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      <title>Le Tappe della Via Francigena Italiana by Maria Pia Umana</title>
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      <description>PON La Via Francigena in una Carta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-01-28 10:46:15 UTC</pubDate>
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         <title>   LE TAPPE IN TERRITORIO                  ITALIANO</title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Via Francigena in Italia conta </div><div> 45 tappe  fondamentali sono quella del <strong>Colle del Gran San Bernardo,</strong> <strong>Pavia</strong>,  <strong>Piacenza</strong>, <strong>Fidenza</strong>, <strong>Fornovo</strong> e <strong>Berceto</strong></div><div>Superato l’Appennino Tosco-Emiliano e il <strong>Passo della Cisa</strong>, il percorso scende a <strong>Pontremoli</strong> e Luni, per poi prendere la direzione della costa e proseguire lungo vie di comunicazione più sicure, come l’<strong>Aurelia</strong> e le strade consolari del ormai estinto  Impero Romano. <strong>Sigerico</strong> tracciò la via, dopo di lui arrivarono mercanti, soldati o semplici pellegrini diretti nel cuore del Cattolicesimo.</div><div>Le <strong>tappe dell’antica strada medievale</strong> consentono oggi di conoscere, oltre a città turisticamente rinomate, anche paesi di provincia e piccoli borghi che tanto hanno fatto nella storia, nella crescita e nello sviluppo culturale. In questo tragitto  possiamo raccontare dopo aver svolto questo viaggio  il territorio, valorizzare le bellezze naturali, descrivere i principali luoghi d’interesse artistico, culturale e religioso situati lungo le tappe della Via Francigena.</div><div>Lungo la Via Francigena si incontreranno espressioni <strong>artistiche e segni della devozione ovvero: </strong>fastose cattedrali rinascimentali e timidi monasteri romanici, imponenti siti archeologici o semplici e suggestive testimonianze del passato.<br>ALESSANDRO INCARDONA <strong><br></strong><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:22:01 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO SALVO </title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <description><![CDATA[<div>3° TAPPA:<br><br></div><ul><li><strong>Aosta, cattedrale</strong></li><li><strong>Châtillon, chiesa Parrocchiale</strong></li></ul><div><br> Ad <strong>Aosta</strong>, il percorso di Sigerico parte da Piazza Emile Chanoux, e passa per Via Porta Pretoria, Via Sant’Anselmo, quartiere di Sant’Orso, Arco di Augusto, ponte sul Torrente Buthier, Via Ponte Romano, Ponte di Pietra, e da qui si procede attraverso Via Monte Zerbion, Via Roma, Via Lino Vaccari e Ospedale Beauregard e, usciti dall’abitato di Aosta, ci si avvia verso Saint-Christophe. Da <strong>Saint-Christophe</strong>, si procede in direzione Quart, dove si trova il celebre castello del XII secolo, e poi verso Nus e Fénis, località anch’esse famose per i castelli, strutture che ben testimoniano di un passato in cui la regione fu crocevia di importanti traffici lungo fondamentali direttrici commerciali che portavano oltre confine, in Francia e in Svizzera.riprendendo il percorso della Francigena da <strong>Nus</strong>presso il ponte sul <strong>Torrente Saint-Barthélemy</strong>, si prosegue passando per le <strong>frazioni Plantayes, Messigné, Rovarey, Ronchette</strong>, si costeggia la <strong>Chiesa di Diémoz a Verrayes</strong> e in seguito ci si dirige a <strong>Cretaz</strong>. Da qui a <strong>Granjeon</strong> la via è breve e conduce in discesa sino a <strong>Chambave</strong>, oltrepassato il quale bisogna seguire lo <strong>Chemin du Muscat</strong> che costeggia il ru de Chandianaz sino a monte dell’abitato di <strong>Breil</strong>, che va poi abbandonato per guadagnare <strong>Châtillon</strong>.In questi luoghi si raccolgono mete tra le più caratteristiche del <strong>percorso dei pellegrini</strong>: tra queste, la Cappella di Saint-Evence a Saint-Denis e le Chiese Parrocchiali di San Pietro a Châtillon e di San Vincenzo a Saint-Vincent,</div><div><strong>4°TAPPA: </strong></div><ul><li><strong>Châtillon, chiesa Parrocchiale</strong></li><li><strong>Verrès</strong></li></ul><div>Riprendendo il cammino della Francigena da <strong>Saint-Vincent</strong>, ai piedi del Monte Zerbion, la valle si piega verso sud, e la località che bisogna raggiungere è <strong>Montjovet,</strong> per poi camminare lungo il perimetro dello spettacolare <strong>Castello di Saint-Germain</strong>: oltre questo punto si passerà lungo un tratto dell’Antica Via delle Gallie che mostra ancora tracce del suo selciato in pietra. Sarà poi la splendida Dora Baltea, che scorre in seno alla Comunità Montana, a farci da guida, portandoci a <strong>Champdepraz</strong> e <strong>Issogne</strong>.</div><div> Qui troviamo <strong>il Castello</strong> che fu voluto da Giorgio di <strong>Challant</strong> alla fine del 400 come palazzo residenziale. Nel cortile si trova la famosa fontana del melograno in ferro battuto (XVI sec.) e, sotto il porticato, sette lunette affrescate con curiose scene di vita popolare del tempo.</div><div> Una deviazione ci conduce nel Comune di <strong>Verrès</strong> dove si può ammirare il complesso architettonico della <strong>Prevostura di Saint-Gilles</strong>, sulla sponda destra dell’Evançon, in quasi perfetta simmetria col Castello medievale, situato in alto sulla riva opposta, possente mole cubica e ritenuto uno dei più rilevanti esempi europei di fortezza militare tardogotica. </div><div>Da qui, si costeggia poi ancora <strong>la Dora Baltea</strong> per seguitare il cammino sino ad Arnad che conserva importanti testimonianze del passaggio dei pellegrini.<br>  Ad <strong>Arnad</strong>, infatti, la romanica Parrocchiale di San Martino ha ancora ai giorni nostri un fascino indiscutibile che riporta a secoli di fede e guerre.</div><div>9° tappa: La nona tappa parte da Santhià e finisca a Vercelli ed è lunga circa 27.1 km.  La tappa attraversa la pianura vercellese fortemente caratterizzata dalle numerose risaie, frequenti gli incontri con diverse specie avicole, attirate nella zona dalla presenza degli specchi d'acqua.<br> Gran parte della tappa si svolge su tratturi e strade campestri, al di fuori dei centri abitati non è possibile rifornirsi d'acqua.<br>10° tappe:  La decima tappa parte da Vercelli e finisce a Robbio e dura circa 18.6 KM.<br> La prima parte della tappa si sviluppa lungo l'argine del Sesia.<br>Da Palestro si percorrono dapprima gli stretti arginelli che separano i campi allagati e, nell'avvicinarsi a Robbio, si transita in banchina lungo una strada provinciale poco trafficata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:24:27 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Italiano e Chiara Iacono</title>
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         <description><![CDATA[<div>Tappa 06  <br>Da chiesa Parrocchiale Pont St. Martin a Ivrea</div><div>Questa sesta tappa è lunga 21.5 km. <br>Essa alterna Borghi caratteristici a piacevoli tratti nella natura.<br>Importanti sono: il complesso di San Lorenzo, il Borgo di Montestrutto, il castello di Montalto e la visita del centro storico di Ivrea.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:37:15 UTC</pubDate>
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         <title>5° Tappa - Alessandro Pisano, Kevin Ognisanto, Simone Rialdone</title>
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         <description><![CDATA[<div>Siamo ormai al confine tra Valle d'Aosta e Piemonte, nel punto preciso in cui la Via Francigena abbandona la Vallèe per proseguire il suo cammino in Piemonte. Un territorio che si estende dalle vallate di Gressoney e di Champorcher, note anche come Valle del Lys e dell’Ayasse dai nomi dei torrenti che le solcano, sino alla valle della Dora Baltea, dalla chiusa di Bard alla spianata di Pont-Saint-Martin.<br> <br> Un lembo di valle, inoltre, che conserva picchi diversi di altitudine, dai 345 m.s.l.m di Pont-Saint-Martin ai titanici 4634 metri del Monte Rosa. Nella Comunità Mont Rose, la Via Francigena passa per Hone, Bard, dove fa bella mostra di se l’omonimo castello, fino ad arrivare a Donnas.<br> <br> Proprio il Castello di Bard, risalente all’XI secolo e divenuto con il tempo una inespugnabile fortezza militare, distrutto nel 1800 da Napoleone e ricostruito nel 1838, rappresenta uno dei fortilizi più suggestivi.<br> <br> Giunti a Donnas si camminerà, ancora una volta, su un tratto dell’Antica Via delle Gallie, e si ammireranno gli enormi terrazzamenti adibiti a vigneti. Da Donnas a Pont-Saint-Martin il percorso è breve, e ci porta a scoprire l’antico ponte romano sul Torrente Lys, esempio eccezionale dell’ingegneria del tempo (I secolo a.C.).<br> <br> Pont-Saint-Martin chiude così il percorso che era iniziato centinaia di chilometri più in su, al di là di montagne, fiumi, torrenti, là dove l’ospizio del Colle del Gran San Bernardo ricorda ai viandanti del Terzo Millennio le dure fatiche dei pellegrini medioevali, in cerca di espiazione nel lungo viaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:37:24 UTC</pubDate>
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         <title>LA PRIMA TAPPA</title>
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         <description><![CDATA[<ul><li><strong>Gran San Bernardo</strong></li><li><strong>Echevennoz</strong></li></ul><div>La Valle d'Aosta è attraversata dal primo tratto italiano della Via Francigena che si può dividere in tre parti principali: il primo tratto va sai 2450 metri del Gran San Bernardo ai 580 di Aosta. Il secondo tratto invece, parte dal capoluogo di regione per giungere a Saint-Vencent cioè 30 chilometri con un dislivello di 450 metri. Chiude il tratto che porta da San-Vincent a Pont-Saint-Martin. In totale 88 chilometri di Via Francigena, ricchi di storia, tracce di fede, natura, luoghi e atmosfere indimenticabili. Il primo territorio è in Valle d'Aosta ed è caratterizzato da lunghi selvaggi e montuosi. Valicando il colle del Gran-San-Bernardo il benvenuto è dato dal famoso ospizio, tutt'ora abitato da monaci agostiniani.<br><strong>Emmanuel Venuto, Chiara Dammagio, Celeste Impellizzeri, Leadra Pistritto, d'Aleo Francesca, Davide Ferrara</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:37:54 UTC</pubDate>
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         <title>ALESSANDRO INCARDONA</title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div><div><br>13ª TAPPA</div><ul><li>DA <strong>Garlasco, Chiesa di S. Maria Assunta</strong></li><li>A <strong>Pavia, centro storico</strong></li></ul><div><strong>Lunghezza del percorso: km 25,5</strong><br><br></div><div>Si  attraversano le  campagne pavesi, irrigate dai numerosi canali e interrotte da casolari e macchie d’alberi tipiche del Parco del Ticino  le viste sul fiume e i fitti boschi, uniti ad una variegata presenza faunistica, offrono uno spettacolo suggestivo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:46:34 UTC</pubDate>
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         <title>Michael, massimo, mariarosa, illary ed elisabetta. Tappa nr 7</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Una tranquilla tappa ai piedi della Serra di Ivrea, la più grande morena d'Europa, interessante formazione geologica che ci indica la direzione. <br>Lungo il cammino incontriamo due splendide chiesette da poco restaurate: san Pietro, nei pressi di Bollengo, e "il Gesiun", un delizioso rudere in mezzo alla campagna, di cui sono rimasti solo i muri perimetrali e i resti di un affresco. <br>Molto bello il villaggio-strada di Piverone, e spettacolari i panorami sul lago di Viverone. Punti di ristoro a Bollengo, Palazzo Canavese, Piverone. Fontane frequenti. <br>TAPPA NR 8<br>Il percorso verso corvaglio, si svolge su strade campestri, dopo il paese possiamo visitare il santuario di nostra signora del babilonesi e raggiungere santhia lungo tranquille strade di campagne <br>Chiesa di nostra signora di Babilonia d' impronta rinascimentale, le cui attuali fondamenta furono edificate nel XVII secolo, sorge nei pressi del cimitero. La pianta é ellittica con quattro cappelle e sormontata da una cupola con lanternino.<br>All' interno custodisce un pregevole gruppo ligneo della prima metà del XIII secolo, raffigurante " l' adorazione dei magi".</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 14:50:16 UTC</pubDate>
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         <title>Simone Rialdone  Lorenzo Turturici. Kevin Ognisanto Alessandro Pisano </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariapia_um/ni6zdtmbt9fh/wish/324975412</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>TAPPA 11<br>Robbio Chiesa San Pietro   Mortara stazione ferroviaria <br>Lunghezza  14,2 km </strong><br><br>Tappa molto breve che attraversando la piatta campagna della Lomellina e conduce su larghe strade sterrate nella prima parte su tratturi erbosi nella zona di Madonna del Capo.<br>Interessanti a Robbio il monastero di San Valeriano. La chiesa di San Valeriano, grandiosa nelle dimensioni, a indicare l’importanza  dei monaci cluniacensi a cui apparteneva. Divenne una tappa fondamentale sulla Via Francigena dell’XI secolo, tanto più che proprio in quest’epoca al monastero venne dato il compito di offrire gratuitamente accoglienza ai messi sia papali che imperiali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 15:32:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariapia_um/ni6zdtmbt9fh/wish/324977158</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tappa 12</strong></div><div><strong>Mortara - Garlasco.</strong></div><div><br></div><div>La lunghezza del percorso è di 20,7 km.Appena  si esce da Mortara si incontra l'abbazia di Sant'Albino fondata nel V sec. e succesivamente rimaneggiata, ora punto tappa per i pellegrini che transitano da Mortara.</div><div>Un percorso tra campi coltivati riesce a portarci tra Remondò e Tromello, tappa dell'itinerario di Sigerico. </div><div>In questa tappa percorriamo strade asfaltate esclusivamente nelle cittadine.<br>Giulia Italiano e Chiara Iacono</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 15:35:15 UTC</pubDate>
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         <title>15° Tappa</title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><strong>Santa Cristina</strong></li><li><strong>Orio Litta, Grangia Benedettina</strong></li></ul><div>In questa tappa si costeggiano i bassi rilievi punteggiati di vigneti della collina di S. Colombano e, attraversato il centro di Miradolo Terme, s'incontra il grande Castello di Chignolo Po.<br>Attraversato il Lambro si entra in territorio Lodigiano, dove il percorso segue dapprima l'argine del fiume e poi le "arginelle" delle risaie fino a Orio Litta. <br><strong> Kevin Ognisanto</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 15:39:52 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO SALVO</title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-28 15:41:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <pubDate>2019-02-03 10:56:58 UTC</pubDate>
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         <title>alessandro</title>
         <author>mariapia_um</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Lungo il percorso<strong> le numerose pievi e ospedali</strong>, fondamentali per il ricovero e l’assistenza ai pellegrini, intitolate frequentemente a santi “romei”: Santa Margherita, San Nicola, San Giacomo, San Michele, San Genesio, San Martino e Sant’Ilario.<br><br></div><div>Una via percorsa da truppe militari, mercanti, ma soprattutto da pellegrini. Il<strong> viaggio per il fedele</strong> aveva scopo di penitenza, per la Chiesa, invece, era un mezzo di promozione della dottrina ortodossa.<br><br></div><div><br></div><div><br></div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-04 13:57:46 UTC</pubDate>
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         <title>25° Tappa - Alessandro Pisano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>I pellegrini raggiungevano la sicurezza della mura di Avenza, sorvegliate dalla massiccia torre voluta dall’istinto guerresco di Castruccio Castracani, la stessa che ancora oggi si erge, carica d’anni e di storia, sopra le case del centro.<br> <br> Pochi chilometri a nord sta Carrara, ma la città del marmo è stata di rado meta dei pellegrini.<br> <br> Quelle che si spingono fin su, nel cuore Apuane, non sono le strade dello spirito, ma della fatica e del commercio, da duemila anni calcate dai pesanti convogli che trasportano la pietra in cui prendono forma gli ideali di gloria, fede, arte e bellezza di mezzo mondo.<br> <br> La Francigena si dirige invece a sud-est, parallela alla costa, dove presto raggiunge l’abitato di Massa.<br> <br> I viandanti che vi approdavano sino ai primi decenni del XV secolo, si trovavano al cospetto di un borgo di campagna, che poco aveva della superba città ducale voluta dai Cybo Malaspina, con i suoi monumenti: il Palazzo Ducale, la cattedrale dei Santi Pietro e Francesco (nella cui cappella sotterranea riposano i principi e i duchi che hanno fatto la storia della città), l’ottocentesco Teatro Guglielmi e il castello Malaspina che, dall’alto di un colle roccioso, domina la pianura fino alla costa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-04 14:15:48 UTC</pubDate>
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         <author>mariapia_um</author>
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         <pubDate>2019-02-04 14:24:30 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppo Salvo</title>
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         <description><![CDATA[<div>22° tappa: Passo della Cisa<br><br>Dal passo della Cisa si sale verso la piccola chiesa della " Maonna della Guardia, si prosegue nella penombra del bosco, alternando sentieri a mulattiera.<br>A Cavezzana si prende a sinistra la traccia verso di Groppoli di Valdantena. Dopo Previdè si attraversa il ponte medievale sul Magra, presso Groppodalosio, segue Casalina e Toplecca di Sopra; al Passo della Crocetta si scende ad Arzengio lungo le 14 stazioni della Via Crucis, attraversato il borgo, dopo un breve tratto du strada asfaltata si prende a destra una sterrata che perde quota fino al vecchio ospedale di Sant'Antonio, superando il Magra lungo un antico ponte. Pontremoli è ormai vicina</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-04 14:31:01 UTC</pubDate>
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         <title>23° Tappa - Kevin Ognisanto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Non furono però solo “stecchi con tosco” a germogliare dalla pianta dei Malaspina: quello che per taluni fu il malnido di Villafranca, per altri fu uno dei più importanti centri italiani della raffinata cultura cortese e non ci sarebbe davvero nulla da stupirsi se, fra le mura oggi diroccate, avesse davvero un tempo soggiornato il Sommo Poeta, traendo ispirazione per quei versi dell’Inferno dove si evoca il “vapor di Val di Magra”.<br> <br> Così come Il Magra, scendendo verso il mare, s’ingrossa accogliendo le acque dei suoi affluenti appenninici, allo stesso modo il fiume dei pellegrini sulla Francigena cresceva raccogliendo quelli che venivano dal parmense attraverso il Passo del Lagastello o da Reggio Emilia transitando per l’Ospedalaccio e Tea, nei pressi degli odierni passi del Cerreto e dei Carpinelli.<br> <br> Aulla, per secoli cinta di mura e arroccata attorno all’abbazia di San Caprasio, in assoluto uno dei più antichi punti di sosta lungo la Francigena, era il punto dove tutte queste direttrici confluivano, un destino di città di commerci, transiti e scambi, segnato già da quando i romani installarono qui il loro caposaldo lungo la via per il porto di Luni.<br> <br> Poco oltre Pontremoli, a Sorano di Filattiera, dove la valle prende spazio e verrebbe quasi da chiamarla pianura, s’impone solenne la mole della Pieve di Santo Stefano, altro gioiello che la Francigena ci ha lasciato in eredità.<br> <br> Ancor più impressionanti sono le mura che s’incontrano a valle, presso Villafranca, snodo strategico lungo la Francigena. Nel vederli oggi quei ruderi, coperti d’edera in cima a uno scoglio, sembrano meritarsi pienamente il sinistro nome di Malnido.<br> Non furono però solo “stecchi con tosco” a germogliare dalla pianta dei Malaspina: quello che per taluni fu il malnido di Villafranca, per altri fu uno dei più importanti centri italiani della raffinata cultura cortese e non ci sarebbe davvero nulla da stupirsi se, fra le mura oggi diroccate, avesse davvero un tempo soggiornato il Sommo Poeta, traendo ispirazione per quei versi dell’Inferno dove si evoca il “vapor di Val di Magra”.<br> Così come il Magra, scendendo verso il mare, s’ingrossa accogliendo le acque dei suoi affluenti appenninici, allo stesso modo il fiume dei pellegrini sulla Francigena cresceva raccogliendo quelli che venivano dal parmense attraverso il Passo del Lagastello o da Reggio Emilia transitando per l’Ospedalaccio e Tea, nei pressi degli odierni passi del Cerreto e dei Carpinelli.<br> Aulla, per secoli cinta di mura e arroccata attorno all’abbazia di San Caprasio, in assoluto uno dei più antichi punti di sosta lungo la Francigena, era il punto dove tutte queste direttrici confluivano, un destino di città di commerci, transiti e scambi, segnato già da quando i romani installarono qui il loro caposaldo lungo la via per il porto di Luni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-04 14:41:12 UTC</pubDate>
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         <title>27° tappa Lorenzo Turturici</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariapia_um/ni6zdtmbt9fh/wish/327318194</link>
         <description><![CDATA[<div>Fra le colline e i borghi del camaiorese, ancora oggi, aleggia un’atmosfera d’antico e le frazioni che si incontrano lungo le stradine della valle della Freddena, come <strong>Monte Magno e Valpromaro</strong>, appaiono davvero come luoghi senza tempo. Qui la Francigena si snoda lungo sentieri all’ombra di <strong>boschi monumentali</strong>, come nel tratto che attraversa la valle del torrente Contesola, ultimo tuffo nella natura appenninica, prima di affacciarsi sulla piana di <strong>Lucca</strong>, l’orgogliosa città stato che difese la propria indipendenza sino al 1847, arroccata dietro la possente cinta di mura rinascimentali che ancora resiste perfettamente intatta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-04 14:42:06 UTC</pubDate>
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