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      <title>Lavoro sulla poesia di G. Guinizzelli by Valentina Gusella</title>
      <link>https://padlet.com/valegusella1995/na4bjj5xt2ieskek</link>
      <description>Inserire di seguito qualsiasi spunto di riflessione, sia a livello testuale che attraverso l&#39;utilizzo di immagini/video... sui punti in comune tra il Simposio di Platone e la poesia di G. Guinizzelli &quot;Al cor gentil rempaira sempre amore&quot; </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-05 12:40:28 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-05-05 14:52:44 UTC</lastBuildDate>
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         <title>GRUPPO 1 - DISCORSO DI PAUSANIA</title>
         <author>valegusella1995</author>
         <link>https://padlet.com/valegusella1995/na4bjj5xt2ieskek/wish/2579492131</link>
         <description><![CDATA[<div>Pausania parte dalla relazione esistente tra Afrodite ed Eros: non c'è Afrodite senza Eros. Di conseguenza non esistendo una sola Afrodite, non esiste un solo Eros, ma due: uno Pandemio, l'altro Uranio. La caratteristica del primo è l'essere volgare e senza ritegno, e agire alla cieca: questo è il tipo di Eros che amano le persone di poco valore, quelle che si rivolgono al corpo invece che all'anima; il secondo, poiché non partecipa alla natura femminile ma solo a quella maschile è sublime, e ha come fine ultimo la virtù. Questo tipo di Amore è il rapporto onesto e consapevole che si crea tra un ragazzo e il suo educatore.<br><strong>&nbsp;Non ogni eros è bene né degno di essere elogiato, ma solo quello che ci spinge ad amare in modo bello.</strong><br>In quest'ultimo punto abbiamo trovato molti punti di incontro con la poesia che ci è stata assegnata, specialmente per quanto riguarda la terza stanza:<br><br>"Amor per tal ragion sta ’n cor gentile<br>per qual lo foco in cima del doplero:<br>splendeli al su’ diletto, clar, sottile;<br>no li stari’ altra guisa, tant’è fero.<br>Così prava natura<br>recontra amor come fa l’aigua il foco<br>caldo, per la freddura.<br>Amore in gentil cor prende rivera<br>per suo consimel loco<br>com’ adamàs del ferro in la minera."<br><br>Per Guinizzelli, come per Pausania, l'amore dimora soltanto nei cuori nobili.&nbsp;<br>Entrambi gli autori prediligono l'amore per l'anima, per questo abbiamo deciso di caricare un'immagine che ci ricordasse l'amore bello, ossia quello verso l'anima.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-05 12:45:18 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO 2 - DISCORSO DI ARISTOFANE </title>
         <author>valegusella1995</author>
         <link>https://padlet.com/valegusella1995/na4bjj5xt2ieskek/wish/2579492372</link>
         <description><![CDATA[<div>Aristofane racconta una storia paradossale: un tempo gli uomini erano di tre sessi (maschile, femminile e androgino) e avevano due volti, quattro braccia, quattro gambe, due apparati riproduttori ed erano dotati di una forza straordinaria. Zeus temendo la loro potenza, decise di dividerli in due parti: dall'androgino nacquero maschi e femmine che ricercano la loro anima gemella attraverso l'amore eterosessuale; i maschi e le femmine derivati dagli antichi maschi e dalle antiche femmine ricercano la loro metà nell'amore omosessuale. Eros è nostalgia, è rimedio che consegue al male della divisione in due; è ricerca dell’altra metà.&nbsp;<br><br></div><div>Amore= ricerca dell’altra metà, ossia il fare di due uno e quindi il tentativo di risanare l’umana natura, riportandola alla antica natura.<br><br><strong>Il superamento della dualità si realizza cercando qualcosa di più alto, vale a dire il bene in sé.<br><br></strong>In questo abbiamo trovato dei punti in comune con la poesia <em>Al cor gentil rempaira sempre amore, </em>soprattutto nella sesta strofa, che ora riportiamo:<br><br>"Donna, Deo mi dirà: «Che presomisti?»,<br>sïando l’alma mia a lui davanti.<br>«Lo ciel passasti e ’nfin a Me venisti<br>e desti in vano amor Me per semblanti:<br>ch’a Me conven le laude<br>e a la reina del regname degno,<br>per cui cessa onne fraude».<br>Dir Li porò: «Tenne d’angel sembianza<br>che fosse del Tuo regno;<br>non me fu fallo, s’in lei posi amanza"<br><br>In questa strofa vediamo il poeta sublimare la figura della donna amata, dicendo che pensava appartenesse al regno di Dio, nonostante il divino avesse detto che lei fosse un amore profano.&nbsp;<br>Il voler sublimare questo amore per riportarlo ad una dimensione ultraterrena, ci fa pensare al discorso di Aristofane, nel quale si punta a superare la mancanza dell'altro attraverso la ricerca di qualcosa di più alto, ossia del "bene in sè", paragonabile alla figura di Dio.<br><br>Come interazione abbiamo scelto un simpatico spezzone di un film di Aldo, Giovanni e Giacomo in cui i tre attori parlano di amore come ricerca dell'altra metà della mela.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-05 12:45:31 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO 3 - DISCORSO DI AGATONE</title>
         <author>valegusella1995</author>
         <link>https://padlet.com/valegusella1995/na4bjj5xt2ieskek/wish/2579492539</link>
         <description><![CDATA[<div>Agatone comincia il suo discorso dopo un breve scambio di complimenti. Il suo elogio è di tipo estetico perché ritiene indispensabile definire le qualità del dio Eros: egli è il più felice tra gli dei perché è il più bello e buono; è giovane, delicato e porta temperanza, giustizia e sapienza agli uomini. Il discorso di bravura di Agatone su Eros è il discorso del poeta sofista, che, da un lato in Eros elogia se medesimo e dall’altro risolve quasi per intero la materia nella forma, il concetto nell’immagine e il contenuto nella parola.<br><br>La frase che ci ha colpito maggiormente e che collegheremo alla poesia assegnata è la seguente:<br>&nbsp;<br><strong>"è Eros che produce fra gli uomini pace, sul mare quiete, cessare del vento riposo e sonno quando si è nell'angoscia"<br><br></strong>La colleghiamo al senso generale della poesia di Guinizzelli, nella quale anche il poeta stesso esalta le qualità dell'amore e di quanto ci faccia stare bene, anche attraverso parecchie similitudini, tipo:<br><br>"Amore in gentil cor prende rivera<br>per suo consimel loco<br>com’ adamàs del ferro in la minera."<br><br>"sed a vertute non ha gentil core,<br>com’ aigua porta raggio<br>e ’l ciel riten le stelle e lo splendore."<br><strong><br></strong>Come immagine abbiamo scelto un confronto tra il mare, prima mosso poi calmo - figurativamente, è il lavoro che fa l'amore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-05 12:45:39 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO 4 - DISCORSO DI SOCRATE</title>
         <author>valegusella1995</author>
         <link>https://padlet.com/valegusella1995/na4bjj5xt2ieskek/wish/2579492738</link>
         <description><![CDATA[<div>Il discorso di Socrate segna uno stacco nello svolgimento del dialogo. Il filosofo si preoccupa di prendere le distanze dai contenuti dei precedenti discorsi e dai modelli degli altri oratori. Socrate formula la questione sul piano ontologico: è indispensabile chiedersi cosa sia Amore e quale sia la sua vera essenza perché solo in questo modo si può determinare l'oggetto dell'amore. Socrate non crea un discorso basandosi sulle sue opinioni, ma riporta il pensiero di Diotima di Mantinea. Per lei Eros non assomiglia all'amato, ma va cercato in chi ama: questi, infatti, ama ciò che non possiede. L'amore è, per la sua stessa natura segnato dalla mancanza e costituisce per ogni uomo lo slancio verso qualcosa di estraneo da sé ed è per questo che Eros viene rappresentato come un povero lacero e scalzo. Eros è amore e desiderio di eterno possesso del Bene quindi è necessario che, assieme al bene, si desideri anche l'immortalità e l'unico modo per ottenerla per chi è mortale è la procreazione e la generazione nel bello, sia a livello corporale sia a livello dell'anima. Diotima a questo punto delinea un itinerario attraverso vari gradi che corrispondono ai vari modi di intendere l'Eros, che porta dall'apprezzamento delle bellezze terrene alla visione del Bello in sé. La tappa finale dell'ascesa è la contemplazione della verità che consiste nell'idea del Bello in sé, il quale non nasce e non muore, è sempre se stesso in un'unica forma a cui tutte le altre cose belle partecipano.</div><div>Amore= desiderio di ciò che è bello e buono.<br><br>Abbiamo riflettuto sul concetto di desiderio, molto presente in questa poesia (oltre che in tutte le poesie stilnoviste).<br><br>La quinta strofa, per esempio, si richiama direttamente a concetti di natura dottrinale la cui conoscenza è necessaria alla comprensione della strofa. Bisogna partire dall'idea tolemaica della Terra come centro dell'<a href="https://www.studenti.it/universo-definizione-nascita-galassie.html">universo</a> attorno a cui ruotano i nove cieli, ciascuno dei quali preceduto da un'intelligenza angelica che media la volontà divina provocando la rotazione della sfera celeste. Questo complesso concetto, riassunto nei vv. 41-46, è il primo polo di una similitudine che si sviluppa poi nei versi seguenti e che illustra la funzione e l'azione della donna. Nel momento in cui questa inizia a splendere negli occhi dell'amante dovrebbe far nascere in lui il desiderio di servire l'amata senza smettere di obbedirle. In questa strofa si disvela inoltre, in tutta la sua evidenza, il movimento ascensionale della poesia che, partita da paragoni terreni e passata per quelli celesti, è infine arrivata alla donna-angelo con la sua azione beatificante.<br><br>Inseriamo quindi un video che ci è piaciuto molto di Massimo Recalcati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-05 12:45:48 UTC</pubDate>
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