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      <title>Giovanni Pascoli - Vita e l&#39;Assiuolo by Prof. Gabriele Lombardi</title>
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      <description>I fantasmi del quotidiano
1855-1912</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-07-14 10:11:41 UTC</pubDate>
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         <title>La giovinezza.</title>
         <author>gabriele_lombardi001</author>
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         <title>L&#39;età matura</title>
         <author>gabriele_lombardi001</author>
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         <pubDate>2017-07-14 10:11:41 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; Assiuolo - testo e parafrasi</title>
         <author>gabriele_lombardi001</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>L'assiuolo</em> di <a href="http://www.oilproject.org/lezione/riassunto-vita-pascoli-1383.html">Giovanni Pascoli</a> fa parte della raccolta <a href="http://www.oilproject.org/lezione/pascoli-myricae-riassunto-3144.html"><em>Myricae</em></a>, e compare nella sezione <strong><em>In campagna</em></strong><strong>.</strong> La poesia si svolge infatti in una campagna addormentata, notturna, in cui il poeta fatica a scorgere la luna. Dal buio gli arriva alle orecchie un pianto triste e lontano, il verso dell'<strong>assiuolo</strong>, un <strong>uccello notturno, che, lugubre, ispira al poeta pensieri legati alla morte</strong>. <a href="http://www.oilproject.org/lezione/riassunto-vita-pascoli-1383.html">Pascoli</a> si interroga quindi sul <strong>mistero che incombe sul nostro universo e sul destino dell'uomo</strong>, votato alla morte senza rimedio. La figura retorica più caratterizzante di questo componimento è l<strong>'</strong><a href="http://www.oilproject.org/definizione/onomatopea.html"><strong>onomatopea</strong></a>, utilizzata dal poeta per rendere il verso dell'assiuolo, <em>chiù</em>, che chiude ogni strofe con un<strong> sinistro presagio di sventura. </strong>Questo è un tratto caratteristico del <a href="http://www.oilproject.org/definizione/fonosimbolismo.html"><strong>fonosimbolismo</strong></a><strong> pascoliano</strong>, ovvero della sensibilità del poeta per quegli elementi della natura che combinano al tempo stesso fascino e paura.</div><div>Pubblicata per la prima volta su «Il Marzocco» del <strong>3 gennaio 1897</strong>, la poesia venne poi raccolta in <a href="http://www.oilproject.org/lezione/pascoli-myricae-riassunto-3144.html"><em>Myricae</em></a> a partire dalla <strong>quarta edizione </strong>di quello stesso anno.</div><div><strong>Metro</strong>: tre coppie di <strong>quartine di novenari</strong> a rima alterna ABABCDCd (dove l'ultimo verso è sempre l'onomatopeico <em>chiù</em>, monosillabico).</div><ol><li>Dov'era la luna <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot1"><sup>1</sup></a>? Ché il cielo</li><li><strong>notava</strong> in <strong>un'alba di perla</strong> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot2"><sup>2</sup></a>,</li><li>ed <strong>ergersi</strong> il mandorlo e il melo</li><li>parevano a meglio vederla.</li><li>Venivano <strong>soffi di lampi</strong> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot3"><sup>3</sup></a></li><li>da <strong>un nero di nubi</strong> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot4"><sup>4</sup></a> laggiù:</li><li>veniva una voce dai campi:</li><li><em>chiù</em> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot5"><sup>5</sup></a>...</li><li>Le <strong>stelle</strong> lucevano <strong>rare</strong></li><li>tra mezzo alla nebbia di latte <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot6"><sup>6</sup></a>:</li><li>sentivo il cullare del mare,</li><li>sentivo un fru fru <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot7"><sup>7</sup></a> <strong>tra le fratte</strong>;</li><li>sentivo nel cuore un sussulto,</li><li>com'eco d'<strong>un grido che fu</strong> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot8"><sup>8</sup></a>.</li><li>Sonava lontano il singulto:</li><li><em>chiù</em>...</li><li>Su tutte le <strong>lucide</strong> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot9"><sup>9</sup></a> vette</li><li>tremava un sospiro di vento;</li><li><strong>squassavano</strong> <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot10"><sup>10</sup></a> le cavallette</li><li>finissimi sistri d'argento <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot11"><sup>11</sup></a></li><li>(<strong>tintinni</strong> a invisibili porte</li><li>che forse non s'aprono più? <a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#foot12"><sup>12</sup></a>... );</li><li>e c'era quel <strong>pianto di morte</strong>...</li><li><em>chiù</em>...</li><li>Dov’era la luna? Perché il cielo</li><li><strong>era tutto immerso</strong> in una <strong>luce perlacea</strong>,</li><li>e sembrava che il mandorlo e il melo <strong>si allungassero</strong></li><li>per cercare di vederla.</li><li>Provenivano <strong>fremiti di lampi</strong> </li><li>dalle <strong>nubi nere</strong> in lontananza:</li><li>e dai campi si sentiva venire un verso:</li><li><em>chiù</em>…</li><li>Le <strong>poche stelle</strong> risplendevano</li><li>fra la nebbia color latte:</li><li>sentivo il rumore delle onde del mare che mi cullava,</li><li>sentivo un fruscio <strong>fra i cespugli</strong>;</li><li>sentivo nel cuore un sussulto,</li><li>provocato forse dal ricordo di <strong>un dolore passato</strong>.</li><li>In lontananza risuonava come un singulto:</li><li><em>chiù</em>…</li><li>Su tutte le cime degli alberi, <strong>lucide per luce lunare</strong>,</li><li>passava tremante un soffio di vento;</li><li>le cavallette <strong>suonavano scuotendoli</strong></li><li>come dei finissimi sistri d’argento</li><li>(forse <strong>segnali tintinnanti</strong> a porte invisibili</li><li>che probabilmente non si apriranno più?…);</li><li>e ancora si sentiva quel <strong>pianto di lutto</strong>…</li><li><em>chiù</em>…</li></ol><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev1"><sup>1</sup></a> <em>Dov'era la luna</em>: nonostante <strong>il colore perlaceo</strong> diffuso nell’aria la luna probabilmente è ancora sotto la linea dell’orizzonte, e quindi non visibile. Spicca, come spesso nella poesia pascoliana, il dato coloristico, lieve e sfumato, con cui si apre la scenografia notturna de <em>L'assiuolo</em>.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev2"><sup>2</sup></a> <em>un'alba di perla</em>: <a href="http://www.oilproject.org/definizione/analogia.html">analogia</a> pascoliana, tipica della <strong>poetica del fanciullino</strong> e, più in generale, dello <strong>stile simbolista</strong>.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev3"><sup>3</sup></a> <em>soffi di lampi</em>: <a href="http://www.oilproject.org/definizione/sinestesia.html"><strong>sinestesia</strong></a> che unisce sensazioni di ambiti sensoriali distinti e che, nel <strong>ricchissimo bagaglio tecnico pascoliano</strong>, serve ad esprimere tutte le sfumature e le impressioni delle tempesta notturna in arrivo.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev4"><sup>4</sup></a> <em>nero di nubi</em>: l'espressione, anziché concentrare l'attenzione sulle nubi, la sposta sul loro <strong>colore cupo e minaccioso</strong>.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev5"><sup>5</sup></a> <em>chiù</em>: questo è il suono onomatopeico che Pascoli attribuisce al canto dell’assiuolo, <strong>un rapace notturno</strong> somigliante al gufo ma poco più grande di un merlo comune; il verso dell’assiuolo, <strong>monotono e monosillabico</strong>, viene percepito come <strong>un melanconico e tristo presagio di morte</strong>.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev6"><sup>6</sup></a> <em>nebbia di latte</em>: i primi due versi della seconda strofe focalizzano l'attenzione sulla <strong>luce notturna e lunare</strong>, che filtra per una nebbia che impedisce la vista delle stelle, ma fa comunque filtrare <strong>un indefinito chiarore</strong>.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev7"><sup>7</sup></a> <em>fru fru</em>: <strong>altro suono onomatopeico</strong> che rappresenta il fruscio dei cespugli.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev8"><sup>8</sup></a> Il <strong>ricordo del dolore del passato</strong> che riaffiora in superficie a causa del suono lugubre dell’assiuolo.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev9"><sup>9</sup></a> <em>lucide</em>: <strong>il dato coloristico è ulteriormente arricchito</strong> e - al tempo stesso - sfumato: le "vette" degli alberi sono rese luminose dal riflesso della luce lunare.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev10"><sup>10</sup></a> <em>squassavano</em>: verbo di sapore <strong>onomatopeico</strong>, che contribuisce all'<a href="http://www.oilproject.org/definizione/allitterazione.html"><strong>allitterazione</strong></a><strong> della sibilante</strong> "s".</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev11"><sup>11</sup></a> <em>sistri d'argento</em>: I sistri sono <strong>strumenti metallici a scotimento</strong> che emettono un sibilo acuto; erano utilizzati nell'antico Egitto per <strong>il culto misterico della dea Iside</strong>, che prometteva la resurrezione dopo la morte.</div><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/assiuolo-giovanni-pascoli-myricae-parafrasi-3159.html#rev12"><sup>12</sup></a> <strong>Le invisibili porte della morte</strong> probabilmente non si apriranno più per restituire i morti alla vita. Quindi il culto di Iside, evocato dal suono dei sistri, non ha effetto. <strong>Il tema dei “cari” defunti è molto presente nell’opera di Pascoli</strong>, che fu molto segnato dalla morte prematura del padre e della madre, come si vede emblematicamente in <a href="http://www.oilproject.org/lezione/x-agosto-giovanni-pascoli-testo-parafrasi-fanciullino-3146.html"><em>X Agosto</em></a> o ne <a href="http://www.oilproject.org/lezione/pascoli-testo-cavalla-storna-parafrasi-canti-di-castelvecchio-9296.html"><em>La cavalla storna</em></a>.<br>@oilproject - <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/">http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/</a></div>]]></description>
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         <title>L&#39; Assiuolo</title>
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         <title>Il verso dell&#39;Assiuolo</title>
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