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      <title>RECENSIONI LIBRI by Federica Maoloni</title>
      <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe</link>
      <description>books wash away from the soul the dust of everyday life</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-19 11:42:53 UTC</pubDate>
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         <title>IDI DI MARZO, MANFREDI</title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/209794537</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 21:34:37 UTC</pubDate>
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         <title>Commento</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div>La recensione è buona, manca soltanto una citazione. Attenzione a qualche piccolo errore (refuso).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 15:54:36 UTC</pubDate>
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         <title> RECENSIONE: UNO, NESSUNO E CENTOMILA, LUIGI PIRANDELLO Uno, nessuno e centomila è un romanzo di Luigi Pirandello iniziato nel 1909 e pubblicato in volume solo nel 1926. La storia si svolge nel piccolo paesino di Richieri con protagonista Vitangelo Moscarda, detto “Gengè”, un uomo che ha ereditato la banca del padre e perciò vive di rendita. La vicenda ha inizio con un evento apparentemente insignificante: la moglie di Vitangelo Moscarda una mattina gli fa notare che ha il naso leggermente pendente verso destra, un difetto di sé stesso che egli non aveva mai notato prima o al quale non aveva mai fatto caso . Questa affermazione lo porta ad avere una grande crisi d’identità ed a rendersi conto che le persone intorno a lui hanno un’immagine completamente diversa della sua persona e quindi giunge alla consapevolezza di non essere per gli altri, come lui è per sé stesso. Vitangelo decide allora di cambiare vita, rinunciando al lavoro di usuraio ed andando contro il volere della moglie, che nel frattempo è andata via di casa. Egli vuole distruggere le immagini di lui che gli altri si sono fatti, le sue diverse identità che vivono negli occhi delle persone che gli stanno attorno. Il protagonista compie delle azioni con uno scopo ben preciso, ma che vengono considerate dagli altri dei veri e propri atti di follia. Il primo esperimento è con Marco Di Dio e sua moglie Diamante, due vecchi clienti del padre, che vivono in una casa di sua proprietà. Egli decide di inscenare lo sfratto di questi ultimi e poi, a sorpresa, donargli una casa, allontanando da sé la fama di usuraio che ha nel paese. Di fronte a questo gesto, però, la gente lo crede un folle. Il secondo gesto che Moscarda compie in preda alla rabbia, è quello di ritirare il proprio capitale dalla banca, mandandola in fallimento. Ormai le persone lo credono impazzito, ma qui interviene Anna Rosa, amica della moglie, alla quale egli confida di non voler essere più considerato da Dida uno sciocco ed una marionetta. La signora, sconvolta dai suoi pensieri e con un gesto inaspettato, tenta di ucciderlo. Nel finale, dopo il processo di Anna Rosa,  Vitangelo Moscarda afferma di aver accettato la propria condizione attraverso l’accettazione del nulla ed il fatto che la vita non conclude “la facoltà d&#39;illuderci che la realtà d&#39;oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall&#39;altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d&#39;oggi è destinata a scoprire l&#39;illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.” A mio avviso lo scopo dell’opera è far riflettere il lettore sul proprio “io”e su un mondo fatto di maschere, nel quale tutti abbiamo centomila identità differenti. Il romanzo in mia opinione, è  in linea con la produzione dell’autore, che da molta importanza alle riflessioni alle quali giungono i protagonisti durante il  loro complesso percorso di vita  come “Il fu Mattia Pascal”. E’ un’opera molto originale e la prima che si sofferma sulla vera realtà dell’uomo. Questa lettura è molto complessa ed impegnativa, ma anche molto interessante. L’episodio che mi ha maggiormente colpita è quando Anna Rosa spara a Vitangelo perché sconvolta dalle sue affermazioni e forse spaventata da una realtà fino ad allora invisibile ai suoi occhi ed a quelli di tutti gli altri. Forse il suo gesto è quindi dovuto alla reazione di non voler accettare una verità praticamente ovvia. Non credo che leggerò un&#39;altra opera di Luigi Pirandello perché non amo i romanzi particolarmente complicati, ma preferisco letture più facili e scorrevoli. Consiglio la lettura alle persone che, al contrario di me, amano letture impegnative ed introspettive.                                                                                                   Federica Maoloni</title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/212115282</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 00:06:25 UTC</pubDate>
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         <title>CITAZIONI UNO, NESSUNO E CENTOMILA </title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/212115744</link>
         <description><![CDATA[<div>“Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m'avevano data; cioè vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano.” <br><br></div><div>“Mi si fissò invece il pensiero ch'io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m'ero figurato d'essere.” <br> <br><em>“L'idea che gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro (un "mio" dunque che non era per me!); una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare, quest'idea non mi diede più requie.”<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 00:10:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/212116543</link>
         <description><![CDATA[<div>COPERTINA:</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 00:17:14 UTC</pubDate>
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         <title>                   RECENSIONE: IL GIOVANE HOLDEN, J. D. SALINGER                     Il giovane Holden (“ The Catcher in the Rye”)  è un romanzo di J. D. Salinger scritto nel 1951, tradotto e pubblicato in Italia nel 1961 dalla casa editrice Einaudi. La vicenda è ambientata negli Stati Uniti degli anni Cinquanta ed il protagonista è Holden Caufield, un sedicenne che è stato appena espulso dalla scuola “Pencey” per non aver passato abbastanza esami. Per questa ragione egli è costretto a lasciare il college, ma prima decide di passare a salutare il suo professore di storia, Spencer,  che però lo rimprovera per il suo comportamento poco maturo. Infastidito dalla ramanzina ed ancora di più da alcuni compagni del dormitorio, Holden decide allora di tornare a New York con tre giorni di anticipo ed invece di avvertire i genitori, si ferma all’Edmont Hotel. Non avendo sonno decide di entrare in un night club, dove trova tre ragazze, molto più grandi, con cui decide di ballare. Queste però dopo poco se ne vanno e Holden, per non restare da solo, si reca allora nel locale di Ernie, un pianista molto famoso. Lì, una vecchia amica del fratello invita lo a sedersi al suo tavolo, ma lui rifiuta l&#39;invito ed ubriaco ritorna in albergo. In ascensore, mentre sale nella sua camera, incontra Maurice, che gli propone di passare del tempo con una prostituta per 5 dollari. Holden accetta la proposta, cosa di cui presto si pente. Una volta conosciuta la meretrice, Sunny, si rende conto dell&#39;errore che ha commesso e così la manda via dandole i soldi dovuti. Durante la notte però, bussa alla porta della sua camera Maurice, che vorrebbe altri cinque dollari, oltre a quelli stabiliti, dicendo che lui aveva fissato fin dall&#39;inizio 10 dollari. Holden però si oppone e perciò riceve un pugno nello stomaco.La mattina seguente si reca in stazione, dove lascia al deposito tutti i suoi bagagli. Nel pomeriggio organizza poi un appuntamento con una vecchia amica, Sally Hayes, per assistere ad uno spettacolo a Broadway. In seguito, dopo aver trascorso un bel pomeriggio insieme, Holden le propone di scappare con lui ed andare a vivere lontano dal caos urbano, in un posto isolato, ma lei rifiuta ed offesa da alcune battutine  dell’amico, scoppia a piangere.Il ragazzo allora si allontana e decide di incontrare Carl Luce, un vecchio compagno di scuola più grande di lui, un tipo intellettuale e pervertito. Egli si rivela però non essere più come ai tempi della scuola, ma più maturo, essendo ormai quasi adulto.Rimasto deluso da questo ultimo incontro, Holden si ubriaca ed inizia a girovagare per Central Park senza una meta. In seguito decide di andare a casa dei genitori per incontrare la sorellina Phoebe, alla quale confessa tutta la verità riguardo la scuola. Uscito dalla casa, quasi scoperto dai genitori, chiede ospitalità al professore di letteratura inglese, Antolini, per il quale nutre una grande stima. Egli lo accoglie in casa sua, ma Holden, spaventato da un suo strano comportamento, abbandona l’abitazione con una scusa. Il giorno seguente incontra di nuovo Phoebe che però avendo capito il suo progetto di fuggire dalla città, si presenta con una valigia, ma con scarsi risultati. Il fratello infatti si rifiuta di portarla con sé e per fare pace le compra dei biglietti per una giostra e guardandola divertirsi quasi si commuove. Nelle ultime pagine si accenna che il giovane si ammali di una tubercolosi e che inizi una terapia con uno psicanalista. “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” A mio avviso lo scopo dell’opera, detta appunto romanzo di formazione, è far riflettere il lettore su molti aspetti della società come l’ipocrisia, la solitudine o il disprezzo, ma un altro tema importante che si affronta  è anche quello dell’adolescenza, il critico passaggio dall’infanzia alla maturità, un percorso che non è mai semplice per nessuno. Infatti questo periodo è tra i più importanti di tutto il nostro percorso di vita e proprio per questo motivo si possono avere numerosi problemi ed insicurezze.  Il racconto non è in linea con la produzione dell’autore, infatti a parte “Franny e Zooey” che per certi versi può dirsi un libro simile al “giovane Holden”, le altre opere narrano storie di diversi tipi, es. “Nove racconti”. Per questo motivo questo libro è totalmente innovativo ed originale rispetto alle precedenti opere di Stalinger. Il libro non mi ha entusiasmato molto in quanto mi sembra non seguire un filo logico e non avere una trama particolarmente coinvolgente. Un episodio che mi ha maggiormente colpita è quando Holden propone a Sally di scappare dalla città ed andare a vivere in un luogo sperduto perché prende una tale decisione su due piedi senza rifletterci più di tanto. Sicuramente non leggerò un altro libro dello stesso autore per il fatto che non ho gradito né il modo in cui è scritto, né la trama della storia, secondo me poco avvincente.Consiglio questo libro a tutti gli adolescenti, che magari potrebbero trovarlo più interessante di me.</title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/213928020</link>
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         <pubDate>2017-12-06 21:46:13 UTC</pubDate>
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         <title>COPERTINA:</title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/213931736</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 22:02:38 UTC</pubDate>
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         <title>CITAZIONI IL GIOVANE HOLDEN </title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/213932432</link>
         <description><![CDATA[<div>Non faccio che dire "piacere d'averla conosciuta" a gente che non ho affatto piacere d'aver conosciuto. Ma se volete sopravvivere, bisogna che diciate certe cose.  <br><br></div><div>“Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.”<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 22:06:13 UTC</pubDate>
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         <title>RECENSIONE: &quot;IL CASTELLO DI OTRANTO, HORACE WALPOLE&quot;</title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/243066406</link>
         <description><![CDATA[<div>Il castello di Otranto è un’opera di Horace Walpole, pubblicata per la prima volta a Londra nel 1764 e considerata il primo romanzo gotico della storia.<br><br></div><div>La vicenda si apre nel giorno delle nozze tra Corrado, figlio di Manfredi, principe di Otranto e Isabella, figlia del marchese di Vicenza. Il giovane però non si presenta al matrimonio, perciò il padre, impaziente, manda un servo a cercarlo. Quest’ultimo ritorna atterrito, spiegando che nel cortile del castello c’è un enorme elmo piumato identico a quello della statua di Alfonso, un precedente principe della signoria d'Otranto , sotto il quale giace senza vita il corpo di Corrado. L’evento sovrannaturale è legato ad una profezia secondo la quale il castello di Otranto sarebbe venuto a mancare all'attuale famiglia, quando il vero proprietario sarebbe diventato troppo grande per abitarvi.<br><br></div><div>Manfredi però non si vede per niente scosso dall’avvenimento, ma nutre un gran desiderio di avere un erede maschio, che non riesce ad avere dalla principessa Ippolita. Per questo motivo  manda subito a chiamare Isabella, alla quale annuncia di voler ripudiare Ippolita per poterla sposare. La fanciulla, spaventata dalla proposta, fugge dal castello attraverso i sotterranei che portano alla chiesa di San Nicola. Aiutata da un contadino di nome Teodoro, la sposa riesce nella sua impresa e raggiunge e si rifugia nel convento. Il giovane però viene catturato dai soldati di Manfredi e condannato a morte, ma mentre sta per essere giustiziato il prete che gli sta accanto, padre Gerolamo, lo riconosce come suo figlio grazie ad un segno sul petto. Matilda, figlia di Manfredi, nota la grande somiglianza di Teodoro con il ritratto di Alfonso il Buono, e se ne innamora come anche Isabella che viene continuamente salvata dai pericoli proprio da lui. Il prete per salvare la vita di Teodoro, però, avrebbe dovuto riportare la ragazza al castello, ma egli si rifiuta di consegnarla e di concedere a Manfredi  l’annullamento del suo matrimonio con Ippolita. Nel frattempo giunge Federico, il padre di Isabella, deciso a riprendersi la figlia che però scappa dal convento. Matilda, coglie l’occasione per mostrare al contadino la via di fuga. Egli si dirige a cercare la ragazza e la incontra nel bosco dove, per difenderla, colpisce per  errore Federico.<br><br></div><div>Manfredi propone a quest’ultimo la mano di Matilda in cambio di quella di Isabella e questo, affascinato da Matilda, accetta. Manfredi, sorprende una donna con Teodoro alla tomba di Alfonso il Buono e credendo che sia Isabella, la pugnala, uccidendo invece la figlia Matilda, lì per un incontro segreto con l’innamorato.<br><br></div><div>Mentre la fanciulla muore, il castello crolla tra tuoni e fulmini e sulle sue rovine si scorge la figura di Alfonso il Buono.<br><br></div><div>Il romanzo si conclude con la rivelazione che l’erede legittimo del titolo è Teodoro e con le nozze di questi con Isabella.<br><br></div><div>Manfredi, pentito di tutte le sue colpe, si ritira in convento come fa anche la moglie Ippolita.<br><br></div><div>Lo scopo dell’opera, a mio avviso, è soprattutto di carattere narrativo, basato su una storia ambientata nell’epoca medievale. All’interno di questo racconto si possono trovare elementi che derivano dal romanzo cavalleresco, come l’amore contrastato, l’oggetto del desiderio, l’eroe, il superamento di alcune prove ed infine il matrimonio. Sono presenti anche molti elementi che riprendono dalla favola, come il castello infestato, l’elmo magico, la profezia e lo spettro di Alfonso.<br><br></div><div>Il tema principale è quello della figura femminile sottomessa all’uomo tiranno e costretta a sottostare alle sue decisioni. La donna viene vista come una specie di eroina, che coraggiosamente tenta la fuga per preservare la sua dignità e le sue virtù. Inoltre esso tratta i temi del feudalesimo e della nobiltà.<br><br></div><div>Tra le opere di Horace Walpole si conta una tragedia, The Mysterious Mother (1768), e un volumetto di racconti, Hieroglyphic Tales (Racconti Geroglifici) del 1785, stampato in soli sei esemplari.<br><br></div><div>Tra le opere di argomento storico e artistico-antiquario vanno ricordate: Aedes Walpolianae (1747), A Catalogue of Royal and Noble Authors of England (2 voll., 1758), Historic Doubts on the Reign of King Richard III (1768), A Description of Strawberry Hill (1774), Anecdotes of Painting in England (1762-1780), Memories of the Last Ten Years of George II (1822). Il castello di Otranto si può dire in linea con la produzione dell’autore e nel solco della sua tradizione bibliografica.<br><br></div><div>Questo libro mi è piaciuto molto soprattutto perché molto avvincente, con un ritmo veloce, scorrevole e incalzante.<br><br></div><div>Il registro utilizza termini molto semplici e di facile comprensione, quindi è un libro accessibile a tutti.<br><br></div><div>La scena che mi ha colpita maggiormente è il momento in cui Isabella, resta atterrita dalle intenzioni di Manfredi e tenta la fuga aiutata da Teodoro. In questo punto della storia c’è molta suspense che fa in modo che il lettore si immedesimi nella povera fanciulla e nella sua drammatica situazione. Questo, infatti, mi ha dato modo di provare un grande senso di compassione nei confronti di Isabella.<br><br></div><div><br>Leggerò sicuramente un altro libro di questo autore che mi ha coinvolta molto e consiglio la lettura del castello di Otranto a qualsiasi adolescente, ma anche adulto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-17 12:11:20 UTC</pubDate>
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         <title>CITAZIONI &quot;IL CASTELLO DI OTRANTO</title>
         <author>fedemaoloni</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/243066569</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>-La sincerità mi è più cara della vita e non salverei la seconda a costo della prima. <br></strong><br></div><div><strong><br>                                               (cit. Teodoro)<br></strong><br></div><div><strong><br> <br></strong><br></div><div><strong><br>-Vi ha detto di essere innamorato o infelice, che è la medesima cosa. (cit. Bianca)<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-17 12:13:42 UTC</pubDate>
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         <title>COPERTINA</title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-17 12:19:20 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 4</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/fedemaoloni/Giugiarofe/wish/243110737</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è buona e quasi completa (devi ampliare l'analisi informativa con analisi dei personaggi, tempo e spazio). Cerca di sfruttare maggiormente la pagina del padlet con immagini e un'organizzazione "visiva" migliore (ho dovuto espandere la colonna formata da 1-2 lettere)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-17 19:08:52 UTC</pubDate>
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         <title>RECENSIONE I DODICI ABATI DI CHALLANT</title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 05:43:39 UTC</pubDate>
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         <title>COPERTINA</title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <pubDate>2018-06-04 05:45:12 UTC</pubDate>
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         <title>I DODICI ABATI DI CHALLANT </title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <pubDate>2018-06-04 12:20:33 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCRITTRICE</title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <pubDate>2018-06-04 12:26:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <title>un abate</title>
         <author>fedemaoloni</author>
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         <pubDate>2018-06-04 12:41:22 UTC</pubDate>
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