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      <title>Le minoranze discriminate di oggi by Davide Madeo</title>
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      <description>Un mondo non ancora eguale per tutti i popoli</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-07 19:49:17 UTC</pubDate>
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         <title>Ha ancora senso parlare oggi di una problematica di discriminazione etniche?</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/329529518</link>
         <description><![CDATA[<div>Purtroppo sì, a giudicare dalle drammatiche situazioni che continuano a persistere in ogni parte del mondo che coinvolgono minoranze etniche e religiose<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-09 21:03:23 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Yazidi</title>
         <author>davidemadeo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono da considerare una minoranza nella minoranza: infatti dal punto di vista etnico fanno parte del popolo Curdo, che è già una minoranza minacciata, ma si differenziano ulteriormente per la pratica di un proprio culto religioso, lo yazidismo. La religione monosteista che caratterizza questa minoranza ha origini antichissime, secondo alcuni storici addirittura precedenti all'ebraismo, ma venne riformata da Shaykh ʿAdī nell'XI secolo con un avvicinamento all'islamismo che però non la porterà mai alla fusione totale con esso. Questa minoranza, nel corso della sua storia, non ha mai avuto contatti facili con l'immenso mondo islamico da cui è stata circondata. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-09 21:18:24 UTC</pubDate>
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         <title>La Dichiarazione dei diritti</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/329850083</link>
         <description><![CDATA[<div>La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento sui diritti della persona adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. E' stata redatta per rispondere agli importanti danni subiti nella seconda guerra mondiale come : il genocidio degli ebrei e le numerose privazioni di libertà di diversi popoli. La Dichiarazione è un codice etico di importanza storica fondamentale : è stato infatti il primo documento a sancire , sulle basi del Bill of Rights , della dichiarazione d' indipendenza degli Stati Uniti d' America , ma sopratutto della dichiarazione dei diritti dell' uomo e dei cittadini , stesa durante la Rivoluzione francese, universalmente i diritti che spettano all' essere umano . La Dichiarazioe dei diritti umani stabilisce che: </div><div><br></div><div>art 1.Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.</div><div><br></div><div>art 2.Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.</div><div><br></div><div>art 5.Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.</div><div><br></div><div>art 19.Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.</div><div><br></div><div>Nonostante l' esistenza di un documento tanto importante , non tutti i popoli del mondo posonno godere di diritti che forse per noi , oggi , sono scontati. Proprio da qui nasce allora la riflessione della nostra classe</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 13:54:28 UTC</pubDate>
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         <title>I cristiani nei Paesi in cui sono minoranza</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/329856162</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo la World Watch List il numero di cristiani uccisi per ragioni di fede sale da 3.066 dello scorso anno a 4.305 del 2018 ciò significa che 1 cristiano ogni 9 subisce un livello alto di persecuzione a causa della propria fede. Su 150 paesi monitorati dalla ricerca, 73 hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema.. I cristiani devono affrontare :quotidiane minacce di morte, violenze, assassini, intimidazioni, pregiudizi e povertà. Nonchè numerosi attentati come: quelloalla cattedrale di jolo e la devastazione di una scuola cattolica da parte di alcuni estremisti indù . Estremamente preoccupanti sono le situazioni dei cristiani in Medio Oriente in particolare in Siria , nella Penisola Araba e nel Corno d’Africa.Il patrimonio storico e culturale delle comunità cristiane in Medio Oriente è stato quasi estirpato dalla furia jihadista dello Stato islamico. Molti sono stati uccisi, ridotti in schiavitù, perseguitati e convertiti a forza.I cristiani ,però, sono a rischio estinzione non solo per gli attentati e la persecuzione subita, ma perché molte famiglie sono costrette a emigrare all’estero, altre fanno pochi figli a causa delle difficoltà, mentre le donne cristiane che sposano uomini musulmani sono costrette ad allevare i figli nella religione islamica. Sempre,però , più frequenti le manifestazioni , le proteste e gli interventi di leader cattolici che mirano a salvaguardare la minoranza dei cristiani e fermare finalmente feramare l' allarme di "estinzione" cristiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 14:06:07 UTC</pubDate>
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         <title>Le tribù della foresta amazzonica </title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/329857861</link>
         <description><![CDATA[<div>Ci sono popolazioni che da millenni vivono nei meandri della più grande foresta tropicale del mondo in armonia con un ambiente completamente selvaggio e incontaminato, senza essere coinvolti in contatti con le comunità fuori dalla foresta e pertanto senza avere modo di evolversi in senso civile. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 14:09:09 UTC</pubDate>
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         <title>Gli effetti della globalizzazione </title>
         <author>davidemadeo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Oggi viviamo in un villaggio globale, in cui si riconosce sempre più universalmente il valore dell'uguaglianza fra tutti gli uomini nel pieno rispetto della diversità. Ciò dovrebbe porre fine alla lunga storia delle discriminazioni etniche e religiose, religiose, ma... </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 16:05:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sabinaanania12</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 17:04:44 UTC</pubDate>
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         <title>La persecuzione dell&#39;Isis</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/329994969</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 2014 il sedicente Stato Islamico, Islamico nella sua rapida espansione in Siria e in Iraq ha preso di mira, tra gli altri, gli Yazidi. Nella loro foga distruttrice di tutto ciò che viene considerato "infedele", gli jihadisti hanno nuociuto agli Yazidi:<br>- 5000 morti<br>- dai 5000 ai 7000 feriti<br>- 50000 in fuga dalla persecuzione</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 17:40:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 17:53:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330003967</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 17:55:49 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;avanzata dell&#39;uomo moderno</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330007913</link>
         <description><![CDATA[<div>Oggi però i contatti con questi esseri umani, che ci meravigliano per la loro ancestralità, stanno diventando sempre più frequenti, a causa del disboscamento intensivo e scellerato promosso apertamente dagli Stati che comprendono l'immensa foresta per evidenti motivi economici</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 18:02:08 UTC</pubDate>
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         <title>I Curdi </title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330021159</link>
         <description><![CDATA[<div>I Curdi (in curdo: کورد‎‎, Kurd) sono un gruppo etnico indoeuropeo che abita nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia. Tale territorio è compreso in parti degli attuali stati di Iran, Iraq, Siria, Turchia e in misura minore Armenia. L'area è a volte indicata col termine Kurdistan. Piccole comunità curde sono presenti anche in Libano, Giordania, Georgia, Azerbaigian, Afghanistan e Pakistan. Inoltre, un certo flusso migratorio si è diretto verso gli Stati Uniti d'America e l'Europa centro-settentrionale (Scandinavia e Germania).<br><br>Si stima che i curdi siano fra 20 e 30 milioni e che quindi costituiscano uno dei più grandi gruppi etnici privi di unità nazionale. Per oltre un secolo molti curdi hanno cercato di ottenere la creazione di uno stato indipendente o perlomeno autonomo, il cosiddetto "Kurdistan", con mezzi sia politici sia militari. Tuttavia i governi degli stati che ospitano un numero significativo di curdi si sono sempre opposti attivamente all'idea di uno stato curdo.<br><br>I curdi parlano numerosi dialetti (generalmente mutuamente comprensibili) della lingua curda, che fa parte del ramo iranico dei linguaggi indoeuropei, e da loro chiamata "Màda".[2]<br><br>Si ritiene che i curdi moderni discendano dagli abitanti dell'antico Regno di Corduene, noti anche come Carduchi, a loro volta discendenti dagli antichi Medi, con apporti di Sciti e Galati, di stirpe celtica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 18:25:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il polmone verde della Terra</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330024190</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 18:30:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330025619</link>
         <description><![CDATA[<div>Strettamente connesso al problema della discriminazione degli abitanti della foresta è quello del progressivo disboscamento di cui è vittima il loro habitat naturale</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 18:32:29 UTC</pubDate>
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         <title>I rischi connessi a ciò </title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330031860</link>
         <description><![CDATA[<div>Le nostre invadenze sono pesantemente dannose all'equilibrio a cui da secoli queste tribù erano abituate: infatti la nostra percezione comune, che vede l'uomo civilizzato in tutto e per tutto migliore rispetto a quello primitivo, ci porta inevitabilmente a un'atteggiamento di chiusa discriminazione. <br>Di conseguenza si ritiene inaccettabile che queste tribù vivano in una condizione ancora così primitiva e lontana dalle dinamiche attuali, così da imporre un processo di forzata civilizzazione a queste popolazione, un atto che forse il più abominevole tra tutti quelli commessi nella discriminazione delle minoranze, perché comporta certamente un profondo disorientamento psicofisico causato da un balzo troppo repentino: in pratica, pratica li costringiamo a un'evoluzione totalmente innaturale. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 18:43:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;Kurdistan&quot; </title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330044723</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 19:07:02 UTC</pubDate>
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         <title>I rohingya </title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330084049</link>
         <description><![CDATA[<div>I rohingya, minoranza musulmana nel mirino dei buddisti<br>Non hanno cittadinanza nè diritti. Stranieri nella loro terra, rifugiati senza identità nel resto del mondo. È la condizione drammatica dei rohingya, la minoranza musulmana della Birmania (oggi Myanmar), Paese a maggioranza buddista. Per l’Onu si tratta della minoranza più perseguitata al mondo.<br>Guardati con sospetto perchè musulmani in terra buddista, i rohingya sono stati costretti a vivere per anni in uno stato di apartheid. Una condizione in cui si trovano ancora oggi circa 1 milione e 300 mila rohingya che vivono soprattutto nel Rakhine, una regione sul golfo del Bengala che confina a Nord con il Bangladesh. Inoltre ai rohingya è stato vietato di avere più di due figli.<br>L’esodo dei roinghya verso il Bangladesh è iniziato proprio nel 1978. Attualmente almeno in 100 mila vivono nei campi profughi e nei ghetti del Bangladesh e della Thailandia.<br>Durante il viaggio, in molti sono finiti nelle mani di trafficanti che chiedevano alle famiglie di versare riscatti molto onerosi. Altre volte i barconi diretti nei Paesi vicini sono stati spinti in mare aperto e abbandonati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 20:22:03 UTC</pubDate>
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         <title>Gli uiguri </title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330086649</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli uiguri, il popolo che la Cina vuole cancellare<br>«Entro in un negozio, a Pechino e la commessa mi guarda male. Voglio provare un vestito, mi ferma e mi dice: “Sei uigura, esci”». È il racconto di un'italiana, in viaggio-studio a Pechino. Lei, come gli uiguri, ha un colorito olivastro e un corpo abbastanza formoso.<br>Le è stato intimato di uscire dal negozio in quanto gli uiguri sono cittadini di serie B, considerati parte di un’etnia inferiore rispetto alla maggioritaria etnia han. Per questo vanno tenuti alla larga affinchè non “contaminino” il resto del popolo cinese.<br>La rivoluzione del 1949 poggia su alcuni pilastri tra cui il ruolo preponderante del partito comunista, l’eliminazione dei culti religiosi presenti sul territorio e, appunto, la centralità dell’etnia han.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 20:27:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330095666</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 20:50:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330096747</link>
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         <pubDate>2019-02-11 20:53:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davidemadeo</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:14:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davidemadeo</author>
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         <pubDate>2019-02-11 21:21:24 UTC</pubDate>
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         <title>Il piano di sommersione etnica</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330108569</link>
         <description><![CDATA[<div>Un nazionalismo mosso dal desiderio di inglobare territori come il Tibet e lo Xinjiang, ricco di importanti giacimenti di combustibili fossili. È qui che risiedono da secoli gli uiguri, gruppo etnico turcofono di circa 10 milioni di persone che professano la fede musulmana sunnita.</div><div>Dal 1949 in poi, mentre il Paese si incamminava verso uno sviluppo economico senza precedenti, il centralismo di Pechino inglobava le tante etnie presenti in Cina per creare un popolo cinese che seguisse l’unica fede possibile, quella comunista.</div><div>In linea con i dettami del partito, dagli Anni 50 del secolo scorso è stato portato avanti un vero e proprio programma di “sommersione etnica”: i cinesi han sono stati trasferiti nei territori a maggioranza uigura per cancellare la loro identità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:27:57 UTC</pubDate>
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         <title>Gli afroamericani </title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330108570</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli froamericani, Americani di origine africana che condividono l’eredità storica della deportazione in schiavitù. Nell’America centro-meridionale gli schiavi neri arrivarono poco dopo la scoperta del continente, portati per sostituire nel lavoro le popolazioni indigene.  Con l’abolizione della schiavitù (19° sec.) s’integrarono nei Paesi in cui erano disseminati. Non furono mai discriminati dal punto di vista dei diritti civili, anche se rimasero lo strato più povero della popolazione. Oggi si trovano anche in Argentina, Uruguay e nelle regioni andine. Nelle colonie inglesi del Nord America i primi schiavi giunsero attorno al 1620. La domanda di manodopera nelle piantagioni favorì l’accrescimento del numero degli schiavi provenienti dalle coste occidentali dell’Africa. Alla vigilia della guerra d’indipendenza la popolazione nera contava circa 500.000 individui. Poi il clima politico e la crisi del tabacco fecero intravedere l’estinzione dello schiavismo, ma lo sviluppo della coltura del cotone nel Sud diede nuovo impulso al fenomeno che si estese rapidamente verso Sud portando a un cospicuo aumento del numero degli schiavi. Scoppiata la guerra di Secessione, il presidente Lincoln decretò l’emancipazione nei territori confederati (1° gennaio 1863) per facilitare l’arruolamento degli schiavi fuggitivi. L’abolizione totale fu invece sancita nel 1865, ma le speranze dei neri di un rapido inserimento nella società furono deluse. I grandi proprietari terrieri riacquistarono il potere nel Sud e impedirono, con la violenza o attraverso capziosi provvedimenti legislativi, il godimento dei diritti politici. Fu imposta la segregazione nelle scuole e sui mezzi pubblici, mentre veniva diffusa una massiccia propaganda razzista. I primi movimenti popolari neri (B.T. Washington, W.E.B. Du Bois, M. Garvey) conobbero un sostanziale fallimento; intanto la maggioranza degli ex schiavi emigrava verso le grandi città del Nord dove si formarono i ghetti, nei quali ancora oggi sono concentrati; qui si posero tuttavia anche le basi per la nascita di una prima borghesia afroamericana. A seguito della decisione della Corte suprema del 1954 contro la segregazione scolastica, gli a. intensificarono l’azione politica: dai boicottaggi di Montgomery (1955) alla marcia di Selma (1965) emerse la teoria dell’azione massiva non violenta di M.L. King, la cui applicazione riuscì a ottenere dal Congresso le leggi sui diritti civili (1957-64). Tuttavia, la mancata osservanza di tali leggi da parte delle autorità federali e il deterioramento delle condizioni di vita nei ghetti finirono per provocare, nel 1964-68, una serie di sommosse popolari che minacciarono in alcuni casi di degenerare in rivolte armate (Cleveland). Dal 1965 si impose un cambiamento: sotto l’ispirazione di S. Carmichael e più ancora di Malcolm X, i principi della non violenza e dell’integrazione furono sostituiti dal concetto di «potere nero» (Black power), che accanto allo sviluppo di un movimento autonomo degli a. e alla costituzione di centri economici, sociali e culturali indipendenti, teorizzò la necessità del recupero della identità politico-culturale della comunità afroamericana. Il programma fu interpretato in senso nazionalistico ed esclusivistico dagli islamici di colore e in senso radical-marxista dalle «pantere nere» (Black panther party). Negli anni successivi la carica contestativa a carattere civile si andò attenuando e la borghesia afroamericana acquisì progressiva visibilità politica e una generale parità di diritti e di riconoscimenti grazie anche al cd. politically correct. Alcuni suoi esponenti ascesero alle maggiori cariche pubbliche, sino all’elezione nel 2009 di B. Obama, primo a. divenuto presidente degli Stati Uniti. Ciò nonostante la maggioranza della popolazione afroamericana è ancora in condizione di emarginazione e povertà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:27:57 UTC</pubDate>
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         <title>CITTADINI DI SERIE B</title>
         <author>davidemadeo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Considerati cittadini senza diritti, per gli uiguri è difficile trovare un lavoro, inserirsi nella vita politica, ambire a ricoprire incarichi pubblici. Normalmente, sono destinati ai lavori più duri che i cinesi di città non vogliono più fare.</div><div>Dal 2001, la Cina ha fatto rientrare la sua «operazione di assimilazione forzata del popolo uiguro» sotto il cappello della lotta al terrorismo islamico intrapresa da Stati Uniti e Gran Bretagna.</div><div>Nonostante la repressione cinese, le tensioni etnico-religiose sono riaffiorate con tutta la loro forza tra il 2008 e il 2009, quando il movimento separatista uiguro ha lanciato una serie di attentati che hanno scosso il Paese. Tra i gruppi più attivi c’è il Movimento islamico del Turkestan orientale, considerato organizzazione terroristica sia dalla Cina sia dagli Stati Uniti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:30:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:31:51 UTC</pubDate>
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         <title>In fuga verso il Vietnam</title>
         <author>davidemadeo</author>
         <link>https://padlet.com/davidemadeo/npq/wish/330110098</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>IN FUGA VERSO IL VIETNAM. In questo clima di violenza continua, lo Xinjiang ormai non è più un luogo per gli uiguri e molti di loro cercano di fuggire in Malesia passando per il Vietnam. Un viaggio pericoloso durante il quale spesso finiscono ostaggio delle teste di serpente, i trafficanti di uomini cinesi.</div><div>Alla frontiera con il Vietnam c’è un altro ostacolo difficile da superare: la polizia di Pechino, pronta a sparare su coloro che cercano di lasciare illegalmente il Paese.</div><div>Anno dopo anno, gli uiguri sono sempre più soli. E la loro emarginazione potrebbe essere sfruttata da quel terrorismo di matrice islamica che l’establishment comunista cinese ha da sempre represso. Anche quando non c’era.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:32:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:54:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosangelaoliverio18</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 21:56:09 UTC</pubDate>
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         <title>Conclusioni</title>
         <author>davidemadeo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al termine di questo percorso possiamo dunque affermare che ci sono ancora differenze tra i popoli , che ci sono ancora discriminazioni e che le minoranze sono ancora sottomesse. A distanza di 70 anni dalla dichiarazione dei diritti umani , non riusciamo ancora a garantire a tutti i diritti per il quale i nostri padri hanno versato sangue e sofferto tanto. A 70 anni dalla dichiarazione dei diritti umani ricordiamo il genocidio degli ebrei ma non ci preoccupiamo minimamente dei "futuri genocidi" intorno a noi, se non interveniamo subito. A 70 anni dalla dichiarazione dei diritti umani non siamo ancora stati capaci di capire che tutti siamo essere umani non esistono nè minoranze nè maggioranze ma siamo tutti uguali . La storia si ripete, ci insegnano, ed è quello che secondo noi sta accadendo per queste minoranze. E se ci limiteremo a ricordare senza meditare che questo è stato e che è stata l'indifferenza degli uomini a rendere possibile il terribile olocausto , allora non si chiameranno Hitler, Mussolini ma altri riusciranno a imporre un regime totalitario e scrivere altre pagine di una storia oscura e inumana. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 22:26:32 UTC</pubDate>
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