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      <title>Ora d&#39;aria by Oratorio don Bosco</title>
      <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria</link>
      <description>per noi e per gli amici lettori,
per evadere un po&#39;, per respirare in spazi aperti, per dire la nostra</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-11 18:10:59 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-01-20 15:31:08 UTC</lastBuildDate>
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         <title>ORA D&#39;ARIA: Siamo noi 🦚</title>
         <author>Ilturi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1128819005</link>
         <description><![CDATA[<div>"Ora d'aria" è un'idea nata per riunire noi ragazzi, ancora una volta, nonostante tutto le limitazioni attuali.</div><div>Il progetto è un padlet: una sorta di bacheca virtuale, dove tutti i partecipanti all'iniziativa, possono esporre e trattare, discutere e chiacchierare su vari argomenti che più ci piacciono o che più ci riguardano.</div><div>Il nome, è nato pensando al fatto che questo può essere uno svago dai momenti lavorativi/ scolastici, appunto "ora d'aria"!</div><div>Per farci riconoscere abbiamo pensato a un nostro logo: un pavone, che per molti è simbolo di vanità, ma in realtà significa rinascita, primavera, amore, longevità e anche Resurrezione.</div><div>&nbsp;</div><div>Per finire, ci piacerebbe molto che voi lettori interagiste con noi lasciandoci un feedback, un commento o un like ai nostri post.</div><div>Oltretutto se sei un ragazzo e hai voglia, la porta a questo progetto è sempre aperta anche per te…contattaci e saremo felici di farti unire al nostro gruppo sempre in crescita.<br>Franturi Marco</div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-26 20:06:45 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE E MEMORIA:                ALDO CARPI</title>
         <author>carolina2002cv</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1133890723</link>
         <description><![CDATA[<div>Aldo Carpi è stato un Artista che ha trascorso un anno nel campo di concentramento austriaco di Gusen nel 1944. Il pittore milanese ha saputo sfruttare il suo enorme talento all’interno del Lager, infatti era stato scelto per dipingere ritratti dei nazisti e dei loro familiari. In un certo senso ha avuto una posizione privilegiata. La sua professione lo ha salvato, anzi L’ARTE LO HA SALVATO.</div><div>Durante il periodo di prigionia raccoglieva fogli, quelli che i dottori usavano per le ricette, e disegnava o scriveva alla moglie delle lettere che poi conservava nel suo taschino a righe. La faccenda era rimasta segreta, perché all’interno del campo era vietato custodire diari o annotazioni e, in caso di infrazione, la pena sarebbe stata la morte. </div><div>Alla sua liberazione è riuscito a raccontare ai familiari ciò che aveva vissuto e che aveva tenuto nascosto. Tutte le sue esperienze e le lettere sono raccolte nel <em>Diario di Gusen</em>.</div><div>Aldo non aveva paura dei nazisti, lui difendeva gli ebrei e questo traspare nei suoi disegni dettagliati, che raffigurano i capannoni e il filo spinato del campo, i corpi scarni ammassati e gli indumenti a righe dei cadaveri. Non è finzione: ha rappresentato fedelmente ciò che vedeva tutti i giorni e per farlo si è servito di un mezzo potente, uno strumento in grado di fermare il tempo: l’Arte. </div><div>Aldo Carpi, come altri, ha preso coraggio per testimoniare, per denunciare, per evidenziare quella macchia che si voleva eliminare. Attraverso la sua Arte ha fissato nella Memoria il pezzo di Storia che necessita di essere ricordato. E per farlo ha dovuto rischiare la vita. </div><div>Nella Giornata della Memoria ricordiamo chi ha sofferto, chi non c’è più, ma anche chi è rimasto, chi ha avuto coraggio ed ha onorato coloro a cui era stata tolta la voce. </div><div>E l’Arte è il modo migliore per ricordare, poiché non presuppone la sola osservazione, ma l’interazione. E se ci lasciamo coinvolgere, essa ci può trasportare nel tempo e nello spazio, per renderci partecipi di esperienze di tempi passati. E anche se tutto cambia, l’Arte è eterna e immutabile. L’Arte è Memoria. </div><div>E tutte le vittime dell’Olocausto  vivono in quest’Arte, vivono nella Memoria.</div><div>Carolina Venturati<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-27 21:21:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>SE FOSSE TUO FIGLIO </title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1138682033</link>
         <description><![CDATA[<div>di Nicolò Govoni<br><br>E' un libro che ho letto d'un fiato e non mi capita quasi mai. Un libro che mi ha fatto bene e che spero possa farlo anche a molti altri. Difficile definirne il genere perchè è appassionante come un romanzo, avvincente e a tratti doloroso come un reportage, tenero come un romanzo di formazione e profondo come un testo di meditazione. Si tratta del racconto di ciò che è realmente accaduto all'autore sull'isola di Samos e di come abbia capito che "si può salvare il mondo un bambino alla volta". Nicolò Govoni è un giovane volontario che arriva sull'Isola greca di Samos, a pochissimi chilometri dalla Turchia, porta d'Europa e meta dei viaggi della speranza per una quantità di uomini e donne e bambini in cerca di futuro e in fuga dall'inferno dei loro paesi di origine.<br><br></div><div>Sull'isola è presente uno degli hotspots europei per la prima accoglienza e il riconoscimento dei migranti. In pratica un campo profughi in cui, questa è l'idea che mi sono fatto leggendo il libro, senza alcun dubbio l'Europa è definitivamente morta. Diritti calpestati, dignità umana negata, violenza, soprusi anche da parte delle autorità, indifferenza che fa male al cuore e fa pensare - permettete il collegamento ardito - che la lezione della storia e della giornata della memoria celebrata nei giorni scorsi sia tutt'altro che interiorizzata dalla popolazione europea. Oggi nella nostra grande Europa, come nella Germania nazista o nell'Italia fascista del secolo scorso, i più preferiscono girare lo sguardo e fingere di non sapere cosa accade ai nostri confini e dentro i nostri confini. Il libro di Govoni è anche una denuncia forte e coraggiosa di un sistema che non funziona e che non vuole funzionare e che coinvolge anche istituzioni internazionali illustri: la Comunità Europea in primis e anche UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che in queste situazioni di frontiera si dimostrano troppo occupate a mantenere le proprie strutture di potere per occuparsi davvero delle persone che chiedono aiuto.<br><br></div><div>L'autore ha l'intuizione di dedicarsi ai più piccoli tra gli ospiti del campo profughi aprendo per loro, tra mille difficoltà, una vera e propria scuola di eccellenza, perchè ogni bambino ha diritto ad un'istruzione e perchè solo così si potrà costruire concretamente la loro integrazione e mostrare che la culla della cultura occidentale, la nostra cara e vecchia Europa, forse ha ancora un alito di vita e non è definitivamente morta sulle spiagge e tra le onde al largo delle nostre coste, paradiso dei turisti e fosse comuni per tanti disperati.<br><br></div><div>www.stillirisengo.org - Il sito della ONG fondata dall'autore e da altri volontari per fondare e gestire le scuole che nel frattempo sono state aperte a Samos (Grecia), Al Dana (Siria), Gaziantep (Turchia), Nairobi (Kenya).<br><br></div><div>Se fosse tuo figlio, Nicolò Govoni, Rizzoli 2019, €16,15<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-28 21:21:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1138685461</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-28 21:22:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carolina2002cv</author>
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         <pubDate>2021-01-28 22:08:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Ilturi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-28 22:09:24 UTC</pubDate>
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         <title>RINGO STARR - Pinguini tattici nucleari Premessa: in questa sezione del nostro padlet, indicativamente una volta a settimana, uscirà un&#39;analisi sul significato di una canzone che probabilmente tutti avete sentito almeno una volta ma magari non siete riusciti ad afferrare il messaggio che il cantante o la band vuole inviarci. Detto ciò, come si è potuto intuire dal titolo, la canzone presa in analisi oggi è &quot;Ringo Starr&quot; dei Pinguini tattici nucleari, una band composta da sei membri della nostra provincia di Bergamo, che hanno cantato per la prima volta dal vivo questa canzone lo scorso Festival di Sanremo piazzandosi al terzo posto. Analizziamo ora il significato della canzone; partiamo dal titolo: Ringo Starr è stato il batterista dei grandissimi Beatles ma, nonostante lo smisurato successo della band di Liverpool lui era il membro più marginale, come ha dichiarato lo stesso Riccardo Zanotti, leader dei Pinguini Tattici Nucleari: «Faceva parte della band più grande di tutte, i Beatles, eppure tra loro era una figura marginale, rimaneva spesso nell’ombra. A tutti noi capita di essere un po’ Ringo Starr».      Oltre all’immediato riferimento alla band inglese, all’interno della canzone è presente anche un altro riferimento tratto dal mondo del cinema che sta a sottolineare sempre il sentirsi inadeguati e il rimanere nell’ombra senza mostrare la propria vera personalità. Infatti all’inizio della seconda strofa troviamo questi versi: “Tu eri Robin poi hai trovato me/Pensavi che fossi il tuo Batman/Ma ero solo il tuo Ted, eh eh”. In queste parole troviamo l’accostamento di due coppie, Batman-Robin e Robin-Ted: la prima è la celebre coppia di supereroi dove Batman rappresenta l’esempio da seguire per Robin; la seconda invece riguarda un ambito completamente diverso rispetto a quello dei supereroi, infatti stiamo parlando della serie tv “How I met your mother” dove Ted, il protagonista, è innamorato di Robin che però (SPOILER ALERT) non ricambia. Perciò in questi versi è presente la contrapposizione tra il grande e unico Batman e il povero Ted Mosby entrambi associati alla figura di Robin.       Tuttavia la canzone, come si può intuire facilmente dal ritornello, non ci vuole insegnare a nasconderci e a rimanere all’ombra di persone  con un carattere apparentemente più forte del nostro (come John Lennon e Paul McCartney nel caso di Ringo Starr oppure come Barney Stinson nel caso di Ted Mosby), ma al contrario vuole indurci a distinguerci dalla massa e a far sentire la nostra voce senza aver timore di ciò che possano pensare gli altri.              Ecco questo è il significato nascosto dietro alla canzone “Ringo Starr” dei Pinguini tattici nucleari.          Spero di avervi interessato e…alla prossima canzone!   P.S. Se qualcuno avesse delle richieste su determinate canzoni dalle quali snocciolare il significato me lo faccia sapere nei commenti ;)  </title>
         <author>SPala</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1141649933</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-29 17:24:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>SPala</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-29 17:41:50 UTC</pubDate>
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         <title>RITORNO A SCUOLA </title>
         <author>ilebiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1143642158</link>
         <description><![CDATA[<div>Il rientro a scuola è stato uno dei problemi più sentiti nelle ultime settimane. Proprio noi studenti ci siamo mobilitati, in tante parti d’Italia, affinché potessimo ritornare in classe. Tornare in classe non è stato comunque semplice. Ogni scuola si è organizzata diversamente per poter garantire la maggiore sicurezza ai propri alunni, ma non sempre le scelte prese sono risultate le migliori. Alcune scuole hanno optato per la divisione in gruppi delle singole classi e questo ha portato grandi difficoltà agli alunni collegati da casa che spesso si sono sentiti “dimenticati”. Senza contare che spesso la connessione non è delle migliori e diventa difficile seguire la lezione. Con questa scelta inoltre si vedono sempre e solo le stesse persone e ciò può essere limitante in materia di relazioni. Altre scuole invece hanno deciso di dimezzare il numero di classi in presenza e di tenere unita la classe. Questa soluzione permette una continuità nei rapporti e soprattutto i ragazzi si trovano nella medesima situazione. Credo però che, al di là dei vari problemi e limiti della didattica a distanza, il ritorno in classe sia una grande conquista per noi studenti delle scuole superiori. Tornare in presenza ci consente di coltivare i rapporti con gli altri senza l’aiuto dei mezzi di comunicazione, ci permette di uscire di casa e distrarci un po’, ci permette di ridere e scherzare insieme e soprattutto annulla il fastidiosissimo silenzio che si era creato nelle lezioni a distanza. Le superiori sono gli anni in cui è più importante stare insieme agli altri e condividere bei momenti e la scuola può aiutarci a farlo. Personalmente non mi fa impazzire la scelta fatta dalla mia scuola di dividere le classi in piccoli gruppi perché alla fine io vedo solo metà dei miei compagni e seguire le lezioni in questa modalità “mista” è particolarmente complesso, ma a quanto pare è stato fatto per la nostra sicurezza….    <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-30 15:05:51 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ilebiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1143646330</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-30 15:08:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>PRESENTE!</title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1172146559</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei giorni più bui del silenzio assordante dello scoppiare della pandemia, praticamente un anno fa, dopo lo spaesamento iniziale, <mark>è cresciuto in me il bisogno sempre più vivo di trovare parole sagge</mark> e sapienti, parole autorevoli che mi aiutassero a capire e a orientarmi nella giungla di parole inutili che affollavano tg e tv e fb.<br><br></div><div>Oggi il bisogno di <mark>trovare maestri buoni e buoni maestri</mark> mi accompagna ancora e desidero che continui ad accompagnarmi sempre. <br><br></div><div>Non è una questione da "piccoli". Sapere di aver bisogno di buoni maestri è affare dei "grandi" che diventano insopportabili quando pretendono, mentendo a sè e agli altri, di saperla lunga. E forse è solo così, non fingendo di sapere tutto, ma custodendo il bisogno di trovare parole più utili delle nostre che un adulto può accettare il compito gravoso di farsi maestro.<br><br></div><div>In un tempo di emergenza educativa nessun adulto può sottrarsi a questa chiamata: essere maestro buono e un buon maestro per i più giovani che incontra e questo non riguarda solo insegnanti e genitori, ma davvero tutti gli adulti del nostro tempo.<br><br></div><div><strong><em><mark>"Presente"</mark></em></strong> Un maestro è buono solo se sa dire "presente", quella parola che spesso si sente dire dai suoi studenti e che invece deve diventare il proprio stile. Esserci, stare in relazione, non nascondersi dietro alle scuse delle sempre tante e troppe cose da fare. Essere in presenza, anche in tempi di didattica a distanza. Perchè è molto facile sfuggire alla relazione anche se si sta gli uni di fronte agli altri, così come è possibile esserci e presenti anche se a distanza e dietro un monitor.<br><br></div><div><strong><em><mark>Prende parola.</mark></em></strong> Non sta in silenzio. Anche per questo non mi piacciono le storie di Harry Potter, dove il gran maestro si chiama Silente: colui che sta in silenzio. Invece un maestro buono davanti alla vita e alle sfide della sua vita e di quella dei giovani e del nostro tempo deve almeno provare a dire qualcosa, a prendere posizione. Cerca per sè e indica a chi lo segue una via per distinguere il bene dal male, il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto.<br><br></div><div><strong><em><mark>Fa quello che dice.</mark></em></strong> E' coerente. E se cambia opinione lo riconosce, senza vergogna.<br><br></div><div><strong><em><mark>Sa dire "io".</mark></em></strong> Parla in prima persona, non si limita a ripetere ciò che ha sentito da altri e non cerca di indovinare ciò che la gente vuole sentirsi dire. Dice ciò che sa, che ha imparato, ma soprattutto che ha capito, ciò che riempie la sua vita. Si mette in gioco completamente, senza rete. In pratica offre la sua vita a chi lo ascolta, perchè insegnare è un atto d'amore, di donazione di sè.<br><br></div><div><strong><em><mark>Vive e insegna oggi. </mark></em></strong>Quello che ha da dare parla al presente, non è sterile ripetizione di modelli appassiti. E' attuale e moderno, attingendo per oggi al meglio di ciò che viene dal passato. Se lo paragonassimo ad una professione non farebbe l'antiquario, che vende cose vecchie, ma il panettiere, che da una sapienza millenaria e dal lavoro faticoso trae pane buono e fresco per oggi: il pane quotidiano.<br><br></div><div><strong><em><mark>Sceglie e seleziona.</mark></em></strong> Insegna ciò che è essenziale, perchè molte cose sono superflue, altre inutili, altre ancora sono solo distrazioni pericolose. E quanto è difficile oggi, nell'inflazione di informazioni che ci travolge, scegliere ciò che serve! E ciò che vale.<br><br></div><div><strong><em><mark>A cosa serve un maestro così?<br></mark></em></strong><br></div><div><strong><em><mark>Serve a ciò per cui serve ogni buon maestro: a farci diventare grandi.</mark></em></strong><br><br></div><div>San Giovanni Bosco è stato un maestro così. Ha imparato da Gesù. Vorrei provarci anche io. Vorrei che ci provassero con me anche tutti gli adulti che vedo intorno a me. E voi ragazzi per favore: non smettete di cercare buoni maestri e maestri buoni.  <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-06 22:16:51 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1172157368</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-06 22:27:55 UTC</pubDate>
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         <title>OTTANTENA</title>
         <author>carolina2002cv</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1173099908</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo tre mesi di resilienza, sfiancata dalla DAD, rientro finalmente a scuola un meraviglioso lunedì mattina. </div><div>Breve storia divertente: il sabato sono di nuovo reclusa in casa per contatto diretto con un positivo (*risata nervosa*).</div><div>Non ho avuto nemmeno il tempo di capire cosa fosse successo. </div><div>Ma sapete qual è la cosa più divertente? Sono stata messa in quarantena fiduciaria proprio quando la Lombardia è diventata zona gialla. Mi fa proprio ridere. Beh, cosa dovrei fare? Deprimermi? L’ho presa bene.</div><div>Oggi pomeriggio quasi quasi esco… da quel gruppo di WhatsApp in cui non scrive più nessuno dal 2019.</div><div>Va beh allora domani vado a fare un po’ di shopping… online.</div><div>Ero pronta a riprendere la monotonia frenetica delle giornate intense e invece mi è toccato andare dal mio divano a dirgli di procrastinare le ferie di 10 giorni.</div><div>Ho tolto (di nuovo) dagli scatoloni le tute e i pigiami, che in pratica sono la stessa cosa, dato che indosso gli stessi vestiti per una settimana, sia di giorno che di notte.</div><div>Ho messo il lucchetto alla doccia. </div><div>Ho fatto scorta di cioccolato e merendine: dovrò passare il tempo in qualche modo, no?</div><div>Ma no, mica mi crederete? Sono clichés questi!</div><div>Oh guarda, ho una macchia sulla felpa, ah sì, sarà la marmellata che ho preparato settimana scorsa.</div><div>Adesso sono qui a scrivere durante l’ora di chimica, perché tanto la prof non sa cosa sto facendo dietro lo schermo. Naturalmente questa è solo una credenza… quella che noi studenti non facciamo nulla in DAD.</div><div>La mattina mi sveglio 3 minuti prima della lezione. La prima ora faccio colazione, la seconda mi metto lo smalto, la terza canto “Ma il cielo è sempre più blu”, la quarta piango perché la mia media scolastica si sta abbassando e la quinta mi rendo conto che forse è arrivato il momento di seguire la lezione; ma appena ci provo, è ora di pranzo. Finite le lezioni è ora di tornare a casa, appellativo che ho nostalgicamente deciso di assegnare alla cucina, dato che la camera da letto è ormai conosciuta come “la scuola” .</div><div>MA ci sono anche dei lati positivi: la mia amica Diana dice che un ragazzo voleva chiederle di uscire e lei non sapeva come dire no, ma ora può bidonarlo senza problemi! C’è la quarantena, che è diventata una scusa pronta per tutto. Vai a fare la spesa! Non posso: sono in quarantena. Vai dalla zia Genoveffa che ti vuole insegnare una nuova tecnica per lavorare all’uncinetto. Non posso: sono in quarantena. Un altro aspetto positivo è che adesso ho più tempo libero. E cosa faccio? Mangio.</div><div>Perdonatemi se ho preferito scherzare di questa situazione, ma senza un po’ di autoironia non so quanto a lungo si possa reggere ancora.</div><div>So già che saranno 10 giorni interminabili e, a proposito di giorni, non ho ancora capito perché la chiamano quarantena. Mi pare che 40 giorni siano passati, più che raddoppiati: è un’ottantena.</div><div>Quando racconterò ai miei figli la <em>Storia infinita</em>, penso che descriverò loro le mie giornate in quarantena.</div><div>No dai, scherzo, ora vado a giocare con il cellulare, almeno finché non arriva a casa mia madre, che mi troverà sui libri, appena aperti. Perché è questo che facciamo noi ragazzi in quarantena. Niente, o forse mi sbaglio?</div><div>Carolina Venturati<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-07 10:07:05 UTC</pubDate>
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         <title>non solo VAR</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1179225573</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante la partita tra Atalanta e Torino è successo che il difensore argentino Romero atterra Belotti fuori dall'area di rigore e viene ammonito. Mi è piaciuto che Belotti abbia detto all'arbitro che non era fallo e che il suo avversario non era da ammonire. Alla fine della partita di solito ci sono tante polemiche e discussioni, in questo non è servito perchè Belotti è stato molto onesto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 20:23:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>Ilturi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1199810818</link>
         <description><![CDATA[<div>Sapete quando sono nati i coriandoli e perché si chiamano così?<br>Sono nati nel 1800 a Milano quando un certo  signor Mangili iniziò a lanciare in aria  pezzetti di carta, scarti dei fogli bucherellati usati per i bachi da seta. Da quel giorno visto l'effetto scenico che essi creavano si  iniziò  a produrli tutti colorati in scala industriale . Tuttora si trovano sugli scaffali dei negozi in questo periodo.<br>In antichità, durante il carnevale  venivano lanciati arance, gusci d'uovo ma anche frutti del coriandolo ricoperti di zucchero .Da qui il nome coriandolo !!</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-13 20:22:03 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>Ilturi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1199811336</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-13 20:22:30 UTC</pubDate>
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         <title>10 Febbraio, Giorno del Ricordo</title>
         <author>carolina2002cv</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1222699813</link>
         <description><![CDATA[<div>Come? Ah non è oggi? È già passato? </div><div>Tranquilli, lo so.</div><div>È solo che credo non abbia senso RICORDARE solo quando ce lo dice il calendario civile, il ricordo dovrebbe essere acceso sempre.</div><div>A cosa serve svegliarci il 10 febbraio, fare lo sforzo di ricordare fino a mezzanotte ed il giorno dopo tornare ad ignorare?</div><div>Basta a noi per sentirci a posto con la nostra coscienza? È per questo che è stato istituito il Giorno del Ricordo?</div><div>Credo di no.</div><div>Forse la nostra coscienza non dovrebbe sentirsi troppo innocente.</div><div>Bisogna ricordare ciò che è successo, anche se è brutto. Significa prendere atto dell'esistenza di una parte malvagia dell'uomo, capace di fare tanto male, al punto di cancellare delle persone senza pietà. E questa presa di coscienza può servire ad essere vigilanti, a far sì che certe cose non accadano più. </div><div>Ma questo solo se si continua a ricordare. Ogni giorno dovrebbe essere un giorno del ricordo.</div><div>E voi cosa ne pensate?</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-21 07:32:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;allegria di Bellugi e la sua voglia di vivere</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1223292812</link>
         <description><![CDATA[<div>Ieri, 20 febbraio 2021, è morto l'ex difensore dell'Inter e della Nazionale Mauro Bellugi. Aveva 71 anni, soffriva di anemia mediterranea che è una malattia genetica. A novembre si era ammalato di Covid e i medici hanno dovuto amputargli le gambe, anche quella con cui ha fatto il famoso gol contro il Borussia.&nbsp;<br>In un commento, Bellugi disse di voler le gambe come quelle di Pistorius e l'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti si era offerto di pagargliele ed era stato il primo a chiamarlo dopo l'operazione; in un'intervista aveva ricordato di un ragazzo che era in camera con lui colpito dalla malattia e raccomandava di stare attenti. Mi ha colpito sia perchè sono interista ma anche per come aveva affrontato la malattia e per come aveva voglia di tornare a vivere, prendendo ad esempio Alex Zanardi. Peccato che il destino non gli ha permesso di continuare a vivere.&nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-21 13:13:43 UTC</pubDate>
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         <title>PARLANDO DI... QUARESIMA </title>
         <author>ilebiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1239844774</link>
         <description><![CDATA[<div>Di recente ho avuto l'occasione di parlare con alcune persone proprio della Quaresima e in particolare dei fioretti. Insieme ci siamo chiesti come affrontare al meglio questo tempo in preparazione alla Pasqua e, confrontandoci, abbiamo capito che è meglio aggiungere qualcosa alla nostra vita e non togliere altro. Dobbiamo sì rinunciare ai cattivi atteggiamenti che assumiamo, ma dobbiamo colmare questo vuoto con altrettante buone azioni e abitudini. Siamo arrivati alla conclusione che non diventiamo migliori se rinunciamo a qualcosa, ma ma se sappiamo fare qualcosa di importante nella nostra vita. Sono le buone abitudini a cambiarci e a renderci migliori, non le rinunce.<br>Ilenia Biffi </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-25 07:53:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>SPala</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1241937820</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo video mi è piaciuto molto perché mi ha fatto riflettere, che (purtroppo) non è una cosa che faccio spessissimo. Infatti pure a me capita di vivere giornate simili a quella raccontata dalla signora, nelle quali mi lamento di tutto ciò che mi succede e a causa di questo nervosismo rischio di trattare male delle persone a me care...credo che sia successo a tutti almeno una volta. Ma dopo aver visto questo video, non credo che non avrò più una giornata storta (purtroppo non è una decisione che posso prendere io), ma prometto a me stesso di ricordarmi le parole di questa signora per riuscire ad avere una reazione diversa(e migliore)davanti a situazioni che io ritengo seccanti ma che qualcun altro, molto più sfortunato, sarebbe felicissimo di vivere.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-02-25 16:35:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>SPala</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1242066773</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=WqfkChdQzuc" />
         <pubDate>2021-02-25 16:57:42 UTC</pubDate>
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         <title>PARLANDO DI... QUARESIMA </title>
         <author>oratoriobrignano</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1243371321</link>
         <description><![CDATA[<div>di Ilenia Biffi</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-25 21:32:45 UTC</pubDate>
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         <title>Un anno da dimenticare?</title>
         <author>giulybiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1245924329</link>
         <description><![CDATA[<div>Siamo abituati a considerare quest’anno come uno dei più brutti perché il Covid-19 ci ha stravolto le vite, obbligandoci a stare chiusi in casa e privandoci di varie esperienze, emozioni e conoscenze.</div><div>Nonostante questo qualcosa di bello è successo nelle vite di tutti noi: c’è chi ha fatto un passo significativo come un matrimonio o più banale come il cambio di scuola; sono nati diversi bambini e il dover stare in casa ha riunito famiglie e ci ha fatto riapprezzare aspetti della vita quotidiana magari dimenticati.</div><div>Adesso vorrei raccontarvi un episodio accaduto lo scorso 13 luglio: esattamente 100 anni dopo che i fascisti distrussero il “Narodni Dom” (un hotel sloveno simbolo della loro cultura) per indicare che quei territori dovevano solo essere per gli italiani, il presidente della repubblica italiana, Sergio Mattarella, e il capo di stato sloveno, Borut Pahor, si sono tenuti per mano davanti alla “Foiba di Basovizza” ed hanno portato una corona con le bandiere</div><div>di entrambi gli stati. Come ulteriore gesto di riconciliazione Mattarella ha donato alla Slovenia un nuovo  “Narodni Dom”. <br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 16:30:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Un anno da dimenticare?</title>
         <author>giulybiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1246006084</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 16:46:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LO STREAMING: SCELTA GIUSTA O SBAGLIATA? (prima parte)</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1246108499</link>
         <description><![CDATA[<div>Sempre più, al giorno d'oggi, ci stiamo  avvicinando allo streaming di contenuti multimediali.<br> Oramai è entrato a far parte della quotidianità di tutti…chi di noi non ha un pc, uno smartphone o una tv connessa a Internet?<br> Lo streaming può essere essenzialmente di due tipologie: contenuti video e audio.<br> ma anche 3 distinzioni di riproduzione:<br> • quelli legit/ Legal (Netflix, Prime video, Spotify…)<br> • quelli pirata (Altadefinizione.01, CB.01…)<br> • applicazioni Android, scaricabili tranquillamente dal Play Store che, tecnicamente sarebbero illegali ma che nella realtà non lo sono perché rispettanti dei requisiti come <a href="http://Veezie.st">Veezie.st</a>, Kanix...</div><div>Sondaggi hanno visto che sempre più spesso queste visualizzazioni, su scala mondiale, provengono da siti considerati "pirata".<br> Ma fermi tutti… i contenuti di quei siti da dove provengono?</div><div>Per gli stream web: i film e le serie, provengono da fonti losche che nemmeno io so ma so solo dirvi che più o meno tutti i siti pirata utilizzano la stessa fonte oppure si passano le informazioni l'un l'altra.<br> Per le applicazioni: nella maggior parte dei casi o sono applicazioni ufficiali a cui viene modificato una parte di codice sorgente ovvero la che le consentono di saltare il controllo di certe funzioni a pagamento, rendendole disponibili a tutti come nel caso di Spotify oppure per i film sono applicazioni che comunicano direttamente con i siti che fanno l'hosting del contenuto ovvero permettono l'invio e quindi la visualizzazione di esso direttamente dall'app.<br><br></div><div>By Marco Franturi<br>By Fabrizio Ferrari</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 17:07:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IN ISLANDA NON NASCONO PIÙ BAMBINI CON LA SINDROME DI DOWN</title>
         <author>carolina2002cv</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1255752142</link>
         <description><![CDATA[<div>Diversi articoli ne parlano: in Islanda, in un anno nascono solo 1 o 2 bambini con la Sindrome di Down. Mutazione genetica? No. Aborto. La maggior parte delle donne gravide si sottopone ad un test prenatale (talvolta invasivo), che permette di scoprire in anticipo se il futuro infante sarà affetto dalla Sindrome. Il margine di errore è minimo. Nella “Terra di ghiaccio e fuoco” quasi la totalità di coloro che scoprono la presenza del disturbo nel feto, decide di ricorrere all’aborto, consentito fino alla sedicesima settimana.</div><div>Non esiste ancora una cura specifica per la sindrome di Down, quindi la soluzione è eliminare il problema alla radice? Uccidere il bambino, in modo che la sindrome sparisca? Sono in disaccordo con l’Islanda, dove è finita l’umanità?</div><div>Forse è più una Terra di ghiaccio, che di fuoco.</div><div>Questi bambini vengono ancora considerati anormali; certo, hanno bisogno di più attenzioni, ma si tratta di persone come altre, con le stesse ambizioni e gli stessi valori. Inoltre, si stanno facendo progressi: negli ultimi anni l’aspettativa di vita per queste persone è aumentata.</div><div>Per questo i bambini con la sindrome devono essere trattati allo stesso modo di quelli che non ce l’hanno; è vero, sono diversi, ma è proprio questa la meraviglia della vita. E allora credo che tutti i bambini meritino il dono della vita.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-01 22:24:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LO STREAMING: SCELTA GIUSTA O SBAGLIATA? (seconda parte)</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1268085100</link>
         <description><![CDATA[<div>Ora vi starete chiedendo "ma si può essere beccati mentre ne si fa uso?":<br>Si, si può essere beccati mentre ne si fa uso ma anche dopo averli anche visualizzati e chiuso la pagina.<br>Vi spiego come mai questo fenomeno accade: accade perché l'utente, richiedendo la connessione al sito per visualizzarne i contenuti, manda al sito di streaming dei pacchetti, ovvero una serie di dati che contengono il proprio indirizzo IP di casa, ovvero il codice del router dove il pc è connesso che è univoco, ovvero diverso per ogni connessione del mondo.<br>Questi dati vengono registrati in molti casi dai server del sito che, quando la polizia postale interviene per chiudere il sito incriminato, va ad analizzare e in molti casi riescono anche a risalire ai visualizzatori.<br><br>Secondo me tutti noi dovremmo renderci conto di quello che potrebbe succedere: se si viene beccati dalle forze dell'ordine si può arrivare anche fino alla reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 2.582 euro a 25.822, la maggior parte di queste sanzioni è più per chi trasmette o scarica e mostra i video in pubblico, un po' meno probabile per chi visualizza per se stesso, ma non del tutto estinta la probabilità di arrivare a sanzioni.<br><br>Tutti noi dovremmo essere più responsabili e capire che tutto questo è molto sbagliato e passare all'utilizzo di streaming legale, che molte volte è anche gratuito come Mediaset Play, DPlay o Rai play ma se si vuole avere più film e serie tv esclusive che sui canali via cavo non si trovano bisogna pagare una piccola quota mensile: se facciamo un veloce calcolo, sottoscrivendo un abbonamento minimo per video e audio, la spesa mensile che ogni utente medio ha è di circa 18€ (Netflix Base+ Spotify), quindi 216€ l'anno: non ci sarebbero rischi o sanzioni e oltretutto è una somma tranquillamente abbordabile da tutti, magari cercando di risparmiare magari su  prodotti che in molti casi sono inutili o che si può fare anche a meno di avere.<br><br>By Marco Franturi<br>By Fabrizio Ferrari</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-04 09:37:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Sensazioni di un ex studente e quale effetto mi fa, vedere gli studenti che fanno lezione da casa invece che in classe.</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1272940440</link>
         <description><![CDATA[<div>Da circa un anno tanti studenti hanno dovuto fare lezione da casa a causa del Covid. Anche se tanti di loro usavano il computer o il telefono per alcune ore al giorno, hanno dovuto abituarsi a questo nuovo modo di frequentare la scuola. <br><br></div><div>Io ho terminato gli studi nel luglio 2018 e non ho mai fatto lezione scolastica a distanza. Mi capita però, di utilizzare il PC per fare colloqui di lavoro, tirocinio, scuola guida ed esercizi di allenamento di basket, invece di farli in presenza di altre persone e in attesa che tutto torni come prima. <br><br></div><div>Io utilizzo questi strumenti per circa mezz’ora e non tutti i giorni. Gli studenti che fanno didattica a distanza lo devono fare per più ore al giorno. <br><br></div><div>Io ho un mio computer che uso per disegnare ed eseguire gli incarichi del tirocinio che sto facendo, tanti studenti magari non hanno il computer e devono usare il telefono, magari con una linea che non funziona bene. <br><br></div><div>Posso immaginare che gli studenti abbiano molta difficoltà nel fare la D.A.D.  e cercare di seguire il programma scolastico.  Alcuni miei amici mi hanno detto che per loro è meglio fare lezione in classe. Altri invece mi hanno detto che era la stessa cosa fare lezione a distanza o in università. <br><br></div><div>Per questo motivo, tanti di loro aspettavano il ritorno a scuola per stare in classe, parlare con gli amici e i prof e per tornare alla vita normale di scuola. <br><br></div><div>Perciò gli studenti devono ricordarsi le regole da rispettare come indossare la mascherina, igienizzarsi le mani, stare distanziati anche durante gli spostamenti da casa a scuola. Purtroppo da lunedi gli studenti torneranno a fare la didattica a distanza (D.A.D.) perché il virus si sta diffondendo di nuovo. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 09:35:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Pietro Morello, giovane pianista torinese</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1297911264</link>
         <description><![CDATA[<div>Pietro Morello è un giovane pianista di Torino, classe 99, nato a Moncalieri in Piemonte. Abita con suo padre e sua madre, ha una sorella che insegna alle elementari. La sua ragazza, di nome Sofia, è di origini norvegesi. Il suo ultimo progetto è stato quello fatto all’ospedale oncologico Regina Margherita di Torino, dove ha scelto di inserire in quell’ospedale un pianoforte che gli ha regalato una ragazza. Pietro morello sceglie di portare avanti progetti di musicoterapia sia negli ospedali infantili che nei campi di guerra , prendendo parte a svariate missioni umanitarie. Questo pianoforte lo suonerà ogni qual volta gli sarà possibile.&nbsp; Oltre a Sanremo ha partecipato alla trasmissione “i soliti ignoti, il programma condotto da Amadeus”.<br><br></div><div>Nel suo futuro c’è l’intenzione di continuare a lavorare facendo delle sue passioni un vero e proprio mestiere. Fra meno di una settimana uscirà il suo ultimo brano che si intitola “Mezz’aria”.<br><br></div><div>Nei numerosi video fatti in rete è capace di suonare con qualsiasi oggetto, ad esempio suona con la verdura e con la frutta.&nbsp;<br><br></div><div>Mi ha colpito la sua fantasia di suonare con il cibo e anche che va negli ospedali a suonare il pianoforte.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-11 13:38:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>DRAGHI E GIOVANI</title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1299253945</link>
         <description><![CDATA[<div>Dragon Trainer è uno dei miei cartoni animati preferiti, piace molto anche a mio nipote. I draghi si rivelano non più gli esseri mostruosi e terribili delle favole antiche, ma amici fidati, coraggiosi, leali e dalle grandissime capacità. </div><div>I diversi cartoni animati di questa saga raccontano dell'amicizia<br>tra i draghi e gli uomini, anzi per la verità, dell'amicizia con i giovani del villaggio,<br>perché gli adulti sono pieni di pregiudizi e di paure.</div><div>Come non pensare al nostro paese in questo momento in cui le paure<br>e le lentezze degli adulti sono sempre più evidenti e dannose, in cui il Presidente<br>del Consiglio si chiama Draghi di cognome e tutti speriamo possa dare prova<br>delle sue grandi capacità (ci piacerebbe avesse anche i superpoteri ma pare che<br>quelli non li abbia purtroppo). Oltretutto il presidente Draghi ha dichiarato<br>più e più volte la sua attenzione e preoccupazione per i giovani e il loro<br>futuro. Possiamo chiamarla amicizia?</div><div>Ho riletto il suo discorso al Meeting di Rimini di Comunione e<br>Liberazione (https://www.meetingrimini.org/incertezza-e-responsabilita-lintervento-di-mario-draghi-al-41-meeting/) nell'agosto<br>del 2020 e anche i passaggi riferiti ai giovani nel suo discorso al Senato in<br>occasione della richiesta della fiducia del Parlamento. Ci sono molti passaggi<br>significativi ma è il tono che mi ha colpito di più. Parla ai giovani da adulto<br>capace di assumersi di fronte a loro la propria responsabilità rispetto al<br>mondo che verrà consegnato alle nuove generazioni. Parla dei giovani con<br>rispetto e speranza. Non cerca di essere giovanilista e simpatico, non cerca un<br>facile consenso e propone loro costantemente la strada della formazione e<br>dell'impegno. Le uniche capaci di aprire le porte di un futuro possibile e<br>concreto, per le generazioni a cui sarà chiesto di “essere capaci di gestire il<br>cambiamento e l'incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza<br>di giudizio”.</div><div>Parlando degli adulti ha riconosciuto esplicitamente un<br>atteggiamento di egoismo collettivo nei confronti di chi erediterà il futuro<br>dichiarandolo oggi non più accettabile.</div><div>Ha espresso al parlamento la volontà di investire nella<br>formazione, nella scuola, nella ricerca, non solo mettendo soldi ma anche offrendo<br>prospettive concrete per una effettiva riforma della formazione scolastica. </div><div>Direi che è molto sintetica ma anche estremamente chiara la conclusione<br>del suo intervento al meeting di Rimini già citato: "Dobbiamo essere<br>vicini ai giovani investendo nella loro preparazione".</div><div>Tutte le vicende di Dragon Trainer e le disavventure  dei<br>protagonisti si risolvono sempre a partire da una rinnovata amicizia e stima<br>reciproca tra draghi e giovani. In cui ciascuno mette in gioco tutte le proprie<br>capacità con coraggio e generosità. Draghi e giovani. </div><div>Buon lavoro presidente. <br>don Francesco</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-11 17:28:45 UTC</pubDate>
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         <title>DRAGHI E GIOVANI</title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1299264643</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-11 17:30:43 UTC</pubDate>
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         <title>un esempio di pace</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1322880950</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Mi ha colpito l’episodio della <strong>suora cattolica che</strong> è scesa in strada nella città di Myitkyina, nel Nord della Birmania, che <strong>supplicava in ginocchio le forze di sicurezza di non sparare</strong> sui giovani manifestanti che protestano pacificamente.<br><br></div><div>La foto che ritrae <strong>suor Ann Nu Thawng</strong>, della congregazione religiosa di San Francesco Saverio, è stata postata nei giorni scorsi sui social dal cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon ed è diventata l’i<strong>mmagine simbolo delle manifestazioni.<br></strong><br></div><div>Su Twitter il cardinale Bo,ha scritto: "Oggi, la rivolta è stata grave a livello nazionale", <strong>"la polizia sta arrestando, picchiando e persino sparando alle persone</strong>. In lacrime, suor Ann Nu Thawng chiede alla polizia di smettere di arrestare i manifestanti".<br><br></div><div>Molti sono rimasti sorpresi dall’azione della suora e dalla risposta della polizia, che, al vedere, la supplica della religiosa, si è fermata.&nbsp;<br><br></div><div>Suor Ann,&nbsp; <strong>è un modello per tutta la Chiesa</strong>. Tutti dobbiamo seguire l’ esempio del suo coraggio. I giornali dicono anche che piu' di cento manifestanti hanno potuto trovare riparo nel suo convento. Li ha salvati dal pestaggio brutale e dall'arresto della polizia.&nbsp;<br><br></div><div>Mi ha colpito di più la foto dei militari che alla fine pregano con la suora perché torni la pace e il dialogo tra i militari e il popolo del Myanmar.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-17 21:45:21 UTC</pubDate>
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         <title>EMMANUEL, TALENTO CON UN BRACCIO SOLO</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1355015817</link>
         <description><![CDATA[<div>Emmanuel Hansel è un ragazzo di 16 anni che gioca a basket negli Stati Uniti.&nbsp;<br><br></div><div>Nato nella Repubblica Dominicana, ha vinto una borsa di studio per giocare nella Life Christian Academy di Kissimmee, qui si fa chiamare Kikimata e ha detto di voler continuare a crescere e aiutare la nonna e la famiglia.&nbsp;<br><br></div><div>Emmanuel fa parte di una comunità di immigrati, con problemi di povertà e disagi, e sogna di diventare professionista.<br><br></div><div>Fin qui quasi nella norma, ma Emmanuel dall’età di sei anni è senza un braccio, perso in un incidente. Lui lo ricorda come una lezione di vita «che Dio esiste e che gli ha dato il potere di superare le sfide che deve affrontare».&nbsp;<br><br></div><div><em>Aveva già cominciato a giocare a basket e non ha pensato di dover smettere. Dio gli ha dato la forza per continuare“. </em>Anche suo padre è stato un ottimo giocatore di pallacanestro che è arrivato ad alti livelli ai suoi tempi.&nbsp;<br><br></div><div>Emmanuel ci fa capire che se hai un sogno da realizzare nessuna difficoltà ti può fermare.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-25 21:03:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1355042434</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-25 21:14:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1355044166</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-25 21:15:17 UTC</pubDate>
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         <title>“Lei mi dia un numero sulla casacca e io le do il coraggio”</title>
         <author>giulybiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1357925494</link>
         <description><![CDATA[<div>Il coraggio di Jackie Robinson, primo giocatore di baseball afroamericano a giocare nella Major League, un campionato esclusivamente per uomini bianchi, raccontato nel film:<strong> “42 - La vera storia di una leggenda americana” .</strong></div><div><br></div><div>Il coraggio per affrontare e per sopportare gli insulti razzisti nonostante la recente fine della Seconda Guerra Mondiale.</div><div><br></div><div>Lo sfondo razzista che accompagna tutta la storia è mostrato fin dall’inizio del film quando, durante una sosta, viene impedito al protagonista di usufruire dei servizi.</div><div>Nella stessa scena vediamo anche un’altra figura che gli propone il contratto con i Brooklyn Dodgers.&nbsp;</div><div><br></div><div>In questo viaggio Jackie è accompagnato dalla moglie ma soprattutto da Branch Rickey, il quale crede fortemente in lui e lo aiuta a mantenere il controllo perchè come detto proprio da lui: <strong>“Se reagisci diranno che non sei in grado di controllarti. Che questo mondo qui, non è il tuo!”</strong></div><div><br></div><div>Infine anche i suoi compagni, che inizialmente non lo accettavano, comprendono tutta la sua fatica e lo sostengono. Dopo di lui iniziano ad essere chiamati in questo campionato sempre più giocatori di colore.</div><div>Ho trovato questo film veramente bello, interessante, toccante e anche in grado di far ragionare molto sulle parole e/o frasi che vengono dette. Per questo motivo consiglio a tutti la visione nella speranza che possa arricchirci!</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-26 16:20:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>“Lei mi dia un numero sulla casacca e io le do il coraggio”</title>
         <author>giulybiffi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1357929812</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-26 16:21:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1359845564</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-27 13:49:38 UTC</pubDate>
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         <title>FATE QUESTO</title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1365711049</link>
         <description><![CDATA[<div>Due immagini potenti e straordinarie come solo due gesti ordinari e semplici potrebbero essere. Da questi due gesti promana la luce capace di illuminare tutto il vangelo e l'esistenza stessa di Gesù. Quell'esistenza che sia per chi crede che per chi non crede ha comunque cambiato la storia dell'umanità. Due gesti che valgono una vita intera e per chi crede valgono l'eternità. Il servizio e la condivisione, l'umiltà e il dono di sè, la relazione intima e la comunione di vita. Nei due dipinti di Arcabas, parte di un'opera monumentale intitolata Passione e Risurrezione, Montaigu (Belgio), 2003, non ci sono volti, nè personaggi, ma soltanto i gesti. Non serve identificarne l'autore ben noto. "Voi mi chiamate Signore e Maestro e dite bene perchè lo sono". Gesù il 🤬, il Figlio eterno di Dio, fatto uomo, alla vigilia della sua passione, sapendo che "Dio gli aveva posto tutto nelle mani" ha preso tra le sue mani i piedi sporchi dei discepoli. Il maestro si è fatto servo facendo del servizio la più grande scuola e il nome stesso dell'amore. "Come ho fatto io fate anche voi". Amare è scegliere il servizio. Amare è dare concretezza alla parola amore con gesti veri di aiuto, umiltà, sostegno, incoraggiamento, abbassamento di sè per promuovere i fratelli. E quelle mani, nelle quali è stato posto il destino stesso dell'universo, hanno preso il pane e spezzandolo: "Questo è il mio corpo dato per voi". L'amore si fa dono di sè, totale. "Prendete e mangiate". Anche se non lo meritate. Anche tu Giuda, prendi e mangia. Anche tu Pietro, prendi e mangia. Anche tu, prendi e mangia. Io sono per te. Io offro tutto di me per te. Questo è amare. Servire e offrire. Abbassarsi e protendersi verso gli altri.&nbsp;<br><br></div><div>Nei due quadri lo straccio per asciugare i piedi è identico alla tovaglia dello spezzare del pane. Come a dire che non si possono separare i due gesti. Il servizio senza la condivisione totale della vita resta un gesto estemporaneo; la comunione che non si traduce in servizio concreto resta solo una bella parola.<br><br></div><div>"Fate questo in memoria di me". Buona Pasqua<br><br>don Francesco<br><br>Qui trovate le immagini dell'opera completa: https://www.pastoralezorg.be/page/het-veelluik-passie-en-verrijzenis/#scherpenheuvel&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-29 20:19:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FATE QUESTO</title>
         <author>don_francesco</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1365716200</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-29 20:21:53 UTC</pubDate>
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         <title>Il coraggio di Sammy</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1369621893</link>
         <description><![CDATA[<div>Sammy Basso è un ragazzo di 25 anni di Padova,&nbsp; affetto da progeria, una malattia che crea l’invecchiamento del corpo.&nbsp; Nel 2018 si era laureato in Scienze Naturali.&nbsp;<br><br></div><div>Ha discusso la tesi in inglese a distanza che riguarda proprio la progeria, una mutazione genetica che provoca il deperimento fisico ma non&nbsp; del cervello, per cui la persona ha una mente adeguata alla propria età anagrafica ma un corpo notevolmente più anziano.&nbsp;<br><br></div><div>La professoressa che lo ha aiutato per la tesi ha detto di essere fiera di lui perché ha condotto i suoi studi con serietà, interesse, partecipazione. Era prezioso averlo alle sue lezioni. La discussione della tesi è andata molto bene e per ascoltarlo si sono collegati studiosi dagli Stati Uniti.&nbsp;<br><br></div><div>Sammy vorrebbe tanto fare un viaggio in Israele per visitare Gerusalemme, il Muro del Pianto, il Santo Sepolcro.&nbsp;<br><br></div><div>Spero che presto possa fare questo viaggio e che i suoi studi servono per trovare la cura a questa malattia rara.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 20:26:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Datemi una N e una A!</title>
         <author>carolina2002cv</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1371499610</link>
         <description><![CDATA[<div>Come saprete, lo sport sta continuando per le categorie di alto livello. Quindi la mia squadra di pallacanestro, che è in Serie B, si sta allenando da fine gennaio. La mia squadra fa tre allenamenti e una partita a settimana. Io no. Io guardo da bordo campo. Scherzo, diciamo che non gioco tanto quanto le altre, ma l’impegno è ciò che conta, lo diceva anche Lucia Azzolina.</div><div>Dopo settimane di allenamenti, dalle 20 alle 21.59 - quel minuto serve per rientrare a casa prima del coprifuoco - faccio il mio esordio in partita, a 5 minuti dalla fine. Anzi, quasi 6.</div><div>Un sabato sera di marzo, finalmente, entro in campo dopo trentaquattro minuti in panchina, dove mi ero già accampata con copertina di pile e tisanina nel thermos, convinta di restarci fino al termine. Devo alzarmi, scrocchiare la schiena, il collo, le dita, le ginocchia, sbadigliare… “Devi entrare!”</div><div>Ho l’Ansia, la Razionalità cerca di prendere il controllo su di essa: “Adesso devi giocare” dice questa. “E come si fa?” chiede l’altra. “Prendi la palla e tiri”, facile! Qualcosa non va: prendo la palla, tiro, faccio canestro, ma sono nella metà campo sbagliata. Il coach mi insulta e dice che l'autocanestro mi è costato un aperitivo da offrire a tutta la squadra. L’Ansia torna, perché non ho idea di come farò a pagare un aperitivo a 15 persone. Me ne devo fare una ragione: errare è umano, sbagliando si impara e ora so che il mio canestro è dall'altra parte.</div><div>“Se vuoi puoi anche passare la palla, è un gioco di squadra” dice la parte razionale. Quindi passo la palla. Qualcosa non va: la passo alla giocatrice con la maglia bianca, io ce l’ho blu. E via, si corre di nuovo dall’altra parte del campo! Cavolo, ma ero lì adesso! Dimmelo prima, che così evitiamo di correre avanti e indietro!</div><div>Dopo un minuto ho la gola secca. Guardo il tabellone, mancano cinque minuti e quaranta secondi: mi accorgo che non è ancora passato un minuto.&nbsp;</div><div>Inizio a chiedermi perché sono lì dentro, che tanto si sa che “i giocatori di basket sono alti”, io sono un metro e cinquantanove quando salto.&nbsp;</div><div>Cerco di sfruttare la mia altezza, o bassezza, quindi passo sotto le gambe delle giocatrici più alte, per farmi spazio a prendere il rimbalzo (per non sapesse cosa sia, cerchi su Internet, perché nemmeno io lo so). Riesco a prendere la palla e forse è il caso di rialzarsi da terra. Una ragazza mi ruba la palla, allora io la rincorro e la spingo; lei non si accorge nemmeno, ma un signore vestito di nero, con un fischietto mi guarda e mi dice di tenere giù le mani. Lo prendo alla lettera. Qualcosa non va: l’azione seguente prendo a calci la palla. Il coach urla qualcosa, distinguo solo un “Ma vai…!”: credo mi stia incoraggiando. Anche le persone dal pubblico si alzano in piedi e mi puntano con la mano: mi amano!&nbsp;</div><div>Inizio a pensare a come sarebbe la mia vita se fossi famosa, nel frattempo le mie compagne mi dicono che devo correre, ma nessuno può dire ad una futura VIP quello che deve fare.&nbsp;</div><div>Dopo un flusso di pensieri, capisco che è arrivato il momento di posare ogni preoccupazione. Sento come un suono nella testa! Sì! È arrivato il mio momento. Tutte escono dal campo! Prendo la palla e tiro, canestro! Mi giro verso la panchina, ma nessuno esulta, la partita è finita. La partita finisce quando decido io. Due signori mi prendono in spalla e mi portano fuori dal campo, eh sì, tutte le persone famose si fanno portare in giro dagli altri, infatti le rockstar si buttano sul pubblico.</div><div>Ed ecco che inizia il mio percorso verso la fama (prima però devo arrivare in spogliatoio).</div><div>Tenetevi pronti. Dalla B è un attimo diventare una famosi. Mi mancano solo una N e una A per arrivare in NBA.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-31 12:23:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ZITTI E BUONI- Maneskin</title>
         <author>SPala</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1387267998</link>
         <description><![CDATA[<div>Rieccomi qua! Oggi vorrei analizzare la canzone vincitrice del 71° festival di Sanremo, ovvero "Zitti e buoni" dei Maneskin, una band di quattro giovani ragazzi romani arrivati secondi all'undicesima edizione di X factor. La vittoria della giovane band romana al festival della canzone italiana è stata molto inaspettata quanto importante; è stata infatti la prima volta che nella competizione ha trionfato "il rock". Ma di cosa parla questa&nbsp; canzone? Il significato è di reazione, di ribellione e di riprendere le redini della propria esistenza; Quante volte ci siamo sentiti rifiutati, con la sensazione di essere diversi o incompresi?<br>La diversità è un valore aggiunto, un elemento che ci distingue dalla massa. Ecco qua un'intervista rilasciata dai 4 ragazzi in merito alla canzone: <em>“La nostra non è una rabbia nei confronti di qualcuno, ma un’ira che smuove, che crea le rivoluzioni, un’ira catartica rivolta alle oppressioni e agli oppressori, che porta a sfogarsi e a ribellarsi verso tutto ciò che ti fa sentire sbagliato e che, come risultato, porta a una rinascita e a un cambiamento. Abbiamo voluto collocare questa forza molto potente in un contesto, quello del teatro, che nell'immaginario comune viene percepito come elegante e pacato. Ci piace questa antitesi: un contrasto che vive nel momento in cui il sipario si apre e, al posto di uno spettacolo o di un balletto, ci si ritrova catapultati in questa esplosione di energia. Il teatro è una metafora a rappresentare l’arte, il luogo dove questo impulso potente genera qualcosa di artistico e positivo”. <br></em>Ora però vorrei parlare dello stile dei Maneskin, infatti come si è potuto vedere sul palco dell'Ariston i giovani musicisti sono molto "trasgressivi" nel modo di vestire, oltre che in alcuni dei loro testi, ed è proprio per questo che era impensabile che potessero riuscire a vincere il festival. In un'intervista dopo la finale di X factor del 2017 Damiano, il cantante, ha affermato: <em>“Ci vestiamo con quello che ci piace; che può essere un giubbotto di pelle come una tunica d’oro, non credo che il nostro stile sia identificabile in qualche modo e non credo neanche che ci siano delle influenze così nette…è lo STILE MANESKIN”.<br></em>Che dire, io non ho più niente da aggiungere ma se avete domande sarò felice di rispondervi qua sotto nei commenti...alla prossima canzone!<em><br></em>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-06 14:04:09 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>SPala</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1387726054</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-06 15:34:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SALVATE IL SOLDATO RYAN</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1408329706</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nei giorni scorsi ho visto in tv il film </strong><strong><em>Salvate il soldato Ryan</em></strong><strong> del 1998 con Tom Hanks. Non è un film di guerra ma un film contro la guerra. Nei primi venti minuti Spielberg racconta dello sbarco in Normandia avvenuto il 6 giugno 1944:queste scene&nbsp; sono cosi realistiche che ti sembra di essere in guerra.&nbsp;<br></strong><br></div><div><strong>La storia del film si ispira a fatti realmente accaduti</strong>,&nbsp; in particolare alla vita del sergente Frederick "Fritz" Niland,&nbsp; un soldato che perse tre fratelli durante la seconda guerra mondiale e per questo viene mandato a casa. Il film racconta proprio la storia di questo gruppo dei soldati dell’esercito americano che deve andare a salvare l’unico figlio ancora in vita della famiglia Ryan con l’obiettivo di portarlo a casa. La compagnia è guidata dal capitano Miller, interpretato da Tom Hanks prima impegnata nello sbarco in Normandia e poi nella ricerca del commilitone disperso tra i paesi distrutti dalle macerie della guerra.&nbsp;<br><br></div><div>Non vi svelo come andrà a finire così lo scoprirete guardandolo.&nbsp;<br><br></div><div>Mi ha colpito molto perché vedere quelle immagini di giovani soldati uccisi durante la seconda guerra mondiale fa pensare a quanto la guerra sia una cosa da evitare e fare in modo che non si ripeta.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-04-12 16:45:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>oratoriobrignano</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 18:56:36 UTC</pubDate>
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         <title>OSIMHEN E LA RAGAZZA NIGERIANA</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1444619960</link>
         <description><![CDATA[<div>Victor <strong>Osimhen, giovane attaccante del Napoli, nei giorni scorsi ha visto sui social una ragazza nigeriana senza una gamba, costretta a vendere acqua nelle strade di Lagos </strong>con una bacinella sulla testa piena di bottigliette e una maglia con scritto “<strong><em>no pain, no gain”</em></strong>, nessun dolore nessun guadagno. Si è ricordato di quando era un ragazzino che 10 anni fa faceva lo stesso, muovendosi tra i semafori della città più grande della <strong>Nigeria</strong>.<br><br></div><div><strong>Osimhen</strong> ha chiesto aiuto ai suoi numerosi fan sui social per cercare di contattare quella ragazza. Per lui una piacevole sorpresa: in poco tempo la ragazza è stata ritrovata. A raccontarlo è stato lo stesso<strong> Osimhen che ha pubblicato sempre su Instagram una stories mentre parla con lei al telefono</strong>. Accanto alla foto postata ha scritto: <em>"L’ho trovata, voglio ringraziare tutti coloro che hanno mostrato preoccupazione per la sua situazione. Dio vi benedica”.<br></em><br></div><div>Durante la telefonata le ha promesso di aiutarla e di andarla a trovare in Nigeria appena si potrà.&nbsp;<br><br></div><div>Di questa storia mi ha colpito che Osimhen si è ricordato delle sue origini e di chi vive peggio di lui. Lui è un campione nello sport e nella vita.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 21:15:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1444624830</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 21:17:39 UTC</pubDate>
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         <title>Pronti a una nuova estate?</title>
         <author>Ilturi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come da oramai tanti anni a questa parte, il Grest è stato, è e sarà parte delle giornate dei ragazzi più piccoli ma anche di tutti gli animatori che scelgono di mettersi in gioco ogni anno.<br>Nonostante tutto, anche nella situazione dell'anno scorso siamo riusciti a prenderci l'estate e divertirci in modo diverso.<br>Come tutti i grest passati, ognuno ha avuto un tema diverso dai precedenti: "Hurrà" è il nome di quest'anno...un esclamazione di gioia e di entusiasmo, un punto di incontro, un luogo di divertimento, un nuovo modo per giocare e mettersi in gioco.<br>Nonostante tutto è un chiaro invito a tornare ancora una volta nella comunità: la base della vita di ogni individuo.<br>Stay tuned per nuovi aggiornamenti sulla nostra estate....un'estate di gioia🙃<br><br>#grest2021 #amicizia #oratorio #summer<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-24 19:49:36 UTC</pubDate>
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         <title>Pronti a una nuova estate?</title>
         <author>Ilturi</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1455120915</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-24 19:52:33 UTC</pubDate>
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         <title>Magazzino 18</title>
         <author>carolina2002cv</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1501334246</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Magazzino numero 18 è un edificio che si confonde tra i capannoni del Porto Vecchio di Trieste.&nbsp;</div><div>Non è un comune “locale adibito a deposito di materiali vari”,&nbsp;</div><div>vi sono conservati gli oggetti appartenuti ai protagonisti dell’esodo giuliano dalmata, di cui noi siamo ignari.</div><div>Nel 1947, quando Pola viene occupata dai titini,</div><div>la città si svuota e se ne devono andare vecchi, donne e bambini.</div><div>Tutti si caricano in spalla affari di ogni genere: sedie, materassi, pianoforti,&nbsp;</div><div>che dovranno abbandonare, una volta giunti ai porti.</div><div>A turno, ci si imbarca sul piroscafo Toscana,&nbsp;</div><div>che trasporterà la quotidianità di 16.800 polesani a Venezia e Ancona.&nbsp;</div><div>E si arriva a Trieste, dove ora le masserizie degli esuli attendono,&nbsp;</div><div>chissà se qualcuno si ricorda di loro. Loro si ricordano degli uomini a cui appartengono.</div><div>Sono come quando sono state abbandonate&nbsp;</div><div>forse solo un po’ impolverate.&nbsp;</div><div>I mobili sono rimasti immobili, come il tempo, che si è fermato.</div><div>E il legno di angoscia è rimasto impregnato.</div><div>È ironico come in una stanza colma, regni una sensazione di vuoto;&nbsp;</div><div>trasmessa dagli esuli mentre correvano verso un destino ignoto.</div><div>Sembra fantasia, vero? Non sembra reale.&nbsp;</div><div>Ma è successo tanto tempo fa, pare troppo lontano da noi. Non può essere così male.</div><div>Il Giorno del Ricordo, è dedicato anche ai “profughi” dimenticati,</div><div>proprio come quegli oggetti accatastati.</div><div>Venivano considerati estranei questi istriani,&nbsp;</div><div>quando in realtà abitavano in territori italiani,&nbsp;</div><div>che erano rimasti irredenti&nbsp;</div><div>fino all’inizio degli anni Venti.</div><div>Ma noi non ci accorgiamo</div><div>di quanto ignoriamo.</div><div>Forse è troppo piccolo il magazzino della nostra memoria,&nbsp;</div><div>ma da qualche parte a Trieste c’è un Magazzino che è testimone della storia. &nbsp;</div><div>Testimone di un’agonia dimenticata&nbsp;</div><div>e della speranza di ritornare in quella terra desolata.</div><div>Ce lo chiedono quelle anime con il cuore rotto:</div><div>andiamo tutti a visitare il Magazzino Diciotto.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 07:08:06 UTC</pubDate>
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         <title>POST-IT</title>
         <author>fabrizioferrari99</author>
         <link>https://padlet.com/oratoriobrignano/oradaria/wish/1522728092</link>
         <description><![CDATA[<div>In questi giorni è morto Il chimico americano Spencer Silver e aveva 80 anni. Ha ottenuto 37 brevetti e vinto diversi premi, compreso l’American Chemical Society Award for Creative Invention nel 1998. Dal 2010 era nella National Inventors Hall of Fame.</div><div>Era l’inventore dei post – it, famosi biglietti colorati che tutti conoscono.&nbsp;</div><div>La sua invenzione è nata così: nel 1968, stava sperimentando nei laboratori della 3M a una nuova «super» colla per la costruzione di componenti di aerei. Al momento dei test finali, però, scoprì che il prodotto finale consentiva di aderire a tutte le superfici ma gli oggetti che venivano incollati potevano essere staccati e poi riposizionati.</div><div>Silver, invece di disperarsi, ripose in una cartelletta nel suo cassetto la sua scoperta in attesa di capire quale potesse essere l’utilizzo della sua invenzione.&nbsp;</div><div>La leggenda narra che un ingegnere chimico della divisione nastri, tal Art Fry, fosse nel tempo libero un cantore del coro della North Presbiterian Church di North St. Paul, nel Minnesota. Aveva spesso problemi di concentrazione perché i segnalibri degli spartiti da eseguire cadevano mentre li sfogliava e si innervosiva.</div><div>Si ricordò della colla di Silver e chiese di applicarla su piccoli fogli anche perché quell’adesivo non li rovinava. Così nacque uno dei prodotti più utilizzati nel mondo: dagli studenti alle casalinghe passando praticamente per la maggior parte dei lavoratori di tutto il mondo.&nbsp;</div><div>Oggi ci sono diverse centinaia di prodotti basati sul Post it, oltre una ventina di forme e una sessantina di colori. Sono persino stati utilizzati da artisti per alcune installazioni che sono state esposte in musei famosi come il Moma di New York.</div><div>La scoperta dell’adesivo dei famosi foglietti rimovibili dura fino ai nostri giorni anche se tutti sul telefono o sul computer abbiamo il “blocco notes”.&nbsp;</div><div>E’ stata fatta una ricerca per capire il successo del Post-it: consente con facilità di ricordare dove si trovano gli oggetti in un mondo tridimensionale e di trovare velocemente le informazioni che si cercano e sono identificabili all’occhio, grazie anche ai colori vari. Ecco perché molti dipendenti appiccicano su potenti computer quei foglietti colorati per ricordarsi appuntamenti o cose da fare.</div><div>Sono sicuro che ogni volta che vedremo un “Post-it” ci ricorderemo anche del suo inventore e anche di come lo ha inventato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-13 21:04:45 UTC</pubDate>
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