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      <title>Iraq by Carlo Radunanza</title>
      <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq</link>
      <description>Stato del Medio Oriente</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2015-11-27 16:15:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83689907</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 16:16:47 UTC</pubDate>
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         <title>confini</title>
         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nord: <strong>Turchia</strong></p><p>Sud: <strong>Arabia Saudita</strong></p><p>Ovest: <strong>Siria</strong> e <strong>Giordania</strong></p><p>Est: <strong>Iran</strong></p><p>Sud Est: <strong>Kuwait</strong></p><p>è bagnata a sud-est dal <strong>Golfo<br>Persico </strong>(Oceano Indiano).</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 16:19:40 UTC</pubDate>
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         <title>Stato</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83690772</link>
         <description><![CDATA[<p>In base alla <strong>Costituzione</strong> approvata con referendum nell'ottobre <strong>2005</strong> (sostituendo quella provvisoria adottata dall'ONU l'8 giugno 2004) l'Iraq è uno <strong>Stato parlamentare federale</strong>,<br><strong>indipendente e unitario</strong>. Capo dello Stato è <strong>il presidente della Repubblica</strong>, eletto con la maggioranza dei due terzi del <strong>Parlamento</strong> (formato da 275 membri eletti a suffragio universale). Le <strong>18 province </strong>del Paese, al cui vertice è posto un <strong>governatore</strong>, hanno visto aumentati i propri poteri relativi, ed è stata<br>riconosciuta <strong>la regione autonoma curda</strong>. <strong>Il potere esecutivo </strong>è appannaggio del<br><strong>presidente della Repubblica</strong>, del vice presidente, del primo ministro e del<br>Consiglio dei ministri; <strong>il primo ministro </strong>è responsabile esecutivo della<br><strong>politica generale </strong>dello Stato e <strong>capo delle forze armate</strong>. <strong>Il sistema giuridico </strong>è<br>stato delineato dalla Costituzione del <strong>2005</strong> e si configura come una soluzione<br>mista tra <strong>diritto europeo e legge islamica</strong>; non viene accettata la<br>giurisdizione della Corte Internazionale. Al vertice del sistema vi è <strong>la Corte<br>Suprema Federale</strong>, al di sotto della quale agisce<strong> la Corte di Cassazione<br>Federale</strong>, che costituisce l'ultimo grado di appello (su scala nazionale). A un<br>livello inferiore esistono <strong>Corti di Cassazione locali</strong>; vi sono poi <strong>sette Corti<br>d'Appello</strong>, nei principali centri del Paese, e <strong>le Corti di primo grado</strong>. Per<br>questioni di valore minore esistono anche <strong>i Tribunali di pace</strong>. I giudici delle<br><strong>Corti di primo grado </strong>fungono anche da <strong>giudici penali</strong>. Per le <strong>questioni<br>religiose</strong> vi sono apposite corti che applicano la <strong>shari’ah</strong>. <strong>La pena di<br>morte </strong>è stata reintrodotta nel <strong>2004</strong>. <strong>Le forze armate</strong>, dismesse dalla Forza<br>multinazionale dopo il <strong>2003</strong> e ricostituite successivamente, comprendono<br><strong>esercito</strong>, <strong>marina</strong> e <strong>aviazione</strong>. <strong>Il servizio di leva </strong>è <strong>volontario</strong> e vi si può<br>accedere dai 18 anni di età. </p><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 16:29:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Educazione</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83691613</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>L'educazione irachena </strong>subì fino alla prima guerra<br>mondiale l'<strong>influsso turco</strong>, poi quello della <strong>Gran Bretagna</strong>. Solo con<br>l'indipendenza il Paese iniziò la sua ripresa anche dal punto di vista<br>culturale. Nel <strong>1940</strong> fu promulgata una <strong>legge</strong> che enunciava <strong>i principi<br>fondamentali sui quali doveva basarsi l'istruzione </strong>al fine di limitare<br>l'analfabetismo. <strong>La lingua ufficiale </strong>è <strong>l'arabo</strong>, ma nelle province<br>settentrionali l'istruzione viene impartita in curdo, turco e arabo. <strong>Negli anni Novanta</strong> molte scuole sono state <strong>distrutte</strong> o ridotte all'<strong>inagibilità</strong> e <strong>molto alto </strong>è stato <strong>il tasso di abbandono </strong>della scuola che, tuttavia, formalmente rimane.</p><p>Per <strong>il ciclo elementare </strong>è <strong>gratuita</strong> e <strong>obbligatoria</strong> e della durata di<strong> 6<br>anni</strong>. <strong>La scuola secondaria</strong>, che può essere considerata una naturale<br>prosecuzione della scuola elementare, ha <strong>durata triennale </strong>e, previo esame, permette l'ammissione a una scuola secondaria superiore di altri 3 anni. Non esistono <strong>scuole private</strong>. <strong>L'istruzione superiore </strong>è impartita nelle <strong>università</strong>, di cui le principali si trovano a <strong>Baghdād</strong>,<strong>Bassora</strong>,<strong>Mosul</strong> e <strong>Irbīl</strong>. La <strong>percentuale di analfabetismo </strong>è di circa il <strong>25,9%</strong>, relativamente contenuta se inquadrata nelle <strong>difficilissime condizioni ambientali</strong> in cui la popolazione vive da molti anni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 16:42:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83691951</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 16:48:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 17:00:19 UTC</pubDate>
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         <title>Geografia</title>
         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[<p>Escludendo la <strong>parte settentrionale </strong>del paese, corrispondente al <strong>Kurdistan</strong>, che è <strong>montuosa</strong>,<br>e quella <strong>occidentale</strong>, in cui c’è <strong>il deserto Arabico</strong>, l’Iraq è per la maggior parte <strong>pianeggiante</strong>, infatti troviamo <strong>la zona meridionale </strong>occupata da una parte del <strong>tavolato arabico </strong>e <strong>nel mezzo </strong>troviamo una <strong>vasta area fertile </strong>che corrispondeva alla <strong>Mesopotamia</strong>. Nella parte <strong>sud-orientale</strong>, inoltre ci sono circa <strong>50 Km di costa bagnata dal Golfo Persico</strong>. </p><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 17:06:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Monti</title>
         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le montagne del <strong>Kurdistan</strong> arrivano a quote superiori ai 3000 metri ed hanno come vetta più alta <strong>il Cheekha Dar</strong>, sul confine con l’Iran, che arrivano a 3,611 m.</p><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 17:09:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Fiumi</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83693091</link>
         <description><![CDATA[<p>I&nbsp;due fiumi più importanti sono indubbiamente <strong>il Tigri</strong>, 1.850 Km e <strong>l’Eufrate</strong>, 2.800 Km, che unendosi a <strong>nord-ovest </strong>di <strong>Bussora</strong> danno vita negli ultimi 190 Km allo <strong>Shat al-Arab</strong>, prima di sfociare nel <strong>Golfo Persico</strong>, all’interno dei quali sorgeva la fertilissima regione della Mesopotamia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 17:11:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Bacini Lacustri e Zone paludose</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83693216</link>
         <description><![CDATA[<p>Sono per lo più <strong>artificiali</strong>, fra cui il più vasto, <strong>il Lago Tharthar</strong>, 2.710 K<span>m², che in origine era un piccolo lago naturale o <strong>il lago salato Milh</strong>, 1.000 Km², usato per regolare le piene dell’Eufrate. Oltre a questi sono importanti le numerose <strong>zone paludose</strong>, come quella nel sud-est a partire dal<strong> Khor Al Hammar</strong>, che ha una superfice a seconda del periodo fra 600 e 1.350 Km².</span></p><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 17:13:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Clima</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/83693453</link>
         <description><![CDATA[<p>E'&nbsp;<strong>continentale</strong> ed escludendo <strong>la parte settentrionale </strong>del paese,<br>dove ci sono <strong>periodiche precipitazioni</strong>, è anche <strong>piuttosto arido</strong>, inoltre vi è <strong>un’ escursione termica forte </strong>fra estate, dove le temperature sfiorano i 50 gradi, inverno.</p><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-11-27 17:18:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il regime di Saddam Husseyn: dal 1979 al 1992</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/85114045</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel <b>1979</b> <b>Āl Bakr</b> venne sostituito alla presidenza del Paese da <b>Saddam Husseyn</b>, che instaurava un regime personalistico e dittatoriale. Le relazioni con la <b>Siria</b> andarono via via deteriorandosi fino all'espulsione dal Paese del personale diplomatico, per il sospetto di un complotto siriano contro il nuovo presidente, ma il problema della delimitazione delle frontiere fra Iraq e Iran ben presto prese<br>drammaticamente il sopravvento. <b>Nel settembre del 1980</b> l'Iraq dichiarò decaduto <b>l'accordo di Algeri</b> del<b> 1975</b> sul controllo dell'estuario dello <b>Shaṭṭ al Arab</b> e gli scontri di frontiera fra i due Paesi si trasformarono in un conflitto aperto, che s'inasprì sempre più con perdite ingenti da ambo le parti.<br>Appoggiato dagli <b>Stati Uniti</b>, che vedeva nel Iraq un baluardo contro l'espansione <b>dell'integralismo islamico</b>, di cui si faceva portavoce <b>Khomeini</b>, e rafforzata la propria posizione sia negli Stati arabi del Golfo sia all'interno del Paese, il presidente iracheno non ebbe remore a bombardare le città iraniane, gli insediamenti petroliferi e le navi cisterna nel Golfo Persico e, inoltre, mise in atto una dura repressione <b>contro i Curdi</b> (nel 1988, bombardò con ordigni chimici la città di <b>Halabjah</b>, provocando 5000 morti), in quell'occasione sostenitori degli Iraniani. Dopo sette anni di duri scontri, che erano costati alle due parti 1 milione di vittime, nel <b>1988</b>, grazie alle pressioni internazionali, si giunse finalmente alla conclusione della guerra, che <b>ristabilì i confini del 1975</b> (secondo la risoluzione dell'ONU)e aprì un breve periodo di ripresa per la provata società irachena. Fortemente indebitato sia a causa del lungo conflitto sia per la volontà di far acquisire all'Iraq un ruolo egemone di potenza regionale, il regime di Saddam, nel tentativo di risollevarsi incrementando le risorse petrolifere nazionali, <b>il 2 agosto 1990</b> diede il via all'occupazione del vicino Kuwait, utilizzando come&nbsp;pretesto e le <b>antiche rivendicazioni territoriali</b> e i dissidi di natura economica, determinati dalla politica delle <b>quote OPEC</b>&nbsp;e dal <b>pagamento dei debiti contratti</b>. L'occupazione, condannata subito dall'<b>ONU</b> con un embargo commerciale e anche dalla&nbsp;<b>Lega Araba</b>, scatenò una reazione internazionale che sfociò nella cosiddetta&nbsp;<b>Guerra del Golfo</b>. <b>Nel gennaio 1991</b>, una coalizione guidata dagli Stati Uniti, con truppe di <b>Arabia Saudita</b>,<b> Egitto</b>, <b>Siria</b>, <b>Gran Bretagna</b>, <b>Francia</b> e Italia, attaccò l'Iraq, costringendo in breve tempo Saddam ad abbandonare il Kuwait (28 febbraio 1991). Deposte le armi il presidente iracheno sembrò accettare le condizioni imposte dalla comunità internazionale: risarcire dei danni il Kuwait, rivelare l'ubicazione e l'entità delle riserve di armi chimiche e batteriologiche e smantellare i propri arsenali. Le commissioni <b>ONU</b>, preposte al censimento dell'arsenale chimico dell'Iraq e alla valutazione dell'avanzamento del programma nucleare, vennero subito ostacolate dalle autorità irachene e solo <b>nell'aprile 1992 </b>poterono dare avvio al loro compito.<br></p><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-12-06 15:34:17 UTC</pubDate>
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         <title>Storia dal 1933</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/86244935</link>
         <description><![CDATA[<p>Dopo la morte di <b>Fayṣal I</b> (<b>1933</b>) la situazione politica interna degenerò rapidamente: il più evidente sintomo-causa della crisi fu l'intervento dei militari nella vita del Paese. Nel <b>1941</b> un ennesimo colpo di stato portò al potere un governo nazionalista favorevole all'<b>Asse</b>, ma un sollecito intervento inglese ricondusse l'Iraq nell'orbita imperiale. Nel dopoguerra il governo<br>iracheno, quasi sempre dominato dalla&nbsp;personalità di <u><b>Al Sa’id Nuri</b> </u>si schierò decisamente a<br>favore delle potenze occidentali: punto d'arrivo di questa politica fu la conclusione, nel 1955, del <b>Patto di Baghdad</b>. Nel campo arabo l'Iraq si propose come una potenza-guida, in alternativa all'Egitto. In <b>politica interna</b> si puntò sul <b>petrolio</b>, nella speranza di utilizzarne i frutti in vista di un progresso indolore. Ma la ventata nazionalista panaraba del 1958, che si cercò invano di contrastare riunendo l'Iraq alla Giordania nella Federazione Araba, mise a nudo le contraddizioni del regime. <b>Il 14 luglio 1958</b>, con un colpo di stato i militari proclamarono la <b>Repubblica</b>. <b>‘Abd al-Karim Quasim</b>(1958-63) ritirò l'Iraq dal Patto di Baghdad, denunciò i precedenti accordi petroliferi e limitò&nbsp; le concessioni delle compagnie, si accostò all'<b>URSS</b> e ai comunisti iracheni. Ostile a un'unione con la <b>RAU</b>, Quāsim combatté il <b>Ba’t </b>e i nazionalisti filoegiziani. Nel <b>1959</b> riaprì una controversia di frontiera con l'Iran e nel <b>1961</b> tentò invano sia di annettere il <b>Kuwait </b>sia di venire a capo dell'insurrezione curda. Nel 1963, presero il potere i militari del Ba’t e fu posto a capo dello Stato, <u><b>Abd As-Salam ‘Arif</b></u>, un altroprotagonista della rivoluzione del 14 luglio, che subentrava a Quāsim, ucciso nel corso del <b>putsch</b>. Messi in disparte, l'anno dopo, i suoi alleati del Ba’t, nel<b> 1968</b> questi riguadagnarono il controllo del Paese con un nuovo colpo di stato e nominando presidente della Repubblica <b>Ahmed Hasan Al Bakr</b>. La politica filosovietica perseguita negli anni succesivi dal governo portò, tra il <b>1972 e 1975</b>, alla nazionalizzazione di tutte le compagnie petrolifere straniere operanti nel Paese. Per quanto riguarda invece <b>la questione curda</b>, nel marzo <b>1974,</b> il governo <b>concesse l'autonomia</b> ai Curdi, pretendendo tuttavia di continuare a detenere il totale controllo delle cospicue risorse petrolifere del Kurdistan. In campo internazionale, venne perseguita una politica fortemente <b>intransigente</b> nei confronti d'Israele e dei Paesi arabi moderati come la Giordania e l'Egitto, nel <b>1975</b>, inoltre i tradizionali contrasti con la Siria si aggravarono a causa dell'entrata in funzione della diga siriana di <b>Tabka</b>, che diminuiva la possibilità di utilizzo delle acque dell'Eufrate per l'irrigazione delle campagne irachene.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-12-12 15:15:15 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Dopo Saddam</title>
         <author>carloradunanza</author>
         <link>https://padlet.com/carloradunanza/Iraq/wish/86247318</link>
         <description><![CDATA[<p><b>Nel Maggio 2003</b>, con la risoluzione n. 1483, il <b>Consiglio di Sicurezza dell'ONU</b>, su proposta degli Stati Uniti, revocava le sanzioni economiche, riconoscendo alla <b>coalizione anglo-americana</b> la legittimità di operare per preparare un nuovo assetto politico del Paese. Nel luglio dello stesso anno, sempre per iniziativa americana, nasceva il Consiglio di governo con il compito di formare un nuovo governo e redigere una nuova Costituzione. <b>In Settembre</b> il nuovo governo nasceva: formato da 25 membri, suddivisi in base all'appartenenza religiosa ed etnica, aveva il compito di affiancare il governatore statunitense fino alle elezioni. Saddam Ḥusayn veniva catturato<b> nel Dicembre del 2003</b> dalle truppe statunitensi, ma, in tutto il Paese, continuava l'ondata di attentati. <b>Nel Marzo 2004</b> il Consiglio<br>di governo approvava una Costituzione provvisoria. Tuttavia, malgrado i<br>progressi istituzionali, la situazione interna del Paese si radicalizzava, con la comparsa di leader religiosi che guidavano proprie milizie contro le forze della coalizione e di gruppi legati al radicalismo islamico che sequestravano e assassinavano occidentali. A questo, nel mese di maggio, si aggiungevano le<br>rivelazioni della stampa statunitense sulle torture praticate dai soldati americani sui prigionieri iracheni nel carcere di <b>Abu Ghraib</b>, che suscitavano indignazione sull'opinione pubblica. Sempre in maggio, in un attentato, veniva ucciso il <b>leader<br>sciita</b> moderato <b>Ezzedine Salim</b>, presidente di turno del Consiglio di governo<br>iracheno. Nel mese successivo, grazie alla mediazione delll'inviato dell'ONU<br><b>Laktar Brahimi</b>, veniva nominato un governo provvisorio nel quale lo sciita Iyad<br>Allawi era premier e il sunnita <b>Ghazi Mashal Ajil al-Yawer</b> presidente. L'insediamento di questo governo, avvenuto <b>il 28 giugno 2004</b>, portava il Paese<br>verso le elezioni legislative del 31 gennaio 2005, le prime dalla fine del regime di Saddam Ḥusayn, vinte dalla formazione sciita Alleanza sciita dell'imam <b>al-Sistani</b>, che superava l'Alleanza patriottica del Kurdistan di <b>Jalal Talabani</b>, il quale veniva eletto nelI'aprile Presidente della repubblica. Lo sciita Ibrahim <b>al-Jaafari</b> otteneva la guida del governo. In agosto veniva approvata la nuova Costituzione, che, nonostante la richiesta di abrogazione da parte della componente sunnita, veniva approvata con il 78% dei voti favorevoli. In ottobre iniziava il processo a Saddam Ḥusayn. Le elezioni per il nuovo Parlamento, a cui partecipavano anche i partiti sunniti, si svolgevano in dicembre e venivano vinte dai conservatori sciiti (UIA).<br>Nell'aprile 2006 veniva riconfermato il presidente curdo J. Talabānī che designava come premier lo sciita Nuri Kamil al-Maliki. Questo governo entrava in carica in maggio. In giugno l'esercito statunitense uccideva in un bombardamento il terrorista Abu Musab Al Zarqawi, capo di Al-Qāiʽda in Iraq e responsabile di innumerevoli attentati e omicidi. In novembre si concludeva il processo di primo grado a Saddam ed egli, condannato a morte per la strage di sciiti a Dujail del <b>1982</b>, veniva impiccato il 30 dicembre. Molti governi dei Paesi presenti in Iraq con le loro truppe (compreso quello italiano) decidevano il progressivo ritiro dei loro<br>contingenti, e la stessa coalizione anglo-americana avviava una politica di riduzione delle loro forze armate nel Paese. <b>Nel biennio 2007-2008</b> la situazione restava molto critica, proseguivano le attività di guerriglia contro le truppe straniere e la guerra civile tra le diverse fazioni. <b>Nel 2007</b>, infatti, le truppe britanniche lasciavano Bassora e <b>nel 2008</b> il contingente australiano si ritirava dal Paese. Alla fine di <b>Giugno del 2009</b> l'esercito statunitense si ritirava dalle città del Paese, mentre la data del 30 giugno diventava festa nazionale come<i> </i><b>Giorno della Sovranità</b>. Nel <b>2010 </b>si svolgevano le elezioni per il rinnovo del parlamento (7 marzo), vinte dalla coalizione laico-nazionalista dell'ex premier Allawi; l'Alleanza nazionale irachena, di stampo sciita e la coalizione Stato di diritto, guidata dal capo del governo <b>al-Mālikī</b>, sono quelli che hanno ottenuto la maggior parte dei seggi. In Novembre i leader politici raggiungevano un accordo per la nomina delle principali cariche politiche; venivano riconfermati al-Mālikī e <b>Talabānī</b> rispettivamente premier e presidente, mentre la presidenza del parlamento veniva affidata a <b>Usama al-Nujayfi</b>. L'ex premier Allawi era chiamato a guidare un organismo di nuova costituzione: il consiglio nazionale per le politiche strategiche. Nel dicembre del 2011 l'ultimo contingente di soldati statunitensi lasciava il Paese. Nell'estate del 2014 i fondamentalisti sunniti, riuniti sotto la signa di ISIS, sferravano un attacco su larga scala nel nord del Paese, conquistando le città di <b>Mosul </b>e <b>Tikrit</b>; in settembre intervenivano in aiuto dell'esercito le forze aeree americane, mentre l'ONU organizzava gli aiuti umanitari per le popolazioni in fuga dalla guerra. Intanto si formava un nuovo governo guidato dallo sciita Haider al-Abadi. Per contrastare le attività militari dello Stato islamico (ISIS), gli USA iniziavano una campagna di<br>bombardamenti a supporto delle forze armate dell'esercito iracheno e delle milizie curde, mentre il Consiglio dei ministri degli esteri dell'Unione Europea approvava le iniziative degli stati membri volte a fornire armi ai combattenti curdi.</p><br><br><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-12-12 16:28:13 UTC</pubDate>
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         <title>Saddam Husseyn: dal 1992 al 2003</title>
         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[In Iraq, intanto, alle grandi distruzioni occorse nel confronto bellico fecero seguito quelle causate dalla dura repressione del regime contro i movimenti <b>insurrezionali degli sciiti</b>, sostenuti dagli integralisti islamici, e dei Curdi, rispettivamente nel Sud e nel Nord del Paese. Per proteggere la popolazione curda, che aveva ripreso a battersi per la propria autonomia, <b>nell'aprile 1991</b> <b>le Nazioni Unite </b>inviarono nel Nord del Paese un contingente di <b>caschi blu</b> e gli USA, la Francia e la Gran Bretagna vietarono agli aerei di Saddam di sorvolare la zona, le stesse misure vennero poi adottate (agosto 1992) anche nel Sud per difendere la minoranza sciita dagli attacchi aerei. La tensione tra Iraq e Kuwait, in ogni modo, continuava a mantenersi ai massimi livelli, tanto da giustificare nel gennaio 1993 una nuova incursione aerea statunitense. <b>Nel 1994</b>, a seguito di nuove manovre militari irachene sul confine del Kuwait, le Nazioni Unite riconfermavano l'embargo economico e Saddam come risposta sembrava, finalmente, riconoscere le frontiere del Kuwait e promettere di allentare la repressione nei confronti dei <b>Curdi e degli sciiti</b>. Allo stesso tempo, nel tentativo di accreditare il regime agli occhi della comunità internazionale, il partito di governo, <b>Ba't</b>, come stabilito da un emendamento della Costituzione, indiceva per <b>l'Ottobre 1995</b> un referendum nazionale per il rinnovo per altri sette anni della presidenza della Repubblica a Saddam, carica che gli veniva riconfermata con il <b>99,96%</b> dei voti. <b>L'ONU</b>, dal canto suo, con un accordo raggiunto nel <b>Maggio 1996</b>, alleggeriva le sanzioni economiche all'Iraq, prevedendo un controllo delle Nazioni Unite sui contratti per la vendita del petrolio e l'acquisto, il trasporto e la distribuzione degli aiuti ai civili. Cionondimeno, il governo di Baghdād continuava a rifiutare ogni ispezione sui propri armamenti e una nuova crisi si apriva (fine del 1997 e inizi del 1998) con gli Stati Uniti, che nel <b>Gennaio 1999</b> mettevano in pratica le proprie minacce, dando avvio all'operazione <em><b>Desert Fox</b></em>, durante la quale venivano attaccati con missili la città di Bassora e un centinaio di obiettivi militari iracheni. Nonostante ciò, <b>alla fine del 1999</b>, le autorità di Baghdād continuavano a rifiutare l'ispezione degli armamenti agli ispettori dell'ONU. Quindi, né le violente rivolte degli sciiti, né i pericolosi bombardamenti, cui il Paese era sottoposto, riuscivano a minare la leadership di Saddam Ḥusayn, che continuava a mantenere un rigido controllo sull'Iraq, sempre più indebolito dal pesante embargo internazionale. Pertanto, nel <b>Maggio 2002</b>, l'<b>ONU</b>, preso atto delle condizioni di indigenza in cui versava il popolo iracheno, approvava una risoluzione che prevedeva sostanziali modifiche nel sistema delle sanzioni economiche, rendendo più agevole l'approvvigionamento di cibo, medicinali e beni di uso comune. Nel <b>Settembre 2002</b>, il presidente degli Stati Uniti,<b> G.W.Bush</b>, e il primo ministro inglese, <b>Tony Blair</b>, accusavano l'Iraq e Saddam di avere in costruzione armi di distruzione di massa, minacciando il regime con nuovi bombardamenti nel Sud del Paese e con la prospettiva di un nuovo attacco militare. Sempre nel <b>2002</b> l'Iraq veniva sottoposto a una forte pressione internazionale perchè accettasse le ispezioni dell'ONU senza condizioni e, sotto la minaccia di una nuova guerra, voluta strenuamente dagli Stati Uniti, Saddam indiceva nuove elezioni presidenziali che lo vedevano plebiscitariamente riconfermato per altri sette anni. Lo stato di tensione così innescato con gli Stati Uniti, affiancati nel <b>Consiglio di sicurezza dell'ONU</b> da Gran Bretagna e Spagna, non si arrestava di fronte alla ripresa delle ispezioni in quanto l'Iraq veniva accusato da parte americana di scarsa collaborazione con gli ispettori delle Nazioni Unite. Malgrado l'opposizione della maggioranza deimmembri del Consiglio di sicurezza dell'ONU, tra cui Francia, Russia e Cina, che chiedevano un disarmo pacifico attuato con la supervisione delle Nazioni Unite e perciò la continuazione della missione degli ispettori,<b> il 20 marzo 2003</b> la coalizione anglo-americana lanciava l'attacco all'Iraq. In un mese e mezzo di operazioni belliche le truppe anglo-americane conquistavano le maggiori città senza incontrare particolari resistenze, mentre<b> il regime di Saddam Ḥusayn</b> si polverizzava e lui stesso, malgrado fosse fatto oggetto di bombardamenti mirati, si rendeva irreperibile: il Paese piombava nel caos, malgrado i tentativi della neonata amministrazione americana di risolvere i problemi più immediati, come i rifornimenti di cibo, combustibile e medicine, e di avviare una fase di consultazione con le forze di opposizione irachene, per <b>arrivare alla costituzione di un governo provvisorio</b>.]]></description>
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         <pubDate>2015-12-13 15:54:22 UTC</pubDate>
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         <title>Economia</title>
         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[<p><b>L'agricoltura</b> partecipa in misura del tutto <b>secondaria</b> alla formazione del reddito nazionale che è <b>scarsamente meccanizzata</b> e condotta con metodi poco produttivi, spesso a livello di<b> pura sussistenza</b>.</p><p>Non molto redditizio è <b>l'allevamento</b>, che un tempo praticato per lo più da <b>pastori seminomadi</b>, è in diminuzione: sono diffuse forme di allevamento <b>stanziale</b>, ma il numero dei capi di bestiame è sempre piuttosto modesto.</p><p><b>Scarsa importanza</b> ha del pari <b>la pesca</b>: destinata unicamente all'autoconsumo riveste un certo ruolo per le popolazioni che vivono presso i laghi e lungo <b>lo Shaṭṭ al Arab</b></p><p>La grande ricchezza dell'Iraq è, come si è visto, <b>il petrolio</b>, di cui l'Iraq era divenuto con il grande aumento della capacità estrattiva fra gli anni Settanta e Ottanta, uno dei <b>principali produttori su scala mondiale</b>, e <b>la maggior parte delle industrie girano intorno a questo</b>.</p><p>Successivamente avevano raggiunto un discreto livello l'industria <b>tessile</b>, quella <b>chimica</b> e quella <b>alimentare</b> oltre manifatture di <b>tabacchi</b>, <b>cementifici</b>,<b> concerie</b>, <b>calzaturifici</b>, ecc. Da ricordare sono inoltre talune lavorazioni artistiche: dell'<b>argento</b>, del <b>rame</b>, del <b>cuoio </b>ecc.</p><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2015-12-13 16:07:02 UTC</pubDate>
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         <author>carloradunanza</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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