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      <title>Le Invenzioni della Belle Époque by Francesco Trentani</title>
      <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7</link>
      <description>Con il termine di Belle époque si fa riferimento a quell’arco temporale che coinvolse l’ultimo ventennio dell’Ottocento fino alla prima guerra mondiale (1914-1918).
I termini Belle époque vennero coniati in Francia alla fine dell’Ottocento.
In questo periodo le invenzioni e i progressi della tecnica e della scienza furono senza paragoni rispetto alle epoche passate. Cominciò a essere impiegata l’energia elettrica per l’illuminazione delle città, le automobili sostituirono le carrozze, presero campo la radio e il cinema.
Le grandi capitali europee esplodevano di vita  e esperienze artistiche, si prospettava un Novecento di pace e di benessere. Sarà proprio la prima guerra mondiale a infrangere questo sogno. 
Come detto precedentemente la Belle époque fu un periodo di invenzioni significative, che getteranno le basi per quella che sarà l’epoca successiva. L’Esposizione universale di Parigi del 1900 sarà l’espressione del vertiginoso sviluppo economico ed industriale.
Tra le numerose invenzioni di questo periodo possiamo annoverare:</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-21 08:30:26 UTC</pubDate>
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         <title>1895 - Raggi X</title>
         <author>trentanifrancesco</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193784145</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Wilhelm Conrad Röntgen</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lennep">Lennep</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/27_marzo">27 marzo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1845">1845</a> – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monaco_di_Baviera">Monaco di Baviera</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/10_febbraio">10 febbraio</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1923">1923</a>) è stato un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fisico">fisico</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germania">tedesco</a>.&nbsp;<br><br></div><div>Il suo nome è legato alla scoperta, avvenuta l'8 novembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1895">1895</a>, della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_elettromagnetica">radiazione elettromagnetica</a> nell'intervallo di frequenza oggi noto come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_X">raggi X</a>. L'annuncio di questa scoperta fu dato il 5 gennaio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1896">1896</a>. Il luogo della scoperta oggi è un piccolo museo, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/R%C3%B6ntgen-Ged%C3%A4chtnisst%C3%A4tte">Röntgen-Gedächtnisstätte</a>. A Röntgen fu assegnata la laurea onoraria di dottore in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medicina">medicina</a> dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_W%C3%BCrzburg">Università di Würzburg</a>.&nbsp;<br><br></div><div>Per questa scoperta, Röntgen ricevette il primo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_fisica">premio Nobel per la fisica</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1901">1901</a>. La motivazione fu "in riconoscimento dello straordinario servizio reso per la scoperta delle importanti radiazioni che in seguito presero il suo nome". Röntgen donò il premio in denaro alla sua università.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 08:46:32 UTC</pubDate>
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         <title>1864 - La pastorizzazione</title>
         <author>terranovster</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193784845</link>
         <description><![CDATA[<div>Procedimento per la conservazione di alimenti liquidi o semiliquidi di varia natura, consistente nel portare rapidamente le sostanze da trattare a temperature comprese fra circa 60 °C (<em>p. bassa</em>) e circa 80 °C (<em>p. alta</em>), per tempi di durata variabile fra circa 30 minuti e 15 secondi (tanto più brevi quanto più alta è la temperatura): con questa tecnica si mira a distruggere tutti i microrganismi patogeni presenti nell’alimento. I prodotti pastorizzati, se isolati dall’ambiente esterno hanno una durata di conservazione molto maggiore di quella dei corrispondenti prodotti non trattati.&nbsp; I primi esperimenti si devono al chimico francese<strong> Louis Pasteur </strong>(1822-1895) negli anni Sessanta dell'Ottocento. Pasteur fu il primo a provare la relazione fra le alterazioni dei cibi a contatto con l’ambiente esterno e la presenza di microrganismi, confermando che il calore poteva essere usato per distruggere questi microrganismi.<br>E' una tecnica utilizzata ancora nei nostri tempi, sostituita però dalla <em>radiopastorizzazione</em>, che prevede l’uso di radiazioni ionizzanti, dimostratasi capace di diminuire la carica batterica totale senza provocare variazioni sensibili sul prodotto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 08:48:30 UTC</pubDate>
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         <title>1899 - La Radio</title>
         <author>terranovster</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193784895</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>27 marzo 1899 Guglielmo Marconi</strong> stabilì la prima comunicazione radiotelegrafica internazionale fra la Francia e l’Inghilterra.<br>Queste nuove frontiere sono state possibili grazie ad un altro studioso che ha rivoluzionato la storia: il fisico tedesco <strong>Heinrich Rudolf Hertz </strong>che, nel <strong>1866</strong>, scoprì le onde elettromagnetiche. Queste portarono un giovane <strong>Marconi </strong>a compiere esperimenti sulla trasmissione telegrafica senza fili. Successivamente, si trasferì in <strong>Inghilterra</strong>, dove gli fu più facile trovare i capitali necessari per sua invenzione. L’obiettivo del fisico italiano era dimostrare la possibilità di trasmettere a grandi distanze, con le prime sperimentazioni del <strong>1898</strong>, l’italiano ottenne già i primi significativi risultati. Marconi riuscì a mettere in contatto la situazione di <strong>South Foreland </strong>(vicino <strong>Dover</strong>) e il battello <strong>“East Goodwin”.</strong> Dopo qualche miglioramento del trasmettitore, l’italiano tentò il<strong> </strong>collegamento radiotelegrafico attraverso i<strong>l canale della Manica</strong>, su una distanza di oltre cinquantuno chilometri. L’esperimento andò in porto il <strong>27 marzo del 1899</strong>, diventando la prima comunicazione radiotelegrafica internazionale stabilita tra due diversi Stati.<br><br>I segnali arrivarono forti e chiari alla distanza di 130 chilometri coprendone 50 via mare e 80 via terra, fino a Chelmsford.<br>Marconi sfatò i pregiudizi degli altri scienziati secondo i quali le onde elettromagnetiche si sarebbero estinte completamente a poche decine di metri dalle sorgenti conosciute. I risultati ottenuti da Marconi aprirono la strada al futuro delle telecomunicazioni.<br><br></div><div>Da quel momento la comunicazione radio divenne un prezioso strumento per la navigazione, entrando in uso più tardi nel traffico aereo prima militare e poi civile, fino alla commercializzazione come mass medium iniziata negli anni Venti del XX secolo.<br><br></div><div>Nel 1909 Marconi, insieme con il collega tedesco Braun, ricevette il Nobel per la fisica «in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili».<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=xuoviOa1dPI" />
         <pubDate>2022-05-21 08:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>1903 - Il primo volo</title>
         <author>terranovster</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193784937</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>I due fratelli Wright, dopo studi, progetti e tanti tentativi erano riusciti a costruire il loro Flyer I</strong>, seguendo la scia di pionieri quali Otto Lielienthal e Samuel Pierpont Langley; il velivolo proveniva da un fallimento avvenuto tre giorni prima con il suo <em>Aerodrome</em>, che risuonò molto nella stampa statunitense dell’epoca, portando lo stesso governo americano ad essere scettico sulla possibilità di volare.<br>I fratelli Wright, successivamente alla critica, divennero ancora più determinati a fare la storia.</div><div><strong>Era il 17 dicembre del 1903. Furono 36 i metri percorsi durante i suoi 12 secondi di volo</strong>. La storia fu fatta, anche se si dovettero aspettare ancora un po’ di anni prima di vedere i reali risvolti di quell’evento. Soffermandoci un po’ sul design del Flyer I, così come molti aerei che seguirono nell’epoca, avevano nella concezione ingegneristica ali molto sottili.</div><div>Era un motore rudimentale, senza carburatore o altre importanti accortezze.&nbsp;</div><div><strong>L’innovazione dell’epoca fu l’uso dell’alluminio nella costruzione dei basamenti dei motori</strong>, in quanto il metallo forniva leggerezza mantenendo grande resistenza: ciò sarebbe diventato d’uso comune nel mondo aeronautico. Dato che nessuna casa costruttrice dell’epoca volle cimentarsi nel progetto dei due fratelli, dovettero costruire da sé anche le eliche per la generazione della spinta.<br>I fratelli Wright e la storia del primo volo:<br>https://youtu.be/dSMnSwIKIb0<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 08:48:45 UTC</pubDate>
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         <title>1895 - Il Cinema</title>
         <author>trentanifrancesco</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193800298</link>
         <description><![CDATA[<div><br>I due francesi Louis e Auguste Lumière nel 1895 iventarono il <em>cinématographe</em>, in seguito abbreviato in <em>cinéma</em>, "cinema". Insieme al <em>kinetografo</em> e al <em>kinetoscopio</em> inventati dall'americano <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/thomas-alva-edison_(Enciclopedia-dei-ragazzi)">Thomas A. Edison</a>, costituiva il punto d'arrivo di una serie di ricerche tecniche svoltesi nel corso del 19° secolo, cui contribuirono in particolare il francese Étienne-Jules Marey e lo statunitense Eadweard Muybridge.<br><br></div><div><br>Si trattava, in breve, di realizzare un apparecchio che riuscisse a effettuare a grande velocità un certo numero di fotografie, non già su una lastra ‒ come avveniva per le prime fotografie ‒ ma su una pellicola trasparente, abbastanza lunga da contenerne alcune centinaia. Lumière ed Edison, separatamente, costruirono i loro apparecchi che, alla velocità di 16 fotogrammi al secondo, riprendevano la realtà in movimento e la restituivano quando la pellicola impressionata era proiettata (nel caso del <em>cinématographe</em>) o vista individualmente attraverso un visore particolare (con il <em>kinetoscopio</em>). Per un breve film di uno o due minuti ‒ tanto duravano i primi film di Lumière e di Edison ‒ occorrevano dalle 900 alle 2.000 pose fotografiche e una pellicola lunga dai 27 ai 54 metri.<br><br></div><div><br>Il termine cinematografo deriva dal greco (<em>kìnema</em> "movimento" e <em>gràfo</em> "descrivere") e significa "descrizione in movimento". Fu impiegato dai francesi Louis e Auguste Lumière nel 1895 per la loro invenzione, il <em>cinématographe</em>, in seguito abbreviato in <em>cinéma</em>, "cinema". Insieme al <em>kinetografo</em> e al <em>kinetoscopio</em> inventati dall'americano <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/thomas-alva-edison_(Enciclopedia-dei-ragazzi)">Thomas A. Edison</a>, costituiva il punto d'arrivo di una serie di ricerche tecniche svoltesi nel corso del 19° secolo, cui contribuirono in particolare il francese Étienne-Jules Marey e lo statunitense Eadweard Muybridge.<br>Si trattava, in breve, di realizzare un apparecchio che riuscisse a effettuare a grande velocità un certo numero di fotografie, non già su una lastra ‒ come avveniva per le prime fotografie ‒ ma su una pellicola trasparente, abbastanza lunga da contenerne alcune centinaia. Lumière ed Edison, separatamente, costruirono i loro apparecchi che, alla velocità di 16 fotogrammi al secondo, riprendevano la realtà in movimento e la restituivano quando la pellicola impressionata era proiettata (nel caso del <em>cinématographe</em>) o vista individualmente attraverso un visore particolare (con il <em>kinetoscopio</em>). Per un breve film di uno o due minuti ‒ tanto duravano i primi film di Lumière e di Edison ‒ occorrevano dalle 900 alle 2.000 pose fotografiche e una pellicola lunga dai 27 ai 54 metri.<br>https://www.treccani.it/enciclopedia/cinema_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/#:~:text=Fu%20impiegato%20dai%20francesi%20Louis,inventati%20dall'americano%20Thomas%20A</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 09:27:30 UTC</pubDate>
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         <title>1878 - La Lampadina</title>
         <author>lauravaleriounica</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193801405</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>La lampadina a incandescenza è stata un'invenzione davvero rivoluzionaria. È grazie a lei (e ai suoi "discendenti") che oggi possiamo leggere, spostarci e fare tutto quello che vogliamo anche quando il sole se n'è andato da un pezzo, senza dover ricorrere a candele o lampade ad olio (che rischiano pure di dare fuoco alla stanza). E proprio come molte delle invenzioni più importanti, anche la lampadina è stata un'idea "figlia" di diversi padri.<br>Il primo padre fu l’inventore britannico sir <strong>Joseph Wilson Swan</strong> che la brevettò nel 1878. È stata proprio la sua casa a Gateshead, in Gran Bretagna, la prima casa al mondo a essere illuminata con le lampadine elettriche. Tre anni dopo, nel 1881 il teatro Savoy nella City of Westminster (Londra) fu il primo edificio pubblico a usare le lampadine a incandescenza.<br>La lampadina inventata da Swan era costituita da uno spesso filamento di carbonio che, riscaldandosi, emetteva <a href="https://www.focusjunior.it/scienza/che-cos-e-la-luce/">luce</a> e gas. Quest'idea aveva però dei difetti: l'interno del bulbo della lampadina si copriva rapidamente di fuliggine emessa dal filamento incandescente e così si anneriva. Inoltre, questo tipo di lampadina consumava tantissima <a href="https://www.focusjunior.it/scienza/elettricita-che-cose-dove-si-trova-come-si-produce/">elettricità</a>.A migliorare la lampadina pensò, l'anno seguente, l’americano <strong>Thomas Edison</strong>, che il 21 ottobre 1879 brevettò una lampadina con un filamento sottile e ad alta resistenza elettrica. Al contrario del modello di Swan, la lampadina di Edison non anneriva troppo l'interno del bulbo e dunque manteneva una luminosità costante. Swan, partendo dalle modifiche di Edison, migliorò ulteriormente la lampadina e cominciò a vendere le proprie in Inghilterra.<br>Così, tra i due inventori, nacque una disputa sulla paternità dell'invenzione. La contesa finì anni dopo con la creazione della società Edison-Swan che divenne una delle più grandi produttrici mondiali di lampadine. Nel 1910 il fisico americano <strong>William David Coolidge</strong> sostituì il filamento di carbonio con uno di tungsteno immerso in un gas, realizzando in questo modo una lampadina che durava molto di più. Questo tipo di lampada, con pochissime variazioni, è arrivata fino ai giorni nostri.<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 09:30:15 UTC</pubDate>
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         <title>Attività</title>
         <author>trentanifrancesco</author>
         <link>https://padlet.com/trentanifrancesco/o0531j69ff32cp7/wish/2193810735</link>
         <description><![CDATA[<div>Commenta qui sotto come le invenzioni presentate si sono evolute nel tempo, influenzando la nostra vita quotidiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 09:50:51 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppo 8</title>
         <author>andreina_vetrallini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rosanna Sorbo, Agata Ivana Sorgi,Rita Speziale,Ida Ivana Stabile, Sara Tariciotti,Gabriella Taulario, Alessandra Terranova,Domenico Tornincasa, Francesco Trentani, Campiglia Ucciero, Laura Valerio, Valentina Varlese, Gabriella Vele, Andreina Vetrallini,Sara Vitale</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-21 10:13:39 UTC</pubDate>
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