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      <title>SHOAH 2025 by </title>
      <link>https://padlet.com/emmapopavil/nr6zsay4bazp0sv3</link>
      <description>Padlet per ricostruire e conoscere la vita di Liliana Segre, Primo Levi e Giorgio Perlasca.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-01-23 07:22:53 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-02-06 22:20:37 UTC</lastBuildDate>
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         <title>La vita di Liliana Segre</title>
         <author>emmapopavil</author>
         <link>https://padlet.com/emmapopavil/nr6zsay4bazp0sv3/wish/3301539518</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Liliana Segre</strong> è nata a Milano nel 1930.E' orfana di madre fin dall'età di un anno. Nel 1938 fu costretta ad abbandonare la scuola primaria, a causa delle <strong>leggi razziali fasciste</strong>. Nel 1944 fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, con il padre e i nonni paterni. Nel campo perse la sua <strong>famiglia</strong>. Le venne tatuato il numero di matricola 75190 e fu impiegata nei lavori forzati nella fabbrica di munizioni di Union. Venne liberata dall'Armata Rossa nel 1945. Dal 1990 ha iniziato a divulgare la sua esperienza da<strong> sopravvissuta</strong>, partecipando a molti incontri con gli studenti e andando a convegni di ogni tipo. Nel 2008 si è laureata in giurisprudenza dall'università di Studi di  Trieste e nel 2010 ha ricevuto la laurea in Scienze Pedagogiche dall'università degli Studi di Verona. Nel 2018 è stata nominata <strong>senatrice a vita</strong> dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, per aver rappresentato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 08:15:59 UTC</pubDate>
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         <title>Liliana Segre e le sue idee</title>
         <author>emmapopavil</author>
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         <description><![CDATA[<p>Liliana Segre nelle sue <strong>interviste</strong> testimonia ciò che ha vissuto, ricordando tutte le<strong> vittime</strong> della Shoah e di tutti i genocidi, le vittime della mafia, le vittime della tratta umana. Durante le interviste esprime la sua opinione riguardo l'<strong>indifferenza</strong>. Per lei essa è violenza: "L'indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore. L'indifferente è <strong>complice</strong>." Liliana Segre paragona le leggi razziali al gioco del bambino invisibile in quanto in entrambi i casi il soggetto preso di mira viene considerato invisibile dalla persone che lo circondano. Liliana Segre ci insegna ad <strong>amare </strong>la vita nonostante tutto, ad <strong>amare</strong> il prossimo e a non cedere mai all'odio e alla vendetta.</p><p><br></p><p>video di una sua intervista: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.youtube.com/watch?v=HUPv3ZHCdRE">https://www.youtube.com/watch?v=HUPv3ZHCdRE</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 19:29:35 UTC</pubDate>
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         <title>La vita di Primo Levi</title>
         <author>emmapopavil</author>
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         <description><![CDATA[<p>Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919. I suoi genitori sono ebrei piemontesi, sposati nel 1918. Nel 1921 nasce sua sorella Anna Maria Levi, che morirà il 26 giugno 2013. Nel 1934 si iscrive al ginnasio-liceo Massimo d'Azeglio. Nel 1937 si iscrive alla facoltà di Scienze per seguire il corso di laurea in <strong>Chimica</strong>. Si laurea con la lode il luglio del 1941. Negli anni del liceo inizia a compiere gite in montagna e successivamente questa abitudine diventa anche pratica dell'alpinismo. Nella data 8/9/1943 lascia Milano per entrare a far parte di una banda partigiana che stava costituendosi a Val d'Aosta. Il 13/12/1943 lo arrestano per le malizie fasciste con altri compagni nei presi di Saint-Vincent. Al momento dell'arresto si dichiara ebreo, alla fine del gennaio del 1944 viene traferito nel campo di concentramento di <strong>Carpi-Fossol</strong>i. Il 22 febbraio parti verso il campo di sterminio di Auschwitz, in Polonia. Riesce a sopravvivere fino al 27/1/1945, quando i soldati sovietici entrano nel campo. Una volta tornato a Torino scrive subito un libro intitolato "Se questo è un uomo", il quale testimonia la condizione non umana subita ad <strong>Auschwitz</strong>. Pochi giorni prima che i Tedeschi, incalzati ormai dalle truppe dell'Armata rossa, abbandonino il campo Primo Levi si ammalò, ed è anche questa una circostanza in qualche modo fortunata perché riesce a evitare di essere portato via con una marcia forzata durante la quale muoiono quasi tutti i ventimila evacuati. Primo Levi scrive tanti <strong>libri </strong>riguardo la vita in guerra. Primo Levi viene trovato morto l'11 aprile 1987, a seguito di una caduta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:14:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emmapopavil</author>
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         <description><![CDATA[<p>Giorgio Perlasca nasce a Como il 31 gennaio 1910. Negli anni venti aderisce al fascismo. Poi parte come volontario per l'Africa Orientale e poi per la Spagna, dove combatte a fianco del generale Franco. Una volta tornato in Italia, al termine della guerra civile spagnola, prende le distanze dalle scelte di Mussolini di allearsi con la Germania e di promulgare le leggi razziali. Diventa <strong>anti-fascista</strong>. Quando scoppia la seconda guerra mondiale è inviato come incaricato d'affari nei paesi dell'Est con lo status diplomatico. L'Armistizio tra l'Italia e gli alleati lo coglie a Budapest. Rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana ed è quindi internato per alcuni mesi in un castello riservato ai diplomatici. Nell'ottobre del 1944 iniziano le persecuzioni sistematiche, la violenza e le deportazioni. Perlasca, con uno stratagemma, sfugge al controllo sugli internati e si nasconde prima presso conoscenti, poi nell'Ambasciata spagnola. Qui inizia a collaborare con l'Ambasciatore Sanz Briz, il quale ha iniziato a rilasciare i salvacondotti per proteggere i cittadini ungheresi di religione ebraica. A fine novembre Sanz Briz deve lasciare l’Ungheria per non riconoscere il nuovo governo filo nazista di Szalasi. Perlasca si presenta come sostituto dell'Ambasciatore spagnolo e regge pressoché da solo l'Ambasciata, con il rischio di essere scoperto dai nazisti e pressato dalla necessità reperire i viveri per gli ebrei rifugiati nelle sue "case protette" lungo il Danubio. Riesce ad evitare la loro deportazione fino all'arrivo dell'Armata Rossa, salvandone 5218. Non racconta a <strong>nessuno</strong>, nemmeno in famiglia, la sua storia di <strong>coraggio, </strong>altruismo e solidarietà. Giorgio Perlasca muore il 15 agosto del 1992. È sepolto nel cimitero di Maserà, a pochi chilometri da Padova. Sulla sua lapide, a fianco delle date, ha voluto un'unica iscrizione <strong>“Giusto tra le Nazioni”,</strong> in ebraico.</p><p>La sua storia è stata raccontata da Enrico Deaglio nel libro <em>La banalità del bene</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:33:20 UTC</pubDate>
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         <title>I Giusti</title>
         <author>emmapopavil</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il termine<strong> Giusto </strong>è tratto dal passo del Telmud che afferma che <em>"chi salva una vita salva il mondo intero”</em>. E' stato applicato per la prima volta dallo Yad Vashem di Gerusalemme , in riferimento di tutti coloro che hanno salvato gli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa. I <strong>Giusti non sono né santi né eroi</strong>, ma persone comuni che in alcune situazione drastiche sono state capaci di andare a soccorso con coraggio. I Giusti <strong>salvano, accolgono, testimoniano</strong>, ed esprimono la propria umanità nel soccorso a un altro essere umano. Raccontare le loro storie è un modo per ricordare a ciascuno che ci si può sempre mettere in gioco e intervenire in difesa di un diritto fondamentale. I Giusti tra le Nazioni sono coloro che hanno agito in modo <strong>eroico </strong>durante la seconda guerra mondiale per salvare altre vite, senza alcun <strong>interesse personale</strong>, mettendo a <strong>rischio</strong> la propria vita. I Giusti di oggi sono coloro che accolgono i profughi, che soccorrono le vittime, che curano, che inviano cibo e aiuti, che danno una possibilità di pace, che smascherano l'inganno delle guerre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:43:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emmapopavil</author>
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         <description><![CDATA[<p>Secondo me è stato conferito un riconoscimento ufficiale a queste persone per valorizzare il coraggio che hanno avuto e ringraziare le persone che hanno rischiato la vita o che si sono direttamente sacrificati per gli altri; per ricordargli per non dimenticare la storia e far sì che essa non si ripeta di nuovo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:58:58 UTC</pubDate>
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         <title>Il discorso di Charlie Champlin</title>
         <author>emmapopavil</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il discorso di <strong>Charlie Chaplin </strong>mi ha colpito molto specialmente quando dice "Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo". Sono completamente d'accordo. Gli esseri umani dovrebbero essere uniti, invece la specie umana si sta <strong>autodistruggendo</strong> senza rendersene conto. La natura umana è egoista e a determinare le azioni dell'uomo sono soltanto l<strong>'istinto di sopravvivenza e la sopraffazione</strong>. L'essere umano si <strong>odia</strong>, si combatte. La storia è testimone di guerre sfruttamento e ingiustizie da uomini contro altri uomini: <em>"L’egoismo domina, l’empatia è spesso soffocata dalla convenienza, e la solidarietà diventa un’eccezione anziché la regola."</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 22:16:49 UTC</pubDate>
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