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      <title>I Cretesi by Chiara Capoleoni</title>
      <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh</link>
      <description>Martina Ghidella, Oriana Escalona, Dayana di Rienzo, Michela Tempra, Chiara Capoleoni </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-10 09:12:34 UTC</pubDate>
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         <title>la pittura parietale </title>
         <author>orianita2507</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/292525049</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il mondo cretese ebbe un approccio al mondo esterno molto diverso da quello egiziano che guardava alla perfezione, che la divinità aveva posto alla base della creazione e a ciò si conformò inderogabilmente.<br>I contatti con l’Egitto portarono sapienza e tecnica di lavorazione che il temperamento artistico cretese seppe svolgere e manifestare secondo intenti propri raggiungendo effetti del tutto diversi da quelli dei modelli egizi.<br>Quella cretese, fu un’arte che, se in parte mantenne un convenzionalismo astratto, fu estremamente aderente al vero.<br>Il desiderio di partecipazione attiva alla vita aprì uno scenario in cui era infuso un alito pieno di vivacità, di indicibile grazia e di movimento.<br>Al di là delle convenzioni operanti, la pittura parietale cretese ebbe un tono essenzialmente naturalistico e cercò di creare un mondo di tensione e di movimento, anche nell’assenza di scorcio e di ombre. Esso si mosse dall’immobilismo egizio e guardò alla vita.<br>Le sue composizioni erano allusive alla vita degli uomini e degli animali che rappresentò con vivacità di movimenti e di atteggiamenti. Grande era l’accuratezza e la maestria nel fissare la naturalezza delle forme. Si raggiunse un verismo ed una elasticità che potrà essere rivista solo nel naturalismo ellenistico.<br>I cortei di figure o l’inserimento degli umani nel contesto naturale non perdono né grazia né maestria anche se debbono cedere alle convenzioni figurative. L’arte cretese trova la sua più felice espressione nella decorazione parietale. Quasi assente è infatti la produzione scultorea, del tutto assente quella monumentale, limitandosi a piccoli oggetti e alla produzione ceramica, Diffusa&nbsp; oltre che sull’isola madre, su molte altre isole delle Cicladi e sul Peloponneso.&nbsp;<br>iniziò la vera pittura ad affresco.&nbsp;<br>La pittura era condotta sulle pareti preparate con strati di intonaco a cui la calce conferiva il fondo bianco.<br>Sui piani venivano disposte alla prima le linee di abbozzo delle figure che venivano poi coperte dalle tinte locali. Il tutto era contornato con diligenza ed esattezza.<br>Le campiture piatte, bianche per il nudo femminile e bruno rossastre per il maschile. I colori: bianco, nero, rosso, giallo, turchino. La tavolozza si arricchì maggiormente quando lo sguardo si volse al mondo naturale creando varie tonalità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 12:39:59 UTC</pubDate>
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         <title>Vasi in ceramica</title>
         <author>dayanadi_rienzo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/294381079</link>
         <description><![CDATA[<div>La produzione di vasi in ceramica assume forme più libere rispetto a quelle del periodo precedente. Comprende ancora motivi astratti , ma prevalgono i temi naturalistici distinguibili in base ai soggetti:</div><div>•<strong>stile vegetale</strong> (con motivi di erbe e piante)</div><div>•<strong>stile marino</strong> (raffigurazioni di esseri/animali marini)</div><div>Anche le decorazioni, che sono a colori scuri su fondo chiaro, sono più fantasiose e complesse. Gli animali sono rappresentati con grande spontaneità e libertà espressiva.</div><div>Degli esempi significativi di questi stili sono la <strong><em>prochous</em></strong> (del Museo Archeologico di Heraklion proveniente da Festo) e la cosiddetta <strong><em>brocchetta di Guarnià.<br></em></strong><br></div><div>La prima è decorata con ramoscelli ricchi di foglie che rivestono o addirittura ne costituiscono il materiale. Nella seconda invece è raffigurato un fondale marino con alghe e frammenti di corallo, in sospensione in polpo. L’artista-artigiano, con grande senso dello spazio ha disposto i tentacoli maniera libera, quasi che la forma della brocchetta non esistesse o fosse addirittura modellata con l’acqua del fondale marino.<br>Il prochous risale al 1700-1450 a.C., e l’anno brocchetta di guarnià circa nel 1700-1400 a.C. con l’altezza di 19,5 cm.<br>Lo stile marino di creta si diffuse anche nelle isole egee e nella terra ferma, soprattutto il polpo ricomparve anche nei secoli successivi al 1400 a.C, a ornare sagome di recipienti, trasformandosi in un motivo ornamentale di curve simmetriche.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 14:42:00 UTC</pubDate>
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         <title>Il contesto storico</title>
         <author>martina_ghidella</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/294491030</link>
         <description><![CDATA[<div>La civiltà Cretese si sviluppa a partire dal 2500 a.C. fino al 1100 a.C.<br>Ci troviamo in Grecia nell'arcipelago delle Cicladi e in Asia Minore.<br>Nell'isola di Creta si assiste ad un'espansione economica grazie ai commerci con le altre città-stato, infatti i cretesi erano conosciuti ovunque come commercianti e marinai. Creta si trovava in una posizione geografica molto vantaggiosa e strategica, infatti i suoi porti erano un punto di passaggio per tutte le navi che dovevano attraversare il Mediterraneo. I cretesi costruivano navi grandi e veloci, in modo tale da trasportare molte merci e raggiungere anche porti lontani. Vendevano ceramiche, gioielli, armi, vino, tessuti di lana ed altro. Acquistavano invece materie prime non presenti nel loro paese, come piombo, avorio e metalli preziosi. Veniva esercitata una vera e propria <strong>talassocrazia</strong> (commercio via mare).<br>I cretesi praticavano l'agricoltura, la caccia, la pastorizia, ecc.<br>Erano particolarmente abili nel lavorare <strong>metalli</strong> e <strong>ceramiche</strong>; in seguito l'arte della ceramica si affinerà sempre più caratterizzata anche dall'inserimento di elementi in rilievo. Fu rilevante anche la produzione artistica e la pittura.<br>Veniva praticata, inoltre, la cosiddetta "<strong>tauromachia</strong>" ovvero il "gioco dei tori". Si trattava di una sorta di esercizi atletici sopra un toro, da parte di uno o più giovani. Possiamo trovarne una rappresentazione su un muro del <strong>palazzo di Cnosso.</strong> La "tauromachia" è praticata ancora oggi nella parte della Francia Sud-occidentale.<br>Col passare del tempo Creta divenne sempre più importante e potente a tal punto da avere il controllo della maggior parte delle isole egee. A Creta sorgono i primi palazzi tra i quali il più importante è il già citato palazzo di Cnosso. Non erano presenti mura intorno alle città e ciò fa dedurre che si trattava di un popolo pacifico.<br>I Cretesi si svillupparono in modo autonomo ed elaborarono una scrittura propria, chiamata la "<strong>lineare A</strong>" che solo in seguito diventò "<strong>lineare B</strong>", per adattarla alla lingua dei conquistatori (i micenei). Era anche usato un terzo tipo di scrittura, il <strong>geroglifico</strong>, che rimane tutt'ora misterioso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 16:53:57 UTC</pubDate>
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         <title>Video sulla civiltà Cretese</title>
         <author>martina_ghidella</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/294491899</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 16:55:24 UTC</pubDate>
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         <title>I periodi della civiltà Cretese</title>
         <author>martina_ghidella</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/294492128</link>
         <description><![CDATA[<div>La civiltà Cretese si può suddividere in <strong>quattro periodi</strong>:</div><ol><li>Periodo prepalaziale (2500/2000 a.C.)</li><li>Periodo protopalaziale (2000/1700 a.C.)</li><li>Periodo neopalaziale (1700/1400 a.C.)</li><li>Periodo postpalaziale (1400/1100 a.C.)</li></ol><div><br>Il <strong>periodo prepalaziale</strong> è precedente alla costruzione dei primi palazzi: i primi edifici erano costruiti in mattoni crudi, mentre l'interno veniva dipinto.<br>Nel <strong>periodo protopalaziale</strong> comiciano a sorgere i primi palazzi, soprattutto a Cnosso, Festo e Mallia.<br>Durante il <strong>periodo neopalaziale</strong> scompaiono i primi palazzi a causa di un terremoto, avvenuto nel 1627 a.C., provocato dal vulcano Santorini. Fu la più importante eruzione storica avvenuta in Europa e la causa principale del declino di questa civiltà. Solo in seguito verranno ricostruiti i palazzi, ancora più grandi.<br>Fu molto intensa la produzione di statuette in ceramica che rappresentavano divinità. La maggior parte di esse sono state ritrovate nel palazzo di Cnosso.<br>Infine il <strong>periodo postpalaziale</strong> è relativo alla fine della civiltà minoica, in cui vengono distrutti i palazzi a causa delle conquiste achee.<br>Finisce così la civiltà minoica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 16:55:46 UTC</pubDate>
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         <title>Il palazzo di Cnosso </title>
         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:44:26 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Intorno al 2000-1900 a.C. , nel periodo protopalaziale, nacquero a Creta, tre palazzi molto importanti : a Cnosso, a Festo e a Mallia. Il palazzo più grande era quello di Cnosso. Verso il 1700 a.C. un terremoto causato dall'eruzione del vulcano di Santorini, distrusse tutti i palazzi dell' isola, incluso quello di Cnosso. Durante il periodo neopalaziale ( 1700 a.C. - 1500 a.C.) Il palazzo venne ricostruito e copriva un'area di 20.000 mq., con 1300 stanze distribuite su 5 piani, nell'edificio vivevano 12.000 persone che erano al servizio della regina e del re. Era realizzato con grandi blocchi di pietra, aveva una struttura complessa e intricata, privo di mura difensive ed era a struttura aperta, al centro si trovava un grande cortile. Il palazzo era adibito a molteplici attività, era il centro politico, religioso ed economico e possedeva un carattere sacro, era un luogo destinato ad ospitare eventi di diverse tipologie. Essi erano detti palazzi- città per le loro dimensioni. Accanto al palazzo era stato fatto costruire un teatro, dove avvenivano feste, cerimonie e giochi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:45:04 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <pubDate>2018-10-18 18:46:30 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il gioco più famoso era la ' taurocatapsia' ( salto del toro) affrescata in un dipinto all'interno del palazzo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:46:52 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:48:17 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sulle pareti sono stati rinvenuti altri affreschi, essi erano dipinti con la classica raffigurazione di profilo. Nella costruzione degli appartamenti venivano impiegati materiali lavorati con cura: pilastri e mattonelle di gesso e tufo, i tramezzi erano decorati a stucco, frequentemente con dipinti murali e rivestimenti in marmo, spesso anche i soffitti e i pavimenti erano decorati con dipinti. La cosa più particolare erano i bagni degli appartamenti della regina, erano i più avanzati di tutta l'antichità, con canalizzazioni sotterranee, fogne, canali di scarico ed acqua calda. Nel lato ovest del cortile si trovavano delle stanze dedicate ai culti religiosi e alle cerimonie pubbliche, una di queste sale era la sala del Trono, è caratterizzata dalla presenza di un trono di pietra, collocato a ridosso di una parete affrescata con grifoni. Accanto al trono, addossati alle pareti, ci sono dei banchi, in cui probabilmente sedevano i consiglieri del sovrano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:48:39 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:50:27 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[<div> Nel lato occidentale dell'edificio si trovavano grandi magazzini che contenevano gigantesche giare (pìtoi) destinate a conservare olio, vino, grano e frutta, erano le riserve alimentari del palazzo. Il lato orientale era destinato invece agli appartamenti privati disposti a più piani e fiancheggiati da gradinate e terrazze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:50:51 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <pubDate>2018-10-18 18:51:14 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda del Minotauro </title>
         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il palazzo di Cnosso è legato ad antichi miti, come Minosse e il labirinto costruito da Dedalo, e quello di Teseo e il Minotauro.    Minosse, re di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro, come simbolo dell'apprezzamento degli dei verso di lui, promettendo di sacrificarlo in onore del dio. Poseidone acconsentì e gli mandò un bellissimo e possente toro bianco. Vista la bellezza dell'animale, Minosse decise di tenerlo per le sue mandrie. Poseidone allora, per punirlo, fece innamorare perdutamente Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Nonostante quello fosse un animale e lei una donna, ella desiderava accoppiarsi con esso, dall'unione nacque il Minotauro ( 'minos' per i cretesi significava re e 'tauro' significa toro). Il Minotauro aveva il corpo umanoide e bipede, ma aveva zoccoli, pelliccia bovina cosa e testa di toro. La sua mente era completamente dominata dall'istinto animale. Minosse fece rinchiudere il Minotauro nel labirinto costruito da Dedalo, doveva inviare ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro. Per porre fine a questo tributo di vite umane, Teseo, giovane principe ateniese, si mescolò ai giovani e giunse a Cnosso, innamorandosi di Arianna, figlia di Minosse. La fanciulla aiutò Teseo a uccidere il Minotauro e a uscire dal labirinto, grazie a un filo che il giovane aveva srotolato avanzando man mano nel labirinto</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:51:49 UTC</pubDate>
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         <author>chiara_capoleoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fonti:<br>https://youtu.be/Fo145YIWFfA<br>http://www.grecia.cc/creta_palazzo_cnosso.htm</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-18 18:56:11 UTC</pubDate>
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         <author>orianita2507</author>
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         <author>orianita2507</author>
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         <pubDate>2018-10-19 13:34:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianita2507</author>
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         <pubDate>2018-10-19 13:34:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianita2507</author>
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         <description><![CDATA[<div>I tre affreschi riprodotti provengono da Thera sull’isola di Santorini, vicino Creta. Sono tre affreschi che possono datarsi agli inizi del minoico tardo e raffigurano una scena di pugili e due composizioni di animali. Le immagini sono di grande vivacità ed comunicano una sensazione di grande freschezza e verità. Nella scena dei due pugili grande è il dinamismo potenziale che comunicano le due figure.<br>La campitura assolutamente uniforme non concede nulla alla simulazione tridimensionale. Ma il valore espressivo della linea giunge a risultati eccezionali soprattutto nell’immagine con le due capre. Il diverso spessore della linea riesce a dare corpo e volume alle due figure in modo mirabile. Notevole sono anche le campiture colorate che circondano le figure. <br>Infine molto famoso è il cosiddetto Affresco della Taurocatapsia è un affresco di dimensioni 80 cm, raffigurante una scena di taurocatapsia (salto del toro), risalente al un arco di tempo che va dal Medio Minoico III al Tardo Minoico. Esso venne scoperto sopra un muro nel lato est del palazzo di Cnosso, nel cortile della bocca in pietra. Il suo principale soggetto è una scena di taurocatapsia. Tutto l’insieme è bidimensionale, eccetto le forti linee dei petti, gambe e cosce delle donne, che riflettono il tentativo artistico di conferire volume e profondità, raro per questo periodo. Questo affresco è esposto al Museo Archeologico di Heraklion.   Su uno sfondo blu egiziano, al centro della scena, vi è un toro, dipinto in ocra rossastra, bianco di calce e marrone, questi colori possono essere stati scelti per rappresentare le idee di morte. Il toro è sospeso nell’aria, secondo il desiderio dell’artista che era quello di voler catturare il suo esuberante movimento aggressivo. Ai lati dell’immagine raffigurata del toro ci sono due donne, una delle quali tiene le corna del toro e l’altra, dalla parte opposta, tiene le sue braccia sollevate, mentre l’uomo si trova sulla schiena del toro. Le posizioni che essi assumono rivelano, come in una sequenza cinematografica, i tre momenti del gioco consistente nell’afferrare il toro per le corna, eseguire su di esso un doppio salto mortale, ricadere a terra restando in posizione verticale. La presenza contemporanea di atleti dei due sessi, inoltre, ci testimonia di una cultura nella quale, diversamente da quelle vicino-orientali, la donna iniziava a godere di un certo prestigio sociale. Entrambi i sessi indossano lo stesso costume diversificandosi per le differenze anatomiche e il colore della pelle. Il movimento dell’uomo è dinamico, le orecchie delle figure sono pienamente modellate e gli occhi del toro e quelli umani sono apparentemente simili a quelli di un uccello. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-19 13:35:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianita2507</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/294816722</link>
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         <pubDate>2018-10-19 13:42:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianita2507</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/294817795</link>
         <description><![CDATA[<div>fonti:<br>www.riflessionisullarte.it<br>www.francescomorante.it<br>www.didatticarte.it<br>www.//doc.studenti.it//<br>www.intub.com</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-19 13:44:36 UTC</pubDate>
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         <title>Evans e Pernier. </title>
         <author>michelatempra2</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Arthur Evans</strong> scoprì è restaurò il Palazzo di Cnosso nel 1900. Egli fece degli scavi a Creta dove rinvenì le rovine del Palazzo di Cnosso, portò avanti un tipo di restauro romantico ricostruendo ampi parti del palazzo basandosi sulla sua interpretazione personale. Questo metodo è stato molto criticato perché era estraneo all'architettura minoica in quanto utilizzò materiali sconosciuti ai metodi di costruzione cretese. Evans scavò inizialmente su una collina chiamata "il promontorio del condottiero", vicino alla costa settentrionale di Creta, ma fu poi attirato da monete e sigilli con iscrizioni sconosciute che i cittadini avevano rinvenuto. Si sparse così voce che in quell'area si trovava un città di nome Cnosso. <br>Il primo ad intraprendere scavi fu <strong>Minos Kalokairinos</strong> che, nel 1878, scoprì due magazzini all'interno del palazzo, ma venne fermato quasi subito da i proprietari. Il 19 marzo 1894, Evans esaminò il sito, comprò il terreno e decise di preparare gli scavi. <br>Nei primi 15 giorni riuscì a scoprire tre fasi della scrittura minoica, la prima consisteva nella rappresentazione di oggetti e che Evans chiamò <em>geroglifici, </em>diffusa tra il <em>2000</em> e il <em>1650 a. C. </em>e usata sopratutto per i sigilli. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-20 17:02:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelatempra2</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295117214</link>
         <description><![CDATA[<div>Trovò poi alcune tavolette scritte in <em>lineare A </em>che consisteva in semplici segni formati da contorni, era un tipi di scrittura ufficiale nei palazzi e usata nei riti religiosi. L'ultima scrittura scoperta fu la <em>lineare B</em>, un sistema di scrittura<em> </em>sillabica usata dai micenei. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-20 21:05:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelatempra2</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295117691</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-20 21:13:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelatempra2</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295122045</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il 1902 e il 1916, <strong>Luigi Pernier </strong>fu fu ispettore presso musei, gallerie e scavi di Firenze ed effettuò ricerche in gran parte dell'Italia centrale, nel frattempo entrò a far parte della<em> Missione Italiana a Creta dirigendo, </em>al posto di Federico Halberr, i lavori. In questa spedizione archeologica fu trovato il <strong><em>disco di Festo </em></strong>(3 luglio 1908), un reperto rinvenuto nella città di Festo sotto un muro di un palazzo minoico. <br>Il sito crollò a causa di un terremoto scaturito dall'eruzione del vulcano di Santorini. <br>L'iscrizione fu realizzata usando geroglifici, premendoli nell'argilla ancora morbida, il disco veniva ritenuto unico perché era un documento di stampa a caratteri mobili. Viene descritto, nel libro di<strong> Jared Diamond</strong>, come un esempio di tecnologia più avanzata rispetto al periodo storico in cui si trovavano. Jared sostiene che gli esseri umani inventino cose senza sapere se e quando si svilupperanno, inoltre credeva che la scrittura a caratteri mobili era molto meno efficiente della scrittura manuale e perciò questo spiega il poco sviluppo che la tecnologia ebbe nella civiltà minoica.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-20 22:28:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelatempra2</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295123163</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-20 22:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti:</title>
         <author>michelatempra2</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295123174</link>
         <description><![CDATA[<div>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Arthur_Evans<br>https://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/restauro-cnosso.html<br><br>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pernier<br>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Disco_di_Festo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-20 22:54:28 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti:</title>
         <author>dayanadi_rienzo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295154581</link>
         <description><![CDATA[<div>-libro<br>-<a href="https://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=creta&amp;prod=ceramica-minoico-recente-stili">https://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=creta&amp;prod=ceramica-minoico-recente-stili</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-21 09:09:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dayanadi_rienzo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295155949</link>
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         <pubDate>2018-10-21 09:23:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dayanadi_rienzo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295156081</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel tardo (verso la fine) periodo <strong>neopalaziale</strong> (Nel periodo neopalaziale, 1700-1400 a.C.,  vengono ricostruiti i palazzi, forse distrutti da un violento terremoto) comparse anche un nuovo stile pittorico, detto <strong>palaziale</strong> per appunto la presenza di suoi esemplari bel palazzo di Cnosso.<br>I principali caratteri dello stile palaziale sono:<br>-<em>la disposizione delle decorazioni secondo una geometria rigorosa;<br>-l’estrema stilizzazione degli elementi (vegetali o Marini)<br>-la forte simmetria e l’austerità quasi solenne</em><br>Un esempio significativo di questo periodo è il <em>phitos </em>che ha un ornamentazione vegetale e floreale stilizzata e si distingue per la presenza di un un oggetto rituale impiegato durante i sacrifici, l’ Ascia bipenne (cioè con due lame contrpposte), dipinta anche più volte in alcuni cambiamenti del palazzo di cnosso. Troviamo le ricorrenti e numerose linee verticali ( i manici delle asce e gli steli delle piante) che si interrompono solo per lasciare spazio o quelle orizzontali che definiscono due fasce discontinue.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-21 09:24:40 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti:</title>
         <author>martina_ghidella</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/295161036</link>
         <description><![CDATA[<div>- libro di testo<br>http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/storia/Preistoria-ed-et--antica/La-Grecia-delle-origini/La-civilt--cretese.html</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-21 10:17:59 UTC</pubDate>
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         <title>Vasi in ceramica</title>
         <author>rom_francesca1234</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_capoleoni/o4yk1cxo8glh/wish/308347937</link>
         <description><![CDATA[<div>La produzione di vasi in ceramica assume forme più libere rispetto a quelle del periodo precedente. Comprende ancora motivi astratti , ma prevalgono i temi naturalistici distinguibili in base ai soggetti:</div><div>•<strong>stile vegetale</strong> (con motivi di erbe e piante)</div><div>•<strong>stile marino</strong> (raffigurazioni di esseri/animali marini)</div><div>Anche le decorazioni, che sono a colori scuri su fondo chiaro, sono più fantasiose e complesse. Gli animali sono rappresentati con grande spontaneità e libertà espressiva.</div><div>Degli esempi significativi di questi stili sono la <strong><em>prochous</em></strong> (del Museo Archeologico di Heraklion proveniente da Festo) e la cosiddetta <strong><em>brocchetta di Guarnià.<br></em></strong><br></div><div>La prima è decorata con ramoscelli ricchi di foglie che rivestono o addirittura ne costituiscono il materiale. Nella seconda invece è raffigurato un fondale marino con alghe e frammenti di corallo, in sospensione in polpo. L’artista-artigiano, con grande senso dello spazio ha disposto i tentacoli maniera libera, quasi che la forma della brocchetta non esistesse o fosse addirittura modellata con l’acqua del fondale marino.<br>Il prochous risale al 1700-1450 a.C., e l’anno brocchetta di guarnià circa nel 1700-1400 a.C. con l’altezza di 19,5 cm.<br>Lo stile marino di creta si diffuse anche nelle isole egee e nella terra ferma, soprattutto il polpo ricomparve anche nei secoli successivi al 1400 a.C, a ornare sagome di recipienti, trasformandosi in un motivo ornamentale di curve simmetriche.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 15:59:20 UTC</pubDate>
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