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      <title>Memoria e Giusti by Daniela Tonini</title>
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      <description>La tragedia della Shoah è ricordata in moltissimi libri, per bambini, per ragazzi, per adulti, come i Giusti che li hanno aiutati senza nulla chiedere in cambio.
;Ma quali suscitano più emozioni di altri? Quali consigliare?
La parola ai ragazzi di 3B...</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-12-20 16:09:06 UTC</pubDate>
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         <title>Luci nella shoah</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il libro racconta che, durante la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, nel buio che essa ha generato, le uniche luci per i perseguitati sono i ricordi delle loro vite passate, le uniche che permettono di resistere.<br>Una frase che mi ha colpito è stata "Anche nella paura ci sono attimi di serenità, anche nei campi di prigionia ci sono lampi di umanità, anche vicino allo sterminio è passata la vita".<br>E' un libro molto interessante che ti fa vedere da un altro punto di vista, ovvero dalla speranza delle persone nel buio.&nbsp;</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-27 17:36:29 UTC</pubDate>
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         <title>La corsa giusta </title>
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         <description><![CDATA[<div>Il libro racconta della storia di Gino Bartali, un corridore di ciclismo, famosissimo, che visse nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e del Nazismo.<br>Gino aiutò gli Ebrei procurando loro carte d'identità false.<br>Una frase che mi è piaciuta è stata "Il bene si fa ma non si dice. E certe medaglie si apprendono all'anima, non alla giacca".<br>Consiglio di leggere questo libro, per chi ama lo sport e soprattutto per chi ama le storie di persone intraprendenti che hanno salvato centinaia e migliaia di Ebrei.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 12:05:00 UTC</pubDate>
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         <title>IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il romanzo narra l'amicizia nata tra due bambini nel 1943: il primo è tedesco (Bruno) e il secondo è polacco (Shmuel). Bruno è figlio di un comandante tedesco molto vicino a Hitler mentre Shmuel è stato deportato con la famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz. Tra i due nascerà una forte amicizia. contrapposta alla legge razziale messa in atto dai tedeschi in quel periodo.<br>Una frase del libro che mi ha colpito è "Questa è la più strana amicizia che io abbia mai avuto, perché con tutti gli altri amici potevo giocare. Tutto quel che possiamo fare è sederci qui e chiacchierare", perché sottolinea le differenze che c'erano tra polacchi e tedeschi dal punto di vista di un bambino. Consiglio la lettura del romanzo perché è raccontato attraverso gli occhi innocenti di un bambino di 9 anni, sottolineando il vero senso dell' amicizia che va oltre la differenza di abbigliamento e di posto in cui si vive. I due bambini sono diversi per molti aspetti ma vogliono un' unica cosa: essere amici.&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 14:34:35 UTC</pubDate>
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         <title>La Bicicletta di Bartali</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il libro parla di un episodio dalla vita di Gino Bartali, famoso ciclista nei tempi della Seconda Guerra Mondiale. Si racconta l'aiuto che il ciclista stesso, a proprio rischio,&nbsp; ha voluto dare per salvare degli ebrei.&nbsp; L'Italia era occupata dai nazisti e le leggi razziali non erano di aiuto per gli ebrei e altre razze. Bartali faceva parte di una organizzazione clandestina (Delegazione d'Assistenza agli Ebrei Migranti) nata per aiutare gli ebrei a nascondersi&nbsp; o per lasciare l'Europa, coordinata dal vescovo di Firenze.&nbsp; Facendo&nbsp; quello che sapeva fare meglio, cioè andare in bicicletta, riuscì a trasportare centinaia di carte d'identità false sotto il sellino e nel telaio della sua bicicletta verde, percorrendo ogni giorno la strada che&nbsp; portava prima da Firenze a Genova e poi da Firenze&nbsp;ad Assisi. Qui, nella sede del vescovado, consegnava le nuove identità utili all'imbarco verso l'America. Bartali è sempre riuscito a "nascondere" queste tratte dietro l'idea degli allenamenti per il ritorno alle gare di ciclismo. Un giorno addirittura venne arrestato dalla polizia fascista, ma per fortuna riuscì a scamparla e non perquisirono la sua bicicletta<br>La&nbsp; frase che mi ha colpito&nbsp; è il motto di Bartali: "Il bene si fa ma non si dice", mentre quella che più mi ha incuriosito&nbsp; è stata: "Ci sono medaglie che si attaccano alla giacca, altre all'anima".<br>Consiglio questo libro&nbsp; perché l'autore è riuscito a raccontare un aspetto umano&nbsp; in un personaggio sportivo importante e potrebbe essere di stimolo per le nuove generazioni<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 11:50:43 UTC</pubDate>
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         <title>MAUS</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2430381826</link>
         <description><![CDATA[<div>Romanzo a fumetti diviso in due parti ("MIO PADRE SANGUINA STORIA" e "E QUI COMINCIANO I GUAI"); narra la storia di Vladek (ebreo polacco) raccontata al figlio Art. La prima parte (sei capitoli) racconta il passato del padre e della madre prima di essere deportati ad Auschwitz; la seconda parte ( cinque capitoli) racconta la dura vita vissuta dal padre e dagli altri prigionieri all' interno dei campi di concentramento.&nbsp;<br>Una frase che mi ha colpito nella prima parte è " Fu ultima volta che vedemmo loro ma non potevamo saperlo..", mentre nella seconda parte è "Ogni giorno c'erano selezioni: dottori sceglievano più deboli per andare a morire".&nbsp;<br>Consiglio la lettura perché in modo inusuale (fumetto) e con l'uso di animali (gli ebrei sono i topi e i tedeschi sono i gatti) vengono descritte in maniera significativa le situazioni vissute dagli ebrei in quegli anni e si evidenzia anche cosa si prova ad essere figlio di due sopravvissuti all'Olocausto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 17:38:50 UTC</pubDate>
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         <title>IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2433832877</link>
         <description><![CDATA[<div>Il famosissimo romanzo del bambino con il pigiama a righe dice di una amicizia nata durante la deportazione degli ebrei, il primo bambino, quello deportato e messo nei campi di concentramento, Shmuel, è polacco, invece il secondo bambino si chiama Bruno, ed è figlio del comandante del campo; diventa molto amico di Shmuel che si trova dietro al filo spinato.<br>Un famoso pezzo del libro, quello che mi è piaciuto di più, è la conversazione che hanno avuto Shmuel e Bruno.<br>Bruno: "Potresti venire a cena da noi una sera, ti va?"<br>Shmuel: "No, io credo di no, come passo la rete?"<br>Bruno: "Ma questa è per non fare passare gli animali, no?!"<br>Shmuel: "Gli animali? No, è per non far scappare le persone!"<br>Bruno: "Cioè, vuoi dire che tu non puoi uscire? Perché? Hai fatto qualcosa che non va?"<br>Shmuel: "Io sono ebreo..."<br><br>Questa conversazione mi è piaciuta tanto perchè fa riflettere molto.. fa capire che l'amicizia può aiutare a fare tutto e a lottare, e anche se i bambini sono molto diversi in molte aspettative, ci sono sempre l'uno per l'altro, e fa capire anche che non importa da dove provengono.<br>Il messaggio dell'autore è molto semplice: egli spinge il lettore a riflettere&nbsp; sul valore dell'amicizia che nasce tra Bruno e Shmuel. Due bambini, uno tedesco e uno ebreo, che, sebbene siano di due realtà diverse, riescono a vivere con innocenza quella tragedia orribile.<br><br>Consiglio vivamente il libro perché è molto emozionante, fa riflettere tanto e fa capire la vera amicizia<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-04 17:38:01 UTC</pubDate>
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         <title>La corsa giusta </title>
         <author>toninidscuola</author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2434463797</link>
         <description><![CDATA[<div>La copertina del libro è Gino Bartali che passa l'acqua a Coppi.<br>Il libro parla di come Bartali si avvicini al ciclismo e dei suoi step per salvare gli ebrei, fino alla fine della sua carriera.<br>Mi ha colpito principalmente il pezzo in cui muore il fratello.<br>Consiglio di leggerlo in quanto il libro non è centrato solo su come salvasse gli ebrei e cosa facesse durante il Nazismo, ma parla prettamente della sua vita col ciclismo e le varie gare e altro, perchè è un libro che tratta sia di Giusti e del Nazismo che dello sport.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-05 09:33:30 UTC</pubDate>
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         <title>NOI, BAMBINE AD AUSCHWITZ</title>
         <author>lorenzocolombos</author>
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         <description><![CDATA[<div>Era il marzo 1944, quando le sorelle Andra (all’epoca di quattro anni) e Tatiana (sei anni) furono prelevate dalla loro abitazione a Fiume (che durante la Seconda Guerra Mondiale era ancora italiana) insieme a gran parte della loro famiglia. Una volta arrivate ad Auschwitz-Birkenau, passarono la selezione iniziale grazie al fatto che le guardie le scambiarono per gemelle, quindi utili agli esperimenti del dottor Mengele. Le due sorelle si ricordano poco di Birkenau, ma quei pochi ricordi sono molto vividi. Ricordano però molto bene la loro permanenza nell’orfanotrofio di Praga e Lingfield House in Inghilterra, messa a disposizione dalla comunità ebraica del luogo. Una volta riconciliatesi con la mamma e aver finalmente conosciuto il loro papà, che era prigioniero in Sudafrica, in casa si evitava di parlare dell’argomento Auschwitz. Le sorelle Bucci all’inizio parlavano solo di Lingfield House e di quanto era bella e accogliente, ma mai di cosa c’era stato prima. Solo nell’età adulta, una volta diventate mamme e nonne, iniziarono la loro “avventura” da testimoni della Shoah.<br>Mi ha particolarmente colpito la frase di Tatiana Bucci che riporto qua sotto:<br>“Quel misto di affetto e senso del dovere che per due lunghi anni mi aveva accompagnata lasciò finalmente posto alla spensieratezza dell’infanzia. AL DIRITTO DI ESSERE BAMBINA”.<br>Questa frase mi è particolarmente piaciuta perché Tatiana riesce finalmente a essere quello che avrebbe dovuto essere e che non è stata per il periodo a Birkenau: una bambina.<br>Raccomando questo libro perché è comunque una testimonianza significativa degli orrori della Shoah, anche se visti da un altro punto di vista: quello dei gemelli e degli esperimenti subiti dal dottor Mengele. Un altro motivo per leggerlo è ovviamente che, visto il fatto che è scritto da due sopravvissute, ci sono molti dettagli che spesso non vengono calcolati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-05 10:05:22 UTC</pubDate>
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         <title>MAUS</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2435650228</link>
         <description><![CDATA[<div>MAUS e la storia di un fumettista emergente americano che si confronta con il suicidio della madre e con la figura del padre, sopravvissuti alla Shoah, cercando al tempo stesso di tramandare la memoria dell’Olocausto attraverso la realizzazione di un'opera narrativa a fumetti. Non poco, insomma.<br>Si compone in due parti&nbsp;<br>Mio padre sanguina storia, sei capitoli in cui Art mostra il peggioramento delle condizioni di vita degli ebrei polacchi negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale&nbsp;<br>E qui iniziano i miei guai, cinque capitoli sulla vita dei deportati all’ interno dei campo di concentramento.<br>MAUS é il racconto della storia di una famiglia ebrea sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento: l’olocausto. La forma è quella del fumetto in cui gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.<br>MAUS parla anche del tormentato rapporto tra Art ed il padre, protagonista del racconto: Art è il padre ritratto ormai anziano tra i settanta e gli ottanta anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-06 13:48:45 UTC</pubDate>
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         <title>La stella di Andra e Tati</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2436034662</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Il libro racconta di Andra e Tati, due bambine che tra il 1940 e il 1945 sono state deportate al campo di sterminio Auschwitz-Birkenau.<br>Tutto è iniziato dai cartelli appesi ai negozi con scritto che gli ebrei non potevano entrare...<br>Prima le due bambine giocavano con i loro amici e si divertivano, ma poi tutto è cambiato.<br>Di notte le guardie tedesche sono entrate in casa delle bambine e hanno obbligato loro, Mira (la madre), Rosa (la nonna), la zia Gisella insieme a suo figlio Sergio (si erano trasferiti da Napoli per andare a casa di Mira a Fiume) a uscire dalla loro casa.<br>Insieme a tante altre persone sono stati portate in un carro bestiame dove hanno viaggiato, in condizioni pessime, fino al campo di sterminio.<br>Una volta là le persone hanno indossato un vestito a righe, si sono dovute rasare i capelli e tatuare un numero che da lì a poco sarebbe diventato il loro nome; i bambini sono stati divisi dalle loro madri e dalla loro nonna che è salita su un altro "treno".<br>I bambini sono stati portanti al kinderblock, dove non potevano giocare con nulla se non con le loro mani o con dei sassi, mangiavano zuppa e il pane di sera e di pomeriggio, dormivano su dei pezzi di legno che non possono essere definiti letti.<br>Dovevano ubbidire alla blokova, che per fortuna si è presa in simpatia le due bambine e le ha aiutate in diversi momenti.<br>Hanno continuato le solite giornate finchè un giorno è cambiato tutto: i tedeschi sono scappati e sono arrivati i soldati russi che hanno portato tutti i bambini all'orfanotrofio di Praga.<br>All'orfanotrofio era tutto noioso e nessuno badava veramente ai bambini, ma per fortuna un giorno si è lì recata una donna lì che ha portato le due bambine in un posto nuovo e bellissimo: Lingfield.<br>E' un posto messo a disposizione da un signore ebreo di nome Sir Benjiamin Drage dove hanno vissuto una ventina di bambini che avevano perso la famiglia durante la guerra ed erano rimasti soli. Di loro si occupavano Miss Lauren e Manna.&nbsp;<br>Andra e Tati si sono trovate molto bene e hanno fatto nuove amicizie, e questo si capisce anche dall'episodio di quando i loro genitori, che erano sopravvissuti, le hanno cercate ma loro volevano restare all'orfanotrofio...Alla fine sono ritornate dai loro genitori ma ci è voluto un po' di tempo per tornare alla normalità.<br><br>Una frase che mi ha colpita particolarmente è stata: "forse persino quelle minuscole gocce d'acqua salata avevano paura di trovarsi lì". La frase esprime la paura che provavano le bambine e in particolare Tati, che non è riuscita a piangere quando ha visto la nonna colpita dal militare sulla spalla con il fucile.<br><br>E' un libro interessante, racconta una storia veramente accaduta e soprattutto la situazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Ti fa capire cos'è successo e cos'hanno dovuto passare tutte quelle povere persone.<br><br><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-06 20:23:59 UTC</pubDate>
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         <title>Fino a Quando la mia stella brillerà</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il libro racconta della storia di Liliana Segre, una bambina che fino che suo padre non le annuncia che non potrà più andare a scuola per via delle leggi razziali non sa nemmeno di essere ebrea; nel giro di poco tempo Liliana si trova prima emigrata, poi senza casa, infine in fuga ed arrestata. A tredici anni viene portata ad Auschwitz. Parte&nbsp; il 30 Gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare.<br>La frase che mi ha colpito di più è stata: "Finché io sarò viva, tu, stellina, continuerai a brillare nel cielo. Stai tranquilla, io non morirò. io sarò sempre con te." &nbsp;<br>Consiglio questo libro perché è scritto con parole semplici ma ha una storia "profonda", mi è anche piaciuto molto il fatto che ci siano delle foto di&nbsp; Liliana e la sua famiglia ma anche che in alcune pagine ci sia un appunto/un pensiero di Liliana su una frase o un argomento.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 15:33:03 UTC</pubDate>
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         <title>Fino a quando la mia stella brillerà</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2436780607</link>
         <description><![CDATA[<div>Il libro scritto da Liliana Segre e Daniela Palumbo racconta della storia di Liliana, una bambina che ha perso la sua mamma da piccola e che vivrà l'avventura dei campi di concentramento al fianco di suo papà (fino a quando potrà).<br>Liliana è ancora solo una bambina quando viene deportata e vive questa bruttissima realtà che la farà diventare donna troppo presto.<br>Mi ha colpito tantissimo questa frase: "Uomini a destra e donne a sinistra.<br>Poi non lo vidi più.<br>Anche se vivessi altri cento anni,&nbsp;<br>quel momento resterebbe indelebile, perché fa parte di me. Come papà!"<br>La frase è riportata anche alla fine del libro, la dice Liliana riferendosi all'addio che non ha potuto dare a suo papà.<br>Penso al dolore che ha provato Liliana separandosi da suo papà senza nemmeno poterlo salutare.<br>Il libro è bellissimo, riesce a parlare di un argomento difficile senza essere troppo rigido e si riesce a leggere anche velocemente e quindi lo consiglio!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-08 13:57:14 UTC</pubDate>
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         <title>La stella di Andra e Tati</title>
         <author>sophiedalips</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo libro racconta la vera storia delle due sorelle italiane ebree Alessandra e Tatiana Bucci, che solamente all'età di 6 e 4 anni vengono bruscamente deportate insieme alla mamma,alla nonna, allo zio e infine anche con il piccolo cugino al famosissimo campo di Auschwitz. Fortunatamente il dottore lì presente le scambiò per gemelle, tanto che riuscirono quindi a restare insieme e unite dandosi forza l'uno con l'altra. Sempre assieme furono di conseguenza portate in un altro campo, chiamato Kinderblock ovvero "la baracca dei bambini". Tati inoltre ricorda che appena arrivate a ognuna di esse venne tatuato sul proprio braccio, che comunque ancora oggi portano, un numero per identificarle... Perché da quel momento in poi non avevano più un'identità, ma erano solamente un numero.<br>Infine vorrei anche precisare che la sopravvivenza delle due sorelle è merito anche della bontà e gentilezza della guardiana, che è stata in grado di saperle aiutare in ogni momento, rischiando anche la propria vita.&nbsp;<br>Una frase che sin da subito mi ha colpito è "C'eravamo solo io e Andra, sempre l'una attaccata all'altra, come per proteggerci", ciò spiega come l'importanza di avere un genitore al proprio fianco sia fondamentale, ma che anche grazie all'unione si riesce a tenere duro e continuare a lottare per avere la libertà che ognuno merita.<br>Consiglio di leggere a tutti questo libro perché è comunque un argomento che&nbsp; insegna a qualsiasi persona cosa sono le azioni giuste da compiere e quelle sbagliate, e anche un motivo in più per far sì che questa tragedia non accada mai più.<br>Infatti questa storia ci fa anche capire, come ho già detto prima, che con l'amore, l'unione e il coraggio si può sconfiggere qualsiasi orrore ed ostacolo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 15:12:39 UTC</pubDate>
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         <title>Primo Levi Se questo è un uomo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il&nbsp;libro racconta della deportazione di Primo Levi ad Auschwitz. L'autore racconta quello che succede e descrive la vita in un lager e anche la vita di tutti quelli che incontra, e soprattutto indica lo stato d'animo della persona di cui si parla <br>Levi è stato deportato perché ebreo nel 1944.<br>Una frase che mi ha colpito è stata: "infin che un giorno senso non avrà più dire domani" che significa: infine un giorno non avrà più senso per dire domani.<br>Io consiglio questo libro perchè spiega come vivevano gli ebrei nei lager e non è molto pesante come libro.<br><br><br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 17:57:49 UTC</pubDate>
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         <title>La bicicletta di Bartali</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il libro parla di parte della vita di uno dei ciclisti più famosi d'Italia, Gino Bartali. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli ebrei italiani subirono lo stesso trattamento di quelli tedeschi. Ed è qui che entra in gioco Bartali, che con la sua bicicletta verde sfrecciava sull'asfalto macinando 370 chilometri, 185 all'andata e 185 al ritorno, per fare la spola Firenze-Assisi-Firenze e portare sotto al sellino i documenti falsi che servivano agli ebrei per scappare con un'identità nuova. Un giorno il grande ciclista, durante il suo solito tragitto, venne fermato e portato a Villa Triste da militari nazisti per essere interrogato e perquisito, ma fortunatamente gli Alleati stavano arrivando. Il più buono dei soldati, un giovane ammiratore di Bartali, lo libero' e così Gino pote' portare a termine la sua missione.<br><br>La frase che più mi ha colpito è stata: ''Il bene si fa ma non si dice'', perché il campione non si è mai vantato per il bene che ha fatto, salvando più di 800 vite, ma lo ha tenuto segreto parlandone solo con il figlio. Trovo giusto quello che Bartali ha fatto.<br><br>Consiglio questo libro perché è scritto in modo semplice e creativo anche se parla di argomenti molto seri, come la Seconda Guerra Mondiale e le leggi razziali. E' stato bello conoscere l'opera di grande umanità e coraggio di un uomo come Gino Bartali, nonostante fosse così famoso il campione di ciclismo ha deciso comunque di rischiare la sua vita per salvare gli ebrei.&nbsp;<br>Buona Lettura!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 19:35:37 UTC</pubDate>
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         <title>La stella di Andra e Tati</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo libro parla di due bambine deportate e sopravvissute ad Auschwitz quando erano molto piccole. La storia parte dalla vita di tutti i giorni delle due bambine e della loro famiglia, fino a quando le leggi razziali vennero istituite in Italia, ma soprattutto dopo che un uomo che lavorava in sinagoga disse che la nonna delle bimbe la frequentava… Nel cuore della notte dei militari sfondarono la porta e portarono via l'intera famiglia, le caricarono sul treno destinato agli animali con un sacco di altre persone, senza cibo nè acqua. Quando la famiglia arrivò la mamma e le due bambine vennero divise, venne loro ordinato di togliere i soliti vestiti e gli fu inciso un numero sul braccio; poi vennero portate alle baracche nelle quali davano loro poco cibo e nemmeno molto buono. Fortunatamente, però, la blokova le prese in simpatia e un episodio che riuscì a salvarle fu proprio quando disse alle bambine di non dire di sì quando i tedeschi avrebbero chiesto chi volesse rivedere la mamma, e così fecero. Poi cambiò tutto: finalmente arrivarono i russi che portarono via tutti quegli scheletri viventi e le bambine vennero trasferite in un orfanotrofio a Praga. Infine ritrovarono la loro mamma.<br>Non c'è una frase che mi ha colpito in particolare, ma mi ha colpito il pezzo dove la mamma delle bambine ricordò loro come si chiamavano, perché fa capire che non tutti dopo tanti mesi lì dentro si dimenticano del loro nome, visto che venivano chiamati con un numero.<br>Lo consiglio come libro perché ti fa capire in maniera abbastanza semplice quanto è successo e ti fa capire cosa pensavano e provavano due bambine innocenti, come anche tanti altri bambini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 23:09:36 UTC</pubDate>
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         <title>Il sistema concentrazionario e il genocidio, capitolo del libro Hitler e il nazismo.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/toninidscuola/niiq5uxtcotf3iwa/wish/2439371993</link>
         <description><![CDATA[<div>Libro che parla dall'avvento alla fine del nazismo, con un focus sui campi di concentramento, dalla premeditazione di essi (uno era già in funzione dal 1933) all'organizzazione e al loro preciso scopo con anche un ragionamento sul pensiero nazista.<br>Mi ha colpito molto la frase "i lager esprimevano appieno la politica nazista" e mi ha colpito il fatto che i lager fossero non uno strumento per la sola eliminazione degli ebrei ma un organo fisso del governo di Hitler.<br><br>Consiglio di leggere oltre a questa parte da me meglio specificata anche il resto del libro in quanto interessante e dettagliato&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 14:18:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il libro parla della triste storia di quattro ragazzini costretti a scappare e nascondersi per poter sopravvivere:<br>Carlo, che adorava guardare i treni e decide di usarli come nascondiglio;&nbsp;<br>Hannah, che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle;&nbsp;<br>Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto;&nbsp;<br>Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino.<br>Quattro ragazzini che, in un'Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l'orrore della deportazione.<br>Consiglio di leggerlo perché aiuta a tenere vivo il ricordo sia delle testimonianze che di quel particolare periodo storico.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-11 18:26:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>MAUS, romanzo a fumetti, narra la storia di Vladek, un ebreo polacco, un tipo particolare.&nbsp;<br>La prima parte (sei capitoli) racconta il passato del padre e della madre prima di essere deportati ad Auschwitz; la seconda parte ( cinque capitoli) racconta la dura vita vissuta dal padre e dagli altri prigionieri all'interno dei campi di concentramento. Maus é il racconto della storia di una famiglia ebrea sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento: l’olocausto. La forma è quella del fumetto, in cui gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.&nbsp;<br>La frase che mi ha colpito, forse una delle più belle che ho mai sentito, è "Qualsiasi cosa realizzi, non sarà mai nulla all'essere sopravvissuti ad Auschwitz".&nbsp;<br>Questo è solo un piccolissimo esempio di quanto siano stati distruttivi i Nazisti ai danni degli Ebrei.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-11 22:17:49 UTC</pubDate>
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