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      <title>Nuovi occhiali innovativi con illuminazione a Led colorati ! by Rebecca Ribezzi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-06 16:06:21 UTC</pubDate>
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         <title>Le caratteristiche fisiche e anatomiche.</title>
         <author>rebeccaribezzi06</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Iniziamo questo progetto parlando della fototrasduzione. La fototrasduzione è quel processo tramite il quale la luce viene convertita in segnali nervosi, questo avviene tramite delle molecole molto importanti che si chiamano FOTOPIGMENTI. Questi fotopigmenti si trovano all’interno dei fotorecettori (coni e bastoncelli che occupano la parte posteriore della retina). Dal punto di vista anatomico i bastoncelli hanno un segmento esterno formato da tanti piccoli dischi che contengono i fotopigmenti. In assenza di luce il bastoncello rilascia sempre glutammato. Esistono dei canali detti chiatonici che al buio sono aperti e sono dipendenti da una molecola chiamata <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://CGMP.La">CGMP.La</a> loro concentrazione è molto alta ed entrano nei canali dove avviene continuamente una graduale depolarizzazione che porta ad un graduale rilascio del neurotrasmettitore glutammato. Quando arriva la luce il rilascio di glutammato cessa perché la luce “contatta” i fotopigmenti e tramite una cascata di reazioni vanno a ridurre la concentrazione di CGMP e questo abbassamento non può far altro che chiudere i canali chiatonici, non avviene più depolarizzazione e non c’è più rilascio di neurotrasmettitore. I fotorecettori della retina sono distinti in coni e bastoncelli. Le loro differenze strutturali sono correlate ad importanti caratteristiche funzionali. I bastoncelli, ad esempio, trasmettono un'immagine meno nitida, ma presentano un maggior numero di fotopigmenti rispetto ai coni e sono più sensibili in condizioni di scarsa luminosità. Tutti i bastoncelli contengono, inoltre, lo stesso fotopigmento (rodopsina), mentre i coni non sono tutti uguali. Quest'ultimi fotorecettori presentano, infatti, tre diversi tipi di pigmenti sensibili alla luce (iodopsine), che garantiscono la discriminazione dei vari colori (ogni cono della retina contiene solo uno dei tre fotopigmenti). I coni, inoltre, sono responsabili della visione diurna e colgono con precisione i dettagli. Coni e bastoncelli sono cellule molto specializzate, che hanno la funzione di ricevere la luce e di adattarla per trasmetterla al cervello. Nel processo della visione, i fotorecettori si dividono i compiti: • I coni sono deputati alla visione nitida e centrale, consentono di vedere i dettagli fini e sono impiegati prevalentemente nella visione diurna (fotopica) o in presenza di fonti luminose artificiali. Esistono tre tipi di coni, ciascuno dei quali contiene un pigmento che li rende sensibili a lunghezze d'onda differenti nello spettro del visibile; in particolare, presentano picchi di assorbimento a 420, 530 e 560 nm, che corrispondono rispettivamente al blu, al verde ed al rosso. Per questo, i coni sono capaci di percepire i colori. • I bastoncelli, invece, presentano una grandissima sensibilità alla luce e consentono di vedere anche di notte e in presenza di una bassa intensità luminosa (visione scotopica o crepuscolare). Questi fotorecettori, tuttavia, non sono in grado di costruire immagini di buona qualità e sono incapaci di distinguere i colori. I bastoncelli intervengono, infatti, nella visione acromatica, caratterizzata solo dal bianco, dal nero e dalle sfumature del grigio. Coni e bastoncelli risultano, quindi, complementari ed il loro lavoro in sincronia garantisce una visione perfetta. Questi coni e bastoncelli quindi reagiscono in basse alla presenza o assenza di luce. La luce visibile che percepiscono i nostri occhi è un’onda elettromagnetica che si propaga nello spazio alla velocità di 3 ⋅ 108 m/s. Le onde elettromagnetiche sono la propagazione dell'energia del campo elettromagnetico. Sono formate, simultaneamente, dal campo elettrico e il campo magnetico, tra loro perpendicolari e si propagano in direzione perpendicolare al piano che i vettori dei due campi generano. I diversi tipi di onde elettromagnetiche possono essere classificati in base alla loro lunghezza d'onda o frequenza. Poiché la frequenza di un'onda è inversamente proporzionale alla sua lunghezza d'onda a velocità costante e sappiamo che la velocità della luce è costante, possiamo concludere che all'aumentare della lunghezza d'onda di un'onda elettromagnetica, la sua frequenza diminuisce. Questa classificazione permette di individuare delle divisioni nello spettro elettromagnetico. Vediamole schematicamente in questa tabella: ￼ Le onde radio Occupano la parte a bassa frequenza dello spettro elettromagnetico, con lunghezza d’onda tra 10 km e 10 cm. • Le onde medie hanno lunghezze d’onda attorno a 300 m. • I segnali televisivi usano lunghezze d’onda dell’ordine del metro. Le microonde Hanno una lunghezza compresa tra 10 cm e 1 mm. • Si utilizzano per i forni a microonde, per i telefoni cellulari Occupano la parte a bassa frequenza dello spettro elettromagnetico, con lunghezza d’onda tra 10 km e 10 cm. Si utilizzano per i forni a microonde per i telefoni cellulari e per i radar. La RADIAZIONE INFRAROSSA Si trova a lunghezze d’onda comprese tra 7 10-7 m e 1 mm. • La percepiamo sulla pelle come una sensazione di calore. RADIAZIONE VISIBILE Ha una lunghezza d’onda compresa tra 7 10-7 m (colore rosso), e 4 10-7 m (colore violetto) • È costituita dalle onde elettromagnetiche che percepiamo sottoforma di luce. RADIAZIONE ULTRAVIOLETTA Si trova lunghezze d’onda minori di 7 10-7 m e fino a 10-8 m. • Favorisce reazioni chimiche, come quelle che producono la melanina, può arrecare danni alla pelle e agli occhi. RAGGI X Hanno lunghezze d’onda all’incirca tra 10-8 m e 10-11 m. • Sono molto penetranti e sono sfruttati nelle radiografie. • Sono utilizzati nella radioterapia dei tumori e per sterilizzare strumenti chirurgici e rifiuti ospedalieri. RAGGI GAMMA Hanno lunghezze d’onda inferiori a 10-12 m. • Sono molto penetranti e possono essere pericolosi per gli esseri viventi: per assorbirli sono necessari strati di diversi centimetri piombo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-28 16:53:08 UTC</pubDate>
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         <title>Caratteristiche del sistema visivo da tenere in considerazione durante la progettazione. </title>
         <author>rebeccaribezzi06</author>
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         <description><![CDATA[<p>Adesso che abbiamo capito come funziona la visione a livello fisico e anatomico possiamo vedere come si comportano gli occhiali sul viso del paziente. Il posizionamento della lente davanti agli occhi del paziente altera la sua visione del mondo in quanto le immagini subiscono dei cambiamenti. da sfocate dovrebbero diventare chiare, possono apparire ad una distanza differente, possono avere dimensioni maggiori o minori rispetto all'oggetto possono subire un cambiamento nella posizione apparente dell'oggetto, può esserne alterata la forma e la chiarezza. Può risultare differente in base alla distanza a cui la lente è posta dall'occhio. Questa distanza, nota come distanza al vertice (dv) o distanza apice corneale-lente (dAv), diventa significativa per lenti di potere maggiori a $5.00 D. Nella visione a distanza, quando una lente positiva è allontanata dall'occhio, il potere effettivo aumenta viceversa, se ad essere allontanata è una lente negativa il potere effettivo dimuirà. Qualora le lenti siano avvicinate all'occhio l'effetto Sarà opposto, determinando una diminuzione del potere effettivo per lenti positive e un aumento per lenti negative. Cambiamenti nel potere effettivo sono molto importanti in presenza di lenti con poteri elevati, in particolare quando è necessario determinare la pontenza delle lenti a contatto avendo come riferimento quella delle lenti oftalmiche, o viceversa. Un occhiale provvisto di un angolo pantoscopico può alterare il potere della lente, e crea un potere cilindrico. I cambiamenti di potere causati dall'inclinazio ne della lente sono compensati adeguatamente con un appropriato posizionamento del centro ottico. Un portatore di correzione a tempiale, il cui sia stato ben centrato in posizione primaria, ha una visione priva di effetti prismatici, Ogni qualvolta però egli compie dei movimenti di versio- ne, o di vergenza i suoi occhi dovranno utilizzare una porzione di lente distante dal centro ottico e questo indurrà inevitabilmente degli effetti prismatici che in taluni casi potranno essere trascu-rabili, mentre in altri potranno ridurre il comfort visivo. Le versioni e le vergenze sono movimenti oculari che servono a mantenere la fissazione bifoveale . La fissazione bifoveale è quando gli assi visivi si incontrano sul punto di fissazione, questo avviene durante la visione binoculare. La visione binoculare è la capacità del cervello di percepire un’immagine singola grazie alla fusione delle immagini percepite dai due occhi. La capacità di attuare una corretta visione binoculare singola è un’abilità che acquisiamo con il tempo. Alla nascita il nostro cervello riceve le immagini percepite dai due occhi senza necessariamente fonderle ma il sistema nervoso centrale impara a percepire simultaneamente le due immagini retiniche. Chiamiamo questa fase 1º grado della fusione o percezione simultanea o biocularità( da non confondersi con binocularità). Con l'esperienza impariamo a fondere le immagini simili viste dai due occhi, riconoscendole come rappresentazioni dello stesso oggetto e ottenendone una percezione singola. In questa fase la fusione non ha ancora una connotazione tridimensionale e per questo prende il nome di 2° grado della fusione o della fusione piatta, anche detta tappa della binocularità. Infine, l'SNC impara a sfruttare la disparità retinica e le piccole differenze tra le immagini percepite dai due occhi, unitamente all'esperienza fatta con gli indizi monoculari di profondità e con gli altri sensi nell'esplorazione dello spazio, per ricavarne una visione tridimensionale.Chiamiamo questa fase 3° grado della fusione o stereopsi. Un'interruzione o alterazione del processo, causata da un'anomalia nelle diverse componenti anatomiche, motorie o sensoriali viste in precedenza, può portare all'impossibilità da parte del sistema visivo di apprendere uno o più gradi della fusione, anche in futuro. La mancata acquisizione di una delle abilità più basilari, nell'ordine dal °1 al 3° grado, ha ripercussioni anche sulle fasi seguenti. Se non è possibile acquisire cor- rettamente al percezione simultanea (1° grado), non sarà possibile acquisire nemmeno li 2° e li 3° grado; o ancora, se non è possibile sviluppare li 2° grado, si avranno ripercussioni anche sul 3° grado. Sappiamo tutti che la nostra azienda in questo contesto sta parlando di occhiali, ma sappiamo anche che esistono altri modi per correggere la nostra ametepia come ad esempio le lenti a contatto. Le lenti a contatto per definizione sono a contatto con la superficie anteriore dell’occhio. In particolare interagiscono con: Filmlacrimale,cornea,palpebre,sclera,congiuntiva . In riferimento al materiale abbiamo LAC: • RIGIDE, che mantengono la loro forma quando sono applicate • MORBIDE, che si adattano alla superficie • sottostante • IBRIDE, un mix tra le due precedenti In riferimento al loro scopo Abbiamo LaC per uso: ottico (sferiche-toriche-multifocali) cosmetico (colorate) terapeutico Le Lac rigide Si distinguono in gas permeabili (RGP) e gas impermeabili (ormai in disuso). A loro volta, le RGP si dividono in base al TO in CORNEALI (TO &lt; &amp; CORNEA) e SCLERALI (coprono cornea e sclera) Le LaC morbide Sono le più usate, per il loro TD si chiamano anche SEMISCLERALI e si distinguono in base al materiale in • Idrogel| • Gomma siliconica • Biopolimeri Le lenti morbide possono avere una percentuale di acqua superiore o inferiore del 50% e possono essere ioniche o non ioniche. Parlando di lenti morbide abbiamo le lenti morbide toriche che hanno uno scopo refrattivo ovvero quello di correggere l’astigmatismo. Queste lenti hanno esigenze “fisiche” ovvero quelle di aderire bene alla superficie corneale e si sono cercati dei metodi per realizzarla. La stabilizzazione della posizione viene principalmente ottenuta tramite: •Prisma di bilanciamento La lente è caratterizzata da un prisma con base a 270° (verticale BB): quando la lente viene applicata la sua porzione più sottile tende a posizionarsi sotto la palpebra superiore, mentre quella più spessa rimane a contatto con quella inferiore. Oltre allo spessore anche altri fattori, inerenti la lente, possono marginalmente influire sulla stabilizzazione, come la gravità e l'elasticità del materiale, ma va sottolineato che anche se il portatore si pone con la testa in basso ed i piedi in alto, la parte più spessa, e quindi più pesante della lente, si posiziona in alto in contatto con la palpebra inferiore. •stabilizzazione dinamica (delle zone di assottigliamento). Sia la parte bassa che quella alta della lente sono caratterizzate da due aree assottigliate, oppure le due aree laterali, alle ore 3 e alle ore 9, sono ispessite, in modo che le palpebre mantengano la lente in posizione. Con questo tipo di lente: - il comfort è piuttosto elevato anche nei primi momenti d'uso per effetto degli spessori ridotti; - non si induce un effetto prismatico che può essere fastidioso in caso che si prescriva una sola lente torica oppure se vi è una consistente differenza di potere tra le due lenti a contatto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-28 16:55:39 UTC</pubDate>
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         <title>The role of the optician and his skills</title>
         <author>rebeccaribezzi06</author>
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         <description><![CDATA[<p>All this work is done by professionals, especially the optical professional. When you go to the optician, he or she will do a number of tests. These are some of the most common ones. Visual acuity test This is the test that we're all familiar with. You look at a chart with letters on it and read out the smallest letters that you can see. The optician will then tell you your visual acuity. If you have 6/6 vision, this means that you can see the same level of detail from 6 metres away as someone with 'normal' vision can see from 6 metres away. If you have 6/9 vision, it means that you can see the same level of detail from 6 metres away as someone with 'normal' vision can see from 9 metres away. And so on. Refraction test This is the test where the optician asks you to read out the letters on the chart while they put different lenses in front of your eyes. This helps the optician to find out if you are long-sighted (if you can't see things that are close to you) or short-sighted (if you can't see things that are far away). It also helps them to work out what prescription you need for glasses or contact lenses if you need them. Slit-lamp examination This is the test where the optician looks into your eyes with a special microscope called a slit lamp. They might use a special dye to help them see the surface of your eye more clearly. They can see the front of your eye (the cornea, the iris and the lens) and the back of your eye (the retina and the optic nerve). They can check for lots of different eye conditions using a slit-lamp examination. Ophthalmoscopy This is the test where the optician looks into your eyes with a small torch. They use this test to look at the back of your eye (the retina and the optic nerve). This helps them to check for lots of different eye conditions, including diabetes and high blood pressure. Colour vision test This is the test where the optician asks you to look at a picture made up of lots of small dots. Hidden in the picture is a number or a shape. If you have 'normal' colour vision, you'll be able to see the number or the shape. If you have colour vision deficiency (also known as colour blindness), you won't be able to see it. Most people with colour vision deficiency can still see colours, but they may not be able to tell the difference between certain colours. These are just a few examples of the tests that an optician might do. It's important to have regular eye tests to make sure that your eyes are healthy.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-28 16:57:17 UTC</pubDate>
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         <title>I PRINCIPI DELL&#39;AZIENDA, LA SUA ORGANIZZAZIONE E LA SUA RILEVANZA  SUL TERRITORIO</title>
         <author>rebeccaribezzi06</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccaribezzi06/o6kui7wv1dtfc6og/wish/3010465779</link>
         <description><![CDATA[<p>Nei primi articoli della costituzione italiana si parla molto di “Lavoro” in particolare negli articoli: 1,4,35,37, adesso gli elencheremo qui sotto: </p><p>ARTICOLO 1 </p><p>L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. </p><p>ARTICOLO 4 </p><p>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. </p><p>ARTICOLO 35 </p><p>La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali. intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero. </p><p>ARTICOLO 37 </p><p>La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione. </p><p>Il filosofo Karl Marx teorizzò l’allienazione ovvero Il termine "alienazione" indica il processo attraverso il quale l'uomo si estrania da se stesso, perdendo la sua identità genuinamente umana, che è proiettata verso qualcos altro; infatti, il termine deriva dal pronome latino "alius", che significa "altro, ciò che è estraneo".</p><p> Nella concezione marxista, l'alienazione è la condizione del proletariato nella società capitalista: infatti, il lavoratore si estrania da se stesso, identificandosi con gli oggetti da lui prodotti. Esiste poi il concetto di etica sopratutto nel campo lavorativo ovvero l’insieme dei doveri strettamente inerenti alle attività professionali svolte nella società.</p><p>Per verificare ad esempio la percentuale dei lavoratori in italia, i tipi di lavori o i determinati settori vengono fatte delle statistiche attraverso la Moda la Media e la Mediana. Media moda e mediana sono tre caratteristiche di un qualsiasi insieme di dati statistico. La media è il rapporto tra la somma dei dati numerici ed il numero dei dati; la moda è il valore che si presenta con maggiore frequenza; la mediana è il valore centrale tra i dati numerici. Possiamo quindi dire che sono indici di posizione che permettono, in base alle esigenze, di esprimere in modo sintetico le caratteristiche di un'indagine statistica</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-28 17:01:03 UTC</pubDate>
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