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      <title>LA GIOCONDA by SAKI</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-10 17:44:52 UTC</pubDate>
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         <title>GIOCONDA</title>
         <author>jackriojn</author>
         <link>https://padlet.com/jackriojn/nlcqqmj5g01z/wish/220295660</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>La <em>Gioconda</em>, nota anche come <em>Monna Lisa</em>, è un dipinto a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pittura_a_olio">olio</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Su_tavola">su tavola</a> di legno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pioppo">pioppo</a> realizzato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo da Vinci</a>, dalle dimensioni di 77 cm. d'altezza x 53 cm. di base e 13 mm. di spessore, databile al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1503">1503</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1506">1506</a> circa e conservato nel Museo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Louvre">Louvre</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a>.</li></ul><div><br></div><div><br>Opera iconica ed enigmatica della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pittura">pittura</a> mondiale, si tratta sicuramente del ritratto più celebre della storia nonché di una delle opere d'arte più note in assoluto. Il sorriso impercettibile del soggetto, col suo alone di mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, letteratura, opere di immaginazione e persino <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicoanalisi">studi psicoanalitici</a>; sfuggente, ironica e sensuale, la <em>Monna Lisa</em> è stata di volta in volta amata e idolatrata ma anche derisa o aggredita.<br><br></div><div><br>La Gioconda rappresenta una meta obbligata per migliaia di persone al giorno, tanto che nella grande sala in cui è esposta un cordone deve tenere a notevole distanza i visitatori; nella lunga storia del dipinto non sono infatti mancati i tentativi di vandalismo, nonché <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioconda#Il_furto">un furto rocambolesco</a> che in un certo senso ne ha alimentato la leggenda.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-10 17:50:04 UTC</pubDate>
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         <title>A FIRENZE</title>
         <author>jackriojn</author>
         <link>https://padlet.com/jackriojn/nlcqqmj5g01z/wish/220297931</link>
         <description><![CDATA[<div>L'opera rappresenta tradizionalmente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lisa_Gherardini">Lisa Gherardini</a>, cioè "Monna" Lisa (un diminutivo di "Madonna" derivante dalla parola latina "Mea domina" che oggi avrebbe lo stesso significato di "Signora"), moglie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_di_Bartolomeo_del_Giocondo">Francesco del Giocondo</a> (quindi la "Gioconda"). Leonardo dopotutto, in quel periodo del suo terzo soggiorno fiorentino, abitava nelle case accanto a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Gondi">Palazzo Gondi</a> (oggi distrutte) a pochi passi da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_della_Signoria">piazza della Signoria</a>, che erano proprio di un ramo della famiglia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gherardini">Gherardini</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montagliari">Montagliari</a>.  Alcuni dubbi sono sorti a partire dalla descrizione di Vasari, che parla della peluria delle sopracciglia magnificamente dipinta (ma la Gioconda non ne ha) e che esalta le fossette sulle guance (pure assenti). Ciò è comunque spiegabile con la particolare storia del dipinto, che seguì Leonardo fino alla sua morte in Francia e che venne ritoccata per anni e anni dall'artista. Vasari infatti potrebbe aver attinto la sua descrizione da una memoria dell'opera com'era visibile a Firenze fino al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1508">1508</a>, quando il pittore lasciò la città; analisi ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_X">raggi X</a> hanno mostrato che ci sono tre versioni della <em>Monna Lisa</em>, nascoste sotto quella attuale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-10 17:53:27 UTC</pubDate>
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         <title>IL FURTO</title>
         <author>jackriojn</author>
         <link>https://padlet.com/jackriojn/nlcqqmj5g01z/wish/220300460</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 agosto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1911">1911</a>, prima di un giorno di chiusura del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_Louvre">museo</a>, la <em>Gioconda</em> venne rubata. Della sottrazione si accorse lunedì stesso un copista, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Louis_B%C3%A9roud">Louis Béroud</a>, che aveva avuto il permesso per riprodurre l'opera a porte chiuse. La notizia del furto fu ufficializzata solo il giorno dopo, anche perché all'epoca non era infrequente che le opere venissero temporaneamente rimosse per essere fotografate.In realtà, un ex-impiegato del Louvre, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Peruggia">Vincenzo Peruggia</a>, originario di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dumenza">Dumenza</a>, cittadina nei pressi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luino">Luino</a>, convinto che il dipinto appartenesse all'Italia e non dovesse quindi restare in Francia, lo aveva rubato, rinchiudendosi nottetempo in uno sgabuzzino e, trascorsa la notte, uscendo dal museo a piedi con il quadro sotto il cappotto; egli stesso ne aveva montato la teca in vetro, quindi sapeva come sottrarlo. Sicuramente il furto contribuì alla nascita e alimentazione del mito della <em>Gioconda.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-10 17:57:25 UTC</pubDate>
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         <title>DURANTE LA GUERRA</title>
         <author>jackriojn</author>
         <link>https://padlet.com/jackriojn/nlcqqmj5g01z/wish/220303710</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">prima</a> e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">seconda guerra mondiale</a>, il dipinto venne di nuovo rimosso dal Louvre e conservato in luoghi sicuri. Durante il secondo conflitto in particolare fu depositata al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Chambord">castello di Chambord</a>, poi ad <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amboise">Amboise</a>, a cui seguirono l'<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Abbazia_di_Loc-Dieu&amp;action=edit&amp;redlink=1">abbazia di Loc-Dieu</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Museo_Ingres&amp;action=edit&amp;redlink=1">Museo Ingres</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montauban">Montauban</a> e di nuovo Chambord, prima di finire sotto il letto del conservatore del Louvre nel <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Castello_di_Montal&amp;action=edit&amp;redlink=1">castello di Montal</a> e tornare a Parigi nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1945">1945</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-10 18:02:59 UTC</pubDate>
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         <title>DESCRIZIONE</title>
         <author>jackriojn</author>
         <link>https://padlet.com/jackriojn/nlcqqmj5g01z/wish/220306850</link>
         <description><![CDATA[<div>Il ritratto mostra una donna seduta a mezza figura, girata a sinistra, ma con il volto pressoché frontale, ruotato verso lo spettatore. Le mani sono dolcemente adagiate in primo piano, mentre sullo sfondo, oltre una sorta di parapetto, si apre un vasto paesaggio fluviale, con il consueto repertorio leonardesco di picchi rocciosi e speroni. Indossa una pesante veste scollata, secondo la moda dell'epoca, con un ricamo lungo il petto e maniche in tessuto diverso; in testa indossa un velo trasparente che tiene fermi i lunghi capelli sciolti, ricadendo poi sulla spalla dove si trova appoggiato anche un leggero drappo a mo' di sciarpa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-10 18:08:43 UTC</pubDate>
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         <title>STATO DI CONSERVAZIONE</title>
         <author>jackriojn</author>
         <link>https://padlet.com/jackriojn/nlcqqmj5g01z/wish/220307579</link>
         <description><![CDATA[<div>La Gioconda fu dipinta su una tavola di pioppo molto sottile e col tempo il pannello è andato imbarcandosi; si è inoltre aperta una fessura, ben visibile sul retro. Altri danni sono stati causati dagli attacchi vandalici. Per questo il dipinto è oggi conservato dietro una teca di vetro infrangibile, in un'atmosfera a temperatura e umidità controllate. Ne consegue che il prestito dell'opera ad altri musei è divenuto un evento alquanto improbabile. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/2011">2011</a>, ad esempio, ne è stato negato il prestito agli Uffizi, che volevano esporla nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/2013">2013</a>, in occasione del centenario del ritrovamento dopo il famigerato furto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-10 18:10:06 UTC</pubDate>
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