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      <title>Palazzina di caccia di Stupinigi by Marika Ronci</title>
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      <description>Filippo Juvarra</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-26 12:13:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
         <link>https://padlet.com/roncimarika/ofjowqbcjtuuugt1/wish/594630796</link>
         <description><![CDATA[<div>Filippo Juvarra è stato un architetto e scenografo italiano, nato a Messina nel 1678. <br>Egli apprende fin da giovane, grazie al padre orafo, il gusto per l’arte e per la modellazione scultorea, anche se la sua formazione avviene a Roma. Qui, dopo aver lavorato presso l’architetto Carlo Fontana (1634-1714), riesce subito ad affermarsi per le sue qualità di scenografo. <br>Nel 1714 l’artista è a Messina, dove il sovrano sabaudo Amedeo II di Savoia rimane stupito e apprezza molto le sue qualità artistiche, e poi in seguito si reca a Torino, dove viene nominato anche primo architetto di corte. Nel suo soggiorno a Torino l’artista mette a punto la propria tecnica progettuale, tanto da conseguire una solida fama anche a livello europeo, recandosi in Portogallo, a Parigi e a Londra. <br>Nel 1735, infine, il re di Spagna Filippo V di Borbone lo chiama a Madrid per attribuirgli la progettazione del nuovo Palazzo Reale che, a causa della morte improvvisa dell’artista, nel 1736, viene poi costruito da Giovanni Battista Sacchetti. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 12:31:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
         <link>https://padlet.com/roncimarika/ofjowqbcjtuuugt1/wish/594631698</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo stile di Juvarra risente fortemente sia dell'architettura romana seicentesca, orientata alla linearità e all'organizzazione spaziale in chiave monumentale, sia dell'esperienza maturata lavorando come scenografo; nella maturità, inoltre, si mostrò assai sensibile anche al lessico francesizzante, che applicò specialmente nelle decorazioni. Fondendo queste molteplici influenze, Juvarra emerse come uno dei maggiori interpreti del Barocco nell'architettura di tutti i tempi.</div><div><br></div><div>Il linguaggio architettonico di Juvarra è caratterizzato da un'esaltazione del rapporto tra architettura, paesaggio e città; l'ambiente, infatti, non è più trattato come una banale quinta architettonica, bensì come un elemento intimamente raccordato con le forme architettoniche e le soluzioni urbanistiche, delle quali costituisce una parte integrante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 12:32:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra le opere più importanti dell’artista torinese va senza dubbio ricordata la Palazzina di caccia di Stupinigi, situata nell’omonima frazione nei dintorni di Torino, la cui realizzazione iniziò nel 1729 per volere di Vittorio Amedeo II di Savoia, che affidò il progetto a Juvarra con l’intenzione di dare al già presente castello delle fattezze regali e adatte alla nobile casata dei Savoia. Vittorio Amedeo II aveva, inoltre, intenzione di far dono al figlio Carlo Emanuele III di una palazzina per la caccia e per le feste.<br>Tuttavia, in quegli anni, Stupinigi non rappresentava la residenza primaria dei Savoia, che vi passavano un tempo relativamente breve, soprattutto durante la stagione della caccia. I lavori proseguirono fino alla fine del XVIII secolo e negli anni, sotto la direzione di diversi architetti, la struttura venne ampliata e arricchita di particolari.</div><div>Moltissime personalità illustri soggiornarono in questa palazzina di caccia: l’imperatore Giuseppe II, lo zarevic Paolo Romanov, Ferdinando I e Carolina di Borbone e addirittura Napoleone Bonaparte, che soggiornò qui nel 1805, poco prima della sua incoronazione. Inoltre, qui venne celebrato il matrimonio di Vittorio Emanuele II nel 1842, prima che la Palazzina fosse ceduta allo stato nel 1919. <br>Dal 1929, invece, la Palazzina è proprietà dell’Ordine Mauriziano, un ordine cavalleresco di Casa Savoia nato dalla fusione dell'Ordine Cavalleresco e Religioso di San Maurizio e dell'Ordine per l'Assistenza ai Lebbrosi di San Lazzaro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 12:50:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
         <link>https://padlet.com/roncimarika/ofjowqbcjtuuugt1/wish/594813052</link>
         <description><![CDATA[<div>A Stupinigi si distinguono chiaramente il giardino della palazzina di caccia e la tenuta di caccia circostante: il complesso, infatti, è inserito all'interno di un vasto giardino geometrico, caratterizzato da un continuo succedersi di aiuole e viali, che può essere a tutti gli effetti considerato il giardino vero e proprio della reggia. Tale parco, delimitato da un muro di cinta e intersecato da lunghi viali, fu progettato dal giardiniere francese Michael Benard nel 1740.</div><div>Il parco di caccia, o tenuta, era invece costituito dalla vasta area di quasi 1.700 ettari che si estendeva al di fuori del parco cintato e che era stata espropriata dal duca Emanuele Filiberto di Savoia nel 1563 ai Pallavicini. Tale area comprendeva terreni e boschi compresi oggi nei comuni di Nichelino, Orbassano e Candiolo.<br>Anche in questo caso, come per la Basilica di Superga, la costruzione assume un forte impatto urbanistico in quanto a non si configura come un semplice palazzo, ma come un organismo molto più complesso, adagiato scenograficamente nella campagna. <br>La pianta della Palazzina è definita dalla figura dei quattro bracci a croce di Sant'Andrea, intercalati dall'asse centrale che coincide col percorso che da Torino porta alla reggia tramite un bellissimo viale alberato che fiancheggia cascine e scuderie. <br>Il cuore della costruzione è il grande salone ovale a doppia altezza dotato di balconate ad andamento "concavo-convesso", sormontato dalla statua del Cervo, opera di Francesco Ladatte; dal grande salone poi partono quattro bracci, nei quali sono situati gli appartamenti reali e quelli per gli ospiti. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 13:55:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il cuore della costruzione è il grande salone ovale a doppia altezza dotato di balconate ad andamento "concavo-convesso", sormontato dalla statua del Cervo, opera di Francesco Ladatte; dal grande salone poi partono quattro bracci, nei quali sono situati gli appartamenti reali e quelli per gli ospiti. </div><div>Il salone centrale fu la prima idea dello Juvarra a essere portata a termine e il fulcro attorno al quale si sviluppò il suo intero progetto per il complesso. La sala si presenta come un grande ambiente di forma ovale culminante con una cupola chiusa da un soffitto a volta, senza tiburio né aperture superiori.<br>Già nel 1730 la struttura muraria poteva dirsi conclusa e il 10 febbraio 1731 il re commissionò ai fratelli bolognesi Giuseppe e Domenico Valeriani un grande affresco sulla volta, raffigurante il Trionfo di Diana, la dea classica della caccia che appare nella raffigurazione tra le nubi, al di sopra di un carro celeste sovrastante selve e boschi. Attorno si trovano inoltre putti con selvaggina o ghirlande di fiori, affiancati da ninfe e da geni silvani. All'apice dei quattro pilastri che sorreggono la cupola del salone, appena sotto il grande affresco, si trovano quattro medaglioni monocromi che rappresentano altri episodi relativi alla medesima divinità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 14:18:56 UTC</pubDate>
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         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 14:22:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’interno costituisce un tipico esempio di Rococò italiano. Partendo dallo sfarzoso salone, destinato principalmente ai ricevimenti e alle feste da ballo, arrivando poi alle stanze da letto reali, alla Sala degli scudieri e alla cappella, ogni elemento decorativo è realizzato con grande sforzo e raffinatezza, impiegando materiali preziosi ricercati quali le lacche, la porcellana, gli stucchi dorati, gli specchi e le ràdiche più rare. La Palazzina, dunque, non è importante solo dal punto di vista architettonico o paesaggistico, ma anche come indicatore di quella che è la tipica vita di corte settecentesca, dove il tempo trascorre in una dimensione quasi irreale, tra feste, balli, banchetti e battute di caccia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 14:28:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
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         <pubDate>2020-05-26 14:47:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roncimarika</author>
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