coinvolte in conflitti con altre potenze marittime dell'epoca, come l'Impero Bizantino e gli stati musulmani. I comuni, invece, avevano spesso conflitti interni tra città vicine o rivalità con signori feudali circostanti.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </p><p><strong>-Sistema legale</strong>: Le repubbliche marinare avevano spesso sistemi legali complessi e una giustizia basata sul diritto romano.&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2175259783/8e4fc5f255088e6c334da4042bd88a6d/IMG_1334.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-06 08:01:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2777595360</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LEGA ANSEATICA (gruppo 2)</title>
         <author>giacomosolosky</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2777939629</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2180317367/f5000eca80f99c8d2aa960ed3a38b766/IMG_7700.jpg" />
         <pubDate>2023-11-06 12:54:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2777939629</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LABORATORIO DI STORIA fine ottobre/nov</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2777970729</link>
         <description><![CDATA[<p>GRUPPO 1 IL COMUNE CONSOLARE</p><p>GRUPPO 2 I COMUNI DEL NOSR EUROPA</p><p>GRUPPO 3 LE REPUBBLICHE MARINARE</p><p>GRUPPO 4 I COMUNI RURALI</p><p>GRUPPO 5 LA COMUNITà MONTANE</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-11-06 13:17:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2777970729</guid>
      </item>
      <item>
         <title>COMUNI RURALI NEL MEDIOEVO (GRUPPO 4)</title>
         <author>mamooli</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783233090</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel Medioevo, l'Europa era prevalentemente una <strong>società agricola</strong>, e al centro di questa realtà vi erano i <strong>comuni rurali</strong>. Queste comunità, spesso <strong>piccoli villaggi</strong> circondati da campi coltivati, rappresentavano il cuore dell'attività agricola e dell'organizzazione sociale dell'epoca. I comuni rurali costituivano l'anello di congiunzione tra i contadini che lavoravano la terra e i signori feudali che detenevano il potere. In questo contesto, i contadini, noti anche come servi della gleba, <strong>coltivavano i campi e fornivano prodotti agricoli in cambio di protezione dai loro signori feudali</strong>. Questa reciproca dipendenza caratterizzava la vita nelle comunità rurali medievali.</p><p>Durante il Medioevo, queste comunità erano <strong>autosufficienti</strong> e dovevano far fronte alle sfide delle stagioni, alla mancanza di tecnologia avanzata e alle limitate risorse. Queste comunità ruotavano attorno <strong>all'agricoltura</strong>, alla <strong>produzione alimentare</strong>, alla <strong>costruzione di strutture abitative</strong> e alle <strong>relazioni sociali</strong> all'interno del villaggio. Inoltre, <strong>la religione cattolica</strong> era una parte centrale della vita, con le chiese e le parrocchie spesso al centro dei villaggi e della <strong>vita spirituale e comunitaria.</strong></p><p>Mentre la vita nelle comunità rurali era caratterizzata <strong>da lavoro duro e manuale</strong>, e spesso da condizioni di vita semplici, queste comunità svolgevano un ruolo cruciale nell'approvvigionamento alimentare e nell'organizzazione sociale dell'epoca medievale. Nel corso del tempo, con l'evoluzione delle condizioni sociali ed economiche, queste comunità rurali subirono <strong>profondi cambiamenti</strong>, ma la loro eredità e la loro importanza nella storia europea persistono ancora oggi.</p><p>&nbsp;</p><p>1. <strong>Struttura Feudale</strong>: Durante il periodo medievale, la società europea era organizzata in un <strong>sistema feudale</strong>. Le comunità rurali erano spesso la base di questo sistema, con i contadini che lavoravano la terra dei signori feudali in cambio di <strong>protezione e sicurezza</strong>.</p><p>2. <strong>Villaggi e Comunità</strong>: Le comunità rurali erano spesso costituite <strong>da piccoli</strong> <strong>villaggi</strong>. Questi villaggi erano caratterizzati da <strong>abitazioni in legno o pietra</strong>, spesso circondati da <strong>mura o recinzioni</strong> per la protezione.</p><p>3. <strong>Agricoltura</strong>: L'agricoltura era l'attività principale nelle comunità rurali. I contadini coltivavano terreni per produrre cibo, come <strong>grano, orzo, legumi e verdure</strong>. Inoltre, tenevano <strong>animali da fattoria</strong> come mucche, pecore e maiali.</p><p>4. <strong>Mano d'Opera</strong>: La manodopera agricola era <strong>intensiva</strong>. Le famiglie lavoravano insieme per coltivare i campi e prendersi cura degli animali. La tecnologia agricola era limitata, e la maggior parte del <strong>lavoro era manuale</strong>.</p><p>5. <strong>Struttura Sociale</strong>: Le comunità rurali erano spesso <strong>gerarchiche</strong>, con un signore feudale che deteneva il potere e i contadini che lavoravano le terre in cambio di protezione. Questa struttura sociale era basata sul <strong>concetto di vassallaggio</strong>.</p><p>6. <strong>Autosufficienza</strong>: Molte comunità rurali erano <strong>autosufficienti</strong>. Producono il cibo necessario per sopravvivere, tessuto per vestiti, e spesso avevano un artigiano locale che produceva <strong>oggetti di uso comune</strong> come pentole e strumenti.</p><p>7. <strong>Religione</strong>: La <strong>religione cattolica</strong> era centrale nella vita delle comunità rurali. Le chiese e le parrocchie erano spesso al centro dei villaggi e fungevano da <strong>punto di riferimento spirituale e comunitario.</strong></p><p>8. <strong>Isolamento Geografico</strong>: Molte comunità rurali erano <strong>geograficamente isolate</strong>. Le infrastrutture di trasporto erano limitate, il che rendeva difficile il <strong>commercio</strong> e le comunicazioni con altre aree.</p><p>9. <strong>Eventi Storici</strong>: Le comunità rurali hanno subito i cambiamenti e le perturbazioni legate a eventi storici come <strong>guerre, carestie ed epidemie</strong>. Questi eventi potevano avere un impatto significativo sulla vita delle comunità rurali.</p><p>10. <strong>Decadimento del Feudalismo</strong>: Nel tardo Medioevo, il sistema feudale cominciò a decadere, dando inizio a <strong>cambiamenti sociali ed economici</strong> che avrebbero alla fine portato alla trasformazione delle comunità rurali.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2185340488/b90f47a2d497221f686f17af30ef158a/mercato_centrale.jpg" />
         <pubDate>2023-11-09 11:52:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783233090</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>mamooli</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783233515</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2185340488/ca2ee0753b4ea63f69cd94d50bfa46ba/images.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-09 11:52:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783233515</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Storia locale di Verona: nascita del comune</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783297129</link>
         <description><![CDATA[<p>Le assemblee cittadine possono essere viste come parte di un "processo" di consolidamento politico in corso nella Verona del XII secolo. Nel testo, si menziona che attorno al 1120 si formalizzò una refuta feudale importante durante un parlamento populi huius civitatis, riunito nel chiostro della cattedrale. Questa è una testimonianza precoce dell'esistenza occasionale di un'assemblea a larga presenza. Successivamente, nel 1136, la città esprime i primi consules civitatis in risposta alla rivendicazione da parte di un monastero veneziano del possesso del castello di Ronco all'Adige. Questi consoli rappresentano una delegazione meno numerosa ma socialmente più qualificata rispetto alla delegazione di massa del 1107. Le assemblee cittadine sembrano quindi svolgere un ruolo significativo nella gestione degli affari politici e territoriali, affrontando questioni come il controllo delle vie d'acqua e i rapporti con città vicine come Padova o Venezia.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-11-09 12:50:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783297129</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LEGA ANSEATICA</title>
         <author>mamooli</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783297824</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2185340488/7dd589c772a19f687ac50eba62b5bcff/Haupthandelsroute_Hanse.png" />
         <pubDate>2023-11-09 12:51:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2783297824</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CROCIATE GIACOMO CENI E VALERIA VIGNONI</title>
         <author>giacomosolosky</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2792371051</link>
         <description><![CDATA[<p>Le crociate sono le <strong>guerre combattute nel basso medioevo dagli eserciti cristiani per sottrarre ai musulmani il possesso della Terra Santa.  Erano chiamati a combattere tutti i fedeli. Varie crociate molto sanguinose.</strong></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-11-16 12:35:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2792371051</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CROCIATE (RIZZIN-DRAGONI)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2792372785</link>
         <description><![CDATA[<p>Le crociate furono delle spedizioni da parte della Chiesa e i suoi alleati contro gli arabi e in generale eretici. Esse avvennero tra il XI e il XIII secolo.</p><p>Le prime crociate furono rivolte alla riconquista della città di Gerusalemme, prima sotto il controllo dell'Impero Bizantino.</p><p>Le crociate si rivelarono spesso fallimentari e portarono alla perdita di migliaia di uomini, anche potenti, come la morte di Federico Barbarossa, che stava guidando il suo esercito verso la terza crociata. </p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-11-16 12:37:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2792372785</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CROCIATE (MARIO OLIVIERI, GIULIA MANCINI)</title>
         <author>mamooli</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2792389990</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Il termine “crociate” è un’invenzione posteriore</strong>,<strong> </strong>rispetto<strong> </strong>all’avvenimento storico. Pare sia stato usato per la prima volta nel <strong>Settecento </strong>e deriva, tramite lo spagnolo e il francese, dal latino <strong><em>cruciata</em></strong>, cioè <strong>“segnata con la croce”</strong>. <strong>I soldati cristiani</strong>, infatti, spesso combattevano con una <strong>grande croce disegnata o cucita sul petto</strong>. la croce era però presente anche sulle vesti dei <strong>pellegrini</strong> prima che queste guerre scoppiassero.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-11-16 12:51:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2792389990</guid>
      </item>
      <item>
         <title>FILOSOFIA LABORATORIO del 5.12.2023</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2814128366</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>APOLOGIA DI SOCRATE:</strong><br>&nbsp;<br>GRUPPO 1 &nbsp;<br>Cap 5 passaggio fondamentale Socrate la sua è una&nbsp;<strong>sapienza umana</strong>,&nbsp;<br>? In cosa si distingue la sapienza umana di Socrate, rispetto a quella dei suoi contemporanei?<br><br>GRUUPPo2<br>Cap 6<br>? In cosa Socrate si sente di sapere in più degli altri uomini che interroga?<br>? Perché gli uomini interrogati da Socrate si arrabbiano e arrivano (secondo S. ad odiarlo?)<br>&nbsp;<br>GRUPPO 3<br>Cap 8<br>Spiega e riassumi il significato del capitolo intero,<br>?Qual è la sapienza degli artigiani? (e che invece Socrate non possiede?)<br>&nbsp;<br><strong>GRUPPO 4</strong><br><strong>LETTURA INTEGRALE CAP 9 e riassunto</strong><br><br>&nbsp;GRUPPO 5<br><strong>LETTURA INTEGRALE Cap 17 e fare riassunto</strong><br>S. non abbandonerà mai la sua missione di cercare dentro l’uomo, pena contravvenire a quanto detto dall’oracolo, il suo destino è filosofare,&nbsp;<br>? che rapporto esiste tra virtù del filosofare e le ricchezze?</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-12-05 08:36:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2814128366</guid>
      </item>
      <item>
         <title>gruppo 3 </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2814133029</link>
         <description><![CDATA[<p>In breve, l'autore si recò dagli artigiani perché era consapevole di non sapere molto e sperava di imparare da loro. Scoprì che erano esperti in molte cose belle e più saggi di lui. Tuttavia, notò che anche loro commettevano l'errore dei poeti, pensando di essere esperti anche in altre questioni importanti. Questa discrepanza oscurava la loro vera saggezza. L'autore si interrogò su quale fosse la condizione migliore: essere come lui stesso, né sapiente come gli artigiani né ignorante come loro, oppure essere come gli artigiani stessi. Alla fine, concluse che gli andava bene essere come era.</p><p><br></p><p>Gli artigiani erano abili nell’ambito dell’arte, la techné.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-12-05 08:41:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2814133029</guid>
      </item>
      <item>
         <title>gruppo 2</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2825188321</link>
         <description><![CDATA[<ol><li><p><strong>Regno di León:</strong></p><ul><li><p><strong>Formazione:</strong> Il regno di León ebbe origine nel IX secolo come parte del Regno delle Asturie. Con la spinta della Reconquista, il regno di León si separò dalle Asturie nel 910.</p></li><li><p><strong>Sviluppo:</strong> Nel corso del tempo, León subì varie divisioni e unioni con altri regni cristiani, come Castiglia e Galizia. Nel XII secolo, il regno di León perse importanza politica a favore di Castiglia.</p></li></ul></li><li><p><strong>Regno di Castiglia:</strong></p><ul><li><p><strong>Formazione:</strong> La Castiglia ebbe origine come una contea dipendente dal regno di León. Nel 1037, il conte Ferdinando I di Castiglia divenne re e il regno di Castiglia si separò da León.</p></li><li><p><strong>Sviluppo:</strong> Castiglia divenne uno dei regni più potenti della Penisola Iberica attraverso la Reconquista. Nel 1230, la Corona di León e Castiglia si unì sotto Ferdinando III, dando vita alla Corona di Castiglia.</p></li></ul></li><li><p><strong>Regno di Navarra:</strong></p><ul><li><p><strong>Formazione:</strong> Il regno di Navarra ebbe origine nel IX secolo come parte del Regno delle Asturie. Successivamente, divenne un regno indipendente sotto il re Sancho III il Magno nel X secolo.</p></li><li><p><strong>Sviluppo:</strong> Navarra mantenne l'indipendenza per gran parte del Medioevo, ma nel XV secolo fu divisa tra la Castiglia e l'Aragona.</p></li></ul></li><li><p><strong>Regno di Aragona:</strong></p><ul><li><p><strong>Formazione:</strong> Il regno di Aragona ebbe inizio nel IX secolo e si sviluppò attraverso il processo di conquista e incorporazione di territori nella regione di Aragona.</p></li><li><p><strong>Sviluppo:</strong> Aragona si espanse notevolmente durante il periodo della Reconquista e, nel XIII secolo, si unì alla Catalogna tramite il matrimonio tra la regina Petronilla di Aragona e il conte Ramon Berenguer IV di Barcellona, formando la Confederazione Aragonese-Catalana.</p></li></ul></li><li><p><strong>Contea di Barcellona:</strong></p><ul><li><p><strong>Formazione:</strong> La contea di Barcellona ebbe origine nel IX secolo e crebbe in importanza sotto la dinastia dei conti di Barcellona.</p></li><li><p><strong>Sviluppo:</strong> La contea si espanse attraverso matrimoni e conquiste. La sua unione con Aragona nel XII secolo portò alla formazione della Confederazione Aragonese-Catalana.</p></li></ul></li><li><p><strong>Regni di Taifas:</strong></p><ul><li><p><strong>Formazione:</strong> Durante il periodo di declino dell'Impero islamico in al-Andalus (X-XI secolo), emersero diversi regni di Taifas, che erano piccoli regni indipendenti governati da dinastie locali.</p></li><li><p><strong>Sviluppo:</strong> I regni di Taifas ebbero un periodo di relativa prosperità, ma la frammentazione li rendeva vulnerabili alle incursioni cristiane. Nel corso del tempo, molti di essi furono conquistati dai regni cristiani durante la Reconquista.</p></li></ul></li></ol>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2254449451/1b15800cc75c051a5c1493bb88544ea3/WhatsApp_Image_2023_12_14_at_13_54_43.jpeg" />
         <pubDate>2023-12-14 12:53:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/ojqtfs2dofqa/wish/2825188321</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
