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      <title>Viaggio di formazione docenti a Fiume e Trieste by francesca panozzo</title>
      <link>https://padlet.com/coccobrilla/o8t3e9utxgoya3rp</link>
      <description>La Frontiera adriatica alla luce del concetto di urbicidio
Mutare fonti e punti di vista per capire, studiare e trasmettere il passato</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-09-24 14:40:40 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Giornata internazionale di Studi, I parte</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>In occasione del ventesimo anniversario del Giorno del Ricordo, considerata l’importanza di tale ricorrenza, l'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini (Isrec-RN) ha promosso una Giornata internazionale di studi intitolata <em>La Frontiera Adriatica fra ricerca e didattica. Uno sguardo comparato.</em></p><p>Il convegno è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Rimini-Attività di Educazione alla Memoria, con la partecipazione dell’Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio, del Comitato 10 febbraio, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e rientrava nelle attività di preparazione al viaggio di formazione docenti a Trieste e Fiume/Rijeka organizzato da Isrec-RN all'interno del bando Viaggi della Memoria/Viaggi attraverso l'Europa dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna e ha ricevuto un cofinanziamento da parte della Direzione generale Educazione ricerca e istituti culturali..</p><p>Il coordinamento scientifico della giornata di studi è stato affidato al prof. Raoul Pupo (Università di Trieste), uno dei maggiori studiosi a livello internazionale delle vicende dell’Alto Adriatico.</p><p>Qui puoi ascoltare la prima sessione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:48:53 UTC</pubDate>
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         <title>Rijeka, Croazia</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>A Fiume bisogna venirci per provare a capire.</p><p>Bisogna salire sul castello e guardare ciò che ci circonda per provare a capire che la Storia sta tutta in un paio di centinaia di metri, che i confini sono sottili e instabili, che basta spostarsi di poco per cambiare lingua, politica, mentalità…</p><p>E che è importante provare a leggere la storia non solo dal punto di vista italiano, ma anche da quello sloveno, da quello croato, da quello ungherese se veramente la si vuole capire.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:50:16 UTC</pubDate>
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         <title>Salita di Gretta, 38, Trieste, TS</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ospiti dei colleghi dell’Istituto regionale per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia, abbiamo chiesto ai/alle docenti che hanno partecipato al viaggio di mettersi in gioco e, anche grazie agli approfondimenti fatti durante il viaggio, elaborare un’attività didattica da portare poi in classe.</p><p>Noi dello staff Isrec-Rn e Istoreco-Re abbiamo fornito loro dei materiali su cui lavorare e delle linee guida, loro hanno fatto il resto!</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:50:30 UTC</pubDate>
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         <title>Lipa, Croazia</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>La storia di Lipa ci riguarda da vicino e ci è tristemente famigliare perché assomiglia tanto, troppo, a quella di Monte Sole.</p><p>Il 30 aprile 1944, una domenica all’ora di pranzo dopo la messa, l’membri dell’esercito nazista e fascisti della Decima mas uccidono circa 269 persone prevalentemente donne, bambini (oltre 60, di cui il più piccolo aveva 6 mesi) e anziani (gli uomini erano già nella Resistenza-Comitato di Liberazione o in campo di concentramento, mentre alcuni erano via per mercati). Assassinano cioè tutte le persone presenti a Lipa quel giorno. In parte fucilati e in parte bruciati nella prima casa del paese dove erano stati fatti confluire con la scusa di un trasferimento (la casa oggi è il cimitero dove c'è la lapide con i nomi e il codice della casa degli assassinati).</p><p>I nazisti qui vogliono 'uccidere l'idea della Resistenza', quindi evitare l'aiuto dei civili ai partigiani e 'convincere' i partigiani a non combattere. Requisiscono quanto possono portare via, bruciano tutto il resto. Fanno terra bruciata anche nei paesi vicini.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:51:29 UTC</pubDate>
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         <title>Podhum, Croazia</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>Podhum è il luogo che conserva la Memoria di un evento che va oltre la semplice rappresaglia (a seguito dell’uccisione da parte dei partigiani di 16 soldati italiani e 4 maestri, tra i quali i coniugi Renzi), ma appartiene a un progetto politico più ampio - rintracciabile nelle direttive della circolare Roatta 3C - applicato subito dopo l’occupazione e la conquista della Jugoslavia e che non fu quindi un evento isolato, ma l’apice di una lunga catena di crimini di guerra.</p><p>Il 12 luglio 1942 soldati dell’esercito italiano, assieme a carabinieri e a camicie nere uccisero almeno 108 civili (questo numero deriva dal telegramma/rapporto che il prefetto di Fiume Testa inviò a Buffarini Guidi) e cancellarono il villaggio di Podhum dalla carta geografica. Le vittime erano tutti uomini, 'ribelli'. È possibile che 95 uomini siano state uccisi sul posto (i nomi sono presenti nel memoriale) e gli altri altrove nella stessa operazione di polizia.&nbsp;</p><p>Le donne e i bambini, senza più nulla, vennero internati in campo di concentramento. Dal giugno, infatti, funzionava il campo di Kampor sull'isola di Arbe (Rab appartiene al gergo nazionalista croato).</p><p>Il monumento-memoriale, eretto nel 1970, è sopravvissuto alla guerra degli anni Novanta che ha portato alla distruzione di circa 3.000 monumenti invisi al nazionalismo pro ustascia e nemico del comunismo e che, nel dopoguerra, accomunava antifascismo e comunismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:51:46 UTC</pubDate>
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         <title>Monumento Foiba di Basovizza, Basovizza, Trieste, TS</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>La foiba di Basovizza è in realtà un pozzo minerario scavato artificialmente all’inizio del XX per l’estrazione del carbone e presto abbandonato perché improduttivo.</p><p>Dal 1992 è stato riconosciuto come Monumento nazionale ed eretto a simbolo del ricordo di quella duplice ondata di violenza che si verificò nell’autunno 1943 principalmente in Istria e nella primavera 1945 in Venezia Giulia a causa della quale furono uccisi centinaia di persone e che chiamiamo comunemente foibe.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:55:24 UTC</pubDate>
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         <title>Basovizza, TS</title>
         <author>coccobrilla</author>
         <link>https://padlet.com/coccobrilla/o8t3e9utxgoya3rp/wish/3135919646</link>
         <description><![CDATA[<p>Esattamente 94 anni fa oggi, all’alba del 6 settembre 1930, 4 ragazzi - Ferdo Bidovec, Fran Marusic, Zvonimir Milos e Alojz Valenic - furono portati qui a Basovizza, a pochi chilometri da Trieste e fucilati in seguito a una sentenza del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Erano accusati di aver causato la morte di un giornalista de Il Popolo di Trieste rimasto coinvolto nell’esplosione di una bomba.</p><p>I quattro giovani appartenevano all’organizzazione clandestina, irredentista e antifascista TIGR (acronimo di Trieste, Istria, Gorizia e Rijeka).</p><p>Oggi questo luogo e un luogo della Memoria slovena, che testimonia il peso delle Memoria divise.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 14:56:22 UTC</pubDate>
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         <title>Trieste, TS</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>Prima di fare una visita guidata di Trieste leggendo la città attraverso la lente del fascismo di confine, abbiamo ascoltato&nbsp;</p><p>Urska Lampe, ricercatrice presso l'Istituto IRRIS di ricerca, sviluppo, e strategie della società, cultura e ambiente;</p><p>Borut Klabjan, professore ordinario di storia presso l’Istituto di studi storici del Centro di ricerche scientifiche di Capodistria;</p><p>Gorazd Bajc, professore ordinario presso il Dipartimento di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Maribor</p><p>confrontarsi sul tema Frontiera Adriatica. Memorie condivise, conflitto di Memorie, Memorie inquiete.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-15 14:05:06 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Carlo Tosco . Il paesaggio è storia</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>EREDI. Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni </p><p>CARLO TOSCO, Il paesaggio è storia </p><p>Con “Il paesaggio è storia” Carlo Tosco, docente di Storia dell’architettura presso il Politecnico di Torino, prosegue la riflessione sul significato della distruzione dei patrimoni culturali, provocati dalle guerre alle città, quali sono le guerre in corso e quale fu la Seconda guerra mondiale, durante la quale a Rimini solo il 2% degli edifici rimase illeso. Una società presentificata, aggettivo più volte usato nella prima lezione da Roberto Balzani, ha poche possibilità di riconoscersi nel nesso fra passato, presente e futuro, che le città, con le loro architetture, le trame urbanistiche, i monumenti, i musei e le biblioteche, i paesaggi, trasferiscono da una generazione all’altra. L’eredità culturale è l’insieme delle opere che possono aiutare gli uomini a vivere e a conoscersi, e fra queste c’è il paesaggio. Il paesaggio è il luogo fisico dell’interazione tra i caratteri della natura, la storia e la cultura dell’uomo, che li ha modificati a proprio vantaggio per i bisogni alimentari, per la sicurezza, per i piaceri. Emilio Sereni, grande storico dell’agricoltura, al Primo congresso di Italia nostra, nel 1966 affermava che “il paesaggio artistico e naturale d’Italia è e sarà sempre l’uomo con la sua presenza organizzata, democratica, attiva […] che non deve essere distrutto, ma nemmeno staticamente conservato, piuttosto deve essere razionalmente curato e modernamente sviluppato per renderlo adatto ad una trasmissione positiva e feconda, alle nuove generazioni». </p><p>Carlo Tosco insegna Storia dell’architettura al Politecnico di Torino. Tra i suoi libri più recenti: L’architettura medievale in Italia 600-1200 (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Il paesaggio come storia (Il Mulino, 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all’italiana (Il Mulino 2018); L’architettura del Duecento in Italia (Il Mulino 2021); L’architettura del Trecento in Italia (Il Mulino 2023), Le vie delle cattedrali gotiche (Il Mulino 2024). Ha curato Il paesaggio agrario italiano. Sessant’anni di trasformazioni da Emilio Sereni a oggi (1961-2021) con Gabriella Bonini, Viella, 2023. </p><p>Riprese Biblioteca Gambalunga e Luca Lunedei</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-15 14:07:56 UTC</pubDate>
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         <title>Dicono di noi (italiano)</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.newsrimini.it/2024/09/un-viaggio-formativo-alla-scoperta-della-storia-intrapreso-da-30-docenti/?fbclid=IwY2xjawHM1JlleHRuA2FlbQIxMQABHSQ8GhsNBaQghIK6bjEMOmqyAVq09pMUc_5eGlCn2wdsT6wyXVcKJkbgHA_aem_oQKEtMcuQ1FNddcw9LFg0g" />
         <pubDate>2024-12-16 09:42:21 UTC</pubDate>
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         <title>Dicono di noi (croato)</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 09:44:06 UTC</pubDate>
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         <title>Materiali per approfondire</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>In questa cartella, curata da Francesca Panozzo di Isrec-Rn ed Elisabetta Del Monte di Istoreco-Re, trovi saggi, linee guida e documenti per approfondire lo studio e le metodologie di lavoro in classe sul tema della Frontiera Adriatica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:16:37 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Giornata internazionale di studi, II parte</title>
         <author>coccobrilla</author>
         <link>https://padlet.com/coccobrilla/o8t3e9utxgoya3rp/wish/3262585423</link>
         <description><![CDATA[<p>In occasione del ventesimo anniversario del Giorno del Ricordo, considerata l’importanza di tale ricorrenza, l'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della provincia di Rimini (Isrec-RN) ha promosso una Giornata internazionale di studi intitolata <em>La Frontiera Adriatica fra ricerca e didattica. Uno sguardo comparato.</em></p><p>Il convegno è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Rimini-Attività di Educazione alla Memoria, con la partecipazione dell’Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio, del Comitato 10 febbraio, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e rientrava nelle attività di preparazione al viaggio di formazione docenti a Trieste e Fiume/Rijeka organizzato da Isrec-RN all'interno del bando Viaggi della Memoria/Viaggi attraverso l'Europa dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna e ha ricevuto un cofinanziamento da parte della Direzione generale Educazione ricerca e istituti culturali.</p><p>Il coordinamento scientifico della giornata di studi è stato affidato al prof. Raoul Pupo (Università di Trieste), uno dei maggiori studiosi a livello internazionale delle vicende dell’Alto Adriatico.</p><p>Qui puoi ascotare la seconda sessione del convegno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:18:25 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Antonella Salomoni . Distruggere e trasformare il passato</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni Mercoledì 24 aprile 2024, ore 17 Biblioteca Gambalunga - Sala della Cineteca ANTONELLA SALOMONI - Distruggere e trasformare il passato La cultura della cancellazione del passato, la cosiddetta cancel culture, rappresenta una tendenza, oggi sempre più diffusa, a rimuovere opere o persone che si ritengono colpevoli di aver sostenuto valori contrari alla sensibilità del tempo presente, provocando la trasformazione del passato, anziché la sua conoscenza. Mercoledì 24 aprile, affronterà l’argomento Antonella Salomoni, docente di storia contemporanea dell’Università di Bologna, con la lezione Distruggere e trasformare il passato (Sala della Cineteca, ore 17). La pratica dell’eliminazione fa parte della cultura occidentale, che è cultura della critica e della rimozione, ma spazzare via il passato impedisce di capire il presente, e per comprenderne il significato occorre allargare la visuale, ritrovando analogie e differenze nella storia. La revisione odonomastica, l’abbattimento di statue, la cancellazione di pensatori, possono sottendere motivazioni molto diverse. Contesto e prospettive possono distinguere gli atti di vandalismo dalle dimostrazioni di potere e dai processi di liberazione profondamente democratici. A questo fine Antonella Salomoni proporrà un percorso a partire dall'esperienza dell’Europa orientale dopo l’89, mettendo in luce forme di distruzione volte a favorire il distacco da regimi autoritari/illiberali; indagherà poi la situazione più generale in Europa, con l'intento di mostrare alcune recenti tendenze di cancellazione in funzione di "de-colonizzazione" (dal Regno Unito all’Ucraina). Antonella Salomoni è professoressa di Storia contemporanea nell’Università di Bologna. Fa parte del comitato scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri e del consiglio direttivo del Centro interuniversitario di ricerca sulla Russia contemporanea e le sue eredità culturali. Nei suoi studi ha approfondito questioni di storia politica, economica, sociale e religiosa relative alla Russia zarista e sovietica. Si è occupata inoltre dei percorsi del pacifismo europeo, nonché dei temi della violenza politica e della conflittualità sociale. Tra le sue pubblicazioni recenti: Il protocollo segreto. Il patto Molotov-Ribbentrop e la falsificazione della storia (Bologna 2022); Lenin a pezzi. Distruggere e trasformare il passato (Bologna 2024). </p><p>Riprese Biblioteca Gambalunga e Luca Lunedei</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:20:54 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Andrea Pinotti . Nonumento</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>Eredi - Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni </p><p>Andrea Pinotti - Nonumento </p><p>Giovedì 18 aprile, alla vigilia della Festa della Liberazione del nostro Paese dall’occupazione nazi-fascista, la rassegna Eredi. Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni, dedicata al significato e alle conseguenze delle devastazioni subite da molte altre città italiane ed europee durante la Seconda guerra mondiale, con la conversazione Nonumento (Sala della Cineteca, ore 17), di Andrea Pinotti, docente di Estetica all'Università Statale di Milano, metterà a fuoco un particolare aspetto della memoria culturale, quella affidata ai monumenti. “Affidiamo le nostre memorie ai monumenti perché le conservino per noi. Così possiamo permetterci di dimenticarle”, scrive Andrea Pinotti. Ma paradossalmente i riti e gli oggetti di rammemorazione si trasformano in meccanismi di oblio. In un tempo in cui la cultura della cancellazione del passato si sta traducendo in una pericolosa addomesticazione della storia per farla entrare nella contemporaneità, occorre interrogarsi sui rapporti con la memoria e l’oblio, ricorrendo anche alle esperienze e alle suggestioni dell’arte. Andrea Pinotti propone una riflessione insieme estetica e politica sull’arte monumentale contemporanea e sulla contraddizione che l’affligge: negare il monumento, per riaffermarlo. Fare il nonumento. Andrea Pinotti insegna Estetica all'Università Statale di Milano, dove coordina il progetto ERC «An-Icon» dedicato agli ambienti immersivi virtuali. Si occupa di teorie dell’empatia, di cultura visuale, di teorie e pratiche della monumentalità contemporanea. È stato fellow di diverse istituzioni di ricerca internazionali. Per Einaudi ha pubblicato Cultura visuale (con A. Somaini, 2016) e Alla soglia dell'immagine. Da Narciso alla realtà virtuale (2021), e ha curato Walter Benjamin, Aura e choc (con A. Somaini, 2012), Costellazioni. Le parole di Walter Benjamin (2018), Georg Simmel, Stile moderno (con B. Carnevali, 2020), Il primo libro di estetica (2022) e Il primo libro di teoria dell'immagine (2024). Per i tipi Johan &amp; Levi, nel 2023 ha pubblicato Nonumento. Un paradosso della memoria.</p><p>Riprese Biblioteca Gambalunga e Luca Lunedei</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:24:52 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Roberto Balzani . Il senso del tempo e dei luoghi: i patrimoni culturali</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>EREDI-Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni </p><p>Roberto Balzani Il senso del tempo e dei luoghi: i patrimoni culturali </p><p>Giovedì 7 marzo </p><p>Roberto Balzani, docente di Storia contemporanea dell’Università di Bologna, ha aperto la rassegna Eredi. Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni, organizzata dalla Biblioteca Gambalunga e dall’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della Provincia di Rimini, nell’ambito delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Liberazione di Rimini dall’occupazione nazifascista (21 settembre 1944). Nella prima metà del ventesimo secolo, le città dell’Europa hanno sofferto la devastazione delle due Guerre mondiali, sia in termini di vite umane che di devastazione del patrimonio artistico e culturale. Un aspetto che ci conduce fra l’altro alle guerre del tempo presente, il cui obiettivo rimane la distruzione delle città non solo per ragioni strategiche, ma per colpire i valori identitari del nemico. Per una città come Rimini, che vide quasi cancellate le tracce della sua storia urbana bimillenaria, gravemente lesionati o distrutti monumenti, chiese e palazzi, a causa dei bombardamenti aerei e navali, è cruciale indagare sul significato e le conseguenze delle devastazioni dei patrimoni culturali. Roberto Balzani con la lezione Il senso del tempo e dei luoghi: i patrimoni culturali aprirà la riflessione, Interrogandosi sui valori che sono rappresentati e tramandati attraverso il patrimonio culturale, la sua centralità per tenere vivo il patto fra le generazioni. </p><p>Roberto Balzani è professore ordinario di Storia contemporanea all'università di Bologna. Nel 2008-2009 è stato preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna. Dal 2015 presiede il Sistema Museale di Ateneo di Bologna. Dal 2017 è referente scientifico dell’Archivio Storico di Unibo. Dal 2017 al 2020 è stato presidente dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Fa parte del Comitato scientifico di “The International Journal of Museum Studies” e collabora alla pagina culturale Domenica del “Sole 24 Ore”. Dal 2020 al 2023 ha fatto parte del Comitato scientifico dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Dal 2023 è socio corrispondente residente dell'Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna. Recentemente è stato nominato Presidente del Museo della Liberazione di via Tasso a Roma. Numerose sono le pubblicazioni dedicate alla Romagna, al Risorgimento e i suoi protagonisti, alla cultura democratica nell’800. Per quanto riguarda gli studi e le riflessioni sul patrimonio culturale, si citano: Il patrimonio culturale romagnolo: geografia, istituzioni e processi di valorizzazione (1950-2020). Appunti di lettura, in “Studi Romagnoli”, LXX (2020), pp. 47-68; Politica, arte, amicizia. Carlo Ludovico Ragghianti e Carlo Levi, in P. Bolpagni, D. Fonti, A. Lavorgna (a cura di), Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura, Lucca, Ed. Fondazione Ragghianti Studi sull’Arte Lucca, 2021, pp. 59-73; Un “modello Emiliani”? L’età della “politica dei beni culturali” fra realtà e rappresentazione, in “Quaderni Storici”, 170, 2/2022, pp. 333-361.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:28:16 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di partire - Patrizia Violi . Urbicidio: le immagini della distruzione nella rappresentazione letteraria e artistica</title>
         <author>coccobrilla</author>
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         <description><![CDATA[<p>Memorie ed eredità culturali tra distruzioni e ricostruzioni Venerdì 5 aprile - Biblioteca Gambalunga </p><p>PATRIZIA VIOLI Urbicidio: le immagini della distruzione nella rappresentazione letteraria e artistica </p><p>Il Novecento è stato un secolo in cui si sono sperimentati totalitarismi feroci e due guerre totali. L’immagine di un’umanità avviata su un cammino ininterrotto di progresso si è definitivamente eclissata. L’Europa del dopoguerra ha dovuto affrontare il trauma dei massacri, delle purificazioni etniche, degli spostamenti forzati delle popolazioni, della distruzione delle città. Come portare nel tempo presente la memoria di un passato traumatico senza stravolgerlo? Interrogativi complessi che investono questioni sul rapporto fra trauma, memoria, testimonianza. Patrizia Violi, linguista e semiologa dell’Università di Bologna, che a lungo si è occupata di trauma e memoria, soprattutto in relazione ai siti della memoria e ai monumenti, il 5 aprile (Sala della Cineteca, ore 17) indagherà possibili risposte con la lezione Urbicidio: le immagini della distruzione nella rappresentazione letteraria e artistica. </p><p>Patrizia Violi, linguista e semiologa, docente dell'Università di Bologna, ha collaborato con Umberto Eco. È stata direttrice del "Centro Internazionale di Studi Umanistici Umberto Eco" e di TraMe (Centro di studi semiotici sulla memoria). Dirige il Centro di Studi Semiotici e Cognitivi dell'Università di San Marino. Si occupa di trauma e memoria, soprattutto in relazione ai siti della memoria e ai monumenti. Fra le sue pubblicazioni recenti: Paesaggi della memoria. Il trauma, lo spazio, la storia, Bompiani, 2014; Stranieri nel ricordo. Verso una memoria pubblica delle migrazioni, curato con Daniela Salerno, Il Mulino, 2021; La memoria degli oggetti, curato con Matteo Giancotti, Luigi Marfé, Mimesis, 2023.</p><p>Riprese Biblioteca Gambalunga e Luca Lunedei</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:31:06 UTC</pubDate>
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