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      <title>La riforma dell&#39;opera  e il Settecento musicale  by Paola</title>
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      <description>Le nostre riflessioni </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-17 15:53:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Orfeo </title>
         <author>paola_maiello73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Viene ripreso spesso ..</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-17 15:57:27 UTC</pubDate>
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         <title>Christoph Willibald Gluck</title>
         <author>carlocavallo10</author>
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         <description><![CDATA[<h1>Christoph Willibald Gluck era un compositore tedesco,ma soprattutto fu l'iniziatore <mark>della riforma dell'opera nel </mark>1700.Lui voleva riformare l'opera seria semplificando i testi per ottenere l'equilibrio tra musica e canti, quindi in poche parole è questa la riforma dell'opera nel 1700.Egli ebbe molta fortuna perchè si circondò di bravi artisti tra cui:</h1><div>CHERUBINI<br>WEBER<br>WAGNER</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 15:07:36 UTC</pubDate>
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         <title>Il Melodramma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 15:25:37 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Orfeo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 15:28:15 UTC</pubDate>
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         <title>LA STORIA DI Orfeo ed Euridice </title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
         <link>https://padlet.com/paola_maiello73/n2jntkxf1m3ykkka/wish/585188535</link>
         <description><![CDATA[<div>La storia racconta dell’amore tra <em>Orfeo e Euridice</em>, una coppia di sposi innamorati e felici. Egli era forse il figlio della musa Calliope e del re tracio Eagro. Euridice era una bellissima ninfa amadriade. La loro felicità durò fino a quando il giovane Aristeo, un figlio del dio Apollo, si innamorò perdutamente della donna. Euridice, però, non ricambiava l’amore di Aristeo ed era quasi spaventata dalle attenzioni che lui le rivolgeva continuamente.<br><br></div><div>Un giorno, nel tentativo di sfuggire ad Aristeo, inciampò in un serpente velenoso, che la uccise mordendola. Orfeo si disperò terribilmente e, incurante del destino, decise di scendere agli inferi per andare a riprendersi la sua amata. Gli inferi, come prefigurati dalla mitologia greca, erano pieni di pericoli e non così semplici da aggirare per un comune mortale quale era Orfeo. Egli dovette affrontare quindi numerose prove per raggiungere Ade e Persefone, il re e la regina degli inferi, gli unici in grado di restituirgli la bella moglie.<br>In primis dovette fronteggiare il terribile Caronte, traghettatore delle anime dei defunti. Orfeo riuscì ad ammansirlo con il suono della sua lira. Poi, con lo stesso stratagemma, riuscì ad incantare anche Cerbero, il cane a tre teste che fungeva da guardiano. Dopo aver affrontato e superato altri ostacoli, finalmente giunse al cospetto dei due sovrani degli inferi. Persefone, intenerita dall’amore di Orfeo che lo aveva spinto in un luogo tetro come quello, permise all’innamorato di riavere la moglie soltanto se, durante il tragitto che li avrebbe condotti fuori dall’Ade, egli non si sarebbe mai voltato a guardarla.<br><br></div><div>I due, Orfeo avanti e <strong>l’ombra di Euridice</strong> indietro, intrapresero così questo cammino nel tentativo di ritornare insieme nel mondo dei vivi. Ad accompagnarli c’era Ermes, il messaggero degli dei. Proprio sulla soglia Orfeo si voltò perché convinto di essere ormai del tutto fuori. Euridice, che però non era ancora uscita, scomparve per sempre.<br>Addolorato dalla perdita ormai irreversibile della sua amata, Orfeo pianse per sette lunghi mesi, continuando a suonare la sua lira. Da questo punto, esistono diverse versioni. Secondo Virgilio, il poeta Orfeo fu dilaniato dalle donne dei Ciconi che erano irate per la fedeltà del giovane alla moglie morta. Secondo Ovidio, invece, Orfeo morì dilaniato dalle Menadi, infuriate con lui perché aveva sviluppato una passione per gli uomini.<br><br></div><div>In tutte le versioni, però, si narra che la testa di Orfeo abbia continuato a cantare dopo essere stata separata dal corpo e gettata nel fiume Ebro. Secondo Virgilio, Orfeo viene accolto nei Campi Elisi, che rappresentano una sorta di paradiso<br><br><strong>Chiara Di Francesco</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 15:42:43 UTC</pubDate>
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         <title>Riforma LIRICA</title>
         <author>carlocavallo10</author>
         <link>https://padlet.com/paola_maiello73/n2jntkxf1m3ykkka/wish/585191992</link>
         <description><![CDATA[<div>Il XVIII secolo, l’epoca dell’<strong>Illuminismo</strong>, è anche il momento in cui il poeta PIETRO MATESTASIO  attua una riforma dell’opera lirica, stabilendo delle regole, dei canoni formali, per la drammaturgia e le arie delle opere serie, cercando così di porre un limite alla composizione di opere che mettevano in scena solo l’abilità e il virtuosismo dei cantanti. Metastasio scrisse un gran numero di libretti d’opera che vennero messi in musica dai più importanti musicisti del secolo fra i quali Pergolesi, Scarlatti e Mozart.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 15:44:06 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Scarlatti </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paola_maiello73/n2jntkxf1m3ykkka/wish/585192770</link>
         <description><![CDATA[<div>Alessandro Scarlatti è stato un compositore italiano  di musica barocca, tra la fine del seicento e l'inizio del settecento amplia le strutture del melodramma stabilendo la forma dell'aria col da capo,e arricchisce l"elemento timbrica dell'orchestra, che si basa  sugli strumenti ad arco,trombe,flauti...<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 15:44:25 UTC</pubDate>
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         <title>IL PIO OSPEDALE DELLA PIETA&#39;</title>
         <author>came75</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>MENNA MARIACLARA</strong><br>Il <strong>Pio Ospedale della pietà</strong> è stato un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Convento">convento</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orfanotrofio">orfanotrofio</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Conservatorio">conservatorio</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a>, attualmente conosciuto con il nome di <strong>Santa Maria della Pietà</strong> <em>(istituto provinciale per l'infanzia)</em>. Ha avuto tra i suoi insegnanti di musica, tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">XVIII secolo</a>, maestri come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Vivaldi">Antonio Vivaldi</a> <br>L’<em>Antico Spedale della Pietà</em> sorse a Venezia nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1346">1346</a> con decreto del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato_di_Venezia">Senato di Venezia</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Ospedale_della_Piet%C3%A0#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Già dal 1335 Fra' Petruccio d'Assisi, riscontrando un continuo aumento dei bambini abbandonati sulle pubbliche strade per povertà o illegittimità della nascita, pensò all'istituzione di un luogo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pio">pio</a> dove accoglierli ed educarli. Raccogliendo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elemosina">elemosine</a> per la città in nome dei bambini abbandonati, Fra' Petruccio si muoveva invocando “pietà, pietà!”, determinando così per sempre il nome dell'istituto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 16:40:14 UTC</pubDate>
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         <title>IL PIO OSPEDALE DELLA PIETA&#39;</title>
         <author>came75</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>MENNA MARIACLARA</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 16:43:11 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONIO VIVALDI</title>
         <author>came75</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>MENNA MARIACLARA</strong><br><strong><br>Antonio Lucio Vivaldi</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/4_marzo">4 marzo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1678">1678</a> – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vienna">Vienna</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/28_luglio">28 luglio</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1741">1741</a>) è stato un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Compositore">compositore</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Violino">violinista</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiano</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Vivaldi#cite_note-grove-1"><sup>[1]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Vivaldi#cite_note-italia-2"><sup>[2]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Vivaldi#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a>, che visse nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Venezia">Repubblica di Venezia</a>, considerato tra i massimi esponenti del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_barocca">barocco musicale</a>.</div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presbitero">Sacerdote</a>, pur non potendo celebrare la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messa">Messa</a> per motivi di salute, era detto "il Prete rosso" per il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rutilismo">colore dei capelli</a>.</div><div>Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_barocca">musica barocca</a>. Considerato il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico (un genere iniziato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Torelli">Giuseppe Torelli</a>), e della tecnica del violino e dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orchestrazione">orchestrazione</a>. Non trascurò inoltre l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opera_lirica">opera in musica</a>, e la sua opera compositiva vastissima comprende inoltre numerosi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_(composizione_musicale)">concerti</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sonate">sonate</a> e brani di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_sacra">musica sacra</a>.</div><div>Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo tra cui il genio massimo del barocco <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Sebastian_Bach">Johann Sebastian Bach</a>, ma anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Georg_Pisendel">Pisendel</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_David_Heinichen">Heinichen</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Dismas_Zelenka">Zelenka</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Bodin_de_Boismortier">Boismortier</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Corrette">Corrette</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Willem_de_Fesch">De Fesch</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Joachim_Quantz">Quantz</a> e in seguito i grandi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_classica">musicisti classici</a> come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Amadeus_Mozart">Wolfgang Amadeus Mozart</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_Rossini">Gioacchino Rossini</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven">Ludwig van Beethoven</a> (es. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sinfonia_n._6_(Beethoven)">sinfonia pastorale</a>). Le sue composizioni più note sono i quattro concerti per violino conosciuti come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Le_quattro_stagioni"><em>Le quattro stagioni</em></a>, celebre esempio di musica a soggetto. Come per molti compositori barocchi, dopo la sua morte il suo nome e la sua musica caddero nell'oblio. Solo grazie alla ricerca di alcuni musicologi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo">XX secolo</a>, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arnold_Schering">Arnold Schering</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Pincherle">Marc Pincherle</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Gentili">Alberto Gentili</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Casella">Alfredo Casella</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Francesco_Malipiero">Gian Francesco Malipiero</a>, Vivaldi riemerse, diventando uno dei compositori più noti dell'epoca.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 16:44:47 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONIO LUCIO VIVALDI</title>
         <author>came75</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>MENNA MARIACLARA</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 16:49:10 UTC</pubDate>
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         <title>LA LIUTERIA</title>
         <author>came75</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>MENNA MARIACLARA</strong><br>La <strong>liuteria</strong> è l'arte della progettazione, della costruzione e del restauro di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cordofoni">strumenti a corda</a> ad <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strumenti_ad_arco">arco</a> (quali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Violino">violini</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Violoncello">violoncelli</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viola_(strumento_musicale)">viole</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Contrabbasso">contrabbassi</a>, ecc.) e a pizzico (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chitarra">chitarre</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basso_(strumento_musicale)">bassi</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mandolino">mandolini</a>, ecc.). Il nome deriva dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liuto">liuto</a>, strumento a pizzico molto usato fino all'epoca <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barocco">barocca</a>. È un'arte e tecnica artigianale rimasta quasi immutata dall'epoca classica della liuteria (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">XVIII secolo</a>).</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 17:01:56 UTC</pubDate>
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         <title>LIUTAIO</title>
         <author>came75</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>MENNA MARIACLARA</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-20 17:04:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cretella2carlo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si definisce come <strong>riforma gluckiana</strong> il tentativo di rinnovamento dell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Opera_seria">opera seria</a> italiana del Settecento, portato avanti, nella seconda metà del secolo, dal musicista <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Christoph_Willibald_Gluck">Christoph Willibald Gluck</a> e dal librettista <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ranieri_de'_Calzabigi">Ranieri de' Calzabigi</a>, con l'incoraggiamento ed il sostegno determinante del direttore generale degli spettacoli teatrali della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monarchia_asburgica">corte asburgica</a> (<em>Generalspektakeldirektor</em>), <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Durazzo_(conte)">conte Giacomo Durazzo</a>. Come gli stessi autori indicheranno esplicitamente nella prefazione-dedica<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Riforma_gluckiana#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> dell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Alceste_(Gluck)"><em>Alceste</em></a>, il vero e proprio manifesto programmatico della riforma, apparso nel 1769, essa si rivolgeva contro «tutti quegli abusi ... che hanno per troppo tempo deformato l'opera italiana e reso ridicolo e seccante quello che era il più splendido degli spettacoli», e si proponeva «di ricondurre la musica al suo vero compito di servire la poesia per mezzo della sua espressione, e di seguire le situazioni dell'intreccio, senza interrompere l'azione o soffocarla sotto inutile superfluità di ornamenti». Il nucleo centrale del tentativo di riforma del melodramma italiano fu costituito, sostanzialmente, da tre opere andate in scena a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vienna">Vienna</a> nell'arco di meno di un decennio: oltre la già citata <em>Alceste</em> (1767), l'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Orfeo_ed_Euridice_(Gluck)"><em>Orfeo ed Euridice</em></a> (1762) e, assai meno riuscita, il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paride_ed_Elena"><em>Paride ed Elena</em></a> (1770).<br>Cretella Carlo</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-21 10:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>Francesco Vasaturo </title>
         <author>fvasaturo91</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-23 13:07:42 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;OPERA NEL SETTECENTO</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento si afferma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Scarlatti"><strong>Alessandro Scarlatti</strong></a>, che amplia le strutture del melodramma, stabilendo la forma dell’<a href="http://www.pestalozzi.cc/ic/lirica/04-aria.html"><em>aria col da capo</em></a>, e arricchisce l’elemento timbrico dell’orchestra, che si basa sugli strumenti ad arco, ornati da trombe, flauti, oboi e fagotti.</div><div><br>Antonio Vivaldi</div><div>Al principio del Settecento, inoltre, si afferma la tendenza a iniziare l’opera con un brano strumentale, l’<strong>ouverture</strong>, distinta in <a href="http://www.pestalozzi.cc/ic/lirica/03-settecento_images/ouverture-italiana.jpg"><em>ouverture all’italiana</em></a>, suddivisa in tre parti (allegro – adagio – movimento di danza veloce), e <a href="http://www.pestalozzi.cc/ic/lirica/03-settecento_images/ouverture-francese.jpg"><em>ouverture alla francese</em></a>, suddivisa in due parti (introduzione lenta – movimento vivace).<br><br>Chiara Di Francesco</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:13:58 UTC</pubDate>
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         <title>PIETRO METASTASIO E LA RIFORMA DELL&#39;OPERA</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
         <link>https://padlet.com/paola_maiello73/n2jntkxf1m3ykkka/wish/591367783</link>
         <description><![CDATA[<div>Il XVIII secolo, l’epoca dell’<strong>Illuminismo</strong>, è anche il momento in cui il poeta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Metastasio"><strong>Pietro Metastasio</strong></a> attua una riforma dell’opera lirica, stabilendo delle regole, dei canoni formali, per la drammaturgia e le arie delle opere serie, cercando così di porre un limite alla composizione di opere che mettevano in scena solo l’abilità e il virtuosismo dei cantanti. Metastasio scrisse un gran numero di libretti d’opera che vennero messi in musica dai più importanti musicisti del secolo fra i quali Pergolesi, Scarlatti e Mozart.<br><br>Chiara Di Francesco</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:15:23 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;OPERA BUFFA E GIAN BATTISTA PERGOLESI</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div> I musicisti della scuola napoletana, nella prima metà del Settecento, cominciarono a inserire tra un atto e l’altro di un opera seria dei brevi “intermezzi comici” che ottengono un così caloroso successo da portare alla creazione di un nuovo genere, l’<strong>Opera buffa</strong>, di argomento più leggero, basata su storie prese dalla vita di tutti i giorni con situazioni e personaggi comici, un genere quindi più adatto a un pubblico non nobile ma borghese o popolare. Uno degli esempi più celebri di questo genere è <em>La Serva Padrona</em>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Pergolesi"><strong>Giovan Battista Pergolesi</strong></a>, composta su libretto di Gennaro Antonio Federico, e rappresenta la prima volta al Teatro S. Bartolomeo di Napoli il 28 agosto 1733. La musica è più vivace, i dialoghi e le battute più incalzanti, tutta la rappresentazione teatrale è più vicina alla vita reale.<br><br>Chiara Di Francesco</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:17:40 UTC</pubDate>
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         <title>GIOVAN BATTISTA PERGOLESI</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>(Chiara Di Francesco)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:18:30 UTC</pubDate>
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         <title>LA SERVA PADRONA di Pergolesi</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La rappresentazione de <em>La Serva Padrona</em> di Pergolesi a Parigi nel 1752 (sedici anni dopo la morte dell’autore) innescò la <strong><em>Querelle des Bouffons</em></strong> (in italiano: La disputa dei buffoni), una polemica fra i sostenitori dell’opera seria francese che seguiva il modello di Lully e l’opera buffa di Pergolesi caratterizzata da una maggiore cantabilità melodica della musica e soprattutto dalla vivacità dell’intreccio. Fra i sostenitori dell’opera buffa si schierarono Rousseau, Diderot e gli Enciclopedisti, cioè gli intellettuali dell’Illuminismo francese, mentre i sostenitori dell’opera seria francese erano attorno al compositore più famoso di Parigi, Jean-Philippe Rameau.<br><br>Chiara Di Francesco</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:21:11 UTC</pubDate>
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         <title>VIVALDI: IL CONCERTO</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La maggior fama del compositore si deve alle sue composizioni strumentali, nella forma del concerto, di cui è considerato uno dei massimi autori e innovatori.      Il movimento centrale di questi concerti, il largo, il tempo lento, è un momento di assoluta teatralità.  Gli accompagnamenti alleggeriti dei bassi, che non suonano, o se suonano rimangono in una tessitura medio-acuta, permettono al solista o ai solisti di cantare la melodia proprio come fosse un’aria d’opera.<br><br></div><div>Questa alternanza di “tutti” e “solo” richiama alla mente la forma del Concerto Grosso, di cui conosciamo Arcangelo Corelli come massimo esponente. Richiama alla mente il Concerto Grosso, soprattutto se, ed  è il caso della raccolta che analizzeremo a breve, il “solo” non è un solo strumentista ma due o anche quattro.<br><br>Chiara Di Francesco<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:23:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il concerto solista e L&#39;Estate di Vivaldi</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>(Chiara Di Francesco)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:26:38 UTC</pubDate>
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         <title>MOZART</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mozart"><strong>Wolfgang Amadeus Mozart</strong></a> (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791) scrisse un gran numero di melodrammi e alcuni di essi rappresentano un momento fondamentale nella storia dell’opera lirica: le tre opere scritte su libretto di Lorenzo Da Ponte, <em>Le nozze di Figaro</em>,<em> Così fan tutte</em> e <em>Don Giovanni</em>, sono tre grandi capolavori che superano tutti gli schemi e le convenzioni del Settecento; mettono in scena intrecci strutturati efficacemente e supportati dalla linearità del discorso musicale e personaggi musicalmente ben caratterizzati nella loro psicologia: sono opere in cui la musica dà un senso di continuità emotiva allo svolgimento drammatico con il quale si integra perfettamente.</div><div>Mozart diede anche un notevole impulso al melodramma in lingua tedesca e al <em>singspiel</em>, uno spettacolo teatrale nel quale si alternano parti recitate e parti cantate, di cui è massimo esempio l’ultimo grande capolavoro di Mozart: <em>Il Flauto Magico</em>.<br><br>(Chiara Di Francesco)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:28:07 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEATRO D&#39;OPERA</title>
         <author>ChiaraDiFrancesco</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il teatro d’opera, nasce a Venezia nel 1637 con l’istituzione di teatri pubblici su base imprenditoriale. Tale innovazione, infatti, procurò al nuovo genere non solo “quella stabilità, quella continuità quella regolarità e frequenza, insomma quella solidità economica ed artistica che ne fece lo spettacolo dominante d’Italia e d’Europa per i secoli a venire”, ma influì anche sulla struttura dello spettacolo, modificando radicalmente il modo “di intendere, fare, percepire il teatro musicale”. <br><br>Chiara Di Francesco</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-24 14:31:20 UTC</pubDate>
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