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      <title>I grandi generali che posero fine alla Repubblica by Valerio Marconi</title>
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      <description>Flipped classroom &amp; case study</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-25 01:43:11 UTC</pubDate>
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         <title>Testo da documentare</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>I grandi generali romani della fine del II secolo a.C. e del I secolo a.C. furono in maniere diverse accusati di voler reintrodurre la figura del re a Roma; due di loro, dopo aver sconfitto la fazione nemica e posto temporaneamente fine alla guerra civile, rivestirono la carica di dittatore a vita. In un caso, nonostante l'esplicito rifiuto di farsi chiamare re, la concentrazione delle cariche e delle onorificenze alimentava le accuse di voler reintrodurre la monarchia [1]. Nell'altro caso, il modo in cui il generale vincitore era giunto alla dittatura fu interpretato come l'istituzione di una tirannide con chiari riferimenti al modo in cui venivano eletti i re di Roma [2]. Inoltre, uno dei più stretti collaboratori di Cesare dava chiari segni di volersi porre come un vero e proprio monarca orientale [3]. Infine,&nbsp;colui che concluse le guerre civili del I secolo a.C. non mancò di rivendicare il suo ruolo di pacificatore [4], tale ruolo era già stato parte della celebrazione ufficiale di un altro grande generale [5].&nbsp;<br><br>Per documentare questo testo associate i numeri nelle parentesi quadre con le lettere identificative delle fonti A, B, C, D ed E. Individuate i passaggi della fonte che motivano la vostra associazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-13 13:52:15 UTC</pubDate>
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         <title>Schede delle fonti</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <pubDate>2022-06-13 14:06:32 UTC</pubDate>
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         <title>Quiz sulle videolezioni</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <pubDate>2022-06-13 17:57:03 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa di sintesi: Mario e Silla</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <pubDate>2022-06-16 19:19:07 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa di sintesi: Pompeo, Cesare e Ottaviano</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <pubDate>2022-06-16 19:19:59 UTC</pubDate>
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         <title>Fonte A</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tempio di Giano Quirino, che i nostri maggiori vollero rimanesse chiuso quando in tutto l’impero del popolo romano fosse stata vittoriosamente conseguita per terra e per mare la pace, mente si ricorda esser stato serrato due volte in tutto dalla fondazione dell’urbe, prima che io nascessi, tre volte, essendo io principe, il sentato ritenne che fosse da chiudersi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 21:02:59 UTC</pubDate>
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         <title>Fonte B</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>La sede del comando militare diventò il suo palazzo reale. Antonio talvolta portava alla cintola un pugnale di tipo orientale, e si abbigliava in un modo incompatibile con i costumi della sua patria. Anche in pubblico si mostrava sdraiato su un divano [come Dioniso] o su un trono dorato [come un re]. Nei dipinti e nelle statue si faceva raffigurare insieme a Cleopatra come Osiride o Dioniso, mentre la regina era Selene o Iside. Fu soprattutto questo a suscitare l’impressione che Antonio fosse stregato da lei.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 21:03:07 UTC</pubDate>
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         <title>Fonte C</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Silla, detenendo di fatto un potere regio o tirannico, conseguito non con libera elezione, ma con la forza e la violenza, e tuttavia desideroso di apparire almeno esteriormente d’essere stato eletto, in questo modo pervenne ad ottenere il suo scopo. Anticamente in Roma i re erano eletti per il loro valore; e, allorché uno di loro moriva, un senatore dopo l’altro esercitava il potere per cinque giorni, finché il popolo avesse deciso chi altro doveva essere re. Colui che deteneva il potere per cinque giorni era detto «interré», cioè che era re in quell’intermezzo. Le elezioni consolari venivano sempre dirette dai magistrati uscenti; se per avventura non vi era più alcun console, anche in questo caso si aveva un interré «per tenere i comizi consolari». Silla, avvalendosi di questa consuetudine, dal momento che non vi erano consoli poiché Carbone era morto in Sicilia e Mario a Preneste, si allontanò un poco dall’Urbe e ordinò al senato di procedere alla nomina di un interré. Il senato elesse [Lucio] Valerio Flacco, sperando che egli tenesse i comizi consolari; Silla tuttavia scrisse a Flacco di far presente al popolo il parere che Silla stimava utile allo stato, nelle circostanze presenti, la riesumazione della carica che i Romani chiamavano dittatura, alla quale non si ricorreva più da quattrocento anni. Consigliava altresì che il dittatore fosse nominato non per un tempo circoscritto, ma fino a quando avesse dato stabilità a Roma, all’Italia e a tutti i dominî squassati dalle rivoluzioni e dalle guerre. Ben si capiva che la proposta alludeva a Silla stesso e non vi poteva essere dubbio alcuno: difatti Silla, senza nessun ritegno, dichiarava apertamente alla fine della lettera che riteneva di essere soprattutto lui la persona più utile all’Urbe in questa bisogna. Tale era il tenore della lettera di Silla e i Romani, pur di malavoglia, non avendo più nessuna possibilità di votare secondo le leggi e ritenendo che la faccenda non dipendeva più affatto da loro, tra l’incertezza generale accolsero la finzione della votazione come esteriore parvenza di libertà e crearono Silla dittatore con poteri autocratici per quanto tempo egli volesse. Anche prima la carica dei dittatori aveva avuto poteri assoluti, ma era circoscritta a poco tempo; allora per la prima volta, per essere di durata illimitata, divenne una perfetta tirannide. Tuttavia fu aggiunto, per rendere più speciosa la denominazione, che egli era stato creato dittatore per proporre le leggi che egli stesso avrebbe ritenuto utili e per riorganizzare lo stato.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 21:03:16 UTC</pubDate>
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         <title>Fonte D</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante ciò, certe altre sue azioni e parole hanno un peso determinante perché si ritenga che egli abbia abusato del suo potere assoluto e che sia stato ucciso giustamente. In effetti, non solo assunse un numero eccessivo di onori (i consolati continuamente ripetuti, la dittatura perpetua e la sovrintendenza ai costumi; e in più il prenome di Imperator, il titolo di Pater patriae, una sua statua tra quelle dei re, un seggio rialzato in prima fila a teatro), ma consentì che gli fossero decretati privilegi troppo grandi per un essere umano: un sedile d’oro nella Curia e dinanzi alla tribuna pubblica, un carro sacro e una portantina nelle processioni del circo, templi, altari, statue accanto a quelle degli dèi, un sacro letto rituale, un flamine, dei Luperci, il nome di un mese tratto dal suo nome; e non ci fu carica che egli non assumesse o assegnasse a suo piacimento. Il terzo e il quarto consolato egli li tenne solo come titolo poiché era pago del potere della dittatura, conferitagli insieme ai consolati, e in entrambi gli anni, per gli ultimi tre mesi, nominò al posto suo altri due consoli, cosicché in quel periodo non indisse nessun comizio elettorale tranne che per i tribuni e gli edili della plebe; e istituì prefetti in luogo dei pretori per amministrare la città in sua assenza […]. […] Non riuscì a sbarazzarsi della cattiva reputazione di aspirare al titolo di re, anche se una volta, alla plebe che lo salutava come re, rispose che: «Egli era Cesare, non re», e anche se in occasione dei Lupercali, dinanzi ai rostri, egli respinse il diadema che il console [Marco] Antonio aveva tentato ripetutamente di porre sul suo capo e lo fece inviare in Campidoglio a Giove Ottimo Massimo […]. Si diffuse poi insistentemente la voce […] che, nella prossima seduta del senato, il quindecemviro Lucio [Aurelio] Cotta avrebbe avanzato la proposta che a Cesare venisse conferito il titolo di re, dato che nei Libri Profetici era scritto che i Parti non avrebbero potuto essere vinti se non da un re. Questo fu per i congiurati motivo per accelerare l’esecuzione dei loro progetti onde non essere costretti a dare il loro assenso […].<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 21:03:26 UTC</pubDate>
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         <title>Fonte E</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il popolo e le giovani reclute hanno innalzato questa statua a Cneo Pompeo Magno, figlio di Cneo, generale in capo per la terza volta, patrono e benefattore della loro città, per la sua devozione nei confronti della dea che è qui … e la sua benevolenza verso il popolo, lui che ha liberato gli uomini dalle guerre contro i barbari e dai pericoli suscitati dai pirati e ha ristabilito la pace e la sicurezza sulla terra e sul mare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 21:03:33 UTC</pubDate>
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         <title>Mario vs Silla</title>
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         <pubDate>2022-06-16 22:12:14 UTC</pubDate>
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         <title>Linea del tempo e video introduttivo</title>
         <author>marconivalerio</author>
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         <pubDate>2022-06-16 22:14:36 UTC</pubDate>
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         <title>Da Cesare a Ottaviano</title>
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         <pubDate>2022-06-16 22:40:55 UTC</pubDate>
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