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      <title>Il passero solitario - G. Leopardi by Giorgio Guglielmi</title>
      <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-22 16:59:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giorgioguglielmi</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx/wish/469835992</link>
         <description><![CDATA[<div>D'in su la vetta della torre antica,<br>Passero solitario, alla campagna<br>Cantando vai finchè non more il giorno;<br>Ed erra l'armonia per questa valle.<br>Primavera dintorno<br>Brilla nell'aria, e per li campi esulta,<br>Sì ch'a mirarla intenerisce il core.<br>Odi greggi belar, muggire armenti;<br>Gli altri augelli contenti, a gara insieme<br>Per lo libero ciel fan mille giri,<br>Pur festeggiando il lor tempo migliore:<br>Tu pensoso in disparte il tutto miri;<br>Non compagni, non voli,<br>Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;<br>Canti, e così trapassi<br>Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.<br><br>Oimè, quanto somiglia<br>Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,<br>Della novella età dolce famiglia,<br>E te german di giovinezza, amore,<br>Sospiro acerbo de' provetti giorni<br>Non curo, io non so come; anzi da loro<br>Quasi fuggo lontano;<br>Quasi romito, e strano<br>Al mio loco natio,<br>Passo del viver mio la primavera.<br>Questo giorno ch'omai cede alla sera,<br>Festeggiar si costuma al nostro borgo.<br>Odi per lo sereno un suon di squilla,<br>Odi spesso un tonar di ferree canne,<br>Che rimbomba lontan di villa in villa.<br>Tutta vestita a festa<br>La gioventù del loco<br>Lascia le case, e per le vie si spande;<br>E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.<br>Io solitario in questa<br>Rimota parte alla campagna uscendo,<br>Ogni diletto e gioco<br>Indugio in altro tempo: e intanto il guardo<br>Steso nell'aria aprica<br>Mi fere il Sol che tra lontani monti,<br>Dopo il giorno sereno,<br>Cadendo si dilegua, e par che dica<br>Che la beata gioventù vien meno.<br><br>Tu, solingo augellin, venuto a sera<br>Del viver che daranno a te le stelle,<br>Certo del tuo costume<br>Non ti dorrai; che di natura è frutto<br>Ogni vostra vaghezza.<br>A me, se di vecchiezza<br>La detestata soglia<br>Evitar non impetro,<br>Quando muti questi occhi all'altrui core,<br>E lor fia voto il mondo, e il dì futuro<br>Del dì presente più noioso e tetro,<br>Che parrà di tal voglia?<br>Che di quest'anni miei? che di me stesso?<br>Ahi pentirommi, e spesso,<br>Ma sconsolato, volgerommi indietro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:01:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giorgioguglielmi</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx/wish/469836926</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Anche se, nell’edizione dei </strong><strong><em>Canti</em></strong><strong> del 1835, è collocato prima dell’</strong><strong><em>Infinito</em></strong>, come prologo agli idilli, si hanno molte ragioni per credere che questo componimento sia stato scritto nel 1829, nella stagione dei cosiddetti “grandi idilli”, anche se abbiamo un appunto del 1819, in cui “passero solitario” si trova in elenco di possibili argomenti di idilli. La collocazione incipitaria è dovuta al fatto che la poesia presenta un tema tipico delle opere giovanili: il contrasto tra il reale e ciò che si desidera. Tuttavia, la forma metrica e stilistica è quella degli idilli pisano-recanatesi dl 1828-30.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:02:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giorgioguglielmi</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx/wish/469838216</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tutta la poesia </strong><strong><em>Il passero solitario</em></strong><strong> è costruita su una similitudine tra il</strong> comportamento del passero e quello del poeta: come il passero trascorre solitario la primavera, spandendo il suo canto per la campagna, cosi <em>Leopardi</em> trascorre, solo, incompreso e sentendosi estraneo nel suo luogo natale, la giovinezza. Ma il passero non avrà rimpianti, perché ha vissuto secondo natura, mentre il poeta sente che, se giungerà alla vecchiaia, rimpiangerà le gioie di cui non ha goduto. Anche la struttura della poesia è simmetrica: la prima strofa è dedicata al passero e alle sue abitudini di vita, la seconda al poeta, la cui condizione è assimilabile a quella del passero, mentre la terza svolge il confronto, opponendo la vecchiaia di entrambi: infatti, se per l’uccellino la vecchiaia è solo la parte finale della vita che il destino gli ha concesso, per il poeta, invece, è una “detestata soglia”, fonte di pentimenti e rimpianti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:03:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giorgioguglielmi</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx/wish/469839518</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Si tratta di una lirica che nasce dalle più profonde contraddizioni </strong>(pessimismo vs gioia di vivere, vecchiaia vs giovinezza, dolore e rifiuto della vita vs amore per l’esistenza, folla vs solitudine / (“ tutta vestita a festa/ la gioventù del loco” al v. 32 e, di contro, “Io solitario” al v. 36). Il tema principale, che è quello della lacerazione tra la gioia di vivere e l’angoscia generata dalla riflessione sulla realtà, si articola principalmente proprio attraverso il contrasto tra la vecchiaia , vissuta come “detestata soglia” (v. 51) ed il rimpianto della giovinezza, considerata “il tempo migliore” (v. 11) e come tale associata alla primavera ( “dell’anno e di tua vita il più bel fiore”, v. 16). Al rimpianto si aggiunge la nostalgia del tempo perduto, di una vita straordinariamente ricca di emozioni lasciate, non vissute e quindi rimpiante: “ Ogni diletto e gioco/Indugio in altro tempo” (vv. 38-39).</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:04:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giorgioguglielmi</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx/wish/469840368</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Leopardi</em></strong><strong>, in questo suo efficace autoritratto giovanile, non attribuisce</strong> la sua infelicità alla natura o alla società, ma alla sua insicurezza e al suo senso di impotenza che gli impedivano di rapportarsi con gli altri e di partecipare alle gioie della vita. La giovinezza non è vista attraverso il filtro del ricordo, come in altri idilli, ma rivissuta (si noti l’uso dell’indicativo presente) come se fosse ancora attuale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:05:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giorgioguglielmi</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioguglielmi/nukaqaxdmyx/wish/469841350</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Anche in questo componimento sono molte le immagini “vaghe e indefinite”</strong>tanto care a Leopardi, perché permettono di evocare vastità e lontananze che stimolano l’immaginazione: i complementi di luogo indeterminati “alla campagna” e “per lo seren”, la “torre antica” (“l’antico produce l’idea di un tempo indeterminato dove l’anima si perde” leggiamo nello <em>Zibaldone</em>), il passero “solitario”, la campagna “rimota”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:06:06 UTC</pubDate>
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