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      <title>Gli Arabi Ieri e Oggi by NICOLE SCARALLO</title>
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      <description>Fatto con allegria</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-23 15:15:22 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-05-31 10:12:48 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Territorio- il Marocco</title>
         <author>nicolescarallo</author>
         <link>https://padlet.com/nicolescarallo/Bookmarks/wish/2196081798</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><sup>L'espressione mondo arabo &nbsp; è usata convenzionalmente per indicare i ventidue Stati membri della Lega degli Stati Arabi; per </sup></strong><strong><em><sup>"Paesi arabi"</sup></em></strong><strong><sup> si intendono i Paesi la cui lingua ufficiale maggioritaria è l'arabo e abitati in maggioranza da arabi; sono localizzati nel Medio Oriente, nel Nordafrica e in parte nel Deserto del Sahara e del Corno d'Africa.</sup></strong></div><div><strong><sup>I Paesi arabi non vanno confusi con l'insieme del mondo arabo, sia perché alcuni Stati e territori arabi comprendono significative minoranze cristiane o di altre religioni, sia perché solo il 25% circa dei musulmani è costituito da arabi, dal momento che ci sono numerosi paesi islamici.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il Marocco occupa la sezione nordoccidentale del Continente e si affaccia sia sull'Atlantico che sul Mediterraneo; il paesaggio marocchino è molto variegato, visto che oltre alle pianure costiere abbiamo zone desertiche, altre di montagna con la catena dell'Atlante, altre ancora dominate da altopiani.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il Marocco ha un'altitudine media attorno ai 900 metri ed è quindi caratterizzato soprattutto da aree montuose ed altopiani, solamente la fascia costiera sull'Oceano Atlantico presenta ampi tratti pianeggianti, che si protendono verso l'interno in corrispondenza del corso dei principali fiumi.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il Marocco ha un notevole sviluppo costiero (3.500 Km includendo il Sahara Occidentale), grazie al fatto che è bagnato sia dall'Oceano Atlantico ad ovest, che dal Mar Mediterraneo a nord-est; è separato dall'Europa dallo Stretto di Gibilterra, che ha una larghezza minima di appena 14 chilometri; fanno parte del territorio anche una manciata di isole, tutte però di dimensioni alquanto modeste.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il Marocco è suddiviso amministrativamente in 12 regioni (incluse le due più meridionali che corrispondono al Sahara Occidentale) ed ha un tasso di urbanizzazione del 61%.</sup></strong></div><div><strong><sup>&nbsp;Tre le città con almeno un milione di abitanti, Casablanca ), Fès&nbsp; e Tangeri, ubicata nell'estremità settentrionale del Paese; altri due centri si avvicinano a questa soglia, Salé, che assieme alla capitale Rabat , forma la seconda conurbazione più popolata del Marocco e Marrakech.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il Marocco ha sviluppato negli ultimi decenni il suo settore turistico, diventando la meta più visitata dell'Africa, grazie ad un mix di città ricche di storia e cultura, montagne dai paesaggi idilliaci, zone desertiche e splendidi litorali su Oceano Atlantico e Mediterraneo.<br></sup></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 15:28:48 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita dell&#39;Islam</title>
         <author>nicolescarallo</author>
         <link>https://padlet.com/nicolescarallo/Bookmarks/wish/2201294303</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><sup>L'Islam nasce in Arabia, dove anticamente vivono tribù di nomadi beduini. L'organizzazione sociale dei beduini è di tipo tribale, con a capo lo sceicco, eletto dalla popolazione. Lo sceicco può essere sostituito in battaglia da un capo militare, il Rais. Le divinità dei beduini sono numerose, tutte sono venerate a La Mecca. <br></sup></strong><strong><em><sup>Come nasce l'Islam?<br></sup></em></strong><strong><sup>Maometto</sup></strong><strong><em><sup> nasce a La Mecca intorno al 570 e el 610 si ritira sul monte Hira, dove riceve un'illuminazione su Allah: dal quel momento si proclama il profeta di Allah. la nuova religione monoteista prevede la sottomissione alla volontà divina: il termine ISLAM, infatti, in arabo significa proprio "sottomissione a Dio".<br>La scelta di un rigido monoteismo suscita l'ostilità dei ceti più ricchi e dei sacerdoti pagani, così nel 622 Maometto si trasferisce a Medina. Questo evento detto egira "migrazione"&nbsp; segna l'inizio del calendario islamico.&nbsp;<br>Con il sostegno delle tribù della regione, Maometto fa ritorno a La Mecca, ormai convertita all'islam.&nbsp;<br>Dopo la morte dl profeta la sua parola viene raccolta nel testo Sacro del Corano. Il vero musulmano è tenuto a rispettare i "cinque pilastri": la fede assoluta in Allah e Maometto; il rispetto del mese del digiuno, Ramadan; il pellegrinaggio alla città santa di La Mecca almeno una volta nella vita; l'obbligo dell'elemosina e recitare la pregiera cinque volte al giorno in direzione della città santa.</sup></em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:45:26 UTC</pubDate>
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         <title>Famiglia nel mondo islamico</title>
         <author>nicolescarallo</author>
         <link>https://padlet.com/nicolescarallo/Bookmarks/wish/2201308091</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><sup>Nella famiglia pre-islamica (di tipo patriarcale) la donna era un oggetto venduto al marito dal padre. Le donne potevano essere uccise. Vi era poligamia senza limiti e prostituzione coatta. In caso di morte del marito, la moglie veniva ereditata dai figli.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il Corano rappresenta pertanto una vera rivoluzione: critica l'uccisione delle donne (6,58; 17,31-33), le rivaluta sul piano religioso (16,97; 33,32), conferisce loro sotto tutti i profili sostanzialmente pari dignità rispetto all'uomo.</sup></strong></div><div><strong><sup>Nella shari'a (la legge religiosa islamica) il matrimonio diventa contrattuale con il consenso delle parti. La donna&nbsp; manifesta il suo consenso, attraverso un tutore matrimoniale musulmano che può essere il padre, un parente prossimo maschio o un giudice (wali).</sup></strong></div><div><strong><sup>Esiste tuttavia il matrimonio imposto (jabr): il padre cioè può decidere del matrimonio della figlia a sua discrezione. Questo potere inizialmente era senza limiti ma nel corso del tempo i giuristi introdussero tutta una serie di limitazioni.</sup></strong></div><div><strong><sup>Il principio del jabr è stato abolito nel codice marocchino, come pure in quello tunisino e algerino, dove tuttavia&nbsp; si prevede che il padre possa costringere la figlia al matrimonio quando si tema una cattiva condotta da parte della ragazza. All'interno del matrimonio la donna è soggetta alla direzione del marito. Ossia il marito ha potere correzionale, ha diritto di decidere se e quali persone la moglie frequenterà al di fuori dei parenti stretti (Corano 4,34; 2,228; 2,223). L'unica vera autonomia della donna è l'autonomia patrimoniale. Ossia la donna può gestire il suo patrimonio personale.<br>I doveri del marito sono: mantenere la moglie, consumare il matrimonio (Corano, 24,32;30,21), ( nel caso di poligamia i giuristi classici spiegano in modo molto dettagliato come il marito debba adempiere a questo suo obbligo senza fare ingiustizie), coabitazione. Manca un obbligo di fedeltà in senso stretto.</sup></strong></div><div><strong><sup>Nel codice marocchino infatti si dice che il marito ha diritto alla fedeltà, ma si tace sul suo obbligo di fedeltà.<br>Poligamia: con il limite delle 4 mogli (Corano:4,3). E' prevista in tutti i codici salvo Turchia e Tunisia.</sup></strong></div><div><strong><sup>La poligamia coranica è un rimedio alla poligamia selvaggia pre-islamica. La limita a 4 mogli che devono essere trattate in modo uguale.</sup></strong></div><div><strong><sup>La prima moglie può stabilire nel contratto matrimoniale che non accetta altre mogli.</sup></strong></div><div><strong><sup>La poligamia è comunque in declino nell'Islam (meno del 10%).<br>Rapporti genitori-figli</sup></strong></div><div><strong><sup>&nbsp;</sup></strong></div><div><strong><sup>Il capo e responsabile ultimo dell'educazione dei figli è il padre.</sup></strong></div><div><strong><sup>Esiste una ripartizione dei compiti educativi: alla madre spetta la cura del bambino fino ai cinque / sei anni. Tale custodia è esclusivamente domestica. La madre non è padrona di istruirlo come vuole, di farlo viaggiare liberamente e non può portarlo lontano dal padre.</sup></strong></div><div><strong><sup>Al padre, o in sua mancanza agli uomini della famiglia paterna, spetta la tutela che consiste nel sorvegliare l'istruzione del bambino. La tutela finisce con la pubertà. Ma per le ragazze dura fino al matrimonio consumato. Il tutore deve essere musulmano.</sup></strong></div><div><strong><sup>&nbsp;</sup></strong></div><div><strong><sup>Nel diritto musulmano classico la posizione del padre era un potere assoluto nei confronti dei figli (come il pater familias romano).</sup></strong></div><div><strong><sup>Man mano questa situazione è andata modificandosi e si sono riconosciuti alcuni diritti in più alla madre, pur restando un potere maschile dominante.</sup></strong></div><div><strong><sup>Se la madre è musulmana può occuparsi della cura dei figli sotto la direzione del padre fino alla maggiore età.</sup></strong></div><div><strong><sup>Se si tratta di una donna non musulmana essa può curare l'educazione dei figli solo per i primi 5 anni. Questo perchè c'è il pericolo ch'essa non educhi all'islam il bambino.</sup></strong></div><div><strong><sup>&nbsp;In caso di ripudio i figli sono affidati al padre.</sup></strong></div><div><strong><sup>&nbsp;I figli nati da un matrimonio misto devono diventare musulmani</sup></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 20:02:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La donna nel mondo islamico oggi</title>
         <author>nicolescarallo</author>
         <link>https://padlet.com/nicolescarallo/Bookmarks/wish/2201313826</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><sup>Come probabilmente sappiamo la civiltà islamica reputa la donna come una cittadina di classe inferiore, sottomessa alla volontà dell'uomo.<br>In alcuni paesi di cultura islamica non c'è un profondo livello di discriminazione, come ad esempio in Tunisia, dove le donne sono libere di vestire come vogliono e hanno ottenuto molti diritti che le rendono quasi pari all'uomo, e in Turchia, dove un sostanzioso numero di donne sale al potere.<br>In altri paesi il livello di discriminazione è ben più forte: in Algeria le donne vengono violentate e uccise dai fondamentalisti islamici, in Afghanistan le donne sono "sepolte" in un burqa, un abito che non lascia nemmeno intravedere gli occhi.<br>Possiamo quindi affermare che la condizione della donna è strettamente legata sia alla storia del paese in cui vive sia al paese stesso.<br>I vari paesi islamici una volta ottenuta l'indipendenza, attuarono varie strategie di modernizzazione per legittimare il potere della classe dirigente. I diritti della donna sono quindi legati a questa legittimazione.<br>Negli anni Trenta, ad esempio, si fece promulgare una legge che proibiva l'uso del velo in Turchia e in Iraq.<br>Durante la lotta contro il dominio francese le donna algerine avevano ottenuto la libertà di vestire con abiti occidentali per non farsi notare, in seguito dovettero tornare a quelle che sono le loro tradizioni.<br>La modernizzazione e i movimenti femministi non sono però riusciti a far crollare un regime totalmente patriarcale e maschilista, comune a tutti i paesi islamici.<br></sup></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 20:10:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/nicolescarallo/Bookmarks/wish/2201313826</guid>
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         <title>La questione Palestinese</title>
         <author>nicolescarallo</author>
         <link>https://padlet.com/nicolescarallo/Bookmarks/wish/2204833512</link>
         <description><![CDATA[<div><sup>Questa guerra è solo l’ultima di una</sup><strong><sup> serie di conflitti</sup></strong><sup> combattuti fra il popolo israeliano e quello palestinese negli ultimi decenni. Israele </sup><strong><sup>è nato nel 1948</sup></strong><sup> per dare uno Stato al popolo ebraico, che nel corso della </sup><strong><sup>Seconda guerra mondiale</sup></strong><sup> in Europa</sup><strong><sup> è stato perseguitato</sup></strong><sup> e sterminato dalla dittatura nazista. La nuova patria ebraica sorge nella regione dove gli Ebrei hanno vissuto fino alla </sup><strong><sup>distruzione del Tempio di Gerusalemme</sup></strong><sup> da parte dei Romani. Nel corso dei secoli, quella regione è stata poi </sup><strong><sup>abitata dai palestinesi</sup></strong><sup>, una popolazione di</sup><strong><sup> lingua araba e fede musulmana</sup></strong><sup>. Per questo motivo, palestinesi e israeliani si contendono il controllo di quei territori.<br></sup><br></div><div><sup>Nel </sup><strong><sup>1948 le Nazioni Unite</sup></strong><sup> hanno approvato la nascita in Palestina di </sup><strong><sup>due stati indipendenti</sup></strong><sup>, </sup><strong><sup>uno ebraico e uno arabo</sup></strong><sup>, ma i paesi arabi vicini si sono opposti. A seguito di numerose guerre tra israeliani e gli alleati arabi del popolo palestinese, che non riconoscevano l’esistenza dello Stato ebraico, </sup><strong><sup>l’esercito israeliano</sup></strong><sup> ha occupato tutti i territori dove sarebbe dovuto sorgere lo Stato palestinese.<br></sup><br></div><div><strong><sup>La striscia di Gaza è uno di questi territori</sup></strong><sup>. I palestinesi, infatti, vivono in parte come cittadini dello </sup><strong><sup>Stato di Israele</sup></strong><sup>, in parte nei territori della </sup><strong><sup>Cisgiordania</sup></strong><sup> (la regione a est di Israele, governata dall’Autorità palestinese, ma occupata di fatto dall’esercito israeliano) e in parte nella </sup><strong><sup>striscia di Gaza</sup></strong><sup>. La striscia di Gaza è la regione a sud della costa israeliana, al confine con l’Egitto, dove </sup><strong><sup>dal 2005</sup></strong><sup> si è ritirato l’esercito israeliano. Nella Striscia vivono</sup><strong><sup> oltre un milione e mezzo di palestinesi.</sup></strong><sup> L’accesso a Gaza è bloccato:</sup><strong><sup> persone e merci</sup></strong><sup> possono entrare o uscire solo con il permesso del governo di Israele.<br></sup><br></div><div><sup>COSA SUCCEDERÀ ADESSO<br></sup><br></div><div><sup>La domanda, in questo momento, è </sup><strong><sup>se la tregua durerà</sup></strong><sup>. Per ora sì, ma è difficile prevedere</sup><strong><sup> per quanto</sup></strong><sup>. Il primo ministro di Israele </sup><strong><sup>Benjamin Netanyahu</sup></strong><sup> ha dichiarato che «la realtà sul campo di battaglia determinerà il futuro della campagna militare». Non esclude quindi una ripresa di questo conflitto. Anche uno dei portavoce di Hamas ha dichiarato che «la resistenza palestinese rispetterà l’accordo fino a che lo rispetterà l’occupante, cioè Israele».<br></sup><br></div><div><sup>Ma il fronte dei palestinesi in questo momento è diviso. Nella </sup><strong><sup>striscia di Gaza, governa Hamas</sup></strong><sup>, un partito e gruppo armato di ispirazione islamista eletto nel 2006 e che da allora detiene il controllo. Israele, Stati Uniti ed Europa non riconoscono Hamas come un governo legittimo della Striscia e lo ritengono un</sup><strong><sup> gruppo terroristico</sup></strong><sup>. È soprattutto con Hamas che Israele ha combattuto negli ultimi 15 anni.<br></sup><br></div><div><sup>In </sup><strong><sup>Cisgiordania</sup></strong><sup> dal 2006 governa invece il partito </sup><strong><sup>Fatah,</sup></strong><sup> che a differenza di Hamas non è una organizzazione religiosa. Quest’anno si sarebbero dovute tenere nuove elezioni, ma i leader di Fatah le hanno rimandate a causa del conflitto, temendo che Hamas potesse vincere.<br></sup><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-30 16:00:52 UTC</pubDate>
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