<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>CIASCUNO E&#39; ARTEFICE DEL PROPRIO DESTINO by ALESSANDRO NYRO</title>
      <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9</link>
      <description>LA PROVVIDENZA NELLA &quot;DIVINA COMMEDIA&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-18 15:38:52 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-09-05 16:29:52 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>LA PROVVIDENZA SECONDO DANTE</title>
         <author>niro_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261968737</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo Dante, l'idea di Divina Provvidenza implica non solo il concetto di destino, fato e fortuna, ma anche la presenza fondamentale del Libero Arbitrio. Dante riesce ad attuare un perfetto equilibrio fra la libertà, che si basa sul concetto di contingenza, e il destino, che si basa sul concetto di necessità. Così facendo, si riesce a liberare l’uomo dalla paura dell’ignoto, tramite la Provvidenza che ci assiste e ci protegge, e, allo stesso tempo, si attribuisce all’uomo il libero arbitrio, la libertà, da egli tanto sognata. In altre parole, quel mare che ha da sempre affascinato l’uomo, può ora essere solcato senza timore, visto che non siamo più soli e abbandonati a noi stessi.Questo significa che, sebbene l’uomo sia sospinto (così pinta) verso il bene dall’istinto, ha la possibilità di cambiare, ha la possibilità di errare (come fece Dante), ossia prendere la direzione sbagliata.	<br>Quindi l’uomo ha la possibilità di cadere (come ribadito al verso 1 del canto XI e al verso 15 del canto XXXIII). L’etimologia della parola "caso", infatti, deriva proprio dal verbo latino cadere, che in italiano significa, appunto, ciò che cade, accade, in modo accidentale.	</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/147943661/a1da622a3be6f3cacd874e578b42cb23/inferno_dante.jpg" />
         <pubDate>2018-05-18 15:49:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261968737</guid>
      </item>
      <item>
         <title>RIVEDIAMO LA COMMEDIA...</title>
         <author>niro_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261969421</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://m.youtube.com/watch?v=2KBHkXGEaoc">https://m.youtube.com/watch?v=2KBHkXGEaoc</a></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-18 15:51:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261969421</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IN QUALI CANTI TROVIAMO RIFERIMENTI ALLA PROVVIDENZA?</title>
         <author>niro_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261971942</link>
         <description><![CDATA[<div>- Canto I del Paradiso vv. 130-135:<br>                “così da questo corso si diparte<br>talor la creatura, c’ha podere<br>                di piegar, così pinta, in altra parte;<br>e sì come veder si può cadere<br>foco di nube, sì l’impeto primo<br>l’atterra torto da falso piacere”<br>- Canto XVII del Paradiso (il canto della profezia) vv. 13-18:<br>                “«O cara piota mia che sì t’insusi,<br>                che, come veggion le terrene menti<br>                non capere in triangol due ottusi,<br>                così vedi le cose contingenti<br>                anzi che sieno in sé, mirando il punto<br>                a cui tutti li tempi son presenti;”<br>In questo passaggio si vede come, attraverso il riflesso di Dio, i beati siano in grado di conoscere il passato, il presente e il futuro, poiché compresi tutti nell’eterno presente che è Dio, mentre gli uomini non possono andare al di là dei calcoli matematici..<br>- Canto XVII del Paradiso vv. 37-42:<br>                “«La contingenza, che fuor del quaderno<br>                de la vostra matera non si stende,<br>                tutta è dipinta nel cospetto etterno;<br>                necessità però quindi non prende<br>se non come dal viso in che si specchia<br>nave che per torrente giù discende.”	<br>Ciò spiega come la Contingenza, che è ciò che può essere o non essere, riguardi solo la sfera terrena che Dio può, però, immaginare per intero, senza attribuirle carattere di necessità. Se ciò fosse vero, poiché Dio è amore, la realtà dovrebbe essere stata perfetta, ma così non è, e perciò il libero arbitrio esiste.<br>Dante riesce, quindi, ad attuare un perfetto equilibrio fra la libertà, che si basa sul concetto di contingenza, e il destino, che si basa sul concetto di necessità. Così facendo, si riesce a liberare l’uomo dalla paura dell’ignoto, tramite la Provvidenza che ci assiste e ci protegge, e, allo stesso tempo, si attribuisce all’uomo il libero arbitrio, la libertà, da egli tanto sognata. In altre parole, quel mare che ha da sempre affascinato l’uomo, può ora essere solcato senza timore, visto che non siamo più soli e abbandonati a noi stessi</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/147943661/b63caa365d31bdd0d551c826ffae2303/paradiso.gif" />
         <pubDate>2018-05-18 15:58:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261971942</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>niro_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261973569</link>
         <description><![CDATA[<div>Solitamente il concetto di caso, e quindi di contingenza, è strettamente legato a quello di libero arbitrio, al quale è invece opposto quello di prescienza (dal latino pre + scire = conoscere prima), e quindi di destino. Dante Alighieri ha dedicato il trittico politico della sua Commedia alla sua idea provvidezialistica della realtà e della storia, mostrandosi un valido sostenitore dell’esistenza di un disegno divino che tocca all’uomo scorgere ed interpretare. Ma la grandezza di Dio è tanto grande da fornire l’uomo la possibilità di libera scelta ed il libero arbitrio è forse quello che Dante denuncia all’uomo e alla società moderna che ha “smarrito la dritta via” del “cammin di nostra vita”. Virgilio, nella sua funzione di guida, inviata dalla Provvidenza, con le stesse parole rivolte a Caronte, fa tacere Minosse, evidenziando che il viaggio di Dante è “fatale”, cioè voluto dal fato.<br>Non Impedir lo suo fatal andare:<br><br>vuolsi così colà dove si puote<br><br>ciò che si vuole, e più non dimandare.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/147943661/a24b0511486781bca9833f8595cc8c5f/purgatorio_1_.jpg" />
         <pubDate>2018-05-18 16:04:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261973569</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA CONCEZIONE RELIGIOSA DI PROVVIDENZA</title>
         <author>niro_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261973729</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella concezione cristiana non esiste il fato, ma la provvidenza. Il fato è una legge eterna ed ineluttabile che determina irrazionalmente ed in modo cieco e capriccioso la vita dell’universo. L’uomo, con le sue forze, non può opporsi al fato e quindi è portato alla rassegnazione di fronte ad avvenimenti che non riesce a determinare. Con l’avvento del cristianesimo al concetto di fato si sostituisce quello di Provvidenza, cioè l’ordine con il quale Dio regola il creato e determina lo sviluppo della storia. La visione provvidenziale della vita è rasserenante per il credente. Nulla infatti è lasciato al caso, disgrazie e dolori, fortune e successi sono distribuiti agli uomini secondo un disegno ben determinato e che ha come fine il bene dell’umanità.<br>Dante parte dal presupposto che la Provvidenza divina abbia investito Roma del compito di riunificare l’intero mondo sotto la sua grandezza, affinchè possa essere disposto ad accogliere il destino dell’umanità: la nascita di Cristo e la conseguente diffusione del cristianesimo e dei principi della giustizia universale. E’ come se Dio abbia offerto all’uomo un progetto da mantenere per perseguire la giustizia e la benevolenza. Ma contemporaneamente non ha precluso all’uomo  la possibilità di credere o meno a questo suo progetto divino. Veridicità che non è stata colta dall’uomo e di cui Dante, dunque, da acerrimo sostenitore della stessa, ne denuncia l’indignazione rivolgendosi alla società cristiana, la quale ha deviato l’autentico progetto divino di affidare il potere temporale all’imperatore, simbolo dell’unità politica, e il potere spirituale al papa, simbolo della pace universale, due precetti indiscutibili per tale missione. Certamente, quella del padre della lingua italiana è una visione nobilissima della politica e risulta essere anche molto attuale, oggi, in un’Italia che ha perso il senso autentico del fare politico inteso come impegno sociale, ed estremamente impiantata nella logica dell’interesse e del soddisfacimento degli interessi personali.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-18 16:04:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/261973729</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>niro_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/262084797</link>
         <description><![CDATA[<div>CANDELORI <br>CASTRI<br>CINGOLANI<br>NIRO</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-19 08:01:58 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/niro_alessandro/n8fiz2bn1vr9/wish/262084797</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
