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      <title>Roma - Le sfide per il Servizio Sociale ai tempi del post-Covid. by Cristiana Di Pietro</title>
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      <description>Workshop</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-06-07 10:12:31 UTC</pubDate>
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         <title>R.C.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Bisogni Economici: riduttivo. Importante il contesto e considerare il servizio offerto (es. reddito di cittadinanza)<br>Ottundimento capacità di comprendere la relatà in modo più articolato, complesso.<br>La pandemia ha colpito anche l'AS.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 14:54:06 UTC</pubDate>
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         <title>R.C.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Metodo e Ruolo sono stati fortemente colpiti: aspetto relazionale soprattutto</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 14:56:35 UTC</pubDate>
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         <title>N.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Bisogni Primari: una buona sintesi per bisogno di appartenenza, sicurezza, etc. oltre l'economico che è stato maggiormente registrato</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 14:58:04 UTC</pubDate>
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         <title>N.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ruolo mutato a seconda del servizio di appartenenza: servizi back vs e servizi aperti. Modalità di servizio sicuramente modificato ma in proporzione differente rispetto all'ente di appartenenza e servizi e offerti. Laddove è stato possibile essere guidati e le organizzazione sono riuscite ad interagire è stato più semplice mantenere il ruolo. Metodo è cambiato ma il ruolo è stato mantenuto (modalità e funzioni cambiate)</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 14:58:57 UTC</pubDate>
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         <title>G.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>la pandemia ha accelerato la nostra possibilità di lavorare in modo diverso. Lavorare sull'emergenza fa fletter sull'aspetto condiviso di collaborazione con altre professionalità: qui molti colleghi hanno avuto difficoltà. è fondamentale capire come lavorare in modo strutturato in emergenza in modo che anche l'operatore lavori in sicurezza. Azioni di emergenza non sono solo la pandemia. Protocollo chiaro di azione, chi-fa-cosa, è fondamentale perché l'AS lavora sempre in emrgenza (es. violenza) si lavorerebbe "bene". Altra criticità è la scarsa alfabetizzazione nell'uso della tecnologia "so un po'" non basta più è necessario essere competenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:01:23 UTC</pubDate>
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         <title>G.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Credo sia fondamentale valutare contesto e ambiti di intervento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:05:46 UTC</pubDate>
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         <title>G.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il remoto non è utile per la condizione di conoscenza e valutazione: la fase di colloquio per costruire empatia e fiducia. Da remoto è un buon modo per il monitoraggio, lavoro di gruppo, la tecnologia è di supporto al lavoro di  gruppo e di condivisione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:06:10 UTC</pubDate>
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         <title>P.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Bisogni primari, solitudine e carenza relazionale vi sono differenze che abbiamo vissuto come AS. Una povertà relazionale che abbiamo vissuto tutti con pro (momenti di confronto ormai persi) e contro (aumento delle violenze). Sono emerse anche le criticità dei care-giver, ossia di persone che si sono trovate a prendersi cura dei cari senza essere preparati. Bisogni primari se comprndono anche aspetti economici. è aumentato la collaborazione, il dialogo tra gli enti territoriali e la tecnologia ha aiutato a ricucire e aumentare la relazionalità</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:08:16 UTC</pubDate>
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         <title>P.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
         <link>https://padlet.com/cdipietro7/njbm7lksfg5h95tk/wish/1590237673</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella sostanza vi è una richiesta di metodi e tecniche adeguati ai nuovi bisogni che affondano le radici nei vecchi bisogni. è necessario saper interpretare le nuove esigenze che è una capacità propria dell'A.S. che sa leggere la complessità e la multidimensionalità del bisogno sociale. La pandemia ha confuso l'A.S. nell'azione chiudendolo in settori. (inidcazioni dal comune di Roma di lavorare in smart-working al contrario in ASL-DSL, non in tutte, le indicazioni sono state quelle di condinuare in presenza, in un settore sanitario è difficile pensare ad interventi da remoto) Il SS ospedaliero è già un servizio di emergenza per tempi e complessità di interventi che non sono paragonabili ad interventi settoriali in altri ambiti e territori. Servizi di diagnosi e cura sono di emergenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:08:35 UTC</pubDate>
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         <title>P.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rafforzare la multi e interdisciplinarietà per anlizzare casi complessi</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:18:06 UTC</pubDate>
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         <title>C.C.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non bisogna cambiare i punti focali della professione AS, ma le tecniche sono da cambiare. I bisogni, i contenuti sono gli stessi ma è il modo con cui ci si prende cura che cambia.  Da marzo 2020, in un H generale è stato richiesto di andare a casa: la nostra risposta è stata un'organizzazione condivisa per mantenere la qualità dell'intrevento: processo di aiuto reale (non la telefonata); supervisione dal ricovero alle dimissioni (ogni mattina un briefing) lo smart working è stato svolto ma è stata garantita la presenza e la continuità e ciò ha permesso di rispondere alle esigenze del datore di lavoro (un solo lavoratore presente per contenere il rischio di contagio) . Un processo che ha permesso una maggiore consapevolezze di quelle che sono le funzioni e i prinicipi dell'AS. Ogni mattina 45min di briefing su tutti i casi (complessità del servizio) abbiamo messo in campo la procedura amministrativa attreverso cui agisce il SS per dare avvio al servizio post-ricovere, ad esmpio. Questo lavoro ha significato fare in modo che tutto e tutti fossero connessi (pazienti, familiari, servizi, ospedale) Questa procedura ha anche garantito di rispettare/tutelare aspetti etici. Situazioni improvvise come la pandemia devono essere gestite, rispondendo a delle esigenze. Siamo riusciti a garantire la qualità del lavoro attraverso un buon lavoro di rete: la comunicazione tra tutti gli attori coinvolti ha permesso tutti di avere il giusto tempo per "gestire" e monitorare il bisogno. La comunicazione è stata fondamentale (telefonate e piattaforme) per monitorare "l'emergenza". Il rafforzamento di metodi e tecniche ha permesso di rendere l'AS più sicura di agire, guidando anche la collaborazione, la buona collaborazione con gli altri servizi e questo ha riconfermato la necessità di mantenere i principi fondamentali della professione AS. Cosa abbiamo perso? Forse la possibilità di crescere se abbiamo solo garantiti i servizi minimi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:21:42 UTC</pubDate>
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         <title>N.M. il rischio è che torni &quot;tutto come prima&quot;; dobbiamo accettare la sfida che l&#39;emergenza sanitaria, l&#39;aumento del lavoro di rete e di comunità conseguenti alla pandemia ci hanno lanciato. Come università dobbiamo sforzarci di fare una riflessione e favorire la formazione sull&#39;intervento sociale in emergenza, in rete e per le comunità.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/cdipietro7/njbm7lksfg5h95tk/wish/1590304629</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:31:27 UTC</pubDate>
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         <title>C.C.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Comprendere anche gli aspetti etici che possono rendere più sicuru gli AS nell'intervento</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:34:52 UTC</pubDate>
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         <title>C.C.</title>
         <author>cdipietro7</author>
         <link>https://padlet.com/cdipietro7/njbm7lksfg5h95tk/wish/1590322309</link>
         <description><![CDATA[<div>urgenza ed emergenza sono da distinguire, la differenziazione è fondamentale per riorganizzare le funzioni e le azioni. Molto importante creare momenti di confronto durante la formazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:37:22 UTC</pubDate>
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         <title>G.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tecnologia e la riduzione dei tempi che comporta. Forse in RSA il SS è stato poco innovativo, è stato disorientato anche solo nell'intervenire in modo innovativo. La riduzione dei tempi di spostamento potrebbe facilitare il confronto e recuperare anche spazi e tempi di benessere personale e anche "indicare" all'utente il modo di essere più vivini a noi, AS, comunicare di più con noi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:38:39 UTC</pubDate>
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         <title>P.M.</title>
         <author>cdipietro7</author>
         <link>https://padlet.com/cdipietro7/njbm7lksfg5h95tk/wish/1590337063</link>
         <description><![CDATA[<div>Da un lato, un grande rischio che si ritorni allo stato precedente e che le riflessioni siamo riassorbite dalla normalità. Cosa cambierà chiama in causa i principali attori (ordine, assistenti, professionisti) ad agire, a collaborare. Medici di Bergamo: non si può continuare con servizi centrati su adulti ma è necessario guardare al bisogno nella sua multidimensionalità e i servizi devono essere servizi di comunità (integrati e diffusi) Le esperienze vissute in pandemia devono ravvivare le radici del SS. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:41:54 UTC</pubDate>
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         <title>R.C.</title>
         <author>cdipietro7</author>
         <link>https://padlet.com/cdipietro7/njbm7lksfg5h95tk/wish/1590348535</link>
         <description><![CDATA[<div>Papa Francecso afferma che o si cambia in meglio o in peggio. Il rischio c'è, è reale. Es. malattia mentale, minori (istituti). La formazione è un asse fondamentale per il cambiamento: come si affronta questa realtà, come cambia la formazione. Il SS nasce in situazione di emergenza, si rinnovano in emergenza ed hanno sempre avviato i processi. Anche gli AS sono stati sconvolti dalla pandemia, hanno vissuto i traumi della pandemia. è importante avere coraggio e cambiare (digitale). Come ci siamo preparati per il piano di ripartenza e resilienza (Next generation EU) Abbiamo la giusta preparazione per "gestire" questi investimenti? Dovremmo essere più pronti, dovremmo essere più preparati ad affrontare la gestione dei bisogni in una prospettiva progettuale. Deontologia, temi etici, innovazione, formazione, responsabilizzazione. Sviluppo sociale di comunità non sappiamo più come si fa: lo abbiamo perso, lo dobbiamo ritrovare e interpretare alla luce dei cambiamenti che abbiamo vissuto. Il rischio è fare passi indietro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 15:45:42 UTC</pubDate>
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