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      <title>Quanta biodiversità intorno a noi? by Marta Maset</title>
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      <description>ordiniamo le idee</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-28 08:33:58 UTC</pubDate>
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         <title>Secondo noi</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-28 08:48:33 UTC</pubDate>
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         <title>Definizione</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>La biodiversità comprende, oltre alla varietà delle specie viventi, la variabilità che esiste fra di esse e tra gli ecosistemi in cui queste vivono; in tale sintetica definizione è compreso anche il concetto di evoluzione.&nbsp;<br>Dalla biodiversità dipende la capacità di ulteriore evoluzione e, quindi, di continuazione nel futuro della vita sul nostro Pianeta. Questo non riguarda solo le “altre” specie, ma anche la nostra specie, che senza la ricchezza della biodiversità è destinata a scomparire.&nbsp;<br>Anche se non ce ne rendiamo conto, gli ecosistemi e le specie viventi che li popolano lavorano continuamente per svolgere alcune funzioni che contribuiscono a rendere possibile la vita.&nbsp;<br>La maggior parte delle funzioni degli ecosistemi non riusciamo a vederle, per questo diamo spesso per scontati questi “servizi segreti”.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-28 08:49:12 UTC</pubDate>
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         <title>Quanta biodiversità nel mondo?</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Quanta biodiversità in Italia?</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Cosa possiamo fare noi di concreto per salvare la biodiversità</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>E nella nostra provincia?</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Come calcolarla?</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Cosa sta facendo il mondo per la biodiversità?</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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      <item>
         <title>Quale il ruolo dell&#39;Italia nella salvaguardia della biodiversità?</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/246809685</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-28 08:53:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252457160</link>
         <description><![CDATA[<div>Irene e Aurora<br><br></div><div>Differenziazione  biologica  tra  gli  individui  di una  stessa specie, in relazione  alle condizioni ambientali. <strong>Biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra</strong>, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:13:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>camilla jasmine giorgia</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252457209</link>
         <description><![CDATA[<div>Differenziazione biologica tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali.<br><br></div><div><strong>2</strong>.<br><br></div><div>La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:13:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Gli scienziati non si sono ancora fatti una chiara idea di quante specie, dagli organismi unicellulari alle balene, esistano sulla faccia della Terra</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252458064</link>
         <description><![CDATA[<div>irene e aurora</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:15:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Goal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica </title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252458181</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>camilla jasmine giorgia</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252458491</link>
         <description><![CDATA[<div>Dalle origini della nostra specie fino alla rivoluzione industriale del 18° sec. la popolazione umana non ha mai superato i 500 milioni di abitanti. L’incremento demografico esplosivo avvenuto negli ultimi tre secoli rappresenta perciò un evento senza precedenti nella storia dell’umanità. Soltanto negli ultimi cinquant’anni siamo cresciuti da 1,65 miliardi fino a oltre 6 miliardi di persone, raggiungendo una densità di popolazione 30 volte superiore a quella media di una specie animale onnivora della nostra stessa taglia. Da solo l’uomo consuma, direttamente o indirettamente tramite gli animali d’allevamento, circa il 40% della produzione primaria del pianeta (quella generata dall’accrescimento delle specie vegetali). Parallelamente è aumentato il nostro consumo di altre specie animali e delle risorse idriche.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:17:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252458492</link>
         <description><![CDATA[<div> L'Italia è uno dei paesi europei più ricchi di biodiversità, sia animale che vegetale, con un popolamento ricchissimo. irene e aurora</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:17:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Goal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica15.1 Entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l&#39;uso sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e nell’entroterra e dei loro servizi, in particolare le foreste, le zone umide, le montagne e le zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali15.2 Entro il 2020, promuovere l&#39;attuazione di una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, fermare la deforestazione, promuovere il ripristino delle foreste degradate e aumentare notevolmente l’afforestazione e riforestazione a livello globale15.3 Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati ed il suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccità e inondazioni, e sforzarsi di realizzare un mondo senza degrado del terreno15.4 Entro il 2030, garantire la conservazione degli ecosistemi montani, compresa la loro biodiversità, al fine di migliorare la loro capacità di fornire prestazioni che sono essenziali per lo sviluppo sostenibile15.5 Adottare misure urgenti e significative per ridurre il degrado degli habitat naturali, arrestare la perdita di biodiversità e, entro il 2020, proteggere e prevenire l&#39;estinzione delle specie minacciate15.6 Promuovere la condivisione giusta ed equa dei benefici derivanti dall&#39;utilizzo delle risorse genetiche e promuovere l&#39;accesso adeguato a tali risorse, come concordato a livello internazionale15.7 Adottare misure urgenti per porre fine al bracconaggio ed al traffico di specie di flora e fauna protette e affrontare sia la domanda che l&#39;offerta di prodotti della fauna selvatica illegali15.8 Entro il 2020, adottare misure per prevenire l&#39;introduzione e ridurre significativamente l&#39;impatto delle specie alloctone (aliene) invasive sulla terra e sugli ecosistemi d’acqua e controllare o eradicare le specie prioritarie15.9 Entro il 2020, integrare i valori di ecosistema e di biodiversità nella pianificazione nazionale e locale, nei processi di sviluppo, nelle strategie di riduzione della povertà e account nella contabilità15.a Mobilitare ed aumentare sensibilmente le risorse finanziarie da tutte le fonti per conservare e utilizzare in modo durevole biodiversità ed ecosistemi15b Mobilitare risorse significative da tutte le fonti e a tutti i livelli per finanziare la gestione sostenibile delle foreste e fornire adeguati incentivi ai paesi in via di sviluppo per far progredire tale gestione, anche per quanto riguarda la conservazione e la riforestazione15.c Migliorare il sostegno globale per gli sforzi a combattere il bracconaggio e il traffico di specie protette, anche aumentando la capacità delle comunità locali di perseguire opportunità di sostentamento sostenibili </title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252459033</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:19:06 UTC</pubDate>
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         <title>da matteo e francesco</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:19:26 UTC</pubDate>
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         <title>1.	Differenziazione biologica tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali.2.La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252459422</link>
         <description><![CDATA[<div>Tommaso e Viola</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:20:08 UTC</pubDate>
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         <title>matteo e francesco</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252459716</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:21:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>1. Differenziazione biologica tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali.2 .  La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252459861</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:21:48 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso e Viola</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252460183</link>
         <description><![CDATA[<div><em>L’Italia è il paese a maggior biodiversità al mondo: nello 0,5% del mondo ci sono 7000 specie di vegetali mangiabili, il secondo Paese è il Brasile con 3.300. Qualsiasi regione italiana ha più specie vegetali di qualsiasi Stato dell’Europa. L’Italia ha 58.000 specie animali, il secondo Paese al mondo è la Cina con 20.000, ma non diciamoglielo sennò si arrabbiano.<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:22:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>biodiversità:</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252460418</link>
         <description><![CDATA[<div> la coesistenza di varie specie animali e vegetali in un determinato ecosistema; è detta anche <em>diversità biologica</em>.<br>Leonardo e Emirald</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:23:18 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>matteo e francesco</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252460596</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:23:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252460622</link>
         <description><![CDATA[<div> </div><div><strong><br>1. Salvare il pianeta: risparmio energetico<br></strong><br></div><div>La prima e tra le più importanti cose da fare per salvare il pianeta è racchiusa nelle parole “<strong>risparmio energetico</strong>”. Dobbiamo imparare ad assumerci la <strong>responsabilità del consumo di energia</strong> che facciamo in casa, a lavoro e nell’utilizzo di piccoli e grandi elettrodomestici. Pensiamo a ogni azione della vita quotidiana, anche la più piccola e insignificante, attraverso la quale possiamo risparmiare energia: a partire dallo spegnere la luce quando lasciamo la stanza o spegnere gli apparecchi invece di lasciarli in stand-by, a sostituire le lampadine con altre a basso consumo o a <a href="https://www.ambientebio.it/ambiente/energia/9-regole-per-risparmiare-con-il-riscaldamento-domestico/">come risparmiare col riscaldamento</a>.<br><br></div><div><strong><br>2. Utilizzare apparecchiature domestiche più efficienti<br></strong><br></div><div>Per consumare meno energia, non basta solo ricordarsi di spegnere le luci e spostare la scrivania vicino alla finestra. È necessario scegliere apparecchi con la giusta classe energetica, come frigoriferi, televisori, lavatrici. A <a href="https://www.ambientebio.it/ambiente/energia/10-mosse-per-risparmiare-con-il-vostro-frigorifero/">questo link</a> trovate alcuni suggerimenti, ad esempio, su come scegliere il giusto frigorifero.<br><br></div><div><strong><br>3. Lo spazzolino da Denti<br></strong><br></div><div>Sembra una cosa assurda parlare di spazzolini da denti, eppure, quando lo cambiamo, produciamo molti più rifiuti di ciò che pensiamo. I dentisti, ad esempio, suggeriscono di sostituire lo spazzolino ogni 3 mesi o anche più spesso. Immaginate quanti se ne possono consumare e <strong>quanta plastica possiamo produrre</strong>. La soluzione non è smettere di lavarsi i denti, ma fare scelte sostenibili, come ad esempio prediligere degli spazzolini in legno riciclabile. Ce ne sono molti in commercio.<br><br></div><div><strong><br>4. Non sprecare il Cibo<br></strong><br></div><div>Abbiamo avuto già modo di parlare dello <a href="https://www.ambientebio.it/ambiente/lo-spreco-alimentare-e-lo-spreco-della-natura/">spreco del cibo</a> e di come questo influisca anche sull’ambiente. È necessario, quindi, apportare il nostro contributo, ottimizzando il nostro modo di fare la spesa e cercando di non sprecare nemmeno un grammo di alimenti. Stiamo attenti alle scadenze, compriamo ciò che ci necessita e, per quanto possibile, ricicliamo. Importante, in questo contesto, affidarsi a colture locali, più sicure per la nostra salute e per l’ambiente.<br><br></div><div><a href="http://ambientebio.it/wp-content/uploads/2014/01/comportamenti-sostenibili.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://ambientebio.it/wp-content/uploads/2014/01/comportamenti-sostenibili.jpg" width="421" height="228"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div><strong><br>5. Mangiare frutta e verdura<br></strong><br></div><div>Il <a href="https://www.ambientebio.it/alimentazione-biologica/mondo-veg/una-tonnellata-e-mezzo-di-co2-a-persona-in-meno-allanno-scegliendo-la-dieta-vegana/">ciclo di produzione della carne bovina</a> è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire il processo intensivo di deforestazione per creare nuovi allevamenti. Cerchiamo, quindi, di eliminare del tutto o, almeno, di ridurre al minimo il consumo di carne, prediligendo frutta e verdura, meglio se provenienti da coltivazioni biologiche.<br><br></div><div><strong><br>6. Salvare il pianeta: l’acqua<br></strong><br></div><div>Abbiamo parlato di <strong>risparmio energetico</strong>, non possiamo non parlare di <strong>risparmio di acqua</strong>. L’acqua è la risorsa più preziosa del pianeta. Cerchiamo di utilizzarla con parsimonia e controlliamo sempre rubinetti e tubature. Importante, non è solo l’uso dell’acqua che facciamo in casa, ma anche di quella che beviamo. L’acqua in bottiglia, ad esempio, non solo causa un’immissione esagerata di plastica nell’ambiente, ma dobbiamo anche considerare l’inquinamento prodotto durante il suo trasporto. Preferite, quindi, l’acqua del rubinetto quando possibile, o l’utilizzo di opportuni filtri per renderla più sicura. Infine, raccogliete e utilizzate l’acqua piovana per irrigare le vostre piante.<br><br></div><div><strong><br>7. Car Sharing<br></strong><br></div><div>Cerchiamo di ridurre al massimo l’utilizzo della macchina: prediligiamo mezzi sostenibili come la bicicletta, quando possibile, i mezzi pubblici o il car sharing. In quest’ultimo periodo, si sta diffondendo sempre di più l’uso di “condividere” l’auto con altre persone: questo è un ottimo modo per socializzare, dividere le spese e, soprattutto, ridurre il numero di veicoli in circolazione.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://www.naturapro.it/adserver/www/delivery/lg.php?bannerid=6&amp;campaignid=4&amp;zoneid=4&amp;loc=https%3A%2F%2Fwww.ambientebio.it%2Fambiente%2Fsostenibilita%2F15-piccole-azioni-per-salvare-il-pianeta%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2F&amp;cb=9002faf5f0" width="1" height="1"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div><strong>8. Stendere il bucato<br></strong><br></div><div>Ecco un’altra cosa che <strong>sembra assurda ma può aiutare a salvare il pianeta: stendere il bucato.</strong> Detto così, in effetti, può non avere senso, ma pensiamo invece a tutta l’energia che viene sprecata con l’uso delle asciugatrici. Preferiamo a questo mezzo tecnologico uno semplice, utilizzato dai nostri genitori e che ci permetta, se fatto nella giusta maniera, di <a href="https://www.ambientebio.it/permacultura/casa-bio-arredamento/ferro-da-stiro-alcune-semplici-regole-per-risparmiare-sui-consumi/">risparmiare elettricità nello stirare i nostri vestiti</a>.<br><br><br><br></div><div><strong><br>9. Il Fruttivendolo<br></strong><br></div><div>Pensate alla differenza che c’è tra comprare della frutta al supermercato e farlo, invece, dal fruttivendolo. A parte la genuinità dei prodotti, si tratta di <strong>eliminare tutto il packaging</strong> eccessivo che viene adoperato per confezionare alimenti che, forse, tanto genuini nemmeno lo sono più.<br><br></div><div><strong><br>10. Borse di stoffa<br></strong><br></div><div>Inutile ricordare il danno che le buste di plastica fanno all’ambiente. Prediligiamo, quindi, l’utilizzo di borse di stoffa. Se non vogliamo acquistarle, sul web, potete trovare tantissimi spunti per crearle da voi a partire da vecchie t-shirt. Utile e…creativo!<br><br></div><div><strong><br>11. Salvare il pianeta: il riciclo<br></strong><br></div><div>Prima di buttare qualcosa, chiedetevi sempre se quel determinato oggetto ha veramente esaurito ogni sua utilità. Potreste rimanere veramente stupiti di quante cose belle e utili di possono ricavare, ad esempio, dai barattoli di vetro, dalle <a href="https://www.ambientebio.it/rimedi-naturali/come-riciclare-le-bustine-di-te-utilizzate/">bustine da tè</a> già usate o, addirittura, dalle <a href="https://www.ambientebio.it/permacultura/come-riutilizzare-le-bucce-della-frutta/">bucce della frutta</a>.<br><br></div><div><strong><br>12. Pannolini riciclabili<br></strong><br></div><div>Ecco un tasto veramente dolente: i <strong>pannolini usa e getta</strong>. Sono una delle cose più inquinanti e difficili da smaltire che possiamo immettere nell’ambiente. Utilizzare dei pannolini lavabili può fare un’enorme differenza, oltre a irritare meno la pelle dei vostri bimbi. Pensateci.<br><br></div><div><strong><br>13. Ridurre il consumo di carta<br></strong><br></div><div>La tecnologia digitale ci ha dato una grande opportunità: quella di scrivere, leggere e inviare documenti senza la necessità di stamparli. Quando viaggiate, quando scrivete e comunicate, fate scelte sostenibili e chiedetevi se è veramente indispensabile stampare un documento, un biglietto del treno, o degli appunti didattici.<br><br></div><div><strong><br>14. Raccolta differenziata<br></strong><br></div><div>È il contributo più intelligente e più importante che potete dare all’ambiente. Se nel vostro comune non è ancora partita la raccolta differenziata, non perdetevi d’animo: mettete da parte tutto ciò che potete, come vetro, carta e plastica, e informatevi su quale sia il punto di raccolta più vicino. Anche questo è un inizio.<br><br></div><div><strong><br>15. Convincere i propri amici<br></strong><br></div><div>Ora, per rendere tutte le precedenti azioni ancora più utili e importanti, condividete la vostra esperienza con parenti, vicini, studenti e conoscenti, invitandoli a fare lo stesso. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:23:37 UTC</pubDate>
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         <title>camilla giorgia jasmine</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:29:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252462957</link>
         <description><![CDATA[<div>Irene e aurora<br><br></div><div>Proteggendo gli ecosistemi naturali conserviamo anche le risorse e i servizi che essi forniscono all’uomo<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:30:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il termine biodiversità deriva dal greco <em>bios</em> che significa vita, e dal latino <em>diversitas</em> che significa differenza o diversità. Come traduzione alternativa si potrebbe proporre <strong>biovarietà</strong> o <strong>varietà della vita</strong> presente sul pianeta. Il termine <em>biodiversità</em> si è ormai consolidato e viene comunemente utilizzato nei diversi ambiti scientifici e culturali.<br>Leonardo e Emirald</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:30:50 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso e Viola</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252463266</link>
         <description><![CDATA[<div>La biodiversità rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema (di un suolo agricolo, di una foresta, di un lago, e via dicendo). Infatti è stato dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qu <figure class="attachment attachment--preview"><img width="480" height="320"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Nel quartiere di Kreuzberg a Berlino, il Prinzessinnengarten è una fattoria urbana mobile.<br><br></div><div>Tutti sappiamo che il panda o l’orso polare sono specie a rischio di estinzione. Abbiamo in mente le immagini di tartarughe ferite o di rinoceronti vittime di bracconaggio. Eppure pochi sanno che, molto più vicino a noi, stanno scomparendo razze di capre, pecore o vacche o ancora varietà vegetali, frutti, pani, salumi e, con loro, territori, saperi, storie e piccole produzioni. A dircelo, in questi giorni, sono i dati – allarmanti – pubblicati dall’Unione Europea nel suo rapporto di medio termine sul monitoraggio della biodiversità in Europa. Il 77% degli habitat europei è in crisi, il 56% delle specie è a rischio e l’impronta ecologica di un abitante del vecchio continente si aggira intorno ai 6 ettari (a fronte dei 2, indice di sostenibilità). Le ragioni? Pratiche agricole intensive e abbandono delle campagne, uniti a fenomeni di urbanizzazione e di inquinamento chimico.<br><br></div><div>Di fronte a questo panorama desolante, una speranza esiste e parte necessariamente da scelte individuali, da nuove sensibilità verso la nostra terra. Possiamo preferire – attraverso le scelte alimentari quotidiane – prodotti locali e di stagione, consumare meno carne ma di qualità migliore, limitare gli sprechi e ridurre l’uso di imballaggi producendo meno rifiuti. E possiamo iniziare a conoscere meglio il nostro territorio, scoprendone le produzioni e i produttori. Perchè scegliere un modello di agricoltura multifunzionale, polivalente e di piccola scala significa preservare la biodiversità e garantire l’integrità degli ecosistemi. Dobbiamo denunciare ma anche impegnarci con forza. Slow Food lo farà da oggi con l’ Osservatorio Slow Food sulla biodiversità (sul sito <a href="http://www.fondazioneslowfood.it/">www.fondazioneslowfood.it</a>) attraverso il quale informerà in modo semplice e accessibile, evidenziando situazioni problematiche, suggerendo possibili rimedi e dando enfasi ai risultati positivi già ottenuti. Tutti insieme dobbiamo invertire la tendenza, cambiare la rotta. Perché salvare la biodiversità, significa salvare il pianeta.<br><br></div><div>alità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:31:22 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Metro Quadro</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:34:43 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso e Viola</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252464546</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L'Italia, come già detto, ha una flora estremamente diversificata, tanto da essere la più ricca di specie dell'intera Europa.<br><br></div><div><br>Le principali formazioni vegetali naturali sono di tipo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bosco">boschivo</a>, spesso però variamente degradate dall'intervento umano come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ceduo">ceduazione</a> o il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disboscamento">disboscamento</a> oppure sfruttate per la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Selvicoltura">selvicoltura</a> intensiva<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Blasi_C._2005-6"><sup>[6]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Zone ricchissime di specie endemiche sono soprattutto le alte montagne isolate tra rilievi di minore altitudine come varie zone <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alpi">alpine</a>, le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alpi_Apuane">Alpi Apuane</a>, l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Appennino_centrale">Appennino centrale</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gargano">Gargano</a> e i rilievi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calabria">calabresi</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna">sardi</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia">siciliani</a> (soprattutto le pendici dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Etna">Etna</a> ad alta quota). Alcune specie hanno un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Areale">areale</a> molto ridotto (endemismo puntiforme), un classico esempio è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Primula_palinuri">primula di Capo Palinuro</a> dalla bellissima fioritura, che cresce sulle falesie dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_Palinuro">omonima località campana</a>, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Porto_Infreschi">Costa degli Infreschi</a> e in poche altre isolate stazioni lucane o calabre<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-7"><sup>[7]</sup></a>.<br><br></div><div><br>I boschi più ricchi di specie sono in genere quelli subalpini e alpini.Nei boschi mediterranei dominati quasi sempre dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_ilex">leccio</a>, anche gli stadi di degradazione come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Macchia_mediterranea">macchia mediterranea</a> o la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gariga">gariga</a> ospitano un contingente di specie molto interessanti come numerose <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orchidaceae">orchidee</a> spontanee dalle splendide fioriture<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-ReferenceA-3"><sup>[3]</sup></a>. La vegetazione mediterranea si spinge anche al di fuori della sua zona climatica, importanti stazioni di specie della macchia sono sui grandi laghi prealpini<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-ReferenceA-3"><sup>[3]</sup></a>. Merita di citare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_Bosco_della_Mesola">Bosco della Mesola</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Ferrara">FE</a>), composto principalmente da lecceta pur trovandosi in una zona dal clima temperato umido e freddo in inverno<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Oggi in Italia è quasi impossibile trovare boschi sempreverdi mediterranei d'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fustaia">alto fusto</a> in quanto da millenni vengono sfruttati per la produzione di legna da ardere e carbone di legna, in luogo dei boschi alti si incontrano la macchia quando il bosco è composto da bassi alberi e cespugli molto fitti, ricco di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liana">liane</a>, spesso spinose, che rendono ardua la penetrazione all'interno e la gariga quando il terreno è ricoperto di bassi cespugli più o meno radi tra i quali si scorge il suolo, di solito con rocce in affioramento. La causa della trasformazione in gariga non è più solo il taglio ma la degradazione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suolo">suolo</a>, di solito a circostanze dovute alla pressione antropica, come gli incendi ripetuto o l'eccessivo pascolo, soprattutto di capre<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-ReferenceA-3"><sup>[3]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Blasi_C._2005-6"><sup>[6]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Altrettanto compromessa è la situazione dei boschi collinari a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quercus">querce</a> caducifoglie come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_robur">farnia</a>, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_pubescens">roverella</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_cerris">cerro</a>, sfruttati anch'essi per la legna da ardere ed estesamente ceduati mentre i boschi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fagus_sylvatica">faggio</a> sono in gran parte d'alto fusto e talvolta mantengono un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ecosistema">ecosistema</a> perfettamente naturale e integro, si possono citare le stupende faggete del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_delle_Foreste_Casentinesi,_Monte_Falterona_e_Campigna">Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna</a> o quelle, altrettanto intatte, della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Foresta_Umbra">Foresta Umbra</a>, sul Gargano<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Blasi_C._2005-6"><sup>[6]</sup></a>.<br><br></div><div><br>I boschi planiziari di querce, che un tempo coprivano l'intera <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pianura_Padana">pianura Padana</a> e gran parte delle pianure costiere sono oramai ridotti a pochi lembi residuali (ad esempio la foresta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_Nazionale_del_Circeo">Parco Nazionale del Circeo</a>); nella val Padana questi boschi sono praticamente scomparsi sostituiti da colture specializzate e da insediamenti urbani, cosa che, unita all'elevatissima densità di popolazione, alla grande industrializzazione e all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_intensiva">agricoltura intensiva</a> che viene praticata, fa di quest'area la meno naturale e la più povera di biodiversità del Paese<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Blasi_C._2005-6"><sup>[6]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Conifera">conifere</a> non possono essere ceduate per cui le foreste di questi alberi sono sempre d'alto fusto e spesso, quando non sono <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fustaia_coetanea">fustaie coetanee</a>, mantengono un'ottima naturalità. Le foreste di conifere si distinguono in due tipi: montane e mediterranee<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Le foreste di montagna sono composte sulle Alpi da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Picea_abies">abeti rossi</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abies_alba">abeti bianchi</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Larix_decidua">larici</a> a cui si accompagnano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus">pini</a> come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_sylvestris">pino silvestre</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_cembra">pino cembro</a> mentre sugli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Appennini">Appennini</a> non ci sono vere e proprie foreste di conifere; si incontra solo l'abete bianco, spesso frammisto al faggio e, nelle regioni meridionali, si hanno boschi di specie affini al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_nigra">pino nero</a> come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_nigra_laricio">pino laricio</a> in Calabria e Sicilia o il raro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_leucodermis">pino loricato</a>, presente solo sul <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massiccio_del_Pollino">Pollino</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Blasi_C._2005-6"><sup>[6]</sup></a>.<br><br></div><div><br>I boschi mediterranei di conifere sono composti quasi invariabilmente da tre specie di pino, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_halepensis">pino d’Aleppo</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_pinea">pino domestico</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_pinaster">pino marittimo</a>, quest'ultimo solo in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liguria">Liguria</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Toscana">Toscana</a> e Sardegna. Le pinete litoranee che orlano i litorali soprattutto sul versante <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Tirreno">tirrenico</a> e in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emilia_Romagna">Emilia Romagna</a> sono state impiantate dall'uomo ma fanno ormai parte inscindibile del paesaggio nazionale e sono perfettamente integrate nell'ambiente ospitando una comunità di alberi e arbusti sempreverdi mediterranei molto ricca di biodiversità<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Bernetti_Giovanni_2005-5"><sup>[5]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Fauna[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Biodiversit%C3%A0_in_Italia&amp;veaction=edit&amp;section=2">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Biodiversit%C3%A0_in_Italia&amp;action=edit&amp;section=2">modifica wikitesto</a>]<br><br></div><div><br>Anche per quanto riguarda la fauna l'Italia può contare su una notevole biodiversità<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Blasi_C._2005-6"><sup>[6]</sup></a>, seppur con un tasso di endemismo inferiore a quello delle piante. Tra gli invertebrati si contano numerosissime specie endemiche, sia in ambienti circoscritti (laghi, grotte, ecc.) (che in genere sono endemismi puntiformi) che in luoghi più aperti. Si può dire che non esista un sistema montuoso, specie se isolato da altri, che non abbia la sua o le sue specie endemiche.<br><br></div><div><br>Tra gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Insecta"><strong>insetti</strong></a>, troppo numerosi per poter analizzare i vari <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_(tassonomia)">ordini</a> uno ad uno, meritano di essere ricordati i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coleoptera">coleotteri</a>, che mostrano una grandissima capacità di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciazione_(evoluzione)">speciazione</a> e hanno formato numerose specie endemiche, molte delle quali in grotte.<br><br></div><div><br>Tra i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pesci"><strong>pesci</strong></a> d'acqua dolce d'Italia ci sono numerosissime specie endemiche (tra cui merita citare la splendida <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salmo_marmoratus">trota marmorata</a> dei fiumi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prealpi">prealpini</a>), purtroppo lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_conservazione_(biologia)">stato di conservazione</a> di queste specie è quasi sempre molto compromesso. Tra le specie più minacciate sono certamente da annoverarsi i maestosi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acipenseridae">storioni</a>, una volta frequenti nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Po">Po</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Zerunian_S._2002-8"><sup>[8]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Anche gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amphibia"><strong>anfibi</strong></a> italiani presentano numerose specie interessanti ed endemiche, come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salamandrina_terdigitata">salamandrina dagli occhiali</a> o l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bombina_pachypus">ululone appenninico</a>, entrambi presenti solo nel centro sud del paese. Ancora più interessanti sono i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speleomantes">geotritoni</a>, membri della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_(tassonomia)">famiglia</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plethodontidae">Plethodontidae</a>, che per il resto conta solo specie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Americhe">americane</a> e una in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corea">Corea</a>, oppure il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Proteus_anguinus">proteo</a>, cavernicolo, cieco e più simile a un pesce che a un anfibio, anch'esso è l'unico rappresentante non americano della famiglia. Molti anfibi sono oggi minacciati di estinzione per varie cause<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-9"><sup>[9]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Per quanto riguarda i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reptilia"><strong>rettili</strong></a>, e in particolare i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sauria">sauri</a>, è molto ricco il contingente delle specie e sottospecie endemiche, soprattutto in Sardegna e in Sicilia, ma anche nelle isole minori. Meritano una menzione l'algiroide nano (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Algyroides_fitzingeri"><em>Algyroides fitzingeri</em></a>) e la lucertola di Bedriaga (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Archaeolacerta_bedriagae"><em>Archaeolacerta bedriagae</em></a>), entrambe con areale ristretto alla Sardegna e alla Corsica, ma è soprattutto il genere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podarcis"><em>Podarcis</em></a> che da conto della maggiore biodiversità con diverse specie (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podarcis_filfolensis"><em>P. filfolensis</em></a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podarcis_raffonei"><em>P.raffonei</em></a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podarcis_sicula"><em>P. sicula</em></a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podarcis_tiliguerta"><em>P. tilguerta</em></a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podarcis_wagleriana"><em>P. wagleriana</em></a>) all'interno delle quali sono spesso riconoscibili sottospecie dall'areale puntiforme, talora ristretto a piccoli isolotti o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Faraglione">faraglioni</a>: è il caso, per esempio, della sottospecie <em>P. raffonei alvearioi</em>, endemica dello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scoglio_Faraglione">Scoglio Faraglione</a> di Pollara (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Salina">Isola di Salina</a>), della <em>P. raffonei cucchiarai</em>, con areale ristretto al faraglione <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Canna">La Canna</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filicudi">Filicudi</a>), della <em>P. sicula coerulea</em>, endemica del cosiddetto Faraglione di Fuori (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Capri_(Italia)">Capri</a>) o della <em>P. sicula monaconensis</em>, ristretta allo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scoglio_del_Monacone">Scoglio del Monacone</a> (Capri).<br><br></div><div><br>Gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aves"><strong>uccelli</strong></a> sono presenti con centinaia di specie nidificanti ma la penisola italiana è anche un'importantissima area di svernamento per molte specie che si riproducono nelle aree settentrionali d'Europa. Particolarmente importanti sono le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_umida">zone umide</a>, alla cui presenza e buona qualità ambientale sono legate le sorti di moltissime specie avicole. Molti sono gli uccelli in pericolo in Italia oggi ma il declino della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caccia">caccia</a> e riuscite operazioni di reintroduzione e di tutela a favore di specie rare fanno sì che la situazione di questo gruppo sia in netto miglioramento<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Brichetti_P._2003-10"><sup>[10]</sup></a>.<br><br></div><div><br>I <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mammalia"><strong>mammiferi</strong></a>, infine, mostrano una diffusione buona o ottima per quanto riguarda le specie di piccole e medie dimensioni (soprattutto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rodentia">roditori</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Insectivora">insettivori</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiroptera">pipistrelli</a>, ecc) mentre molte specie di grandi animali sono state, quando non estinte, confinate in zone impervie dalla scarsa densità di popolazione. Si consideri ad esempio l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ursus_arctos">orso bruno</a> che risulta presente solo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_d%27Abruzzo,_Lazio_e_Molise">Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise</a> e in poche zone alpine. In altri casi invece, come nel caso del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sus_scrofa">cinghiale</a> o il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dama_dama">daino</a>, le popolazioni sono così abbondanti da rendersi responsabili di seri danni all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura">agricoltura</a> e agli ecosistemi. Infine alcune specie come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canis_lupus_italicus">lupo</a>, lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canis_aureus">sciacallo dorato</a> o l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hystrix_cristata">istrice</a> si sta assistendo a un'espansione molto veloce a partire da situazioni molto compromesse: il lupo appenninico era considerato quasi estinto negli anni '50 e '60 ma da allora ha di nuovo ricolonizzato quasi tutto l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Areale">areale</a> precedente alla seconda guerra mondiale con popolazioni floride<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-11"><sup>[11]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversit%C3%A0_in_Italia#cite_note-Boitani_L._2003-12"><sup>[12]</sup></a>.<br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:35:43 UTC</pubDate>
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         <title>matteo e francesco </title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div><br> Il modo più semplice di misurare la diversità di una comunità ecologica è quella di contare il numero di specie che ne fanno parte. Un secondo passo è calcolare l’abbondanza relativa (Ar) di ogni specie e cioè dividere il numero di organismi trovati di una specie per il numero di organismi raccolti in totale. Maggiore è il numero di specie e l’equilibrio tra le abbondanze relative delle specie, più è alta la biodiversità della comunità ecologica. Per fare una prova potete fare un transetto lineare e trovare il suo valore di biodiversità. 1) Procuratevi una corda da fissare su un prato e iniziate a contare tutte le specie di piante trovate lungo la corda e il numero di quelle della stessa specie. Se non sapete il loro nome, chiamatele come volete (ex. A, B, C ...). 2) Una volta percorsa tutta la corda fate una tabella dove riassumete i dati raccolti: quanti organismi della specie A, quanti della B e così via. 3) Calcolate il numero totale di specie incontrate e il numero totale di organismi incontrati. 4) Ora siete pronti per calcolare la abbondanza relativa (Ar) di ogni specie. Ad esempio, per calcolare l’abbondanza relativa della specie A si farà l’operazione: numero di organismi A diviso numero totale degli organismi. 5) Quando avete l’abbondanza relativa di ogni specie potete ricavare l’indice di diversità di Simpson (Hsi) dalla formula Hsi = 1 - ∑pi 2 dove ∑pi 2 è la sommatoria di tutte le abbondanze relative trovate, al quadrato. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:35:59 UTC</pubDate>
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         <title>Camilla&amp;Jasmine</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:37:18 UTC</pubDate>
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         <title>matteo e francesco  </title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252465370</link>
         <description><![CDATA[<div><br> Attualmente la scienza ha individuato circa 1,74 milioni di specie animali, vegetali, fungine e microrganismi. Tuttavia, stando alle stime, il loro numero effettivo potrebbe essere molto più elevato. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:39:10 UTC</pubDate>
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         <title>Biodiversità nel mondo</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/252465392</link>
         <description><![CDATA[<div> Gli scienziati non si sono ancora fatti una chiara idea di quante specie, dagli organismi unicellulari alle balene, esistano sulla faccia della Terra. Diversi studi riportano che il numero delle specie viventi sul pianeta possa variare da 4 a 100 milioni. Solo una parte di esse, però (da 1,5 a 1,8 milioni), è attualmente conosciuta e, come dimostrano le scoperte recenti, è possibile che ci siano ancora mammiferi sfuggiti all’osservazione degli zoologi. Si ritiene che molte specie vegetali e animali di ambienti tropicali o marini non siano mai state osservate, per non parlare degli invertebrati e dei funghi. E meno dell’1% dei batteri è stato catalogato!<br>Il pianeta Terra, quindi, almeno per gli aspetti della biodiversità, resta in gran parte sconosciuto.<br>Intanto, la biodiversità continua a perdere pezzi: si stima che ogni giorno scompaiano circa 50 specie viventi. L’estinzione è un fatto naturale, che si è sempre verificato nella storia della Terra. Mediamente, una specie vive un milione di anni. Il problema è che attualmente la biodiversità si riduce a un ritmo da 100 a 1000 volte più elevato rispetto al ritmo ‘naturale’. Questo fa ritenere che siamo di fronte a un’estinzione delle specie superiore a quella che la Terra ha vissuto negli ultimi 65 milioni di anni, persino superiore a quella che ha segnato la fine dei dinosauri.<br>Un’indagine condotta negli ultimi anni in 16 Paesi, dal Sud America all’Indonesia, afferma che il 25% delle 625 specie di primati oggi conosciute è in pericolo di estinzione, a causa della caccia, del commercio illegale, della distruzione degli <em>habitat</em>, dei cambiamenti climatici. Alcune di esse sono molto vicine all’estinzione totale, in quanto la loro popolazione si è ormai ridotta a qualche dozzina di individui, come nel caso dell’orangotango di Sumatra e del gorilla gorilla di Cross River, al confine tra Camerun e Nigeria. Quest’ultima specie era stata scoperta nel 1904, si era poi ritenuto che si fosse estinta, mentre alla fine degli anni ’80 ne è stata nuovamente ritrovata una comunità. Di gorilla gorilla di Cross River oggi ne restano tra i 150 e i 200 individui.<br>In Europa sono a rischio di estinzione: il 42% dei mammiferi autoctoni, il 15% degli uccelli, il 45% delle farfalle, il 30% degli anfibi, il 45% dei rettili, il 52% dei pesci di acqua dolce.<br>In Italia risultano estinte ben 13 specie animali (10 uccelli, 1 mammifero e 2 rettili) e circa 400 specie sono minacciate d’estinzione; di queste almeno 50 sono in grave pericolo. Ad esempio, il chiurlottello, la berta minore delle Baleari e la pavoncella gregaria (tre specie di uccelli) sono diventati talmente rari che rischiano seriamente di estinguersi! <br>leonardo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 08:39:14 UTC</pubDate>
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         <title>Camilla&amp;Jasmine</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>presenze</div>]]></description>
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         <title>Camilla&amp;Jasmine</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Aurora</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Aurora</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Aurora</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Irene</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Matteo e francesco</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Presenze</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>kartika</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>kartika</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Linda e Kartika</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Linda scheda osservazione</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Viola</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Tommaso</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Aurora</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title>Camilla</title>
         <author>martiglia</author>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cosa direste agli adulti affinchè intervengano attivamente nella conservazione e nella difesa degli ecosistemi?</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-23 10:29:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://comps.canstockphoto.com/can-stock-photo_csp5317516.jpg" width="450" height="446"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Ehi tu ascoltami!</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-23 10:52:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2014/11/Parchi-Iucn-0.jpg" width="610" height="554"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2014/08/biodiversit%C3%A0-pianeta-uomo-mani-terra-mondo.jpg" width="600" height="553"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/254320711</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://biodiversitaraineri.files.wordpress.com/2015/03/perdita-biodiversitc3a01.png" width="630" height="270"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Aiutiamo gli animali!</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-23 11:00:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-24 07:24:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/254711399</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 2015, i leader mondiali hanno concordato 17 obiettivi per un mondo migliore entro il 2030. Questi obiettivi hanno il potere di porre fine alla povertà, combattere la disuguaglianza e fermare il cambiamento climatico. Guidati dagli obiettivi, ora tocca a tutti noi, i governi, le imprese, la società civile e il pubblico in generale a lavorare insieme per costruire un futuro migliore per tutti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-24 07:49:51 UTC</pubDate>
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         <title>goals 15</title>
         <author>martiglia</author>
         <link>https://padlet.com/martiglia/bio1B/wish/254711712</link>
         <description><![CDATA[<div>quello che ci interessa di più è il goals 15 cioè proteggere la biodiversità.<br>i suoi sotto obbiettivi sono <br> </div><div><strong>CONSERVARE E RIPRISTINARE ECOSISTEMI TERRESTRI E D'ACQUA DOLCE</strong> ,<br><br> </div><div><strong>FINE DELLA DEFORESTAZIONE E RIPRISTINO DELLE FORESTE DEGRADATE</strong> ,<br><br> </div><div><strong>TERMINARE LA DESERTIFICAZIONE E RIPRISTINARE LA TERRA DEGRADATA</strong> ,<br><br> </div><div><strong>GARANTIRE LA CONSERVAZIONE DEGLI ECOSISTEMI MONTANI</strong> ,<br><br> </div><div><strong>PROTEGGI LA BIODIVERSITÀ E GLI HABITAT NATURALI</strong> ,<br> </div><div><strong>PROMUOVERE L'ACCESSO ALLE RISORSE GENETICHE E LA GIUSTA CONDIVISIONE DEI BENEFICI</strong> ,<br> </div><div><strong>ELIMINA IL BRACCONAGGIO E LA TRATTA DI SPECIE PROTETTE</strong> ,<br> </div><div><strong>PREVENIRE LE SPECIE ALIENE INVASIVE SUGLI ECOSISTEMI TERRESTRI E ACQUATICI</strong> ,<br> </div><div><strong>INTEGRARE L'ECOSISTEMA E LA BIODIVERSITÀ NELLA PIANIFICAZIONE GOVERNATIVA</strong> ,<br> </div><div><strong>AUMENTARE LE RISORSE FINANZIARIE PER CONSERVARE E UTILIZZARE IN MODO SOSTENIBILE L'ECOSISTEMA E LA BIODIVERSITÀ</strong> ,<br> </div><div><strong>FINANZIARE E INCENTIVARE LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE FORESTE</strong> ,<br> </div><div><strong>COMBATTERE IL BRACCONAGGIO E IL TRAFFICO GLOBALI</strong> .</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-24 07:51:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>quanta biodiversità nel mondo </title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>ogni giorno vengono trovate nuove specie e scompaiono ogni giorno quindi non si può dare una risposta chiara</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-24 08:10:20 UTC</pubDate>
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         <title>Bravi ragazzi!!!</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://youtu.be/RQ_b0_YtUsY">https://youtu.be/RQ_b0_YtUsY</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-28 06:52:03 UTC</pubDate>
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         <title>elenco definitivo buone pratiche</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Matrice cognitiva</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>A cosa pensiamo se diciamo Biodiversità</div>]]></description>
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         <title>Definizione di classe di biodiversità</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div><em><mark>Biodiversità</mark></em> è la coesistenza, in uno stesso ecosistema, di diverse specie vegetali e animali, le quali creano un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-11 09:51:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Riflessioni</title>
         <author>martiglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tanti metri quadri fanno il Mondo<br><br>Tante singole persone posso fare il bene del pianeta<br><br>Un uomo da solo non può farcela<br><br>OGNUNO DI NOI deve prendersi cura del proprio “metro quadro”…</div><div><br>OGNUNO DI NOI deve prendersi cura dell’ambiente in cui vive</div><div><br>OGNUNO DI NOI</div><div>PUO’ FARE LA DIFFERENZA!!!</div>]]></description>
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