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      <title> positivismo - naturalismo - verismo by Prof</title>
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      <description>BALZAC, ZOLA, FLAUBERT</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-05 19:49:29 UTC</pubDate>
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         <title>In Europa, nella seconda metà dell’Ottocento, si va affermando un distacco polemico dal Romanticismo, che coinvolge tutti i suoi aspetti più deteriori e manieristici: sentimentalismo, soggettivismo esasperato, esotismo e medievalismo.Positivismo, Naturalismo, e Verismo Positivismo, Naturalismo, e Verismo In Europa, nella seconda metà dell&#39;Ottocento, si va affermando un distacco polemico dal Romanticismo, che coinvolge tutti i suoi aspetti più deteriori e manieristici: sentimentalismo, soggettivismo esasperato, esotismo e medievalismo. Un&#39;importanza determinante in questa svolta assume la diffusione della filosofia positivistica, che investe anche la mentalità comune.</title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/145860795</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-01-08 15:54:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/145860933</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il Positivismo nacque in Francia ad opera di Auguste Comte (1798-1858), e prese il nome di “positivismo”appunto dall'espressione “filosofia positiva”, utilizzata da Comte per indicare una riflessione filosofica volta all'esame del dato di fatto, di ciò che è concreto e positivo. Il Positivismo è infatti caratterizzato dalla tendenza a considerare base di ogni autentica conoscenza solo i dati reali e concreti e dall'invito a prendere in esame solo i fatti reali ed ad analizzarli in modo scientifico. Alla scienza, in particolare, il Positivismo attribuisce il compito di individuare le leggi che governano la realtà naturale, umana e sociale, evitando ogni speculazione sull'esistenza di entità superiori e sulle cause ultime dell'essere. A partire appunto dalla scienza, la filosofia positivista si propone di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dell'umanità. I Positivisti espressero la convinzione che il genere umano procedeva in modo continuo ed inarrestabile verso un grado sempre maggiore di giustizia e di benessere: il movimento positivista si rivelò così caratterizzato da una sorta di ottimismo acritico, in parte comprensibile se si tiene conto dei grandi progressi tecnici e scientifici dell'epoca. L'ottimismo positivista riflette di fatti la sicurezza della borghesia. Il Positivismo tentò di applicare i principi e i metodi delle scienze naturali allo studio della società e dell'uomo: così il suo fondatore, il francese August Comte è anche il fondatore della moderna sociologia, cioè della disciplina che studia in modo scientifico la società, come se si trattasse di un organismo naturale. </strong>Sempre partendo dai presupposti del Positivismo, il filosofo e naturalista inglese Charles Darwin (1809-1892) arrivò a formulare la rivoluzionaria teoria biologica dell'evoluzione naturale degli esseri viventi, che studia anche l'uomo, ultimo anello della catena naturale. <strong>Secondo Darwin, infatti, all'interno delle varie specie viventi avviene un vera propria lotta per l'esistenza; a causa di essa, si determina una selezione naturale, in virtù della quale sopravvivono solo gli individui dotati di caratteristiche particolari, che consentono un migliore adattamento all'ambiente. Gli individui sopravvissuti trasmettono poi ai discendenti le loro particolari caratteristiche, cosicché la specie subisce con il tempo modificazioni permanenti. Anche l'uomo deve considerarsi il risultato di alcune modificazioni intervenute all'interno di una specie animale, quella delle scimmie. </strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-08 15:56:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tali idee, divulgate attraverso due opere famose ­ "L'origine della specie" (1859) e "L'origine dell'uomo"(1871) ­ suscitarono vivaci polemiche. Il Positivismo investì anche la sfera dell'estetica.<mark> Il pensatore francese Hyppolite Taine (1828-1893) affermò che l'attività artistica, come la vita spirituale dell'uomo, dipende da fattori naturali e sociali. Secondo Taine perciò l'artista deve limitarsi a registrare i dati reali, mettendo in evidenza gli elementi oggettivi che condizionano il comportamento e da cui egli stesso è condizionato: la race ("la razza"); il milieu ( "l'ambiente"); e il moment ("il momento"). Le teorie di Taine influenzarono notevolmente gli scrittori del Naturalismo francese e anche, sia pure in modo mediato, i veristi italiani.</mark> <strong>Ma in Italia la filosofia del positivismo non registrò molto successo: infatti l'Italia non aveva ancora raggiunto, alla metà dell'Ottocento, un significativo sviluppo industriale e perciò ancora scarse erano le sollecitazioni concrete verso la dimensione tecnico-scientifica. Inoltre, il pensiero filosofico continuava a subire condizionamenti di ordine religioso. Comunque, ad introdurre in Italia i temi del Positivismo contribuirono soprattutto il filosofo Roberto Ardirgò e lo psichiatra Cesare Lombroso, fondatore dell'antropologia culturale.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-08 15:58:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/145861080</link>
         <description><![CDATA[<div>Anche in Italia, intorno al 1870, e dietro la spinta del Naturalismo, si impose la tendenza al reale dando vita al Verismo, che dal movimento francese prendeva le caratteristiche fondamentali, calandole però in una situazione storica ben diversa. In Italia, infatti, la rivoluzione industriale era solo agli inizi, mentre la raggiunta unità politica aveva aggravato problemi già esistenti. Affliggeva la nostra nazione, infatti, la "questione meridionale", prodotta da una netta spaccatura tra il nord, già sulla via dell'industrializzazione, e il sud, ancora legato al sistema del latifondo e afflitto dalle piaghe della miseria e del brigantaggio. E gli scrittori veristi, per la maggior parte uomini del sud, pur essendo il movimento nato a Milano, assunsero ad argomento delle loro opere proprio le dolorose condizioni delle loro terre d'origine. Così il verismo acquistò un carattere regionalistico, poiché la realtà italiana, pur uguale nell'arretratezza, presentava caratteristiche diverse da regione a regione. PRINCIPI DEL VERISMO Il maggiore teorico del Verismo fu Luigi Capuana (1839-1915), coetaneo e conterraneo di Verga, che fissò i principi teorici del movimento in tre punti fondamentali: 1) la necessità di scrivere ritraendo la vita direttamente dal vero: la materia è offerta dal "fatto di cronaca" e la pagina letteraria deve essere un documento umano; 3 2) la rappresentazione della realtà non deve essere fatta dall'esterno, ma dall'interno, ottenuta cioè ricostruendo i fatti secondo il loro processo genetico, secondo le leggi naturali e sociali che presiedono al loro svolgimento. La scientificità delle rappresentazioni richiede anche l'impersonalità dello scrittore, la cui presenza nella narrazione deve essere assolutamente invisibile; 3) la lingua e lo stile devono essere aderenti ai fatti, devono abbandonare le forme vaghe ed indefinite care alla tradizione romantica, devono rifiutare ogni enfasi ed eleganza retorica. La lingua, in particolare, deve essere "l'espressione sostanzialmente obiettiva del mondo rappresentato", deve aderire con la mentalità dei personaggi, e, quindi, deve comprendere anche elementi dialettali, come documenti ineliminabili della realtà descritta. Gli scrittori veristi non hanno interessi politici o sociali, ma solo narrativi: il verismo, pertanto, non ebbe, se non implicitamente, il valore di denuncia che espressa dai contemporanei naturalisti francesi. Il limite dei nostri veristi fu, semmai, il carattere sostanzialmente bozzettistica ed esteriore della loro rappresentazione della realtà regionale e contadina: essi guardarono sempre dall'esterno il mondo degli umili che rappresentarono, mostrarono sì una forte carica di simpatia e di pietà per la loro esistenza e per la loro miseria, ma quasi mai seppero capire la profonda umanità dei semplici sentimenti e la particolare civiltà che essi esprimevano. Uno solo tra i veristi seppe calarsi all'interno dei personaggi che rappresentò, esprimerne i sentimenti quasi con il loro stesso punto di vista verso l'esistenza, con lo stesso loro linguaggio: Giovanni Verga. Per questo egli appare come un caposcuola, la personalità letteraria più grande e rappresentativa della seconda metà dell'Ottocento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-08 15:59:12 UTC</pubDate>
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         <title>1.  De Balzac à Zola•  Le roman, miroir de la société. Déjà en son temps, Balzac avait proposé au roman des ambitions nouvelles. Dans le célèbre avant-propos à La Comédie humaine (1842), il s&#39;était proclamé l&#39;historien des mœurs, décrivant Paris et la province, la noblesse et la bourgeoisie, l&#39;armée et le clergé, la presse et l&#39;édition. « La société française, disait-il, allait être l&#39;historien, je ne devais être que le secrétaire. » De Balzac à Zola, et quelles que soient les différences qu&#39;il comporte, le roman se propose d&#39;être comme le miroir du XIXe siècle. Waterloo est raconté dans Les Misérables, il l&#39;avait été dans La Chartreuse de Parme. La révolution de 1848 était évoquée dans L&#39;Éducation sentimentale. La Débâcle de Zola décrivait la défaite de 1870. Les Goncourt s&#39;affirmaient, eux aussi, les historiens du présent. Zola, qui considérait le roman comme une vaste enquête sur la nature et sur l&#39;homme, voulait, dans ses Rougon-Macquart, « étudier tout le second Empire, peindre tout un âge social ».De 1830 à 1890, la société française a changé, et ce changement se reflète dans le roman, Balzac avait donné aux usuriers un rôle considérable parce qu&#39;en son temps le crédit n&#39;était pas encore organisé ; mais Zola, dans La Curée, évoquait les spéculations liées aux grands travaux d&#39;urbanisme. Dans L&#39;Argent, la spéculation boursière l&#39;emportait même sur la spéculation foncière. Zola a saisi, dans Au Bonheur des dames, un développement de l&#39;économie auquel Balzac n&#39;avait pu assister : l&#39;élimination du petit commerce par les grands magasins. Surtout, de Balzac à Zola, on assiste, dans le roman, à la montée d&#39;une force neuve, celle du peuple. Il était déjà présent dans l&#39;œuvre de George Sand ; il y avait, dans Les Misérables, un Paris qu&#39;on ne trouve pas chez Balzac, celui qui, au XIXe siècle, faisait le coup de feu sur les barricades. Mais c&#39;est L&#39;Assommoir de Zola qui était le premier grand roman sur le peuple, et qui avait, disait Zola, « l&#39;odeur du peuple ». Germinal, quelques années plus tard, était le roman de la révolte populaire, le roman d&#39;un peuple qui devenait, virtuellement, le moteur de l&#39;histoire.</title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/145864588</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-01-08 16:55:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/146461748</link>
         <description><![CDATA[<div><strong> Il Naturalismo nacque in Francia attorno alla metà dell'Ottocento, per opera di scrittori come Flaubert, Zolà, e Maupassant. Tale corrente letteraria, in realtà, aveva già avuto, nella prima metà del secolo, un illustre precursore in Honorè de Balzac, che, con la sua "Commedia umana", un grandioso affresco della società francese dalla Rivoluzione al 1848, aveva offerto un primo esempio di realismo sociologico. Tuttavia, il vero caposcuola dei naturalisti francesi e il maggiore teorico del movimento fu Emile Zolà, che ne fissò i principi nella teoria del "romanzo sperimentale", prendendo a prestito dalla scienza il metodo della osservazione diretta. </strong><mark>Secondo Zola lo scrittore non doveva scrivere stando seduto al tavolo di lavoro, chiuso nel suo studio, ma sarebbe dovuto uscire in mezzo alla gente, "sperimentare"le azioni, frequentare i luoghi dove avrebbe inserito i personaggi del suo romanzo. Poi, una volta a casa, lo scrittore doveva limitarsi a trascrivere sulla pagina, con distacco ed imparzialità, ciò che aveva visto e sentito, come uno scienziato riferisce dell'esperimento appena terminato. Lo scrittore doveva individuare i moventi delle azioni umane e doveva andarli a cercare nella dipendenza di ogni individuo dall'ambiente in cui vive e dalle tare ereditarie che porta con sé. E ciò in piena adesione all'estetica naturalistica, per cui l'opera d'arte doveva appunto mettere in evidenza i condizionamenti oggettivi dell'uomo, e cioè quelli della razza, dell'ambiente e del momento storico, come 2 affermava Taine. Perciò l'attenzione di Zolà e degli altri naturalisti è incentrata sugli aspetti meno gradevoli della realtà sociale, e in particolare sulla plebe parigina, sui diseredati che vivono nei bassifondi delle grandi città, sui minatori, e sul proletariato in genere, tutti analizzati in stretto rapporto con l'ambiente in cui si muovono</mark>. <br><br>PRINCIPI DEL NATURALISMO<br> I principi del Naturalismo definiti da Zola possono essere così sintetizzati:<br>1) lo scrittore deve essere simile ad uno scienziato sperimentatore e riprodurre nella sua opera l'esperienza reale e vissuta; <br>2) l'argomento dell'opera letteraria deve essere la realtà sociale, studiata nel rispetto nelle leggi scientifiche che la governano, e soprattutto quella della ereditarietà e del condizionamento ambientale; 3) la pagina scritta deve riflettere la realtà, assumendo l'aspetto di un documento oggettivo e non lasciare mai trasparire la soggettività e l'opinione dell'autore.Gli scrittori naturalisti, mentre denunciano gli aspetti più negativi della società e la penosa condizione degli emarginati e dei diseredati, manifestano al tempo stesso la volontà di contribuire a renderla migliore, anche a costo di battaglie personali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-11 10:02:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/146463191</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Réalisme et naturalisme en littérature</strong><br><br></div><div><strong>Le naturalisme est un mouvement littéraire du XIXè siècle, qui consiste à décrire le monde et les hommes «tels qu’ils sont, jusque dans leurs réalités les plus basses et les plus sordides » (Virgule n°67, Octobre 2009, extrait de l’article Guy de Maupassant). L’écrivain observe et décrit de manière stricte, presque scientifique, les mœurs des gens de son époque. Zola est un des plus grands écrivains naturaliste du XIXè siècle.</strong></div><div><br><br></div><div><strong> Le réalisme est également un mouvement littéraire du XIXè siècle. Il consiste à écrire des textes de façon à ce que l’histoire paraisse le plus vrai possible. </strong></div><div><br><br></div><div><strong>Le réalisme est moins scientifique que le naturalisme.</strong></div><div><strong>Le réalisme est apparu vers 1830 et a été très utilisé jusqu’en 1860. On retrouve le réalisme dans la peinture et les romans. Il est représenté principalement par Balzac et Stendhal. Les réalistes cherchent à montrer la vérité sur les hommes.</strong></div><div><br><br></div><div><strong>Le naturalisme est un mouvement issu du réalisme.</strong></div><div><strong>Le naturalisme est né dans la deuxième moitié du XIXè siècle et a duré a peu près jusqu’à la fin du Second Empire. Emile Zola (</strong><em>Thérèse Raquin</em><strong>, 1867), Maupassant (</strong><em>Bel-Ami</em><strong>, 1885) ou Jules et Edmond Goncourt (</strong><em>René Mauperin</em><strong>, 1864) étaient des écrivains naturalistes.</strong></div><div><br><br></div><div><strong>les méthodes<br></strong><br></div><div><strong>Les réalistes observent la vie alentour et choisissent un aspect de cette vie, qu’ils vont tâcher de reproduire dans leur texte grâce à un vocabulaire simple et précis. <br></strong><br></div><div><strong>Les naturalistes vont suivre la même méthode, mais ils vont étudier leur sujet de manière plus précise et scientifique -en s’appuyant sur des théories récentes (à l’époque) - que les réalistes. Les naturalistes utilisent entre autre la théorie de l’évolution de Darwin (1809-1882) </strong>célèbre pour avoir formulé la théorie de l'évolution des espèces animales et végétales par sélection naturelle en agissant sur la diddérence et les changements des caractères héréditaires)<strong>, le déterminisme d’Hippolyte Taine (1828-1893) </strong>qui disait que l'oeuvre d'art, comme toute expression humaine, est le résultat de trois facteurs (hérédiaire=race,  milieu social= milieu,   moment historique = moment)<strong> , la théorie de l’hérédité du Docteur Lucas (</strong>selon lui, le processus héréditaire peut aboutir à trois résultats différents: la ressemblance exclusive du père ou de la mère -l'élection, la représentation simultanée -le mélange, ou la fusion des deux créateurs dans le produit -la combinaison) <strong>et la théorie de l’expérimentation de Claude Bernard (1813-1878).<br></strong><br></div><div><strong>les choix d’écriture<br></strong><strong><mark>Les écrivains réalistes traitent de certains aspects de la vie des gens,</mark></strong><strong> souvent des bourgeois, comme par exemple leurs réussites, leurs problèmes familiaux… </strong><strong><mark>ils les décrivent avec un langage courant, avec des mots simples. </mark></strong></div><div><strong>Les naturalistes traitent des mêmes choses mais s’intéressent plus aux classes en difficulté (les ouvriers, les travailleurs des minières de charbon...).</strong></div><div><br><br></div><div><strong> Conclusion<br></strong><strong><mark>Le réalisme et le naturalisme apportent de la rigueur et une ouverture sur la science à la littérature.</mark></strong></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-11 10:11:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
         <link>https://padlet.com/canale_rina/ocr0juksznsu/wish/146463501</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Le positivisme</strong> est un courant philosophique né au XIXe siècle et qui connaît également des versions contemporaines, parfois sans lien direct, comme <strong>l'empirisme logique</strong>. </div><div>Il rejette les méthodes non expérimentales pour la description de la réalité, telles que l'introspection et l'intuition. </div><div>ll déploie ainsi une forme de <strong>philosophie mécaniste </strong>chère à certains esprits des Lumières.</div><div>Il veut construire une <strong>philosophie des sciences</strong> qui part des mathématiques pour aller jusqu'à la sociologie et la science politique, et <strong>une philosophie de l'histoire </strong>qui conçoit le processus historique comme une avancée vers davantage de rationalité scientifique (« positive ») et moins de théologie et de spéculation métaphysique sur les réalités transcendantes. </div><div>C'est la loi des trois états d'Auguste Comte. </div><div><strong>Le positivisme s'en tient aux relations entre les phénomènes, et ne cherche pas à connaître leur nature intrinsèque: il met l'accent sur les lois scientifiques, et refuse la notion de cause.</strong></div><div>Le positivisme, en s'opposant aux croyances théologiques et à toutes les formes de superstition, est associé à la <strong>confiance dans le progrès scientifique et la formalisation mathématique du réel</strong> : cette « troisième voie », contemporaine du darwinisme, a été souvent dénoncée comme réductionniste par la systémique contemporaine et par la négation de la dichotomie nature versus culture, oblitérant du même coup le concept de libre arbitre. Ce qui l'oppose radicalement au marxisme et à la raison dialectique.</div><div>Engendrant des « disciples » après 1857, ce courant fut bientôt en proie à de nombreuses tensions internes ; cependant, le positivisme a marqué la plupart des domaines de la pensée occidentale du XIXe siècle, exerçant une influence entre autres sur l'empirisme logique. </div><div>Le positivisme se décline sous plusieurs formes et courants pas forcément liés les uns aux autres : </div><ul><li>au départ, le positivisme scientifique d'Auguste Comte (1798-1857), développé de 1830 à 1845; </li><li>l'évolution du positivisme d'Auguste Comte vers une forme « religieuse », avec sa « religion » de l'humanité (1847-1857); </li><li>le positivisme juridique ; le positivisme logique fondé dans les années 1920 par le Cercle de Vienne ;</li><li>certains courants du positivisme anglais qui dérivent de l'altruisme comtien ;</li><li>enfin le « néopositivisme » contemporain. </li></ul><div>Même si certains philosophes contemporains considèrent le positivisme de Comte comme dépassé, il n'en reste pas moins qu'un certain esprit positiviste subsiste à travers les formes de pensée dominantes de la civilisation occidentale, et que les structures qu'il a contribué à mettre en place en sont fortement marquées.</div><div><br><strong>Le positivisme a exercé une influence considérable dans la deuxième moitié du XIX</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/XIXe_si%C3%A8cle"><strong>e siècle</strong></a><strong> et jusqu'à la </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Seconde_Guerre_mondiale"><strong>Seconde Guerre mondiale</strong></a><strong>.</strong></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9decine"><strong>Médecine</strong></a></div><div><strong>La médecine a été chronologiquement le premier domaine influencé par le positivisme, à travers des personnalités comme :<br></strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Claude_Bernard"><strong>Claude Bernard</strong></a><strong>, médecin et physiologiste français ;</strong></div><div><br><br></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Philosophie"><strong>Philosophie</strong></a></div><div><strong>L'influence d'Auguste Comte s'est transmise à :<br></strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Pierre_Laffitte_(philosophe)"><strong>Pierre Laffitte</strong></a><strong> (</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/1823"><strong>1823</strong></a><strong>-</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/1903"><strong>1903</strong></a><strong>), « converti » en </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/1845"><strong>1845</strong></a><strong>, qui prit la tête de l'« </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89glise_positiviste"><strong>Église positiviste</strong></a><strong> » (société positiviste), après la mort d'</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Auguste_Comte"><strong>Auguste Comte</strong></a><strong> ;<br></strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Ernest_Renan"><strong>Ernest Renan</strong></a><strong>, écrivain, philosophe, philologue et historien français;<br></strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Hippolyte_Taine"><strong>Hippolyte Taine</strong></a><strong> philosophe et historien ;<br></strong><br></div><div><strong>pendant l'entre-deux guerres dans le </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Cercle_de_Vienne"><strong>Cercle de Vienne</strong></a><strong> (</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Positivisme_logique"><strong>positivisme logique</strong></a><strong>) ;</strong></div><div><strong>et se fait sentir de nos jours dans le néopositivisme contemporain, qui est une forme de </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Scientisme"><strong>scientisme</strong></a><strong>.<br></strong><br></div><div><strong><br>Enseignement</strong></div><div><strong>Les lois sur l'enseignement primaire de </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Jules_Ferry"><strong>Jules Ferry</strong></a><strong> (</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/28_mars"><strong>28</strong></a><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Mars_1882"><strong>mars</strong></a><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/1882"><strong>1882</strong></a><strong>) se sont inspirées du positivisme.<br></strong><br></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Droit"><strong>Droit</strong></a></div><div><strong>L'influence a été très forte sur le </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Droit"><strong>droit</strong></a><strong>, à travers le mouvement du </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Positivisme_juridique"><strong>positivisme juridique</strong></a><strong> :<br></strong><br></div><div><strong>Théories du </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Normativisme"><strong>normativisme</strong></a><strong> et de l'</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89tat"><strong>État</strong></a><strong> de droit de </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Hans_Kelsen"><strong>Hans Kelsen</strong></a><strong>, qui a donné le </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Droit_positif"><strong>droit positif</strong></a><strong> français,</strong></div><div><strong>Théorie de l'</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89tat"><strong>État</strong></a><strong> de service de </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9on_Duguit"><strong>Léon Duguit</strong></a><strong>.<br></strong><br></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Litt%C3%A9rature"><strong>Littérature</strong></a><strong>, </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Fiction"><strong>fiction</strong></a><strong> et </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Linguistique"><strong>linguistique</strong></a></div><div><strong>Auguste Comte a influencé :<br></strong><br></div><ul><li><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Jules_Verne"><strong>Jules Verne</strong></a><strong> qui, dans </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Jules_Verne#Les_Voyages_extraordinaires"><em>Les voyages extraordinaires</em></a><strong> (54 volumes), publiés par son </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89dition_(document)"><strong>éditeur</strong></a><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Pierre-Jules_Hetzel"><strong>Pierre-Jules Hetzel</strong></a><strong>, a donné une certaine vision du </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Monde_(univers)"><strong>monde</strong></a><strong> à la </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Jeunesse"><strong>jeunesse</strong></a><strong> de cette époque.</strong></li><li><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Littr%C3%A9"><strong>Émile Littré</strong></a><strong>, philologue et médecin français, auteur du </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Dictionnaire_de_la_langue_fran%C3%A7aise_(Littr%C3%A9)"><strong>Dictionnaire de la langue française (Littré)</strong></a><strong>.</strong></li><li><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Linguistique"><strong>Linguistique</strong></a><strong> : les mots « altruisme », « </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Synergie"><strong>synergie</strong></a><strong> », sont d'origine positiviste. Le mot « sociologie » a été inventé par </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Siey%C3%A8s"><strong>Sieyès</strong></a><strong> et non par Auguste Comte, qui l'a seulement popularisé.</strong></li><li><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Zola"><strong>Émile Zola</strong></a><strong> expose dans </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Le_roman_exp%C3%A9rimental"><em>Le roman expérimental</em></a><strong> sa volonté d'étendre les idées de </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Claude_Bernard"><strong>Claude Bernard</strong></a><strong> au roman, qui selon lui partage avec la médecine le fait d'être encore considéré comme un art alors qu'il faudrait le pratiquer comme une science.</strong></li></ul><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Sciences_%C3%A9conomiques"><strong>Économie</strong></a></div><div><strong>Mélangée à d'autres </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Id%C3%A9ologie"><strong>idéologies</strong></a><strong>, son influence s'est manifestée aussi dans l'</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Sciences_%C3%A9conomiques"><strong>économie</strong></a><strong> (conjuguée avec le </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Saint-simonisme"><strong>saint-simonisme</strong></a><strong>). </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/John_Stuart_Mill"><strong>John Stuart Mill</strong></a><strong>, économiste anglais, fut séduit par les idées de Comte, mais s'en détourna vers </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/1842"><strong>1842</strong></a><strong>.<br></strong><br></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Sociologie"><strong>Sociologie</strong></a></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Auguste_Comte"><strong>Auguste Comte</strong></a><strong> est souvent considéré en France comme l'un des précurseurs de la </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Sociologie"><strong>sociologie</strong></a><strong>. En fait, le terme de sociologie fut créé par </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Siey%C3%A8s"><strong>Sieyès</strong></a><strong>, et l'étude des phénomènes sociaux était antérieure à Comte (voir </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Sociologie"><strong>sociologie</strong></a><strong>). Il n'en reste pas moins vrai que, dans l'évolution de la pensée occidentale des deux derniers siècles, le positivisme de Comte a influencé des sociologues comme </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Durkheim"><strong>Émile Durkheim</strong></a><strong>, ou </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Herbert_Spencer"><strong>Herbert Spencer</strong></a><strong> (utilitarisme anglais). Pour expliquer la psychologie de l'Homme, </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Auguste_Comte"><strong>Auguste Comte</strong></a><strong> crée une Triade basée sur les principes d'action de l'Homme :<br></strong><br></div><ul><li><strong>la race (l'</strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Atavisme"><strong>atavisme</strong></a><strong>),</strong></li><li><strong>le milieu social,</strong></li><li><strong>le moment, l'époque.</strong></li></ul><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Politique"><strong>Politique</strong></a></div><div><strong>Les mouvements socialistes au </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/XIXe_si%C3%A8cle"><strong>xixe siècle</strong></a><strong> ont été marqués par le positivisme. </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Claude_All%C3%A8gre"><strong>Claude Allègre</strong></a><strong>, dans son </strong><em>dictionnaire amoureux de la science</em><strong>, note que </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Jean_Jaur%C3%A8s"><strong>Jean Jaurès</strong></a><strong> aurait assisté aux </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Banquets_r%C3%A9publicains"><strong>banquets républicains</strong></a><strong> de la « </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Secte"><strong>secte</strong></a><strong> » positiviste ;<br></strong><br></div><div><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Histoire"><strong>Histoire</strong></a></div><div><strong>Le positivisme a introduit de nouvelles formes de </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9thodologie_historique"><strong>méthodologie historique</strong></a><strong>, notamment chez les historiens </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Charles-Victor_Langlois"><strong>Charles-Victor Langlois</strong></a><strong> et </strong><a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Charles_Seignobos"><strong>Charles Seignobos</strong></a><strong>.<br></strong><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-11 10:12:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Balzac et ses contemporains. </strong></div><div><strong>Alexandre Dumas </strong></div><div>Les relations étaient assez cordiales avec <strong>Alexandre Dumas-père</strong>, qui manifestait une vraie admiration pour l'auteur de <strong>La Comédie humaine</strong>. Mais il y eut peu d'échange entre les deux écrivains qui avaient chacun un objectif littéraire, un style, et une sensibilité bien différente.</div><div><br><br></div><div><strong>Hippolyte Taine</strong></div><div>En 1858, <strong>Taine</strong> publie une longue étude sur Balzac dans une série d'articles. Cette étude aura un retentissement durable et établira <strong>La Comédie humaine</strong> comme « <strong>le grand monument littéraire </strong>» du siècle. Taine examine successivement la vie de Balzac, son esprit, son style, son monde, ses personnages et sa philosophie :« il annonçait le projet d'écrire une <strong>histoire naturelle de l'homme</strong> ; on a composé le catalogue des animaux, il voulait faire <strong>l'inventaire des mœurs</strong>. Il l'a fait ; l'histoire de l'art n'a point encore offert une idée aussi étrangère à l'art, ni une œuvre d'art aussi grande ; il a presque égalé l'immensité de son sujet par l'immensité de son érudition. »</div><div><br><br></div><div><strong>Charles Baudelaire</strong></div><div>Admirateur de Balzac, <strong>Baudelaire </strong>ne le voyait pas comme un observateur du réel, mais comme un visionnaire passionné: « Tous ses personnages sont doués de l'ardeur vitale dont il était animé lui-même. Cependant, Baudelaire regrettait que ce cerveau poétique fût tapissé de chiffres comme le cabinet d'un financier.</div><div><br><br></div><div><strong>Émile Zola</strong></div><div>Bien que n'ayant pas connu l'homme Balzac,<strong> Zola </strong>était un fervent admirateur de son œuvre. Inspiré par l'exemple de La Comédie humaine. Zola dressa en 1868-1869 les plans d'une série de romans qui deviendront plus tard les 20 volumes du cycle des <strong>Rougon-Macquart, histoire naturelle d'une famille sous le Second Empire,</strong> et qui constitueront sa préoccupation première pendant les 25 années suivantes</div><div><br><br></div><div><strong>Gustave Flaubert.</strong></div><div>Dès la parution de <strong>Madame Bovary</strong> (1856), puis de <strong>L’Éducation sentimentale</strong>, <strong>la critique littéraire,</strong> soit à titre d'éloge sincère, soit à titre d'éloge venimeux, se plut à souligner la filiation entre <strong>Gustave Flaubert et Honoré de Balzac,</strong> ce qui n'était pas faux. </div><div>Sur Madame Bovary : « Voici un spécimen très frappant et très fort de l'école réaliste. Le réaliste existe donc, car ceci est très neuf. Mais, en y réfléchissant, nous trouvâmes que c'était encore du Balzac (tant mieux assurément pour l'auteur), du Balzac expurgé de toute concession à la bienveillance romanesque, du Balzac âpre et contristé, du Balzac concentré, si l'on peut parler ainsi. Il y a là des pages que Balzac eût certainement signées avec joie. Mais il ne se fût peut-être pas défendu du besoin de placer une figure aimable ou une situation douce dans cette énergique et désolante de la réalité. </div><div>Quand parut Madame Bovary, les esprits déliés et pénétrants sentirent dès lors que <strong>Balzac avait un héritier</strong>. L’Éducation sentimentale, au point de vue du talent et comme mérite d’exécution littéraire, est, avec Madame Bovary, ce que le roman d’analyse sociale et d’observation positive a produit de plus remarquable, de plus complet et de plus fort depuis la mort de Balzac. » Ces éloges déplaisaient fort à Flaubert qui, pourtant, dès 1862, avant de commencer L'Éducation sentimentale, <strong>Flaubert se défendit énergiquement de toute référence à Balzac, prétendant que son illustre prédécesseur écrivait mal. </strong></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-11 10:13:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Naturalisme: École littéraire amorcée par le réalisme, groupée autour de Zola, qui visait, par l'application à l'art des méthodes et des résultats de la science positive, à reproduire la réalité avec une objectivité parfaite et dans tous ses aspects, même les plus vulgaires. </div><div>Dans une fin du XIXe siècle fascinée par la science, le naturalisme, véritable système d'analyse et d'explication de la nature, est l'aventure d'un groupe fortement structuré par la personnalité d'Émile Zola. </div><div>Afin de chercher la vérité et de la donner à voir, il privilégie le roman, qui sera plus que tout autre le genre des grandes œuvres naturalistes.</div><div>Prenant la relève du réalisme, qui a surtout cherché à décrire minutieusement la réalité, le naturalisme prétend faire de la littérature un mode d'expérimentation du monde réel. </div><div>La tradition attribue à Zola la remise à la mode du terme «<strong> naturaliste </strong>» pour désigner une littérature scientifique, qui « obéisse à l'évolution générale du siècle ». </div><div><br><br></div><div><strong>Littérairement</strong>, le naturalisme est d'abord l'aventure d'un groupe, dont <strong>Zola</strong> est l'énergique fédérateur. Enthousiastes, fidèles jusqu'au bout ou vite déçus et distants, les écrivains qui le suivent partagent avec lui quelques idées fortes et <strong>quelques rejets : celui du romantisme,</strong> « un jargon que nous n'entendons plus », coupable d'avoir tourné au sentimentalisme niais et à un idéalisme dont les réalités de la société industrielle moderne révèlent les illusions et les mensonges ; celui de <strong>l'imagination, disqualifiée au profit de l'observation </strong>; c<strong>elui du simple réalisme, qui se veut miroir, reflet, mais non éclaircissement et explication</strong>. </div><div>Les disciples de Zola – Maupassant, Huysmans, Daudet, Mirbeau, Vallès à certains égards, Céard, Hennique – se réunissent dans sa maison de Médan au cours de « soirées » où s'élabore la doctrine de la nouvelle école. <strong>Tous sont convaincus que la littérature ne peut plus se faire hors de l'histoire ni hors d'une prise de conscience des mécanismes sociaux : impossible de continuer à se taire sur les réalités nouvelles, sur le développement des grandes villes, tristes, misérables, formes visibles de l'enfer pour tant de malheureux qui s'y entassent ; sur toutes les injustices d'une société broyeuse des pauvres ; sur le scandale des nouveaux pouvoirs ; enfin, sur un phénomène que la médecine contemporaine commence à comprendre, celui de l'hérédité physiologique, avec sa longue suite de tares, de déchéances et de crimes.</strong></div><div>Ces choix ne peuvent aller sans engagements : <strong>au moins sceptiques, athées et matérialistes lorsqu'ils ne sont pas hommes de gauche, les naturalistes se réclament d'une conception déterministe des rapports sociaux et des comportements.</strong></div><div>Les naturalistes enfin, fascinés par l'esprit de déduction et de rationalisation, hantés par le modèle médical (avec, notamment, en 1865, l'Introduction à l'étude de la médecine expérimentale, de Claude Bernard), se proposent d'étudier les maladies du corps social, guetté, comme tout organisme, par la folie menaçante et travaillé par l'instinct de mort. Et, pour certains d'entre eux, dont Zola, cette étude scientifique n'est pas séparable d'une volonté de dénonciation et de changement. L'aventure de ce groupe actif culminera vers 1880 : Zola publie Nana – qui connaît plus de 80 éditions en six mois – ainsi que son ouvrage théorique essentiel, le Roman expérimental.</div><div>C'est rappeler que l'inceste, le parricide, l'adultère, la perversion et la corruption généralisées, s'ils recouvrent tout, entraînent aussi la littérature dans un désespoir fatal ; et c'est souligner la part écrasante de la mythologie personnelle de Zola dans le système naturaliste, dont, partiellement, elle finira par avoir raison. Et, devant ces « tranches de vie » saignantes et putrides, face à ces paysages où la lumière entrevue est aussitôt voilée par la crasse des villes et la fumée des usines, face à ces êtres aliénés, hommes perdus de misère et de boisson, étouffant de violence, femmes devenues bêtes de somme ou bêtes de plaisir, enfants abrutis, battus, dans les yeux desquels ne passe qu'un éclair louche, signe de leur appartenance aux damnés de la Terre, les disciples se détournent : Huysmans cherche Dieu, Maupassant explore, aux confins du fantastique, les limites où se confondent folie et raison, vie et mort. </div><div><strong>Le roman apparaît aux naturalistes comme le genre par excellence capable d'embrasser le réel, apte à accueillir documents et renseignements de toutes sortes sur les milieux sociaux, les conditions de vie de ses personnages, leur environnement géographique, social ou politique.</strong> Il appartient au romancier d'ordonner une véritable enquête de terrain en fonction de la conviction première qu'il existe des mécanismes générateurs d'enchaînements (lois de l'hérédité, déterminisme des milieux). Un roman naturaliste est donc une expérience construite, sur laquelle le romancier raisonne. Méthode prise dans un système, inévitablement le roman décrit, démonte, parvient aux mêmes conclusions : les Rougon-Macquart montrent le jeu de la race, modifiée par les milieux sociaux, avec pour fil conducteur l'hérédité.La « conclusion » de l'expérience ne saurait être originale : elle s'impose par la liaison des causes et des effets. Pourtant, le romancier naturaliste n'est pas neutre : son but est moral et politique. </div><div><strong>Le naturalisme, tout en chantant le progrès, tout en regardant, fasciné, se développer le machinisme, propose une vision profondément pessimiste et critique du monde. Il reconnaît ce qu'il doit à la philosophie de Schopenhauer, « qui a renversé les croyances, les espoirs, les poésies, les chimères » (</strong>Maupassant) et qui « s'écriait, dans sa miséricorde indignée : Si un Dieu a fait ce monde, je n'aimerais pas à être ce Dieu ; la misère du monde me déchirerait le cœur » (Huysmans). Ces choix et cette méthode introduisent dans la littérature une précision et une rigueur propres à en développer les pouvoirs authentiquement sociologiques : Marx est encore mal connu, ni Durkheim ni Freud ne se sont encore manifestés, et le roman naturaliste traverse en tâtonnant des espaces qu'ils conquerront bientôt. </div><div><strong>Zola et ses amis ne répètent pas la leçon balzacienne, qui centre tout sur l'individu, mais peignent ce qui constitue, aliène et généralise indéfiniment ces « singularités ». Justement, cette singularité psychologique rassurante disparaît, et le héros change de statut : saisi dans la complexité de son inscription sociale, pourvu d'un tempérament (et non plus d'un caractère) passif devant les fatalités qui l'écrasent, il est emporté par la figure moderne du Destin, l'implacable déterminisme. De plus, il est montré sur fond de foule moderne, dans son impuissance à penser les nouveaux rapports de l'homme à la machine, laminé par la modernité technique qui s'impose. C'est dans ce qui, traditionnellement, était le lieu de l'anti-héroïsme par excellence – le peuple, bon pour les romans « comiques » ou picaresques, mais non pour les « grands » romans – que le naturalisme va chercher ses héros : des obscurs, des sans-grade, ouvriers, petits fonctionnaires dérisoires, aux histoires lamentables, même si Zola clame, dans le Roman expérimental, que « la nature n'est pas toute dans l'ouvrier, elle est aussi dans la nature qu'elle peint ». </strong></div><div><strong>La mise en scène de ces types rapporte le roman aux temps lointains de l'épopée, où les camps étaient clairement séparés en bons et en méchants, en justes et en injustes, en forts et en faibles.</strong> Mais ce retour de l'épique n'est lié qu'à des contenus, en fait idéologiques, et ne produit rien de grand, de nécessaire, de fondateur : au contraire, des échecs, des avortements, des désespoirs.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-11 10:14:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 05:43:39 UTC</pubDate>
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         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Le roman réaliste</strong></div><div><br><strong>Le </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/R%C3%A9alisme_(litt%C3%A9rature)"><strong>roman réaliste</strong></a><strong> a un objectif esthétique clair : il s'agit de produire un « effet de réel » en peignant avec un souci constant du détail et de la vraisemblance les décors, les personnages et les faits. Les expressions de </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Stendhal"><strong>Stendhal</strong></a><strong> (roman = miroir) ou de Balzac (romancier = historien du présent) montrent dans la première moitié du siècle une voie qu'approfondiront </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Gustave_Flaubert"><strong>Gustave Flaubert</strong></a><strong> et</strong> <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Maupassant">Maupassant</a> (préface de <em>Pierre et Jean</em>), puis <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Zola"><strong>Zola</strong></a><strong> et son naturalisme. Le roman du xix</strong><strong><sup>e</sup></strong><strong> siècle fera parallèlement une large place au </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Roman_d'apprentissage"><strong>roman d'apprentissage</strong></a><strong>, en accompagnant les débuts dans la vie sociale des personnages.</strong><br><br></div><div>(il romanzo di formazione è un genere letterario riguardante l'evoluzione del protagonista verso la maturazione e l'età adulta, nonchè la sua origine storica. In passato lo scopo del romanzo di formazione era quello di promuovere l'integrazione sociale del protagonista, mentre oggi è quello di raccontarne emozioni, sentimenti, progetti, ...<br><strong>La fin du siècle est marquée cependant par une réaction contre ce réalisme jugé trop « bas » et par une attitude « idéaliste » associée à un retour à la perspective religieuse avec </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Joris-Karl_Huysmans"><strong>Huysmans</strong></a><strong> (</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/%C3%80_Rebours"><strong><em>À Rebours</em></strong></a><strong> - 1884)</strong>. <br>D'autres ouvertures apparaissent comme l'exotisme, impressionniste et réaliste à la fois, de <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Pierre_Loti">Pierre Loti</a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/P%C3%AAcheur_d'Islande"><em>Pêcheur d'Islande</em></a>- 1886) et la naissance du roman d'analyse « pré-proustien » avec <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Paul_Bourget">Paul Bourget</a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Disciple"><em>Le Disciple</em></a> - 1889) ou <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Anatole_France">Anatole France</a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Lys_Rouge"><em>Le Lys Rouge</em></a> - 1894).<br><br></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Stendhal">Stendhal</a>.</div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Stendhal"><br>Stendhal</a> (1783-1842) a laissé des romans importants, avec des figures emblématiques comme <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Julien_Sorel">Julien Sorel</a> ou Fabrice del Dongo dans <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Rouge_et_le_Noir"><em>Le Rouge et le Noir</em></a> (1830) et <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Chartreuse_de_Parme"><em>La Chartreuse de Parme</em></a> (1839) en laissant inachevé <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Lucien_Leuwen"><em>Lucien Leuwen</em></a> (1835). Entre romantisme et réalisme, l'étiquette qu'on lui attribue est elle aussi discutable.<br><br></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac">Balzac</a>.</div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac"><br>Honoré de Balzac</a> (1799-1850) est un créateur d'exception, auteur d'une œuvre immense qu'il intitulera tardivement <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Com%C3%A9die_humaine"><em>La Comédie humaine</em></a> en classant en trois groupes les 91 romans, contes et nouvelles écrits entre 1829 et 1848. Le groupe le plus important (de très loin) est celui des études de mœurs découpées en « scènes de la vie privée » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_P%C3%A8re_Goriot"><em>Le Père Goriot</em></a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Colonel_Chabert"><em>Le Colonel Chabert</em></a>…), « scènes de la vie de province » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Eug%C3%A9nie_Grandet"><em>Eugénie Grandet</em></a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Lys_dans_la_vall%C3%A9e"><em>Le Lys dans la vallée</em></a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Illusions_perdues"><em>Illusions perdues</em></a>), « scènes de la vie parisienne » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/C%C3%A9sar_Birotteau"><em>César Birotteau</em></a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Cousine_Bette"><em>La Cousine Bette</em></a>…), « scènes de la vie politique  » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Une_t%C3%A9n%C3%A9breuse_affaire"><em>Une ténébreuse affaire</em></a>…), « scènes de la vie militaire » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Chouans"><em>Les Chouans</em></a>…) et « scènes de la vie de campagne » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_M%C3%A9decin_de_campagne"><em>Le Médecin de campagne</em></a>…). On trouve ensuite les études philosophiques (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Peau_de_chagrin"><em>La Peau de chagrin</em></a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Louis_Lambert"><em>Louis Lambert</em></a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Chef-d'%C5%93uvre_inconnu"><em>Le Chef-d'œuvre inconnu</em></a>…), ces dernières œuvres ramenant davantage au fantastique et au mysticisme qu'au réalisme. La Comédie humaine comprend aussi des études analytiques (la <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Physiologie_du_mariage"><em>Physiologie du mariage</em></a>).<br><br></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Flaubert">Flaubert</a>.</div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Maupassant">Maupassant</a>.</div><ul><li>La génération suivante amplifiera cette approche réaliste avec <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Gustave_Flaubert">Gustave Flaubert</a><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Litt%C3%A9rature_fran%C3%A7aise_du_XIXe_si%C3%A8cle#cite_note-18"><sup>[18]</sup></a> (1821-1880) dont on doit mentionner au moins deux chefs-d’œuvre où apparaissent aussi son souci de la perfection du style et son ironie pessimiste : <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Madame_Bovary"><em>Madame Bovary</em></a> (1857) et <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/L%E2%80%99%C3%89ducation_sentimentale"><em>L’Éducation sentimentale</em></a> (1869). Son « disciple », <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Guy_de_Maupassant">Guy de Maupassant</a> (1850-1893), maître incontesté de la nouvelle, s'est essayé également au roman en approfondissant les observations psychologiques et sociologiques comme dans <em>Pierre et Jean</em> (1888), <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Une_vie_(roman)"><em>Une Vie</em></a> (1883) et surtout <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Bel-Ami"><em>Bel-Ami</em></a> (1885).</li></ul><div><br>De nombreux romanciers participent aussi à la création romanesque dans la seconde moitié du siècle. Les frères Goncourt (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Edmond_de_Goncourt">Edmond</a> et <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Jules_de_Goncourt">Jules</a>) avec leur minutie descriptive et leur écriture « artiste » (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Germinie_Lacerteux"><em>Germinie Lacerteux</em></a> – 1865), <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alphonse_Daudet">Alphonse Daudet</a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Petit_Chose"><em>Le Petit Chose</em></a> – 1868) et <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Jules_Vall%C3%A8s">Jules Vallès</a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/L'Enfant_(roman)"><em>L’Enfant</em></a> – 1879) se rattachent au genre réaliste. <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Jules_Verne">Jules Verne</a> aborde les romans d'aventure et d'anticipation avec <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Cinq_semaines_en_ballon"><em>Cinq semaines en ballon</em></a> en 1863.<br><br></div><div><strong>Le roman social</strong></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/George_Sand">George Sand</a>.</div><div><br>À côté de ces œuvres phares de la première moitié du xix<sup>e</sup> siècle, le roman social (et champêtre parfois) trouve sa place dans la littérature avec les textes de <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/George_Sand">George Sand</a> (<em>Consuelo</em> – 1842, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Mare_au_diable"><em>La Mare au diable</em></a> -1846, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Petite_Fadette"><em>La Petite Fadette</em></a> – 1849) et, un peu plus tard, avec la grande fresque humaniste de <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Victor Hugo</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Mis%C3%A9rables"><em>Les Misérables</em></a> (1862).<br><br></div><div><strong>Le roman naturaliste</strong></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Zola">Émile Zola</a>.</div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Zola"><br><strong>Émile Zola</strong></a><strong> (1840-1902) est le dernier très grand romancier du siècle : il théorise dans le </strong><strong><em>Roman expérimental</em></strong><strong> (1880) le </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Naturalisme_(litt%C3%A9rature)"><strong>naturalisme</strong></a><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Litt%C3%A9rature_fran%C3%A7aise_du_XIXe_si%C3%A8cle#cite_note-19"><strong><sup>[19]</sup></strong></a><strong> et donne au réalisme extrême, au-delà même des bienséances et en prenant en compte la physiologie, une ambition scientifique en voulant montrer l'influence des milieux sur les individus. Son œuvre, </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Rougon-Macquart"><strong><em>Les Rougon-Macquart</em></strong></a><strong> (sous-titrée </strong><strong><em>Histoire naturelle et sociale d'une famille sous le </em></strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Second_Empire"><strong><em>Second Empire</em></strong></a><strong>) est une somme romanesque de 20 volumes présentant à travers cinq générations successives les conséquences du déterminisme physiologique et social et les manifestations diverses d'une tare initiale. Ses romans puissants, souvent dramatiques et parfois épiques, montrent un tableau critique de la société du Second Empire avec la dénonciation de l'immoralisme des nantis comme dans </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Cur%C3%A9e"><strong><em>La Curée</em></strong></a><strong> (1872), </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Nana_(roman)"><strong><em>Nana</em></strong></a><strong> (1879), </strong><strong><em>L’Argent</em></strong><strong> (1891)… et sa compassion pour le peuple et ses souffrances individuelles et collectives, par exemple Gervaise dans </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/L'Assommoir"><strong><em>L'Assommoir</em></strong></a><strong> (1877), les paysans dans </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Terre_(%C3%89mile_Zola)"><strong><em>La Terre</em></strong></a><strong> (1887), les mineurs dans </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Germinal_(roman)"><strong><em>Germinal</em></strong></a><strong> (1885), les soldats dans </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_D%C3%A9b%C3%A2cle"><strong><em>La Débâcle</em></strong></a><strong> (1892)…<br></strong><br></div><div><strong>La nouvelle et le conte</strong></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Barbey_d'Aurevilly">Barbey d'Aurevilly</a>.</div><div><br><strong>Le genre narratif est aussi, tout au long du siècle, largement représenté par la </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Nouvelle"><strong>nouvelle</strong></a><strong> qui exploite aussi bien l'approche réaliste que la veine fantastique : les grands romanciers ont laissé des traces importantes. Le conte est aussi un mode d'expression, surtout le conte </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Fantastique"><strong>fantastique</strong></a><strong> dont la mode est lancée en France dès 1829 par la traduction des textes de </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Ernst_Theodor_Amadeus_Hoffmann"><strong>Ernst Theodor Amadeus Hoffmann</strong></a><strong> publié en France en </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/1829_en_litt%C3%A9rature"><strong>1829</strong></a><strong> par </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac"><strong>Honoré de Balzac</strong></a><strong> </strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-14 23:37:33 UTC</pubDate>
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         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Les romans du xix</strong><strong><sup>e</sup></strong><strong> siècle</strong></div><div><br><strong>Le </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Roman_(litt%C3%A9rature)"><strong>roman</strong></a><strong> va devenir le genre dominant par sa diffusion massive entretenue par l'instruction publique croissante et le développement de la </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Presse_%C3%A9crite"><strong>presse</strong></a><strong> et des </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Roman-feuilleton"><strong>feuilletons</strong></a><strong> dans la deuxième moitié du siècle. La plupart des romanciers sont issus de la bourgeoisie et vivent désormais de leur plume (parfois très bien comme Hugo, Maupassant ou Zola…). Le roman devient un genre attrape-tout autour d'une base minimum : récit en prose, d'une longueur relativement importante, comportant une part d’imaginaire et s'attachant à des moments de vie des personnages. La typologie est évidemment discutée mais quelques grandes lignes de force sont bien définies</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Litt%C3%A9rature_fran%C3%A7aise_du_XIXe_si%C3%A8cle#cite_note-16"><strong><sup>[16]</sup></strong></a><strong>.</strong><br><br></div><div><strong>Le roman du moi</strong></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois-Ren%C3%A9_de_Chateaubriand"><strong>Chateaubriand</strong></a></div><div><strong><br>Voisin de l'</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Autobiographie"><strong>autobiographie</strong></a><strong> qu'illustre l'imposant </strong><strong><em>Mémoires d'outre-tombe</em></strong><strong> de </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois-Ren%C3%A9_de_Chateaubriand"><strong>Chateaubriand</strong></a><strong> (1848), le roman autobiographique à la première personne marque le début du siècle avec le goût pour la confession intime cachée derrière un prête-nom, en associant lyrisme et narcissisme pour explorer le mal de vivre d'une génération. Il constitue l'un des apports importants du </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Romantisme"><strong>romantisme</strong></a><strong> à la littérature avec des œuvres personnelles comme </strong><strong><em>René</em></strong><strong> (</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois-Ren%C3%A9_de_Chateaubriand"><strong>Chateaubriand</strong></a><strong> -1802), </strong><strong><em>Corinne</em></strong><strong> (</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Madame_de_Sta%C3%ABl"><strong>Madame de Staël</strong></a><strong> -1807), </strong><strong><em>Adolphe</em></strong><strong> (</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Constant"><strong>Benjamin Constant</strong></a><strong> -1816) ou </strong><strong><em>La Confession d'un enfant du siècle</em></strong><strong> (</strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alfred_de_Musset"><strong>Musset</strong></a><strong> – 1836).</strong><br><br></div><div><strong>Le roman historique</strong></div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Dumas_p%C3%A8re">Dumas père</a>.</div><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Walter_Scott"><br><strong>Walter Scott</strong></a><strong> a mis à la mode le genre du </strong><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Roman_historique"><strong>roman historique</strong></a><strong>. Les écrivains y cultivent nostalgie et pittoresque avec un souci de documentation (parfois pesante) et de recréation du passé en mêlant personnages et faits imaginés à des personnages et des actions historiques. </strong>Quelques titres exemplaires : <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Chouans"><em>Les Chouans</em></a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac">Balzac</a> - 1829), <em>Cinq-Mars</em> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alfred_de_Vigny">Vigny</a> – 1828), <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Notre-Dame_de_Paris_(Hugo)"><em>Notre-Dame de Paris</em></a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Hugo</a> – 1831), <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Trois_Mousquetaires"><em>Les Trois Mousquetaires</em></a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alexandre_Dumas_p%C3%A8re">Alexandre Dumas père</a> – 1844), <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Bossu"><em>Le Bossu</em></a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Paul_F%C3%A9val">Paul Féval</a> – 1858). Le genre se prolonge tout au long du siècle avec quelques œuvres notables comme <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Le_Roman_de_la_momie"><em>Le Roman de la momie</em></a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Th%C3%A9ophile_Gautier">Gautier</a> – 1857), <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Salammb%C3%B4"><em>Salammbô</em></a> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Flaubert">Flaubert</a> – 1862), <em>Quatrevingt-treize</em> (<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Hugo</a> – 1874)… Il est cependant concurrencé par le genre voisin du <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Roman-feuilleton">roman-feuilleton</a> qui fait la fortune de la presse et le bonheur des prosateurs comme <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Eug%C3%A8ne_Sue">Eugène Sue</a> avec ses <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Myst%C3%A8res_de_Paris_(roman)"><em>Les Mystères de Paris</em></a> (1842-1843) et sa fresque pittoresque et moraliste de la société du temps.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-14 23:39:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<h1>Littérature française du xix<sup>e</sup> siècle</h1><div><a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Fichier:Mosa%C3%AFque_portraits_-_litt%C3%A9rature_fran%C3%A7aise_19e_s.jpg"></a>Grands écrivains français du xix<sup>e</sup> siècle</div><div><br>La <strong>littérature française du xix</strong><strong><sup>e</sup></strong><strong> siècle</strong> s'inscrit dans une période définie par deux dates repères : <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/1799">1799</a>, date du coup d'État de <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Napol%C3%A9on_Ier">Bonaparte</a> qui instaure le <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Consulat_(histoire_de_France)">Consulat</a> et met d'une certaine façon fin à la période révolutionnaire, et <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/1899">1899</a>, moment de résolution des tensions de l'<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Affaire_Dreyfus">affaire Dreyfus</a> et de la menace du <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Boulangisme">Boulangisme</a> et où s'imposent finalement les valeurs de la <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Troisi%C3%A8me_R%C3%A9publique_(France)">III<sup>e</sup>République</a>.<br><br></div><div><br>La modernité littéraire s'affirme dans ce siècle à l'histoire mouvementée avec des courants marquants qui touchent tous les arts, comme le <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Romantisme">romantisme</a>, le <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/R%C3%A9alisme_(litt%C3%A9rature)">réalisme</a>, le <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Naturalisme_(litt%C3%A9rature)">naturalisme</a> ou le <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Symbolisme_(art)">symbolisme</a>.<br><br></div><div><br>Certains auteurs comme <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Gustave_Flaubert">Flaubert</a> ou <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Guy_de_Maupassant">Maupassant</a> ne veulent pas appartenir à un mouvement précis, et c'est pourquoi certaines œuvres se rapprochent d'un courant, et d'autres non.<br><br></div><div><br>Les œuvres de ce siècle sont multiples, particulièrement dans le domaine de la <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Po%C3%A9sie">poésie</a> (avec <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alphonse_de_Lamartine">Lamartine</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alfred_de_Vigny">Vigny</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alfred_de_Musset">Musset</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Hugo</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Baudelaire">Baudelaire</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Rimbaud">Rimbaud</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Paul_Verlaine">Verlaine</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/St%C3%A9phane_Mallarm%C3%A9">Mallarmé</a>…) comme dans le domaine du <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Roman_(litt%C3%A9rature)">roman</a> (avec <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Stendhal">Stendhal</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac">Balzac</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alexandre_Dumas">Dumas</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Hugo</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Flaubert">Flaubert</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Zola">Zola</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Maupassant">Maupassant</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Jules_Verne">Verne</a>…) et dans une moindre mesure au théâtre avec le <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Drame_romantique">drame romantique</a> et ses épigones (avec <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Alfred_de_Musset">Musset</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Hugo</a>, <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Edmond_Rostand">Edmond Rostand</a>…).<br><br></div><div><br>Siècle très riche aux œuvres qui sont, pour certaines, parfois très modernes dans leur forme (même si c'est surtout en fin de siècle, voire au début du XXème siècle que la forme de certaines œuvres, comme les <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Calligramme">calligrammes</a> d’<a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Guillaume_Apollinaire">Apollinaire</a>, révolutionneront l'Art) ou dans leur fond (comme l'apparition du fantastique dans certains poèmes de <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/G%C3%A9rard_de_Nerval">Gérard de Nerval</a> ou la vision originale de Baudelaire sur les femmes ou l'automne, dans <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Les_Fleurs_du_mal">Les Fleurs du Mal</a>) le xix<sup>e</sup> siècle reste pour la littérature française un âge d'or de la poésie et du roman.<br><br></div><div><br>De très nombreux chefs-d'œuvre nous laissent percevoir, au-delà des courants littéraires qui se succèdent, des auteurs aux fortes personnalités artistiques.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-14 23:41:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>canale_rina</author>
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         <description><![CDATA[<h1>Zola et le Naturalisme - Verga et le Vérisme: analogies et différences</h1><div><br></div><div>En 1875 apparaît en Italie la traduction du roman de Zola, La Curée, roman qui présente la corruption de la bourgeoisie et le monde de la spéculation. Le livre est bien accueilli, surtout à Milan et deux romanciers, Luigi Capuana et Giovanni Verga, contribuent à faire connaître dans les milieux de gauche l'œuvre de Zola, écrivain réaliste et social qui lutte contre les méfaits de la société de son temps.</div><div>Verga, qui envisageait écrire un cycle, où il voulait mettre en scène ceux qui dans toutes les classes sociales luttent pour la vie, les vaincus notamment, traduit les principes esthétiques de Zola dans ses romans et I Malavoglia.</div><div>Pourtant on observe des différences profondes entre l'œuvre de Zola et Verga.</div><div>Chez Verga l'aspect scientifique du Naturalisme est secondaire, il refuse la subordination de l'art à la science; il accepte, au contraire, la parfaite impersonnalité et le réalisme linguistique.</div><div><strong>Tous les deux utilisent donc les techniques narratives de la focalisation interne et le discours indirect libre pour atteindre l'impersonnalité et l'objectivité, mais leurs objectifs divergent.</strong></div><div>Comme Zola, Verga utilise le discours indirect libre mais de façon plu régulière et lié organiquement à la narration. Il y a, chez Verga, un narrateur anonyme qui veut s'éclipser derrière le personnage et représenter la mentalité populaire avec ses distorsions, ses préjugés et se méchancetés ( exemple: la nouvelle <em>Rosso Malpelo</em>, par la technique du <strong><em>straniamento,</em></strong> la position du narrateur coïncide avec la violence du milieu des mines, la perspective des gens qui y travaillent; la nouvelle <em>La Roba</em>, la technique du straniamento rovesciato fait coïncider le point de vue du narrateur avec celui du personnage, Mazzarò, égoïste et avare, dont les comportements et les moyens utilisés pour s'enrichir ne sont pas critiqués du narrateur mais présentés comme s'ils étaient tout à fait normaux</div><div>Par contre l'objectivité de Zola est celle de l'homme de science qui fait son travail scientifique, observe la réalité, s'éloigne d'elle, la décrit de l'extérieur pour en faire l'objet d'une étude, d'une analyse qui se veut scientifique dévoilant le déterminisme héréditaire et social et exprimant un jugement négatif sur la société. Toutefois Zola aussi utilise le discours indirect libre surtout dans le roman L'Assommoir.</div><div><strong>La langue.</strong> <strong>Verga est partisan de l'Unité italienne et il n'utilise jamais le dialecte dans sa représentation des classes pauvres, car cela limiterait son roman à une diffusion régionale; il préfère un italien parlé comme le parlent les siciliens pourvus d'une certaine culture; il choisit quand même es solutions linguistiques et stylistiques aptes à exprimer le point de vue populaire, comme les proverbes.</strong></div><div><strong>Chez Zola, le langage révèle une distanciation nette entre le narrateur et les personnages ( sauf L'Assommoir) parce l'écrivain utilise le langage cultivé et littéraire qui n'est celui des basses classes sociales, mais qui, au contraire, révèle la sensibilité de l'artiste bourgeois. En outre le langage de Zola est poétique et montre le génie créateur, la force inventive de Zola, qui opère une transformation de la réalité ( représentation myotique, épique de la réalité).</strong></div><div><strong>L'engagement politique et progressiste.</strong> <mark>L'engagement politique et progressiste de Zola est sans suite chez Verga parce que Verga est un propriétaire terrien du Sud, </mark><strong><mark>lié à une position conservatrice ou réactionnaire</mark></strong><mark> et il ne vit pas la réalité citadine, industrielle et ouvrière de Zola qui est sur des positions socialistes. </mark><strong><mark>Zola</mark></strong><mark> est convaincu que son rôle d'écrivain est précisément de </mark><strong><mark>contribuer à une amélioration du monde</mark></strong><mark> qui peut changer grâce à ses dénonciations. </mark><strong><mark>L'attitude de Verga,</mark></strong><mark> au contraire,</mark><strong><mark>est celle du pessimiste</mark></strong><mark> qui ne croit pas que la réalité soit modifiable: la seule chose qu'il puisse faire est de l'examiner et la présenter objectivement</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-22 22:51:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[nt]]></description>
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         <pubDate>2021-01-10 15:48:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>baciulucia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Réalisme et naturalisme en littérature</strong><br><br></div><div><strong>Le naturalisme est un mouvement littéraire du XIXè siècle, qui consiste à décrire le monde et les hommes «tels qu’ils sont, jusque dans leurs réalités les plus basses et les plus sordides » (Virgule n°67, Octobre 2009, extrait de l’article Guy de Maupassant). L’écrivain observe et décrit de manière stricte, presque scientifique, les mœurs des gens de son époque. Zola est un des plus grands écrivains naturaliste du XIXè siècle.</strong></div><div><br><br></div><div><strong> Le réalisme est également un mouvement littéraire du XIXè siècle. Il consiste à écrire des textes de façon à ce que l’histoire paraisse le plus vrai possible. </strong></div><div><br><br></div><div><strong>Le réalisme est moins scientifique que le naturalisme.</strong></div><div><strong>Le réalisme est apparu vers 1830 et a été très utilisé jusqu’en 1860. On retrouve le réalisme dans la peinture et les romans. Il est représenté principalement par Balzac et Stendhal. Les réalistes cherchent à montrer la vérité sur les hommes.</strong></div><div><br><br></div><div><strong>Le naturalisme est un mouvement issu du réalisme.</strong></div><div><strong>Le naturalisme est né dans la deuxième moitié du XIXè siècle et a duré a peu près jusqu’à la fin du Second Empire. Emile Zola (</strong><em>Thérèse Raquin</em><strong>, 1867), Maupassant (</strong><em>Bel-Ami</em><strong>, 1885) ou Jules et Edmond Goncourt (</strong><em>René Mauperin</em><strong>, 1864) étaient des écrivains naturalistes.</strong></div><div><br><br></div><div><strong>les méthodes<br></strong><br></div><div><strong>Les réalistes observent la vie alentour et choisissent un aspect de cette vie, qu’ils vont tâcher de reproduire dans leur texte grâce à un vocabulaire simple et précis. <br></strong><br></div><div><strong>Les naturalistes vont suivre la même méthode, mais ils vont étudier leur sujet de manière plus précise et scientifique -en s’appuyant sur des théories récentes (à l’époque) - que les réalistes. Les naturalistes utilisent entre autre la théorie de l’évolution de Darwin (1809-1882) </strong>célèbre pour avoir formulé la théorie de l'évolution des espèces animales et végétales par sélection naturelle en agissant sur la diddérence et les changements des caractères héréditaires)<strong>, le déterminisme d’Hippolyte Taine (1828-1893) </strong>qui disait que l'oeuvre d'art, comme toute expression humaine, est le résultat de trois facteurs (hérédiaire=race,  milieu social= milieu,   moment historique = moment)<strong> , la théorie de l’hérédité du Docteur Lucas (</strong>selon lui, le processus héréditaire peut aboutir à trois résultats différents: la ressemblance exclusive du père ou de la mère -l'élection, la représentation simultanée -le mélange, ou la fusion des deux créateurs dans le produit -la combinaison) <strong>et la théorie de l’expérimentation de Claude Bernard (1813-1878).<br></strong><br></div><div><strong>les choix d’écriture<br></strong><strong><mark>Les écrivains réalistes traitent de certains aspects de la vie des gens,</mark></strong><strong> souvent des bourgeois, comme par exemple leurs réussites, leurs problèmes familiaux… </strong><strong><mark>ils les décrivent avec un langage courant, avec des mots simples. </mark></strong></div><div><strong>Les naturalistes traitent des mêmes choses mais s’intéressent plus aux classes en difficulté (les ouvriers, les travailleurs des minières de charbon...).</strong></div><div><br><br></div><div><strong> Conclusion<br></strong><strong><mark>Le réalisme et le naturalisme apportent de la rigueur et une ouverture sur la science à la littérature.</mark></strong></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 21:11:09 UTC</pubDate>
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