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      <title>Giacomo Leopardi by margherita la cava</title>
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      <description>La vita e le sue opere</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-20 14:32:26 UTC</pubDate>
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         <title>Leopardi Giacomo</title>
         <author>margheritalacavatfa</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong>Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 - Napoli, 1837) La giovinezza: lo “studio matto e disperatissimo” Giacomo Leopardi nasce nel 1798 a Recanati, un paese delle Marche, da una famiglia aristocratica ma non ricca. Molto legato al fratello e alla sorella, Giacomo ha invece un rapporto solo formale con i genitori e conduce, fin da bambino, una vita solitaria: ciò fa nascere in lui un bisogno di evasione che trova sfogo nella lettura e nello studio nella fornitissima biblioteca paterna. Riceve la prima istruzione in casa, da precettori ecclesiastici, ma ben presto supera i suoi maestri e studia da solo il greco antico e l’ebraico; in sette anni di “studio matto e disperatissimo” (come lui stesso lo definisce) accumula conoscenze eccezionali. Tuttavia, lo studio eccessivo ha un effetto negativo sulla sua salute, indebolendogli gravemente la vista e deformandogli in modo irreversibile la colonna vertebrale&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 14:38:13 UTC</pubDate>
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         <title>Lontano da Recanati</title>
         <author>margheritalacavatfa</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lontano da Recanati Fra il 1825 e il 1830 Leopardi, nonostante le precarie condizioni di salute, colse ogni possibile occasione per vivere lontano da Recanati, trasferendosi prima a Milano, quindi a Bologna, Firenze e Pisa. Riscoprì anche il «cuore di una volta» e l’ispirazione poetica, che non lo abbandonò più, neppure durante i forzati e dolorosi rientri a Recanati (dove compose Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Il canto notturno di un pastore errante dell’Asia). Grazie alla generosità degli amici fi orentini nel 1830 potè tornare nella città toscana, accolto con grandi onori ma anche forti critiche, come nemico del progresso sociale, a suo parere null’altro che uno dei falsi miti elaborati per consolare e nascondere l’irrimediabile infelicità dell’uomo. Gli anni fi orentini furono contrassegnati da un’intensa vita culturale e sociale, dall’amicizia con Antonio Ranieri, dall’amore (non riGIACOMO LEOPARDI 2 G. Langella, P. Frare, P. Gresti, U. Motta letteratura it Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori Tutti i diritti riservati © Pearson Italia S.p.A. VOLUME 2 Il Neoclassicismo e il Romanticismo I classici • Giacomo Leopardi Sintesi svolta cambiato) per Fanny Targioni Tozzetti, che gli ispirò le poesie del «ciclo di Aspasia»; curò inoltre la prima edizione dei Canti, nel 1831, compose le ultime operette morali, fra cui il Dialogo d’un venditore d’almanacchi e di un passeggere e scrisse le ultime pagine dello Zibaldone, che datano al 1832.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 15:00:42 UTC</pubDate>
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         <title>Gli utimi anni a Napoli</title>
         <author>margheritalacavatfa</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli ultimi anni a Napoli Nel 1833 si trasferì con l’amico Ranieri a Napoli, dove trovò, almeno inizialmente, un clima più congeniale alla sua salute malferma e poté dedicarsi a un’intensa attività compositiva: fra l’altro scrisse i Pensieri e progettò l’edizione completa delle proprie opere; uscito però il primo volume, quello dei Canti, la censura borbonica interruppe la pubblicazione delle Operette morali e dispose il sequestro dell’opera. Nel 1837 Leopardi morì nella sua ultima residenza, una villa alle pendici del Vesuvio dove aveva ambientato l’ultima sua grande opera poetica, La ginestra.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 15:01:49 UTC</pubDate>
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         <title>Opere principali</title>
         <author>margheritalacavatfa</author>
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         <description><![CDATA[<div>Opere principali<br>Canti , L'infinito, A Silvia, La sera del dì di festa, Ultimo canto di Saffo, Il sabato del villaggio, Il passero solitario, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, La ginestra, o il fiore del deserto , Operette morali, Zibaldone</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 15:05:30 UTC</pubDate>
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         <title>A Silvia </title>
         <author>margheritalacavatfa</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>A Silvia</em></strong>: al centro di questo testo troviamo il soggetto poetico che piange la propria disperazione e la giovane donna di Recanati, <em>la tenerella, da chiuso morbo combattuta e vinta</em>. Un’alterità che si avvicina, che ci visita, che è qui presente («Silvia, rimembri ancora…?»), e poi un’alterità che si allontana, che va oltre la condizione terrena; eppure anche in questa lontananza mantiene un legame con noi, perché indica un destino che ci accomuna («E con la mano / la fredda morte ed una tomba ignuda / mostravi di lontano»). Due soggetti intrinsecamente uniti: un io autocommiserante e un tu autentico, altro, degno di reale compassione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 15:12:50 UTC</pubDate>
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