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      <title>Storia by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-10-23 09:30:55 UTC</pubDate>
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         <title>La discriminazione razziale negli USA</title>
         <author>alessia99conti</author>
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         <description><![CDATA[<div>All’inizio del xx secolo, la maggioranza dei cittadini neri viveva negli Stati meridionali degli USA, ed era vittima di una rigidissima discriminazione, la cui legislazione era stata elaborata in forma sistematica alla fine dell’ottocento. I neri non potevano esercitare il diritto di voto ed erano esclusi da tutte le cariche pubbliche; inoltre, non potevano frequentare le scuole migliori, riservate ai bianchi, ed erano obbligati a viaggiare in carrozze ferroviarie separate. L’esplosione della prima guerra mondiale mise in moto una serie di complessi meccanismi demografici; innanzi tutto, interruppe il grande flusso di emigranti che dall’europa si riversava in America in cerca di lavoro, proprio quando l’industria americana aveva bisogno di manodopera per produrre armi, navi e altro materiale che gli stati Uniti vendevano ai loro alleati. Così, gli imprenditori delle città settentrionali cominciarono a inviare propri incaricati al sud, per reclutare operai, promettendo lavoro sicuro, buoni salari e, spesso, persino il viaggio gratuito. L’esplosione della seconda guerramondiale accentuò ulteriormente questo fenomeno migratorio. mDi fronte a un afflusso così massiccio, i lavoratori bianchi iniziarono a preoccuparsi; per venire loro incontro, le autorità cercarono di limitare l’assunzione di neri nelle industrie legate alla difesa.tra i neri stessi, però, aveva cominciato a farsi strada una consapevolezza tutta nuova della loro forza contrattuale. Così, all’inizio del 1941, la NAACp (National Association for the Advancement of Colored People – Associazione nazionale per l’avanzamento delle persone di colore, fondata a Boston nel 1909) minacciò di organizzare<br>una grande marcia su Washington di migliaia di lavoratori neri. per il presidente roosevelt, che voleva presentare l’America come l’arsenale delle democrazie in lotta contro la ferocia<br>razzista del nazismo, sarebbe stato uno scacco insopportabile. pertanto, il governo emanò il cosiddetto Executive Order 8802, che vietava ogni discriminazione razziale nell’assunzione<br>di personale sia nell’industria bellica sia nell’amministrazione federale. L’ordinanza fu spesso disattesa, in quanto non vennero istituite misure particolari per sorvegliarne l’applicazione effettiva. tuttavia, l’importanza storica dell’Executive Order non può essere sminuita o sottovalutata: esso rappresenta il primo significativo provvedimento emanato dal governo centrale a favore dei neri, dal tempo degli emendamenti costituzionali degli anni 1865-1869, che avevano concesso la piena cittadinanza agli schiavi da poco liberati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-23 09:59:20 UTC</pubDate>
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         <title>Le proteste dei neri negli anni Cinquanta</title>
         <author>alessia99conti</author>
         <link>https://padlet.com/alessia99conti/o5gopl91vo0f/wish/132530445</link>
         <description><![CDATA[<div>La protesta dei cittadini neri americani, per ottenere una vera parità di diritti, cominciò a manifestarsi a partire dalla metà degli anni Cinquanta. il primo significativo episodio di lotta si verificò nel 1956 nella città di Montgomery, in Alabama, ove la popolazione nera boicottò per un anno i trasporti pubblici, sui quali l’amministrazione locale aveva imposto la più rigida separazione. A guida della clamorosa iniziativa di protesta si pose Martin Luther King Jr., un giovane pastore della Chiesa battista. Dalla sua fede cristiana, King trasse la convinzione che i mezzi e i fini di una battaglia politica e sociale dovessero sempre essere strettamente congiunti e coerenti fra loro. King, pertanto, rifiutò sempre la violenza come strumento di lotta, né mai la scusò, nel caso di sommosse o rivolte.<br>La protesta di Montgomery si concluse con successo in quanto, nel novembre 1956, la Corte suprema dichiarò incostituzionali le leggi segregazioniste dello Stato dell’Alabama, pertanto, veniva ordinato che si provvedesse al più presto, in modo che tutte le scuole fossero aperte anche ai giovani neri.<br>Malgrado il suo valore vincolante, al Sud si cercò con ogni mezzo di impedire l’attuazione della sentenza della Corte suprema; all’inizio degli anni sessanta, la percentuale degli studenti neri che frequentavano scuole integrate era, negli stati del sud, appena dell’1%.<br>L’episodio più grave si verificò a Little Rock, una cittadina dell’Arkansas, dove nel 1957 gli studenti neri che volevano entrare nella scuola media tradizionalmente frequentata da soli bianchi furono permesi scortati dall’esercito, che a più riprese si scontrò con la folla inferocita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-23 10:07:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia99conti</author>
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         <pubDate>2016-10-23 10:21:36 UTC</pubDate>
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         <title>I contrasti razziali negli anni Cinquanta</title>
         <author>alessia99conti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni Cinquanta, un numero sempre maggiore di cittadini americani neri cominciò a esprimere il proprio desiderio di una piena parità civile. Il processo fu lungo e lento, ma coronato da successo, almeno per la componente più ricca e borghese del mondo afro-americano statunitense. La distanza economica tra neri e bianchi rimaneva ancora marcata e addirittura abissale nei confronti delle classi a livello di redditi superiori, ma per molti dei neri inurbati e trasformatisi in lavoratori industriali le condizioni di vita erano arrivate ben al di sopra dei livelli di sussistenza, e talvolta si avvicinavano a quelli della classe media bianca. Dal 1937 al 1952 i redditi delle famiglie di colore erano aumentati più rapidamente di quelli delle famiglie bianche.<br>Le aumentate disponibilità al consumo dei neri creavano una naturale pressione nei confronti di quelle strutture dirette a isolarli dai bianchi, che costituivano il sistema segregazionista.<br>Nel decennio dal ’45 al ’55 l’integrazione aveva fatto importanti e decisivi progressi nell’esercito e nel mondo del lavoro, in quasi tutto il paese, ma negli stati del Sud il vasto settore dei servizi – trasporti, ristoranti, scuole, ospedali ecc. – rimaneva ancora sottoposto al regime di segregazione, mentre il diritto al voto e alla partecipazione politica dei neri, nonostante i frequenti interventi dei tribunali federali, continuava a essere fortemente contestato dai governi e dalle amministrazioni locali. Ancora nel 1957 in undici stati del Sud solo il 25% della popolazione nera in età di voto era iscritta nelle liste elettorali e milioni di neri erano esclusi dall’acceso alle urne. Negli altri stati, dell’Est, del Middle- West e dell’Ovest, dove non esisteva la legislazione segregazionista, permanevano forti discriminazioni razziali: i neri ricevevano salari inferiori a quelli dei bianchi per lo stesso tipo di lavoro, erano esclusi dalle attività specializzate, da alcuni sindacati di categoria, erano<br>confinati nei ghetti da regolamenti municipali diretti a emarginarli e quando riuscivano a uscirne e ad affittare o ad acquistare nei quartieri dei bianchi si trovavano fatti segno a discriminazioni<br>che arrivavano fino all’uso della violenza. A incoraggiare la popolazione nera di progresso di una società in espansione, stava l’esempio costituito da un’élite di colore che aveva raggiunto ricchezza e status sociale in settori come gli affari, le professioni, l’insegnamento e le arti. Un importante contributo all’emancipazione dei neri americani venne dato dal processo di decolonizzazione che negli anni cinquanta entrò nella sua fase risolutiva con la creazione di numerosi stati indipendenti nel continente africano.&nbsp;<br>Nella sentenza sul caso Brown vs Board of Education of Topeka(1954), la Corte aveva dichiarato incostituzionale la prassi della segregazione nel sistema scolastico, perché contraria al XIV emendamento della Costituzione. La decisione rovesciava il principio della separazione in condizioni di uguaglianza, da essa stessa stabilito nel 1896, secondo il quale si ammetteva la separazione razziale nel sistema scolastico a condizione che le scuole per i giovani di colore avessero le stesse caratteristiche e offrissero lo stesso tipo di insegnamento di quelle per bianchi. Il principio, applicato nella forma, era sempre rimasto lettera morta nella sostanza, con il risultato che i livelli dei due sistemi scolastici erano molto diversi e quasi dappertutto le scuole per studenti neri erano inferiori nelle strutture e nella qualità dell’insegnamento rispetto a quelle dei bianchi. La sentenza della Corte suprema disponeva che le amministrazioni degli stati in cui il sistema scolastico era segregato provvedessero all’integrazione «in tempi ragionevoli».<br>La decisione suscitava una levata di scudi in tutto il Sud bianco e poneva lo stesso governo federale in serio imbarazzo.<br>La sentenza del ’54 venne parzialmente eseguita nei due anni successivi alla sua pubblicazione: rapidamente e integralmente nel Distretto di Columbia che rientrava nella giurisdizione presidenziale, più lentamente e parzialmente negli stati meridionali periferici, come l’Oklahoma, il Texas, il Kentucky, il Delaware. Diversa la situazione in quelli del profondo Sud, dove le legislature statali ricorsero a una serie di manovre legali per ritardare e ostacolare il processo di integrazione. <br>Lentamente all’azione dilatoria degli organi statali, si manifestavano le iniziative di resistenza di gruppi locali, si organizzavano i White Citizens Councils, spesso sotto la guida di politicanti decisi a pescare nel torbido per motivi elettorali, e si moltiplicavano pressioni contro la popolazione nera che sfociavano in episodi di violenza. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-23 10:24:49 UTC</pubDate>
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         <title>La lotta per l&#39;integrazione</title>
         <author>alessia99conti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Martin Luther King continuava la sua lotta non violenta contro il potere razzista bianco negli stati del sud. Nel 1963, a Birmingham, in Alabama, deciso a rilanciare il sostegno del potere centrale alle rivendicazioni dei neri. In giugno, Kennedy presentò un organico progetto di legge per abolire la separazione in tutti i locali pubblici e nelle scuole; al fine di indurre il Congresso ad approvare al più presto il provvedimento, le principali associazioni antirazziste organizzarono una grande marcia su Washington, che ebbe luogo alla fine di agosto di quell’anno e coinvolse 200 000 persone. Nelmarzo 1965, a selma (una cittadina dell’Alabama) si ebbe un’altra clamorosa esplosione di violenza razzista: i dimostranti neri che marciavano pacificamente furono bastonati dalla polizia, che arrestò moltissime persone, tra cui lo stesso King, il quale da poche settimane aveva ricevuto il premio Nobel per la pace. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-23 10:38:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia99conti</author>
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         <pubDate>2016-10-23 10:45:10 UTC</pubDate>
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