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      <title>In viaggio con Dante by Valentina Felici</title>
      <link>https://padlet.com/valentina_felici/oe867l219sm2</link>
      <description>Laboratorio di scrittura creativa a partire dalla lettura dell&#39;Inferno dantesco (classe 2E a.s. 2015/2016)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-06-05 09:40:09 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-03-27 07:16:06 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Note della Prof. Felici</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/oe867l219sm2/wish/113697429</link>
         <description><![CDATA[<div>– Lettura, interpretazione e commento di alcuni canti dell'<em>Inferno</em>: canto I, II, III, IV, V, VI, XXVI<br>– Spettacolo per i ragazzi al Teatro Sistina "La Commedia" in forma di musical<br>– Recensione dello spettacolo, pubblicata su Repubblica@Scuola<br>– Tracce per gli elaborati dei ragazzi:<strong><br></strong>1) Scrivi un racconto fantastico in cui anche tu compi un viaggio nell’aldilà: quali personaggi famosi del passato vorresti incontrare?<br>2) Attraverso il racconto di Ulisse, Dante vuole dare un messaggio importantissimo: gli uomini non sono venuti al mondo per vivere come bruti, ma per valorizzare le loro capacità, per credere nei valori più nobili e accrescere le loro conoscenze. Secondo te, quali persone del nostro tempo, spinte dal desiderio di conoscenza, tentano come Ulisse di superare i limiti imposti dalla natura o dalla società? </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 09:44:38 UTC</pubDate>
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         <title>Il viaggio di Lorenzo</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/oe867l219sm2/wish/113697628</link>
         <description><![CDATA[<div>Era una bella mattina primaverile di marzo; in classe stavamo studiando letteratura e io ero profondamente ammaliato dal fatto che, nell’Inferno, Dante incontrasse personaggi storici e di fantasia, che ammiro molto, e incredibilmente famosi nella loro epoca. Così, lasciandomi trasportare sulle ali della fantasia, incominciai un viaggio davvero molto speciale…<br><br></div><div>Mi trovavo in uno spazio che non era molto nitido e non vedevo quasi nulla. C’era puzza di fumo ovunque e la nebbia si faceva sempre più fitta intorno a me ; brancolando nel buio , tentai di alzarmi ma appena aprii gli occhi dovetti subito richiuderli, perché quella nebbia densa e nera mi bruciava gli occhi.<br><br></div><div>D’un tratto , cominciai a sentire dei suoni lontani e si articolarono sempre di più , finchè mi parve di sentire una voce umana e con una “c” aspirata , per giunta , tipica del dialetto toscano.<br><br></div><div>Mi avvicinai , cominciai a camminare e a correre , finché caddi proprio ai piedi di un uomo , vestito con un mantello e una tunica rossi, i capelli e gli occhi neri. Chiamava qualcuno, poi iniziò a chiamare Michelangelo, Raffaello, Donatello . Ma chi era quell’uomo?<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;E tu chi sei, bambino? – mi chiese lui.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Io mi chiamo Lorenzo – risposi spaventato.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Ma guarda un po’ proprio come me! – fece lui.<br><br></div><div>Io lo riguardai e ripensai; Lorenzo , vestito come un uomo del Quattrocento, che chiama grandi artisti. Era lui.&nbsp; Lorenzo dè Medici, il Magnifico, il signore di Firenze e di tutti i mecenati!<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Sono Lorenzo dè Medici – mi disse – E volevo scoprire cosa ci fosse dopo questa nebbia; sono venuto con i miei amici artisti; ma non li trovo più! Evidentemente saranno tornati all’Olimpo non vedendomi arrivare! –&nbsp;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Il Monte Olimpo ?! – chiesi io stupito – Il monte degli dei! –&nbsp;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Sei cristiano sì o no ? – mi guardò male lui.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Cristiano cattolico – ripetei io&nbsp;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Bene , ora io non posso lasciarti qui in mezzo alle Colline Nebbiose a marcire per l’eternità.<br><br></div><div>Io rabbrividii.<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Quindi me ne andrò all’Olimpo attraverso le Montagne di Ghiaccio , e tu verrai con me!-</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Ai vostri ordini , Illustre Signoria – feci io con un inchino profondo. Ero incredulo di un viaggio con il mio idolo storico!</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Però sistemati ! – mi rispose lui, e mi trovai vestito quasi come lui , tunica e mantello !!</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Te la senti giovine? – mi fece lui alla fiorentina.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Sì. Sono pronto ! Ma sarei di Roma, non di Firenze… –</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;La città di Cesare eh? – sorrise lui . I pontefici lì governano come re – aggiunse – Ma ora partiamo! Ci attende un lungo viaggio.<br><br></div><div>Così partimmo. Le Colline Nebbiose esistevano per punire i personaggi storici “cattivi”. Erano lugubri , spaventose e tetre come dopo un temporale può essere tetro il cielo dove le nuvole rimangono. C’erano fulmini , e dal cielo cadevano…..statue, quadri, ritratti dei dannati storici.<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Perché cadono statue e quadri e non pioggia? – domandai</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;E’ la terribile “DAMNATIO MEMORIAE”. Ogni cosa raffigurante il dannato finisce qui. Nell’oblio. – rispose lui.<br><br></div><div>Su ogni collina c’era una cattivo storico diverso : Bruto, Cassio, Gilles de Rais, Attila , Agamennone, il re Euristeo, Gengis Khan , il re dei Mongoli, e molti altri come Nerone , Agrippina, Messalina…Erano condannati a essere sommersi dalle loro statue e dai loro ritratti annegando nella loro malvagità per sempre.<br><br></div><div>Faceva, freddo ed ero molto stanco. D’un tratto , Cassio ci urlò – Sarò morto , ma con me ho portato Cesare!!!- Un fulmine lo colpì, ci fu un boato tremendo e fui sbalzato giù dalla collina. Subito dopo svenni.<br><br></div><div>Quando riaprii gli occhi, trovai Lorenzo dè Medici acanto a me, che tirò un sospiro di sollievo .<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Dove siamo ? – chiesi frastornato.&nbsp;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Alla fine delle Colline Nebbiose; vuoi proseguire? -&nbsp; Mi chiese .</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Si – risposi.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Bene – allora continuiamo !&nbsp;<br><br></div><div>Continuammo a camminare in mezzo ai cattivi storici , tra fulmini , saette e opere d’arte. Era sempre più nebbioso, finché vedemmo una porta sbarrata da un macigno, davanti a noi si piazzò Medusa, la tremenda donna della mitologia greca, con gli occhi pietrificanti e i serpenti al posto dei capelli! Ma il mio mecenate, per nulla spaventato, chiuse gli occhi e alzò una mano al cielo. Medusa lo attaccò ma il mio protettore aspettò e poi ….. Dal cielo arrivò lo scudo di Perseo luminoso come non mai e tremendamente accecante. Lorenzo de’ Medici raccolse lo scudo e incenerì la faccia di Medusa con un colpo. Poi lo scudo scomparve e la porta nell’aria fu libera dal macigno! Eravamo fuori da quell’orribile posto .<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Vedi quelle montagne lassù – mi domandò Lorenzo.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Si&nbsp; - risposi.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Dobbiamo attraversarle per arrivare all’Olimpo – concluse. Così ci incamminammo.<br><br></div><div>Le Montagne di Ghiaccio erano enormi e sorgevano tutte in mezzo all’acqua ghiacciata. Ma, seppur ghiacciata, l’acqua era ancora allo stato liquido e non potevamo certo attraversarla a nuoto. Anche perché, in acqua, affondavano diversi arpioni di ghiaccio, lanciati da enormi giganti ghiacciati, arrabbiati e pericolosi. Vivevano in caverne orribili in cima alla montagna. Ma cosa potevamo fare noi per passare quel guado ghiacciato? D’un tratto , la terra tremò sotto i nostri piedi. Il ghiaccio si incrinò e una creatura di ghiaccio spaccò improvvisamente il lago ghiacciato e si mostrò ai nostri occhi. Era un lucertolone gigantesco.<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;E questo ? ??! – domandai.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;E’ il nostro lasciapassare – spiegò pacato il mio “dottore”.<br><br></div><div>Così salimmo sul serpentone gigantesco e passammo il lago. A quel punto i giganti&nbsp; scomparvero in grandi nevicate e solo allora capii che erano loro i penitenti storici. La loro punizione , spiegò la mia guida, era proprio quella : erano diventati giganti di ghiaccio e impedivano alla gente di passare e chi passava era fatale: loro scomparivano e riapparivano con la neve. Erano tanti: Napoleone, Francis Drake, Enrico VIII, Maria I la Sanguinaria ….<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Maestro , quanti sono ? – dissi io, stupito.</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Troppi – rispose lui – E scontano delle pene molto grandi con la punizione di scomparire dall’esistenza &nbsp; per un certo periodo. – Coraggio procediamo – mi incitò il mio “duca”.<br><br></div><div>Così continuammo a camminare, in mezzo alla bufera di ghiaccio. Superammo la tempesta di neve e, in cima alla montagna , trovammo un’altra porta. Intagliata in ghiaccio e incastonata. Ma ci si parò davanti Carlo Magno a spada tratta e con tanto di soldati. Ma Lorenzo non si scoraggiò, batté un piede a terra e con un vento tremendo Carlo Magno fu incenerito da una pioggia di tutti i&nbsp; tesori che aveva rubato. Passammo nell’Olimpo dove trovammo George Washington, Virgilio , Orazio e Giulio Cesare. Era un insieme di nuvole bianche e candide. Lì Lorenzo mi lasciò e mi condusse a una serie di troni dove erano seduti una serie di sovrani, i più grandi della storia. Era tutto perfetto e magnifico . Trovai anche Augusto. Ma poi arrivò il momento di risvegliarmi e di seguire la lezione!!!&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 09:53:58 UTC</pubDate>
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         <title>Valeria: guardare il mondo con gli occhi di Ulisse</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Considerate la vostra semenza:<em><br></em>fatti non foste a viver come bruti<em><br></em>ma per seguir virtute e canoscenza </blockquote><div>Questa sono i versi che Dante scrive per sottolineare il fatto che noi uomini, senza conoscenza e virtù, saremmo ben poco. Eppure, perché, Dante parte dalla brutalità? </div><div>Scrive di essa, perché, ancora ai giorni nostri, ci sono uomini che rinunciano alla conoscenza preferendo vivere nell’oblio, senza sapere.  Perché Hitler bruciava i libri? Perché una mente, senza le chiavi della conoscenza, è una mente più facile da modellare. Talvolta immagino un piccolo parassita che si introduce nelle menti altrui, mangiucchiando le idee che abbiamo maturato con gli anni e distruggendo le tanto amate basi della conoscenza, lasciando il posto ad un’altra idea, più brutale, imposta da qualcuno, che tu segui per paura di essere diverso. <br>Ma quando mai essere diverso è un male?</div><div>Dante ha saputo cogliere tutto ciò in una strofa di soli tre versi, mentre io, avrei ancora così tanto da dire, forse nemmeno riuscirei a esprimere bene tutte le idee che mi ronzano in testa, come tante piccole chiavi. <br>Ad ognuna di esse corrisponde una porta che non vede l’ora di essere aperta. Maturando, con gli anni, la conoscenza si fa strada nella nostra testa, dissolvendo quella nube di insicurezza.</div><div>Ci sono uomini e donne, al giorno d’oggi che sfidano i limiti della natura o della società per dire la propria.</div><div>Fin dall’antichità ci furono rivoluzionari, e molto altro, ma anche oggi nella nostra società c’è gente che conserva questo dono.</div><div>Ad esempio gli astronauti, che sfidano l’interminabile grandezza dell’universo, almeno per esplorarne una piccolissima parte, per esplorare luoghi dove forse solo l’immaginazione potrebbe arrivare. </div><div>Provo a immaginare la sensazione che potrebbero provare a starsene lì, sospesi in aria, nel silenzio delle innumerevoli galassie, solo loro con la loro immaginazione, e poter finalmente urlare al mondo intero: "l’ ignoto non mi spaventa!".</div><div>Io, personalmente, ammetto di aver un po’ paura di cose sconosciute, ma la curiosità vince la paura, sempre.</div><div>A volte forti segni di traguardi futuri si vedono nei bambini, quando con aria sincera ti guardano e dicono “voglio fare l’astronauta!” o anche “voglio guidare una navicella spaziale” o ancora “voglio andare a vivere su Marte” e molto altro. Spesso i genitori li guardano con un sorriso sul viso non pensando che potrebbe mai essere possibile.</div><div>Eppure io continuo a sperare in una nuova società, una società di sognatori e pensatori.</div><div>Solo così si può rivoluzionare il mondo. Io continuerò a sognare, anche solo per immaginarmi, da nonna, a raccontare ai miei nipotini i sogni che ricordo ancora così bene!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 09:59:03 UTC</pubDate>
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         <title>Il viaggio di Andrea</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi trovai di fronte a un’enorme porta. Più mi avvicinavo più sentivo  dentro di me un grande malessere, un’oscura sensazione ero smarrito e decisi di entrare.</div><div>Era tutto buio sentivo grida e bestemmie, iniziai a gridare quasi a piangere, e corsi e corsi…</div><div>Fino a quando non inciampai a caddi ai piedi di una persona. Feci un urlo poi mi calmai. Quella persona stava bestemmiando e gridava parolacce, io gli chiesi dove eravamo, e lui mi rispose: “Ragazzino siamo nell’oltretomba” e intanto rideva impazzito, da far paura  “dove non si ha scampo!” e gridava e gridava sempre più forte “qui stiamo dove il buio è sempre più cupo e le urla sempre più forti”. <br>“E tu, sì tu, cosa ci fai qua giù insieme ai morti viventi” <br>io balbettando risposi: “non lo so: sono entrato per caso, veramente! E tu, chi sei invece?” <br>"Io?! Ah ah ah, non mi conosci? Sono il più potente e il più forte degli uomini sulla terra! Vediamo: se indovini, ti faccio prendere la scorciatoia; se non indovini, mi dispiace, ma ti dovrò far prendere la via più lunga quella che fa passare per l’inferno per poi andare a quel maledetto paradiso”.</div><div>“Sono salito al potere negli anni Trenta, in Germania. Vediamo un po’: chi sono?” <br>Io impaurito, bloccato dall’ansia, non risposi, non sapevo di che cosa stesse parlando. <br>“Tempo scaduto” mi disse “te ne faccio un’altra, l’ultima, ho combattuto nella Prima guerra mondiale, la Grande Guerra, la conosci vero? Bene, e lì sono stato colpito gravemente da un proiettile, ma non sono morto perché un soldato inglese ha fatto l’errore di aiutarmi, e così mi ripresi e, anno dopo anno, salii al potere. Quindi, ragazzo, chi sono?” <br>Le domande erano sempre più difficili e io non riuscivo a rispondere. Scaduto il tempo, lui mi disse: “Non hai risposto a queste domande: io sono HITLER, il più grande, e per questo prenderai la strada più lunga”. <br>Mi diede una botta in testa e io svenni.</div><div>Prima di svenire, notai che aveva una pena molto crudele: si faceva la doccia sotto un’acqua così bollente da consumarlo e dentro la testa aveva infinite grida e pianti della gente che aveva ucciso.</div><div>Quando mi risvegliai, mi ritrovai in Paradiso su un letto, e vicino a me c’era Ottaviano Augusto primo imperatore di Roma. Lui mi disse: “Benvenuto in Paradiso! come va?” io non risposi ma Augusto continuò a parlare “non ti preoccupare qui con noi sei al sicuro, di solito si sviene anche perché ti liberi tutto d’un colpo delle pene dell’Inferno e quindi viene a mancarti l’aria, io ti accompagnerò per tutto il viaggio nel Paradiso” .<br>Io non capii quasi niente, ma lui continuò: “Incontrerai gente che non hai mai visto prima, o che non hai ancora studiato”.</div><div>Camminammo per un po’ di tempo e conobbi molte persone tra cui il grandissimo Che Guevara, vidi anche mio nonno morto due anni fa.</div><div>Sentimmo anche una musica molto orecchiabile, era proprio Jimi Hendrix che suonava per la festa di san Francesco d’Assisi, conobbi anche lui. Continuammo il cammino fino alla fine.</div><div>Arrivammo davanti a una luce: era Dio. Non feci in tempo ad inginocchiarmi, che svenni per l’emozione. <br>Quando mi risvegliai ero sdraiato sul letto, e guardavo fisso il soffitto senza capire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 10:08:30 UTC</pubDate>
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         <title>Il viaggio di Tommaso</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>NON SO COME FOSSI ARRIVATO QUI, MA L’ UNICA COSA CERTA ERA CHE AL MIO FIANCO CI FOSSE IL MIO AMICO ANDREA.<br>IL CIELO COMINCIAVA A DIVENTARE SCURO, IL  VENTO LIEVE INIZIÒ AD ACCAREZZARCI IL VISO.</div><div><em>LO GIORNO SE NE ANDAVA, E L’ AERE BRUNO TOGLIEVA L’ ANIMAI DELLA TERRA DALLE FATICHE LORO.</em></div><div><em>E NOI, SOLI, CI APPARECCHIAVAMO A SOSTENER LA GUERRA, SIA DEL CAMMINO E SIA DELLA PIETATE, CHE RITRARRÀ LA MENTE CHE NON ERRA.<br></em>IMPAURITI FUMMO AVVOLTI DA UNA NUBE ROSSA CHE CI FECE PERDERE I SENSI. QUANDO CI RISVEGLIAMMO CHIESI AD ANDREA: “SIAMO FORSE MORTI?”.<br>ANDREA NON RISPOSE, MA GLI SI LEGGEVA NEGLI OCCHI CHE ANCHE LUI, COME ME, AVEVA UN BRUTTO PRESENTIMENTO.<br>SI SENTIVANO DEGLI STRILLI E DELLE VOCI STROZZATE. POI GIUNGEMMO DA UN SIGNORE CHE SEMBRAVA FOSSE SOTTO UNA DOCCIA. DALLA DOCCIA USCIVA UN LIQUIDO NERO BOLLENTE CHE LACERAVA LA PELLE DELLE PERSONE CHE VI STAVANO SOTTO.<br>IO E ANDREA INTUIMMO CHE LE PERSONE CHE SUBIVANO QUESTA PENA ERANO PERSONE RICCHE CHE CON LE LORO AZIENDE PETROLIFERE AVEVANO RICAVATO IL PETROLIO CAUSANDO PERÒ GRAVI CONSEGUENZE ALLA TERRA.<br>PROSEGUIMMO LA VIA INFERNALE.<br>INCONTRAMMO MOLTISSIMI PERSONAGGI STORICI COME MUSSOLINI, HITLER  E ALTRI.<br>QUELLO CHE MI COLPIVA DI PIU’ DI QUESTE ANIME IN PENA ERA IL FATTO CHE SI FOSSERO PENTITE. <br>TUTTI CHIEDEVANO SCUSA E IMPLORAVANO IL PERDONO. LA PENA DI HITLER CONSISTEVA NELL’ ENTRARE IN UNA VASCA DI SVASTICHE PUNGENTI E LACERANTI,  LA PENA DI MUSSOLINI NELL’ ESSERE CIRCONDATO DI LAME TAGLIENTI, E APPENA MUSSOLINI ALZAVA IL BRACCIO DESTRO PER FARE IL SALUTO FASCISTA GLI VENIVA MOZZATO IL BRACCIO.<br>L’ ATMOSFERA STAVA CAMBIANDO, SI FACEVA PIÙ CHIARA. SEMBRAVA COME SE STESSIMO SALENDO DI LIVELLO IN UN VIDEOGIOCO.<br>C’ ERA UN’ ARIA PIU’ LIMPIDA, PIU’ CHIARA. ERA IL PARADISO.<br>NEL PARADISO INCONTRAMMO TANTE BUONE PERSONE, TRA CUI MOLTI SANTI.<br>NON ERAVAMO MORTI, ERA SOLO UN VIAGGIO PER FARE ESPERIENZA.<br>E ORA RESTAVA A NOI DECIDERE DOVE ANDARE A FINIRE.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 10:19:53 UTC</pubDate>
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