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      <title>Il mio padlet sensazionale by Whitney Ortega</title>
      <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-11-03 16:12:14 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>whitneyortega2006</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775535234</link>
         <description><![CDATA[<p>La disparità di genere a livello lavorativo è un problema che persiste sia in Italia che nel mondo. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni verso l'uguaglianza di genere, le differenze tra uomini e donne in ambito professionale rimangono evidenti. Queste differenze si manifestano in varie forme, tra cui la disparità di retribuzione e l'accesso limitato a posizioni di leadership.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 16:14:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>whitneyortega2006</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775547370</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Articolo 2:</strong> "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."</p><p>Questo articolo sottolinea l'importanza della dignità umana, dell'uguaglianza e della solidarietà come principi fondamentali. Essenzialmente, afferma che l'Italia si basa su una visione di società in cui i diritti umani sono centrali e che ciascun individuo ha diritto a essere trattato con rispetto e dignità.</p><p><br></p><p><strong>Articolo 3:</strong> "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." </p><p>Questo articolo rappresenta un impegno concreto per l'uguaglianza. Sancisce che nessuna forma di discriminazione, inclusa quella basata sul sesso, è accettabile. Inoltre, impone l'obbligo di rimuovere gli ostacoli che impediscono l'uguaglianza sostanziale tra gli individui.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 16:26:10 UTC</pubDate>
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         <title>Esempi di cronaca</title>
         <author>giuliadalessio66</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775576280</link>
         <description><![CDATA[<p>Battute a sfondo sessuale, un trasferimento e poi il licenziamento: questo è quello che è successo a una donna che, fino a prima di comunicare il suo desiderio di diventare madre, era considerata una lavoratrice modello. </p><p>La vicenda si è svolta a Chivasso, in provincia di Torino, dove una trentenne è stata licenziata dopo avere riferito ai suoi datori di lavoro la volontà di sottoporsi alla fecondazione in vitro per diventare mamma. </p><p>La donna, che era impiegata in un'azienda di idrotermosanitari, a causa dello stress perse anche il bambino. Ora ha fatto causa contro l'azienda.</p><p>"Quello che mi ha fatto soffrire di più", ha spiegato la donna, "è il comportamento di alcuni miei superiori, le loro battute, i messaggi, quando quasi mi minacciavano dicendo: "Scegli se vuoi fare la mamma o mantenere il posto di lavoro"". La donna ha raccontato che il suo capo filiale arrivò al punto da pubblicare sui social network una sua foto mentre era intenta a mangiare una brioche con la didascalia: "Mangia che poi che me ne importa?". Non solo, le disse anche: "Se il tuo compagno non ci riesce, ci penso io a metterti incinta".</p><p>Quando si è sottoposta alla fecondazione in vitro, per non gravare sull'azienda ha preso un periodo di aspettativa e ha sfruttato le ferie arretrate. Però, al ritorno sul posto di lavoro le è stato comunicato il trasferimento nella sede di Torino, che dista 25 chilometri dalla sua casa. A causa dello stress, ha perso il bambino e ora è seguita da uno psicologo. Ora sull'accaduto dovrà decidere la sezione lavoro del tribunale di Ivrea.</p><p><br></p><p>Purtroppo fatti di cronaca come questo sono frequenti, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Nonostante abbiamo fatto passi da gigante per combattere la discriminazione di genere nel mondo lavorativo, dobbiamo essere consapevoli  che questa ancora esiste e che, soprattutto, dobbiamo impegnarci collettivamente per estirpare la mentalità maschilista insita nella nostra cultura.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 16:52:40 UTC</pubDate>
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         <title>Disparità salariale in Europa</title>
         <author>whitneyortega2006</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775581262</link>
         <description><![CDATA[<p>Il divario, o differenziale, retributivo di genere è la differenza tra i compensi orari lordi di uomini e donne. </p><p>Si basa sugli stipendi versati direttamente ai dipendenti prima delle detrazioni fiscali e dei contributi previdenziali. 12,7%: questo il divario retributivo medio di genere nell'UE nel 2021.</p><p><br></p><p>In Europa solo il Lussemburgo è riuscito a colmare il divario retributivo di genere, ci sono invece paesi come l’Austria con un divario del 18,8% e la Germania con 17,6%.</p><p><br></p><p>Interpretare i numeri non è così semplice come sembra. Difatti, un minore divario retributivo di genere in un paese specifico non corrisponde necessariamente a una maggiore uguaglianza di genere. In alcuni stati membri, divari retributivi più bassi tendono ad essere collegati ad una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. A loro volta, divari più alti tendono a essere collegati ad un'elevata percentuale di donne che svolgono un lavoro part-time o alla loro concentrazione in un numero ristretto di professioni. Ciononostante, è possibile riscontrare delle cause strutturali legate al divario salariale di genere.</p><p><br></p><p>In media, le donne svolgono più ore di lavoro non retribuito, per esempio prendendosi cura dei bambini o badando ai lavori domestici.</p><p>Tutto ciò implica una minore disponibilità di tempo per il lavoro retribuito: stando ai dati raccolti nel 2021 quasi un terzo delle donne (30%) lavora part-time, mentre solo l'8% degli uomini lavora part-time.</p><p><br></p><p>Il 24% circa del divario retributivo di genere totale, può essere spiegato con una sovra-rappresentanza di donne in settori relativamente a basso salario come l'assistenza, la sanità e l'istruzione.</p><p><br></p><p>La proposta fa seguito a una risoluzione del Parlamento europeo del 21 gennaio 2021 sulla strategia dell'UE per la parità di genere, con la quale si richiede alla Commissione di redigere un nuovo ambizioso piano d'azione per far fronte al divario retributivo di genere all'interno del quale siano stabiliti degli obiettivi chiari per gli Stati membri al fine di ridurre il divario salariale di genere nei prossimi cinque anni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 16:57:41 UTC</pubDate>
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         <title>Divario retributivo di genere</title>
         <author>whitneyortega2006</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775589114</link>
         <description><![CDATA[<p>«L'Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa». Il premier Mario Draghi è stato chiaro nel suo discorso programmatico al Senato: il divario di genere in Italia deve essere una priorità e, fra le azioni da intraprendere, c'è quella di colmare la differenza di salario fra uomini e donne.</p><p><br></p><p>Il divario retributivo di genere complessivo è la differenza tra il salario annuale medio percepito da donne e uomini.</p><p>In Europa le donne guadagnano 85 centesimi per ogni euro percepito dagli uomini. Per ogni ora di lavoro vengono retribuite in media il 14,8 per cento in meno rispetto all'altro sesso. In altre parole, è come se in un anno le donne lavorassero per due mesi senza ricevere lo stipendio. La situazione nell'Unione sta migliorando, ma i progressi sono molto lenti: il gap è diminuito solo dell'1 per cento in sette anni.</p><p>In Italia la differenza in busta paga tra uomo e donna è del 23,7% contro una media europea del 29,6%. Questa stima tiene conto dei tre principali svantaggi affrontati dalle donne, ossia:</p><p>•	Retribuzione oraria inferiore;</p><p>•	Meno ore di lavoro retribuito;</p><p>•	Minor tasso di occupazione (ad esempio a causa di interruzioni di carriera per prendersi cura di figli o familiari).</p><p>Alcuni fattori che contribuiscono al divario retributivo di genere sono:</p><p>•	Le posizioni lavorative di gestione e supervisione sono ricoperte in larga maggioranza da uomini. Gli uomini ricevono più promozioni rispetto alle donne, in tutti i settori, di conseguenza vengono pagati di più.</p><p>•	Le donne si fanno carico di importanti compiti non retribuiti, quali i lavori di casa e la cura dei figli o familiari, in proporzione maggiore rispetto agli uomini. I lavoratori uomini dedicano in media 9 ore a settimana ad attività non retribuite come la cura dei figli o famigliari o i lavori di casa, mentre le lavoratrici dedicano a tali attività 22 ore, ossia circa 4 ore al giorno. Sul mercato del lavoro, tale differenza si riflette nel fatto che 1 donna su 3 riduce le ore di lavoro retribuite per richiedere un part-time, mentre solo 1 uomo su 10 fa lo stesso.</p><p>•	Le donne tendono a trascorrere più spesso periodi di tempo fuori dal mercato del lavoro rispetto agli uomini. Queste interruzioni di carriera influenzano non solo la loro retribuzione oraria, ma hanno anche un impatto sui loro guadagni futuri e sulla loro pensione.</p><p><br></p><p>La situazione peggiora ulteriormente quando si hanno figli Molte persone ritengono che una donna non possa essere una buona madre continuando a lavorare, forse proprio per questo si tende a retribuire meno una donna, a parità di mansioni e ruolo, rispetto ad un uomo. In questo modo si tende a sminuire l'impegno femminile, nel momento in cui si possa scegliere di avere dei bambini.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 17:05:07 UTC</pubDate>
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         <title>Leggi che tutelano il lavoro delle donne in Italia</title>
         <author>giuliadalessio66</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775590862</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante la nostra ricerca ci siamo anche chiesti se nella costituzione italiana ci siano leggi dedicate interamente ai luoghi di lavoro e alle possibilità lavorative di entrambi i generi.</p><p>Possiamo considerare tre articoli dedicati interamente a ciò: l’articolo 3, sul quale ci siamo concentrati in classe, l’articolo 31 e il numero 37.</p><p>L’articolo 31 mira infatti a garantire il pieno sviluppo dell’essere umano e a tutelare i rapporti familiari, in quanto parte integrante della relazione tra individuo e Stato democratico.</p><p>In particolare la legge, sempre per rispondere all’esigenza contenuta nell’articolo 31 della Costituzione, prevede i congedi di maternità e di paternità per i genitori che lavorano; gli aiuti per il reinserimento lavorativo di chi è rimasto temporaneamente inattivo;&nbsp;</p><p>La donna ha gli stessi diritti dell’uomo, non sono nella vita sociale ma anche in quella lavorativa. Ed è proprio questo che l’articolo 37 della costituzione vuole precisare.</p><p>La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.</p><p>Quindi, sebbene la situazione lavorativa attuale in Italia non sia certo delle migliori, va sottolineata la presenza di tutele per evitare che un soggetto possa subire delle ingiustizie. In modo particolare sono presenti diverse norme volte a imporre un divieto di licenziamento a fronte di alcune specifiche situazioni.</p><p>un esempio è il divieto di licenziamento a causa di matrimonio, che secondo la Cassazione non vale per gli uomini. La diversità di tale trattamento è dovuta principalmente alla tutela della maternità: infatti il licenziamento subito dopo il matrimonio colpisce sopratutto le donne, alle quali vuole essere impedito di assentarsi dal lavoro nel periodo della gravidanza. Lo scopo quindi del licenziamento post-matrimonio non riguarda le nozze in sè, ma il timore dell’assenza prolungata della lavoratrice.</p><p>Un altro divieto attivo nello stato riguarda il divieto di licenziamento durante il periodo di gravidanza. Per garantire alla lavoratrice la tranquillità psicologica necessaria, le donne lavoratrici hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo che viene determinato dalla legge.</p><p>Ma nel mondo invece?</p><p>Gli Stati Uniti, lo sappiamo, non hanno il congedo di maternità obbligatorio. Questo significa che ogni Stato può gestire la cosa in base alle leggi interne e, ad oggi, sono 13 gli Stati che hanno introdotto delle leggi che garantiscono alle mamme e ai papà di stare a casa dal lavoro quando i figli sono appena nati. Di recente il Maine si è aggiunto alla lista con una legge che andrebbe presa d'esempio, e non solo negli USA. Questa legge non fa distinzioni sulla base di chi è la persona che ha diritto all'assistenza: può trattarsi di un figlio come di una persona anziana. Non ci sono differenza nemmeno sulla base del genere dato che si applica a tutti i lavoratori. Questi concetti sono fondamentali per guardare un'idea di lavoro di cura e life work balance più ampia. L'Italia dovrebbe uscire dallo schema della maternità da tutelare in quanto compito femminile e entrare in un'ottica per cui ognuno, a prescindere al genere, può trovarsi nella necessità di assistere una persona cara o passare più tempo in famiglia.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 17:06:54 UTC</pubDate>
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         <title>Norme culturali e sociali nel mondo</title>
         <author>giuliadalessio66</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775600210</link>
         <description><![CDATA[<p>Norme Culturali e Sociali:</p><p>In molte società, le donne sono spinte verso lavori considerati "femminili" anziché settori più remunerativi.</p><p>La pressione sociale può far sentire alle donne la necessità di bilanciare il lavoro con le responsabilità familiari, limitando le loro ambizioni professionali. Cambiare queste norme richiede un cambiamento culturale verso l'uguaglianza di genere.</p><p>Mancanza di Accesso all'Educazione:</p><p>Molte donne in diverse parti del mondo hanno un accesso limitato all'istruzione.</p><p>L'istruzione è spesso fondamentale per ottenere lavori di qualità e progredire nella carriera. La mancanza di accesso all'istruzione limita le opportunità di lavoro per le donne e contribuisce alla disparità di genere. Investire nell'educazione delle ragazze è cruciale per affrontare questo problema.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 17:16:22 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti</title>
         <author>giuliadalessio66</author>
         <link>https://padlet.com/whitneyortega2006/n3xjj9hcjlth4y9d/wish/2775609576</link>
         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.europarl.europa.eu/portal/en">https://www.europarl.europa.eu/portal/en</a></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/licenziata-dopo-fecondazione-assistita_67238227-202302k.shtml">https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/licenziata-dopo-fecondazione-assistita_67238227-202302k.shtml</a></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a44598130/usa-stati-congedo-partentale-figli/#">https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a44598130/usa-stati-congedo-partentale-figli/#</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.nascitacostituzione.it/02p1/03t3/037/index.htm?art037-999.htm#&amp;2">https://www.nascitacostituzione.it/02p1/03t3/037/index.htm?art037-999.htm#&amp;2</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.wikilabour.it/dizionario/irregolarita/licenziamento-in-maternita-o-in-conseguenza-di-matrimonio/#:~:text=Ai%20sensi%20dell%27art.,tre%20mesi%20successivi%20al%20parto">https://www.wikilabour.it/dizionario/irregolarita/licenziamento-in-maternita-o-in-conseguenza-di-matrimonio/#:~:text=Ai%20sensi%20dell%27art.,tre%20mesi%20successivi%20al%20parto</a></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-03 17:25:23 UTC</pubDate>
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