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      <title>IL BAROCCO by Rocco Tito</title>
      <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-13 09:37:28 UTC</pubDate>
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         <title>LE CARATTERISTICHE DEL BAROCCO</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/2990489502</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Il Barocco è stato un movimento culturale, artistico e ideologico nato intorno all’inizio del XVII secolo in Italia e propagatosi in tutta Europa fino alla metà del XVIII secolo.</strong></p><p><br/></p><p>Il Barocco è il frutto di una età complessa fatta di sanguinosi conflitti, guerre di religione, crisi economica e demografica in gran parte d’Europa. Esso si sviluppa nel secolo delle grandi scoperte scientifiche e del processo che vide la condanna di Galileo Galilei da parte del Sant’Uffizio. È l’era della Controriforma e dei Gesuiti, che videro nell’arte un grande strumento di propaganda e persuasione. </p><p><br/></p><p>Roma rappresenta il maggiore centro dell’arte europea e gli artisti erano richiamati in città dal mecenatismo dei pontefici e delle grandi famiglie principesche.</p><p><br/></p><p>Le arti, sia quelle figurative che quelle plastiche, venivano utilizzate tanto dalla Chiesa quanto dai monarchi europei per impressionare e abbagliare i sudditi e veicolare contenuti ideologici. <strong>L’arte barocca è infatti spettacolarizzazione e messa in scena, è pathos e meraviglia, illusionismo e movimento. Nella pittura l’illusionismo si espresse nelle grandiose pitture prospettiche, dove si fondono realtà, finzione e rappresentazione. Nella scultura e nell’architettura prevalgono le forme in movimento, le linee curve, la monumentalità, i contrasti di luce.</strong></p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/E1P8aX83Xz47awA9">LA PITTURA BAROCCA</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/x5A7arlA8YYXZwr6">L'ARCHITETTURA BAROCCA</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/mlNDZ3re3mLmQznG">LA SCULTURA BAROCCA</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-13 09:39:46 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARCHITETTURA BAROCCA</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/2991971120</link>
         <description><![CDATA[<p>L’architettura barocca&nbsp;esprime al meglio quelli che sono gli ideali ricercati da questa corrente artistica, la quale assume delle caratteristiche proprie a seconda della disciplina applicata.</p><p>Essa <strong>si contraddistingue per l’onnipresenza delle linee curve, come ellissi e spirali, dagli andamenti sinuosi, alle volte arricchite con motivi che si intrecciano tra di loro. Tutto doveva destare un senso di meraviglia e teatralità.</strong></p><p><strong>Proprio queste&nbsp;caratteristiche dell’arte barocca&nbsp;spinsero gli artisti all'esuberanza decorativa, unendo pittura, scultura e stucco nella composizione spaziale, con suggestivi giochi di luce ed ombre.</strong></p><p>Le architetture barocche, caratterizzate da linee sinuose e decorazioni interconnesse, emergono come&nbsp;monumenti imponenti, spesso al centro di rigogliosi giardini. Le chiese barocche, in particolare, reinterpretano elementi classici per suscitare stupore, con facciate riccamente decorate da statue e ornamentazioni, e la presenza dominante di cupole che conferiscono grandiosità agli spazi sacri.&nbsp; </p><p>Francesco Borromini è tra i maggiori esponenti dell’architettura barocca in Italia, a lui va il merito per la realizzazione della Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma ricchissima di linee sinuose in perfetto stile barocco resa ancor più unica dall’artista Bernini.</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/yEPVZkG7yexkZb0Y">Caratteristiche principali dell'architettura barocco: La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/goElQydAJ4J0a3yY">FRANCESCO BORROMINI</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/LNV1Q7er3lrrWmq3">GIAN LORENZO BERNINI</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-14 06:17:45 UTC</pubDate>
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         <title>LA PITTURA BAROCCA</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/2992103510</link>
         <description><![CDATA[<p>La pittura barocca era una pittura dai <strong>colori brillanti</strong> e dagli <strong>accesi contrasti chiaroscurali</strong>, ricca di <strong>effetti teatrali</strong>, che aveva lo scopo di rilanciare l’immagine della Chiesa e il fasto e l’importanza della grande aristocrazia romana ed europea.</p><p>I pittori barocchi decorarono i soffitti e le volte di chiese e palazzi con <strong>composizioni complesse e suggestive</strong>, ricche di movimento. Grazie all’applicazione di sofisticati artifici visivi, crearono <strong>spazi illusori aperti verso il cielo infinito</strong>, in cui architetture, nuvole e figure si mescolavano come su di un palcoscenico, suscitando la meraviglia dello spettatore.</p><p>A Napoli si sviluppò una scuola pittorica in cui furono attivi artisti come <strong>Luca Giordano</strong> (1632-1705) e <strong>Salvator Rosa</strong> (1615-73). A Genova opera il pittore <strong>Bernardo Strozzi</strong> (1581-1644), a Bologna i pittori della famiglia <strong>Bibiena</strong>.</p><p>Sono da ricordare anche: il fiammingo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studiarapido.it/pieter-paul-rubens-le-opere-piu-celebri-del-maestro-del-barocco/"><strong>Pieter Paul Rubens</strong></a> (1577-1640), da alcuni considerato il “padre” della pittura barocca, profondamente influenzato dall’arte italiana; <strong>Anton Van Dyck</strong> (1599-1641), straordinario ritrattista; <strong>Jan Vermeer</strong> (1632-1675), specializzato nella pittura d’interni; <strong>Rembrandt van Rijn</strong> (1606-1669), che si dedicò particolarmente allo studio dei fenomeni di luce e ombra.</p><p>Anche la Spagna visse in questo periodo una grande stagione artistica, con la presenza di numerosi talenti tra cui <strong>Francisco de Zurbarán</strong> (1598-1664), <strong>Bartolomé Esteban Murrillo</strong> (1617-1682) e soprattutto <strong>Diego Velazquez</strong> (1599-1660). Egli fu un eccezionale ritrattista, ma anche pittore di genere e di soggetti religiosi.</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/KxJvagBr0Kv8WAg0"><strong>CARAVAGGIO</strong></a><strong>: Il pittore che trasformò la pittura barocca</strong></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/E851Q0wqGBpVaVAb">ANNIBALE CARRACCI</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-14 07:50:57 UTC</pubDate>
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         <title>La Vocazione di San Matteo (1)</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3225898893</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 09:16:28 UTC</pubDate>
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         <title>Caravaggio e la sua influenza sulla pittura barocca</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3225907378</link>
         <description><![CDATA[<p>Michelangelo Merisi da Caravaggio, noto semplicemente come Caravaggio, è una delle figure più influenti nella storia dell’arte occidentale.<strong> Il suo contributo allo sviluppo del Barocco e il suo magistrale uso del chiaroscuro hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo della pittura.</strong></p><p><strong>Le sue opere sono celebri per l'uso innovativo della luce e del chiaroscuro, che enfatizzano la tensione emotiva e la spiritualità dei soggetti. La sua influenza si estese in tutta Europa,</strong> ispirando artisti come La Tour, Rembrandt e Rubens.</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/XGyBQbEYdmqnaL6K">La&nbsp;Vocazione di San Matteo (1)</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/kxodWGe9Ev8gQgP7">La&nbsp;Vocazione di San Matteo (2)</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/jpoxaj3zxRy4QbPE">La&nbsp;Vocazione di San Matteo: IMPORTANZA DELLA LUCE E DEL CHIAROSCURO</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 09:22:53 UTC</pubDate>
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         <title>CARAVAGGIO: Il pittore che trasformò la pittura barocca</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3225907683</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><strong>Michelangelo Merisi da Caravaggio, nato nel 1571 a Milano, è stato un artista fondamentale per lo sviluppo della pittura barocca. </strong>La sua vita, segnata da episodi di violenza e da una morte prematura nel 1610 a Porto Ercole, si intreccia con la sua arte caratterizzata da un realismo senza precedenti e da un uso innovativo della luce. A Roma, dove si trasferì giovanissimo, Caravaggio visse tra estremi di povertà e successo, fino a quando un fatale scontro lo costrinse alla fuga. </p><p><br/></p><p><strong>Il suo stile pittorico, che influenzò profondamente l'arte europea, si distingue per la rappresentazione diretta e cruda della realtà e per la capacità di esprimere la tensione emotiva dei soggetti.</strong></p><p><br/></p><p><strong>Caravaggio ha introdotto un nuovo modo di rappresentare i soggetti, combinando realismo e simbolismo.</strong> Nell'opera "Bacco", il dio è ritratto con un realismo sorprendente, come un giovane uomo di aspetto sensuale e malinconico, in contrasto con le idealizzate rappresentazioni divine dell'epoca.  L'artista dimostra una maestria unica nel rendere la texture degli oggetti, come la trasparenza del vetro e la morbidezza della pelle</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/J24jalgej1zmW0A1">Caravaggio e la sua influenza sulla pittura barocca</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/jpoxaj3zxRy4QbPE">La Vocazione di San Matteo</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/zV61Q68nJEKbWO98">Canestra di frutta</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/PVKBQOyrDmB5Wj5x">Riposo durante la fuga in Egitto</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/MbejW1lJrKjxZNkG">David con la testa di Golia</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 09:23:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;ARTE BAROCCA</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226046717</link>
         <description><![CDATA[<p>Il periodo barocco, fiorito tra il XVII e il XVIII secolo, è caratterizzato da un'esplosione di <strong>dinamismo</strong>, <strong>drammaticità</strong> e <strong>dettagli sfarzosi</strong>. Gli artisti barocchi si distinguevano per la capacità di creare opere intense ed emotive, utilizzando forti contrasti di luce e ombra (chiaroscuro), movimenti vorticosi e composizioni complesse. Le scene spesso trasmettono un senso di movimento e teatralità, coinvolgendo lo spettatore in un'esperienza visiva avvolgente.</p><p>Questo stile si manifesta nelle opere di maestri come <strong>Caravaggio</strong>, con i suoi giochi di luce che accentuano la tensione drammatica, e Gian Lorenzo<strong> Bernini</strong>, le cui sculture sembrano catturare il movimento stesso della vita. Le opere barocche si contraddistinguono anche per la loro grandiosità e ricchezza decorativa, esemplificate nei dipinti di Peter Paul <strong>Rubens</strong>, dove abbondano colori vivaci e composizioni dense di figure.</p><p>L'arte barocca non si limita a meravigliare per la sua bellezza visiva, ma anche a coinvolgere emotivamente lo spettatore, creando un dialogo diretto e suggestivo che supera il semplice piacere estetico.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/goElQyn90bvGZ3yY">CARATTERISTICHE DEL BAROCCO</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/E1P8aX83Xz47awA9">LA PITTURA BAROCCA</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/x5A7arlA8YYXZwr6">L'ARCHITETTURA BAROCCA</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/mlNDZ3re3mLmQznG">LA SCULTURA BAROCCA</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 11:12:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La Vocazione di San Matteo: IMPORTANZA DELLA LUCE E DEL CHIAROSCURO</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226052916</link>
         <description><![CDATA[<p>La&nbsp;<em>Vocazione di San Matteo</em>&nbsp;è una delle opere più importanti di&nbsp;<strong>Caravaggio</strong>, in quanto con essa il pittore&nbsp;<strong>rivoluziona il concetto di rappresentazione religiosa</strong>. Un nuovo modo di&nbsp;<strong>raffigurate l’evento sacro:&nbsp;</strong>la scena racconta il momento in cui&nbsp;<strong>Gesù incontra Matteo</strong>&nbsp;e lo invita a seguirlo (sebbene Matteo sia un esattore delle tasse, quindi una persona distante dal mondo spirituale). Ad oggi, quest’opera è ancora in parte avvolta nel mistero, in quanto&nbsp;<strong>non è chiaro quale dei tre soggetti raffiguri Matteo</strong>.</p><p>La <strong>Vocazione di San Matteo</strong> fu realizzata tra il 1599 e il 1600, dietro commissione della famiglia Contarelli; attualmente il dipinto, un olio su tela, è esposto a <strong>Roma</strong> all’interno della <strong>Cappella Contarelli</strong> nella <strong>Chiesa di San Luigi dei francesi</strong>.</p><p>L’opera è ispirata all’episodio raccontato in Matteo 9-9-13, in cui <strong>Cristo </strong>sceglie il gabelliere <strong>Matteo</strong> come suo apostolo. La scena è ambientata in un locale buio, quasi fosse una di quelle taverne frequentate dallo stesso artista; all’estrema destra della tela vi sono Cristo, che tende il braccio destro in direzione del futuro apostolo (chiaro riferimento alla <strong>Creazione di Adamo</strong> realizzata nella <strong>Cappella Sistina</strong> da <strong>Michelangelo</strong>) e <strong>San Pietro</strong>, ritratto quasi di spalle, che lo accompagna. Seduto al tavolo insieme a quattro “compari”, che indossano dei vestiti contemporanei al periodo storico di Caravaggio, come se volessero trasmette la percezione dell’artista dell’attualità della scena, Matteo viene colto nel momento in cui, stupito dall’inaspettato invito, reagisce in maniera naturale, accennando interrogativamente a se stesso con l’indice della mano sinistra, come per assicurarsi che Cristo si stesse rivolgendo proprio a lui. Dei cinque personaggi, solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo, con il quale incrociano un complesso gioco di sguardi. Il vecchio con gli occhiali e il suo giovane assistente sono invece intenti a contare i denari.</p><p>La chiamata di Dio, sembra comunicarci il dipinto, è sempre rivolta a tutti gli uomini, ma ciascuno è libero, secondo la propria coscienza, di aderirvi o di respingerla, decidendo quindi anche della propria salvezza o della propria dannazione. <strong>Simbolica è anche la luce, protagonista indiscussa della tela, che viene emessa dalle spalle di Cristo (e non dalla finestra a destra), che con il suo braccio teso la proietta simbolicamente sugli altri cinque personaggi che a loro volta ne risultano rischiarati e quasi accesi. Si tratta dunque di una luce spirituale, la luce della grazia divina.</strong> Per realizzare tale effetto visivo, l’artista fece uso di una camera oscura, in cui organizzò una sorta di scena teatrale, facendo assumere ai modelli le pose in cui intendeva ritrarre i personaggi e aprendo sulla composizione solo uno spiraglio di luce, regolando l’apertura della finestra in modo da ottenere un fascio radente.</p><p><strong>Il dialogo tra Cristo, Pietro e Matteo ha una valenza simbolica: il gesto di Cristo, ovvero protendere la mano, viene ripetuto da Pietro, simbolo della Chiesa Cattolica romana, che media tra il mondo divino e quello umano, e viene ripetuto a sua volta da Matteo; è la rappresentazione della salvezza che passa attraverso la ripetizione dei gesti istituiti da Cristo e ripetuti, nel tempo, dalla Chiesa.</strong></p><p><strong>L'opera è stata molto&nbsp;apprezzata per la sua innovativa tecnica&nbsp;e la forte carica emotiva che trasmette, diventando un punto di riferimento per&nbsp;l'arte barocca&nbsp;e influenzando numerosi artisti successivi.</strong></p><p>Come per molti altri dipinti di Caravaggio, nella&nbsp;Vocazione di San Matteo&nbsp;<strong>il punto di forza è senz’altro la&nbsp;luce.&nbsp;Irradiando la scena da destra verso sinistra, ha una funzione ben chiara: illumina&nbsp;la misericordia divina e il momento sacro. Il chiaroscuro è l’elemento distintivo di Caravaggio e in “La Vocazione di San Matteo” è usato con maestria per creare un dramma visivo che enfatizza il significato teologico della scena. La luce proviene da una fonte invisibile, forse divina, che illumina Matteo e il denaro sul tavolo. Questo contrasto tra luce e ombra non è solo un espediente tecnico, ma un potente simbolismo della grazia divina che penetra nell’oscurità del peccato umano.</strong></p><p><strong>L’oscurità che avvolge il lato destro del quadro e il corpo di Cristo suggerisce l’idea che la chiamata divina arrivi all’improvviso, quasi inaspettata, nell’oscurità del quotidiano. La luce non solo definisce i contorni delle figure, ma mette in risalto i gesti e le espressioni facciali, amplificando il dramma e l’emotività della scena.&nbsp;Anche l’organizzazione dello spazio non è casuale: i personaggi sono posti al centro, come se si trattasse di una scena teatrale. La&nbsp;Vocazione di San Matteo, secondo gli storici, è&nbsp;il primo dipinto di Caravaggio in cui i personaggi sono immersi nel buio&nbsp;e&nbsp;abbigliati con abiti contemporanei.&nbsp;La grande novità rivoluzionaria è che corpi e volti sono rappresentati come&nbsp;divinità incarnate nell’umanità e nel quotidiano.</strong></p><p><strong>Questo forte senso di realismo viene unito alla componente drammatica determinata dall’illuminazione fortemente contrastata. Si può notare la stessa idea di rappresentazione del sacro nei dipinti&nbsp;La morte della Vergine&nbsp;e&nbsp;La Crocifissione di San Pietro.</strong></p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/XGyBQbEYdmqnaL6K">La&nbsp;Vocazione di San Matteo (1)</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/kxodWGe9Ev8gQgP7">La&nbsp;Vocazione di San Matteo (2)</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 11:17:21 UTC</pubDate>
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         <title>La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226064999</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Le architetture barocche, caratterizzate da linee sinuose e decorazioni interconnesse, emergono come monumenti imponenti, spesso al centro di rigogliosi giardini. Le chiese barocche, in particolare, reinterpretano elementi classici per suscitare stupore, con facciate riccamente decorate da statue e ornamentazioni, e la presenza dominante di cupole che conferiscono grandiosità agli spazi sacri. </strong>  </p><p><br></p><p>Sulla cima del colle Quirinale è possibile ammirare uno dei massimi capolavori architettonici del Barocco romano realizzato da uno dei più straordinari architetti dell’epoca: Francesco Borromini. La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane fu il primo importante incarico della carriera del grande architetto barocco Francesco Borromini (1599-1667). L’edificio, dedicato a san Carlo Borromeo, gli venne commissionato dall’Ordine spagnolo dei Trinitari Scalzi, insieme all’annesso convento. Nel 1638 fu posta la prima pietra della chiesa, compiuta, ad esclusione della facciata, nel 1641. </p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/yEPVZkG7yexkZb0Y">Caratteristiche principali dell'architettura barocco: La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/dMA1W8rwoO9AQ4OV">La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane: la cupola</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/kxodWGe9pPKvQgP7">La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane: descrizione</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 11:28:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Caratteristiche principali dell&#39;architettura barocco: La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226070685</link>
         <description><![CDATA[<p>Borromini affrontò con maestria la sfida di progettare il convento in uno spazio ristretto e di forma irregolare. <strong>La chiesa unisce forme centrali e longitudinali in una pianta ovale con cupola, usando colonne corinzie e pareti curve per creare un percorso spaziale dall'umano al divino. In questa chiesa Borromini seppe magistralmente modulare e plasmare alte e slanciate pareti ondeggianti volte ovviamente a costituire plasticità e dinamismo all’edificio, principio alla base del Barocco romano.</strong> Ed è per tutto questo che la piccola ma potente chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane è assolutamente da considerarsi uno dei più alti esempi dell’architettura italiana del 1600.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 11:32:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane: descrizione</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226082182</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Francesco Borromini, con San Carlo alle Quattro Fontane, crea un capolavoro barocco che unisce spazio e luce. La chiesa e il convento riflettono l'ingegnosità dell'architetto nell'ottimizzare spazi ristretti e nell'integrare simbolismo religioso con innovazioni architettoniche, come la facciata ondulata e la cupola ovale. Impossibile non rimanere incantati davanti alla sua serie di linee ondulate, concave e convesse, disposte su ben due ordini. La facciata è poi impreziosita da statue di angeli e dei santi Carlo Borromeo, Giovanni de Matha e Felice di Valois, fondatore dei Trinitari.  </strong>Accanto alla facciata, svetta in tutta la sua eleganza il piccolo campanile caratterizzato da coppie di colonne e dalla cuspide a pagoda, tratto caratteristico dell’architettura borrominiana. L’interno della chiesa si presenta raccolto ma molto elaborato: colonne disposte ritmicamente lungo le pareti a delimitare nicchie con statue ed altari, fino alla trabeazione. <strong>Ma è alzando gli occhi che arriva la meraviglia: la cupola ovale con disegno a cassettoni ottagonali e cruciformi, si apre su un piccolo lanternino con finestre su ciascun lato. E’ così che Borromini riuscì a esaltare la luminosità prodotta dell’uniforme colorazione bianca dell’edificio.    </strong></p><p>Al di sotto della chiesa, vi è poi la cripta caratterizzata dallo stesso impianto planimetrico, con due cappelle laterali, una delle quali verosimilmente doveva essere destinata a Borromini stesso come luogo di sepoltura, ma essendo morto suicida – nonostante il pentimento – i Trinitari non concessero la sua deposizione, che fu quindi posta nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, proprio accanto a quella dello zio, il celebre architetto Carlo Maderno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 11:42:51 UTC</pubDate>
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         <title>La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane: la cupola</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226267529</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 13:59:41 UTC</pubDate>
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         <title>Caravaggio: Canestra di frutta</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226308997</link>
         <description><![CDATA[<p>Una delle opere più note è, appunto, la "Canestra di frutta" (1597), una natura morta incredibilmente realistica e al contempo carica di significati simbolici. Il quadro mostra un cesto in vimini contenente alcuni grappoli d'uva con foglie di vite, una mela, una pera, alcuni fichi ed altri frutti. Alla ricca composizione posta nella parte bassa della tela a formare quasi un semicerchio, si contrappone uno sfondo ampio e neutro di colore giallo chiaro.</p><p> L'apparente perfezione fotografica degli oggetti nasconde una natura in decomposizione, un senso di bellezza sfiorita e di transitorietà delle cose terrene: la mela è bacata, l'uva troppo matura sta per marcire, le foglie di vite appassite si stanno già accartocciando.</p><p>Si tratta di una “vanitas”, una particolare natura morta con elementi simbolici allusivi</p><p>al tema religioso della caducità della vita e della transitorietà delle cose terrene. Il termine deriva dalla locuzione latina biblica “vanitas vanitatum et omnia vanitas”</p><p>(“vanità delle vanità, tutto è vanità”) ed è un ammonimento a tener sempre presente l’effimera condizione dell’esistenza.</p><p>Questa visione religiosa e metaforica delle cose terrene è visibile anche in altre sue nature morte e in tutta l’ampia produzione seicentesca dei pittori del nord Europa.</p><p>Il cesto in vimini è osservato frontalmente, da un insolito punto di vista all’altezza del piano su cui poggia; non è possibile, dunque, percepire la profondità del tavolo o la</p><p>distanza di questo dalla parete.</p><p><strong>Eppure Caravaggio riesce a creare la terza dimensione con uno stratagemma piccolo, quanto sapiente: lascia che il bordo del cesto sporga leggermente dalla superficie</strong></p><p><strong>d’appoggio quanto basta perché proietti una minuscola ombra sul bordo verticale. Ed ecco che il cesto assume una precisa collocazione nello spazio e recupera tutto il suo</strong></p><p><strong>volume.</strong></p><p><strong>A tutto ciò si aggiunge l’uso virtuosistico del chiaroscuro creato dall’illuminazione della canestra da sinistra. Niente ombre drammatiche ma un passaggio lento e progressivo,</strong></p><p><strong>evidente nell’intreccio del vimini, dalla zona in luce a quella più ombreggiata</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 14:23:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La Vocazione di San Matteo (2)</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226309938</link>
         <description><![CDATA[<p>Questo dipinto (olio su tela 3,40 x 3,22 m, 1599-1600) si trova con altri due nella Cappella Contarelli, presso la chiesa romana di San Luigi dei Francesi. Le tre opere rappresentano la storia di San Matteo cominciando con la vocazione a sinistra, la scrittura del Vangelo al centro (nella seconda versione dato che la prima era stata rifiutata) e il martirio a destra. Appare per la prima volta lo sfondo cupo su cui si stagliano le figure illuminate che sarà il leit motiv di tutta la sua produzione pittorica. Caravaggio realizza tre enormi tele invece che affreschi come avrebbe voluto la consuetudine. Questo perché il suo modus operandi lo vedeva tornare più volte sulla stessa opera modificandola a volte in maniera sostanziale, operazione che la tecnica dell'affresco non consente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 14:23:56 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza</title>
         <author>R_tito</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Nella chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza Borromini utilizza dei moduli triangolari per creare una planimetria di grande complessità dove curve convesse e concave culminano con una lanterna a spirale. Gli spazi di Borromini sono sempre dinamici e illusionistici come la scala elicoidale di Palazzo Barberini o l’ingresso in prospettiva accelerata della galleria di Palazzo Spada(in particolare le volute della cuspide) che poi saranno inserite nella realizzazione finale dell’opera. </strong>Presto però i due caratteri risulteranno inconciliabili. Bernini l’archistar, il mondano, ilgenio. Borromini l’artigiano, il perfezionista, l’anarchico. La rivalità durerà decenni. Proprio per sbarazzarsi dell’avversario Bernini raccomanderà Borromini per fargli ottenere il ruolo di architetto presso La Sapienza.  In tale veste ha l’incarico per la suaprima opera importante e innovativa: San Carlino alle Quattro Fontane, a Roma (1634).  </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 14:41:53 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FRANCESCO BORROMINI</title>
         <author>R_tito</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Grandissimo architetto barocco</strong>, Francesco Borromini lavora soprattutto a Roma dove si reca nel 1620 per lavorare come disegnatore e scalpellino al cantiere di San Pietro. Qui, nel 1631 collabora con Bernini nel progettodel baldacchino, suggerendo soluzioni (in particolare le volute della cuspide) che poi saranno inserite nella realizzazione finale dell’opera. Presto però i due caratteri risulteranno inconciliabili. Bernini l’archistar, il mondano, ilgenio. Borromini l’artigiano, il perfezionista, l’anarchico. La rivalità durerà decenni. Proprio per sbarazzarsi dell’avversario Bernini raccomanderà Borromini per fargli ottenere il ruolo di architetto presso La Sapienza.  In tale veste ha l’incarico per la suaprima opera importante e innovativa: San Carlino alle Quattro Fontane, a Roma (1634).  </p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/E851Q0wqbbAdaVAb">La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/9kmlZV65EK4yZpgV">Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 15:29:56 UTC</pubDate>
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         <title>GIAN LORENZO BERNINI</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226432200</link>
         <description><![CDATA[<p>Scultore, architetto, pittore, scenografo: Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 - Roma, 1680) è stato uno dei grandi protagonisti del Seicento europeo e l’artista con cui la scultura barocca raggiunse i suoi vertici più alti. Grande interprete della cultura figurativa del suo tempo, Bernini fu un ardito e continuo sperimentatore, che lungo una carriera durata oltre sessant’anni fu in grado di innovare in continuazione, ispirando generazioni su generazioni di artisti, creando stuoli di imitatori, guadagnandosi l’attenzione e gli incarichi non soltanto dei papi per i quali lavorò e per le grandi famiglie romane (come i Borghese, i Barberini, i Pamphilj, gli Aldobrandini), ma anche di diversi regnanti europei che gli chiedevano ritratti in continuazione. Fu dunque un artista di enorme successo.  </p><p><br/></p><p><strong>Le opere di Bernini hanno profondamente modificato il volto di Roma e hanno contribuito a renderla la città spettacolare e multiforme che vediamo oggi. I suoi capolavori sono custoditi in tutti gli angoli del centro storico, e quasi non si può dire d’aver davvero visto Roma se non si compie un tour berniniano, dato che la Roma barocca porta inequivocabilmente la sua firma. </strong></p><p><br/></p><p><strong>Bernini è stato uno dei protagonisti della cultura figurativa barocca, e ha dato vita a un nuovo gusto: un’arte movimentata, dinamica, scenografica, drammatica, coinvolgente (il nome “barocco” forse deriva dalla parola francese “baroque”, a sua volta calco del portoghese “barroco” e dello spagnolo “barrueco”, entrambi termini che indicano una perla di forme irregolari: veniva inizialmente adoperato dalla storiografia con intento dispregiativo, poiché le creazioni barocche erano viste come stravaganti e bizzarre).</strong></p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/PVKBQOyrDA4NWj5x">Il colonnato di San Pietro </a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/E1P8aX0b2Rg7awA9">L’Estasi di santa Teresa </a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/j40PQDX6390eQvXB">Il David</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/e9YpQNxnDXxlWxjM">Baldacchino di San Pietro</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/MbejW1lAGr63ZNkG">La Fontana dei Quattro Fiumi </a> </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 15:33:00 UTC</pubDate>
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         <title>IL DAVID: DESCRIZIONE</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226449107</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel David il giovane eroe è raffigurato nel momento di massima torsione del corpo necessaria a prendere la rincorsa prima di rilasciare la fionda. <strong>É un momento carico di tensione come dimostrano anche i particolari della fronte corrugata e delle labbra serrate tra i denti. Nulla di più lontano dalla staticità e dalla consapevolezza della propria forza morale tipica delle rappresentazioni rinascimentali.</strong> Questo non è più esempio di "virtus", ma simbolo di una visione drammatica del mondo, intrisa di incertezza verso il futuro. <strong>Il David di Bernini è colto un attimo prima del lancio, in un moto a spirale bloccato dallo scatto repentino dello sguardo in direzione opposta (il "contrapposto"), verso il nemico</strong>. Questa rotazione nello spazio, che ricorda le posture di alcuni titanici personaggi di Michelangelo (artista verso il quale Bernini provava grande ammirazione), può essere percepita solo osservando la scultura a 360°.</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/4b3zaM72DPxmZ2j7">IL DAVID: TENSIONE E DINAMISMO</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/E1P8aX0b6O13awA9">IL DAVID</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 15:41:30 UTC</pubDate>
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         <title>IL DAVID: dinamismo e tensione</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226459461</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Creando la statua di David, Bernini ha mostrato il suo eroe da una prospettiva leggermente diversa: nella sua immagine si possono sentire dinamismo, aspirazione e concentrazione interiore.</strong> La trama è basata su una delle scene della battaglia di un giovane guerriero con Golia. Allo stesso tempo, il David di Bernini non è inferiore alle opere simili di altri famosi maestri. Lo scultore ha creato l’immagine di un giovane forte che si prepara alla battaglia. L’eroe raccoglie tutte le sue forze in un pugno e dimostra la volontà di vincere. Lo sguardo trasuda tensione interiore e odio per il nemico. Il giovane è più concentrato possibile: le sue sopracciglia sono aggrottate, le sue labbra sono strettamente compresse. Nell’interpretazione di Bernini David è un ribelle incrollabile, la sua vita eroica è piena di dramma. <strong>Il lavoro dello scultore è realizzato in stile barocco.</strong></p><p><strong>Il concetto ideologico dell’opera di Bernini non si limita all’elogio del coraggio. Quando si guarda la scultura, non c’è la sensazione dell’isolamento dell’eroe, sembra che la sua figura faccia parte di una composizione complessa ed il nemico di David sta davanti a lui. L’aspetto e la postura del giovane fanno sentire la presenza dell’antagonista, il secondo partecipante alla scena della battaglia. Lo spazio tra David e il nemico immaginario in piedi di fronte a lui sembra essere carico di energia emanata da un giovane guerriero.</strong></p><p>Questa caratteristica della scultura la distingue in molti modi dalle opere di altri maestri. Nel XVII secolo l’opera di Bernini suscitò un enorme clamore pubblico. Vedendo la scultura, il pubblico è rimasto sbalordito da quanto abilmente l’artista sia riuscito a creare l’illusione della presenza del secondo eroe. La figura di David non è statica, a guardarla diventa chiaro quale sarà il prossimo passo del giovane. Tutte le emozioni e le esperienze del coraggioso guerriero sono facilmente leggibili sul suo viso. Bernini è stato in grado di trasmettere lo stato interiore dell’eroe.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 15:46:17 UTC</pubDate>
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         <title>L’Estasi di santa Teresa </title>
         <author>R_tito</author>
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         <description><![CDATA[<p>Se dovessimo scegliere un gruppo scultoreo che meglio d’ogni altro possa rappresentare il <strong>Seicento</strong> e il <strong>Barocco</strong>, molto probabilmente indicheremmo l’<em>Estasi di santa Teresa</em> di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.finestresullarte.info/arte-base/gian-lorenzo-bernini-vita-opere-barocco"><strong>Gian Lorenzo Bernini</strong></a> (Napoli, 1598 – Roma, 1680): difficile pensare a un’altra opera che riesca a gareggiare con il gruppo berniniano in termini di <strong>potenza espressiva</strong>, capacità di <strong>emozionare</strong> l’osservatore e di suscitare stupore e ammirazione, perfetta integrazione con lo spazio, sapienza compositiva, maestria tecnica. </p><p>Posta al centro della <strong>Cappella Cornaro</strong>, nell’“Estasi di Santa Teresa” si intuisce quel gusto per la teatralità tipico del <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="body-link css-fwmnzn emevuu60" href="https://www.elledecor.com/it/architettura/a28963466/barocco-architettura-opere/"><strong>Barocco</strong></a> che tende a rappresentare in maniera enfatica e spettacolare qualsiasi elemento.<strong> Lavorando il marmo come fosse cera, l’artista ha restituito un effetto drammatico e dinamico all’insieme: il suo virtuosismo tecnico si evince nell’elaborata veste che cade in modo disordinato sulla santa. Rappresentare i santi e le loro estasi mistiche era un tema caro all’</strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="body-link css-fwmnzn emevuu60" href="https://www.elledecor.com/it/architettura/a40187175/la-guida-indispensabile-al-barocco/"><strong>arte barocca</strong></a><strong>: secondo le funzioni pedagogiche dell’arte sacra, tali raffigurazioni dovevano aiutare i fedeli a percepire le emozioni del santo e a diventare più devoti. Per tale motivo l’“Estasi di Santa Teresa” rappresenta anche un esempio cui si ispireranno i posteri non solo per la magnificenza della realizzazione ma soprattutto per il messaggio religioso.</strong></p><p><strong>Sotto una pioggia di luce dorata che, in forma di fitti raggi, scende dall’alto per illuminare i due protagonisti, Bernini, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, cattura un’estasi mistica nel pieno del suo svolgimento.</strong> <strong>Santa Teresa d’Ávila</strong> (Ávila, 1515 – Alba de Tormes, 1582), la religiosa spagnola canonizzata da Gregorio XV nel 1622, sta perdendo i sensi e sta per cadere in deliquio: l’espressione del volto, colto nel momento dell’abbandono, non lascia adito a dubbi. L’angelo, serafico, sorridente, sopraggiunge tenendo con delicatezza un <strong>dardo dorato</strong> rivolto verso il cuore della santa: con la mano sinistra è già pronto a sollevarle lo scapolare onde poterla raggiungere con la sua freccia. <strong>Una luce proveniente dall’alto, attraverso una finestra nascosta e schermata da vetri gialli, illumina il gruppo scultoreo; è una luce naturale radente, calda, morbida, dorata, che valorizza al massimo la qualità dei materiali, rendendo ancora più lucido il marmo e conferendogli maggiori effetti di sfericità. La luce naturale si rifrange poi sui raggi in bronzo, che rievocano la luce divina che investe la santa, creando suggestivi effetti simbolici: sembra quasi che la luce naturale si sia solidificata, cambiando la propria natura e diventando luce divina.</strong></p><p><br></p><p>Dietro la <strong>complessità estetica</strong> e l’intensità del gruppo scultoreo viene svelata la ricerca spirituale che l’artista ha compiuto su sé stesso per poter riuscire a comunicare ai fedeli il <strong>senso dell’amore divino</strong> racchiuso nelle esaltazioni mistiche dei santi. Nella sua “Estasi di Santa Teresa” <strong>Bernini</strong> ha creato l’illusione della sospensione nel vuoto poiché le due figure sembrano galleggiare in aria: è così che la sua «men cattiva opera» è diventata un vero capolavoro dell’arte barocca.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 16:04:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA SCULTURA BAROCCA</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226501381</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>La scultura barocca è caratterizzata da una grande espressività, dinamismo e un forte senso del teatrale. Gli scultori barocchi si sono concentrati sulla rappresentazione di emozioni intense, movimenti dinamici e sulla creazione di opere che coinvolgessero attivamente lo spettatore.</strong> </p><p>Alcuni degli scultori barocchi più significativi includono:  </p><p><br/></p><p><strong>Gian Lorenzo Bernini (1598-1680): Bernini fu uno dei più grandi scultori barocchi e, allo stesso tempo, un architetto e pittore di grande talento. Le sue sculture spesso riflettevano una drammaticità intensa e un realismo sorprendente. Opere famose includono “Il Ratto di Proserpina“, “Apollo e Dafne” e la serie di statue in San Pietro a Roma, come il baldacchino sopra l’altare maggiore.  </strong></p><p><br/></p><p>Alessandro Algardi (1598-1654): Algardi fu uno dei principali rivali di Bernini a Roma. Le sue opere riflettevano un approccio più classicista rispetto a Bernini. Tra le sue opere più celebri si annoverano i monumenti funebri, tra cui quello per il papa Leone XI nella basilica di San Pietro.  </p><p><br/></p><p><strong>Francesco Borromini (1599-1667): Anche se Borromini è più noto come architetto, ha contribuito anche al mondo della scultura. La sua opera più famosa è la decorazione scultorea dell’interno della Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma, caratterizzata da complesse superfici curve e giochi di luce. </strong></p><p><br/></p><p>Alessandro Giraldi (1627-1665): Giraldi fu uno scultore italiano attivo soprattutto a Roma. È noto per il suo lavoro sulla decorazione della Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona, realizzata insieme a Gian Lorenzo Bernini.  </p><p><br/></p><p>Pierre Puget (1620-1694): Puget fu uno scultore e architetto francese che operò principalmente a Marsiglia. Le sue opere includono il gruppo scultoreo “Perseo e Andromeda” e la statua di Luigi XIV nella Place des Quatre-Dauphins a Marsiglia. Juan Martínez Montañés (1568-1649): Montañés fu uno scultore spagnolo di grande rilievo. Le sue opere spaziavano dalla scultura religiosa alle figure mitologiche. Tra i suoi lavori più noti si annovera “Cristo della Clemenza” nella Cattedrale di Siviglia.  </p><p><br/></p><p>François Girardon (1628-1715): Girardon fu uno scultore francese noto per le sue opere di ispirazione mitologica e allegorica. Fu uno degli artisti principali alla corte di Luigi XIV. Tra le sue opere più celebri vi è la statua di Luigi XIV a cavallo nella Place Louis-le-Grand (attuale Place Vendôme) a Parigi. </p><p><br/></p><p>Questi scultori hanno contribuito in modo significativo a definire il linguaggio espressivo e dinamico della scultura barocca, un periodo ricco di creatività e innovazione artistica</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/LNV1Q7er3lrrWmq3">GIAN LORENZO BERNINI</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/goElQydAJ4J0a3yY">FRANCESCO BORROMINI</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 16:10:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Baldacchino di San Pietro</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226563633</link>
         <description><![CDATA[<p>Questo <strong>capolavoro monumentale</strong> di grande difficoltà tecnica, dato il suo impianto architettonico a base quadrata e la sua esecuzione prettamente scultorea, può essere considerato il <strong>manifesto dell’arte barocca</strong>.</p><p>È posto proprio in corrispondenza della tomba di San Pietro e fu progettato su richiesta di <strong>papa Urbano VIII</strong>.</p><p>I primi elementi che colpiscono l’osservatore sono le <strong>colonne tortili in bronzo</strong>, alte ben <strong>11 metri</strong>.&nbsp;Queste presentano <strong>decorazioni in oro</strong> di motivi fitomorfi e sono sormontate da capitelli compositi con pulvino, che conferiscono un ulteriore slancio alla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://composizione.Il">composizione. Il</a> <strong>capitello composit</strong>o è d’invenzione romana e raccoglie le <strong>volute ioniche</strong> e le <strong>foglie d’acanto</strong> tipiche dell’ordine corinzio. I basamenti sono invece in <strong>marmo policromo</strong> e vi sono raffigurate le varie fasi di un parto, sempre con richiami di carattere naturalistico, come lucertole e api.</p><p><br></p><p>Opera spettacolare, anticlassica nella sua veste formale, si riallaccia per molti aspetti alla tradizione. Per non ripetere le tipologie medioevali e rinascimentali del ciborio - composto da una cuspide o cupola marmorea retta da colonne - ed evitare di creare una sorta di tempietto entro un tempio, <strong>Bernini si ispirò al baldacchino di tipo processionale, ricercando una soluzione di effetto pittorico piuttosto che architettonico</strong>. <strong>Le colonne sono suddivise in tre sezioni, l'inferiore con scanalature elicoidali e le due superiori con rami d'ulivo e alloro, popolate da putti, lucertole e api svolazzanti, simbolo dei Barberini, invita l'occhio a spostarsi da una curva all'altra del loro avvolgimento a spirale, favorendo una visione dinamica ed ascendente.</strong> Allo stesso tempo, il baldacchino richiama la tradizione antica poiché le colonne ricordano nella forma le colonne a spirale della pergula nella basilica costantiniana, quelle stesse successivamente adattate nelle Logge delle Reliquie.</p><p>Borromini partecipa nella voluta delle colonne del baldacchino.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 16:45:44 UTC</pubDate>
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         <title>La Fontana dei Quattro Fiumi  </title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226581680</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>La <em>Fontana dei Quattro Fiumi</em> di Gian Lorenzo Bernini si trova a Roma al centro di Piazza Navona ed è considerata un capolavoro di arte barocca.</strong></p><p>Il rapporto con <strong>il gioco infinito dell’acqua</strong> fu uno dei temi più suggestivi dell’arte berniniana:<strong> l’acqua è vita, è movimento, è spettacolo, nella sua presenza l’artista coglie uno strumento di meraviglia. A differenza delle fontane architettoniche rinascimentali, quelle di Bernini sono concepite in funzione dell’acqua, protagonista assoluta; sono “macchine” che danno lustro alla città, celebrano il prestigio dei committenti, danno sollievo ai cittadini durante la calura estiva, li allietano con i loro spruzzi e i loro suoni, li stupiscono con le loro invenzioni plastiche e scenografiche.</strong></p><p><br></p><p>Quattro giganti nudi siedono ai quattro lati della vasca appoggiati allo scoglio centrale. Uno di loro indica lo stemma della famiglia Pamphili. Un secondo copre il proprio volto con un panno. Un terzo poi sostiene un sacco dal quale traboccano monete preziose. Il quarto gigante, infine, regge un lungo remo. Tra le figure umane si individuano anche alcuni animali. In alto una colomba, diversi delfini in posizione eretta, un cavallo, un rettile corazzato, un leone, un dragone. Inoltre si vedono un serpente marino, un serpente terreno e un grande pesce. Per ambientare la scena allegorica Bernini inserì piante e alberi che emergono dall’acqua. Nella parte alta sopra le sculture si trova la copia romana di un obelisco egizio, l’Obelisco Agonale, proveniente dal circo di Massenzio.</p><p><br></p><p><br></p><p>La quattro grandi figure umane rappresentano i fiumi Nilo, Gange, Danubio e Rio de la Plata. Sulla fontana inoltre domina lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Tale simbolo è interpretato come l’emblema di Papa Innocenzo X ma anche come il trionfo della Chiesa Cristiana Cattolica nei quattro continenti. Le quattro grandi figure personificano altrettanti fiumi. Il Gange regge un remo per ricordare la sua facile navigabilità. Il Rio de la Plata poi porta un sacco di monete preziose che ricordano il colore delle sue acque. Il Nilo invece si copre il volto per indicare le sue sorgenti ancora sconosciute ai tempi. Infine in Danubio indica l’emblema della famiglia Pamphili.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 16:56:36 UTC</pubDate>
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         <title>Annibale Carracci</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226596111</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Annibale Carracci è stato uno dei protagonisti indiscussi del panorama artistico del tardo Rinascimento e del primo Barocco, periodo di grande fermento culturale in Italia. La sua opera ha segnato una svolta decisiva nell’arte del suo tempo, ponendo le basi per lo sviluppo del Barocco romano e influenzando generazioni di artisti.</strong> La vita di Carracci, le sue opere e il suo percorso artistico sono testimoni di un talento eccezionale, capace di fondere insieme l’osservazione acuta della realtà con l’ideale classico, in una sintesi che ancora oggi affascina e stupisce.</p><p>Annibale Carracci nacque a Bologna nel 1560 in una famiglia di pittori, che includeva il fratello Agostino e il cugino Ludovico. La sua formazione artistica iniziò nella bottega di famiglia, dove apprese le tecniche della pittura e del disegno, ma fu anche profondamente influenzato dall’ambiente culturale bolognese, ricco di stimoli e di scambi con altre realtà italiane. <strong>Annibale si distinse presto per la sua abilità nel raffigurare la realtà con una freschezza e una spontaneità inedite</strong>, che lo portarono a diventare uno dei pittori più apprezzati della sua </p><p>generazione. Nel corso della sua carriera, Annibale Carracci si trasferì a Roma, dove le sue opere raggiunsero una nuova dimensione di successo e riconoscimento. Qui, fu incaricato di decorare la Galleria Farnese, una delle sue realizzazioni più celebri, dove attraverso affreschi di vasta scala esplorò temi mitologici con una maestria narrativa e una profondità emotiva che segnarono una tappa importante nella storia dell’arte barocca.<br><br>L’influenza di Annibale Carracci non si limitò alla sua produzione artistica. Con il fratello Agostino e il cugino Ludovico, <strong>fondò l’Accademia degli Incamminati a Bologna</strong>, una scuola che proponeva un approccio innovativo all’insegnamento dell’arte, enfatizzando lo studio dal vero e promuovendo un ritorno alla natura e alla classicità come fonti di ispirazione. <strong>Questa istituzione ebbe un ruolo cruciale nella formazione di generazioni future di artisti e nel consolidare il passaggio dal manierismo al barocco.</strong><br><br><strong>La vita e l’opera di Annibale Carracci rappresentano dunque un ponte tra la tradizione rinascimentale e le nuove direzioni dell’arte barocca. La sua capacità di fondere l’osservazione acuta della realtà con un ideale di armonia e bellezza classica lo pone come una figura centrale nell’evoluzione dell’arte occidentale, influenzando artisti e movimenti ben oltre i suoi anni e il contesto italiano.</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 17:05:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il colonnato di San Pietro </title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226618832</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1656, Papa Alessandro VII commissionò a Gian Lorenzo Bernini il compito di progettare una piazza che potesse non solo accogliere dignitosamente i fedeli ma anche integrarsi esteticamente con la grandiosa Basilica di San Pietro. <strong>Bernini ideò il colonnato dorico che incornicia la piazza, simboleggiando le braccia aperte della Chiesa che accolgono i visitatori</strong>. Questo colonnato ellittico è composto da 284 colonne e 88 pilastri, creando un’ellisse che enfatizza la centralità dell’obelisco e della fontana, rispettivamente portati a Roma da Caligola e realizzati sotto il pontificato di Clemente X.</p><p> Il Bernini, pur utilizzando sempre elementi classici, compone le sue architetture secondo regole nuove in funzione dello spazio circostante.&nbsp; <strong>L'effetto che il Bernini vuole ottenere con questo progetto è quello di catapultare lo spettatore dal buio delle antiche stradine romane alla luminosità della grande piazza. Attraverso il colonnato il visitatore è portato a scoprire gradualmente la vastità della piazza e ad accorgersi con progressivo stupore dell'immensità della Basilica. Questa appare più vicina al colonnato grazie al disegno a trapezio della piazza di collegamento alla facciata. La forma della piazza è ellittica, quindi completamente in linea con quelli che erano i canoni del Barocco.</strong> </p><p><br></p><p>Oltre alla maestosità e alla grandezza del progetto, il colonnato assume un significato simbolico: la sua ampia struttura abbraccia metaforicamente sia i fedeli che gli infedeli, inserendosi così nel periodo di controriforma.&nbsp;</p><p><br></p><p><br></p><p>Dopo il completamento del colonnato, la piazza subì ulteriori modifiche e abbellimenti che arricchirono il suo impatto visivo e simbolico. Le fontane gemelle, opera di Carlo Maderno (1613) e di Bernini (1675), furono aggiunte per bilanciare esteticamente la composizione dell’obelisco centrale. Queste aggiunte non solo aumentarono la grandezza visiva della piazza ma furono anche un richiamo ai temi del rinnovamento e della purificazione spirituale, elementi centrali nell’iconografia cattolica.</p><p><br></p><p>Nel corso del XIX e XX secolo, Piazza San Pietro ha continuato a evolversi con l’aggiunta di nuovi elementi decorativi e la ristrutturazione di parti esistenti. È diventata un luogo simbolico per grandi eventi ecclesiastici, inclusi i conclavi papali e le celebrazioni di canonizzazione. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 17:18:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Riposo durante la fuga in Egitto</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226635132</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Il <strong><em>Riposo durante la fuga in Egitto</em></strong>, del 1597, è in questo senso già rivoluzionario. Il tema della fuga in Egitto faceva parte della tradizione pittorica italiana ma normalmente prevedeva che la Sacra Famiglia fosse mostrata in cammino, con la Madonna e il Bambino sull’asino e san Giuseppe a piedi.</p><p>Qui invece Caravaggio immaginò Maria, Giuseppe e Gesù che, <strong>stremati dal viaggio</strong>, si fermano a riposare accanto a un fiume, presso un bosco di querce e pioppi, uno dei pochi paesaggi dipinti da Caravaggio. L’artista, nonostante la sua giovane età, stava già dando prova di una cultura robusta e raffinata, a dispetto dei suoi detrattori che lo avrebbero descritto come rozzo e ignorante. Tutti i suoi dipinti sono permeati da <strong>una simbologia ricca ed elaborata</strong>, la quale dimostra, peraltro, una profonda conoscenza delle Sacre Scritture.</p><p>Si noterà, per esempio, che <strong>la natura</strong> accanto a San Giuseppe è piuttosto arida mentre a destra, dove si trova la Vergine col Bambino, il paesaggio è più rigoglioso: questa scelta, apparentemente singolare, serve a marcare il tema della rinascita, legata alla venuta di Cristo sulla Terra. Secondo lo storico dell’arte Maurizio Calvesi, uno dei massimi conoscitori di Caravaggio, il pittore ha infatti voluto raffigurare, da sinistra a destra, <strong>il percorso della salvazione cristiana</strong>, che dall’inanimato minerale (il sasso) passa all’animale (l’asino), poi all’essere umano (Giuseppe) e all’angelico (l’angelo violinista), per concludersi con il divino (la Vergine che abbraccia il Bambino Gesù).</p><p><br/></p><p>Questa colta simbologia non balza tuttavia agli occhi, laddove invece il pubblico non erudito resta attratto dalla familiarità, anzi dalla <strong>quotidianità del soggetto</strong>, che appare piuttosto quello di una qualunque famiglia che sta affrontando le fatiche di un lungo viaggio. All’apparenza, infatti, non v’è nulla di sacro in quest’opera del Caravaggio.</p><p><br/></p><p>Lo stile pittorico differisce dagli altri capolavori di questo artista;  ad esempio i colori, che sono molto luminosi e permettono una perfetta visione di tutta la scena (elemento molto raro nei quadri di questo artista).</p><p>Facendo leva sul suo tradizionale chiaroscuro, Caravaggio metteva in risalto i soggetti ritratti grazie ai propri colori, ma in questo quadro, il discorso non è valido.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 17:28:50 UTC</pubDate>
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         <title>IL DAVID</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3226887010</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 20:21:00 UTC</pubDate>
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         <title>David con la testa di Golia</title>
         <author>R_tito</author>
         <link>https://padlet.com/R_tito/il-barocco-myojb6kody2v7st1/wish/3248796436</link>
         <description><![CDATA[<p>Da sempre al centro di un intenso dibattito critico per la cronologia e le diverse sfumature del suo significato, questo dipinto esprime innegabilmente il dramma umano vissuto dall'artista lombardo che, fuggito da Roma nel 1606 con l'accusa di omicidio, trovò riparo, prima a Paliano e successivamente a Napoli, all'ombra della nobile e potente famiglia Colonna.</p><p><em>Davide con la testa di Golia</em> è stata dipinta intorno al 1605-1610. Il committente dell'opera <strong>non è noto con certezza</strong>, ma si crede che sia stata commissionata da <strong>un nobile francese di nome Louis Finson</strong>. Successivamente, il dipinto è stato acquistato dal <strong>cardinale Scipione Borghese</strong> e si trova ora nella <strong>Galleria Borghese</strong> a <strong>Roma</strong>.</p><p>La scelta del soggetto, la vittoria di David sul gigante Golia, si deve con tutta probabilità allo stesso pittore. L'eroe d'Israele, infatti, non manifesta un atteggiamento di trionfo ma, triste e commosso, osserva malinconico il capo mozzato dell'orribile filisteo, nel cui viso Caravaggio. L'atmosfera dell'opera è intensa e drammatica, grazie all'uso di luci forti e ombre profonde, che creano un forte contrasto e mettono in risalto le espressioni facciali dei personaggi.</p><p>Caravaggio ha utilizzato la tecnica del chiaroscuro, che consiste nell'alternanza di luci e ombre per creare un effetto tridimensionale e realistico. <strong>La figura di Davide è particolarmente dettagliata</strong>, con i suoi muscoli tesi e <strong>la sua armatura brillante </strong>che si contrappone <strong>alla testa mozzata di Golia</strong>, che appare quasi morta. La resa dei volti dei due personaggi è <strong>molto realistica</strong> ed <strong>espressiva</strong>, e sembra quasi che l<strong>a testa di Golia stia ancora emettendo un grido di dolore</strong>.</p><p>Il giovane, inoltre, impugna una spada sulla cui lama compare la sigla "<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://H.AS">H.AS</a> O S" sciolta dalla critica con il motto agostiniano 'H[umilit]AS O[ccidit] S[uperbiam]', letta insieme al soggetto come un'impressionante testimonianza degli ultimi mesi di vita di Caravaggio. Tale particolare, infatti, renderebbe plausibile l’ipotesi secondo la quale l'artista avrebbe inviato la tela al cardinale Scipione Borghese quale dono da far recapitare al pontefice Paolo V per ottenere il perdono e il ritorno in patria.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-05 21:49:44 UTC</pubDate>
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