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      <title>SIRIA by Ludovica Brambilla</title>
      <link>https://padlet.com/ludobrambi/nnbiwrbkcpyo</link>
      <description>Approfondimento</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-16 08:36:04 UTC</pubDate>
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         <title>INFORMAZIONI PRINCIPALI</title>
         <author>ludobrambi</author>
         <link>https://padlet.com/ludobrambi/nnbiwrbkcpyo/wish/166458806</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong>Repubblica Araba di Siria,</strong> o semplicemente <strong>Siria,</strong> è uno Stato del Vicino Oriente. </div><div><br></div><div><strong>SUPERFICIE</strong>: 185 180 km²</div><div><strong>ABITANTI</strong>: 23 695 000</div><div><strong>CAPITALE</strong>: Damasco</div><div><strong>CONFINI</strong>: a nord con la Turchia, a est con l'Iraq, a sud con la Giordania, a ovest con Israele e Libano. Sempre a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo.</div><div><strong>LINGUA</strong>: Arabo</div><div><strong>GOVERNO</strong>: repubblica presidenziale, dal 1963 governata dal partito Baʿth; il capo di Stato dal 1970 è un membro della famiglia Asad. L'attuale Presidente della Siria è Baššār al-Asad, figlio di Ḥāfiẓ al-Asad, che ha mantenuto il potere dal 1970 sino alla sua morte nel 2000. </div><div><strong>CURIOSITÀ</strong>: Dalla Guerra dei sei giorni del 1967, Israele occupa le Alture del Golan.</div><div><strong>GUERRE</strong>: Nel corso del 2011 sono scoppiate delle sommosse popolari, nel più ampio contesto della primavera araba, e sono degenerate in una guerra civile, ancora in corso, tra le forze governative e quelle ribelli. Attualmente i morti sono calcolati in oltre 300.000. Tuttavia in un comunicato della Associated Press della metà del 2014, l'ONU dichiarava che il conteggio delle vittime sarebbe stato sospeso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 08:43:41 UTC</pubDate>
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         <title>ETIMOLOGIA</title>
         <author>ludobrambi</author>
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         <description><![CDATA[<div>In italiano il nome Siria proviene (in latino: Syria) dal greco <strong>Συρία</strong> (<em>Syrìa</em>), originariamente derivato da <strong>Aššūrāyu</strong> (Assiria) la regione dell'alto Tigri, nel nord della pianura mesopotamica; ma un tempo era diffusa anche la forma <em>Sorìa</em>, presa dal nome arabo del paese. Oggi di questa forma rimane traccia solo nella denominazione del gatto soriano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 08:46:54 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA ANTICA</title>
         <author>ludobrambi</author>
         <link>https://padlet.com/ludobrambi/nnbiwrbkcpyo/wish/166459213</link>
         <description><![CDATA[<div>La Siria subì nell'antichità una serie di dominazioni che le consentirono di sviluppare una fiorente civiltà: <strong>Ebla</strong> ne è il più significativo esempio. </div><div>La regione fu influenzata direttamente prima dagli <strong>Egiziani</strong>, poi dai <strong>Babilonesi</strong>, dai <strong>Persiani</strong>, dai <strong>Macedoni</strong> e infine, a partire dalla fine del IV secolo a.C. fu sottoposta alla dinastia dei <strong>Seleucidi</strong>.</div><div>Nel 64 a.C. fu conquistata la regione da parte di <strong>Pompeo</strong> che protrasse per circa sette secoli, prima nel quadro di un Impero unitario, poi come parte dell'Impero romano d'Oriente. </div><div>I <strong>Romani</strong> (e i loro eredi Bizantini) ne fecero un fiorente centro del commercio internazionale con capoluogo Antiochia. </div><div>Tra il 266 e il 272 ebbe vita un regno indipendente a Palmira retto da <strong>Zenobia</strong>. </div><div>Nell'antichità la regione siriana diede i natali a un gran numero di letterati, filosofi, storici e uomini di cultura sia di lingua greca che di espressione latina ed aramaico-siriaca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 08:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA MODERNA</title>
         <author>ludobrambi</author>
         <link>https://padlet.com/ludobrambi/nnbiwrbkcpyo/wish/166460343</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1920 era stato stabilito un regno arabo indipendente di Siria, sotto il re Faysal della famiglia hashemita. Ma le sue forze furono sconfitte dall'esercito francese che occupò così il territorio.</div><div>Il 17 aprile 1936 fu firmato un trattato franco-siriano che riconosceva <strong>l'indipendenza della Repubblica della Siria</strong>, il cui primo presidente fu Hashim al-Atassi. Il trattato tuttavia non venne ratificato e la Siria era ancora sotto il controllo francese quando scoppiò la seconda guerra mondiale.</div><div>La Siria proclamò nuovamente la propria indipendenza, che venne riconosciuta a partire dal <strong>1º gennaio 1944</strong> e le truppe francesi si ritirarono nell'aprile del 1946.</div><div>Nonostante il rapido sviluppo economico la politica siriana fu instabile: tra il 1946 e il 1956 si ebbero ben 20 diversi governi e si discusse di quattro versioni differenti della costituzione. Nel 1948 la Siria partecipò alla guerra arabo-israeliana: l'esercito siriano fu respinto dal territorio israeliano, ma mantenne i precedenti confini, fortificandosi sulle alture del Golan. </div><div>Nel 1956 la Siria firmò un trattato con l'Unione Sovietica, ottenendo ampi rifornimenti militari e causando la preoccupazione della Turchia.</div><div><br></div><div>Il nuovo primo ministro, eletto poi, si mosse rapidamente per creare una struttura organizzativa per il suo governo e per consolidare il suo controllo. Nel 1972 Asad costituì il Fronte Nazionale Progressista una coalizione di partiti guidata dal partito Baʿth. Nel marzo del 1973 fu promulgata una nuova costituzione. Nel 1976 la Siria intervenne nella guerra civile libanese a protezione dei cristiani maroniti.</div><div><br></div><div>Nel 1990 la guerra civile cessò con gli Accordi di Ta'if, organizzato dall'Arabia Saudita. Inoltre dopo la fine della guerra civile, circa un milione di lavoratori siriani emigrò in Libano per trovare impiego nelle opere di ricostruzione del paese.</div><div><strong>Tra il 1976 e la soppressione nel 1982, i Fratelli Musulmani condussero una rivolta armata contro il regime laico del partito Ba'th, che fu annientata da al-Asad in una sanguinosa repressione culminata nel bombardamento della città di Hama, centro dell'opposizione fondamentalista. L'azione causò decine di migliaia di morti e feriti</strong>. </div><div><br></div><div>La Siria partecipò nel 1991 alla Conferenza multilaterale di pace per il Medio Oriente tenutasi a Madrid e negli anni novanta intavolò trattative di pace con Israele, che tuttavia non giunsero mai a conclusione.</div><div><br></div><div><strong>Dopo l'11 settembre 2001 la Siria venne inclusa nella cosiddetta "asse del male" dagli Stati Uniti.</strong> Bashār al-Asad si oppose all'invasione americana dell'Iraq nel 2003 e venne accusato dagli USA di finanziamenti alla guerriglia irachena. Il 5 ottobre del 2003 Israele bombardò una località non lontana da Damasco. </div><div>Nel 2004 i Curdi siriani protestarono per una serie di violenze subite nel nord-est della Siria a partire dal 12 marzo, sostenendo il coinvolgimento del governo negli attacchi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 09:31:39 UTC</pubDate>
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         <title>LA GUERRA CIVILE</title>
         <author>ludobrambi</author>
         <link>https://padlet.com/ludobrambi/nnbiwrbkcpyo/wish/166461293</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 15 marzo 2011, nell'ambito della primavera araba, hanno luogo le prime <strong>manifestazioni di protesta contro il governo</strong>. Nei mesi successivi le proteste lasciano il posto alla rivolta armata, che vede inizialmente in prima fila l'Esercito Siriano Libero (ESL). In alcune città l'esercito non è in grado di sedare la rivolta. Il presidente Assad cerca di fermare le proteste facendo concessioni, fra cui la nomina di un nuovo governo, a seguito di un referendum boicottato dalle opposizioni. Tuttavia la rivolta prosegue, e nuovi gruppi armati si formano. Molti Paesi iniziano a supportare attivamente i gruppi ribelli. Fra questi Paesi vi sono gli Stati Uniti e vari Stati europei. </div><div><br></div><div>Nel marzo del 2012 i ribelli attaccano il capoluogo provinciale Idlib, venendo però costretti alla ritirata nel giro di pochi giorni. A luglio i ribelli cercano invece di conquistare la roccaforte filogovernativa di Aleppo e la capitale Damasco. Nel primo caso ha inizio una guerra di posizione che durerà quattro anni, nel secondo i ribelli vengono respinti dopo mesi di sanguinose battaglie verso i quartieri periferici.</div><div><br></div><div>Nel frattempo sempre più miliziani di al-Nusra passano all'ISIS, dividendo in due la fazione islamista della ribellione.</div><div>In seguito l'ISIS, affiancato da al-Nusra, dichiara guerra ai settori laici della ribellione, cominciando gli scontri.</div><div><br></div><div>Ad agosto, nel corso dell'avanzata delle forze governative a Damasco, viene registrato l'utilizzo di armi chimiche. <strong>L'atto viene fermamente condannato dall'ONU e, poiché il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva fissato l'utilizzo di armi chimiche come linea rossa da non oltrepassare per evitare una reazione militare internazionale, l'intervento americano sembra imminente. </strong>Nel gennaio 2014 si apre a Ginevra una conferenza di pace.</div><div><br></div><div>Intanto l'ISIS conquista la città irachena di Falluja, capoluogo della provincia dell'Anbar, al confine con la Siria, e si registrano i primi scontri fra al-Nusra e l'ISIS.</div><div><br></div><div>A giugno l'ISIS prende il controllo con un'offensiva lampo di tutto l'Iraq occidentale, conquistando l'importante città di Mosul e arrivando a pochi chilometri dalla capitale Baghdad. <strong>L'organizzazione estremista si impadronisce anche di armi e denaro e libera numerosi detenuti che si uniscono alle sue fila.</strong> Con i nuovi mezzi a sua disposizione, l'ISIS ottiene diversi successi sul fronte siriano, sia contro gli altri gruppi ribelli che contro il governo spingendo gli Stati Uniti a porsi alla guida di una coalizione internazionale avente lo scopo di contrastare l'organizzazione estremista. </div><div><br></div><div><br></div><div><strong>A settembre cominciano così i bombardamenti</strong>. </div><div><br></div><div>Fra il settembre 2014 e il gennaio 2015 ha luogo la battaglia di Kobane, che vede le forze curde riuscire infine a contrastare l'avanzata dell'ISIS, costringendolo a ripiegare sui soli territori a maggioranza etnica araba. In questo periodo gli Stati Uniti cominciano a supportare le truppe curde.</div><div><br></div><div>A maggio l'ISIS conquista l'antica città di Palmira.</div><div><br></div><div><strong>Il 30 settembre 2015 la Russia comincia i bombardamenti aerei delle posizioni ribelli </strong>(sia dell'ISIS che dell'ESL e di al-Nusra), dando luogo a una modifica dei rapporti di forza in campo a favore delle forze fedeli ad Assad.</div><div><br></div><div><strong>L'11 febbraio Stati Uniti e Russia organizzano a Monaco di Baviera una conferenza di pace che vede anche la partecipazione di Arabia Saudita e Iran. </strong>Il giorno successivo viene annunciato un accordo su un cessate il fuoco, approvato da governo siriano, forze curde e circa cento gruppi ribelli, ma che esclude le forze jihadiste dello Stato Islamico e di al-Nusra. </div><div><br></div><div><strong>Il cessate il fuoco entra in vigore il 25 febbraio.</strong></div><div><br></div><div>In seguito al fallito colpo di stato in Turchia, tornano a essere cordiali i rapporti fra Russia e Turchia.</div><div><br></div><div>Il 15 dicembre, dopo diversi mesi di successi dell'esercito regolare ad Aleppo, viene raggiunto con Russia e Turchia un accordo per la resa degli ultimi ribelli presenti nella città.</div><div><br></div><div>Una settimana dopo viene annunciata dopo quattro anni la f<strong>ine dei combattimenti nella città</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 10:04:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ludobrambi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 10:10:24 UTC</pubDate>
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         <title>ISIS</title>
         <author>ludobrambi</author>
         <link>https://padlet.com/ludobrambi/nnbiwrbkcpyo/wish/166461598</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Stato Islamico </strong>(abbreviato <strong>ISIS</strong>) è il nome che si è data un'organizzazione jihadista salafita attiva in Siria e Iraq, dove controlla un ampio territorio. Il suo capo, <strong>Abu Bakr al-Baghdadi,</strong> nel giugno 2014 ha proclamato la nascita di un <strong>califfato</strong> nei territori caduti sotto il suo controllo in un'area compresa tra la Siria nord-orientale e l'Iraq occidentale. Molti leader del mondo islamico hanno evidenziato l'illegittimità dell'annuncio e il contrasto dell'ideologia del gruppo con la dottrina religiosa.</div><div><br></div><div>Le origini del gruppo risalgono ad "al-Qa'ida in Iraq" (2004–2006), poi rinominata "Stato Islamico dell'Iraq" (2006–2013), fondata da Abu Mus'ab al-Zarqawi nel 2004 per <strong>combattere l'occupazione americana dell'Iraq e il governo iracheno sciita sostenuto dagli Stati Uniti d'America </strong>dopo il rovesciamento di Saddam Hussein. </div><div><br></div><div>Nel 2013 lo Stato Islamico dell'Iraq ha proclamato unilateralmente la propria unificazione con la branca siriana di al-Qaeda, che aveva conquistato una parte del territorio siriano nell'ambito della guerra civile contro il governo di Baššār al-Asad. In seguito a questo contrastato annuncio il gruppo, scelta come propria capitale la città siriana di Raqqa, ha cambiato nome in Stato Islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS).</div><div><br></div><div>Le rapide conquiste territoriali dell'ISIS hanno finito per attirare la preoccupazione della comunità internazionale, spingendo gli Stati Uniti e altri Stati occidentali e arabi a intervenire militarmente contro l'ISIS con bombardamenti aerei in Iraq da agosto 2014 e in Siria da settembre 2014.</div><div><br></div><div>L'ONU e alcuni singoli Stati hanno esplicitamente fatto riferimento allo <strong>Stato Islamico come a un'organizzazione terroristica</strong>, così come i mezzi d'informazione in tutto il mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-16 10:15:22 UTC</pubDate>
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         <title>Cartina geografica Siria</title>
         <author>ludobrambi</author>
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         <pubDate>2017-04-16 10:20:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il presidente Bashār al-Asad nel 2004</title>
         <author>ludobrambi</author>
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         <pubDate>2017-04-16 10:22:17 UTC</pubDate>
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         <title>Hafiz al-Asad in un ritratto ufficiale del 1987</title>
         <author>ludobrambi</author>
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         <title>Bombe lanciate su Aleppo</title>
         <author>ludobrambi</author>
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         <author>ludobrambi</author>
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         <title></title>
         <author>ludobrambi</author>
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