<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Ulisse del mondo esperto by Marcella Colombo</title>
      <link>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr</link>
      <description>Made with eyes on the prize</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-30 07:31:27 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-02 20:56:43 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet-assets.s3.amazonaws.com/icons/Dartstarget.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Considerate la vostra semenza:fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza</title>
         <author>francyliceocrespi</author>
         <link>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359137</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-05-30 07:59:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359137</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Dante ci fa capire tramite le parole di Ulisse l&#39;importanza della conoscenza che non ha né età né limiti: infatti gli affetti più grandi non sono riusciti a vincere nell&#39;animo di Ulisse il desiderio di conoscenza. La celebre terzina &quot;Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza&quot; è la sintesi della personalità di Dante il quale considerava la conoscenza il presupposto base per la valutazione di una persona.</title>
         <author>francyliceocrespi</author>
         <link>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359172</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-05-30 07:59:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359172</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il primo verso è: “Considerate la vostra semenza“. Considerate, cioè pensate, prendete in valutazione la vostra semenza, cioè da dove venite, considerate la vostra natura, considerate il fatto che siete esseri umani, esseri intelligenti, e non bestie, non animali. Semenza viene da “seme”, da cui nascono le piante. La semenza quindi rappresenta l’origine, la razza umana in questo caso. Ebbene, se considerate la vostra semenza, arriverete facilmente a capire che non siete fatti per vivere come bruti – “fatti non foste“, cioè “non siete fatti”. Quindi voi, esseri umani, non foste fatti per vivere come dei bruti – “a viver come bruti“, cioè per vivere come delle bestie, come animali. La parola bruto, al singolare rappresenta una persona che non usa la ragione, che non usa l’intelligenza, una persona che è incapace di dominare i propri istinti, e che quindi è anche violenta, feroce.  Dante quindi usa il termine bruti per dire che l’essere umano è fatto per pensare e per conoscere, per leggere e apprendere, e non per usare la violenza, non per essere vittima dell’istinto, come un animale.Infatti l’ultimo verso recita: “ma per seguir virtute e canoscenza“. Dante usa “seguir”, che sta per seguire, ma è da intendere come conseguire, cioè cercare di raggiungere, cercare di raggiungere l’obiettivo della conoscenza. Questo è la cosa per cui siamo fatti. Questa è la cosa per cui l’essere umano è fatto. Se noi siamo fatti per la conoscenza, quindi, vuol dire che siamo nati, siamo predisposti per aumentare la nostra conoscenza. Quindi Dante dice che l’essere umano è fatto per inseguire le virtù, è fatto per migliorarsi di giorno in giorno, per assumere un valore sempre maggiore, “e conoscenza”: “seguir virtute e canoscenza“, cioè per conseguire le virtù e per imparare cose. Se l’uomo non impara non ha valore.</title>
         <author>francyliceocrespi</author>
         <link>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359210</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-05-30 07:59:40 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359210</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Come nel canto XXVI Ulisse esorta i suoi uomini ad essere coraggiosi e a conoscere, così come Dio stesso vuole, in quanto la conoscenza non ha limiti, così anche Virgilio nel II canto spinge Dante a riflettere su questo aspetto. Solo ora Virgilio pronuncia il vero nome del sentimento che rende esitante il discepolo a seguire il viaggio. Chi non risponde alla vocazione del cielo è un vile. Il passaggio dalla viltà al coraggio sereno e forte occupa infatti tutto il secondo canto dell’Inferno per poi essere ripreso nel XXVI canto.</title>
         <author>francyliceocrespi</author>
         <link>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359252</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-05-30 07:59:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marcellacolombo_liceo/oapcpe3sygqr/wish/174359252</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
