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      <title>GIOVANNI BOCCACCIO by Maria Ambrosio</title>
      <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8</link>
      <description>Made with a bold sensibility</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-07 10:52:57 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Boccaccio</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/165349195</link>
         <description><![CDATA[<div>Giovanni Boccaccio è stato uno scrittore e poeta italiano. Conosciuto anche per antonomasia come il Certaldese, fu una delle figure più importanti nel panorama letterario europeo del XIV secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-07 10:54:02 UTC</pubDate>
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         <title>Il Decameron</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/165349842</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong><em>Decameron</em></strong>, o <strong><em>Decamerone</em></strong>, è una raccolta di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Novella_%28letteratura%29">novelle</a> scritta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Boccaccio">Giovanni Boccaccio</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV secolo</a>, probabilmente tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1349">1349</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1351">1351</a> o il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1353">1353</a>. Vittore Branca nel 1962 identificò nel codice Hamilton 90, conservato a Berlino, un prezioso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autografo">autografo</a> risalente agli ultimi anni di vita del Boccaccio.<br><br></div><div>È considerata una delle opere più importanti della letteratura del Trecento europeo, durante il quale esercitò una vasta influenza sulle opere di altri autori, oltre che la capostipite della letteratura in prosa in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volgare_italiano">volgare italiano</a>. Per le sue caratteristiche salienti l'opera di Boccaccio va certamente annoverata tra le opere che ispirarono l'ideale di vita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edonismo">edonistica</a> tipico della cultura <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo">umanista</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento">rinascimentale</a>, che auspicava un'esistenza dedicata al piacere ed al culto del viver sereno.<br><br></div><div>Il libro narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che per dieci giorni si trattengono fuori da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> per sfuggire alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste_nera">peste nera</a> che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di taglio spesso umoristico e con frequenti richiami all'erotismo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bucolico">bucolico</a> del tempo. Per quest'ultimo aspetto, il libro fu tacciato di immoralità o di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo">scandalo</a>, e fu in molte epoche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Censura">censurato</a> o comunque non adeguatamente considerato nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_letteratura">storia della letteratura</a>. Il <em>Decameron</em> fu anche ripreso in versione <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema">cinematografica</a> da diversi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regista">registi</a>, tra cui <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini">Pier Paolo Pasolini</a> e i fratelli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_e_Vittorio_Taviani">Taviani</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-07 10:57:41 UTC</pubDate>
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         <title>Struttura del Decameron</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/165350243</link>
         <description><![CDATA[<div>Il nome di “Decameron” ha <strong>origine greca</strong>, come quello di molte <a href="http://www.oilproject.org/corso/riassunto-giovanni-boccaccio-opere-poetica-filocolo-filostrato-trattatello-dante-8130.html">opere giovanili di Boccaccio</a>, provenendo da <em>déka</em>, “dieci” ed <em>hēméra</em>, “giorno” e modellandosi, con finalità parodica, sul titolo di un’opera di <strong>Sant’Ambrogio</strong> (340ca. - 397), l’<em>Hexameron</em>, che racconta i sei giorni della creazione della Terra da parte di Dio.<br><br></div><div>L’opera di Boccaccio è composta da una <a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-decamerone-riassunto-analisi-cornice-introduzione-novelle-9377.html">cornice narrativa</a>, in cui l’autore racconta le vicende della “<a href="http://www.oilproject.org/lezione/decameron-di-boccaccio-l-allegra-brigata-riassunto-e-commento-4543.html">brigata</a>” in fuga da Firenze e poi nel <a href="http://www.oilproject.org/definizione/locus-amoenus.html"><em>locus amoenus</em></a> della villa campagnola, e da <a href="http://www.oilproject.org/lezione/temi-del-decameron-di-boccaccio-fortuna-amore-e-ingegno-9378.html">cento novelle suddivise in dieci giornate</a>. <a href="http://www.oilproject.org/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio</a>, mettendo questa volta da parte il motivo autobiografico che ispira e anima tante altre sue opere (come nel <a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-filocolo-trama-4361.html"><em>Filocolo</em></a> o nel <a href="http://www.oilproject.org/lezione/filostrato-boccaccio-trama-4331.html"><em>Filostrato</em></a>), si dedica a un'opera che ha come fine quello di <strong>intrattenere le "vaghe donne"</strong>, ovvero le <strong>lettrici alto-borghesi</strong>, che diventano le destinatarie privilegiate del testo, come Boccaccio stesso specifica nel <a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-proemio-decameron-4510.html"><em>Proemio</em> al <em>Decameron</em></a>. La finalità dello svago è del resto la stessa anche per i giovani della brigata, composta da <strong>sette donne e tre uomini</strong>, che, per far fronte all’emergenza sanitaria e morale della peste, che ha sconvolto i costumi cittadini, vuole restaurare una nuova misura di equilibrio e comportamento.<br><br></div><div>La sfida alla <strong>morale dell’epoca</strong> (i giovani, maschi e femmine, convivono sotto lo stesso tetto giorno e notte) si traduce così nell’attività della narrazione, che mette in scena i valori fondamentali della visione del mondo dell’autore: la <strong>Fortuna</strong> e il caso, la <strong>Natura</strong> e l’amore, l’<strong>ingegno umano</strong> e l’abilità con la parola.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-07 11:01:03 UTC</pubDate>
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         <title>Chichibio e la gru</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/165350915</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Chichibio </em>è la quarta <a href="http://www.oilproject.org/lezione/giovanni-boccaccio-decameron-struttura-proemio-novella-novellino-8577.html">novella</a> della <strong>sesta giornata</strong> del <a href="http://www.oilproject.org/lezione/decamerone-boccaccio-proemio-introduzione-poetica-caratteristiche-novella-8578.html"><em>Decameron</em></a>​, "sotto il reggimento" di Elissa. <strong>Tema principale della novella è nuovamente la Fortuna</strong>, i cui effetti devono essere colti al volo da chi è dotato della virtù dell'intelligenza. Per i personaggi boccacciani (e per la visione del mondo dell'autore che si cela dietro di loro) il <strong>"motto di spirito"</strong> è una pratica per regolare i rapporti interpersonali, mettendo in luce arguzia e prontezza nel piegare a proprio vantaggio delle circostanze difficili. Così, una battuta pronta ed efficace può mettere sullo stesso piano (come si vede anche nella novella di <a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-cisti-fornaio-riassunto-e-commento-4608.html"><em>Cisti fornaio</em></a>) figure appartenenti a livelli diversi della <strong>scala sociale</strong>: chi è più potente non potrà non riconoscere l'intelligenza che si trova anche nelle persone più umili.<br><br></div><div>La scelta della tematica della sesta giornata condiziona così anche la <strong>struttura di queste novelle</strong>, spesso attinte dall'aneddotica della città di Firenze (cioè da un insieme di racconti brevi emblematici di una figura o di un ambiente). Le novelle sono spesso particolarmente brevi, come per <strong>concentrare l'effetto comico e l'attesa del lettore sul finale</strong>, dove compare la battuta di spirito e dove si assiste tradizionalmente alla ricompensa del protagonista principale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-07 11:06:49 UTC</pubDate>
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         <title>Frate Cipolla</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/165351257</link>
         <description><![CDATA[<div> La <a href="http://www.oilproject.org/lezione/giovanni-boccaccio-decameron-struttura-proemio-novella-novellino-8577.html">novella</a> <em>Frate Cipolla</em> occupa la decima posizione all’interno della sesta giornata del <a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-decamerone-riassunto-analisi-cornice-introduzione-novelle-9377.html"><em>Decameron</em></a>, che si tiene sotto il reggimento di Elissa. Il tema attorno a cui s’intrecciano le novelle di questa giornata sono quelli dell’<strong>efficacia della parola</strong> per sovvertire radicalmente (e con effetti comici) situazioni intricate e contorte, che vengono risolte dai protagonisti grazie ad <strong>un utilizzo arguto dell’arte oratoria</strong>. Emblematica è in tal senso la vicenda di frate Cipolla, un religioso dell’<strong>ordine di Sant'Antonio</strong>, congregazione nota al tempo del <a href="http://www.oilproject.org/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio</a> per i frequenti traffici di reliquie sacre e, più in generale, per un’avidità senza scrupoli. Non a caso, la storia è raccontata da <strong>Dioneo</strong>, che è tradizionalmente il personaggio della “allegra brigata” cui affidare <strong>le narrazioni più comiche e licenziose</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-07 11:09:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il Filocolo</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/165365475</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Filocolo</em><br> <br> Le “fatiche d’amore” di due giovani amanti<br><br></div><div><a href="http://www.internetculturale.it/opencms/directories/ViaggiNelTesto/boccaccio/b7-f.html"><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.internetculturale.it/opencms/directories/ViaggiNelTesto/boccaccio/thumb/b7.jpg" height="225" width="150"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a> “Filocolo”, secondo la paraetimologia boccacciana, dovuta a un’incerta conoscenza del greco antico, significherebbe “fatica d’amore”. È questo il titolo emblematico scelto da Boccaccio per l’ampio romanzo prosastico in cinque libri dedicato alla vicenda di Florio e Biancifiore.<br><br></div><div>L’avventurosa storia d’amore dei due giovani aveva incontrato un ampio favore di pubblico, tanto che il poemetto francese <em>Conte de Floire et Blancheflor</em>, probabilmente conosciuto da Boccaccio, sembra essere anche la fonte dell’anonimo cantare in volgare, del quale la prima testimonianza manoscritta risulta datata al 1343. Sicuramente precedente è la “graziosa fatica” di Boccaccio (<em>Filocolo</em>: V, 97, 1<a href="http://www.internetculturale.it/opencms/directories/ViaggiNelTesto/boccaccio/b7.html#nota1">[1]</a>) che, per propria ammissione, riconosce di essere stato per più anni impegnato nella redazione del voluminoso romanzo, probabilmente avvenuta tra il 1336 e il 1338.<br><br></div><div>La genesi dell’opera è caldeggiata dalla donna amata, Fiammetta, che, nel libro I prega l’autore di “<em>comporre un picciolo libretto volgarmente parlando, nel quale il nascimento, lo 'nnamoramento e gli accidenti de' detti due infino alla loro fine interamente si contenga</em>”. Il pegno d’amore richiesto dovrà anche nobilitare la storia, strappandola ai “fabulosi parlari degli ingnoranti”, e conferirle dignità letteraria.<br><br></div><div>La trama ripercorre abbastanza fedelmente le vicende ricordate dall’intertesto francese. Florio, figlio del re di Spagna, e Biancifiore, orfana di nobile origine romana, crescono insieme presso la corte spagnola e si innamorano. Il sentimento è ostacolato dai sovrani iberici che provvedono all’allontanamento della ragazza, vendendola ad alcuni mercanti. Sotto le mentite spoglie di Filocolo, Florio parte alla ricerca dell’amata. Dopo molte peripezie arriva ad Alessandria, dove Biancifiore è tenuta prigioniera in una torre dall’ammiraglio. Florio riesce a raggiungere la ragazza, ma, scoperto, viene condannato al rogo con lei. Venuto a conoscenza dei natali del giovane, l’ammiraglio grazia entrambi gli amanti, che si mettono in viaggio per tornare in Spagna, dove Florio sarà incoronato sovrano.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-07 12:43:06 UTC</pubDate>
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         <title>Lisabetta da Messina</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/167214953</link>
         <description><![CDATA[<div><br> La novella narra di Elisabetta, una giovane e bella ragazza, che viveva a Messina insieme ai suoi tre fratelli, mercanti di professione, arricchiti dall’eredità del padre. Elisabetta, nonostante fosse una bella ragazza, non si era ancora sposata, ma ben presto s'innamora di un aiutante dei fratelli. Costui è Lorenzo, il quale dimostrò subito di contraccambiare i sentimenti della giovane.<br> Una sera uno dei tre fratelli si accorge della loro relazione segreta e dopo aver discusso con gli altri, decidono di uccidere il giovane, il tutto all'oscuro di Lisabetta. Così un giorno i tre condussero con l'inganno Lorenzo fuori città, dove l’uccisero e poi lo seppellirono. Tornati in città dissero di averlo mandato lontano per portare a termine alcuni affari, e visto che lo facevano spesso, le persone credettero alle loro bugie. Elisabetta, vedendo che Lorenzo non tornava, cominciò a chiedere sue notizie ai fratelli in maniera sempre più insistente, finché una notte lui le apparve in un sogno raccontandole che i suoi fratelli lo avevano ucciso, e per questo motivo non poteva più tornare. Le indicò il luogo in cui era stato sepolto e poi scomparve.<br> Il giorno seguente, senza avere il coraggio di affrontare i fratelli, andò nel luogo che Lorenzo le aveva indicato in sogno e trovato il corpo, sapendo di non potergli dare degna sepoltura, ne tagliò la testa che portò con sé.<br> Arrivata a casa mise la testa dell'amato in un vaso, riempì questo di terra e vi piantò numerosi rami di basilico salernitano, che innaffiò per lungo tempo con le proprie lacrime; questo comportamento fu notato da alcuni vicini, i quali informarono i tre fratelli che, dopo aver più volte rimproverato la ragazza, decisero di sottrarle il vaso.<br> Elisabetta continuò a chiedere con insistenza la restituzione del vaso, continuando a piangere e ammalandosi. I fratelli, incuriositi da queste continue richieste, guardarono all'intero del vaso e subito trovarono sul suo fondo i resti della testa di Lorenzo, e per paura che questo fatto si venisse a sapere, trasferirono tutti i propri affari a Napoli. Nel giro di poco tempo, Elisabetta muore continuando a domandare del vaso. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:08:00 UTC</pubDate>
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         <title>Certaldo</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/167216568</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:19:49 UTC</pubDate>
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         <title>Calandrino e la pietra che rende invisibili</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/167218356</link>
         <description><![CDATA[<div>In questa novella, <strong>Calandrino</strong> viene beffato all’inizio della vicenda da altri <strong>due tipici personaggi burloni, Bruno e Buffalmacco</strong>, con l’aiuto di Maso del Saggio. Quest’ultimo personaggio, che viene citato anche nella novella di <a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-frate-cipolla-riassunto-e-commento-della-novella-4673.html">frate Cipolla</a> per l’abile uso dell’arte oratoria, racconta a Calandrino numerose fandonie, svelandogli, tra le altre cose, l’esistenza di una pietra che rende invisibili, <strong>l’elitropia</strong><a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-calandrino-e-l-elitropia-riassunto-e-commento-della-novella-4698.html#foot4"><sup>4</sup></a>, che si troverebbe sul greto del fiume Mugnone, lì vicino. Calandrino, non resistendo alla tentazione (e pregustando la possibilità di <strong>arricchirsi illecitamente</strong> una volta invisibile, rubando i fiorini che abbondano sui banchi dei “cambiatori” della città), propone a Bruno e Buffalmacco di organizzare una spedizione per <strong>recuperare la pietra</strong> dalle mirabili doti. I due compari, intravedendo la possibilità di burlare l’amico, accettano di buon grado, e così, una domenica mattina, si recano tutti e tre al Mugnone. Una volta giunti qui, Calandrino si getta su tutte le pietre che vede, dato che <strong>Maso del Saggio</strong>, per meglio ingannare Calandrino, non gli ha fornito una descrizione precisa del preziosissimo minerale.<br><br></div><div>Una volta che Calandrino ha le tasche piene di sassi, gli amici iniziano a fingere di non vederlo; anzi sulla strada del ritorno Bruno e Buffalmacco ne approfittano, <strong>prendendo a sassate Calandrino</strong>, con la scusa che ormai egli è invisibile e che loro quindi non possono capire dove stia. Convinto di aver trovato la famosa pietra e di essere diventato invisibile, <strong>Calandrino torna a casa tutto contento.</strong> Appena entrato, però, la moglie lo rimbrotta aspramente per il ritardo con cui è arrivato a pranzo; Calandrino, vedendosi scoperto e certo che la donna (a cui, per un <strong>pregiudizio maschilista</strong>, egli associa il peccato e la corruzione morale) abbia spezzato l’incantesimo dell’elitropia, la picchia arrabbiatissimo<a href="http://www.oilproject.org/lezione/boccaccio-calandrino-e-l-elitropia-riassunto-e-commento-della-novella-4698.html#foot5"><sup>5</sup></a>. Fuori di sé, Calandrino corre a raccontare l’accaduto agli amici che, trattenendo a stento le risate, gli spiegano come sia appunto una prerogativa femminile quella di <strong>far “perdere la vertù alle cose”</strong>. Spiegatogli quindi che non deve più prendersela con la povera donna, i due lasciano Calandrino, beffato per l’ennesima volta, "malinconoso con la casa piena di pietre".<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:30:41 UTC</pubDate>
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         <title>La pesta nera</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/167219946</link>
         <description><![CDATA[<div> La <a href="http://www.scuolissima.com/2014/05/riassunto-espansione-occidente.html">rinascita dell'Occidente</a> ebbe una grave battuta d'arresto <strong>all'inizio del Trecento </strong>quando si manifestarono i primi segnala di crisi e la popolazione smise di aumentare. Nonostante le innovazioni tecniche, questo accadde perché l'Europa non riusciva più dare da mangiare un certo numero di persone. Di conseguenza gli uomini cercarono di coltivare anche quei terreni considerati poco fertili, e quindi lavoravano la terra nonostante sapessero già che il raccolto sarebbe stato al di sotto delle attese.<br> Negli anni 1315-1316 l'Europa settentrionale fu colpita da una violentissima <strong>carestia</strong>, e fu la prima di una lunga serie dato che mediamente se ne verificava una ogni dieci anni provocando migliaia di vittime.<br> Coloro che riuscivano a sopravvivere alle ondate di carestie non era lo stesso di prima, risultava comunque indebolito dalla fame e facile preda delle <strong>epidemie</strong>. <br> Le epidemie più diffuse nel Medioevo furono il <strong>vaiolo </strong>e il <strong>tifo</strong>, nacquero come conseguenza alla denutrizione e delle pessime condizioni igieniche.<br> Come se non bastasse in Europa arrivò anche la <strong>lebbra </strong>arrivata attraverso i crociati che facevano ritorno dalla Terra Santa; i lebbrosi venivano emarginati dalla società urbana e costretti a vivere di elemosina in luoghi riservati solo per coloro che avevano contratto questa malattia.<br> Fra le tante epidemie, quella che fu la più distruttrice, tanto da essere chiamata <strong>la morte nera</strong> (anche grande morte e peste nera) fu la peste. Questa volta la colpa era dei <strong>topi neri </strong>a coda lunga (tipici dei paesi caldo-umidi), o meglio del bacillo che si sviluppava nel pelo del topo che poi le pulci succhiavano insieme al sangue e lo trasportavano e iniettavano anche alle persone.<br> Nel Medioevo non ci si rendeva ancora conto di cosa fosse la peste, solo alla fine dell'Ottocento con il medico Yersin si scoprì la causa della diffusione di questa malattia mortale.<br> Nel VI-VII secolo l'Europa venne travolta dalla peste, e nel giro di pochi anni scompariva e tornava; gli ultimi casi di morti a causa della peste di quel periodo si verificarono nel 1353, poi si fece nuovamente viva nel Cinquecento e soprattutto nel Seicento.<br> La peste come abbiamo già detto era dovuta ai topi neri ebbe fine, molto probabilmente, con l'arrivo dei topi grigi (provenienti dall'Asia in Europa) che erano loro predatori.<br> Nonostante la difficoltà di stilare una statistica sulle morti, gli storici presumono che dal 1347 al 1353<strong> a causa della peste nera morirono oltre venti milioni di persone</strong>, cioè più di metà della popolazione europea ne è stata infetta. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:40:44 UTC</pubDate>
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         <title>Creato dalla classe 3°a dell&#39;ITCG Pitagora-Calvosa di Castrovillari.</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
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         <description><![CDATA[<div>Docente : Maria Ambrosio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:44:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il Filostrato</title>
         <author>ambrosiomaria2012</author>
         <link>https://padlet.com/ambrosiomaria2012/oidagckht4q8/wish/167220990</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong><em>Filostrato</em></strong> è un poema d'argomento classico in nove canti, preceduti da un proemio, composto da Boccaccio a Napoli tra il 1335 e il 1338. Il titolo è formato da un termine greco, "filos", e uno latino: "stratus", e significa appunto "abbattuto dall'amore". Il metro usato è l'ottava, caratteristico dei cantari e dei poemi cavallereschi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:48:55 UTC</pubDate>
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