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      <title>My bold grid by Valentina Fabi</title>
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      <description>Made with a little mischief</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-12 15:04:14 UTC</pubDate>
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         <title>LA PITTURA E IL MOSAICO: LA FORZA DELLA TRADIZIONE BIZANTINA</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel panorama assai vario della pittura romanica italiana si riconoscono due aree principali: il nord, dove continua la tradizione carolingia e ottoniana e il sud, dove prevale una matrice bizantina. Grazie ai maggiori contatti con l’arte dell’Europa centrale, essi mostrarono uno stile più sciolto ed espressivo di quello bizantino. Nelle aree adriatiche e nel sud, la presenta di artisti orientali favorì la diffusione della “maniera greca”, che avrebbe dominato sino alla fine dell’ottavo secolo.&nbsp;<br><br></div><div><strong>Cristo in maestà di Sant’Angelo in Formis</strong><br><br></div><div>Su uno sfondo di cielo azzurro, è rappresentato Cristo in maestà, seduto su un trono intarsiato e gemmato, sormontato dalla colomba dello Spirito Santo e affiancato dai simboli degli evangelisti. Chiari sono i riferimenti alla pittura bizantina: la frontalità delle figure, lo schematismo delle fitte pieghe delle vesti, lineari e senza volume, le ombre create da tratti affiancati di tinte digradanti ma non sfumate.<br><br></div><div><strong>Cristo Pantocratore del Duomo di Cefalù</strong>&nbsp;<br><br></div><div>L’influenza bizantina è ancora più evidente nei grandi cicli di mosaici. L’esecuzione del mosaico è raffinatissima, basata sull’impiego di tessere dalle dimensioni ridotte per ottenere un’ampia gamma cromatica. Numerosi sono gli elementi che rivelano la matrice bizantina del mosaico.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-12 15:17:29 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCULTURA E LA PITTURA ROMANICHE</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo l’ anno Mille un forte impulso creativo generò in ambito scultoreo forme molteplici e iconografie inedite, chiamate a tradurre complessi significati religiosi e simbolici, ma anche i valori della vita quotidiana. Lo stile della scultura romanica è semplice: le figure sono rese con tratti essenziali, senza soffermarsi sui particolari e badando piuttosto a una facile comprensibilità. Un aspetto trascurato è la policromia: spesso infatti le sculture erano dipinte, per rendere più vivaci e concrete le scene rappresentate. Il portale delle chiesa sembra assumersi il compito di proiettare all’ esterno il messaggio religioso.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-12 15:17:50 UTC</pubDate>
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         <title>Duomo di Monreale</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Duomo di Monreale è il capolavoro del Romanico siciliano e una singolare fusione di elementi artistici diversi. Fu commissionato da Guglielmo II d’Altavilla, nipote di Ruggero II. Il Duomo colpisce per la sfarzosa superficie esterna della zona absidale: qui troviamo una fitta decorazione di derivazione araba, composta da arcate cieche a sesto acuto intrecciate, caratterizzate da un vivace gioco cromatico dato dall’alternanza di materiali. La medesima decorazione si trova nella parte superiore della facciata, stretta tra due torri. L’edificio presenta una pianta longitudinale a tre navate divise da un colonnato classico e con copertura a capriate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:38:21 UTC</pubDate>
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         <title>Cappella Palatina a Palermo</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Presenta tre navate separate da colonne romane. La zona del santuario è coperta da una cupola e rivestita di preziosi mosaici di soggetto religioso, opera di artisti bizantini. Il corpo longitudinale della cappella, presenta uno straordinario soffitto ligneo tipicamente arabo, dorato e dipinto con figure e animali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:39:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:42:13 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Cataldo a Palermo</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’esterno è arabeggiante per il volume squadrato e cubico e per le tre cupole rosse tondeggianti allineate su uno stesso tamburo posto sulla navata centrale. All’interno, la chiesa rivela una spazialità di origine bizantina cui rimanda anche la pianta rettangolare a tre navate, con le campate della navata centrale coperte ciascuna da una cupola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:43:24 UTC</pubDate>
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         <title>LA SICILIA TRA ARABI, BIZANTINI E NORMANNI</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Antica provincia dell’Impero Bizantino, sottomessa agli arabi, poi ai normanni, la Sicilia si presenta in età medievale come uno straordinario crocevia di culture diverse. Fu Ruggero I d’Altavilla a conquistare l’isola per i normanni, mentre in seguito suo figlio Ruggero II creò il Regno di Sicilia. Ruggero II favorì il rinnovamento artistico della capitale, Palermo. Se dunque in Sicilia il Romanico si sviluppò con l’arrivo dei normanni, nelle sue forme risentì delle precedenti dominazioni bizantina e musulmana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:48:42 UTC</pubDate>
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         <title>Il Camposanto</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fu iniziato nel 1278. L’edificio si uniforma agli altri edifici della piazza. I lati interni del porticato sono decorati da un recinto continuo di altissime arcate a tutto sesto, trasformate poi in quadrifore gotiche, che uniscono lo slancio verticale alla forma tonda degli archi classici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:49:23 UTC</pubDate>
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         <title>La Torre </title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ideata attorno al 1173, presenta un modello cilindrico ed è presente la decorazione ad arcate cieche e logge propria degli altri monumenti del Campo. La nota pendenza è causata da un cedimento del terreno verificatosi già pochi anni dopo l’avvio del cantiere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:51:03 UTC</pubDate>
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         <title>Il Battistero</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di fronte alla facciata del Duomo, nel 1153 iniziò la costruzione del Battistero a pianta circolare. La struttura vuole essere un chiaro riferimento al Santo Sepolcro di Gerusalemme: a questo rimandano la pianta, la cupola conica e il numero delle colonne interne, dodici come gli apostoli, che delimitano il deambulatorio. All’esterno, al livello più basso ritorna il motivo delle arcate cieche che caratterizza tutti gli edifici del Campo, come anche il paramento a fasce bicrome di derivazione orientale. Alle arcate cieche si sovrappone una loggetta, che richiama il simile motivo del Duomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:54:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il Duomo di Pisa</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>È l’edificio più antico. La prima costruzione fu condotta dall’architetto Buscheto e risultava quasi ultimata al momento della consacrazione, nel 1118. Intorno al 1120, l’architetto Rainaldo si incaricò di rendere la chiesa ancora più solenne: allungò le navate verso occidente, completò l’abside e la cupola ovoidale e progettò l’attuale facciata. L’edificio presenta un imponente impianto a croce latina, con cinque navate nel corpo centrale e tre nei bracci del transetto. La grande cupola è a base ellittica, elemento di chiara origine araba. I rapporti di Pisa con l’Oriente si riflettono dunque anche nelle scelte architettoniche. La facciata è a salienti e sono presenti anche quattro ordini di loggette alte e strette. Le cinque navate del vasto interno presentano arcate a tutto sesto sorrette da colossali colonne monolitiche. La coperture della navata centrale è a capriate lignee nascoste da un soffitto a cassettoni, mentre quelle laterali hanno volte a crociera. La continuità spaziale e la purezza degli elementi classici conferiscono all’interno del Duomo il carattere severo delle basiliche paleocristiane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 16:57:45 UTC</pubDate>
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         <title>IL CAMPO DEI MIRACOLI A PISA</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>È un’ampia piazza nel quale spiccano i quattro edifici più significativi della città: il Duomo, il Battistero, la Torre e il Camposanto. L’insieme degli edifici racchiude un forte significato simbolico. Il complesso del Campo dei Miracoli fu ideato però anche per glorificare la potenza della fiorente repubblica marinara pisana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:00:57 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di San Miniato al Monte a Firenze</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>È l’edificio in cui il classicismo fiorentino raggiunge il suo vertice più alto. La facciata a salienti è ritmata al piano terreno, il più antico, da cinque arcate cieche su semicolonne corinzie che conferiscono all’edificio una chiara impronta classica, replicata dal timpano triangolare che ne corona la sommità. La pianta è di tipo basilicale a tre navate e con una sola abside. Il presbiterio risulta sopraelevato per la presenza della cripta che ospita il corpo di San Miniato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:02:56 UTC</pubDate>
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         <title>Battistero di San Giovanni a Firenze</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Consacrato nel 1059 ma ultimato solo tra il XII e l’inizio del XIII secolo, il battistero di Firenze presenta una pianta ottagonale. All’interno la sua superficie si articola su tre livelli. I due ordini inferiori presentano una rigorosa decorazione bicroma, quello superiore di impronta più decisamente classicheggiante. Quello più in basso a motivi rettangolari. L’ultimo livello è costituito da un alto attico suddiviso in specchiature rettangolari. Grazie alla copertura piramidale della cupola si contribuisce a conferire all’edificio l’aspetto di un solido geometrico. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:03:47 UTC</pubDate>
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         <title>La Basilica di San Marco </title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>La città lagunare risentì fortemente dell’influsso artistico orientale anche in età romanica: si creò così uno stile affascinante e raffinato che rese unica nel suo genere la Basilica di San Marco. La facciata è impostata su due ordini: il primo a piano terreno, scandito da cinque nicchioni che ospitano altri tanti portali, di cui quello centrale fu decorato in senso monumentato con colonne; il secondo ordine forma una terrazza percorribile e presenta quattro arcate cieche più una centrale maggiore in cui si apre una loggia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:05:01 UTC</pubDate>
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         <title>IL DUOMO DI MODENA </title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il duomo di Modena si configura come cantiere esemplare. La cattedrale fu voluta dalla città proprio mentre la sede vescovile era vacante: la decisione fu presa dunque dai canonici insieme ai cittadini più influenti. Il duomo fu costruito al di fuori delle mura cittadine, in corrispondenza di un cimitero romano. L’esterno è realizzato in pietra d’Istria e lapidi di recupero dell’antica necropoli sottostante, scoperta durante la costruzione dei muri perimetrali. La facciata ha una struttura a salienti e ha uguale altezza e larghezza. È tripartita in senso verticale da due robusti contrafforti, che rivelano la suddivisione interna in tre navate. Il contrasto tra parti in luce e parti in ombra è determinato dalla presenza continua sulla superficie di rientranze e sporgenze che conferiscono movimento e plasticità all’insieme.&nbsp;<br>A una fase successiva, ormai gotica, appartengono il grande rosone della facciata. In età romanica, al posto del rosone doveva esserci una bifora o un loggiato, mentre sui fianchi si aprivano solo due ingressi. L’interno del Duomo di impianto basilicale a tre navate a privo di transetto, ha un aspetto raccolto. Lo spazio è ritmato da pilastri a fascio alternati a colonne; queste ultime creano uno spazio longitudinale fluido che si coniuga con il sistema romanico a campate non voltato. L’assenza della copertura voltata consente inoltre di impostare un ordine monumentale su tre livelli: sopra le arcate della navata si apre un finto matroneo, un loggiato non praticabile in quanto senza pavimento. Sopra di esso vi è un cleristorio molto alto che accentua la verticalità dell’edificio. La zona presbiteriale si presenta rialzata rispetto al piano delle navate. Questa scelta rende la zona presbiteriale uno spazio quasi autonomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:07:28 UTC</pubDate>
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         <title>La Basilica di Sant’ Ambrogio a Milano</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>La basilica fu fondata nel 386 e l’ edificio subì le prime trasformazioni nel 784. In questa fase vennero apportate modifiche strutturali. Dalla fine del XI secolo fino al quarto decennio del XII venne intrapresa la trasformazione delle chiesa. Davanti alla chiesa si apre un ampio quadriportico. Al tempo stesso, l’aspetto di quest’ ultimo è strettamente organico alla chiesa: la scansione in campate uguali dello spazio porticato attorno al cortile rettangolare riprende quella delle navate laterali; pilastri e arcate del portico continuano sia sulla facciata, sia nell’ interno, inoltre, i forti giochi di luci e ombre e il contrasto cromatico fra i mattoni iniziano già nel quadriportico. La facciata, affiancata dai campanili, assume un ruolo fondamentale di raccordo tra il quadriportico e la chiesa, diventando una vera struttura tridimensionale. La facciata acquisisce autonomia rispetto all’ edificio, nel quale non ricalca con esattezza la distribuzione degli spazi interni. <br>Le volte a crociera, sono tra le più antiche ad essere usate per coprire spazi ampi e l’equilibrio dei pesi delle murature è un capolavoro dell’ingegneria romanica: le spinte verticali sono contenute dagli archi ribassati delle volte e dei pilastri, quelle orizzontali dai matronei. Altrettanto studiata e simbolica è l’illuminazione. Matronei e navate laterali sono bui, mentre nella navata centrale la luce si irradia gradualmente. Il punto più sacro è anche quello più luminoso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:10:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:17:46 UTC</pubDate>
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         <title>RITMO, LUCE E COLORE</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;È presente una precisa scansione ritmica che , attraverso la sequenza della campate e la cadenza di pilastri, arcate, matronei, finestre, guida lo sguardo verso la zona più sacra, l’abside. La facciata spesso riflette la ripartizione interna in navate e i loro livelli. La luce ha un ruolo fondamentale, e le finestre hanno un’ampiezza ridotta. La luce entra radente esaltando i colori del chiaro-scuro.&nbsp;</div><div>Una caratteristica delle chiese romaniche è il colore. Un effetto coloristico era dato anche dall’accostamento di materiali differenti nel paramento.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:18:39 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>vfabi75</author>
         <link>https://padlet.com/vfabi75/nl5oile2vgq7/wish/232427034</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla facciata è spesso affidato il compito di proiettare all’esterno l’articolazione dello spazio interno. Essa può essere a capanna oppure a salienti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:19:39 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ALZATO</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>La stessa organizzazione dello spazio si trova nell’alzato:</div><div>-la cripta, seminterrata e collocata sotto il presbiterio </div><div>-le navate</div><div>-il matroneo, corridoio posto sopra le navate laterali </div><div>-il cleristorio, il livello delle finestre aperte sopra il matroneo </div><div>Al di sopra della crociera può innalzarsi una torre o una cupola che all’esterno può essere coperta da un tiburio</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:20:12 UTC</pubDate>
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         <title>LA PIANTA </title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella chiesa Romanica la pianta è a croce latina, divisa in tre o più raramente in cinque navate. le navate conducono alla crociera, quadrilatero di intersezione con il transetto. Seguono il presbiterio e infine l’abside.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:21:17 UTC</pubDate>
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         <title>LA CAMPATA</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo spazio a base quadrata o rettangolare che si trova al di sotto di una volta, delimitato da arcate rette da pilastri, è la campata. Essa costituisce la cellula base di tutta l’architettura Romanica. Lo spazio interno di una chiesa Romanica è costituito dalla successione di un numero variabile di campate, in genere uguali fra loro nella navata centrale. Le navatelle sono delle navate laterali proporzionalmente ridotte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:22:20 UTC</pubDate>
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         <title>TIPI DI PILASTRO</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per sostenere il peso delle volte in muratura, soprattutto di quelle a crociera, il pilastro divenne sempre più robusto e articolato: non solo la sezione quadrata o rettangolare, ma anche la sezione cruciforme, composito o a fascio, con funzioni insieme strutturali e decorative.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:23:01 UTC</pubDate>
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         <title>ELEMENTI STRUTTURALI DELLA CHIESA ROMANICA</title>
         <author>vfabi75</author>
         <link>https://padlet.com/vfabi75/nl5oile2vgq7/wish/232429388</link>
         <description><![CDATA[<div>La principale novità della chiesa romanica rispetto alla basilica paleocristiana consiste nella nuova razionalità che determina i rapporti tra le parti dell’edificio dando vita a uno spazio coerente. Gli elementi cardine sono: l’arco, la volta, il pilastro e la campata. L’arco è alla base delle volte, le coperte in muratura sostituiscono progressivamente quelle lignee. La copertura a volta fu adottata dapprima in spazi piccoli e in seguito anche nelle navate laterali e in quella centrale. Le volte potevano essere a botte e a crociera, quest’ultima formata dall’intersezione di due volte a botte. La volta a botte e soprattutto quella a crociera divennero tra gli elementi più caratteristici del Romanico. I costoloni scaricano il peso sui pilastri stessi. Le spinte verso il basso sono quindi assorbite da costoloni e pilastri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:25:42 UTC</pubDate>
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         <title>L’ARCHITETTURA ROMANICA</title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il nuovo linguaggio artistico che va sotto il nome di Romanico è collegato a una forte ripresa dell’attività edilizia. La spinta ideale alla nascita del nuovo linguaggio artistico venne dal rinnovamento spirituale che animò la Chiesa e dal fervore religioso legato al culto dei santi e delle loro reliquie. Con il termine Romanico si voleva sottolineare il condiviso riferimento a modelli e pratiche costruttive di età romanica. Lo stile presenta influssi diversi quali una spiccata persistenza di elementi barbarici e arabi. L’architettura fu la manifestazione più rappresentativa del Romanico e trovò la massima espressione negli edifici sacri.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:26:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-16 17:35:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vfabi75</author>
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         <description><![CDATA[<div>La costruzione iniziò nel 1237 su un’area donata ai Francescani da Gregorio IX.<br>Il disegno della Chiesa rispecchia i tempi in cui si sviluppò la costruzione, con sovrapposizione del gotico al romanico. Notevoli modifiche vennero effettuate con la successiva costruzione di cappelle gentilizie delle famiglie Gatti, Bassi, Ceccolini, Botonti; ma le manomissioni più pesanti si registrarono nel 1603 e nel 1686 con l’apertura di finestroni nella facciata e nella navata. <br>I bombardamenti del 1944 colpirono la Chiesa, lasciandone in piedi soltanto i muri perimetrali. La ricostruzione, completata nel 1953, ha restituito al tempio le linee originarie. <br>In mancanza dei disegni originari, la ricostruzione della facciata dopo i bombardamenti è stata effettuata utilizzando elementi di un antico portale del 1372, ritrovati sul lato esterno destro della Chiesa, e ricreando una apertura ad arco in stile romanico con colonnine tortili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-17 17:40:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <pubDate>2018-02-17 18:02:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <title>Basilica di San Francesco alla Rocca</title>
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         <description><![CDATA[<div>La struttura originale aveva una navata unica, coperta a capriate lignee su archi trasversali che ricadevano su semicolonne laterali. Alla copertura a tetto si sostituì quella a volte a crociera e vennero introdotti molti nuovi particolari. <br>Molto dell'antica chiesa si è comunque perduto, come la serie di affreschi di Antonio del Massaro lungo le pareti, e l’antico portico di facciata scomparsi in seguito ai rifacimenti del Seicento.Semidistrutta dai bombardamenti alleati del 17 gennaio 1944, la chiesa fu ricostruita dalla Sovrintendenza ai Monumenti del Lazio e riaperta al pubblico nell'aprile del 1953: gli interventi di ricostruzione hanno portato alla totale rimozione degli elementi barocchi ed al ripristino dell'antica struttura romanica. Oggi l'interno si presenta a pianta a croce latina, con abside quadrata. La grandiosa navata è lunga circa 54 metri, quasi il doppio del transetto. Le capriate del tetto sono sostenute da archi a sesto acuto; nell’abside e nel transetto si notano le volte ogivali a costoloni rette da pilastri.<br>Al suo interno si trova il sepolcro di papa Clemente IV. <br>Di particolare interesse storico è l'annesso convento, oggi sede del distretto militare di Viterbo, che ha ospitato, nel corso della sua storia vari santi, papi ed imperatori.<br>Infine nel transetto sinistro si trova una copia della celebre Pietà di Sebastiano del Piombo. L’originale, che è un olio su tavola, è stata dipinta tra il 1515 e il 1516 e si trova attualmente al Museo Civico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-17 18:06:21 UTC</pubDate>
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         <author>vfabi75</author>
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         <author>vfabi75</author>
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         <author>vfabi75</author>
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         <author>vfabi75</author>
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