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      <title>Depressione by Giuliana Acampora</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-04-25 10:19:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>È definita un <strong><mark>disturbo del tono dell'umore</mark></strong>, funzione psichica importante per l'adattamento al nostro mondo interno ed esterno grazie alla sua flessibilità. In caso di depressione, tale flessibilità viene perduta e l'umore è costantemente pessimo indipendentemente dalle situazioni, e si accompagna a pensieri <strong>negativi</strong> e <strong>pessimistici </strong>circa sé stessi, gli altri e il proprio futuro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 10:37:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il pittore olandese era <strong>depresso</strong>, <strong>ansioso</strong> e mentalmente confuso. La sua precaria salute mentale emerge nelle sue opere, dove si nota un continuo cambiamento dell’uso del colore, che riflette il modificarsi delle sue emozioni. La pittura per lui è un'<strong>ossessione</strong> che esaspera la sua <strong><mark>nevrosi</mark></strong>, tant’è vero che, in alcuni dei suoi ricoveri, gli venne proibito di dipingere. Pochi artisti sono riusciti ad esprimere i dolori e le sofferenze della propria vita con la stessa intensità di Van Gogh.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 10:40:50 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Mentre viveva ad Arles, Van Gogh invitò Paul Gauguin a trascorrere un periodo con lui, ma la <strong>fragilità mentale</strong> del primo e l'arroganza del secondo finirono con lo sfociare in una violenta lite, in seguito alla quale il pittore olandese si tagliò con un rasoio parte di un orecchio e la portò poi in un bordello per donarla ad un!amica. Iniziò così un periodo caratterizzato da lunghi ricoveri psichiatrici e da una produzione artistica dove le pennellate di giallo diventano sempre più violente. <strong><mark>L'impeto delle sue creazioni è lo specchio della sua condizione psichiatrica.</mark></strong></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 11:01:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>In questo periodo, Vincent alternava periodi di lucidità a momenti di ricadute nella malattia. Finché, sentendosi abbandonato dal fratello Theo, che per motivi di salute e di lavoro non riuscì ad andare a trovarlo, l’artista, nel luglio 1890, dopo essere uscito a dipingere nelle campagne che circondavano il paese, <strong>si suicidò</strong>. Le cronache hanno sempre parlato della morte per suicidio del pittore; tuttavia, nel 2011, due storici dell’arte, Steven Naifeh e Gregory Smith hanno esposto una diversa ricostruzione: ad uccidere l’artista sarebbe stato un colpo partito accidentalmente dalla pistola di un ragazzino. Durante le ore di agonia, Van Gogh avrebbe deciso di non denunciare il giovane, perché aveva accolto la<strong> <mark>morte come</mark></strong> una <strong><mark>liberazione dalla sua depressione.</mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 11:04:10 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Sylvia Plath, nota anche con lo pseudonimo di Victoria Lucas, è stata una poetessa e scrittrice statunitense. È stata una delle prime autrici a descrivere la realtà della <strong>malattia mentale in un romanzo</strong>, "La campana di vetro" sotto lo pseudonimo di Victoria Lucas, pubblicato nel 1963. È lei stessa a soffrire di depressione e a subire un ricovero in un istituto psichiatrico, di cui descriverà molti aspetti nel romanzo: il distacco dalla società, il tabù della malattia mentale, i trattamenti di elettroshock. Ne descrive la pervasività in ogni aspetto della vita, che lei definisce appunto la <strong><mark>"campana di vetro"</mark></strong> che la separa dal resto del mondo. Inoltre, la depressione nel romanzo non riguarda una persona derelitta, ai margini della società, ma una giovane ragazza brillante e apparentemente di successo. Anche in questo sta la modernità di Sylvia Plath, che ha avuto il coraggio di parlare di <strong>malattia mentale</strong> e, in parte, quindi, della sua vita, e di mostrarne la sua tragica invisibilità.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 11:07:05 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Fondatore della psicoanalisi, il medico austriaco Sigmund Freud fu tra i primi a scrivere delle dinamiche intrapsichiche della depressione, in <strong><em>“Lutto e Melanconia” </em></strong>(1917). Le confrontò con quelle dell’elaborazione del lutto, sottolineandone le differenze, perché il dolore per un lutto rimane finché la persona non è in grado di accettare la perdita che ha subito e di rivolgere altrove il suo investimento affettivo. Il lutto è quindi una reazione <mark>depressiva</mark> <strong><mark>NON</mark></strong> <mark>patologica</mark>. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 11:22:46 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Quando il processo del lutto non è possibile, il senso di colpa, le autoaccuse e l’aggressività del soggetto stesso gli si rivolgono contro, <strong>dando luogo</strong>, a causa di questa posizione ambivalente, al <strong><mark>sentimento depressivo</mark></strong> e alla <strong>condizione melanconica</strong>. In tale condizione l’Io è “impoverito e svuotato” e, secondo Freud, le accuse e la rabbia che la persona rivolge a se stessa sarebbero in realtà direzionati verso altri oggetti d’amore, deludenti, con cui ci si è identificati. <strong>Ne consegue un conflitto interno all’Io con <mark>sentimenti depressivi dolorosi</mark>. </strong>A questa condizione, Freud osservò che era collegata una voce interna (il Super-Io) particolarmente rigida e severa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-25 11:23:09 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ho scelto di trattare questo argomento perché mi sta particolarmente a cuore. Ad oggi, purtroppo, si usano con troppa leggerezza parole come "depresso" e "ansioso". Dico purtroppo perché si tende a sottovalutare il peso e l'importanza di queste parole. La depressione non significa solo essere tristi, è qualcosa che va oltre, qualcosa di molto più complesso e difficile. Non so cosa significhi in prima persona essere depressi, ma per alcune esperienze personali so di certo che non è così semplice come si crede. Penso però sia un po' come una sorta di tunnel, dove quel piccolissimo spiraglio di luce che si intravede sembra così lontano tanto da preferire rimanere al buio anziché combattere. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-29 08:56:56 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ecco, in futuro, spero di poter aiutare le persone che si sentono così; persone che hanno smesso di credere che la vita possa essere ancora bella, persone che quella luce non vogliono più rincorrerla. Motivo per cui vorrei dedicare questo progetto a tutte quelle persone che ad oggi stanno combattendo per riprendere in mano la propria vita, per tornare a sorridere e per non far vincere un male, seppur non fisico ma mentale, che ti fa credere che non ci sia più motivo per lottare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-29 09:05:19 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>In questo lavoro affronto il tema attraverso alcune figure rappresentative che, a mio avviso, hanno lasciato una testimonianza preziosa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 16:13:32 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>L!idea di depressione che Sylvia Plath cerca di comunicarci è quella di una condizione di immobilità, di <strong>impossibilità di sviluppo</strong> alcuno, di dolore che arriva ad essere così profondo, così radicato e persistente da avvolgere ogni cosa e annullare volontà e sentimento. L'aria che si respira sotto la campana è pesante, non la si brama a boccate ma la si inala lentamente, rantolando. Quando si è depressi è proprio come se sopra di noi scendesse una campana di vetro: essa ci separa dal resto del mondo e ci <strong><mark>isola</mark></strong>. L'isolamento sociale e la sensazione di incomunicabilità sono aspetti centrali della depressione e contribuiscono a renderla una psicopatologia difficile da raccontare, da condividere, da curare attraverso il contatto con l!altro e la relazione psicoterapeutica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 16:20:34 UTC</pubDate>
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         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'11 aprile 1987, lo scrittore Primo Levi si uccise, all’età di sessantasei anni, gettandosi dalla tromba delle scale della sua abitazione di Torino. Riguardo ai motivi che lo spinsero a compiere questo gesto, si possono fare soltanto delle ipotesi; come Levi stesso scrisse a proposito di Jean Amery (anch'egli un deportato morto suicida), "nessuno sa le ragioni di un suicidio, neppure chi si è suicidato". Probabilmente provava un senso di vergogna per essere sopravvissuto allo sterminio nazista, e la mancanza di risposte alla domanda <strong><mark>"Perché io?"</mark></strong> (che farà da colonna portante a <em>I sommersi e i salvati</em>, forse il suo libro più importante) lo condusse ad una forte depressione. Lo scrittore sentiva, inoltre, di aver ricevuto un <strong>"dono avvelenato"</strong>, ovvero quello di dover raccontare ciò che aveva vissuto, costringendolo a rivivere continuamente la sua sofferenza. Infine, un recente intervento alla prostata lo aveva costretto ad interrompere i farmaci antidepressivi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 16:35:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuliacampora08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Della depressione Primo Levi aveva dato una descrizione precisa in un racconto degli anni Sessanta,&nbsp;"<strong>Verso occidente"</strong>: «Quel buco. Quel vuoto. Quel <strong>sentirsi</strong> <strong><mark>inutili</mark></strong>, con tutto inutile intorno, annegati in un mare di inutilità. <strong><mark>Soli</mark></strong> anche in mezzo a una folla: murati vivi in mezzo a tutti murati vivi».</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 16:35:42 UTC</pubDate>
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