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      <title>Le onde eletromagnetiche  by Alessio Crovetto</title>
      <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove</link>
      <description>Alessio Crovetto</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-01-30 15:45:25 UTC</pubDate>
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         <title>le onde elettromagnetiche </title>
         <author>acrovetto14</author>
         <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove/wish/325927589</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L'onda elettromagnetica è una perturbazione di natura simultaneamente elettrica e magnetica che si propaga nello spazio e che può trasportare energia da un punto all'altro. Tale perturbazione è costituita dalla vibrazione simultanea di due enti immateriali detti campo elettrico e magnetico attorno alla loro posizione di equilibrio (che corrisponde all'assenza di perturbazione). </div><div>Questa definizione nasconde, dietro la sua apparente astrusità, un ente fisico, in realtà, estremamente familiare della cui presenza facciamo continua esperienza nella vita di tutti i giorni. Sono onde elettromagnetiche<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-30 16:55:53 UTC</pubDate>
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         <title>onde radio </title>
         <author>acrovetto14</author>
         <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove/wish/329262294</link>
         <description><![CDATA[<div>Le onde radio o radioonde, in fisica, sono radiazioni elettromagnetiche, appartenenti allo spettro elettromagnetico, nella banda di frequenza compresa tra 0 e 300 GHz, ovvero con lunghezza d'onda maggiore di 1 mm.<br>le loro caratteristiche  sono:<br> limite di frequenza <em>f</em> inferiore è necessariamente asintotico al valore nullo poiché per definizione non possono esistere onde elettromagnetiche senza variazione di campo (cioè a frequenza zero). Ragionando in termini di lunghezza d'onda λ=c/f sono invece possibili infiniti valori continui asintoticamente tendenti ad infinito. </div><div>La quantità di informazione che può essere trasportata da un segnale radio (vedi modulazione) è proporzionale alla sua frequenza; per questo le frequenze minime usate nella radiotecnica per trasmettere la voce partono da qualche decina di kilohertz. </div><div>Sebbene questa regione dello spettro elettromagnetico sia di piccole dimensioni rispetto alle altre (ultravioletto, infrarosso, Raggi X ecc) è storicamente la più utilizzata nelle telecomunicazioni per le radiocomunicazioni. Questo è avvenuto principalmente perché le onde di bassa frequenza sono facilmente generabili </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 15:59:50 UTC</pubDate>
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         <title>Guglielmo Marconi</title>
         <author>acrovetto14</author>
         <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove/wish/329267959</link>
         <description><![CDATA[<div>Guglielmo Giovanni Maria Marconi (Bologna, 25 aprile 1874 – Roma, 20 luglio 19 37) è stato un fisico, inventore, imprenditore e politico italiano. </div><div>A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di comunicazione con la telegrafia senza fili via onde radio o radiotelegrafo che ottenne notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili, che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909. <strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 16:10:08 UTC</pubDate>
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         <title>La radio</title>
         <author>acrovetto14</author>
         <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove/wish/329272112</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La radio è l'apparecchio elettronico che permette di trasmettere e/o ricevere onde radio. In particolare, se è in grado solo di trasmettere è chiamato radiotrasmettitore o radiotrasmittente, se è in grado solo di ricevere è chiamato radioricevitore o radioricevente (nelle apparecchiature HiFi si usa solitamente il termine sintonizzatore o tuner), se è in grado sia di ricevere che di trasmettere è chiamato ricetrasmettitore o ricetrasmittente. <br>Il funzionamento di un apparecchio radio consiste nel ricevere un segnale radio di frequenza prestabilita (il canale) e questo avviene con la sinto<em>nia</em>. Quindi il segnale inserito nell'onda elettromagnetica in fase di trasmissione (modulazione) deve essere estratto per mezzo della <em>rivelazione</em> per essere destinato all'uso finale, per esempio emesso come suono da un altoparlante. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 16:17:16 UTC</pubDate>
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         <title>nella guerra</title>
         <author>acrovetto14</author>
         <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove/wish/329280066</link>
         <description><![CDATA[<div>La Prima Guerra Mondiale è stato il primo evento bellico della storia dell’umanità durante il quale si sono usate le onde radio come mezzo di comunicazione. Mentre nelle epoche precedenti le informazioni erano state comunicate tramite corrieri, bandiere segnaletiche, piccioni viaggiatori, segnali di fumo e altri metodi, i soldati della prima guerra mondiale potevano contare su un sistema di comunicazione del tutto innovativo, molto più affidabile e, cosa più importante, praticamente istantaneo. <br>La radio era da poco stata inventata e una prima, triste, dimostrazione della sua utilità la si era avuta nella catastrofe del Titanic, nel 1912. Grazie al segnale di S.O.S inviato dal radio telegrafista dopo l’impatto con l’iceberg, una nave era riuscita a raggiungere e mettere in salvo 712 persone. Il mondo intero si era dunque accorto delle grandi potenzialità di questo nuovo mezzo di comunicazione e i reparti militari dei vari Stati partecipanti al conflitto cercarono di dotarsi degli strumenti più all’avanguardia. La radiotelegrafia (ancora non erano molto diffusi gli apparecchi per la trasmissione di suoni e parole) ebbe quindi il suo primo impiego in massa. Divenne necessario addestrare parecchi addetti, impiegati prevalentemente nel mantenere collegamenti tra il fronte e le retrovie. Si formò così un primo gruppo di radioamatori che conservarono e utilizzarono il nuovo bagaglio culturale anche nella successiva vita civile. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 16:30:26 UTC</pubDate>
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         <title>conclusione</title>
         <author>acrovetto14</author>
         <link>https://padlet.com/acrovetto14/nscb5ep1oove/wish/331776996</link>
         <description><![CDATA[<div>LA RADIO OGGI:<br>la <em>radio digitale</em> in Italia non ha certo riscosso un grande interesse, ma le cause di questo insuccesso sono alla luce del sole. Innanzitutto il numero dei ricevitori lanciati sul mercato è sempre stato piuttosto basso, in secondo luogo non si può certo affermare che l'offerta delle radio italiane sia stata "ricca": in fin dei conti le radio nazionali si possono ascoltare pure con una radiolina trovata nelle patatine, e il "valore aggiunto" del DAB si fermava ad una migliore qualità di ricezione del segnale. Decisamente troppo poco affinché il gioco valesse la candela. Tanto è vero che nel Regno Unito il DAB ha preso piede solo quando i gruppi radiofonici hanno investito sulla tecnologia digitale lanciando contenuti e canali esclusivi. Contenuti aggiuntivi e personalizzabili, questo sarà quindi il futuro della radio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-15 15:41:55 UTC</pubDate>
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