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      <title>Fai una domanda by Roberta Parisi</title>
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      <description>Se hai una domanda da fare su come approcciarsi con bimbi e ragazzi, prova a scriverla qui. Proverò a rispondere secondo la disciplina empatica e rispettosa.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-07 19:34:39 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Come far capire al bambino come condividere i propri giochi ?&nbsp;<br><br></strong>Se è un proprio gioco un bambino ha il diritto di non voler condividere. Accogliamo il suo bisogno senza forzarlo per forza a condividere. Attraverso il gioco con lui possiamo provare noi a condividere qualcosa di nostro e fargli vedere che a volte dal condividere si può trarre giovamento. Es. Di frase da dire: " tesoro non vuoi prestare il tuo gioco? Lo capisco, questo gioco è importante per te. Tranquillo giocaci pure, se avrai voglia quando finisci di giocarci lo condividerai". Se c'è un fratello che vuole quel gioco si può aggiungere: "ok con questo gioco stai giocando tu in questo momento, scegliamo un gioco che possiamo prestare?"<br>È importante accogliere il bisogno del bambino e rispettare il loro volere. Impareranno a condividere se agiamo con empatia. Se può aiutare, pensa: tu vorresti condividere il tuo telefono con un estraneo o qualcuno che conosci? Soprattutto se lo stai usando.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-07 20:33:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lancio oggetti</title>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Come faccio a far capire al bambino che è sbagliato lanciare qualsiasi cosa gli capiti a tiro, dopo avergli negato qualcosa che non deve fare o mangiare evitando così di urlare in modo troppo esagerato? </strong><br><br>Se il bambino è nel periodo della manipolazione e della scoperta degli oggetti, il lanciarli è una sperimentazione, il capire come dosare la loro forza, l osservare l oggetto che cade e non resta in aria ecc.. on questo caso c'è poco da fare. Scegliamo un posto comodo e in sicurezza e lasciarlo sperimentare. mentre se è più grande bisogna capire perché lancia il gioco. attraverso l'osservazione del bambino e del contesto facciamoci queste domande: cosa è successo prima che lui lanciasse l'oggetto? cosa prova in quel momento il bambino? che emozione sta vivendo? ad esempio avete fat o&nbsp; una richiesta e lancia l'oggetto perché è arrabbiato poiché non vuole farla? In quel caso vi sta comunicando il suo disaccordo. Quello che si può fare è accogliere la sua emozione verbalizzarla e trovare una soluzione insieme. Si può dire:"capisco che sei arrabbiato ma non posso permetterti di lanciare gli oggetti perché potresti farti male o potresti fare male a qualcuno." Comunicatelo anche con i gesti, prendendo la vostra mano afferrando la sua mano e con delicatezza abbassandola facendo vedere che la mano deve stare giù senza lanciare oggetti. Dopo dare l'alternativa per esprimere la rabbia. Es. Se parla "piuttosto che lanciare l'oggetto potresti dire che sei arrabbiato". Se non parla ci sono dei giochi da fare come ad esempio fare fare un disegno che rappresenta la rabbia su un foglio e la metto&nbsp; nella scatola, oppure prova a giocare con un cuscino, oppure provo a leggere un libro su come gestire la rabbia tutto questo se è la rabbia l'emozione che sta provando</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-08 05:40:53 UTC</pubDate>
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         <title>Paura di stare solo</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>Capisco che sia normale nei bambini avere paura di essere solo ma da sempre è completamente terrorizzato se non vede nessuno entro pochi attimi. Ho provato a lasciare giochi interessanti, spostarmi nella stanza a fianco, far comunque sentire la presenza, non siamo mai andati oltre il minuto. Ora che è piu grande provo a spiegare ma cambia ben poco. Suggerimenti?<br></strong><br></div><div>Mi servirebbero più dettagli per darti una risposta il più possibile mirata. Così a primo impatto mi sembra di capire che viva un disagio nel staccarsi dall' adulto. Non ha acquisito quel senso di sicurezza che gli permette di staccarsi e fare da solo. Questa paura in alcuni bimbi dura un po' di più perché si sentono piccoli, deboli e impotenti di fronte a certe situazioni o rispetto ad altre persone. Bisognerebbe lavorare sull'autostima. Capisco che può sembrare assurdo perché sono piccolini ma si inizia proprio da piccoli. Può aiutare passare del tempo di qualità con loro, essere attivi con loro, fargli capire che ci siamo, ricordiamogli tutte le volte che ci siamo allontanati ma che poi siamo tornati e che non l'abbiamo mai abbandonato. 1. Osservare il contesto nel quale vive il nostro bambino e le nostre azioni (chiediamoci se davvero ha bisogno di noi, della nostra presenza o magari sta facendo qualcosa alla quale lui non si sente sicuro e ha bisogno di essere guidato?). 2. verbalizzare quello che prova e accoglierlo. "tesoro hai paura che la mamma si allontani? io sono qui ti guardo e non ti lascio solo". Si possono fare diverse attività. Ad esempio un braccialetto magico da scambiare (braccialetto che create insieme o dare proprio un braccialetto della mamma)spiegando che quando siete distanti basta toccare questo braccialetto della mamma per pensare a lei e stessa cosa La mamma quando vuole pensare al figlio toccherà il braccialetto dado da lui. oppure mettere rossetto e fare dei baci su due fogli, il bacio della mamma e il bacio del figlio e scambiarli spiegando la stessa cosa. Se si è a casa e vuole starti sempre vicino fatelo stare sempre vicino per qualsiasi cosa fate anzi anticipate il suo bisogno State lavando i piatti lo portate con voi a lavare i piatti, state cucinando lo fate cucinare con voi. Deve capire che ci siete senza giudicarlo, senza sminuire la sua emozione, senza usare frasi: "non si fa così! lascia! faccio io." Ma piuttosto fate insieme, credete in lui e anche se sbaglia lasciatelo sbagliare.&nbsp; piú si è vicino a loro in questo momento difficile piú si sentirà a sicuro e pian piano accetterà il distacco. Il discorso è ancora più ampio, se volete mi contattate in privato io ci sono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-08 22:00:12 UTC</pubDate>
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         <title>Linguaggio</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Come si può facilitare il linguaggio? Sono certa della comprensione delle conversazioni e della sua voglia di comunicare con gesti, versi ma non ha nessun interesse nel modulare il suono. Vorrei aiutarla magari con qualche trucchetto&nbsp;<br><br></strong>Quando il bimbo non parla, magari come ci aspettavamo, di solito entriamo in ansia. Quindi come prima cosa cerchiamo di prenderci del tempo per osservare in serenità. Se la bambina indica quello che vuole, ti guarda quando parli, si gira quando viene chiamata fai già un respiro di sollievo e ti dico che è normale. Se dopo i tre anni non accenna a dire neanche mamma e papà allora rivolgiti a un logopedista. Può essere di aiuto per lo sviluppo del linguaggio leggere cantare e narrare storie e raccontargli cosa stiamo facendo quando compiamo gesti quotidiani, ad esempio quando lo vestiamo diciamo che stiamo mettendo il pannolone, stiamo mettendo la maglietta, e così via. Cercare di chiamare tutto con il nome reale senza sdoppiarlo ad esempio un cane è un cane. Piuttosto che dire:" guarda c'è bau" possiamo dire:" guarda c'è un cane". Piuttosto che dire:" Ah ma ti sei fatto la Bibi?" possiamo dire: "Ah ma ti sei fatto male?". Adottiamo queste piccole accortezze, questo nostro modo di parlargli senza fargli trapelare nessuna ansia senza mettergli fretta. Rispettiamo i suoi tempi. Attenzione anche quando parliamo con un altro adulto, parlando di nostra figlia di questo problema, sarebbe meglio che lei non ascoltasse. Infine i libri aiutano sempre. Alcuni esempi di libri: le mie prime paroline, piano forte, l'uccellino fa..se riesco faccio un video dei libri e lo pubblico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-08 22:03:04 UTC</pubDate>
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