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      <title>Crespi d’Adda 3°B by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-10-21 16:33:58 UTC</pubDate>
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         <title>La storia del villaggio</title>
         <author>trottari</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il villaggio e la fabbrica di Crespi D’Adda sono stati costruiti dal 1876 al 1877, commissionati da Cristoforo Benigno Crespi, che in quegli anni acquistò 85 ettari di terreno sulle sponde del fiume Adda. Questo progetto viene ideato da Crespi perché era molto ricco e avrebbe voluto investire i propri soldi nella creazione di una <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/stabilimento_crespi_dadda_operai_anni_sessanta_legler-770x470.jpg">fabbrica</a>, e per dare più comodità agli operai decide di realizzare anche il <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/11/veduta_panoramica_crespidadda_case_operaie_servizi-770x470.png">villaggio</a>. I lavori vennero affidati all’architetto Ernesto Pirovano e all’ingegnere Pietro Brunati. Il progetto è stato ideato per dare più comodità agli <a href="https://www.lordinario.it/wp-content/uploads/2020/12/Crespi-dAdda-Massa-di-operai-nella-fabbrica-%C2%A9Archivio-Storico-di-Crespi-dAdda-822x600.jpg">operai</a>, che all’inizio erano circa 300, infatti vivevano vicino al cotonificio e la frazione era dotata di chiesa, scuola, cimitero, ospedale, campo sportivo, teatro e altre strutture per la comunità. Il paese viene creato come i classici villaggi inglesi infatti i lavori vennero portati a termine dal figlio di Cristoforo, <a href="https://www.ecomuseoaddadileonardo.it/wp-content/uploads/2019/11/DD.jpg">Silvio Crespi</a>, che fece molti viaggi in Inghilterra. <br>Crespi D’Adda viene modificata fino agli anni 1920 in cui vennero ultimate le ville di via Marconi. Nel 1940 diventa di proprietà dell’azienda STI (stabilimenti tessili italiani), fino al 1970, quando la STI viene successivamente incorporata ad un’azienda di Galliate (Manifattura Rossari &amp; Varzi). Entra a far parte della lista del Patrimonio dell’Umanità e dell’Unesco il 5 dicembre 1995 e nel 2003 la fabbrica smise di funzionare, <a href="https://i0.wp.com/cosedibergamo.com/wp-content/uploads/2021/01/Orologio-di-Crespi-dAdda.jpg?resize=733%2C440&amp;ssl=1">l’orologio</a> dell’industria segna tuttora l’orario di fine giornata lavorativa dell’ultimo giorno di funzionamento. <br>L'11 ottobre 2013 l’ex cotonificio viene acquistato da<a href="http://distribuzionemoderna-lemmon.softecspa.net/distribuzione-moderna/lemmon/media/images/files/fddf/8ba6/-ed3/b-4e/e7-8/a59-/1609/5a78/f45a/square/UniversoPercassi.jpg?1666160896"> Antonio Percassi </a>(ex calciatore e imprenditore) per renderlo quartiere generale della sua azienda. L'industria viene inaugurata il 25 luglio 1878 da Silvio Crespi che aveva 10 anni, quando gettò del cotone in un macchinario. <br>Un breve <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tR_o1of_9cU">video</a> per capire meglio&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:32:44 UTC</pubDate>
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         <title>Benigno Crespi</title>
         <author>trottari</author>
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         <description><![CDATA[<div>Benigno Crespi é stato un imprenditore italiano e uno dei più noti industriali della sua epoca.<br>Fondo numerose imprese e fu proprietario del corriere della sera.<br>Era il quartogenito di Antonio e Maria Provasoli, e pertanto fratello di Cristoforo Benigno (nato nel 1833). Il nome Benigno era lo stesso del nonno, capostipite della famiglia di imprenditori.<br><br>Nel 1865 Benigno Crespi si trasferì a Milano, lavorando presso l'azienda che si occupava di commercializzazione di tessuti e filati del fratello Cristoro Benigno. Pochi mesi dopo, prese parte alla terza guerra di indipendenza, combattendo anche la Battaglia di Monte Suello con il Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi.<br><br>Nel 1878 decise di mettersi in proprio, fondando un stabilimento di filatura a Nembro ("Crespi e C."), grazie a finanziamenti che provenivano da Andrea Ponti o, più probabilmente, dalla ricca famiglia Morbio (Benigno aveva infatti sposato la nobile Giulia Morbio).<br><br>L'impianto di Nembro, che fino al 1900 era di modeste dimensioni, vide i propri fusi raddoppiare nel 1902, divenendo oltre 30.000 (rispetto ai 13.200 del 1900) con l'impiego di circa 480 operai.<br><br>Nel 1902, Crespi fece costruire una centrale idroelettrica a Gromo, non distante da Nembro, così da poter sfruttare presso l'impianto di filatura l'energia motrice generata dalla centrale. Furono gli albori della futura "Azienda elettrica Crespi e C.", che divenne fra le più potenti dell'epoca in Europa.<br><br>Benigno Crespi prese parte, inoltre, alla creazione di numerose grandi imprese nel nord Italia, fra cui la "Fabbrica lombarda cementi", la "Società elettrica per il canale Milani di Verona" e il "Cotonificio Valle Ticino".</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:33:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>La fabbrica di Crespi d&#39;Adda</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351507266</link>
         <description><![CDATA[<div>CRISTOFORO BENIGNO CRESPI<br>Nel 1876 fondò lo stabilimento di Crespi d'Adda, introducendo i più moderni sistemi di filatura, tessitura e finitura.<br>La fabbrica era specializzata in cotone, ed ogni giorno produceva un filato con lunghezza di più o meno la strada per Milano.<br><br>Edificato a partire da 1876 per volontà di Cristoforo Benigno Crespi, tra alterne vicende industriali e produttive, rimase in funzione fino al 2003.<br><br>Inaugurato nel luglio del 1878, lo stabilimento, nel periodo di massima occupazione, arrivò a raggiungere la dimensione eroica di quasi quattromila dipendenti, reclutati, fatta eccezione per coloro che abitavano nel villaggio operaio, nei paesi limitrofi.<br><br>Il suo aspetto architettonico venne curato dagli architetti Ernesto Pirovano e da Gaetano Moretti.<br><br>La ciminiera, realizzata per disperdere il più in alto possibile i neri residui della combustione del carbone, sorge sopra un portale ad archi acuti, con paraste e capitelli a foglie d’acanto, sormontato da pinnacoli di ferro battuto, con fiori riccioli e foglie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:38:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;Adda: l&#39;importanza del fiume per il villaggio più foto</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351508627</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Adda (in lombardo Ada) è un fiume dell'Italia settentrionale, il cui corso è interamente compreso in Lombardia. Il suo nome deriva dal celtico "Abdua" e significa "acqua corrente".<br>Con un percorso che si sviluppa per 313 km, è il quarto fiume italiano per lunghezza dopo il Po, l'Adige e il Tevere . È il più lungo affluente del Po e della penisola e attraversa le Province di Sondrio, Como, Lecco, Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Cremona e Lodi. È il principale immissario del Lario e sfocia nel Po in località Brevia . Possiede una notevole importanza storica, culturale e ambientale, attraversando il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_dello_Stelvio">&nbsp;</a>parco nazionale dello Stelvio, due parco regionale e l'cerco museo d'Adda di Leonardo.<br>Partendo dal Villaggio di Crespi vi sono itinerari lungo il fiume Adda particolarmente affascinanti, da percorrere a piedi o in bicicletta.<br>La cartina dell'Adda illustrata sopra indica il fiume tra Crespi, l'incile del naviglio Martesana e il promontorio di Trezzo che si affaccia sulla penisola di San Gervasio.<br>Il fiume Adda svolse per svariati motivi un ruolo fondamentale sia per la collettività sia per l’approvvigionamento di energia.<br>La centrale idroelettrica di Crespi d'Adda è un impianto produttivo situato sulla sponda sinistra del fiume Adda, costruita in località Crespi d'Adda nel comune di Capriate San Gervasio per opera dell'imprenditore Cristoforo Benigno Crespi nel 1833 fino al 1920.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:41:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Foto del villaggio dall&#39;alto</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351509240</link>
         <description><![CDATA[<pre><br></pre>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:43:35 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;architettura del villaggio</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351509596</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>ARCHITETTURA</strong></div><div>Le abitazioni operaie venivano realizzate per ospitare due famiglie<em> </em>che al tempo erano molto<a href="https://www.ecomuseoaddadileonardo.it/wp-content/uploads/2021/02/1923-le-partecipanti-al-corso-di-economia-domestica2-1024x711.jpg"><strong> allargate e numerose</strong></a>.<br><br></div><div>Ogni casa è costruita<strong><em> </em></strong><a href="https://villaggiocrespi.it/imm/vedute/villaggio-crespidadda-digre1200.jpg"><strong>equidistante</strong></a> dall'altra, creando un rapporto geometrico e dinamico.</div><div>Le casette hanno un aspetto semplice ma dignitoso e si innalzano di<strong><em> </em></strong><a href="https://www.lorenzotaccioli.it/wp-content/uploads/2016/09/Casa-Operia-Patrimonio-UNESCO.jpg"><strong>due piani</strong></a>. <br>All'interno non era presente un bagno, ma una <strong>latrina</strong> era posta nel <a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.isolabergamasca.org%2Fprodotto%2Fcase-operaie%2F&amp;psig=AOvVaw1GL7N5s_JE3-xRtzBg14uZ&amp;ust=1668441540484000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;ved=0CBAQjRxqFwoTCMif9KXDq_sCFQAAAAAdAAAAABAD"><strong>giardino</strong></a><strong>,</strong> oppure erano presenti anche dei <a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.crespidadda.it%2Fbagni-pubblici%2F&amp;psig=AOvVaw1UxLx3EKbtSoBRSFOADT_z&amp;ust=1668441752167000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;ved=0CBAQjRxqFwoTCIj81v_Dq_sCFQAAAAAdAAAAABAD"><strong>bagni pubblici</strong></a>.<br>Le case sono tutte circondate da un<strong> giardino quadrato </strong>recintato con <a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.piazzadellafiera.it%2Ffoto%2Ftradizionali%2Fcrespi.html&amp;psig=AOvVaw0C_mxQtau2BivXPZzP8UAm&amp;ust=1668441097510000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;ved=0CBAQjRxqFwoTCJDp1sbBq_sCFQAAAAAdAAAAABAD"><strong>basse cancellate nere</strong></a>.<br><br>Osservando la struttura del villaggio, possiamo notare due <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/aa/Vista_di_Crespi_d%27Adda.JPG">ciminiere</a> all'orizzonte, la guglia della <a href="https://www.isolabergamasca.org/wp-content/uploads/2017/05/chiesa-crespi-3.jpg">chiesa</a> e infine, con una vista dall'alto, la simmetria delle <a href="https://villaggiocrespi.it/imm/vedute/villaggio-crespidadda-digre1200.jpg">case</a> degli abitanti. <br><br><strong>COSTRUZIONI PARTICOLARI</strong><br>-La <a href="https://www.isolabergamasca.org/wp-content/uploads/2017/05/chiesa-crespi-3.jpg"><strong>chiesa del Santissimo Nome di Maria</strong>&nbsp;</a>è la parrocchiale di Crespi d'Adda, fu costruita tra il 1891 e il 1893 sotto la direzione dell'ingegnere Pietro Brunati. Cristoforo Benigno Crespi volle che la chiesa del villaggio fosse una copia esatta del <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5b/La_piazza_di_S._Maria.jpg">Santuario di Santa Maria di Piazza</a> (chiesa in stile bramantesco) di Busto Arsizio, sua città natale. La riproduzione dell'edificio fu identica sia nelle dimensioni che nei particolari architettonici e decorativi; le sole differenziazioni sono il piano del pavimento rialzato di 0,70 m sul piano e la scelta di non voler mettere il campanile (nella chiesa di Crespi) per non coprire la visione delle case e far sì che si distinguesse proprio per questo.<br>-Nel 1904 la famiglia Crespi decise di costruire un piccolo <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/ambulatorio_medico_ospedale_crespi_dadda-770x470.jpg"><strong>ospedale</strong></a> per le esigenze del paese. Venne costruito all’ingresso della fabbrica, in modo da poter intervenire prontamente sui frequenti infortuni da lavoro.<br>-Il <a href="https://www.milanocittastato.it/wp-content/uploads/2019/04/001-696x464.png"><strong>cimitero</strong></a>, situato a sud del villaggio, fu realizzato tra il 1905 e il 1908 su disegno di Gaetano Moretti; ha un impianto di forma quadrata: l'ingresso si trova a nord, mentre sul lato opposto si innalza il <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8e/2012-04-25_Crespi_d%27Adda_cimitero_-_Famedio_famiglia_Crespi.jpg/800px-2012-04-25_Crespi_d%27Adda_cimitero_-_Famedio_famiglia_Crespi.jpg"><strong>mausoleo</strong></a> della famiglia Crespi realizzato in stile eclettico e di gusto esotico. Le sepolture degli operai e dei loro famigliari sono caratterizzate da croci in pietra ordinate in file e un tempo circondate da siepi di <a href="https://media.piantedasiepe.it/media/catalog/product/cache/eb9d02280210b6665f280b99cb1e6cd0/C/2/C248.01_371f.jpg">mirto</a>. Le tombe più decorate si trovano lungo i muri laterali del campo e potevano essere scelte dagli operai, a proprie spese.<br>Il cimitero è tuttora in funzione.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Moretti"><br></a><br></div><div><strong>STORIA</strong><br>Il villaggio di Crespi venne costruito dal 1876 fino al 1929 da Cristoforo Benigno Crespi, che scelse un'area vicino al fiume Adda (in provincia di Bergamo) per costruire un <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/cotonificio_crespi_dadda_jeans_anni_sessanta.jpg">cotonificio</a>.<strong><br></strong>Nel <strong>1929</strong>, durante il <a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FStoria_del_fascismo_italiano&amp;psig=AOvVaw09nn4PXQKt1goqT4xTP-Zf&amp;ust=1668442218608000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;ved=0CBAQjRxqFwoTCLCBjuHFq_sCFQAAAAAdAAAAABAW"><strong>regime fascista</strong></a>, vennero aggiunti dei rettangoli ben visibili dall'esterno, nei quali si costruirono dei bagni.<br>Le case furono modificate altamente anche all'esterno in modo <strong>"mussoliniano"</strong>, eliminando elementi che davano troppo all'occhio. Questo portò alla sparizione di <strong>fregi e decorazioni</strong> sui muri esterni.<br>I <strong>contorni delle finestre</strong> in mattoni rossi, che spiccavano sul colore delle bianche pareti, vennero scrostati. <br>È in questo periodo che si modifica la <strong>colorazione delle abitazioni</strong> che, vengono ridipinte con uno dei colori della bandiera italiana: <strong>bianche, rosse o verdi</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:44:33 UTC</pubDate>
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         <title>La chiesa del villaggio: la storia e le immagini</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351511038</link>
         <description><![CDATA[<div>La Chiesa di Crespi d’Adda è un’architettura nevralgica per tutto il villaggio operaio. Qui la domenica si riunisce tutta la cittadinanza in un momento di vita comunitaria.l distingue la Chiesa dall’originale solo per il basamento in ceppo dell’Adda di 70 centimetri e per la scalinata in marmo di Verona.</div><div>Dal 1897, la Chiesa di Crespi d’Adda apre il portone alle 6.30 del mattino per l’unica messa della giornata, che segue i turni del lavoro presso la fabbrica operaia. Dal 1899, la domenica, ne vengono invece celebrate due.</div><div>La chiesa insieme alle altre strutture presenti per i cittadini di Crespi d'Adda,come la fabbrica o il cimitero,rappresentano il viaggio della vita.</div><div>Nel 1896 la Chiesa venne officiata da un Cappellano.&nbsp;</div><div>&nbsp;<br><br></div><div>L’idea ispiratrice della realizzazione a Crespi d’Adda di una copia, tale e quale, del tempio di Santa Maria di Piazza, fu di Pia Travelli, la signora Crespi.</div><div>Costruita tra il 1891 e il 1893, ha una pianta quadrata con un basamento in ceppo dell’Adda e culmina in un’ampia cupola ottagonale, circondata, nella parte esterna, da un loggiato ingentilito da colonnine in marmo.</div><div>All’interno, le piccole dimensioni dell’edificio lo rendono raccolto e suggestivo. Le ricche decorazioni delle pareti interne ricalcano in modo pressoché fedele quelle della chiesa bustocca, e raggiungono l’apice nella cupola, nella rappresentazione di un cielo stellato in una notte serena.</div><div>Le stelle dorate, realizzate in stucco rilevato in ciascuno degli otto spicchi in cui è divisa la cupola, sono sempre trentatré, uno dei numeri a significato simbolico teologico della cultura medioevale e rinascimentale.&nbsp;</div><div>La cupola si appoggia sull’ottagono ad archi mediante una larga fascia con cornicione in cotto, tagliata da lesene che uniscono i pilastri ai costoloni, delimitando sopra ogni arco un rettangolo nel quale si aprono quattro nicchie, in tutto trentadue.</div><div>Sotto di esse la decorazione si riversa sui pilastri, gira sugli archi e sotto gli archivolti con dovizia di ori e colore, con putti alati e ricciuti che tengono in mano strumenti musicali e simboli della Passione. Grotteschi e arabeschi, festoni, gabbie, nastri, rosari, mascherine e perfino piccole tartarughe appese per la coda allietano questi spazi.</div><div>La decorazione pittorica venne conclusa da Luigi Cavenaghi nel 1895. Del 1921 sono gli angeli in adorazione dipinti dal milanese Carlo Prada ai quattro angoli e i tre affreschi di Ferdinando Monzio Compagnoni intorno all’altare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:47:53 UTC</pubDate>
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         <title>La casa del cappellano e la casa del medico</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351511702</link>
         <description><![CDATA[<div>Le due abitazioni sono visibili da ogni angolo del villaggio operaio, e sono collocate al di sopra di un <a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fvisitcrespi.it%2Fla-casa-del-medico-del-parroco-e-la-scuola&amp;psig=AOvVaw2Aggln63PBQ4gIA3MshEAF&amp;ust=1669392039284000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;ved=0CBAQjRxqFwoTCJCwlIuYx_sCFQAAAAAdAAAAABAE"><strong>terrazzamento rialzato</strong></a> rispetto alle altre case.<br><br>Quella più <strong>piccola</strong>, a destra, era assegnata al <strong>cappelano</strong>, quella più <strong>grande</strong>, invece, era destinata al <strong>medico</strong> e per ospitare anche la sua famiglia.<br><br><strong>STRUTTURA ESTERNA</strong><br>Le abitazioni avevano un ampio giardino affacciato verso il villaggio e quindi si godeva un <a href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.isolabergamasca.org%2Fprodotto%2Fpunto-panoramico-casa-del-medico-e-del-parroco%2F&amp;psig=AOvVaw0odqTHiRfGBbyAIQeLGC8T&amp;ust=1669392129751000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;ved=0CBAQjRxqFwoTCKCtq7aYx_sCFQAAAAAdAAAAABAX"><strong>panorama</strong></a> straordinario.<br><br>In prossimità dell’attuale via progresso, è ancora presente una <strong>apertura</strong> che consentiva al cappellano e al medico di raggiungere tempestivamente il villaggio<strong> in caso di emergenza</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:49:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La scuola: l&#39;edificio, l&#39;importanza della scuola... più immagini</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351512102</link>
         <description><![CDATA[<div>Costruito nel 1892, fu la sede delle scuole elementari, dell’asilo e della scuola di economia domestica. La sua posizione rappresenta perfettamente, oltre alla funzione educativa rivolta ad una comunità che si andava ampliando, l’idea che fosse l’incubatore delle future maestranze che, frequentando le lezioni con la stessa serietà, con la stessa disciplina e i riconoscimenti che avrebbero poi ricevuto nello stabilimento, venivano tecnicamente formati per lo svolgimento dei compiti che avrebbero assunto nel loro futuro operaio.<br><br>La scuola era privata ed i programmi, pressoché uniformi a quelli delle altre scuole, erano affidati ad una direttrice.<br><br>La scuola del villaggio è composta da due corpi rettangolari di due piani, collegati tra loro da un corpo centrale che si alza per tre piani fuori terra. Le pareti sono in muratura mista in laterizio e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ceppo_dell%27Adda">ceppo dell'Adda</a> intonacata, mentre la scala d'accesso è in selciato di fiume. La prima costruzione dell'edificio risale a prima del 1890, ma nel 1892 fu eseguito un primo intervento di ampliamento su progetto di Pirovano e Brunati.&nbsp;<br><br>L'insegnante alloggiava nella parte superiore della scuola dove si può notare una finestra molto decorata.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:50:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il cimitero: dove è situato, la storia, curiosità... immagini</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351512567</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cimitero pensato da Gaetano Moretti ha una forma planimetrica rettangolare ed è collocato a sud del villaggio nei pressi della confluenza del Brembo nell’Adda, raggiungibile attraverso un’arteria lunga oltre 300 metri a proseguimento del viale principale. L’entrata avviene per mezzo di una cancellata in ferro lavorato posizionata centralmente al lato nord, proprio in fronte ad un maestoso monumento funebre di forma piramidale che costituisce il fondale del cimitero e ricorda in maniera rivisitata gli ziqqurat del centro America. Il mausoleo Crespi è costituito da tre gallerie, una scala centrale ed un altare dedicato al SS.<br>https://www.bergamasca.net/wp-content/uploads/2017/10/012-cimitero-1310x851.jpg<br>L'inaugurazione del cimitero in presenza del Vescovo di Bergamo Giacomo Radini Tedeschi, 3 novembre 1908 . Questi manufatti lapidei vengono concessi in via gratuita agli abitanti del villaggio, simbolicamente cinti dal mausoleo padronale che ne abbraccia il perimetro. Lomazzi per i bronzi, Giovanni Beltrami per le vetrate del mausoleo ed il brembatese Antonio Carminati per la statuaria. La mattina del 3 novembre 1908 avvenne l’inaugurazione e la consacrazione dell’altare in presenza dei membri della Famiglia Crespi, del Vescovo di Bergamo Giacomo Radini Tedeschi, dei sacerdoti di Crespi, Capriate e dei vari paesi limitrofi che fornivano maestranza all’opificio.<br>Tra il clero si segnala anche la presenza di Angelo Roncalli, allora segretario del Vescovo di Bergamo e futuro Papa Giovanni XXIII. Il pomeriggio stesso verranno traslate nei sepolcreti del nuovo mausoleo familiare le ossa e le ceneri dei parenti dell’industriale, tumulate fino a quel momento nel cimitero comunale di Capriate.<br>Peculiare anche il <strong>cimitero</strong> dove si erge il Mausoleo della famiglia Crespi, circondato dalle tombe dei dipendenti, disposte ordinatamente e segnate da croci in pietra, tutte uguali, offerte dalla ditta.</div><div>Volendo, ed a proprie spese, gli operai potevano comunque scegliersi tombe più decorate, poste presso i muri laterali del cimitero. Il Cimitero, proprio per la sua struttura particolare e simmetrica, è stato nel tempo oggetto di leggende su fantasmi e portali che conducono in altre dimensioni…veri e propri misteri esoterici.<br>https://villaggiocrespi.it/imm/luoghi/cimitero-dig1200.jpg</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:51:23 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Scene di vita quotidiana e spazi del villaggio</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351513242</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>SCENE DI VITA QUOTIDIANA</strong><br>Gli operai passavano quasi tutta la loro giornata in fabbrica, ma le donne prima di andare a lavorare dovevano fare il bucato e sistemare la casa. Prima, per pulire i panni si andava al <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/Adda2.JPG">fiume</a>, che dista 2 km dalle abitazioni, poi si tornava al villaggio e dopo si andava a lavorare. Le donne, infatti, si alzavano verso le 5 del mattino per arrivare puntuali alla fabbrica. Però dopo poco tempo Benigno Crespi fece costruire dei <a href="https://www.bergamasca.net/wp-content/uploads/2017/10/015-vecchio-lavatoio-1310x871.jpg">lavatoi</a> nel paese, per far si che le donne fossero più vicine a casa per lavare i panni, e fossero più riposate per lavorare, visto che si alzavano dopo.<br><br></div><div>A Crespi d’Adda le case non erano dotate di un bagno con la doccia, allora si andavano a lavare nei <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/bagni_pubblici_crespi_dadda_03.jpg">bagni pubblici</a>, almeno 1 volta alla settimana.<br><br>In passato gli operai lavoravano 6 giorni su 7 e spesso dei lavoratori si fingevano malati al lunedì per poi tornare in fabbrica il martedì. Queste testimonianze ci sono grazie ai registri dei medici, che andavano a visitare i malati al lunedì.<br><br>La vita a Crespi era molto semplice perché gli adulti già dalla mattina presto andavano in <a href="https://www.visiteguidateamilano.it/wp-content/uploads/2021/05/titolo_scheda_villaggio_operaio_crespi_d_adda.jpg">fabbrica</a>, i bambini fino alla quinta elementare andavano a <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/scuola_bambini_crespi_dadda.jpg">scuola</a> e imparavano a leggere e scrivere ma anche il mestiere che avrebbero svolto da grandi a Crespi d’Adda. Inoltre, altri ragazzi, se fossero stati molto portati per lo studio sarebbero andati nel paese vicino al villaggio, dove avrebbero imparato altre nozioni che li avrebbero aiutati nel lavoro, tornando a Crespi avrebbero poi avuto un ruolo più importante e quindi con uno stipendio maggiore.&nbsp; <br><br><strong>SPAZI COMUNI PER GLI OPERAI</strong></div><div>Nel villaggio c’erano molti spazi comuni dedicati agli operai per il loro tempo fuori dalla fabbrica. C’era un <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/estate_colonia_campo_sportivo_crespi_dadda.jpg">campo da calcio</a> per i bambini, molti prati e il <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/teatro_crespi_dadda.jpg">teatro</a> dove vedere gli spettacoli. Però la vita del lavoratore non era ricca di tempo libero perché passava molto tempo in fabbrica e a riposarsi.<br><br></div><div>La vita a Crespi non era molto difficile perché era dotata di tutte le comodità che deve avere un paese, infatti il villaggio offriva: l’<a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/ambulatorio_medico_ospedale_crespi_dadda-770x470.jpg">ospedale</a>, la scuola gratuita (fino alle elementari), la <a href="https://www.lorenzotaccioli.it/wp-content/uploads/2016/09/Casa-Operia-Crespi-d-Adda.jpg">casa</a> a basso costo, la <a href="https://www.isolabergamasca.org/wp-content/uploads/2017/05/chiesa-crespi-3.jpg">chiesa</a>, i negozi, i <a href="https://www.crespidadda.it/wp-content/uploads/2014/12/vigili_del_fuoco_crespi_dadda_01.jpg">vigili del fuoco</a>, i luoghi pubblici e molti altri servizi.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:53:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il villaggio di Crespi oggi: chi ci vive, chi ha comprato la fabbrica ... più immagini</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351513783</link>
         <description><![CDATA[<div>Crespi oggi è un sito Patrimonio dell'UNESCO, che è anche abitato. Ancora oggi tutte le case del Villaggio sono abitate da una comunità composta ancora in maggioranza dai discendenti dei lavoratori originari della storica fabbrica tessile</div><div>L'UNESCO dichiara che "Crespi costituisce esempio eminente di insediamento umano rappresentativo di una cultura, specialmente se divenuto vulnerabile per l'impatto di cambiamenti irreversibili" (Criterio V).</div><div>Perciò l'UNESCO e l'ICOMOS raccomandano forme di turismo responsabile e sottolineano la necessità di garantire una partecipazione attiva delle comunità residenti: il turismo infatti, quando è eccessivo, quando è slegato dal contesto sociale, può provocare la degradazione e la distruzione delle culture locali.</div><div><br></div><div>Antonio Percassi ha perfezionato l’acquisizione del complesso immobiliare di Crespi d’Adda. L’acquisizione è stata autorizzata dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali.</div><div>&nbsp;Antonio Percassi riunirà a Crespi d'Adda le sedi delle diverse attività, ora a Bergamo e a Milano.&nbsp;</div><div>L’immobile avrà una destinazione polifunzionale: oltre a diventare infatti il nuovo quartier generale del gruppo, con uffici e centri di ricerca, Crespi D’Adda sarà trasformato anche in un polo culturale e sede della neo costituita “The Antonio Percassi Family Foundation”.&nbsp;<br><br>Il gruppo, guidato dal presidente Antonio Percassi, opera in tre aree di business: la gestione di brand, sia propri&nbsp; (Kiko Make Up Milano, Madina e Womo nella cosmetica e Atalanta in ambito sportivo) che in partnership con altri operatori (Billionaire Italian Couture nella moda), il retail development, con lo sviluppo e gestione di reti commerciali di noti marchi (Gucci, Polo,&nbsp; Nike, Ferrari, Levi’s), e nel settore immobiliare, per lo sviluppo di grandi progetti immobiliari commerciali e direzionali.&nbsp;<br>Con sede principale nell’area di Bergamo, il gruppo è operativo con uffici anche a Milano, Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Lisbona, Vienna, Zurigo e negli Stati Uniti, contando oltre 5mila dipendenti.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:54:44 UTC</pubDate>
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         <title>La villa dei Crespi</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351515474</link>
         <description><![CDATA[<div>La villa Crespi, anche conosciuta come Castello, era la casa padronale della <a href="https://th.bing.com/th/id/OIP.j_3_S6sEuj2QsXYaZ3XqewHaFN?pid=ImgDet&amp;rs=1">famiglia Crespi</a> nel villaggio operaio di Crespi D’Adda, questa abitazione ospitava la famiglia nei mesi estivi. Questa dimora viene dedicata alla signora Crespi e il nome che viene dato è “Villa Pia”, ancora leggibile su un cancello laterale. Ha un aspetto tardo romantico che richiama le costruzioni medievali per via delle torri, delle merlature e dell’uso dei mattoni a vista, per questo Ernesto Pirovani, colui a cui vennero affidati i lavori, decide di costruire la villa secondo questa tecnica che richiama le decorazioni in cotto presenti nelle altre strutture per una questione di conformità con il resto del villaggio operaio. È la struttura più vistosa di tutto il villaggio insieme alle ciminiere. A differenza del resto del villaggio, questa struttura viene costruita intorno agli anni del 1890 e i lavori ebbero una durata di circa venti mesi. La Villa si presenta con una pianta centrale che occupa una superficie di circa 700 metri quadrati e le decorazioni sono realizzate quasi tutte in stucco a stampo. Sono presenti due torri; la prima ospitava il serbatoio per la raccolta dell’acqua, mentre la seconda, grazie alla sua altezza imponente di 50 metri, era usata come belvedere. All'ingresso troviamo un grande atrio di circa 100 mq, è coperto da un doppio lucernario circondato da un loggiato dorato. Al piano terra troviamo le stanze padronali, come il salone blu, il salottino bianco, lo studio padronale, la sala rossa che si affacciava sul giardino, una sala da pranzo e una sala dedicata al biliardo. Al piano seminterrato troviamo la lavanderia, i locali di servizio e la cucina. Salendo una scala di marmo decorata con motivi floreali si può accedere al primo piano dove si trovano le camere da letto padronali. Per raggiungere il secondo piano, invece, si doveva salire una piccola scala in legno che dava accesso ad una stanza vetrata in cima alla torre principale. All'esterno c’è un vasto giardino caratterizzato da contrasti cromatici. Per gli impianti decorativi sono stati scelti materiali più pregiati come ad esempio pietre di Saltrio, Mapello e Verona, ma anche marmi colorati per le colonnine. Si pensa che questo parco, ad oggi molto ridotto, è stato progettato da Enrico Colombi, un architetto di giardini molto famoso dei tempi. Per la decorazione esterna generale sono stati scelti altri materiali come marmo bianco di carrara, mosaici, affreschi, ferri battuti e bronzi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 08:58:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Le figure più importanti del villaggio: il medico e il cappellano più immagini</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351517244</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cappellano e il medici erano coloro che un tempo avevano il meritevole compito di curare le anime e i corpi dei lavoratori della fabbrica e delle loro famiglie.</div><div><br></div><div>Il ruolo di queste due figure, tra le poche che all’epoca erano in grado di leggere e di scrivere per questo tali figure avevano, nel diciannovesimo secolo, un ruolo sociale di grandissima importanza che andava anche oltre la loro funzione.</div><div><br></div><div><strong>il cappellano<br></strong>Paul Lafargue già più di un secolo fa, diceva che i preti&nbsp; tornano sempre utili quando c’è da far ingoiare alla gente una disgrazia, far sopportare una sofferenza, vincere la fatica e, a volte, lo stremo.</div><div>Silvio Crespi era una cattolico molto ligio al dovere religioso e volle che la vita spirituale del villaggio fosse amministrata da un cappellano da lui direttamente assunto.</div><div>Il cappellano rappresentava il sostegno spirituale degli operai dell’infernale macchina produttiva.</div><div><br></div><div><strong>il medico</strong></div><div>Il ruolo di medico, a Crespi d’Adda, rappresentava l’occhio vigile dell’imprenditore sulla salute delle maestranze. Da un lato una attenzione necessaria a garantire una miglioria sociale in un epoca falcidiata da malattie banali ma mortali, dall’altro un controllo sulle condizioni della salute dei dipendenti che evitava e limitava il fenomeno dell’assenteismo ingiustificato.</div><div>In questo modo il medico di fabbrica poté porsi come funzionario pubblico, selettore della forza lavoro, regolatore della sanità e perciò della qualità e della continuità della prestazione lavorativa.</div><div>Per tutto l’Ottocento nelle campagne italiane la figura del medico, distante e spesso ignorata, fu recepita con diffidenza e sospetto, anteponendogli gli interventi terapeutici che il sapere tramandato insegnava e, al più affidandosi alle terapie miracolistiche imbonite in occasione di fiere o mercati da chi, in realtà, non era medicoTra le malattie tipiche del periodo vi era il rachitismo, diffuso dove le abitazioni erano umide, poco soleggiate, mal areate e anguste, che iniziò a diffondersi anche come malattia professionale che colpiva soprattutto i bambini occupati nelle nascenti industrie, in particolare nei cotonifici dove si usava tenere bagnati permanentemente i locali per mantenere umido il cotone. Secondo gli osservatori del tempo l’espansione dell’industria era anche responsabile dell’aumento della scrofola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 09:02:57 UTC</pubDate>
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         <title>Gli operai: la vita le immagini</title>
         <author>trottari</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2351517626</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli operai che lavoravano a Crespi d'Adda erano organizzati in una città aziendale ben strutturata che arrivò ad avere quasi quattromila dipendenti.<br>Tutto ruotava intorno al <a href="https://www.lorenzotaccioli.it/wp-content/uploads/2016/09/Ingresso-Opificio-Fabbrica-e-Ciminiera-Crespi-d-Adda.jpg">cotonificio</a>; se gli operai erano in salute e soddisfatti della loro vita, la fabbrica aveva manodopera sicura e continua.&nbsp;<br>I lavoratori costituivano un villaggio operaio, nato per l'esigenza di accordare casa e lavoro in un unico centro abitato, che fosse funzionale sia agli interessi dell'imprenditore che a quelli dell'operaio.&nbsp;<br>Purtroppo, data la scarsa illuminazione del posto di lavoro, molti a lungo andare avevano sempre più una vista danneggiata; inoltre era molto facile fare incidenti di percorso perché non era un luogo sicuro e utilizzavano molti attrezzi pericolosi. C'era anche pochissima igiene e per questo gli operai si ammalavano facilmente (bissinosi, reumatismi, artrite reumatoide, malattia reumatica, influenza spagnola, gastroenterite virale) e si creavano molte epidemie.<br>&nbsp;</div><div>Le famiglie si dividevano i compiti: i più piccoli andavano a scuola, i più grandicelli e gli adulti <strong>lavoravano</strong> in fabbrica, invece le donne, quando non erano impiegate nella fabbrica <strong>operaia, </strong>lavavano i panni nei due<a href="https://www.isolabergamasca.org/wp-content/uploads/2017/05/crespi-lavatoio.jpg"> lavatoi</a> del villaggio e si prendevano cura della casa.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 09:03:31 UTC</pubDate>
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         <title>Visita virtuale</title>
         <author>trottari</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-22 09:15:27 UTC</pubDate>
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         <title>FOTO DEL VILLAGGIO DALL&#39;ALTO</title>
         <author>migliettailenia</author>
         <link>https://padlet.com/trottari/n6h5ovfdgklzwblc/wish/2398547411</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-11-26 12:28:20 UTC</pubDate>
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