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      <title>Le chiese di Minori by Giuliano Esposito</title>
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Lavoro eseguito da: Giuliano Esposito; Alessio Bonito, Teresa Maria Schiavo; Trofimena Carretta e Catello Esposito.


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      <pubDate>2018-01-12 08:20:08 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa Cattedrale e cripta di Santa Trofimena</title>
         <author>giu_espo</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>E’ fuor di dubbio che l’importanza ecclesiastica di Minori, residenza vescovile dal 987 al 1818 e sede titolare fino ai nostri giorni, è dovuta alla presenza tra le sue mura delle reliquie di Santa Trofimena. Fonti tardive, purtroppo non convalidate da riscontri documentari contemporanei agli avvenimenti, fissano la venuta del corpo della martire siciliana a Minori nella prima metà del Settecento. La data approssimativa, secondo Pompeo Troiano, dovrebbe essere intorno all'anno 640. La chiesa costruita in onore di Santa Trofimena era segno immediato e testimonianza viva della grande devozione nutrita verso la martire siciliana, la quale divenne subito nume tutelare e punto costante di riferimento spirituale del popolo minorese e dell’intera popolazione costiera. Il sepolcro della Santa, situato sotto all'altare principale della chiesa, condizionò l’assetto strutturale delle future costruzioni del maggior edificio sacro del paese. La struttura della nuova chiesa, soggetta nei secoli seguenti ad opportuni interventi di restauro, è rimasta immutata fino ai nostri giorni: in stile neoclassico, a croce latina, essa si contraddistingue per l'eleganza delle sue linee decorative e per la sua maestosità architettonica, ulteriormente amplificata dall'abbondanza di luce e dalla ricchezza dell'ornamento a stucchi. La facciata principale si presenta rivolta verso il mare, da cui la chiesa dista poche decine di metri. Nella parte inferiore della facciata si aprono quattro nicchie, nelle quali sono state allogate le statue degli evangelisti Luca, Marco, Matteo e Giovanni. A sinistra della facciata si erge il campanile: di stile neoclassico, è a pianta quadrangolare.<br><br></div><div>L'interno della chiesa viene suddiviso in tre navate da robusti pilatri, quattro per ogni lato, decorato con lesene e capitelli di stile composito e rivestiti di marmo. Dell'antico tempio restano evidenti due absidi, mutili, all'esterno della presenza basilica.<br><br></div><div>La zona sottostante il presbiterio costituisce l'attuale cripta di Santa Trofimena, a cui si accede da due rampe di scale ricurve situate rispettivamente ai lati estremi del presbiterio stesso. La cripta rappresenta un esempio di nitido stile barocco ed è lunga 13,60 m e larga 8, 50 m. Sotto l'altare vi è un'urna di marmo che conserva i resti mortali della Santa. La cripta è quindi il centro convergente della vita spirituale e della religiosità minorese. La cattedrale misurava m.38.40 di lunghezza e m. 25,60 di larghezza. Era divisa in tre navata da dieci colonne, cinque per lato, poste a m. 6.40 di distanza l’una dall’altra. Numerose cappelle si aprivano lungo le pareti delle navate laterali e tutte tranne quella di Santa Trofimena, avevano nella parte centrale una botola che consentiva di accedere alla zona sottostante, adibita normalmente a luogo di sepoltura riservato a famiglie nobili o facoltose. Inoltre, chi entrava in chiesa aveva di fronte direttamente il simulacro con i resti mortali della Santa protettrici, alla quale poteva rivolgere il suo sguardo implorante e la sua fervida preghiera.<br><br></div><div>(<em>tratto da “ Minori Rheginna Minor – Storia, Arte e Cultura” a cura d Gerardo Sangermano, De Luca editore - Salerno e Wikipedia, l’enciclopedia libera.</em>)<br><br></div>]]></description>
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         <title>Santa Trofimena , patrona della città.</title>
         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <pubDate>2018-01-15 20:21:49 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Gennaro e Giuliano a Villamena e S.Maria delle Grazie</title>
         <author>giu_espo</author>
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         <description><![CDATA[<div>La sua origine risale probabilmente al X secolo, esempio unico di architettura romanica nel territorio costiero, presenta una facciata i cui lineamenti riprendono con ogni probabilità quelli dell'antica cattedrale. L'interno è diviso in 3 navate, divise da sei colonnine attualmente inglobate in altrettanti pilastri, frutto di un intervento di restauro finalizzato a conferire staticità all'intera struttura, che nel corso del Settecento versava in precarie condizioni. Le tre absidi, ben visibili all'esterno e immerse nel verde dei giardini sottostanti, ospitano gli altari di S. Gennaro al centro, i Santi Pietro e Paolo a sinistra e l'altare di S. Nicola a destra. Recentemente è stata sottoposta ad un intervento di restauro, necessario per riportare alla luce gli originari elementi romanici. Contigua alla chiesa e ad essa comunicante troviamo la chiesa di S. Maria delle Grazie. La sua fondazione risale alla prima metà Cinquecento, e fu edificata per ospitare la confraternita del SS. Rosario, fondata quasi contemporaneamente a quella del SS. Sacramento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-15 20:23:18 UTC</pubDate>
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         <author>giu_espo</author>
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         <pubDate>2018-01-15 20:25:58 UTC</pubDate>
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         <author>giu_espo</author>
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         <pubDate>2018-01-15 20:27:00 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa dell&#39; Arciconfraternita del Santissimo Sacramento</title>
         <author>giu_espo</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>Chiesa del Santissimo Sacramento di </strong><a href="http://minori.italiavirtualtour.it/"><strong>Minori</strong></a> sorge alle spalle della Basilica di Santa Trofimena. La chiesa è anche sede, dal 1920, dell’omonima arciconfraternita fondata nel corso del XVI secolo quando il Vescovo Giovanni Pietro Buono decise di intitolare una delle cappelle della Cattedrale al culto del Santissimo Sacramento.La Chiesa edificata nel corso del XVIII secolo custodisce un organo in legno del 1700, mentre sull’altare centrale si trova <strong>il quadro, datato 1514, che rappresenta la Madonna del Rosario circondata dai Santi venerati nelle Chiese di Minori</strong>.<br><br></div><div>Altra opera di particolare interesse artistico è il trittico in legno del 1300.Nella piccola sagrestia della chiesa è possibile consultare tra i vari reperti storici la lettera con la quale il priore dell'epoca <strong>Vincenzo Ruocco</strong> nominava il <strong>re Vittorio Emanuele III Priore Onorario</strong>.L’Arciconfraternita è custode del Canto orale plurisecolare dei Battenti proclamato Patrimonio Storico Culturale della Città e che viene cantato il giovedì e il venerdì santo. Il Canto è catalogato come Bene Demoetnoantropologico Immateriale presso il Ministero dei Beni e le Attività culturali.<br><br></div>]]></description>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Comunità Monte e Chiesa SS Angeli Custodi</div><div>Un piccolo agglomerato di abitazioni arroccate ai piedi della collina, riconoscibile in una borgata con la propria "corte" comune sovrastata dalla chiesetta dei SS angeli Custodi. Il borgo "Monte" è un suggestivo angolo "nascosto" della cittadina che andrebbe di sicuro valorizzato.</div><div>CHIESA SS ANGELI CUSTODI</div><div>E' chiamata anche chiesa di S. Angelo dei "Lastri",forse per i molti alberi di olivi che crescevano nella zona. Nel 1444 già esisteva. L'attuale chiesa si presenta all'esterno con linee architettoniche settecentesche. La facciata è a capanna e si prospetta su un piccolo sagrato; ha il vano d'ingresso munito di porta in legno che è sormontato da un ampio finestrone arcuato contornato da una fascia in rilievo con semplice cornice. Una cornice sorretta da mensole sta alla base del finestrone. Due paraste ai lati racchiudono questa facciata. Accanto alla facciata si erge il campanile che è costituito in struttura muraria, come la chiesa, da due piani nei quali si aprono finestroni ad arco a tutto sesto ( nel piano superiore sono ubicate le campane ) e una parte terminale in alto. Questa è suddivisa in altezza in tre piccole caratteristiche strutture architettoniche: la prima di forma prismatica ottagonale nelle cui pareti si aprono piccole finestre arcuate, la seconda cilindrica con piccole aperture circolari lungo tutto il perimetro ; la terza, la copertura, a superficie conica curvilinea. L'interno ha una navata a pianta rettangolare dalle dimensioni di circa m.11,70 di lunghezza e di m. 4,25 di larghezza. Detta navata è coperta con volta a botte e superiore tetto protettivo con tegole di argilla. Ha pavimento di piastrelle maiolicate ed al centro vi è una lastra tombale con il caratteristico teschio e l'incrocio delle tibie con la seguente epigrafe &lt; DORMIMUS DONEC VENIAT IMMUTATIO NOSTRA ET EXPECTAMUS RESURRECTIONE MORTUORUM ANNO DNI MDCV &gt; Al di sotto del piano di calpestio della chiesa vi è l'ipogeo. La chiesa ha le pareti intonacate e dipinte e lievi stucchi decorativi. In questa chiesa vi sono tre altari in marmo. Uno sulla parete di fondo, con custodia del SS. Sacramento, sormontato da una nicchia ricavata nel muro perimetrale nella quale è collocata la statua dell'Angelo Custode</div><div>. Questa statua , date le pessime condizioni in cui versava dovute all' umidità subita,nel 1989 fu restaurata</div><div>Un altare è sulla parete sinistra, Un terzo sulla parete a destra.<br>Nato nel 2009, a tutela della chiesetta in quanto immobile con interventi di salvaguardia ;organizzazione e logistica nella preparazione degli eventi, progetto per l' integrazione dei giovani per tramandare l'arte nella realizzazione del presepio.</div>]]></description>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <title></title>
         <author>giu_espo</author>
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         <pubDate>2018-01-16 20:05:00 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Giovanni a Mare</title>
         <author>giu_espo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Chiesa di San Giovanni a Mare, sorge nella parte occidentale di Minori, in prossimità del litorale. Attestata la prima volta come chiesa privata nel 961, la si ritrova nei documenti successivamente(1104) quale termine di confine di beni immobiliari. Nel 1118 fu donata dal vescovo all’Abbazia di Cava della Santissima Trinità. Vi vennero così ad abitare i monaci neri e il priore per moltissimi anni. Venne consacrata nel 1144 dal vescovo minorese Costantino, ma nel 1620, con l’estinzione della piccola comunità monastica, la chiesa ebbe un periodo di abbandono e degrado. Successivamente è stata restituita dai benedettini cavesi alla parrocchia di Santa Trofimena, che ha provveduto al restauro. Oggi la chiesa è diventata una cappelletta, vicino alla quale si trovano le mura di una antica residenza nobile, la cosiddetta Torre Paradiso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-17 16:02:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <pubDate>2018-01-17 16:22:58 UTC</pubDate>
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         <title>La chiesetta di San Michele - Torre</title>
         <author>giu_espo</author>
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         <description><![CDATA[<div>La costiera amalfitana riserva sempre un mucchio di sorprese. Quando meno te l’aspetti, ti ritrovi catapultata in un’altra epoca, nel bel mezzo di un borgo medievale. Nella zona est di Minori, in provincia di Salerno, sorge il villaggio di Torre, immerso tra profumi di limoni e l’azzurro del mare. Una zona collinare tranquilla dalla quale è possibile godere di un panorama mozzafiato che si estende per gran parte della Collina dal Castello Mira Mare (la Torricella).</div><div>Il territorio è attraversato da una lunga strada composta da 600 scalini che parte ai piedi della collina Minorese per poi giungere a Maiori. Non si hanno notizie precise sulle origini di Torre, il suo nome deriva da una piccola fortificazione, di cui non si riscontra più traccia, esistente già al tempo della repubblica indipendente. Gli abitanti del villaggio, hanno sempre avuto un forte legame con la propria chiesa ed in particolare una venerazione per il loro patrono, San Michele Arcangelo. Il monumento principale di Torre ed il fulcro del culto degli abitanti è infatti la chiesa di San Michele Arcangelo. Essa è ubicata al centro del villaggio, nel borgo medievale di Torello, in un contesto paesaggistico rurale ed affascinante allo stesso tempo. Di fondazione molto antica, sembra che la struttura inizialmente era un’ara sacrificale dedicata al Dio Sole.</div><div>La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo costituisce il centro effettivo del villaggio rurale di Torre, località del comune di Minori, in Costiera Amalfitana.</div><div>La data della sua fondazione è incerta, ma è sicuramente antecedente al 936, quando si incontra la prima fonte documentaria, dove si parla di una iniziale ara sacrificale dedicata al dio Sole in quanto la chiesa sia perfettamente orientata secondo l’asse Est-Ovest.</div><div>In qualità di chiesa cristiana doveva essere molto piccola (probabilmente soltanto l’attuale abside) e la prima notizia storicamente certa è contenuta nei ‘Regesta Amalfitana’ dove in un documento del 961 si fa cenno di una chiesa dedicata a Sant’Angelo in Torre.</div><div>La chiesa, come si presenta oggi, è frutto di una serie di interventi di restauro ed ampliamento. Quello definitivo è avvenuto sul finire del XIX secolo grazie a fondi raccolti dai fedeli della parrocchia ed elargiti dal Regio Governo. Una lapide marmorea, posta all’interno della chiesa, ricorda il completamento della decorazione interna ed annovera i pittori e i parroci che, nel 1891 e nel 1933, curarono e finanziarono i vari abbellimenti pittorici: nel 1891, il pittore Matteo Casella curò l’abbellimento della parte superiore della chiesa (l’abside) col finanziamento del parroco Don Alfonso Russo e di tutti i fedeli, mentre nel 1933 il pittore Gaetano Piedimonte si occupò della parte inferiore (la navata) sotto il volere del parroco Don Luigi Di Lieto e dei fedeli tutti.</div><div>La chiesa parrocchiale si presenta con una struttura architettonica altrettanto semplice, in perfetta armonia con il paesaggio che la circonda: la facciata a salienti è caratterizzata dall’alternarsi di stucchi bianchi e gialli e da tarsie rosse e blu lungo le rifiniture della zona superiore; il portone d’ingresso, donato a devozione di Salvatore e Maria D’Amato, è sovrastato da una apertura a tutto sesto comunicante con la cantoria; sul lato destro della facciata si erge la torre campanaria a due piani, la quale ospita nel secondo piano due campane, restaurate ed elettrificate nel marzo 2012: la campana maggiore è datata 1722 e presenta una epigrafe raffigurante l’Annunciazione della Vergine Maria, mentre la campana minore, fusa nel 1992, sostituisce un’altra campana, datata 1623 sulla quale vi è una epigrafe riproducente la Vergine Maria col Bambino che, essendosi lesionata, è stata sottratta al campanile; sul lato sinistro della facciata vi è la casa parrocchiale, edificata negli anni Sessanta del Novecento e che ha ospitato per vari decenni la scuola elementare del villaggio.</div><div>L’interno della chiesa, che si sviluppa su di una pianta longitudinale ad aula unica, è abbellito da interessanti pitture murarie realizzate a cavallo tra il XIX e XX secolo, quando la cultura pittorica contemporanea si compiaceva di riproporre il vibrante linearismo dell’arte gotica e bizantina.</div><div>Le decorazioni parietali della navata e del soffitto, privo di volta, sono opera di Gaetano Piedimonte, che le realizzò nel 1933: l’autore si è ispirato chiaramente al movimento artistico dei Nazareni, sorto all’inizio del XX secolo in opposizione alle avanguardie artistiche che contrapponevano all’astrattismo immagini intensamente spirituali tratte dal repertorio iconografico medievale. Al centro del soffitto è raffigurato San Michele tra i Santi Vito e Vincenzo; sopra e sotto le tre figure sono ritratti Gesù Cristo con l’Immacolata Concezione e i quattro evangelisti e alcuni simboli tipici dell’iconografia cristiana; lungo le pareti, invece, si può notare una teoria di angeli oranti e gigli bianchi. Dopo l’ingresso, un piccolo ambiente funge da deposito e conduce, attraverso una rampa di scale, alla cantoria e alla cella campanaria.</div>]]></description>
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         <author>giu_espo</author>
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         <author>giu_espo</author>
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         <title></title>
         <author>giu_espo</author>
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         <title></title>
         <author>giu_espo</author>
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