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      <title>Daniele Manno by Manno Daniele</title>
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      <description>Corso di Cantiere</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-23 09:13:25 UTC</pubDate>
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         <title>Daniele Manno</title>
         <author>4acatmanno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Profilo studente<br>4A CAT - ITET "Girolamo Caruso"<br>E-mail istituzionale: 4acat.manno@gcaruso.edu.it</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-23 09:15:41 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div><strong>I DPI di protezione degli occhi devono proteggere da radiazioni ultraviolette,</strong> radiazioni ionizzanti  o raggi laser.<br>Le visiere e gli schermi facciali devono essere leggeri, assicurare buona visibilità, non creare disturbi alla visuale  ed essere facilmente pulibili.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:00:58 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Negli occhiali a tenuta di gas la montatura deve aderire perfettamente alla pelle per non lasciare spazio al passaggio dei vapori. <br>Negli occhiali di protezione dalle schegge la montatura deve essere  estesa per distribuire le sollecitazioni sul viso in modo uniforme; nel caso in cui ci sia il rischio di schegge anche ai lati del viso occorrono schermi laterali (in plastica o rete metallica).<br>In presenza di un rischio da radiazioni attiniche (radiazioni elettromagnetiche, specialmente quelle ultraviolette che creano anche un’azione chimica), ad es. nelle saldature ad arco elettrico, si devono prevedere lenti e schermi in materiale inattinico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:02:19 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>La montatura degli occhiali deve essere funzionale e il materiale utilizzato deve essere <strong>ininfiammabile</strong>, resistente agli urti e alla c<strong>orrosione </strong>e tale da non provocare irritazione a contatto con la pelle. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:03:32 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Nella valutazione dei rischi occorre distinguere fra protezione del volto e protezione della vista perché, soprattutto nei cantieri, solo alcune mansioni (come la saldatura) possono provocare danni di tipo “ottico”, mentre moltissimi pericoli sono di natura “fisica” e derivano dalla proiezione di polveri, lapilli, sassi e schegge. <br>Gli agenti di rischio che possono provocare danni al volto e agli occhi sono principalmente: <br>- meccanici (schegge, aria compressa, urti, ecc.);<br>- ottici (raggi infrarossi, laser, luce intensa, raggi UV, ecc.);<br>- termici (gas, liquidi o solidi caldi);<br>- chimici (gas, liquidi, ecc.).</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:04:55 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>In base alle caratteristiche meccaniche, i DPI di protezione del volto e della vista si distinguono in:<br>- occhiali di protezione da polveri o liquidi, a intelaiatura leggera (abbinabile a quelli da vista) oppure a mascherina, cioè quasi stagni, quando la sostanza è più pervasiva; <br>- occhiali di protezione da schegge, con protezione laterale o a mascherina;<br>- schermi per saldatori, costruiti con materiale diverso a seconda che sia presente il rischio di schizzi di materiale incandescente e in relazione al tipo di saldatura da eseguire (ossiacetilenica o elettrica);<br>- visiere, di materiale plastico o metalliche, per proteggere da schegge, fiamme, ecc.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:06:38 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Gli elmetti sono realizzati in modo da assorbire <strong>l’energia d’urto </strong>distruggendosi totalmente o in parte. A volte, si crea solo un danno parziale (piccole crepe non immediatamente visibili) quindi, in caso di incidente con forte impatto, è consigliabile sostituirli.<br>La durata degli elmetti non è predefinita e dipende dalle <strong>condizioni d’uso e dal materiale che costituisce la calotta.</strong><br>Normalmente quelli in materiale termoplastico (polietilene) durano almeno 3 anni, mentre quelli in materiale duroplastico (policarbonato) vengono garantiti per tempi più lunghi (circa 5 anni). <br>Chi li acquista deve archiviare la <strong>scheda del produttore e numerare o indicare sull’elmetto</strong> <strong>a quale ordine si riferisce</strong>, così da poter valutare quando sostituirlo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:08:10 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni elmetto o copricapo deve avere marcatura CE e riportare le seguenti informazioni:<br>- numero della norma di riferimento;<br>- nome o marchio di identificazione del fabbricante;<br>- anno e trimestre di fabbricazione;<br>- modello dell’elmetto, sulla calotta e sulla bardatura;<br>- taglia o gamma di taglie (in cm), sulla calotta e sulla bardatura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:09:07 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>L’elmetto è composto di tre parti fondamentali:<br><br>- un guscio rigido esterno, che resiste agli urti, li devia e<br>ripartisce l’impatto su un’area più ampia;<br><br>- le bordature e nervature, che agiscono da ammortizzatore contro gli urti;<br><br>- una bardatura interna, regolabile, che serve ad adattare meglio il casco alla testa e a distribuire ulteriormente le sollecitazioni in caso di impatto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:24:19 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra gli elementi più specifici dell’elmetto si ricordano:<br>- <strong>esternamente: la falda</strong> o la visiera (che fanno da schermatura a pioggia e sole);<br>- <strong>internamente: la cuffia</strong> (che si adatta alla testa), il sottogola (cioè il cinturino da allacciare sotto il mento) e il sottonuca (il cinturino posto dietro, tra il collo e la testa), sagomati in modo da favorire la stabilità dell’elmetto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:30:04 UTC</pubDate>
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         <author>4acatmanno</author>
         <link>https://padlet.com/4acatmanno/nv1htk6b0mxjgrrt/wish/555749780</link>
         <description><![CDATA[<div>Le caratteristiche tecniche del casco dipendono inoltre dal tipo di protezione extra che deve offrire:<br>- <strong>se protegge anche da sostanze corrosive</strong> deve possedere buoni requisiti di resistenza chimica;<br>- <strong>se può essere usato anche in prossimità di elementi sotto tensione</strong>, deve risultare dielettrico.<br><br>Gli elmetti possono poi disporre di <strong>sistemi di aggancio</strong> interno per l’inserimento di fasce per la t<strong>raspirazione</strong> (che servono ad assorbire il sudore dalla fronte e sono facilmente sostituibili) e vengono spesso integrati con altri dispositivi destinati a proteggere l’udito (cuffie antirumore) e gli occhi (visiere), per favorirne l’adozione e l’utilizzo integrato</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:33:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>4acatmanno</author>
         <link>https://padlet.com/4acatmanno/nv1htk6b0mxjgrrt/wish/555751507</link>
         <description><![CDATA[<div>In generale gli elmetti devono comunque avere:<br><del>-</del><strong> resistenza meccanica </strong>(agli urti e alla perforazione);<br>- <strong>resistenza agli agenti atmosferici</strong>;<br>- <strong>non infiammabilità</strong>;<br>-<strong> facilità di pulizia</strong> e la parte a contatto con la pelle non deve provocare irritazioni;<br>-<strong> leggerezza</strong>: &lt; 425 g (elmetti con visiera), &lt; 475 g (elmetti con falda anulare) e &lt; 550 g (elmetti speciali).<br><br>Le cuffie sono copricapi semplici, usati anche sotto gli elmetti, generalmente per: <br>- <strong>ridurre la frizione dell’elmetto</strong>;<br>- <strong>riscaldare</strong>;<br>- avvolgere i capelli, proteggendoli da incastro con organi in movimento, bruciatura da fiamme o lapilli, insudiciamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:34:04 UTC</pubDate>
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         <title>DPI per la protezione del capo</title>
         <author>4acatmanno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli elmetti (considerati DPI di categoria I) si dividono in tre principali sottotipologie “multi rischio” in quanto, essendo diversi i campi di applicazione, rispondono a requisiti meccanici (e a norme) diverse:<br>- elmetti di protezione per Vigili del fuoco (UNI EN 443): proteggono la testa sia da urti sia dal calore eccessivo;<br>- elmetti di protezione per l’industria (UNI EN 397): difendono la testa da oggetti in caduta;<br>- elmetti anticapocciata (Pr EN 812): detti anche “copricapo antiurto”, proteggono da urti contro un oggetto duro e immobile, in grado di causare lacerazioni o altre ferite superficiali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:35:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>4acatmanno</author>
         <link>https://padlet.com/4acatmanno/nv1htk6b0mxjgrrt/wish/555758397</link>
         <description><![CDATA[<div>La testa è una delle parti del corpo <strong>potenzialmente più soggette agli urti</strong>. In cantiere, infatti, oltre al rischio frequente di incorrere in ostacoli e di battervi la testa, perché gli spazi sono spesso <strong>angusti e mal illuminati</strong>, i lavoratori possono essere colpiti da oggetti e materiali che cadono dall’alto (da ponteggi, dalla gru, negli scavi, ecc.).<br>lavoratori in cantiere quasi sempre tutti,devono essere provvisti di<strong> copricapo</strong><br><strong>appropriati,</strong> cioè elmetti (o caschi),che devono essere realizzati preferibilmente con materiali leggeri per non intralciare il lavoro o affaticare chi li indossa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 19:37:12 UTC</pubDate>
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         <title>DPI TESTA E OCCHI</title>
         <author>4acatmanno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Argomento principale</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 08:48:01 UTC</pubDate>
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         <title>Proteggere occhi</title>
         <author>4acatmanno</author>
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         <pubDate>2020-05-15 17:13:29 UTC</pubDate>
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         <title>Proteggere testa</title>
         <author>4acatmanno</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-15 17:14:33 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione dispositivi di protezione individuale (DPI)</title>
         <author>4acatmanno</author>
         <link>https://padlet.com/4acatmanno/nv1htk6b0mxjgrrt/wish/586447252</link>
         <description><![CDATA[<div>I DPI sono tutte quelle attrezzature o strumentazioni destinate a essere indossate o comunque portare appresso dal lavoratore <strong>al fine di proteggerlo dai rischi che le mansioni svolte dalla sua attività comportano. </strong>Questo concetto è espresso in modo chiaro da Testo Unico sulla Salute e <strong>Sicurezza sul Lavoro il D.lgs 81/08 </strong>che all’art. 74 comma 1, riporta: <em>qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.<br></em><br></div><div><strong>DPI, quando vanno usati? </strong><br> In sostanza i DPI vanno usati  se nel luogo di lavoro non è possibile adottare misure di sicurezza più efficaci nel prevenire il grado del rischio. L’utilizzo dei DPI è quindi subordinata alla preventiva valutazione dei rischi e quindi all’impossibilità di adottare misure congrue. Il datore di lavoro ha l’obbligo di scegliere quelli da lui ritenuti più opportuni e adatti alla tutela e salute dei suoi collaboratori, oltre che per se stesso naturalmente.<br><br></div><div><strong>Requisiti minimi ed etichettatura dei DPI</strong><br> Un dispositivo di protezione individuale deve rispondere perfettamente ai test e rientrare negli <strong>standard previsti dalla normativa europea</strong> in fatto di collaudo delle strumentazioni da lavoro. Anche l’etichettatura relativa a tali dispositivi deve essere completa e non può mancare di queste informazioni: nome del produttore, codice prodotto, certificazione (marchio CE), classe di protezione norma EN di riferimento.<br> Inoltre tutti i DPI devono essere accompagnati dalla nota informativa d’uso, istruzioni per il deposito dello strumento, modo d’uso,  pulizia e manutenzione, data di scadenza.<br><br></div><div><strong>Le categorie dei Dispositivi Protezione Individuale</strong><br> I DPI sono suddivisi in tre grandi categorie, di prima, seconda o terza:<br><br></div><ol><li><strong>Prima Categoria:</strong><br> Sono quei dispositivi pensati per proteggere i lavoratori che volgano mansioni dal rischio minimo. E’ facoltà del lavoratore definire il livello di protezione necessario, come ad esempio la scelta di guanti da lavoro piuttosto che da giardinaggio o gli occhiali da sole.<br> Le attrezzature assegnate a questa categoria devono essere corredate di una semplice dichiarazione di conformità da parte del produttore e siglate con una marcatura CE. </li><li><strong>Seconda Categoria</strong><br> Fanno parte di questa categoria i dispositivi di protezione individuale che, banalmente, non appartengono né alla prima né alla terza categoria.<br> Per tale categoria è previsto che fabbricante sottoponga a verifica, all’Organismo Notificato, una copia conforme all’originale del DPI prodotto, sarà quindi l’Organismo Notificato a rilasciare un attestato di certificazione CE con il quale, a sua volta, il produttore marchierà lo strumento e completerà la dotazione con la relativa nota informativa d’uso. </li><li><strong>Terza Categoria</strong><br> I DPI appartenenti a questa categoria sono anche<strong> noti come salvavita</strong>, infatti sono quegli strumenti atti a proteggere da rischi mortali,  anche a lungo termine come per esempio l’esposizione all’amianto. Fra questi dispositivi rientrano quelli pensati e costruiti per proteggere le vie respiratorie (FFPP 1, 2 o 3) <strong>e quelli anticaduta.</strong></li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-21 07:29:56 UTC</pubDate>
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