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      <title>Giuseppe Arcimboldo by Alessia</title>
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      <description>Realizzato con l&#39;aiuto di una scimmia di battitura (roberta) ;)
+alessia superwow
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-26 08:20:06 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>cutieemew</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano nel 1526, è stato un pittore italiano famoso per il suo modo bizarro di ritrarre i suoi committenti. Nelle sue celebri "teste composte", l'artista sfruttava infatti oggetti inanimati (ortaggi,frutta,libri) per riprodurre teste e volti. Arcimboldo operò prevalentemente negli anni del Manierismo ma le sue opere, per il loro carattere originale e innovativo, sfuggono ad ogni catalogazione. Dopo la sua morte venne rapidamente dimenticato, fino al Novecento quando venne riscoperto da maestri del Surrealismo come Dalì che trassero ispirazione dal suo modo di giocare con gli oggetti, modificandone il contesto per ingannare le certezze dell’osservatore.<br>Tutti ricordano Giuseppe Arcimboldo per le sue “teste composte”, in cui gli oggetti inanimati vengono aggregati per dare forma a volti umani. La scelta degli oggetti non è casuale, per Arcimboldo infatti ogni elemento della composizione aveva un valore simbolico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:33:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il bibliotecario</title>
         <author>cutieemew</author>
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         <description><![CDATA[<div>Esemplare a questo proposito è il ritratto noto come Il bibliotecario (1566) in cui l’artista ritrae il suo committente usando, appunto, dei libri. Si trattava di un modo per comunicare allo spettatore informazioni sul soggetto dell’opera<br>La particolare tecnica di Arcimboldo si basa sulla “pareidolia”, ossia il meccanismo visivo che ci spinge a riconoscere sembianze umane e familiari anche in soggetti dalla forma casuale (es. nuvole, montagne ecc.).La carriera artistica di Arcimboldo cominciò in famiglia a venti anni circa. Il padre infatti era un pittore che eseguiva opere a carattere religioso e aveva una importante bottega a Milano. Il giovane Giuseppe diede il suo contributo ai lavori per il duomo di Milano, per il duomo di Monza e per la cattedrale di Como, creando cartoni per vetrate o arazzi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:46:02 UTC</pubDate>
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         <title>Le quattro stagioni</title>
         <author>cutieemew</author>
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         <description><![CDATA[<div>La svolta nella sua carriera avvenne nel 1962, quando lasciò Milano per recarsi a Vienna, alla corte del principe Massimiliano II d’Asburgo, che divenne imperatore due anni dopo. A Vienna fu nominato pittore di corte, oltre che costumista, scenografo teatrale e architetto. A lui venivano affidati gli allestimenti per gli eventi mondani più importanti a corte.  È in quegli anni che Arcimboldo realizzò due dei suoi cicli più celebri: Le stagioni (1563-1572) e I quattro elementi della cosmologia aristotelica (aria, fuoco, terra, acqua). I dipinti erano realizzati in modo che ognuna delle stagioni corrispondesse ad un diverso elemento, invitando l’osservatore ad una lettura simbolica dell’opera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:48:35 UTC</pubDate>
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         <title>Vertumno</title>
         <author>cutieemew</author>
         <link>https://padlet.com/cutieemew/oi5129guf7er/wish/257448001</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla corte di Rodolfo, Arcimboldo, oltre che come artista, fu impiegato anche come acquirente di opere d’arte per conto dell’imperatore, un collezionista compulsivo che accumulò una quantità enorme di capolavori, dalle opere del Parmigianino a quelle di Durer, dal Correggio a Pieter Bruegel il Vecchio.<br>A quest’epoca risale uno dei ritratti più famosi di Arcimboldo: Rodolfo II come Vertumno (1591), il dio latino della metamorfosi. Si tratta di un ritratto scherzoso, in cui l’accumulo di elementi anche diversi tra loro (verdure, fiori, ortaggi) è un modo per ricordare al sovrano la sua passione nel collezionare e accumulare oggetti spesso diversissimi tra loro.<br>Gli anni praghesi permisero ad Arcimboldo di assumere un ruolo importante alla corte dell’imperatore, nonostante ciò l’artista nel 1587 ottenne il permesso di tornare nella “sua” Milano. Non fece più ritorno a Praga. Morì nella città meneghina nel 1593.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:54:31 UTC</pubDate>
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