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      <title>I miei canvas impaurito by </title>
      <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s</link>
      <description>Realizzato con grandi sogni</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-09 19:06:26 UTC</pubDate>
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         <title>LUDWIG VAN BEETHOVEN JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339591998</link>
         <description><![CDATA[<div>i tratta probabilmente del più grande compositore di ogni tempo e luogo, un titano del pensiero musicale, i cui traguardi artistici si sono rivelati di portata incalcolabile. E forse, in alcuni momenti della sua opera, anche il termine "musica" appare riduttivo, là dove lo sforzo di trasfigurazione compiuto dal genio appare trascendere l'umano sentire. </div><div><br></div><div>Nato a Bonn (Germania) il 17 dicembre 1770 Beethoven crebbe in un ambiente culturale e familiare tutt'altro che propizio. Il padre è tacciato dagli storici di esser stato un maldestro cantante ubriacone, capace solo di sperperare i pochi guadagni in grado di racimolare, e di spremere fino all'ossessione le capacità musicali di Ludwig, nella speranza di ricavarne un altro <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang%20Amadeus%20Mozart">Mozart</a>: espedienti di basso sfruttamento commerciale fortunatamente poco riusciti. </div><div>La madre, donna umile ma giudiziosa e onesta, appare segnata da una salute men che cagionevole. Ebbe sette figli, quattro dei quali morti prematuramente. </div><div><br></div><div>Il temperamentoso Ludwig si trova dunque ben presto gettato nell'arena della sopravvivenza, forte solo del suo precoce talento. </div><div>A nove anni inizia studi più regolari con Christian Neefe, organista di Corte, a quattordici è già organista della Cappella del principe elettore (l'anno prima perde la madre, evento che lo traumatizza) e poco dopo, polistrumentista come il fratello in musica Amadeus, suona nell'orchestra del teatro. </div><div><br></div><div>Nel 1792 lascia Bonn per recarsi nella più vivace Vienna, la città che più lo avrebbe apprezzato e in cui poi si sarebbe fermato per il resto della vita. Le sue capacità improvvisative, basate su aggressioni premeditate al finora esile pianoforte alternate a inaudite dolcezze, scioccano l'uditorio. </div><div>Le sue opere, dapprima influenzate dai classici di sempre (<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2413&amp;biografia=Franz+Joseph+Haydn">Haydn</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang%20Amadeus%20Mozart">Mozart</a>) ma già marchiate da soverchia personalità, poi sempre più audaci e innovative, scuotono il pigro andazzo della vita artistica, seminano il panico estetico, gettano chi ha orecchie e cuore per intendere, nei terribili abissi della coscienza. </div><div><br></div><div>Mentre viene idolatrato, in primis dai nobili del tempo che fanno a gara per assicurargli vitalizi e vedersi omaggiati nei frontespizi delle opere, anche se scrive musica secondo le sue esigenze espressive e non secondo commissioni (primo artista della Storia), con lui una crepa, uno scollamento tra traguardo artistico e pubblico diverrà sempre più incolmabile. </div><div>Le ultime opere, scritte già in completa sordità stanno a testimoniarlo, esoterici incunaboli per i compositori a venire. </div><div><br></div><div>Il tarlo auditivo lo colpisce già in giovane età, causando crisi al limitare del suicidio e intensificando il suo orgoglioso distacco dal mondo, frutto non di banale <a href="http://aforismi.meglio.it/frasi-disprezzo.htm">disprezzo</a> ma dell'umiliazione di non poter godere in modo semplice della compagnia altrui. Solo le passeggiate in campagna gli danno un po' di pace ma col tempo, per comunicare con lui, gli amici dovranno rivolgergli le domande per iscritto, edificando per i posteri i celebri "quaderni di conversazione". </div><div><br></div><div><br></div><div>Anche l'amore, cercato fra le blasonate di <a href="http://cultura.biografieonline.it/sangue-blu/">sangue blu</a> (frequentatrici il suo ambiente abituale), non gli fu propizio: forse per insipienza da parte delle amate, immobili come gazzelle ipnotizzate davanti a quel leone indomabile, o forse per insuperabili pregiudizi sociali, la nobile non potendosi accoppiare col borghese, con l'umile servitore delle sette note. </div><div>Ansioso di calore familiare, non trovò di meglio che estorcerlo forzosamente al nipote Karl, orfano di padre, poi indotto addirittura al fortunatamente mancato suicidio dalle soffocanti attenzioni dello zio, in disdicevole competizione con la madre naturale. </div><div><br></div><div>Il 7 maggio 1824, a Vienna, Beethoven appare in pubblico per l'ultima volta, per l'audizione della sua celebre "Nona Sinfonia". Il pubblico prorompe in <a href="http://cultura.biografieonline.it/applauso-origine/">applausi</a> fragorosi. Seduto accanto al direttore d'orchestra, le spalle rivolte al pubblico, il compositore sfoglia la partitura, materialmente inibito a sentire ciò che lui stesso ha partorito. Devono costringerlo a voltarsi perché possa constatare l'immenso successo riportato dalla sua opera. </div><div><br></div><div>Il 26 marzo 1827 cede ai mali che lo tormentano da tempo (gotta, reumatismi, cirrosi epatica), alza il pugno al cielo, come vuole una famosa immagine romantica, e muore di idropisia. Il suo funerale è fra i più colossali mai organizzati, l'intera città è attonita. </div><div>In un angolo, fra le orazioni funebri di Grillparzer e di eminenti esponenti della politica e della cultura, una figura anonima e meditabonda, avendo eletto il genio di Bonn a suo nume tutelare, osserva la scena: è <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1181&amp;biografia=Franz+Schubert">Franz Schubert</a>. Raggiungerà il nume l'anno dopo, a soli 31 anni, pretendendo di esservi sepolto accanto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:07:18 UTC</pubDate>
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         <title>WOLFGANG AMADEUS MOZART JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339592488</link>
         <description><![CDATA[<div>Compositore nato a Salisburgo nel 1756, figlio del violinista Leopold e di Anna Maria Pertl, mostra fin da piccolo la sua predisposizione alla musica, così come la sorella Anna. Entrambi esprimono una tale e indiscutibile attitudine per le sette note, da indurre il padre a rinunciare a qualsiasi impegno professionale per dedicarsi a insegnare musica esclusivamente ai figli. </div><div><br></div><div>A quattro anni suona il violino e il cembalo, ed è ormai assodato che la sua prima composizione risale a qualcosa come solo due anni dopo. Conscio delle doti straordinarie del figlio, il padre porta Wolfang e la sorella, soprannominata Nannerl, in viaggio per l'Europa dove entrambi hanno modo di esibirsi nei salotti ma, soprattutto, di venire a contatto con i fermenti artistici che circolano in Europa. </div><div><br></div><div>L'infanzia di Mozart è un crescendo di episodi sbalorditivi. Ne è un esempio un aneddoto riportato da <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=406&amp;biografia=Stendhal">Stendhal</a>: "Mozart padre tornava un giorno dalla chiesa in compagnia di un amico; a casa trovò suo figlio impegnato a scrivere musica. "Che stai facendo, figliolo?", gli chiese. "Compongo un concerto per clavicembalo. Ho quasi finito il primo tempo." "Vediamo un po' questo scarabocchio." "No, vi prego; non ho ancora finito". Ciononostante il padre prese il foglio e mostrò al suo amico un groviglio di note che si riuscivano a stento a decifrare a causa delle macchie d'inchiostro. A tutta prima i due amici risero bonariamente di quello sgorbio; ma ben presto, dopo che Mozart padre lo ebbe osservato con un po' di attenzione, i suoi occhi rimasero a lungo fissi sulla carta, e alla fine si riempirono di lacrime d'ammirazione e di gioia. "Guardate, amico mio", disse commosso e sorridente, "come è tutto composto secondo le regole; è un vero peccato che questo brano non si possa eseguire: è troppo difficile e nessuno potrà mai suonarlo". </div><div><br></div><div>Seguono gli studi a Salisburgo nel corso dei quali Amadeus compone la "Finta semplice", piccolo capolavoro teatrale di una mente che proprio nel teatro partorirà in età adulta le massime espressioni del genere. I viaggi, ad ogni modo, proseguono instancabili, tanto che finiranno per minare la sua già fragile salute. Bisogna infatti considerare, in primo luogo, che i viaggi dell'epoca si svolgevano su umide e pericolanti carrozze, che percorrevano fra l'altro strade dissestate e precarie. </div><div><br></div><div>Celebri, ad ogni modo, molti dei suoi pellegrinaggi e in particolare le sue "visite" italiane. A Bologna conosce padre Martini, mentre a Milano si avvicina alle composizioni di Sammartini. A Roma, invece, ascolta le polifonie ecclesiastiche, mentre a Napoli prende coscienza dello stile diffuso in Europa. In questo periodo fa allestire con successo "Mitridate, re di Ponto" e "L'Ascanio in Alba". </div><div><br></div><div>Finita l'esperienza italiana, torna a Salisburgo e precisamente al servizio dell'iroso arcivescovo Colloredo. Quest'ultimo, oltre ad essere sostanzialmente poco interessato alla musica non è affatto ben disposto nei confronti del compositore, tanto che, paradossalmente, lo lascia spesso viaggiare piuttosto che commissionargli nuove opere o approfittare del suo genio per sentirlo suonare. </div><div><br></div><div>Viaggia dunque verso Parigi insieme alla madre (che muore proprio in quella città), toccando Manheim, Strasburgo e Monaco e scontrandosi per la prima volta con insuccessi professionali e sentimentali. Deluso, torna a Salisburgo. Qui compone la bellissima "Messa dell'Incoronazione K 317" e l'opera "Idomeneo, re di Creta", molto ricca dal punto di vista del linguaggio e delle soluzioni sonore. </div><div><br></div><div>Sulla spinta del successo ottenuto, si libera dell'opprimente e antipatico arcivescovo Colloredo, dando inizio così ad una carriera di musicista autonomo, aiutato dalla proverbiale "pedata" dell'arcivescovo (uno degli episodi più umilianti della vita del genio salisburghese). Si può dire che è proprio con Mozart che il ruolo del musicista nella società comincia a svincolarsi dal servilismo che l'aveva sempre caratterizzato, anche se questo processo sarà portato al massimo compimento, e definitivamente, da <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=741&amp;biografia=Ludwig%20Van%20Beethoven">Beethoven</a>. </div><div><br></div><div>Non bisogna dimenticare, infatti, che all'epoca i compositori o i maestri di cappella, sedevano al tavolo insieme alla servitù ed erano perlopiù considerati dei semplici artigiani piuttosto che artisti nel senso moderno del termine. Anche in questo caso, sarà <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=741&amp;biografia=Ludwig%20Van%20Beethoven">Beethoven</a> a "riabilitare" con forza la categoria. Grazie alla nuova carriera, insomma, si stabilisce insieme alla neo sposa Costanze a Vienna, città ricca di fermenti ma culturalmente assai conservatrice, anche se attraversata dalle menti più innovatrici, contraddizione che sembra appartenere alla sostanza di questa città. </div><div><br></div><div>L'ultimo decennio della sua breve esistenza è per Mozart il più fecondo e foriero di immensi capolavori. I contatti con impresari e i pochi agganci con l'aristocrazia (favoriti dal successo dell'opera buffa "Ratto dal serraglio") gli permettono un'esistenza precaria ma dignitosa. </div><div><br></div><div>Fondamentale è il suo incontro con il librettista Da Ponte che darà vita agli immortali capolavori teatrali conosciuti anche con il nome di "trilogia italiana" (chiamata in questo modo per via dei libretti appunto in lingua italiana), ossia "<a href="http://cultura.biografieonline.it/le-nozze-di-figaro/">Le nozze di Figaro</a>", "<a href="http://cultura.biografieonline.it/trama-del-don-giovanni-di-mozart/">Don Giovanni</a>" e "<a href="http://cultura.biografieonline.it/cosi-fan-tutte-mozart/">Così fan tutte</a>". </div><div><br></div><div>Successivamente, compone altre due opere per teatro, il "Flauto magico" (in realtà un "Singspiel", ovvero un ibrido fra teatro cantato e recitato), considerato il momento di avvio del teatro tedesco e la "<a href="http://cultura.biografieonline.it/mozart-la-clemenza-di-tito/">Clemenza di Tito</a>", in realtà un passo indietro stilistico di Mozart per venire incontro ai gusti retrivi del pubblico viennese, ancora legato ai soggetti storico-mitologici e incapace di apprezzare l'abissale scandaglio dei sentimenti erotico-amorosi affrontati nelle opere precedenti. </div><div><br></div><div>Infine, non si può tralasciare di parlare del contributo mozartiano alla musica strumentale. Nel suo "Una storia della Musica" (Bur), Giordano Montecchi sostiene che "Mozart ha dato il più grande contributo alla storia della musica per i suoi concerti per pianoforte, se non altro perché in sua assenza gli altri generi, come la sinfonia e la musica da camera, sono state ben rappresentate anche da altri compositori con apporti ugualmente determinanti. Sarebbe stato, insomma, sostituito da qualche altro suo contemporaneo; non però nel campo dei concerti pianistici dove Mozart deve essere considerato come "Pigmalione supremo e insostituibile" (pagg. 298-299). </div><div><br></div><div><br></div><div>Il 5 dicembre del 1791, all'una di notte, si spegne all'età di soli 35 anni una delle più alte espressioni dell'arte (musicale ma non solo) di tutti i tempi. A causa delle avverse disponibilità economiche i suoi resti verranno tumulati in una fossa comune e mai più ritrovati. Le cause della sua morte restano a tutt'oggi un rompicapo difficilmente risolvibile. </div><div><br></div><div>Di recente Mozart è anche diventato fenomeno di costume, alimentato dal celebrato film di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3357&amp;biografia=Milos+Forman">Milos Forman</a> "Amadeus" (1985), tanto che una vera e propria "mozartmania" ha contagiato anche chi, prima di allora, non aveva mai ascoltato la musica del maestro austriaco. </div><div><br></div><div>Ricordiamo che la presenza della K e della numerazione è dovuta alla classificazione, in ordine cronologico, delle opere mozartiane, compiuta da Ludwig von Köchel nel suo catalogo pubblicato nel 1862.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:13:23 UTC</pubDate>
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         <title>FRANZ JOSEPH HAYDN JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339592702</link>
         <description><![CDATA[<div>Franz Joseph Haydn nasce il 31 marzo 1732 a Rohrau, in Austria. Il padre è Mathias Haydn, un mastro carraio austriaco, la madre invece è una cuoca che lavora presso la dimora dei conti di Harrach. La famiglia Haydn ama la musica, infatti, il padre ama suonare l'arpa e i suoi fratelli, Michael e Johann Evangelist, intraprendono come lui la carriera musicale; Michael diventa un ottimo compositore, mentre Johann Evangelist un tenore lirico. </div><div><br></div><div>Dotato di grandi doti musicali, il piccolo Franz Joseph a sei anni inizia a studiare musica a Hainburg an der Donau, dove un suo parente, Johann Matthias Franck gli insegna a suonare il clavicembalo e il violino. Franz è un allievo molto diligente e dimostra tutto il suo valore artistico. Grazie alle sue doti canore inizia a cantare nel coro della chiesa nel ruolo di soprano. Due anni dopo viene notato, per le sue doti canore, dal direttore musicale Georg Von Reutter del Stephansdom di Vienna che gli propone di trasferirsi a Vienna per lavorare all'interno di un coro. Farà parte del coro viennese per nove anni. </div><div><br></div><div>L'esperienza da corista presso la Cattedrale di Vienna però non gli sarà molto utile per il futuro, poiché Georg Von Rutter non sarà per lui un bravo insegnante, trascurando gli insegnamenti da impartire ai suoi allievi. Haydn può però apprendere molte cose, avendo la possibilità di conoscere importanti componimenti musicali di celebri artisti. </div><div><br></div><div>Nel 1749, a causa del cambiamento della voce, deve lasciare il coro. Da quel momento inizia ad avere problemi economici, poiché non ha un lavoro e un protettore aristocratico che gli permetta di continuare in modo roseo la sua carriera artistica. Affronta con coraggio le difficoltà che incontra e presto, all'età di diciassette anni, riesce finalmente a guadagnarsi da vivere dando lezioni di clavicembalo, esibendosi in occasione di feste e realizzando i suoi primi componimenti musicali sia di carattere sacro sia nel genere musicale strumentale. Nello stesso anno tra l'altro trova anche un'abitazione in cui risiede anche il celebre poeta ufficiale della Corte imperiale di Vienna, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2480&amp;biografia=Pietro+Metastasio">Metastasio</a>. Realizza numerosi componimenti musicali con Carl Ditters, il quale sarebbe diventato un celebre compositore. </div><div><br></div><div>Haydn vuole approfondire i suoi studi di musica e di lì a poco conosce Nicola Porpora, un importante compositore campano che si è recato a Vienna per un viaggio di piacere. Entra al servizio del compositore napoletano, lavorando al suo seguito come accompagnatore di clavicembalo e come valletto. In cambio ottiene delle lezioni gratuite. Grazie alle lezioni del compositore italiano, apprende tantissimo nello studio della musica. </div><div><br></div><div>In questi anni inoltre approfondisce la conoscenza delle opere composte da Carl Philipp Emanuel Bach e incontra l'attore comico Johann Joseph Felix Kurz noto con lo pseudonimo Bernadon. Per lui realizza i componimenti musicali che faranno da sottofondo alla commedia "Il diavolo zoppo", la quale va in scena nel 1753 senza riscuotere grande successo, poiché insulta noti personaggi politici dell'epoca. </div><div>Haydn quindi non può trarre benefici dalla commedia, perché dopo la prima non vengono fatte più repliche. </div><div><br></div><div>Finalmente trova, come la maggior parte degli artisti, dei protettori provenienti da famiglie aristocratiche; prima lavora come maestro di canto e cembalo per la contessa Thun, poi il conte Karl von Morzin gli propone di lavorare per lui come Musikdirektor e Kammercompositor. Avendo un buon lavoro, compone la sua prima sinfonia. Nel 1760 sposa Maria Anna Keller e di lì a poco viene licenziato dal conte Morzin, colpito da difficoltà economiche. </div><div><br></div><div>L'anno successivo però ha la fortuna di essere assunto come assistente Maestro di cappella dall'influente famiglia austriaca Esterhazy, per cui lavorerà per il resto della sua vita, eccetto nel periodo compreso tra il 1791 e il 1795. Lavora insieme al vecchio Maestro di cappella Georg Werner, occupandosi della musica strumentale. Alla morte di Werner diventa il Maestro di cappella degli Esterhazy e ha molti compiti: comporre le musiche, dirigere l'orchestra, preparare lo scenario per le rappresentazioni musicali e suonare. </div><div><br></div><div>Alla corte della celebre famiglia aristocratica scrive tantissime sinfonie, potendo esprimere al meglio il suo estro creativo. Per il Teatro degli Esterhazy scrive innumerevoli opere tra cui si ricordano "Le pescatrici", "L'infedeltà delusa", "L'incontro improvviso", "Il mondo della Luna", "La fedeltà premiata", "L'Orlando paladino", "Armida", "<a href="http://cultura.biografieonline.it/orfeo-euridice-mitologia/">Orfeo e Euridice</a>". Per diletto personale compone altre opere di carattere sacro come la messa "Sunt bona mixta malis", "Il Salve Regina", "La Missa Santi Nicolai", "Applausus", "Le Grosse Ogelmesse". </div><div><br></div><div>Dal 1779 può vendere le sue opere musicali agli editori e inizia a essere noto alle grandi platee. Presso la corte degli Esterhazy, nello stesso anno, viene rappresenta l'opera musicale da lui realizzata, "La Vera Costanza" a cui partecipa anche l'Imperatore d'Austria Giuseppe II. Due anni dopo ha modo di conoscere <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang+Amadeus+Mozart">Mozart</a> verso cui porta un grande rispetto. Di lì a poco muore il conte Nicola Esterhazy, per cui l'orchestra viene licenziata, mentre Haydn riceve una pensione. </div><div><br></div><div><br></div><div>Il compositore può liberamente accettare nuove offerte di lavoro, per cui decide di accettare la proposta fattagli da Johann Peter Salomon. Si trasferisce quindi in Inghilterra, dove riscuote un grande successo in occasione dei suoi concerti. Tra il 1792 e il 1793 conosce <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=741&amp;biografia=Ludwig+Van+Beethoven">Ludwig Van Beethoven</a> durante un viaggio fatto a Bonn. Nei due anni successivi soggiorna ancora a Londra, dove dirige sei nuove sinfonie che ha composto. La platea accorre ai suoi concerti numerosa, provando ammirazione per lui. </div><div><br></div><div>Pensa di restare per sempre in Inghilterra, ma presto fa ritorno a Vienna per tornare al servizio degli Esterhazy per cui compone nuove opere tra cui sei messe, "La creazione" e "Le Stagioni". Nel 1802 si accentua una malattia di cui soffre da tempo e che gli impedisce di continuare in maniera costante la sua attività. </div><div><br></div><div>Franz Joseph Haydn muore a Vienna all'età di settantasette anni il 31 maggio 1809 nel momento in cui <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=246&amp;biografia=Napoleone+Bonaparte">Napoleone Bonaparte</a> con il suo esercito tenta di assediare la Capitale austriaca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:15:30 UTC</pubDate>
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         <title>CLAUDIO MONTEVERDI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339593858</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Monteverdi, Claudio </strong></div><div>Un musicista dalla grande sensibilità drammatica </div><div>Compositore italiano vissuto tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, Claudio Monteverdi segnò il passaggio dal linguaggio rinascimentale a quello barocco. Autore di madrigali e di opere teatrali, fu portato dalla sua sensibilità drammatica a un trattamento innovativo delle voci e degli strumenti per meglio esprimere il significato del testo poetico </div><div><strong>La formazione</strong></div><div>Claudio Monteverdi nacque a Cremona nel 1567. Figlio di un medico, portò avanti gli studi musicali di contrappunto e viola nella città natale sotto la guida di Marco Antonio Ingegneri, maestro di cappella del Duomo. </div><div>All’età di soli 15 anni vide pubblicate le sue prime composizioni, le <em>Sacrae cantiunculae</em> a tre voci (1582), alle quali seguirono i <em>Madrigali spirituali</em> a quattro voci (1583), le <em>Canzonette a tre voci </em>(1584) e il I e il II libro di <em>Madrigali</em> a cinque voci (1587 e 1590). I madrigali rinascimentali erano composizioni vocali profane a più voci, di solito cinque, su testi spesso di insigni poeti; erano concepiti per intrattenere e divertire la nobiltà e venivano talvolta accompagnati da strumenti. </div><div><strong>Alla corte dei Gonzaga</strong></div><div>Nel 1590 Monteverdi trovò impiego come violista alla corte dei Gonzaga a Mantova. Le sue qualità emersero ben presto, tanto che il duca Vincenzo gli affidò incarichi sempre più importanti, anche se soltanto nel 1601 lo nominò maestro di cappella. Intanto la sua fama si consolidava, grazie ai successivi tre libri di madrigali, il III (1592), il IV (1603) e il V (1605). In essi lo stile si distacca progressivamente da quello corrente; la musica, sempre più incline al sentimento del patetico, è tesa a esaltare i significati poetici, anche con l’uso di dissonanze ardite. Insieme al successo, giunse anche una lunga polemica con Giovanni Maria Artusi, un accademico bolognese tradizionalista, che gli rimproverava le innovazioni troppo spinte. Monteverdi rispose alle critiche rivendicando il suo nuovo stile, definito seconda pratica, volto a interpretare gli «affetti», cioè i sentimenti, del testo poetico e a suscitarli negli ascoltatori. </div><div>In tale orientamento si inserisce la favola pastorale Orfeo (1607) di argomento mitologico, su libretto di Alessandro Striggio. Orfeo con il suo canto riesce a commuovere le divinità dell’Ade ottenendo di poter riportare in vita l’amata sposa Euridice; non rispetta però il divieto di non voltarsi indietro a guardare la donna fino al rientro sulla terra ed Euridice torna così nel regno dei morti. Mosso a compassione dal dolore straziante di Orfeo, Apollo lo accoglie in cielo e lo rende immortale. Con l’Orfeo Monteverdi fonda un nuovo teatro musicale, sviluppando le più avanzate tendenze espresse in quegli anni nelle opere di Jacopo Peri e Giulio Caccini e aprendo la strada al melodramma <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/barocco_(Enciclopedia_dei_ragazzi)/">barocco</a>. Al 1608 risale il celebre <em>Lamento</em> <em>di Arianna</em>, unico frammento pervenutoci della tragedia in musica <em>Arianna</em>, composto per i festeggiamenti di nozze tra Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia. </div><div>Tra le composizioni sacre del periodo mantovano si ricorda il <em>Vespro della Beata Vergine</em> (1610), dedicato a papa Paolo V nella speranza di ottenere un impiego a Roma presso la corte papale. </div><div><strong>Il periodo veneziano</strong></div><div>Dopo il licenziamento dalla corte di Mantova seguito alla morte del duca, Monteverdi ottenne nel 1613 l’incarico di maestro di cappella della Repubblica di Venezia, posto che tenne fino alla morte, avvenuta nel 1643. Oltre a innumerevoli composizioni sacre, tra cui la <em>Selva</em> <em>morale e spirituale</em> (1640), Monteverdi diede alle stampe altri libri di madrigali, il VI (1614) e il VII (1619), in cui il linguaggio diventava sempre più moderno e originale. Nell’VIII libro (1638), intitolato <em>Madrigali</em> <em>guerrieri</em> <em>et amorosi</em>, per voci e strumenti vari, è inserito anche <em>Il</em> <em>ballo delle ingrate</em> (composto nel 1608) e<em> Il combattimento di Tancredi e Clorinda</em> (del 1624), composizione in stile rappresentativo ispirata a personaggi di <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/torquato-tasso_(Enciclopedia_dei_ragazzi)/">Torquato Tasso</a>, con due personaggi principali e un narratore. In essa l’adesione ai sentimenti e alle passioni espresse nel testo raggiunge vette raffinate, grazie all’uso sapiente di tecniche nuove, come il genere concitato, che si avvale di note di breve durata ribattute velocemente dagli archi per creare un effetto di trepidazione. </div><div>Negli ultimi anni di vita Monteverdi compose per i teatri pubblici veneziani due opere, <em>Il ritorno di Ulisse in patria</em> (1640) e l’<em>Incoronazione di Poppea</em> (1643), mentre si moltiplicavano le committenze straniere, di corti italiane (Parma e Modena) o europee (Varsavia e Vienna). Il IX libro di madrigali fu pubblicato dopo la sua morte, nel 1651.</div><div><br></div><div><br></div><div> Vedi anche </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:28:06 UTC</pubDate>
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         <title>GEORG FRIEDRICH HANDEL JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339594103</link>
         <description><![CDATA[<div>Georg Friedrich Händel nasce ad Halle, in Sassonia, il 23 febbraio 1685, lo stesso anno dell'altro grande musicista tedesco, il sommo <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=97&amp;biografia=Johann+Sebastian+Bach">Johann Sebastian Bach</a>. Nel 1697 ottiene l'incarico di aiuto organista nella orchestra della cattedrale di Brandeburgo, ottenendo nel 1702 la nomina a primo organista. </div><div><br></div><div>Nello stesso anno si iscrive ai corsi Universitari della sua città ma nel 1703 si sposta ad Amburgo entrando a far parte, come violinista, dell'orchestra di Reinhard Keiser musicista che si proponeva di fondare l'opera nazionale tedesca. L'8 gennnaio 1705 presenta la sua prima opera "Almira" e il 25 febbraio dello stesso anno rappresenta l'opera (perduta) "Nero". Nel 1706 parte per l'Italia, rimanendovi tre anni, visitando Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Agli inizi del 1707 risale il suo arrivo a Roma dove soggiornerà presso le dimore di alti personaggi della corte pontificia ed entrando in contatto con alcuni artisti appartenenti all'accademia dell'Arcadia. Queste influenze lo porteranno a scrivere alcune cantate quali "<a href="http://cultura.biografieonline.it/apollo-dafne-bernini/">Apollo e Dafne</a>", "Aci e Galatea" e "<a href="http://cultura.biografieonline.it/polifemo-ciclopi/">Polifemo</a>". </div><div><br></div><div>Nel 1707 a palazzo Ottoboni viene eseguito "Il trionfo del tempo e del disinganno", commissionata dal cardinale Pamphili, e diretta da Arcangelo Corelli che, nella pasqua del 1708 a palazzo Ruspoli dirigerà anche "La resurrezione". Nel 1709 a Venezia scrive, su libretto di Vincenzo Grimani, l'"Agrippina" che sancisce la consacrazione di Händel come operista di eccelso valore. Nel 1710 divenne Kapelmeister alla corte di Hannover. Nello stesso anno visita, per la prima volta Londra dove il 24 febbraio 1711 rappresenta il "Rinaldo" ottenendo un clamoroso successo. </div><div><br></div><div>Era l'inizio di un'attività di operista che durerà trent'anni, nel corso dei quali produrrà ben trentadue opere. Nel 1713 si stabilisce definitivamente nella capitale inglese. L'anno seguente, viene eletto re d'Inghilterra Giorgio I, l'ex elettore di Hannover presso cui aveva prestato la sua opera negli anni precedenti. Tranne alcuni viaggi nella sua terra natale, Händel rimane per tutto il resto della sua vita in Inghilterra diventando uno dei principali personaggi della musica d'oltremanica. Viene nominato capo della Royal Academy facendo rappresentare con successo opere e balli al Covent Garden e al King's Theatre. </div><div><br></div><div>Nel 1733 rappresenta due oratori "Deborah" e "Athalia". Dal 1741 si dedica completamente alle composizioni sacre, principalmente agli oratori producendone, dal 1739 al 1752 ben quattordici tra cui "Israel in Egypt" e il "Messiah" rappresentato a Dublino nell'aprile 1742 e contenente il celeberrimo "Alleluia" che, secondo la tradizione, si ascolta in piedi. Il motivo è da ricercarsi nel seguente episodio: quando re Giorgio II d'Inghilterra udì per la prima volta il coro dell'Alleluia del grandioso oratorio, giudicò che il valore della composizione fosse tale da meritare ch'egli si levasse in piedi e rimasse in quella posizione, in segno di rispetto, per il resto della durata dell'intero brano. Ancora oggi, dunque, vige l'uso che il pubblico dei concerti si levi in piedi quando il poderoso e meraviglioso coro viene eseguito. </div><div><br></div><div>Come dice giustamente Giordano Montecchi a pagina 254 del suo "Una storia della musica" (BUR), "[gli oratori di Handel] Con la loro osmosi fra sacro e profano, di teatralità e musicalità pura, costituiscono il vertice dello sviluppo settecentesco del genere, nonché un termine di riferimento obbligato per la successiva storia dell'oratorio e della futura musica sinfonico-corale. Ancora nell'Ottocento, da <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2413&amp;biografia=Franz+Joseph+Haydn">Haydn</a> a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=741&amp;biografia=Ludwig%20Van%20Beethoven">Beethoven</a>, a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1180&amp;biografia=Felix+Mendelssohn">Mendelssohn</a>, a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1681&amp;biografia=Johannes+Brahms">Brahms</a>, nessuno potrà fare a meno di guardare agli oratori di Handel che per la loro vigorosa drammaturgia e la straordinaria incisività della scrittura strumentale, belcantistica e polifonico-vocale costituiscono un serbatoio di prorompente inventiva". </div><div><br></div><div>Il coro spesso è lo straordinario protagonista di molti momenti, dai gruppi statuari più maestosi alle dolcezze pastorali più seducenti; Handel plasma il materiale corale con tale abilità da renderlo capace di impersonare e incarnare tutto: il narratore, lo spettatore e l'attore in prima persona, con una varietà di combinazioni, una scioltezza di modi che da solo basterebbe a rendere immortale il genio di Haendel. </div><div><br></div><div>Da ricordare il fatto che quello che è probabilmente il più grande compositore di tutti i tempi, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=741&amp;biografia=Ludwig%20Van%20Beethoven">Ludwig Van Beethoven</a>, teneva in grandissima considerazione Handel, tanto da metterlo in cima alla lista dei "colleghi" preferiti. </div><div><br></div><div>Dal 1751, quasi completamente cieco, è costretto, per comporre, a dettare le sue opere agli amici più fidati. Muore a Londra il 14 aprile 1759, all'età di 74 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:31:10 UTC</pubDate>
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         <title>JOHANN SEBASTIAN BACH JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339594360</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Johann Sebastian Bach</strong> nasce il 14/03/1685 a Eisenach da una famiglia di musicisti.<br><br> A 10 anni rimane orfano e viene educato dal fratello maggiore che gli impartisce lezioni di organo e clavicembalo.<br><br> Nel 1700 si trasferisce a Luneburg, dove entra a far parte del coro della Michaeliskirche (Chiesa di San Michele) come soprano.<br> Dopo essere stato per poco tempo violinista presso la corte di Sassonia-Weimar, nel 1703 diviene organista titolare di S. Bonifacio ad Arnstadt e, in breve tempo, diventa famoso.<br><br> Nel 1705 intraprende un viaggio a piedi, poi diventato leggendario (400 km), per andare a Lubecca ad ascoltare l'allora famoso organista D. Bextehude, che Sebastian ammirava particolarmente per le sue composizioni.<br><br> Bach si stabilisce a Weimar e qui compone un gran numero di pezzi per organo e le Cantate, poco apprezzate dai contemporanei, che lo apprezzano moltissimo come organista, seguendo in massa i concerti che tiene dal 1713 al 1717 a Dresda, Halle, Lipsia e in altri centri.<br><br> Nel 1717 assume la carica di maestro di cappella alla corte riformata del principe Leopoldo di Anhalt-Cothen a Kothen, con l'incarico di comporre Cantate d'occasione e musiche concertistiche.<br> <br> Nel 1723 si trasferisce a Lipsia e accetta il posto di Kantor nella chiesa di S. Tommaso, compone un gran numero di Cantate Sacre e le celeberrime grandi Passioni, ritornando alla musica strumentale solo verso il 1726.<br><br> Dal 1729 al 1740 Bach è direttore del Collegium Musicum universitario per il quale continua la sua opera di compositore di musica per clavicembali e musica strumentale varia.<br><br> Nel 1747 il re Federico II di Prussia lo invita a Potsdam, riservandogli grandi onori e assistendo ammirato alle sue magistrali improvvisazioni.<br><br> Verso il 1749 la salute del compositore comincia a declinare, la vista si affievolisce sempre più e, diventato cieco, detta la sua ultima, immensa composizione (rimasta purtroppo incompiuta) l'"Arte della fuga".<br><br> Johann Sebastian Bach, grande compositore di Messe, Passioni e Oratori, Cantate sacre e profane, musica d'orchestra, musica da camera per vari strumenti, opere d'organo, opere per clavicembalo e per altri strumenti. muore a Lipsia il 28 luglio 1750 e la sua musica (pubblicata in 59 volumi), viene riscoperta solo nel 1829, grazie ad un'esecuzione di Mendelssohn della "Passione secondo Matteo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:34:20 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONIO VIVALDI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339594526</link>
         <description><![CDATA[<div>Celebre violinista e compositore, figlio di un violinista della cappella ducale di San Marco, Antonio Vivaldi nacque a Venezia il 4 marzo 1678. Non si sa quasi nulla della sua infanzia:fu probabilmente allievo del padre, ma anche di Legrenzi (maestro di cappella in San Marco dal 1685 al 1690). Ricevuti gli ordini minori fra il 1693 e il 1696, nel 1703 è ordinato prete, e questo particolare, unito alla sua selvaggia capigliatura rossa (che campeggia anche in alcuni celebri ritratti, insieme al suo profilo deciso), gli valsero il soprannome di "Prete rosso". Un appellativo temprato anche dal tipo di musica, estremamente vivace, contagiosa e altamente virtuosistica che Vivaldi ha sempre saputo scrivere. </div><div><br></div><div>Intanto, però, a dispetto del famoso pseudonimo, una malattia molto misteriosa, di cui si preoccuperà tutta la vita, gli impedisce di esercitare il suo ministero e dopo un anno o due rinuncia alla messa. Secondo le sue stesse parole, sarebbe stato colpito da una certa "strettezza di petto", senza dubbio una forma di asma allora sconosciuta, analoga forse alla "strictura pectoris" dell'antica medicina. Dal 1703 al 1740 è maestro di violino e di composizione, poi "maestro dei concerti" e "maestro di coro" al Seminario musicale dell'Ospedale della Pietà, una delle quattro famose scuole di musica veneziane per ragazze orfane, bastarde o abbandonate. </div><div><br></div><div><br></div><div>Queste giovani cantavano e suonavano con ogni strumento; facevano della musica la loro occupazione principale, disponevano dei migliori maestri e le loro esecuzioni erano quindi celebri in tutta Europa (<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=935&amp;biografia=Jean-Jacques+Rousseau">Rousseau</a> nelle sue "Confessioni" vanta i meriti delle scuole veneziane in termini ditirambici). Vivaldi si assenta a più riprese da Venezia: dal 1718 al 1722 per dirigere la cappella del principe di Hasse Darmstadt a Mantova, nel 1723 e nel 1724 per far rappresentare delle opere a Roma (dove suona davanti al Papa). Tra il 1724 e 1725 sparisce provvisoriamente dai registri dell'Ospedale della Pietà: periodo di viaggi sui quali si è male informati. </div><div><br></div><div>Visita comunque numerose città italiane e straniere (soprattutto in Germania e Paesi Bassi), sia in qualità di violinista che di impresario delle proprie opere (reclutando i cantanti, dirigendo <a href="http://aforismi.meglio.it/frasi-prove.htm">le prove</a>, controllando gli incassi). Le sue opere strumentali erano allora celebri ovunque, soprattutto le ormai celeberrime "Quattro stagioni" e il fondamentale, superbo, "Estro armonico". </div><div><br></div><div>Nel 1740 decide di lasciare Venezia e giunge a Vienna, dove muore il 28 luglio dell'anno successivo, povero e solitario, rovinato, si disse, dalla sua eccessiva prodigalità. Alla sua morte e anche due o tre anni prima, questo geniale musicista, celebre in tutta Europa, era caduto improvvisamente nell'oblio più completo, oblio prolungato più di un secolo e che ha rischiato di diventare definitivo. Fortunatamente la riscoperta dell'opera di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=97&amp;biografia=Johann%20Sebastian%20Bach">Bach</a> (altro grande musicista dimenticato per quasi un secolo) rivelò ai musicisti tedeschi del secolo successivo le opere di questo misconosciuto Prete rosso, trascritte per l'appunto dal sommo Kantor. Poi, a partire dal 1905, alcuni musicologi (tra cui Marc Pincherle e Arnold Schering) studiarono metodicamente le opere pubblicate da Vivaldi ad Amsterdam e più tardi le centinaia di manoscritti (in gran parte autografi) acquistati nel 1919 dalla Biblioteca Nazionale di Torino (provenienti dalle collezioni private di M. Foà e R. Giordano, ma aventi per comune origine la biblioteca del conte Durazzo, morto alla fine del XVIII sec.). </div><div><br></div><div>La musica di Vivaldi, oltre ad essere di una brillantezza senza pari e di un'invenzione melodica spesso squisita, è assai importante anche sul piano storico e dal punto di vista dell'evoluzione delle forme. Il grande veneziano ha infatti dato forma e perfezione definitive al concerto solistico (del quale l'op. 8 di Torelli illustrava già le strutture), confermando la divisione tripartita e rafforzando la contrapposizione del "tutti" e dei "soli", e soprattutto introducendo nella parte dei solisti una intensa espressività, un lirismo personale conosciuta in quel tempo soltanto nell'aria d'opera. Questo individualismo dei solisti (se ne possono avere diversi senza che debba trattarsi di un concerto grosso) si afferma spesso in uno stile brillante che non è senza parentela con il bel canto dell'opera veneziana o napoletana del tempo. </div><div><br></div><div>D'altra parte le sue "sinfonie" e i suoi "concerti ripieni" gli conferiscono una posizione privilegiata alle origini della sinfonia classica. In tutte le musiche strumentali una imprevedibile fantasia, una euforica <a href="http://aforismi.meglio.it/frasi-vitalita.htm">vitalità</a>, danno al genio di Vivaldi il carattere universale che gli impedirà sempre di invecchiare. Grande peso e indubbia rivalutazione è data anche alle sue opere teatrali, in passato considerate convenzionali e finalmente viste nella loro giusta luce. </div><div><br></div><div>Questa attività, sovente considerata di secondo piano, fu invece l'occupazione principale del musicista. Il suo spirito imprenditoriale lo portò spesso ad essere impresario di se stesso; nel 1715 era noto a Venezia come socio del teatro Sant'Angelo, dove si esibiva anche come primo violino. Nel 1718 passò a un teatro più famoso, il San Moisè; in entrambi face rappresentare alcune sue opere. Queste sue molteplici occupazioni gli procurarono non poche critiche, la più celebre delle quali fu quella adombrata nel pamphlet intitolato "Il teatro alla moda" di Benedetto Marcello. Tra il 1718 e il 1720 i suoi impegni lo portarono a Mantova; qui conobbe la cantante Anna Giraud, interprete principale delle sue opere. Il "Prete rosso" non ammise mai una relazione che travalicasse l'amicizia e l'assistenza sanitaria che la Giraud gli avrebbe offerto assieme alla propria sorella Paolina. Tuttavia, questa amicizia, che durò a lungo, provocò nel 1737 un richiamo da parte del <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2673&amp;biografia=Fabrizio+Ruffo">cardinale Ruffo</a>, legato apostolico a Ferrara. </div><div><br></div><div>Tornando alle problematiche legate alla sua rivalutazione, la scoperta relativamente recente della sua musica sacra ha rivelato qualche autentico capolavoro anche in questo campo, come ad esempio lo splendido "Gloria". Infine non bisogna dimenticare che <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1635&amp;biografia=George+Frideric+Handel">Haendel</a>, Leclair e soprattutto <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=97&amp;biografia=Johann%20Sebastian%20Bach">Bach</a> gli devono in gran parte la loro iniziazione alle forme più perfette della musica strumentale. <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=97&amp;biografia=Johann%20Sebastian%20Bach">Bach</a>, per citare l'esempio più famoso, ha trascritto ben nove concerti di Vivaldi (sei adattati al clavicembalo, uno per quattro clavicembali e due per organo), a testimonianza dell'ammirazione che il Kantor portava per il bizzarro e vulcanico veneziano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:36:32 UTC</pubDate>
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         <title>ARCANGELO CORELLI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339594758</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Arcangelo Corelli</strong>, detto il “Bolognese” fu un importante compositore e violinista italiano del periodo barocco. Nato a Fusignano il 17 febbraio 1653 trascorse la sua giovinezza a Bologna dove studiò. Stabilitosi poi a Roma negli anni 1675 circa, entrò a servizio della regina Christina di Svezia e godette della protezione dei Cardinali Ottoboni e Pamphilj grazie ai suoi successi musicali e alla sua crescente reputazione internazionale. <strong>Corelli</strong> viene ricordato come il <em>Primo grande violinista del mondo</em> e il <em>Padre del Concerto Grosso</em>.</div><div><strong>Corelli</strong> era compositore, insegnante e violinista. La bravura nel suo strumento, il violino, era nota a tutti e molti erano i concerti che teneva in tutta Europa e proprio grazie a lui il violino ha trovato un posto di rilevo nella musica. Eppure <strong>Arcangelo Corelli</strong> non fu un virtuoso del violino inteso come lo pensiamo noi oggi (e cioè di un musicista che stupiva il pubblico con esecuzioni che richiedevano grandi doti tecniche), ma quello che all’epoca contraddistingueva un bravo violinista da un altro era il <strong><em>suono</em></strong>, la bellezza del timbro che sapeva far emergere dallo strumento e quello di <strong>Corelli</strong> sembra fosse il più bello in tutta Europa.</div><div><strong>Arcangelo Corelli</strong> non divenne popolare solo come violinista ma lo divenne anche come compositore. Fu un compositore non molto produttivo a differenza di altri suoi colleghi di questo periodo, ma la sue musiche sono state eseguite ovunque, la sua era la musica strumentale più popolare.</div><div>La tomba di Arcangelo Corelli al Pantheon a Roma</div><div>Sebbene non fu <strong>Corelli</strong> a inventare il <strong><em>Concerto Grosso</em></strong>, è stato lui però a dimostrarne le potenzialità della forma utilizzandolo per alcune sue grandi composizioni. Grazie a lui il <strong><em>Concerto Grosso</em></strong> ha raggiunto nel periodo barocco la stessa importanza che la sinfonia raggiunse nel periodo classico.</div><div>Il suo stile compositivo è stato molto imitato da altri importanti compositori quali <a href="http://www.blogdellamusica.eu/antonio-vivaldi-biografia/"><strong>Antonio Vivaldi</strong></a>, <a href="http://www.blogdellamusica.eu/george-frideric-handel-biografia-musicista/"><strong>Handel</strong></a> e <a href="http://www.blogdellamusica.eu/bwv-565-bach-toccata-e-fuga-re-minore/"><strong>Bach</strong></a><strong> </strong>che senza il modello compositivo di <strong>Corelli</strong> probabilmente non avrebbero mai scritto i loro capolavori.</div><div><strong>Corelli</strong> morì l’8 gennaio 1713 a Roma nel 59° anno della sua vita e fu sepolto nel Pantheon, ma già molto tempo prima della sua morte, veniva ricordato come un musicista che sarebbe rimasto immortale.</div><div>Corelli, importante didatta e insegnante</div><div><strong>Arcangelo Corelli</strong> svolse una intensa attività didattica gettando le basi di una scuola violinistica che ebbe seguaci in ogni parte d’Europa fino alla fine del ‘700. Tale diffusione della fama e del “metodo” violinistico di <strong>Corelli</strong>, fu favorita dalla stessa attività artistica dei suoi allievi tra cui ricordiamo i più importanti che furono <strong>Francesco Geminiani</strong> (che operò a Londra), <strong>Pietro Locatelli</strong> (ad Amsterdam) e <strong>Jean-Baptiste Anet </strong>(in Francia).</div><div>Le opere di <strong>Arcangelo Corelli</strong></div><div>Le composizioni di <strong>Arcangelo Corelli</strong> sono raccolte in 6 <em>opus</em> e la maggior parte di esse sono sonate e trio sonate.</div><ul><li>Opus 1: 12 sonate da chiesa (1681)</li><li>Opus 2: 12 sonate da camera (1685)</li><li>Opus 3: 12 sonate da chiesa (1689)</li><li>Opus 4: 12 sonate da camera (1694)</li><li>Opus 5: 12 sonate per violino (6 da chiesa e 6 da camera) (1700)</li><li>Opus 6: 12 concerti grossi (8 da chiesa e 4 da camera) (1714)</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:39:16 UTC</pubDate>
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         <title>HENRY PURCELL JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339595017</link>
         <description><![CDATA[<div>Poco ancora si sa della biografia di Henry Purcell (Westminster, Londra, 1659 –1695), gigante del barocco: certi furono i suoi anni di apprendistato presso l’abbazia di Westminster, di cui il padre, Gentleman of the Chapel Royal, era maestro del coro. Di entrambe, della Cappella Reale e dell’abbazia, diverrà in seguito organista. In quest’ambiente musicale, il giovane Henry, altro enfant prodige della storia della musica, sviluppò ben presto i suoi talenti, componendo un ode per il compleanno del Re all’età di undici anni.</div><div>Il suo primo capolavoro in ordine di tempo è l’Opera Dido and Æneas. Al nascente genere dell’Opera lirica il compositore dedicherà altri capolavori di cui ricordiamo King Arthur, The Fairy Queen, il cui libretto è tratto dal Sogno di una notte di mezza estate di  Shakespeare, The Indian Queen, e The Tempest, sempre tratta da Shakespeare. Per quanto riguarda le composizioni strumentali ci ha lasciato 12 Sonate a tre (per violino, viola da gamba e cembalo) e 10 Sonate a quattro (per due violini), 13 Sinfonie per viola da gamba e 8 Suites per clavicembalo.</div><div>Parte delle numerose opere vocali di Purcell (un centinaio fra canzoni, inni e lodi e una quarantina di duetti) sono diventate celeberrime: la Music for the Funeral of Queen Mary per le esequie della Regina Maria II, e la cantata I was glad, tuttora utilizzata per l’incoronazione dei monarchi inglesi, sono fra le più celebri. Enorme fu anche la sua influenza sulla musica inglese, di cui si dice sia l’unico grande rappresentante.</div><div><strong>Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:41:37 UTC</pubDate>
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         <title>NICCOLò PAGANINI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339595679</link>
         <description><![CDATA[<div>Niccolò Paganini nasce il 27 ottobre 1782 a Genova, in Liguria. Proviene da una famiglia di modeste condizioni: il padre è Antonio Paganini, uomo che ha la passione per la musica e che si occupa di imballaggi, la madre è Teresa Bocciardo. Durante la giovinezza il padre gli impartisce lezioni di mandolino e di chitarra. Il padre lo indirizza inoltre anche verso lo studio del violino. </div><div><br></div><div>In ambito musicale Niccolò è un autodidatta, poiché ha ricevuto delle lezioni da maestri di scarso valore e di scarsa preparazione. Continua i suoi studi di violino, ricevendo delle lezioni che gli vengono impartite da Giovanni Costa, maestro della Cappella della Cattedrale di Genova e da Francesco Gnecco, che svolge la professione di operista. </div><div><br></div><div><br></div><div>Nel 1795, dopo aver partecipato a svariati concerti tenutisi nella Cattedrale di Genova, parte per Parma con l'obiettivo di intraprendere gli studi in compagnia di Alessandro Rolla. Quest'ultimo affida il ragazzo a Ferdinando Paer che, essendo in partenza per l'Austria, gli consiglia di rivolgersi a Gaspare Ghiretti, maestro che gli da lezioni di composizione e di contrappunto. </div><div><br></div><div>Nel periodo trascorso a Parma si ammala di polmonite, per cui è costretto a fare dei salassi per guarire dalla malattia. In questa circostanza, a causa della cura che deve seguire, si indebolisce fisicamente; trascorre quindi un periodo di convalescenza a Romairone, nella casa paterna. Qui il padre lo obbliga a studiare per circa dieci o dodici ore al giorno violino. </div><div><br></div><div>La creatività di Paganini è notevole al punto da essere in grado di riprodurre, con il violino, i suoni della natura, il verso degli uccelli e quello degli altri animali. In questi anni tiene vari concerti in Italia settentrionale e grazie al suo estro creativo viene accolto con grande entusiasmo in Toscana. </div><div><br></div><div>Sei anni dopo, durante il suo soggiorno in Toscana, suona nella Cattedrale di Lucca in occasione della Festa di Santa Croce. Diventato quindi uno stimato concertista, nel corso dello stesso anno ha tempo per dedicarsi allo studio più approfondito della chitarra a sei corde e all'agricoltura. </div><div><br></div><div>Nel 1802 partecipa a vari concerti che si tengono a Livorno e dal 1805 al 1809 è in servizio a Lucca presso la corte della sorella di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=246&amp;biografia=Napoleone+Bonaparte">Napoleone</a>, Elena Baciocchi. In questi anni trascorsi a Lucca dà ripetizioni al marito di Elisa Baciocchi, Felice, e si esibisce con il violino nei concerti che si tengono a corte. Grazie a queste esibizioni inoltre inizia la sua esperienza come direttore d'orchestra; dirigere l'opera: "Il matrimonio segreto di Cimarosa". </div><div><br></div><div>Ritenendo troppo gravosi gli impegni di corte, nel biennio successivo, Niccolò Paganini lascia Lucca per dedicarsi completamente all'attività concertistica. In questi due anni si esibisce soprattutto in Emilia Romagna. Nel 1813 soggiorna a Milano, dove ha modo di esibirsi presso il Teatro della Scala e presso il Teatro Carcano. L'anno successivo si esibisce in vari concerti a Pavia e nel Teatro Carignano di Torino. </div><div><br></div><div>Tornato a Genova, conosce Angiolina Cavanna con cui intrattiene una relazione amorosa e scappa con lei a Parma. La giovane rimane incinta, per cui è costretto a tornare nella città ligure, dove il padre della sua convivente lo denuncia per rapimento e per seduzione di minore. In quest'occasione Paganini è costretto a passare una settimana in carcere. </div><div><br></div><div>Nello stesso anno si esibisce a Genova nel Teatro <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=709&amp;biografia=Sant%27Agostino">S. Agostino</a>. Dopo essersi esibito, negli anni successivi, nel Teatro della Scala di Milano, a Venezia, Trieste, Torino, Piacenza, nel 1818 soggiorna a Bologna, dove conosce Maria Banti, con cui ha una relazione. </div><div><br></div><div>Nel biennio successivo tiene concerti a Roma, Napoli e Palermo e all'inizio degli anni Venti del 1800 il suo stato di salute peggiora, infatti, contrae la sifilide che cura a Milano, dove si trasferisce. Dopo essersi rimesso, conosce la cantante Antonia Bianchi con cui convive per alcuni e da cui nel 1825 ha un figlio, Achille. </div><div><br></div><div>In seguito si esibisce a Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Genova, Milano e Torino; nel 1828 parte per Vienna, dove ottiene un grande successo, al punto che il pubblico gli chiede più volte la ripetizione del suo concerto. </div><div><br></div><div>Sempre in questo periodo si separa legalmente dalla compagna, ottenendo l'affidamento del figlio. </div><div><br></div><div>Nel biennio successivo partecipa a una fortunata tournée concertistica in Germania e in Polonia, dove conosce <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=443&amp;biografia=Fryderyk+Chopin">Chopin</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=913&amp;biografia=Robert+Schumann">Schumann</a>, Pontini, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3005&amp;biografia=Clara+Schumann">Clara Wieck</a> e Meyerbeer. Inoltre, in questo periodo, viene nominato dal re di Prussia "Maestro di Cappella di Corte" e vive con il figlio nella città tedesca di Francoforte. </div><div><br></div><div>L'anno dopo Paganini parte per Parigi, dove tiene numerosi concerti. Durante questo soggiorno l'impresario inglese Laporte gli propone di tenere concerti in Inghilterra. Fino al 1833 quindi tiene concerti sia in Francia sia in Inghilterra. Dopo uno scandalo in cui rimane coinvolto, a causa della sua relazione amorosa segreta con Charlotte Watson, torna in Italia. </div><div><br></div><div>Soggiorna a Parma, dove ottiene anche una medaglia d'oro coniata appositamente per lui e nello stesso anno la Marchesa di Parma Maria Luigia gli propone di diventare membro della Commissione artistica del Teatro Ducale. Inoltre assume l'importante carica di sovrintendente della Commissione, che però lascia presto a causa di intrighi contro i suoi progetti. </div><div><br></div><div>Nel 1836 ottiene dal re <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2577&amp;biografia=Carlo+Alberto+di+Savoia">Carlo Alberto</a> la legittimazione del figlio, dopo una lunga pratica legale. In questi anni tiene numerosi concerti tra Nizza, Marsiglia, Torino e Genova. Dopo aver effettuato un viaggio a Parigi, le sue condizioni di salute peggiorano nonostante provi <a href="http://cultura.biografieonline.it/rimedi-naturali-omeopatia/">cure omeopatiche</a>. Dopo aver trascorso un breve periodo di tempo a Genova, si reca a Marsiglia, dove le sue condizioni di salute si aggravano ulteriormente. </div><div><br></div><div>Niccolò Paganini diventa afono a causa dell'aggravarsi della sua malattia, la tisi laringea di origine sifilitica: muore il 27 maggio 1840. </div><div><br></div><div>Il famoso detto "<em>Paganini non ripete</em>" ha origine origine nel febbraio del 1818 al Teatro Carignano di Torino, quando il re <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2647&amp;biografia=Carlo+Felice+di+Savoia">Carlo Felice di Savoia</a>, dopo aver assistito ad un suo concerto fa in modo che gli arrivi la preghiera di ripetere un brano. Paganini durante i concerti amava improvvisare molto e l'energia che metteva nelle sue prestazioni era massima, arrivando talvolta a procurarsi importanti lesioni ai polpastrelli; nell'occasione il musicista fa arrivare al re la sua risposta "<em>Paganini non ripete</em>". Per questa risposta viene conseguentemente revocato a Paganini il permesso di eseguire un terzo concerto in programma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:47:52 UTC</pubDate>
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         <title>ROBERT ALEXANDER SCHUMANN JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Robert Alexander Schumann nasce il giorno 8 giugno 1810 nella città di Zwickau, in Germania. </div><div>Pur avendo avuto una vita breve, è considerato da molti come il compositore più rappresentativo della musica Romantica, e protagonista di un'importante generazione di artisti che comprende maestri come <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=443&amp;biografia=Fryderyk+Chopin">Chopin</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1082&amp;biografia=Franz+Liszt">Liszt</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=159&amp;biografia=Richard+Wagner">Wagner</a> e <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1180&amp;biografia=Felix+Mendelssohn">Mendelssohn</a>. </div><div>Robert Schumann si accosta giovanissimo alla poesia, alla letteratura e alla musica: figlio di un editore trova in questo ambiente i primi interessi soprattutto nelle letture di E.T.A. <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=35&amp;biografia=Ernst+Hoffmann">Hoffmann</a>. Vive la tragedia del suicidio della sorella; dopo la morte del padre conclude gli studi liceali nel 1828 e si trasferisce a Lipsia. Frequenta, senza portarli a termine, gli studi in giurisprudenza nelle Università di Lipsia e Heidelberg. Nel frattempo studia pianoforte sotto la guida di Friedrich Wieck, padre della sua futura sposa. </div><div><br></div><div>Sfortunato, un incidente gli provoca la paralisi di alcune dita della mano destra; Schumann è costretto ad interrompere la brillante carriera di virtuoso musicista: si dedicherà alla composizione. </div><div><br></div><div><br></div><div>Nel 1834,appena ventenne, fonda la rivista "Neue Zeitschrift fuer Musik" per la quale scrive numerosissimi articoli in veste di critico. La rivista farà la fortuna del giovane <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1681&amp;biografia=Johannes+Brahms">Brahms</a> che diverrà assiduo frequentatore ed amico della famiglia di Schumann. </div><div>Inizia la sua storia sentimentale con <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3005&amp;biografia=Clara+Schumann">Clara Wieck</a>: ostacolato per lungo tempo dal padre di lei, il rapporto si risolve positivamente con il matrimonio, nel 1840. </div><div><br></div><div>Nel 1843 diviene insegnante di pianoforte al Conservatorio di Lipsia: dopo poco tempo abbandona l'incarico per spostarsi prima a Dresda e poi a Duesseldorf, per lavorare come direttore d'orchestra. </div><div>Nel 1847 fonda a Dresda il Chorgesangverein (Associazione di canto corale). </div><div>Nel 1850 diventa direttore di musica e dei concerti sinfonici della città di Düssendorlf carica che dovrà lasciare nel 1853 per i primi segni di squilibrio mentale. </div><div><br></div><div>Soggetto a disturbi nervosi che con il passar del tempo vanno sempre più aggravandosi, nel 1854 Robert Schumann tenta il suicidio gettandosi nel Reno. Il fatto gli comporta il ricovero nella clinica di salute mentale di Endenich, vicino Bonn; qui trascorre i suoi ultimi anni, assistito dalla moglie e dagli amici <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1681&amp;biografia=Johannes+Brahms">Brahms</a> e Joseph Joachim. Morirà il 29 luglio 1856. </div><div><br></div><div>Schumann compose un'Opera, 4 Sinfonie, diverse Ouvertures per orchestra, Concerti per pianoforte, per violino, per violoncello, pezzi corali, pianistici e liederistici. </div><div>Coltissimo, profondamente legato alla poesia e alle concezioni filosofiche del suo tempo, Schumann subordinò spesso la sua ispirazione musicale a un movente letterario. Propugnatore dell'ideale romantico della perfetta corrispondenza tra forma e intuizione fantastica, diede il meglio di sé negli innumerevoli brevi pezzi pianistici</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:50:32 UTC</pubDate>
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         <title>FRYDERYK CHOPIN JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Chopin diceva <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3547&amp;biografia=Hector+Berlioz">Berlioz</a>: "<em>Non ha un solo punto di somiglianza con nessun musicista di mia conoscenza</em>"; e <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=913&amp;biografia=Robert+Schumann">Schumann</a>: "<em>Chopin si riconosce perfino nelle pause</em>". Ha scritto Giorgio Pestelli: "<em>Fra le misteriose componenti che cristallizzano in quel miracolo che è la musica di Chopin, è probabile che un tempo, come oggi, la nozione di quella originalità assoluta, di quella riconoscibilità immediata dipendesse dall'invenzione di un «canto» che nella voce aveva solo lontane ascendenze, un canto tanto originale che in realtà ha dovuto inventarsi da capo un suono tutto suo, la voce del pianoforte</em>". </div><div><br></div><div>Fryderyk Franciszek Chopin (ma il suo nome viene anche trascritto come Frederic Francois) nasce a Zelazowa Wola (Varsavia, Polonia) il giorno 22 febbraio 1810 e subito dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Varsavia dove Frydryk inizia giovanissimo lo studio del pianoforte, dimostrando così precoci qualità che a otto anni, novello <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang%20Amadeus%20Mozart">Mozart</a>, da il suo primo concerto. </div><div><br></div><div><br></div><div>Anche i normali studi scolastici offrono spunti ai suoi interessi musicali, poiché entusiasmandosi per la storia polacca, comincia a comporre commenti musicali sui fatti più importanti. Era già vivo quell'interesse per la vita del suo paese che sarebbe divenuto un elemento costante della sua personalità e della sua ispirazione: infatti le sofferenze, le aspirazioni, i desideri di libertà della Polonia si esprimeranno spesso attraverso i suoni "disperati" (com'egli riferì) del suo pianoforte. </div><div><br></div><div>Terminati gli studi con un noto compositore, J. Elsner, che gli sarà amico più che maestro per tutta la vita, Frydryk inizia nel 1829 la sua carriera di prodigioso pianista. In questo periodo conosce Costanza Gladowska da cui avrà brevi gioie e molte delusioni, e <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2446&amp;biografia=Niccol%F2+Paganini">Niccolò Paganini</a> che lo entusiasma per la meravigliosa tecnica violinistica. </div><div><br></div><div>Nel 1830 Chopin si trasferisce a Vienna, data l'avversa situazione politica in Polonia. Pochi giorni dopo il suo arrivo in terra austriaca a Varsavia scoppia un'insurrezione al potere zarista russo. Ma gli austriaci erano anch'essi contro l'indipendenza polacca e il giovane Frydryk si sente subito circondato di ostilità. </div><div><br></div><div>Rimane solo attraversando mille difficoltà, anche di carattere economico, mentre dalla Polonia giungono sempre notizie meno che mai positive sull'avanzata russa, sull'epidemia di colera e sulla disperazione dei suoi connazionali. Quando arriva la notizia che Varsavia è caduta in mano Russa, disperato, compone lo Studio (op.10 n.12) noto come "La caduta di Varsavia", ricco di impeti drammatici ed appassionati. </div><div><br></div><div>Nel 1831 si trasferisce a Parigi, in un ambiente più rilassato, dove entra in amicizia con grandi artisti come <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1180&amp;biografia=Felix+Mendelssohn">Mendelssohn</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1082&amp;biografia=Franz+Liszt">Liszt</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3823&amp;biografia=Eug%E8ne+Delacroix">Delacroix</a> (il grande pittore autore fra l'altro di un celebre ritratto del musicista), <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=369&amp;biografia=Heinrich%20Heine">Heine</a> (poeta) e molti altri. Anche nella capitale francese la sua fama di pianista cresce subito anche se i concerti in pubblico saranno pochi, dato che Chopin non amava la folla, ma basteranno per far apprezzare il suo sottile stile appassionato e malinconico. </div><div><br></div><div>Comincia a frequentare i più prestigiosi salotti culturali di Parigi, frequentati ovviamente dai più importanti personaggi della vita francese. La fama cresce ancor più e in uno di questi salotti conosce la scrittrice <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3641&amp;biografia=George+Sand">George Sand</a>, che avrà tanta parte nella sua arte e vita. Dopo un burrascoso e brusco troncamento con una promessa sposa polacca, il compositore si ammala e si trasferisce, per tentare di riprendersi da un'inflenza tramutatasi in tubercolosi, in quel dell'isola di Maiorca, sotto consiglio dell'ormai onnipresente Sand. </div><div><br></div><div>Il clima pare all'inizio giovargli ma l'isolamento, dovuto all'acutizzarsi della malattia, in un convento certosino, insinuano in Frydryk una profonda depressione. In questo periodo tormentato compone gli stupefacenti Preludi, pagine che hanno strappato parole di ammirazione e commozione a più di una penna, senza dimenticare che si tratta pur sempre di musiche frea le più iconoclaste che mai siano state scritte (non per niente <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=913&amp;biografia=Robert+Schumann">Schumann</a> dirà che la raccolta gli ricordava "rovine e penne d'aquila"). </div><div><br></div><div>Nel 1838 <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3641&amp;biografia=George+Sand">George Sand</a> e Chopin vanno a svernare assieme nell'isola di Maiorca: le disagiate condizioni del viaggio e l'agitato soggiorno sull'isola sono entusiasmanti per la scrittrice, ma risultano spaventosi per il musicista, anche per il clima umido che peggiora notevolmente la sua salute. Nel 1847 ha fine il legame di Chopin con Sand; l'anno dopo si reca in Inghilterra dove conosce <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=780&amp;biografia=Charles%20Dickens">Dickens</a> e <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1440&amp;biografia=William+Makepeace+Thackeray">Thackeray</a>; a Londra tiene il suo ultimo concerto a favore dei profughi polacchi e nel gennaio successivo torna a Parigi in pessime condizioni fisiche ed in serie difficoltà economiche. </div><div><br></div><div>Assistito dalla sorella Luisa, Fryderyk Chopin muore a Parigi il 17 ottobre 1849. Grandiose sono le onoranze funebri: viene sepolto a Parigi accanto a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a> e a Cherubini; il suo cuore viene portato a Varsavia, nella chiesa di Santa Croce. </div><div><br></div><div>Chopin trovò nel pianoforte il migliore mezzo di espressione dei suoi sentimenti. Infatti quasi tutte le sue opere sono dedicate al pianoforte con un tipo di melodie forse unico nella storia della musica (semplici, pure, eleganti). Chopin è definito musicista "romantico" per eccellenza, forse per la sua spiccata malinconia, ma non si dimentichi che la sua musica ricca di slanci ora appassionati ora drammatici è di un vigore che a volte sfiora la violenza. </div><div><br></div><div>Con Chopin la storia del pianoforte giunge ad un fondamentale punto di svolta. Egli fa di questo strumento il maggior confidente, il compagno di una vita. La sua opera pianistica può essere divisa in vari gruppi di composizioni che non seguono uno schema predeterminato, ma il solo corso della fantasia dell'artista. Le 16 Polacche seguono il flusso di una danza aristocratica e l'ardore di un fervido amor di patria. Le 59 Mazurche, composte a partire dal 1820, sono le più vicine ai tradizionali canti popolari polacchi. </div><div><br></div><div>Vette del virtuosismo sono i 27 Studi (raccolti in tre serie, 1829, 1836, 1840), mentre nei 21 Notturni (1827-46) la musica chopiniana perde ogni riferimento esteriore per trasformarsi in interiorità pura. Quest'opera, insieme ai 26 Preludi (1836-39), per l'immediatezza e l'essenzialità della forma, rappresenta uno degli apici del Romanticismo Europeo. Le 4 Ballate, ispirate dal poeta polacco Mickiewicz, sono la traduzione strumentale di un genere di composizione sino a quel momento legato alla parola cantata. Lo schema prestabilito della forma-sonata pare adattarsi meno alla fantasia di Chopin, legata alla suggestione della libera improvvisazione estemporanea; egli se ne serve nei due Concerti giovanili, e in tre Sonate, una delle quali detta Funebre, per la celebre Marcia che sostituisce il tradizionale Adagio. </div><div><br></div><div>Inoltre, Chopin si serve raramente dell'orchestra, la cui tecnica conosce solo approssimativamente. Poche le sue composizioni orchestrali: le Variazioni sul duettino, dal "<a href="http://cultura.biografieonline.it/trama-del-don-giovanni-di-mozart/">Don Giovanni</a>" di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang%20Amadeus%20Mozart">Mozart</a> (1827), la Grande fantasia su temi polacchi (1828), il Rondò Krakowiak (1828), i due Concerti (1829-1830), l'Andante spianato e Grande polacca (polonaise) brillante (1831-1834), l'Allegro da concerto (1841). La produzione non strettamente pianistica è limitata: 19 Canti polacchi, per voce e pianoforte (1829-47); pezzi per violoncello e pianoforte, fra cui la Sonata in sol minore op. 65 (1847); un Trio in sol minore op. 8 (1828); un Rondeau in do op. 73, per due pianoforti (1828). </div><div><br></div><div>A queste opere vanno aggiunte: venti Valzer (1827-1848), quattro Improvvisi (1834-1842), quattro Scherzi (1832-1842), il Bolero (1833), la Tarantella (1841), la Fantasia in fa minore (1841), e due capolavori la Berceuse (1845) e la Barcarola (1846). </div><div><br></div><div>Le sue modulazioni tenaci ed impreviste aprono nuovi orizzonti verso l'avvenire, preannunciando <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=159&amp;biografia=Richard%20Wagner">Wagner</a> e lo sviluppo dell'armonia moderna, sino all'<a href="http://cultura.biografieonline.it/impressionismo-arte-riassunto/">impressionismo</a> di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3004&amp;biografia=Claude+Debussy">Debussy</a> e di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1090&amp;biografia=Maurice+Ravel">Ravel</a>. Ma questo modernismo chopiniano è saldamente legato ai classici: a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=97&amp;biografia=Johann%20Sebastian%20Bach">Bach</a>, principalmente, e a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang%20Amadeus%20Mozart">Mozart</a>, al quale Chopin è legato da affinità elettive. </div><div><br></div><div>Pur essendo ostile al melodramma, Chopin ne è profondamente influenzato. Molte delle sue melodie, infatti, sono traduzioni strumentali di modelli melodrammatici francesi e italiani e in particolare di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a>, del quale il compositore polacco aveva un'alta considerazione. Sebbene rifiuti ogni intrusione letteraria nelle sue composizioni, egli è un uomo di cultura aperto e avvertito: questo rende la sua opera una delle più profonde e perfette sintesi dello spirito romantico. </div><div><br></div><div>Malgrado la grande e costante diffusione che la sua musica ha avuto nel tempo, pochi sembrano aver capito quale sconvolgente contenuto si celi dietro l'arte apparentemente così accessibile di Chopin e basti, a questo proposito, ricordare le parole del sempre infallibile <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=116&amp;biografia=Charles%20Baudelaire">Baudelaire</a>: "<em>Musica leggera e appassionata che somiglia a un brillante uccello volteggiante sugli orrori dell'abisso</em>".</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:52:44 UTC</pubDate>
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         <title>DOMENICO GAETANO DONIZZETTI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Domenico Gaetano Maria Donizetti nasce a Bergamo il 29 novembre 1797 da una famiglia di umili condizioni, quinto dei sei figli di Andrea Donizetti e Domenica Nava. </div><div><br></div><div>Nel 1806 Gaetano viene ammesso alle "Lezioni caritatevoli di musica" dirette e fondate da Simone Mayr con lo scopo di poter preparare i bambini per il coro e impartire loro delle solide basi musicali. Il ragazzo dimostra subito di essere uno studente esuberante e particolarmente sveglio: Mayr intuisce le potenzialità del ragazzo e decide di seguire personalmente la sua istruzione musicale in clavicembalo e composizione. </div><div><br></div><div><br></div><div>Nel 1811 Donizetti scrive "Il Piccolo compositore di Musica" per una recita scolastica, aiutato e corretto dall'amato insegnante che lo sosterrà per tutta la vita e per il quale sempre nutrirà un profondo rispetto. </div><div><br></div><div>Nel 1815, su raccomandazione di Mayr, Donizetti si trasferisce a Bologna per completare gli studi con padre Stanislao Mattei, che già era stato insegnante di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Rossini</a>. Mayr partecipa alle spese necessarie per il mantenimento del ragazzo. Con il frate minore francescano, noto compositore e didatta, Donizetti segue per due anni i corsi di contrappunto e sicuramente riceve una formazione impeccabile, anche se non riesce a legare pienamente con lui, causa il carattere scontroso e taciturno dell'insegnante. </div><div><br></div><div>Negli ultimi mesi del 1817 Gaetano ritorna a Bergamo e, grazie all'interessamento di Mayr, riesce a firmare quasi subito un contratto per scrivere quattro opere per l'impresario Zancla, esordendo a Venezia nel 1818 con "Enrico di Borgogna", opera seguita nel 1819 da "Il falegname di Livonia", rappresentate entrambe con discreto successo e nelle quali si percepisce l'inevitabile influsso - per quell'epoca - di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Gioacchino Rossini</a>. </div><div><br></div><div>La sua attività può continuare tranquillamente anche grazie al fatto che, come racconta lo stesso compositore, riesce ad evitare il servizio militare: Marianna Pezzoli Grattaroli, signora della ricca borghesia di Bergamo, entusiasta per le eccezionali doti del giovane Donizetti, riesce a comprarne l'esenzione. </div><div><br></div><div>Nel 1822 presenta alla Scala "Chiara e Serafina", un totale fiasco che gli chiude per ben otto anni le porte del grande teatro milanese. </div><div><br></div><div>Il vero debutto nell'opera avviene grazie al fatto che Mayr rifiuta la commissione per una nuova opera e riesce a convincere gli organizzatori a passarla a Donizetti. Nasce così nel 1822, al Teatro Argentina di Roma, "Zoraida di Granata", che viene accolta con entusiasmo dal pubblico. </div><div><br></div><div>Il famoso impresario teatrale Domenico Barbaja, che nella sua carriera fa la fortuna anche di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Rossini</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a>, Pacini e molti altri, chiede a Donizetti di scrivere un'opera semiseria per il San Carlo di Napoli: "La Zingara" viene presentata nello stesso anno e ottiene un importante successo. </div><div><br></div><div>A differenza di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Rossini</a>, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a> e successivamente <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=302&amp;biografia=Giuseppe+Verdi">Verdi</a>, i quali sapevano amministrarsi nel lavoro, Gaetano Donizetti produce di fretta, senza fare accurate scelte, seguendo ed accettando, soprattutto, i ritmi frenetici e stressanti imposti dalle condizioni della vita teatrale del tempo. </div><div><br></div><div>Alla fine della sua non certo lunga vita l'instancabile compositore lascia circa settanta opere fra serie, semiserie, buffe, farse, <em>gran opéras</em> e <em>opéra-comiques</em>. A queste bisogna aggiungere 28 cantate con accompagnamento di orchestra o pianoforte, diverse composizioni di carattere religioso (fra cui due Messe da Requiem in memoria di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a> e Zingarelli, e gli oratori "Il diluvio universale" e "Le sette chiese"), brani sinfonici, più di 250 liriche per una o più voci e pianoforte e composizioni strumentali da camera, fra cui 19 quartetti per archi che denotano l'influenza dei principali classici viennesi, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang+Amadeus+Mozart">Mozart</a>, Gluck, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2413&amp;biografia=Franz+Joseph+Haydn">Haydn</a>, conosciuti e approfonditi con i suoi due maestri. </div><div><br></div><div>Sensibile ad ogni esigenza che sia manifestata dal pubblico e dagli impresari, viene accusato, soprattutto dai critici francesi (primo fra tutti <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3547&amp;biografia=Hector+Berlioz">Hector Berlioz</a> che lo attacca con forza sul Journal des débats), di essere "<em>trasandato e ripetitivo</em>". </div><div>L'incredibile prolificità di Donizetti è dettata dalla sete di guadagno in un'epoca nella quale il compositore non percepiva i diritti d'autore intesi come lo sono oggi, ma quasi solamente il compenso stabilito al momento della commissione dell'opera. </div><div><br></div><div>L'abilità di Donizetti sta nel fatto che quasi mai scende a livelli artistici improponibili, grazie al mestiere ed alla professionalità acquisiti durante gli studi con Mayr: si tratta di quella che viene definita la "poetica della fretta", che farebbe sì che la fantasia creatrice, invece di essere turbata e depressa dalle scadenze che devono essere rispettate, è solleticata, sollecitata e tenuta sempre sotto tensione. </div><div><br></div><div>Nel 1830, con la collaborazione del librettista Felice Romani, ottiene il primo vero grande trionfo con "<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2934&amp;biografia=Anna+Bolena">Anna Bolena</a>", presentata al Teatro Carcano di Milano e, nel giro di pochi mesi, anche a Parigi e Londra. </div><div><br></div><div>Anche se il successo e la prospettiva tangibile di una carriera internazionale gli permetterebbero di rallentare gli impegni, Donizetti continua a scrivere a ritmi incredibili: cinque opere in poco meno di un anno, prima di arrivare ad un'altra tappa essenziale della sua produzione, il capolavoro comico "L'elisir d'amore", scritto in meno di un mese ancora su libretto di Romani, rappresentato nel 1832 con grandissimo successo al Teatro della Canobbiana di Milano. </div><div><br></div><div>Nel 1833 presenta a Roma "Il furioso all'isola di San Domingo" e alla Scala "<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2028&amp;biografia=Lucrezia+Borgia">Lucrezia Borgia</a>", che viene salutata dalla critica e dal pubblico come un capolavoro. </div><div><br></div><div>L'anno successivo firma un contratto con il San Carlo di Napoli che prevede un'opera seria all'anno. La prima che deve andare in scena è "<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3588&amp;biografia=Maria+Stuarda">Maria Stuarda</a>", ma il libretto, tratto dal noto dramma di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1752&amp;biografia=Friedrich+Schiller">Schiller</a>, non passa il vaglio della censura a causa del finale cruento: i censori napoletani erano ben noti per pretendere solo il "lieto fine". In dieci giorni Donizetti adatta la musica ad un nuovo testo, "Buondelmonte", che viene accolto non certamente in modo positivo. Ma la sfortuna di quest'opera non finisce: "<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3588&amp;biografia=Maria+Stuarda">Maria Stuarda</a>", ripresentata nella sua veste originale alla Scala nel 1835 finisce in un clamoroso fiasco causato dalle pessime condizioni di salute della Malibran, nonchè dai suoi capricci da diva. </div><div><br></div><div>In seguito al volontario ritiro dalle scene di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Rossini</a> nel 1829 ed alla prematura e inaspettata morte di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1565&amp;biografia=Vincenzo+Bellini">Bellini</a> nel 1835, Donizetti rimane l'unico grande rappresentante del melodramma italiano. Proprio <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Rossini</a> gli apre le porte dei teatri della capitale francese (e degli allettanti compensi, ben superiori a quelli che possono ottenersi in Italia) e invita Donizetti a comporre nel 1835 "Marin Faliero" da rappresentare a Parigi. </div><div><br></div><div>Nello stesso anno a Napoli arriva lo straordinario successo di "<a href="http://cultura.biografieonline.it/lucia-di-lammermoor/">Lucia di Lammermoor</a>", su un testo di Salvatore Cammarano, il librettista, successore di Romani, più importante del periodo romantico, che già ha collaborato con Mercadante, Pacini e che scriverà successivamente per <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=302&amp;biografia=Giuseppe+Verdi">Verdi</a> quattro libretti, tra i quali quelli per "Luisa Miller" e "Il trovatore". </div><div><br></div><div>Tra il 1836 e il 1837 vengono a mancare i genitori, una figlia e l'adorata moglie Vírginia Vasselli, sposata nel 1828. Neanche i ripetuti lutti familiari rallentano la sua ormai frenetica produzione. </div><div><br></div><div>In ottobre, amareggiato per la mancata nomina a direttore del Conservatorio come successore di Nicola Antonio Zingarelli (gli viene preferito il più "autenticamente napoletano" Mercadante), prende la decisione di abbandonare Napoli e di trasferirsi a Parigi. Torna in Italia, a Milano, nel 1841. </div><div>Ha così l'occasione di assistere alle prove del "Nabucco" di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=302&amp;biografia=Giuseppe+Verdi">Verdi</a> nel 1842 e ne rimane talmente impressionato che, da quel momento, si adopera per cercare di far conoscere il giovane compositore a Vienna, dove è direttore musicale della stagione italiana. </div><div><br></div><div>Nello stesso anno dirige a Bologna, su invito dello stesso autore, una memorabile esecuzione (la prima in Italia) dello Stabat Mater di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Rossini</a>, il quale vorrebbe che Donizetti accettasse l'importante incarico di maestro di cappella a San Petronio. Il compositore non accetta in quanto anela a coprire quello, ben più prestigioso e più remunerativo, di Kapellmeister presso la corte asburgica. </div><div><br></div><div>Durante le prove di "Don Sebastiano" (Parigi 1843) tutti notano il comportamente assurdo e stravagante del compositore, colpito da frequenti amnesie e diventato sempre più intemperante, malgrado fosse conosciuto come persona affabile, spiritosa, di grande e squisita sensibilità. </div><div>Da anni Donizetti ha in effetti contratto la sifilide: alla fine del 1845 è colpito da una grave paralisi cerebrale, indotta dall'ultimo stadio della malattia, e dai sintomi di una malattia mentale che già si era manifestata precedentemente. </div><div><br></div><div>Il 28 gennaio 1846 il nipote Andrea, inviato dal padre Giuseppe che risiede a Costantinopoli e che è stato avvertito dagli amici del compositore, organizza un consulto medico e pochi giorni dopo Donizetti viene rinchiuso in una casa di cura di Ivry, vicino a Parigi, dove rimane per ben diciassette mesi. Le sue ultime lettere conosciute risalgono ai primi giorni del suo ricovero e rappresentano il disperato bisogno di una mente ormai irrimediabilmente confusa che chiede aiuto. </div><div><br></div><div>Solamente grazie alle minacce di suscitare un caso diplomatico internazionale, visto che Donizetti è cittadino austroungarico e maestro di cappella dell'imperatore <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2683&amp;biografia=Ferdinando+I+d%27Austria">Ferdinando I</a> <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1580&amp;biografia=Rodolfo+d%27Asburgo">d'Asburgo</a>, il nipote ottiene il permesso di portarlo a Bergamo il 6 ottobre 1847, quando ormai il compositore è paralizzato e in grado al massimo di emettere qualche monosillabo, spesso senza senso. </div><div><br></div><div>Viene sistemato a casa di amici che si prendono amorevolmente cura di lui fino al suo ultimo giorno di vita. Gaetano Donizetti muore l'8 aprile 1848.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:56:19 UTC</pubDate>
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         <title>GIOACHINO ROSSINI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Compositore grande, grandissimo, addirittura immenso e che è tutto nostro. Un artista dal carattere peculiare che ha saputo imporre al suo tempo il nome dell'Italia in tutto il mondo civilizzato e che ancora oggi è sinonimo di italianità: il suo nome rappresenta una delle ragioni per essere fieri di appartenere al Bel Paese. </div><div><br></div><div><a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Gioacchino Rossini</a> nasce a Pesaro il 29 febbraio 1792, figlio di un suonatore d'orchestra e di una cantante d'opera attivi nei teatri di provincia italiani. Di talento musicale precocissimo, è allievo del Mattei al Conservatorio di Bologna dove studia in particolare le opere di Cimarosa, <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2413&amp;biografia=Franz+Joseph+Haydn">Haydn</a> e <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=38&amp;biografia=Wolfgang+Amadeus+Mozart">Mozart</a>. </div><div>A vent'anni già scrive "opere buffe" e "opere serie" per vari teatri italiani, mostrando sorprendente freschezza e vitalità. </div><div><br></div><div>A quel tempo la suddivisione fra questi due generi era molto rigida: l'Opera seria cosiste sempre in tre atti (con molte arie) che escludono le scene allegre e divertenti mentre, com'è intuibile, l'Opera buffa è in buona sostanza una commedia musicale spesso basata sulla "Commedia dell'arte". </div><div>Inoltre l'Opera seria si distingue anche per avere uno schema fisso della situazione e dei ruoli dal fatto di essere contrassegnata dal "lieto fine", cioè dalla conciliazione dei contrasti e delle contraddizioni alla fine dell'opera. Rossini nella sua carriera contribuirà grandemente a sovvertire molti di questi luoghi comuni operistici. </div><div><br></div><div>Dopo il successo di "Tancredi" e de "L'italiana in Algeri" comincia un'ascesa inarrestabile. Diviene popolarissimo grazie all'irresistibile vivacità dei suoi ritmi, alla bellezza delle melodie e all'irrefrenabile vena e vigore teatrale che circolano nelle sue composizioni. </div><div><br></div><div>Dal 1816 al 1822 Barbaja, potente e accorto impresario del Teatro San Carlo di Napoli, lo scrittura per infondere nuovo vigore al mondo operistico napoletano in declino. Disponendo di un teatro tutto suo, di una buona orchestra e di grandi cantanti, Rossini matura come drammaturgo e amplia i propri mezzi musicali che culminano con l'opera "Semiramide", l'ultima del suo periodo italiano. A Napoli Rossini pone le basi della sua fortuna finanziaria e sposa il contralto Isabella Colbran, spagnola, che con il suo grande talento vocale, contribuisce al successo delle sue opere. </div><div><br></div><div>Tra le sue più celebri opere ricordiamo anche: La gazza ladra, La Cenerentola, Il barbiere di Siviglia. </div><div><br></div><div>Dopo un soggiorno a Vienna e Londra, dove vengono allestiti due festival delle sue opere, nel 1824 Rossini si reca a Parigi come direttore del Théâtre Italien. Qui fa rappresentare le sue opere migliori revisionandole per adattarle ai gusti della società parigina, poi con il <a href="http://cultura.biografieonline.it/la-leggenda-di-guglielmo-tell/">"William Tell" (Guglielmo Tell)</a> affronta un nuovo soggetto romantico: con questa opera riesce a fondere gli elementi dello stile italiano e francese aprendo la strada al "grand-opera", tipo di spettacolo dal soggetto storico, ricco di effetti scenici, balletti e masse corali. </div><div><br></div><div><br></div><div>Ormai al culmine della celebrità internazionale Rossini chiude tuttavia la sua attività operistica, forse per motivi di salute o forse per stanchezza creativa, dopo anni di intensa attività compositiva, ma anche per la raggiunta sicurezza finanziaria. Resta ancora a Parigi curando i propri affari, seguendo gli allestimenti dei compositori contemporanei e concedendosi numerosi viaggi. </div><div><br></div><div>Nel 1836 fa ritorno a Bologna in uno stato di grande abbattimento fisico e psichico poi si sposta a Firenze. Rientrato a Parigi nel 1855 riprende a comporre brevi pezzi da camera. </div><div>Muore a Passy il 13 novembre 1868. </div><div>Vent'anni dopo la sua salma viene traslata nella chiesa di Santa Croce a Firenze, accanto a quella degli altri grandi Italiani. </div><div><br></div><div>Molti sono i meriti e le strade aperte da questo eccezionale compositore italiano. Ha saputo rendere brillante e imprevedibile l'orchestra, ravvivando i colori strumentali e accentuando le dinamiche con il celebre uso del crescendo (poi denominato appunto "crescendo rossiniano"), e del concertato finale. Rossini ha inoltre regolato il cosiddetto "bel canto", sino ad allora lasciato al gusto degli interpreti, e imposto alle voci un inedito virtuosismo. L'espressione musicale acquista così un effetto fortemente teatrale, dall'impatto quasi fisico, che è storicamente unico e innovativo.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 19:58:16 UTC</pubDate>
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         <title>VINCENZO SALVATORE CARMELO FRANCESCO BELLINI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339596950</link>
         <description><![CDATA[<div>Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini, compositore italiano, tra i più celebri operisti dell'800, nasce a Catania il 3 novembre 1801. Studia musica a Catania, poi a Napoli (1819). Tra i suoi maestri vi è Nicola Antonio Zingarelli, che lo indirizza verso lo studio dei classici. Conosce il calabrese Francesco Florimo, con cui instaura una profonda e duratura amicizia; Florimo diventerà bibliotecario del conservatorio di Napoli e sarà biografo dell'amico Bellini, prematuramente scomparso. </div><div><br></div><div>Tra le sue prime composizioni, in questo periodo, vi sono opere di musica sacra, alcune sinfonie e alcune arie per voce e orchestra, tra cui la celebre "Dolente immagine", oggi nota per i successivi adattamenti per voce e pianoforte. </div><div><br></div><div><br></div><div>Presenta nel 1825 al teatrino del conservatorio "Adelson e Salvini", sua prima opera e lavoro finale del corso di composizione. Solo un anno dopo con "Bianca e Fernando", arriva il primo grande e inaspettato successo. Per non mancare di rispetto al principe Ferdinando di Borbone, l'opera va in scena al teatro San Carlo di Napoli con il titolo modificato in "Bianca e Gernando". </div><div><br></div><div>Nel 1827 gli viene commissionata un'opera da rappresentare al Teatro alla Scala di Milano. Bellini lascia Napoli e anche Maddalena Fumaroli, la ragazza di cui è innamorato ma che non aveva potuto sposare a causa dell'opposizione del padre. </div><div><br></div><div>A Milano vanno in scena "Il pirata" (1827) e "La straniera" (1829) ottenendo clamorosi successi; nelle pagine della stampa milanese dell'epoca si può apprezzare come Bellini fosse considerato l'unico operista italiano con uno spiccato stile personale in grado di tener testa a quello di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=802&amp;biografia=Gioacchino+Rossini">Gioacchino Rossini</a>. </div><div><br></div><div>"Zaira" nel 1829, rappresentata a Parma, ottiene meno fortuna: sembra che lo stile di Bellini mal si adattasse ai gusti del tradizionalista pubblico di provincia. Delle opere successive le più riuscite sono quelle scritte per il pubblico di Milano: "La sonnambula" (1831), "Norma" (1831) e "Parigi" (I puritani - 1835). </div><div>Nello stesso periodo compone anche due opere per il teatro La Fenice di Venezia: "I Capuleti e i Montecchi" (1830), per i quali adatta parte della musica scritta per "Zaira", e la poco fortunata "Beatrice di Tenda" (1833). </div><div><br></div><div>La svolta decisiva nella sua carriera come nella sua evoluzione artistica coincide con il suo trasferimento a Parigi. Qui Vincenzo Bellini entra in contatto con alcuni dei più grandi compositori d'Europa (tra cui <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=443&amp;biografia=Fryderyk+Chopin">Fryderyk Chopin</a>); pur conservando intatta l'ispirazione melodica di sempre, il linguaggio musicale dell'italiano si arricchisce di colori e soluzioni nuove. </div><div><br></div><div>A Parigi compone numerose romanze da camera di grande interesse, alcune delle quali in francese. E' ormai maturo e pronto per comporre un'opera in francese per il Teatro dell'Opéra di Parigi: purtroppo la carriera e la sua vita vengono stroncate alla giovane età di 33 anni, da un'infezione intestinale probabilmente contratta qualche anno prima. </div><div><br></div><div>Vincenzo Bellini viene sepolto vicino a <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=443&amp;biografia=Fryderyk+Chopin">Chopin</a> e Cherubini nel cimitero Père Lachaise, dove la salma rimarrà per oltre quarant'anni, fino al 1876, quando verrà portata nel Duomo di Catania. </div><div><br></div><div>A partire dal 1985 fino all'entrata in vigore dell'Euro, la banconota italiana da 5.000 Lire ha mostrato la raffigurazione del volto di Vincenzo Bellini.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:00:14 UTC</pubDate>
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         <title>GIUSEPPE FORTUNINO FRANCESCO VERDI JARJIS </title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Fortunino Francesco Verdi nasce il 10 ottobre 1813 a Roncole di Busseto, in provincia di Parma. Il padre, Carlo Verdi, è un oste, la madre invece svolge il lavoro della filatrice. Fin da bambino prende lezioni di musica dall'organista del paese, esercitandosi su una spinetta scordata regalatagli dal padre. Gli studi musicali proseguono in questo modo sconclusionato e poco ortodosso fino a quando Antonio Barezzi, commerciante e musicofilo di Busseto affezionato alla famiglia Verdi e al piccolo Giuseppe, lo accoglie in casa sua, pagandogli studi più regolari ed accademici. </div><div><br></div><div>Nel 1832 Verdi si trasferisce quindi a Milano e si presenta al Conservatorio, ma incredibilmente non viene ammesso per scorretta posizione della mano nel suonare e per raggiunti limiti di età. Poco dopo viene richiamato a Busseto a ricoprire l'incarico di maestro di musica del comune mentre, nel 1836, sposa la figlia di Barezzi, Margherita. </div><div><br></div><div>Nei due anni successivi nascono Virginia e Icilio. Intanto Verdi comincia a dare corpo alla sua vena compositiva, già decisamente orientata al teatro e all'Opera, anche se l'ambiente milanese, influenzato dalla dominazione austriaca, gli fa anche conoscere il repertorio dei classici viennesi, soprattutto quello del quartetto d'archi. </div><div><br></div><div>Nel 1839 esordisce alla Scala di Milano con "Oberto, conte di San Bonifacio" ottenendo un discreto successo, purtroppo offuscato dall'improvvisa morte, nel 1840, prima di Margherita, poi di Virginia e Icilio. Prostrato e affranto non si dà per vinto. Proprio in questo periodo scrive un'opera buffa "Un giorno di regno", che si rivela però un fiasco. Amareggiato, Verdi pensa di abbandonare per sempre la musica, ma solo due anni più tardi, nel 1942, il suo "Nabucco" ottiene alla Scala un incredibile successo, anche grazie all'interpretazione di una stella della lirica del tempo, il soprano Giuseppina Strepponi. </div><div><br></div><div>Iniziano quelli che Verdi chiamerà "gli anni di galera", ossia anni contrassegnati da un lavoro durissimo e indefesso a causa delle continue richieste e del sempre poco tempo a disposizione per soddisfarle. Dal 1842 al 1848 compone a ritmi serratissimi. I titoli che sforna vanno da "I Lombardi alla prima crociata" a "Ernani", da "I due foscari" a "Macbeth", passando per "I Masnadieri" e "Luisa Miller". Sempre in questo periodo, fra l'altro, prende corpo la sua relazione con Giuseppina Strepponi. </div><div><br></div><div>Nel 1848 si trasferisce a Parigi iniziando una convivenza alla luce del sole con la Strepponi. La vena creativa è sempre vigile e feconda, tanto che dal 1851 al 1853 compone la celeberrima "Trilogia popolare", notissima per i tre fondamentali titoli ivi contenuti, ossia "<a href="http://cultura.biografieonline.it/riassunto-rigoletto/">Rigoletto</a>", "Trovatore" e "<a href="http://cultura.biografieonline.it/la-traviata-di-verdi-riassunto/">Traviata</a>" (a cui si aggiungono spesso e volentieri anche "I vespri siciliani"). </div><div>Il successo di queste opere è clamoroso. </div><div>Conquistata la giusta fama si trasferisce con la Strepponi nel podere di <a href="http://cultura.biografieonline.it/santa-agata/">Sant'Agata</a>, frazione di Villanova sull'Arda (in provincia di Piacenza), dove vivrà gran parte del tempo. </div><div><br></div><div>Nel 1857 va in scena "Simon Boccanegra" e nel 1859 viene rappresentato "Un ballo in maschera". Nello stesso anno sposa finalmente la sua compagna. </div><div><br></div><div><br></div><div>Alla sua vita artistica si aggiunge dal 1861 anche l'impegno politico. Viene eletto deputato del primo Parlamento italiano e nel 1874 è nominato senatore. In questi anni compone "La forza del destino", "<a href="http://cultura.biografieonline.it/aida-riassunto/">Aida</a>" e la "Messa da requiem", scritta e pensata come celebrazione per la morte di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=82&amp;biografia=Alessandro%20Manzoni">Alessandro Manzoni</a>. </div><div><br></div><div>Nel 1887 dà vita all'"Otello", confrontandosi ancora una volta con <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=130&amp;biografia=William%20Shakespeare">Shakespeare</a>. Nel 1893 - all'incredibile età di ottant'anni - con l'opera buffa "Falstaff", altro unico e assoluto capolavoro, dà addio al teatro e si ritira a Sant'Agata. Giuseppina muore nel 1897. </div><div><br></div><div>Giuseppe Verdi muore il 27 gennaio 1901 presso il Grand Hotel et De Milan, in un appartamento dove era solito alloggiare durante l'inverno. Colto da malore spira dopo sei giorni di agonia. I suoi funerali si svolgono come aveva chiesto, senza sfarzo né musica, semplici, come la sua vita era sempre stata.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:02:14 UTC</pubDate>
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         <title>RICHARD WAGNER JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Richard Wagner, compositore, scrittore, pensatore e librettista - nonchè impresario teatrale di se stesso - che ha sconvolto la musica dell'Ottocento, nasce a Lipsia il 22 Maggio 1813. </div><div><br></div><div>Limitare l'azione e l'operato di Wagner alla sola sfera musicale è fare un torto al suo immenso genio: la sua azione innovatrice non si lega solamente alla musica strettamente intesa, ma all'idea e concezione del teatro "tout court". La carriera di questo gigante della storia della musica comincia in modo un po' travagliato, così come sarà estremamente travagliata e avventurosa la sua vita. Non a caso la lettura delle memorie autobiografiche "La mia vita", rappresenta un'esperienza veramente emozionante. </div><div><br></div><div><br></div><div>Rimasto orfano di padre, Richard Wagner rimane solo con la madre che presto si risposa però con l'attore Ludwig Geyer. Quest'ultimo, affezionatosi al bambino, lo porta sempre con sé in teatro: il contatto assiduo con il mondo del palcoscenico lascerà nella mente del fanciullo un'impressione incancellabile. </div><div><br></div><div>Dopo aver intrapreso in modo discontinuo gli studi musicali, nel 1830 Wagner si dedica seriamente a questa disciplina sotto la guida di Theodor Weinlig, alla Thomasschule di Lipsia. In seguito ad alcuni lavori giovanili (fra cui una sinfonia), ottiene la nomina a direttore del coro del teatro di Würzburg, nel 1833, che gli offre la possibilità di ricoprire saltuariamente le cariche di direttore di scena, di suggeritore e, successivamente, di direttore d'orchestra. </div><div>Sempre a Würzburg compone la sua prima opera "Die Feen" dall'impianto melodico e armonico ancora poco definito, con forti influenze dello stile di Weber. </div><div><br></div><div>L'attività di musicista di Wagner non è sufficiente per assicurargli un adeguato tenore di vita e, soffocato dai debiti, si imbarca nel porto di Riga. Il viaggio si rivela piuttosto avventuroso, a causa di una improvvisa tempesta. La spaventosa esperienza sarà uno dei motivi ispiratori de "Il Vascello Fantasma". </div><div><br></div><div>Approdato a Parigi nel 1836 sposa la cantante Minna Planner. E' in questo periodo che matura la decisione di scrivere i libretti dei propri drammi in piena autonomia, assecondando in questo modo la sua cognizione affatto personale di teatro musicale. Diviso fra Parigi e Medoun, inizia ad approfondire lo studio della musica di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3547&amp;biografia=Hector+Berlioz">Berlioz</a> e a comporre "<a href="http://cultura.biografieonline.it/olandese-volante-wagner/">L'Olandese volante</a>" (o "Il vascello fantasma") e a studiare attentamente leggende tratte dall'epica germanica come quelle di Lohengrin e di Tannhäuser. </div><div><br></div><div>Il 1842 vede finalmente il vero debutto teatrale di Wagner con la tanto sospirata esecuzione del "Rienzi" avvenuta a Dresda. Il successo ottenuto gli procura, l'anno seguente, la carica di Musikdirektor all'opera di corte. </div><div><br></div><div>La prima rappresentazione de "Il vascello fantasma", andata in scena sempre a Dresda nel 1843, testimonia la volontà ormai concreta di allontanarsi dai modelli allora imperanti in tutta Europa, da quelli belcantistici all'italiana a quelli francesi o anche tipicamente tedeschi. Richard Wagner è proteso alla realizzazione di un'opera che non sia un insieme di pezzi chiusi interrotti da recitativi ma che si dispieghi in un continuo flusso melodico, tale da trascinare l'ascoltatore in una dimensione emotiva mai esplorata prima. </div><div><br></div><div>Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari aderendo alle file degli anarchici, motivo per cui, arrestato, viene condannato a morte; riesce però a fuggire rocambolescamente e a rifugiarsi a Zurigo dove si trattiene fino all'amnistia (1860). </div><div><br></div><div>Reso celebre dalle proprie disavventure politiche e dalle idee rivoluzionarie, comincia la stesura di diversi trattati politico artistici, tra cui si ricordano "L'arte e la rivoluzione" del 1849, "Opera e Dramma" del 1851 e soprattutto "L'opera d'arte dell'avvenire". </div><div><br></div><div><a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1082&amp;biografia=Franz+Liszt">Liszt</a>, gigante del pianoforte, grande amico di Wagner, organizza a Weimar nel 1850, la prima rappresentazione del sublime "Lohengrin", in cui si palesa un ulteriore sviluppo della drammaturgia wagneriana. Nel 1852 Wagner comincia a lavorare assiduamente all'ambizioso progetto del "Der Ring des Nibelungen" ("L'anello del Nibelungo"), un immenso dramma teatrale suddiviso in un prologo e tre giornate. </div><div><br></div><div>Sul piano musicale Wagner concepisce l'opera come appunto caratterizzata da un "continuum" melodico, in cui si inseriscono però i cosiddetti "Leit-Motiv", cioè temi musicali ricorrenti, legati in particolare a un personaggio o a una particolare situazione della vicenda. Molti dei personaggi dei suoi drammi sono presentati da una breve sequenza di note che, elaborata in vari modi, ritorna in differenti combinazioni ogni volta che il personaggio entra in scena; altra caratteristiche wagneriana è la trasformazione radicale della tavolozza orchestrale e l'ampliamento delle possibilità strumentali. Il "Ring" è anche il protagonista di un'interruzione decennale nella stesura, durante i quali il compositore, nella sua frenetica vita, si separa dalla moglie e compone "Tristano e Isotta" e "I maestri cantori di Norimberga". </div><div><br></div><div>Nel 1864 Wagner viene chiamato in Baviera dal nuovo re Ludovico II, suo grande ammiratore, che gli procura una cospicua rendita e una grande casa dove sistemarsi. Cura la rappresentazione del "Tristano e Isotta" che però non viene accolta con grande entusiasmo dal pubblico. Si tratta in effetti di un'opera che non poteva che sconcertare i timpani dell'uditorio ottocentesco, a causa delle "bizzarrie" armoniche ivi contenute, a partire dal celeberrimo "accordo tristaniano" nel quale l'armonia classica comincia inesorabilmente ad andare in pezzi. Fiumi di inchiostro sono stati spesi su questo accordo: molti lo considerano il germe di tutta la musica del Novecento. </div><div><br></div><div>Parallelamente agli <a href="http://aforismi.meglio.it/frasi-scandali.htm">scandali</a> teatrali, non mancano quelli privati. Wagner da tempo intratteneva una relazione con Cosima Liszt, moglie del celebre direttore d'orchestra Hans Von Bulow e figlia del mentore <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1082&amp;biografia=Franz+Liszt">Franz Liszt</a>, relazione ben conosciuta e sulla bocca di tutti. Lo scandalo costringe Ludovico II ad allontanare il maestro da Monaco. </div><div><br></div><div>Tuttavia, sotto la protezione del monarca bavarese, Wagner porta avanti la composizione dell'Anello e scrive "L'Idillio di Sigfrido", poetico, ispiratissimo acquerello orchestrale in onore del figlioletto appena dato alla luce da Cosima (e chiamato anch'esso Sigfrido). </div><div><br></div><div>Nel 1870, dopo la morte di Minna, sposa finalmente Cosima. Queste seconde nozze arrecano a Wagner un po' di tranquillità e serenità oltre a tre figli: il già nominato Sigfrido, Isotta e Eva. </div><div><br></div><div>Nel 1876, con la rappresentazione completa del "Ring", finalmente si concludono anche i lavori per la costruzione di un teatro a Bayreuth, edificio eretto ad "immagine e somiglianza" della concezione teatrale wagneriana. Di fatto il teatro d'opera come lo intendiamo noi oggi (con la buca per l'orchestra, la cura per i problemi dell'acustica corretta e molto altro), è frutto dell'attento studio architettonico e scenico di Wagner in questo campo. </div><div>Ancora oggi, inoltre, ogni anno a Bayreuth si celebra il Festival wagneriano, che rappresenta tutti i lavori teatrali del compositore tedesco, rileggendone le sue "infuocate" pagine con rinnovata attenzione (si parla anche di "pellegrinaggio wagneriano", dizione che ha preso piede per chi desidera visitare i luoghi "santi" del compositore). </div><div><br></div><div>Ormai famoso ed economicamente soddisfatto Richard Wagner si dedica ad un altro progetto: la stesura del "Parsifal", che inizierà nel 1877 per concludersi a Palermo nel 1882. </div><div>A questo proposito è da ricordare il suo travagliato rapporto con <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich+Nietzsche">Nietszche</a>. </div><div>Il giovane <a href="https://biografieonline.it/tema.htm?n=Filosofi">filosofo</a> manifesta per l'autore del Parsifal un entusiasmo pari solo alla veemenza con cui successivamente lo respinse. La svolta arriva con "Umano, troppo umano" (1878), in cui <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich+Nietzsche">Nietszche</a> denuncia la progressiva intellettualizzazione dell'arte, un processo che giunge all'acme negativa, a suo dire, proprio con Wagner: "<em>Il brutto, il misterioso, il terribile del mondo</em>", scrive <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich%20Nietzsche">Nietzsche</a>, "<em>vengono progressivamente addomesticati dalle arti e dalla musica in particolare... ciò corrisponde a un ottundimento della nostra capacità sensoriale</em>". </div><div><br></div><div>Con "Il caso Wagner" (1884), poi, l'attacco al compositore si fa aperto. Fra le accuse che vengono rivolte dall'irruento <a href="https://biografieonline.it/tema.htm?n=Filosofi">filosofo</a> al compositore si legge l'affermazione di un profondo misconoscimento del ruolo dell'opera, sfiducia nella sua autonomia, trasformazione dell'arte nel "portavoce della metafisica", nel "ventriloquo d'Iddio". Ma più che una imputazione di colpa, quella di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich%20Nietzsche">Nietzsche</a> è l'analisi dei sintomi di una malattia di cui l'artista sarebbe affetto, e che ammorba anche la musica: "<em>Wagner è un nevrotico</em>". O, come si denuncia in altre pagine, "<em>un decadente</em>". </div><div><br></div><div><a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich%20Nietzsche">Nietzsche</a> radiografa, a partire dal "sintomo" Wagner, la crisi che affligge la <a href="http://aforismi.meglio.it/frasi-modernita.htm">modernità</a> nella sua interezza. Wagner si accoda, nell'invettiva niciana a quell'impoverimento teorico che intacca tutte le manifestazioni artistiche sfaldandone il rapporto con la vita attraverso un processo che decompone le opere, privilegiando il particolare sull'unità, la frase sulla pagina, la parola sulla frase. </div><div>E' quel che accade, sul piano filosofico, alla storiografia, malattia storica che rende incapaci di stringere la sintesi di una grande narrazione. Ed è quel che accade nello specifico nella musica dove, a discapito della perfezione e della semplicità del "grande stile", acquistano rilievo la <a href="http://cultura.biografieonline.it/oratoria-retorica-differenze/">retorica</a>, la scenografia, l'istrionismo, i virtuosismi, l'eccedenza espressiva che vuole compiacere il gusto delle masse (sarebbe il trucco di Wagner, "il commediante"). </div><div><br></div><div>Purtuttavia, le ragioni di un attacco così veemente (che pur porta <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich%20Nietzsche">Nietzsche</a> a individuare con intelligenza geniale i punti di forza e le capacità di seduzione del fenomeno Wagner) sono del tutto personali. Lo stesso <a href="https://biografieonline.it/tema.htm?n=Filosofi">filosofo</a> sa bene (e lo dimostra negli scritti di "Ecce homo") di essere tanto quanto Wagner, un decadente, un figlio del proprio tempo che non può che "concrescere con il wagnerismo" ed è pertanto costretto a difendersi dal contagio di quella stessa malattia. </div><div><br></div><div>Una mirabile fotografia di questa inestricabile miscela di seduzione e odio, la troviamo nella parole del grande studioso niciano Giorgio Colli: "<em>L'iroso dispetto, l'odio, la maledizione, e d'altra parte la smodata ammirazione, il fanatismo che hanno accompagnato, prima e dopo la loro morte questi due uomini, testimoniano la violenza della loro personalità, che non ha avuto eguali nella storia dell'arte e del pensiero. Dopo di essi non si è più presentata un'energia creativa la cui impronta restasse così segnata, che afferrasse o respingesse con tanta prepotenza</em>". </div><div><br></div><div>Nell'autunno 1882 la famiglia Wagner si trasferisce a Venezia e si stabilisce nel palazzo Vendramin. Qui Richard Wagner si spegne il 13 febbraio 1883 a causa di un attacco cardiaco. La sua salma viene sepolta a Bayreuth vicino al suo teatro. </div><div><a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1082&amp;biografia=Franz+Liszt">Liszt</a> compone, sulla scia dell'intensa emozione, visionari e aforistici brani pianistici in memoria dell'amico scomparso (fra i quali il lugubre, annichilito, "R.W. - Venezia"). </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:04:54 UTC</pubDate>
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         <title>CAMILLE SAINT-SAENS JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>SAINT-SAENS,</strong> Camille. - Musicista, nato a Parigi il 9 ottobre 1835, morto ad Algeri il 16 dicembre 1921. Nel 1842 iniziò i suoi studî musicali sotto la guida del pianista C.-M. Stamaty, e presto li condusse a compimento presso P. Maleden, E. Benoît e D. Halévy. Precocissimo, a 5 anni leggeva senza sforzo partiture d'orchestra, componeva piccoli pezzi abbastanza chiari e corretti, improvvisava variazioni su melodie udite anche soltanto una volta. Nel 1846 diede il suo primo grande concerto pubblico, alla Salle Pleyel, eseguendo a memoria il concerto in si-b di Mozart, quello in mi-b di Beethoven, una fuga e un tema variato di Händel, un preludio e fuga di Bach e una toccata di Kalkbrenner. Come compositore esordì nel 1852 con una sinfonia in la minore, eseguita sotto la direzione di F.-J.-B. Seghers senza indicazione del nome dell'autore. L'impressione fu assai buona, e si pose in rilievo la sicurezza del costruttore, oltre a pregi singolari di sensibilità armonistica e strumentale. Questi riconoscimenti però cedettero subito a un diffidente riserbo quando si seppe che l'autore era il S.-S., allora nemmeno diciassettenne, e che - per di più - la sinfonia era già composta da un anno circa. Nello stesso anno 1852, presentatosi al concorso per il Prix de Rome, non ottenne che una distinzione secondaria, ma intanto vedeva assegnare il primo premio, in un concorso bandito dalla Società di S. Cecilia, ad una sua <em>Ode </em>in gloria della Santa. Questo lavoro fu eseguito con ottimo esito nel dicembre di quell'anno e ripreso poi altre volte. Nel 1853 il S.-S. diventa organista a S. Merry e nel '57 alla Madeleine. Intanto continuava l'attività di compositore, vincendo tra l'altro un nuovo concorso di S. Cecilia (1856) con una <em>II Sinfonia</em>. Nel '61 assume la cattedra di pianoforte alla scuola Niedermeyer, che gli varrà allievi come G. Fauré, E. Gigout e A. Messager. Come pianista viene acquistandosi grande rinomanza per quelle doti di nobiltà stilistica, nitidezza di tecnica, che fino alla più tarda età saprà conservare. Al conservatorio persistevano - nonostante tutto - le opposizioni contro di lui, e nel '64 gli viene nuovamente negato il Prix de Rome. In questo periodo lavora, oltre che a musiche da camera, sinfoniche e chiesastiche, anche ad opere teatrali, che non saranno però eseguite che alcuni anni dopo la composizione, né avranno del resto durevole favore: <em>La Princesse jaune </em>e <em>Le timbre d'argent</em>. Migliore la sorte delle altre musiche, tra le quali una cantata <em>Les noces de Prométhée </em>riporta il premio nel concorso indetto nel 1867 in occasione dell'esposizione universale di Parigi.</div><div>La sua notorietà di compositore e di pianista va diffondendosi anche oltre i confini di Francia, grazie alla stima da lui meritatasi presso maestri come F. Liszt, A. Rubinstein e perfino presso Wagner.</div><div>Un passo decisivo verso posizioni più propizie alla fortuna della propria carriera artistica è compiuto dal S.-S. nel 1871 col partecipare alla fondazione di quella Société nationale de musique che da allora costituirà il centro più importante della nuova vita musicale francese, sostenendo le opere non solo del S.-S. ma di tutti i sinfonisti allora osteggiati come astrusi novatori, e riuscendo a migliorare notevolmente il gusto musicale del pubblico. Più difficile la conquista dei teatri parigini: le prime opere non giunsero ad esecuzione se non dopo molti anni, mentre il capolavoro drammatico del S.-S., <em>Samson et Dalila </em>(su libretto di F. Lemaire), rifiutato a Parigi, era rappresentato a Weimar sotto la direzione di F. Liszt (per interessamento del quale l'opera era stata portata a compimento) nel 1877. Erano stati intanto composti molti lavori non teatrali, tra i quali i poemi sinfonici <em>Le rouet d'Omphale</em>, <em>Phaëton</em>, <em>Danse macabre</em>, <em>La jeunesse d'Hercule</em>, i primi quattro concerti per pianoforte, il primo concerto per violino e il primo per violoncello, oltre varie pagine da camera, da chiesa, ecc. S.-S. è già da allora tra i più celebri maestri francesi. Inviti ed onori gli vengono dall'Inghilterra, dalla Germania, dall'Austria, dalla Russia, e questi paesi egli visita in giri di concerti, presentando - ovunque con grande plauso - le sue migliori composizioni. Nell'81 entra all'Institut de France, e vede finalmente aprirsi per le sue opere le porte dei teatri di Parigi. Ai quali egli darà una serie di lavori di ogni genere, dall'opera seria, concepita secondo la tradizione del <em>Grand</em>-<em>Opéra</em>, alla comica, dal balletto alla "scène dramatique" (genere coltivato quasi unicamente dal S.-S.), i quali, accolti tutti con rispetto, alcuni (<em>Henry VIII</em>, del 1883) con viva ammirazione, non sapranno però raggiungere la solida fortuna del <em>Samson</em>, mentre il cammino del sinfonista, ancora ascendente, raggiungerà la sua maggiore altezza nella <em>III Sinfonia </em>in do minore, del 1886.</div><div>L'attività del compositore, unita a quella dell'interprete (il S.-S. amava prender parte, come solista specialmente ma anche come direttore, alle esecuzioni delle proprie opere), continua così e si svolge assai feconda per molti anni ancora. Di salute non molto forte, il maestro deve però cercare ormai sempre più spesso climi più miti, e tornare nelle terre del Sud, specialmente in Africa.</div><div>Così negli ultimi anni continuano ad apparire nuove composizioni, specie da camera: quartetti, sonate, ecc., sempre chiare e disinvolte, ma quasi mai si ripresenta il vecchio concertista. Carico di anni e di onori, egli termina in Africa i suoi giorni, durante uno dei suoi abituali periodi di cura.</div><div>L'arte del S.-S. è stata variamente giudicata nel mondo dei musicisti. Dapprima osteggiata, specialmente in Francia, come espressione d'una mentalità povera di caratteri nazionali, tutta cerebralmente intesa a costruzioni sinfoniche di modello germanico, quest'arte non ebbe che ad attendere un certo miglioramento della cultura musicale dell'ambiente parigino (mercé l'opera della Societé nationale) per vedersi rapidamente alzata a esponente della più alta e più ricca coscienza sinfonica del suo popolo. Tedeschi, Inglesi, Italiani conobbero - tra i sinfonisti di Francia - quasi soltanto l'autore della <em>Danse macabre </em>e della <em>III Sinfonia</em>, mentre il <em>Samson </em>prendeva posto nei repertorî subito dopo il <em>Faust</em>, la <em>Carmen </em>e la <em>Mignon</em>. Ma eran già mature - a questo punto - le condizioni che permettevano l'emersione, quasi si potrebbe dire "la scoperta", della ben più profonda, più solida, più originale figura sinfonica di C. Franck, seguita da una schiera di giovani devoti e agguerriti. Di fronte al quartetto di C. Franck tutta la musica da camera del S.-S. fu giudicata vuota di pensiero e d'interiori ragioni affettive e non molto ricca di interesse architettonico; le grandi composizioni corali-orchestrali non ressero il confronto con le <em>Béatitudes</em>, per ragioni analoghe. Rimanevano cosi non molte pagine: <em>Samson et Dalila</em>, la <em>III Sinfonia</em>, qualche concerto, ed anche queste non si salvarono dall'accusa di accademica frigidezza. Lo stesso <em>Samson </em>cominciava del resto a retrocedere, nei teatri, di fronte alle opere - molto più vicine alla sensibilità del pubblico - dell'allievo di A. Thomas: J. Massenet. Da questa parte si trovava l'opera del S.-S. troppo profonda e di natura troppo religiosa per il teatro: si tendeva a respingerla nell'Oratorio. Non si può dire che negli ultimi tempi tale posizione del S.-S. nel mondo dei musicisti e dei pubblici sia molto mutata. Né l'impressionismo d'anteguerra né le varie reazioni antiromantiche dei nostri giorni hanno infatti consentito un ripensamento di tale poetica e di tale prassi. È però possibile, già oggi, notare nell'opera di S.-S. alcuni caratteri generali abbastanza positivi: la naturalezza del discorso musicale (che sembra emulare - e che forse realmente lo può, se si prescinda dal valore umano dei concetti manifestati - quella d'un Mozart); naturalezza che giustifica la prodigiosa fecondità mostrando la musica come lo stesso linguaggio del S.-S. Il che spiega anche la mirabile chiarezza e proprietà di questo discorso, la cui sintassi può agire, pur scevra da ogni esibizionismo, in perfetta sufficienza struttiva. Il compositore si esaurisce spesso in questo suo eloquio, e dà ora nel comune, ora nell'accademico. Ma non mancano nella sua vasta produzione anche pagine in cui il giuoco di questo lucidissimo intelletto con le entità sonore da esso chiamate e poste in rapporto finisce per attrarre anche noi nei suoi concentrici cerchi. E nella <em>III Sinfonia </em>da quei cerchi si vien creando un mondo in cui l'intelletto si supera in tragica pienezza umana. Arte che si può non amare - come è difficile amare quella, pur di tanto superiore ma psicologicamente vicina, di un J.-Ph. Rameau - ma non sempre negare. La delicata fioritura di melodie e di risonanze che si leva intorno a Dalila, l'austera, cupa grandiosità - se non grandezza - dell'architettura della <em>III Sinfonia</em>, l'energica, lucente volontà dei concerti ben possono documentare - meglio che le rapite estasi del grande Franck di Liegi - le qualità positive tipiche dello spirito musicale della Francia ottocentesca.</div><div>Composizioni: L'elenco completo s'estende a 169 0pere numerate e a una quarantina fuor di numerazione. Tra le principali vanno ricordate: 15 opere teatrali e 7 tra <em>scènes dramatiques</em>, balletti e musiche di scena; 13 fra cantate e oratorî, 3 sinfonie (di 5 composte, 2 sono ripudiate) quattro poemi sinfonici, 5 concerti per pianoforte, 2 per violino e 2 per violoncello, pezzi sinfonici in varie forme: dall'Ouverture alla Rapsodia, dalla Romanza alla Suite, al Capriccio di genere; la Fantasia per 10 strumenti, <em>Le carnaval des animaux </em>(è in questo lavoro, il quadro <em>Le cygne</em>, reso celebre anche per l'interpretazione mimica della danzatrice Anna Pavlova), un Settimino, un Quintetto, due Quartetti, due Trii, molte sonate (di cui le ultime per strumenti a fiato e pianoforte); le <em>Variazioni su di un tema di Beethoven </em>per 2 pianoforti; messe, mottetti, liriche, ecc.</div><div>Scrisse inoltre saggi di critica musicale (notevole <em>Harmonie et Mélodie</em>, Parigi 1885), di scienze astronomiche, memorie autobiografiche, poesie, commedie ecc.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:11:14 UTC</pubDate>
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         <title>EDVARD GRIEG JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div> Edvard Grieg, uno dei più grandi compositori del nord Europa, nacque a Bergen (Norvegia) il 15 giugno 1843. Si avvicinò alla musica grazie alla fortuna di avere come madre la migliore insegnante professionista di pianoforte della città.<br> <br> Ammesso al Conservatorio di Lipsia, entrò in contatto con la tradizione musicale europea. Studiò le opere di Mozart e di Beethoven ma anche autori più moderni come Mendelsohn, Schumann e Wagner. Si diplomò nel 1862, a pieni voti, e il compositore Niels Gade l' incoraggiò a scrivere.<br> <br> Grieg coltivava un particolare interesse per la musica popolare norvegese. Tra 1866 e 1876 insegnò ad Oslo e divenne capo della Philharmonic Society.<br> <br> Le sue opere, imperniate sulla musica popolare, non piacquero alle critiche conservatrici dell' epoca e ciò gli impedì di acquisire notorietà in quest'ambiente.<br> <br> Più tardi, Edvard fu fortemente incoraggiato dal compositore Franz Liszt. Il suo stile evocava bene l' atmosfera del suo paese e Grieg, che aveva come obiettivo quello di scrivere musica norvegese, comprese che doveva lasciare la patria per poter entrare in contatto con un ambiente che gli avrebbe dato la possibilità di svilupparsi come compositore.<br> <br> Decise di recarsi a Copenhagen, ove vivevano altri grandi musicisti quali Niels W. Gade, Hornemann, Winding e Matthison-Hansen. In Danimarca conobbe molti personaggi che gli sarebbero rimasti amici per tutta la vita., come, ad esempio Rikard Nordraak, il cui entusiasmo per l’elemento norvegese contagiò rapidamente anche Edvard.<br> <br> La persona più importante che conobbe in quella città fu una sua cugina, la cantante Nina Hagerup, di cui s’innamorò perdutamente. Era così preso di lei che i due si fidanzarono, in segreto, il giorno di Natale del 1864. La loro storia divenne pubblica nella primavera del 1865 e, come dono di fidanzamento, Grieg regalò alla futura moglie quattro canzoni che mettevano in musica i testi del loro comune amico, H.C. Andersen: “<em>Le melodie del cuore Op. 5</em>”. La coppia decise di trasferirsi a Kristiania, dove intendevano creare un ambiente musicale.<br> <br> Gli introiti della famiglia giungevano dai lavori in qualità di direttore d’orchestra e di insegnante privato di pianoforte; rimaneva poco tempo da dedicare alla composizione. <br> <br> Nel 1868 terminò il noto “<em>Concerto in La minore per pianoforte e orchestra</em>”. Questo capolavoro realizzò la sua affermazione definitiva come musicista e da quel momento venne considerato come uno dei maggiori compositori del suo tempo.<br> <br> Grazie ad una borsa offerta dal governo norvegese nel 1874 poté dedicarsi interamente alla composizione. L' opera che contribuì più di tutte a farlo conoscere universalmente fu il "<em>Peer Gynt</em>" (1875), argomento preso in prestito da un dramma poetico di Henrik Ibsen.<br> <br> Dopo la morte dei genitori, Grieg avvertì dentro di sé una stagnazione sia sul piano artistico che culturale e decise di dare un taglio al proprio stile di vita e, come conseguenza di questa presa d’atto, lasciò Nina. Uno degli amici, Frants Beyer, lo convinse a riconciliarsi con la moglie, riuscendo anche a fargli capire che aveva bisogno di un focolare a cui tornare dopo i viaggi all’estero e lo aiutò ad acquistare un terreno a Hop, alla periferia di Bergen. Nell’aprile 1885 Edvard e Nina poterono trasferirsi a Troldhaugen.<br> <br> La dura vita quasi sempre passata in tournée aveva pesantemente minato il suo fisico. È incredibile pensare che avesse la forza di vivere in modo così stressante, se si pensa che aveva un solo polmone funzionante. La continua attività frenetica segnò la prematura fine della sua opera di compositore. Mentre, assieme alla moglie, aspettava la nave che li avrebbe condotti da Oslo in Inghilterra, “il maestro” si ammalò gravemente e venne ricoverato all’ospedale di Bergen, dove morì il 4 settembre 1907. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:20:46 UTC</pubDate>
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         <title>GEORGES BIZET JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339598699</link>
         <description><![CDATA[<div>Un posto particolare tra i musicisti dell'Ottocento è occupato da Georges Bizet nato a Parigi il 25 ottobre 1838, che sin dall'infanzia rivelò spiccate tendenze musicali. Il padre, insegnante di canto, fu il suo primo maestro; anche la madre, valente pianista, apparteneva ad una famiglia di musicisti. </div><div><br></div><div>I rapidissimi progressi che fece, permisero a Bizet di essere accolto al Conservatorio di Parigi prima di aver raggiunto l'età consentita dai regolamenti. Georges seguì un corso di studi presso il Conservatorio e, dopo aver superato gli esami con esito brillante, si applicò allo studio del pianoforte e della composizione. </div><div><br></div><div>Appena diciannovenne, trasferitosi in Italia per approfondire gli studi, vinse il "Premio di Roma". Finito il periodo di studio tornò a Parigi. </div><div>La sua prima composizione di rilevante importanza fu l'opera in tre atti "I Pescatori di perle", ambientata in Oriente e rappresentata nel settembre 1863. Le prime opere teatrali non ebbero molto successo: Georges Bizet era accusato di rivelare nella sua musica l'influenza di Gounod e di altri compositori. Nello stesso tempo Bizet fu incaricato di preparare una composizione per accompagnare sulla scena d'Alfonso Daudet "L'Arlesiana". Questa composizione ebbe un successo contrastato all'inizio, ma con il tempo finì per imporsi al pubblico di tutto il mondo. La musica ispirata a motivi folcloristici e popolari della Provenza, fa rivivere l'atmosfera ardente di questa regione mediterranea. </div><div><br></div><div>L'opera in cui apparve la piena maturità artistica dell'autore fu quella per cui ancora oggi è ampiamente conosciuto: la "Carmen". Bizet si dedicò con entusiasmo e tenacia alla composizione della Carmen, creando così l'ultima e la più importante delle sue opere (che fra l'altro entusiasmò <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=679&amp;biografia=Friedrich+Nietzsche">Nietzsche</a>). L'azione si svolge in Spagna, a Siviglia e sui monti vicini. </div><div><br></div><div>La prima rappresentazione dell'opera ebbe luogo a Parigi, al teatro dell'opera Comique, nel 1875, ma non fu un successo. L'intreccio del dramma venne giudicato troppo immorale ed anche la musica non piacque agli amanti della tradizione. </div><div><br></div><div>Purtroppo Georges Bizet non conobbe il successo che arrise in seguito alla sua opera e che avrebbe acceso in lui la speranza e la fiducia in se stesso, perché morì a soli 37 anni, il 3 giugno 1875, a tre mesi di distanza dalla prima rappresentazione, in seguito a un attacco di cuore. </div><div><br></div><div>Dall'opera di Bizet nasce il mito moderno di Carmen e di questo mito se ne sono impossessati il cinema (dai tempi del muto al musical di Preminger del 1954 fino ai più recenti film di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2954&amp;biografia=Jean-Luc+Godard">Godard</a>, Rosi, Sauras), la danza (Gades e Petit) ed il teatro in genere. </div><div><br></div><div>La trama della Carmen di Georges Bizet</div><div><em>Sulla allegra piazza di un paese spagnolo sciamano le operaie della manifattura dei tabacchi: è l'ora del cambio della guardia del distaccamento di dragoni della vicina caserma. Irrompe in scena Carmen, sensuale e scatenata gitana, che canta e danza da par suo. Il brigadiere don Josè ne è affascinato né basta a distoglierne gli sguardi la graziosa e giovane Micaèla, che da lontano viene a portargli i saluti ed il bacio della madre, la quale desidera che egli la prenda in sposa. Un improvviso e sanguinoso diverbio fra una sigaraia e Carmen movimenta la scena: per ordine del suo capitano, don Josè porta Carmen in prigione. Ma l'opera di seduzione continua e i due fuggono insieme sulle montagne, dove don Josè, tra contrabbandieri e gitane, diventa un fuorilegge. Micaèla, avventuratasi sui monti per liberarlo dall'incantesimo che pare averlo stregato e strapparlo a Carmen, deve dichiararsi sconfitta e partire sconsolata.</em></div><div><br></div><div><em>Compare poi all'orizzonte Escamillo, un celebre torero, del quale Carmen fa presto ad incapricciarsi. Spirito libero quale essa è, insofferente di ogni tentennamento altrui, essa arriva ad irridere don Josè che, pur languendo per lei, non vuole disertare e sempre più si chiude in una cupa </em><a href="http://cultura.biografieonline.it/perche-siamo-gelosi/"><em>gelosia</em></a><em>. In un duello notturno con il torero, questi lo risparmia: Carmen ormai disprezza il brigadiere e volubilmente punta le sue carte su Escamillo. Nell'arena di Siviglia si svolge una delle consuete tauromachie. Carmen è stata invitata da Escamillo ed arriva con due gitane sue amiche, per ammirare </em><a href="http://cultura.biografieonline.it/toro-colore-rosso/"><em>il torero nella sua lotta contro il toro</em></a><em>. Don Josè, arrivato anche lui sul posto, chiama fuori del recinto Carmen, per offrirle ancora una volta il proprio amore. Ma ogni suo sforzo è vano. Mentre Escamillo uccide il toro in un tripudio di evviva, don Josè, accecato dalla passione e dalla sua </em><a href="http://cultura.biografieonline.it/perche-siamo-gelosi/"><em>gelosia</em></a><em>, pugnala Carmen e si consegna alla giustizia</em>. </div><div><br></div><div><br></div><div>Carmen è una donna libera, passionale, forte ed il suo canto è variegato e ricco di sfumature: basti pensare alla civettuola Habanera, alla leggerezza della danza Boema, al canto funereo e meditativo della scena delle carte del terzo atto, alla drammaticità del duetto che chiude l'opera per capire la complessità del personaggio. A Carmen fa da contraltare l'innocenza e la solarità di Micaela, figura di una delicata grazia e che esprime inequivocabilmente il suo innocente e timido amore. Don Josè è una figura complessa che si muove sul piano lirico nei primi due atti e su quello drammatico nel terzo e quarto atto e quindi ha bisogno di un interprete completo e di grande forza e tenuta vocale. Ed anche il toreador Escamillo è molto ben delineato con il suo canto rude e forte. </div><div><br></div><div>Di <strong>Georges Bizet</strong> sono da ricordare anche due sinfonie: la prima composta nel 1855 all'età di diciassette anni, e la seconda iniziata nel 1860 durante il soggiorno romano e intitolata proprio sinfonia Roma. Queste due composizioni orchestrali si distinguono per la chiarezza, la leggerezza e l'eleganza tutta francese, ma anche per la solidità della loro struttura e la ricchezza inventiva. </div><div><br></div><div>Un'altra celebre composizione è "Giochi di Fanciulli", scritta per pianoforte a quattro mani e poi trascritta per orchestra. E' una musica ispirata ai giochi dei bambini e quindi semplice e lineare, ma piena di inventiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:23:56 UTC</pubDate>
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         <title>MODEST MUSORGSKIJ JARJIS SIK</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339599510</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Musorgskij</strong> ‹<em>mùsërksk'i</em>›, Modest Petrovič. - Musicista e compositore russo (Karevo, <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/pskov/">Pskov</a>, 1839 - Pietroburgo 1881). Membro del cosiddetto <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/gruppo-dei-cinque/">Gruppo dei cinque</a>, lottò come i suoi compagni per il raggiungimento d'una musica nazionale. Si avviò tuttavia per una strada differente, realizzando una musica immediatamente espressiva e antidecorativa, che ha tratto unicamente origine dalla parola e dal gesto del popolo russo.</div><div>VitaDi nobile e ricca famiglia, apprese nei poderi paterni i primi canti e le prime danze di tradizione popolare. Mentre seguiva gli studi comuni e quelli militari, studiava il pianoforte, dapprima con la madre, poi, a Pietroburgo, con A. A. Gerke. Promosso (1857) ufficiale di fanteria, entrò nei più brillanti circoli mondani della capitale; qui, impoverito da vari rovesci di fortuna, abbandonò la carriera militare per non doversi troppo allontanare da Pietroburgo e si dedicò esclusivamente alla musica. Legato da rapporti d'amicizia ad altri musicisti, fu presentato da A.S. Dargomyžskij a un gruppo di giovani compositori: A. P. Borodin, M.A. Balakirev, C. A. Kjui e N. Rimskij-Korsakov. Con loro M. diede vita al Gruppo dei cinque, che, muovendo dal recupero della tradizione e del folklore, avrebbe cambiato il volto della musica russa, affrancandola definitivamente dalle influenze occidentali sia in ambito operistico sia negli altri generi. M. lavorava intensamente, ma la sua salute declinava senza posa. Nel 1879 fece un lungo viaggio con la cantante Leonova nella <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/russia/">Russia</a> meridionale in qualità di pianista e di accompagnatore. Di ritorno a Pietroburgo, ridotto in condizioni materiali miserabili, egli visse accompagnando lezioni di canto e insegnando il solfeggio a bambini. Nell'inverno 1880-81, in stato di miseria, abbandonato da quasi tutti gli amici, deriso dalla critica quotidiana, si ammalò gravemente.</div><div>Il 13 febbraio 1881 venne ricoverato all'ospedale militare di Pietroburgo, dove circa un mese dopo morì.</div><div>OpereI suoi primi lavori furono due <em>Sonate</em>, un <em>Souvenir d'enfance</em> per pianoforte, due <em>Scherzi</em> per orchestra, oltre ad alcune liriche. A differenza però degli amici del Gruppo dei cinque, egli non abbandonò lo studio di J. S. Bach. È del 1867 il brano sinfonico <em>Noč na Lysoj gore</em> («Una notte sul Monte Calvo»), che poi sarà inserito nella sua forma definitiva nella <em>Soročinskaja jarmarka</em> («Fiera di Soročincy», 1874-80), e del 1868 il primo atto di un'opera, <em>Ženit</em>´<em>ba</em> («Il matrimonio», da Gogol´); il 4 novembre 1868 iniziò il <em>Boris Godunov</em> (da Puškin), terminato (in partitura) il 15 dicembre dell'anno seguente; durante la vita di M., il <em>Boris</em> ebbe solo alcune rappresentazioni allestite nel 1874 per compiacere alla cantante Platonova, e una ripresa, non integrale, nel 1878. Nel 1872 cominciò un'altra opera, <em>Chovanščina</em> («Kovancina»), su testo proprio, che riuscì a terminare (ma senza l'ultimo coro, e solo nella stesura pianistica) nell'agosto del 1880. Nel frattempo nascevano vari lavori d'altra sorta: <em>Kartinki s. vystavki</em> («Quadri di un'esposizione», 1874), pianistici, strumentati nel 1928 da <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/maurice-ravel/">M. Ravel</a>; <em>Bez solnca</em> («Senza sole», sei poesie del conte I. L. Goleniščev-Kutuzov) per canto e pianoforte (1874); <em>Pesni i pljaski smerti</em> («Canti e danze della morte», 1875-77) e i frammenti della già citata opera <em>Soročinskaja jarmarka</em>. Lo stesso M., in una nota autobiografica pubblicata da N. A. Rimskij-Korsakov in <em>Pis</em>´<em>ma i dokumenty</em> («Lettere e documenti», 1932) afferma di non aver appartenuto ad alcuno dei gruppi musicali a lui contemporanei. La sua arte affonda le radici nell'immenso humus dell'anima popolare russa; essa ignora tutti quegli elementi che diedero vigore alla musica occidentale, come per es. le forme, la polifonia, lo sviluppo tematico, la logica costruttiva. M. è il compositore che realizza il miracolo d'una musica che, nata dalla parola e dal gesto, sa però restare musica; ed è tra le più potenti, più ricche e più audaci che offra la storia, per la sua totale libertà, per la forza melodica, la novità dell'armonia, la varietà ritmica, ossia proprio per quei caratteri che poi fruttarono a M. l'accusa di immaturità tecnica. In realtà, M., come tutti i grandi creatori, ebbe la tecnica necessaria alla sua ispirazione, e la sua cultura artistica fu grandissima. I caratteri dell'arte di M. si trovano, con uguale o minore intensità, anche nelle musiche pianistiche e vocali da camera (alle già citate si aggiungono, oltre varie liriche isolate, le sette, su testo dello stesso maestro, del ciclo <em>Detskaja</em>, «La stanza dei bambini», 1868-72). L'arte di M. fu potentemente e coscientemente orientata verso una strada propria: essa trae dalla voce del popolo una musica espressiva, antidecorativa e antiesotica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:33:10 UTC</pubDate>
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         <title>CIAIKOVSKIJ ILIC JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339599755</link>
         <description><![CDATA[<div>Ciaikovskij (<strong>Tchaikovsky</strong>), compositore russo, è nato il 7 maggio del 1840 a Kamsko-Votkinsk in Russia, il padre era un ingegnere minerario ucraino e la madre, una donna di nobili origini francesi.<br><br> Iniziò a studiare il pianoforte a soli sette anni e poi continuò gli studi musicali fino al 1865, al conservatorio di San Pietroburgo.<br><br> Nominato professore di teoria e armonia al conservatorio di Mosca, Piotr Ilic Tchaikovsky sposa una sua giovane ammiratrice, che gli aveva scritto dichiarandogli il suo amore.<br><br> L'unione è subito piena di contrasti dopo solo quattordici giorni il compositore tenta il suicidio, poi in piena crisi isterica fugge a San Pietroburgo, separandosi dalla moglie dopo appena sei settimane dal matrimonio.<br><br> La naturale predisposizione di Tchaikovsky a delicati stati d'animo, lo portano ad avvolgere il testo in una atmosfera musicale di malinconica tenerezza, dove la sensibilità decadente del compositore indulge un poco al sentimentalismo riuscendo a coniugare la tradizione musicale popolare russa con la sensibilità musicale e culturale francese e tedesca, nella realizzazione di un linguaggio sicuramente personale, ma non di portata  "nazionale".<br><br> Piotr Ilic Tchaikovsky, instaura una intensa corrispondenza con una ricca e colta vedova che diventa la sua mecenate garantendogli 6000 rubli all'anno perchè il compositore fosse libero di dedicarsi completamente alla musica di cui lei è una appassionata ed esperta ammiratrice. <br><br><br> Tchaikovsky, oltre ad essere uno dei più stimati compositori dell'Ottocento, è anche uno dei padri (sotto l'aspetto musicale) del balletto classico:la musica da lui dedicata al balletto è sempre stata scritta tenendo ben presente le esigenze coreografiche, lasciandosi influenzare dalle necessità ritmiche dei ballerini.<br><br> "La bella addormentata", o "Lo schiaccianoci" costituiscono, a questo proposito, veri capisaldi donati dal compositore russo alla letteratura musicale per balletto; ma è senz'altro il "Lago dei cigni" che raccoglie, nelle sue immortali pagine, l'incanto di una drammatica favola romantica, lo struggente lirismo di uno dei più prolifici musicisti dell'Ottocento e, infine, alcune ardite risoluzioni coreografiche, che necessitano di una nuova fisicità e mimesi di grandissima efficacia da parte dei ballerini protagonisti.<br> <br> La vita privata di Tchaikovsky scorre sempre in modo complicato dalla sua tendenza all'omosessualità, che, nella società del tempo era ragione di scandalo.<br><br> Sembra addirittura che verso il 1890, la sua ammiratrice e mecenate, improvvisamente interruppe qualsiasi contatto con lui, forse dopo aver saputo delle sue tendenze sessuali, dato che avrebbe voluto dargli in moglie una delle sue figlie.<br><br> Fortunatamente proprio in questo periodo Tchaikovsky raccoglie i primi grandi successi in Europa e negli Stati Uniti.<br><br> Solo nove giorni dopo la prima della sua "Sesta Sinfonia (La Patetica)", Tchaikovsky muore a San Pietroburgo il 6 novembre del 1893.<br><br> E' opinione diffusa che Tchaikovsky si sia suicidato, anche se il modo e le circostanze sono ancora incerte: si è parlato di colera, contratto bevendo acqua infetta, anche se è più probabile l'avvelenamento da arsenico.<br><br> La tormentata vita del compositore russo è stata tradotta dalla scrittrice Nina N. Berberova in una più interessante biografia, orientata sull'aspetto psicologico della personalità del musicista, dal titolo "Il ragazzo di vetro", come era solita chiamarlo la sua governante Fanny e nel film di grande successo "L'altra faccia dell'amore" (The music lovers, 1970)di Ken Russell.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:36:09 UTC</pubDate>
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         <title>JACQUES OFFENBACH JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339600058</link>
         <description><![CDATA[<div>Il compositore e violoncellista tedesco naturalizzato francese, <strong>Jacques (Jacob) Offenbach</strong> nasce a Colonia il 20 giugno 1819.<br><br>È considerato il padre dell’operetta oltre che uno dei più famosi compositori di musica popolare nell’Europa del milleottocento.<br><br> Il padre di Offenbach, l'ebreo Isaac Eberst nacque verso il 1780 a Offenbach am Main, località sul fiume Meno in Germania.<br><br> Il suo nome viene cambiato in Offenbach nel 1802 quando si stabilisce a Deutz.<br><br> Compositore, insegnante di musica e uomo dalle tante virtù, si trasferisce a Colonia e nel 1819 nasce Jacob.<br><br> È il 1833 quando il giovane Jacob si sposta a Parigi per volere del padre ottenendo l'ammissione al Conservatorio come studente di violoncello ma purtroppo gli studi durano poco per difficoltà economiche e Jacob si trova costretto ad abbandonare il conservatorio verso l'anno successivo per dedicarsi a vari lavori tra i quali violoncellista nell'orchesta dell'Opera-Comique.<br><br> La sua abilità nel suonare lo strumento si distingue da subito tanto da collaborare con importanti pianisti, come <strong>Anton Rubinstein</strong>, <strong>Liszt</strong>, <strong>Mendelssohn</strong> e <strong>Flotow</strong>.<br><br> Nel 1844 sposa Herminie d’Alcain e qualche anno dopo si trasferisce in Germania per evitare la situazione violenta creatasi in Francia.<br><br> Nel 1850 ottiene il ruolo di direttore d’orchestra al Théâtre Français senza riscuotere però grandi simpatie, tanto che si sposta in un piccolo teatro negli Champs-Élysées, Bouffes Parisiens, e poi in un teatro più grande in rue Monsigny/Passage Choiseul. È qui che ha inizio la sua grande carriera.<br><br> Inizialmente si trova a comporre opere minori, di un solo atto e con pochi cantanti, mentre nel 1858 realizza la sua prima opera grande opera: Orfeo all’inferno.<br><br> Sono almeno centro le operette firmate da Offenbach, come La bella Elena, La Vie Parisienne, La Grande-duchesse de Gerolstein e Barba Blu, molto famose ieri come altrettanto famose oggi.<br><br> Le sue opere sono un insieme di satira politica e culturale.<br><br> Molto affezionato alla Francia, Offenbach si trovò però accusato di tradimento nel 1870 con lo scoppio della guerra tra Francia e Germania, tanto che si deve trasferire in Spagna.<br><br> Al suo rientro a Parigi le sue opere riscuotono grande successo come denuncia contro l'impero napoleonico.<br><br> Nel 1876 per motivi economici va in America dove tiene diversi concerti, circa una quarantina, tra New York e Filadelfia.<br><br> Una delle opere di maggior successo e popolarità è Madame Favart del 1878, che racconta la vita dell'attrice francese Marie Justine Favart.<br><br> La sua carriera e vita si concludono con quello che è considerato il migliore dei suoi lavori, I racconti di Hoffmann, opera purtroppo non conclusa a causa della sua morte che lo sorprende nel 1880. <br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:40:49 UTC</pubDate>
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         <title>PIETRO ANTONIUO STEFANO MASCAGNI JARIJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339600257</link>
         <description><![CDATA[<div>Pietro Antonio Stefano Mascagni nasce il 7 dicembre 1863 a Livorno. Il padre Domenico Mascagni è proprietario di un forno mentre la madre si occupa della famiglia. Pietro ha quattro fratelli e da subito si mostra il più intelligente e interessato agli studi e per questo, malgrado le ristrettezze economiche, viene avviato agli studi umanistici. </div><div><br></div><div>La passione per la musica si impone già in giovane età e Pietro associa lo studio scolastico con l'apprendimento della musica, soprattutto del canto e del pianoforte, che impara nella Schola Cantorum della chiesa di San Benedetto. A tredici anni, Mascagni inizia studi musicali più regolari sotto la supervisione del maestro Alfredo Soffredini, direttore fondatore dell'Istituto Musicale di Livorno. </div><div><br></div><div><br></div><div>Nel 1880 a diciassette anni compone le sue prime sinfonie, fra le più importanti: la "Sinfonia in fa maggiore", "Elegia per soprano, violino e pianoforte", "Ave Maria per soprano e pianoforte", "Pater Noster per soprano e quintetto d'archi". L'anno successivo viene eseguita a Livorno la sua cantata "In filanda a quattro voci soliste e a piena orchestra". Durante lo stesso anno scrive la cantata "Alla gioia" sul testo di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1752&amp;biografia=Friedrich+Schiller">Schiller</a> tradotto da Andrea Maffei. </div><div><br></div><div>Nel 1882 si trasferisce a Milano grazie all'aiuto economico del conte de Larderel, il suo secondo mecenate (il primo fu lo zio morto un anno prima). A Milano, Pietro Mascagni entra al conservatorio e stringe amicizie con il mondo artistico dell'epoca; fra questi incontri spicca quello con <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=378&amp;biografia=Giacomo+Puccini">Giacomo Puccini</a>, Amilcare Ponchielli e con Vittorio Gianfranceschi, che diverrà il suo più grande amico. Nei tre anni successivi compone la romanza per tenore con orchestra "Il Re a Napoli", su parole di Andrea Maffei e inizia a dedicarsi all'opera "Guglielmo Ratcliff" di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=369&amp;biografia=Heinrich+Heine">Heine</a>. </div><div><br></div><div>Lascia il conservatorio in polemica con il direttore e si dedica ad una serie di tournée in giro per l'Italia come direttore d'orchestra di diverse compagnie d'opera. Nel 1886 conosce Argenide Marcellina Carbognani da cui ha un figlio che muore a soli quattro mesi di età; si sposano un anno dopo. Il comune di Cerignola gli offre di dirigere la filarmonica della città. Nel 1888 partecipa ad un concorso indetto dalla casa editrice Sonzogno per un'opera in un atto. L'argomento con cui decide di partecipare è "La cavalleria Rusticana", opera tratta dall'omonima novella di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=264&amp;biografia=Giovanni+Verga">Verga</a>", composta assieme ai librettisti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci. </div><div><br></div><div>L'anno seguente nasce il primo figlio, Domenico. Nel 1890 La "<a href="http://cultura.biografieonline.it/cavalleria-rusticana-mascagni/">Cavalleria rusticana</a>" viene proclamata vincitrice del concorso su 73 partecipanti e il 17 maggio debutta al Teatro Costanzi di Roma dove ottiene un notevole successo di pubblico e critica. Da quel momento, ovunque venga rappresentata richiama un pubblico entusiasta. </div><div><br></div><div>L'anno seguente mette in scena un'altra opera al Costanzi di Roma, "<a href="http://cultura.biografieonline.it/amico-fritz-riassunto/">L'amico Fritz</a>". Nel 1891 nasce il secondo figlio Edoardo e nel 1892 la figlia Emilia. Nel 1895 va in scena alla Scala il "Retcliff" di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=369&amp;biografia=Heinrich+Heine">Heine</a> diretto dallo stesso Mascagni. Nel 1897 inizia la collaborazione con Luigi Illica con il quale lavora all'"Iris" per l'editore Sonzogno e alle "Maschere" per l'editore Ricordi. L'anno seguente dirige sei concerti alla scala fra cui la "Patetica" di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2229&amp;biografia=Pyotr+Ilyich+Tchaikovsky">Pyotr Ilyich Tchaikovsky</a>, fino ad allora mai eseguita in Italia, e il poema sinfonico a "<a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=571&amp;biografia=Giacomo+Leopardi">Giacomo Leopardi</a>", composto per le celebrazioni dei cento anni dalla nascita del poeta di Recanati. </div><div><br></div><div>Dal 1899 al 1903 Mascagni è impegnato in alcune tournée che lo portano a dirigere nelle più importanti città italiane, europee e americane. Rientrato in Italia assume la carica di direttore della Scuola Nazionale di Musica di Roma carica che affianca a quella di direttore del teatro Costanzi di Roma, che ricopre dal 1907. Continuano le tournée all'estero. Nel 1927 rappresenta l'Italia a Vienna per la celebrazione del centenario della morte di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=741&amp;biografia=Ludwig+Van+Beethoven">Ludwig Van Beethoven</a>. Nel 1929 viene incluso fra gli accademici della Reale Accademia d'Italia. Nel 1935 viene messa in scena alla Scala la sua ultima opera Nerone. Nel 1940 l'opera "La <a href="http://cultura.biografieonline.it/cavalleria-rusticana-mascagni/">Cavalleria Rusticana</a>" compie 50 anni e viene incisa su disco. Nel 1944 si dimette dalla carica di direttore artistico del teatro Costanzi. </div><div><br></div><div>Pietro Mascagni muore il 2 agosto 1945, all'età di 82 anni, nella sua camera d'albergo all'hotel Plaza di Roma dove risiedeva dal 1927.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:43:27 UTC</pubDate>
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         <title>JOHAN JULIUS CHRISTIAN SIBELIUS JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Jo<strong>han Julius Christian Sibelius</strong>, noto come Jean Sibelius (8 dicembre 1865 - 20 settembre 1957), è un compositore e violinista finlandese di lingua svedese. Insieme a quella di Johan Ludvig Runeberg, la sua figura è il simbolo musicale dell'identità nazionale finlandese.<br><br> Jean Sibelius nacque nel 1865 a Hämeenlinna nel Granducato di Finlandia, sotto il dominio russo. La sua famiglia, per metà svedese, decise consapevolmente di mandare Jean in una importante scuola di lingua finlandese. Ciò deve vedersi come parte della più ampia crescita del movimento dei Fennomani, un espressione del nazionalismo romantico che sarebbe diventata una parte cruciale della produzione artistica e delle idee politiche di Sibelius.<br><br> Le sue composizioni più note sono "Finlandia", "Valse Triste", il "Concerto per violino e orchestra", la suite "Karelia" e "Il cigno di Tuonela" (un movimento della suite Lemminkäinen), ma egli scrisse molta altra musica, tra cui altri pezzi ispirati a Kalevala, sette sinfonie, oltre cento canzoni per voce e pianoforte, musiche di scena per 13 drammi, un'opera (Jungfrun i tornet, inedita), musica da camera tra cui un quartetto d'archi, musica per pianoforte, musica corale e musica rituale massonica.<br><br> Il grafico finlandese Erik Bruun usò Jean Sibelius come tema per la banconota da 100 marchi dell'ultima serie di tale valuta.<br><br><br></div><div><br><br> Annunci (ADs2)<br> <br> </div><div><br></div><div><strong>Annunci e Argomenti correlati</strong></div><div><br></div><div><br><br></div><div> Annunci news IBS<br><br> </div><div><strong>Sibelius video selezione dei migliori brani</strong><br><br><br></div><div><br></div><div><br></div><div> | Jean Sibelius libri CD DVD | <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p(217249)a(1525531)g(20336894)url(http://www.ibs.it/disco/0028945938523/jean-sibelius/sinfonia-n-2.html)">Sinfonia n.2</a><br> Jean Sibelius<br> <em>Eloquence</em>, CD, 2009  | <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p(217249)a(1525531)g(20336894)url(http://www.ibs.it/disco/0747313339921/jean-sibelius/grandi-direttori-interpretano-sibelius.html)">Grandi direttori interpretano Sibelius</a><br> Jean Sibelius<br> <em>Naxos</em>, CD, 2013 <br> | <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p(217249)a(1525531)g(20336894)url(http://www.ibs.it/disco/0747313403936/jean-sibelius/sinfonie-complete.html)">Sinfonie complete</a><br> Jean Sibelius<br> <em>Naxos</em>, 4 CD, 2012  | <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p(217249)a(1525531)g(20336894)url(http://www.ibs.it/disco/5060218890102/jean-sibelius/sinfonia-n-5.html)">Sinfonia n.5</a><br> Jean Sibelius<br> <em>Giucar</em>, Vinile LP, 2011 <br> | <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p(217249)a(1525531)g(20336894)url(http://www.ibs.it/disco/5099990724626/jean-sibelius/sinfonie-n-4-n-5-n-6-.html)">Sinfonie n.4, n.5, n.6, n.7</a><br> Jean Sibelius<br> <em>Emi Classics</em>, 2 CD, 2011  | <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p(217249)a(1525531)g(20336894)url(http://www.ibs.it/disco/0885150333143/jean-sibelius/sinfonie-poemi-sinfonici.html)">Sinfonie - Poemi sinfonici</a><br> Jean Sibelius<br> <em>Wallett</em>, 10 CD, 2011 <br><br></div><div>Annunci (Cio4) <br><br><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:48:40 UTC</pubDate>
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         <title>CEZAR ANTONOVIC CUI JARJIS SIKDER</title>
         <author>jarjis_sikder</author>
         <link>https://padlet.com/jarjis_sikder/ogiipeuppi3s/wish/339600949</link>
         <description><![CDATA[<div>C<strong>ui</strong> ⟨<em>kü̯ì</em>⟩ (russo <em>Kjui</em>), Cezar Antonovič. - Compositore e critico musicale (Vilna 1835 - Pietroburgo 1918). Figlio di padre francese e di madre lituana, di professione generale del genio e prof. di scienza delle fortificazioni nell'accademia militare di Pietroburgo. Come musicista, allievo di <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/stanislaw-moniuszko/">S. Moniuszko</a> e di M. A. Balakirev, e seguace del realismo di A. S. Dargomyžskij, reagì all'influsso germanico affermando la necessità di imprimere alla musica uno schietto carattere umano e nazionale. Appartenne al <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/gruppo-dei-cinque/">Gruppo dei cinque</a>, con Balakirev, Musorgskij, Borodin e Rimskij-Korsakov, e scrisse opere teatrali (<em>Il prigioniero del </em><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/caucaso/"><em>Caucaso</em></a>, 1857-1883; <em>G</em>. <em>Ratcliff</em>, 1869; <em>Angela</em>, 1876; <em>Il filibustiere</em>, 1894), composizioni per orchestra, liriche vocali da camera, ecc. Ma è più noto per la sua opera di critico (saggi raccolti nel volume <em>La musique en Russie</em>, 1881). </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:52:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jarjis_sikder</author>
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         <description><![CDATA[<div>Enrique Granados y Campiña (in catalano Enric) (nato il 27 luglio 1867 morì Lerida 24 Mar 1916, in mare) è un compositore e pianista spagnolo. Allievo precoce, ha studiato pianoforte a Barcellona, sotto la direzione di Francisco Jurnet e Joan Pujo Batista, che ha anche annoverato tra i suoi allievi Isaac Albeniz. Granados ha vinto il primo premio in pianoforte presso il Conservatorio di Barcellona nel 1883. Sarà inoltre studiare composizione con Felipp Pedrell, prima di lasciare la Spagna nel 1887 di recarsi a Parigi dove frequenta i corsi alla Charles de Beriot. Lì incontra l'ultima generazione di compositori francesi, Gabriel Fauré, Claude Debussy, Maurice Ravel, Paul Dukas, d'Indy, Camille Saint-Saens, ecc. E 'tornato a vivere a Barcellona nel 1889 per iniziare una carriera illustre come performer e compositore. Ha dato il suo primo recital nel 1890. In seguito, egli si divideranno il palco con molti personaggi celebri del tempo, molti dei cui nomi sono ancora familiare: Eugene Ysaye, Jacques Thibaud, Edouard Risler, ecc. La sua prima opera, Maria del Carmen, nel 1898 gli valse una consacrazione regale. Tuttavia, i seguenti quattro opere, composte tra il 1901 e il 1911, avranno scarso successo. Nel 1901, fonda le Granados Academia. Granados dedicate da allora l'insegnamento pianoforte e pianoforte. Era un maestro, tra gli altri, il compositore Roberto Gerhard. Se egli continua la sua carriera parallela di compositore, egli non tornerà in quanto tale, sulla parte anteriore del palco nel 1911, grazie alle prime esecuzioni della sua suite per pianoforte Goyescas. Il titolo del INCARICATI che ha assicurato la sua notorietà è un omaggio al pittore Francisco Goya, Granados che si sentiva una grande ammirazione: "Goya è il rappresentante di ingegneria di Spagna. Dobbiamo, nell'esempio di quel grande, cercare di contribuire alla grandezza del nostro Paese ". Nel 1916, si recò a New York per assistere alla premiere americana del suo Goyescas d'opera, licenziato eponimi suite. Gli spettacoli sono un successo. Granados completa il suo tour negli Stati Uniti l'entusiasmo. Nel mese di marzo, sulla strada di casa, si era imbarcato con la moglie a bordo del Sussex, che collega Londra a Barcellona. Il 24 marzo 1916, la nave fu silurata da un sottomarino tedesco. Raggiunge una scialuppa di salvataggio, ma, vedendo la moglie dall'annegamento, saltò di nuovo al mare: entrambi sono stati annegati. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 20:55:59 UTC</pubDate>
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