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      <title>COPIA facilitazione processi partecipativi - OLD by Andrea Marella</title>
      <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w</link>
      <description>Fatto con il massimo dell’impegno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Francesco Giorgio - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il facilitatore dovrebbe cercare di <strong>armonizzare</strong> <strong>un gruppo</strong> di persone, portatori di interessi diversi, in modo da raggiungere un obiettivo, anche mediato, ma che faccia sentire i partecipanti parte del progetto.<br><br>Contributo di <strong>Irene</strong><br>Il punto forte a mio avviso è la parte della frase in cui Francesco puntualizza qualcosa che nella mia descrizione ho dato per scontato, cioè che il gruppo di cui fa parte anche il facilitatore è "portatore di interessi", Francesco scrive "interessi diversi", personalmente direi "diversi e comuni". <br>Nella prima parte della frase Francesco usa una parola interessante nell'introduzione della figura del facilitatore, dice "il facilitatore dovrebbe <em>armonizzare </em>un gruppo" il senso è chiaro ma credo che sarebbe più opportuno usare la parola "<em>conciliare</em> i bisogni e desideri di un gruppo" che ha un significato leggermente diverso e più adatto al ruolo del facilitatore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Erica Nei - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996070</link>
         <description><![CDATA[<div>Le competenze utili al facilitatore<br>Il facilitatore deve saper ascoltare ed osservare. Ascoltare tutti, dare lo spazio, il modo e il tempo ai partecipanti di esprimere i loro punti di vista. Deve essere in grado, osservando, di capire se per qualche ragione la persona non vuole intervenire. Deve saper mettere in relazione gli elementi di analisi del contesto che ha raccolto precedentemente con i comportamenti dei presenti all'incontro. Deve avere capacità di <strong>visione</strong> per poter raggruppare ed organizzare le idee di tutti in una direzione comune. <br><br>Contributo di <strong>Martina</strong>&nbsp;<br>Sono d'accordo con quanto scritto da Erica. Secondo me il punto di forza di questa tesi è che il facilitatore deve sapere raggruppare e organizzare le idee di tutti in una direzione comune. Si potrebbe aggiungere anche che la "direzione comune" deve portare il facilitatore al raggiungimento di un determinato obiettivo e che, il facilitatore deve anche sapere escludere le idee che si discostano dal raggiungimento di quell'obiettivo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Martina Pattanaro - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996071</link>
         <description><![CDATA[<div>L'identikit del facilitatore<br>Conoscere i ruoli dei partecipanti in un determinato contesto. <strong>Conoscere</strong> il territorio, <strong>le reti</strong> e le dinamiche all'interno di quel territorio. <strong>Saper improvvisare</strong>, ma essere preparati. Empatia e capacità di leadership. Sapere ascoltare, mediare e mettere in relazione: riuscire a fare sintesi tra interessi diversi. Avere fiducia negli altri e in se stessi.&nbsp;<br><br></div><div>Contributo di <strong>Erica</strong>&nbsp;<br>secondo me, il punto di forza del commento di Martina é il saper essere del facilitatore. Ha introdotto le attitudini e in secondo luogo le competenze. Saper improvvisare ed avere fiducia in se stessi e negli altri ad esempio, sono osservazioni che condivido, ma a cui non avevo pensato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Kristian Caiazza - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il facilitatore è una persona che <strong>ha voglia di entrare in relazione con persone, storie e luoghi</strong>; ha il desiderio di far evolvere le situazioni, portando il suo contributo per "tirare fuori il meglio possibile" da questo. Sa contribuire senza voler essere protagonista assoluto.<br><br>Contributo di <strong>Ilaria</strong><br>Secondo me i punti forti della definizione di Kristian sono "la voglia" e "il desiderio", due spinte tanto fondamentali quanto forti a cui non avevo pensato nella mia definizione dandole per scontate. Ritengo ora importante sottolinearne la rilevanza. Si potrebbe ampliare e specificare più puntualmente cosa si intende per "far evolvere le situazioni" e "tirare fuori il meglio possibile".</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Antonella Rovitto - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'identikit ideale del facilitatore<br><br>Un facilitatore è una persona, è un essere umano. Sa ascoltare e rispettare l'altro ma soprattutto è armato di pazienza. Deve essere in grado di <strong>non porsi in maniera individuale</strong>, senza l'IO. <br>è una persona che conosce bene il contesto territoriale ed è motivato a sapersi giostrare tra i comportamenti altrui, a motivare l'altro per ovviare ad una situazione che va bene a tutti e soprattutto che punti alla neutralità. <br>è una persona con grande empatia e <strong>spirito di iniziativa</strong>.<br><br>Contributo di <strong>Beatrice</strong>:<br>Punto di forza:&nbsp; l'ultima affermazione perchè l'ho trovata dal mio punto di vista estremamente riassuntiva di quella che è l'anima del facilitatore&nbsp;<br><br>Cosa avresti potuto fare di diverso: Magari avresti potuto spiegare meglio cosa intendi per "neutralità" , ma in generale ho trovato il pensiero estremamente condivisibile.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ilaria Accamo - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996074</link>
         <description><![CDATA[<div>Un facilitatore di processi deve saper ascoltare, coinvolgere, <strong>accogliere</strong>, stimolare, <strong>riassumere</strong>, restituire abbastanza fedelmente, prendere, dare, <strong>cogliere sfumature</strong>, interpretare, mettersi in gioco, mettere a proprio agio, ma non troppo, <strong>stimolare il pensiero creativo</strong>, essere creativo, essere ed apparire non giudicante, essere innovativo, <strong>onesto</strong>. <br><br>Contributo di <strong>Enrica</strong><br>i punti di forza di questo pensiero sono il cogliere sfumature e lo stimolare il pensiero creativo. Il mettere a proprio agio ma non troppo potrebbe essere espresso come un riconoscere un possibile disagio e utilizzarlo, guidarlo, renderlo parte del processo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Matteo Griggio - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>- ascolta molto, sa lasciare spazio<br>- non esprime giudizi negativi sui partecipanti<br>- sa cogliere e valorizzare gli apporti costruttivi<br>- si apre al contesto, accettando una interazione personale con i partecipanti<br>- <strong>sa porre le domande giuste</strong> prima di dare risposte<br>- non favorisce il conflitto, ma non lo evita<br><br>Contributo di <strong>Claudia</strong><br>Ho trovato interessante la parte relativa al saper porre le domande giuste, aspetto che io non avevo considerato nella mia definizione. Concordo sul fatto che il facilitatore non dovrebbe evitare il conflitto, ma dovrebbe comunque riuscire a valorizzare i contributi che scaturiscono da un confronto tra visioni contrastanti.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Enrica Damini - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996076</link>
         <description><![CDATA[<div>Il facilitatore di processi partecipati deve <strong>saper analizzare</strong> l'ambiente in cui si trova ascoltare attivamente le persone presenti e cercare di farle sentire a proprio agio. Deve saper <strong>interpretare il linguaggio anche fisico e accompagnare la relazione</strong>.&nbsp; Deve guidare nella maniera più oggettiva possibile (senza giudizio) e con empatia. Gestire il tempo e lo spazio. Enrica 😊<br><br>Contributo di <strong>Elisa</strong>&nbsp;<br>Concordo su tutto e non ritengo serva aggiungere nessun 'ma' 😊</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Irene Perletti - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cosa deve fare il facilitatore di un processo partecipato, di comunità?<br><br>Il facilitatore è anche mediatore, sa ascoltare ed è empatico. Il facilitatore sa mettere a proprio agio gli interlocutori e <strong>gestisce situazioni</strong> anche spiacevoli <strong>in cui qualcuno vuole prevalere</strong> e, (ad esempio) convincere gli altri che solo la sua idea sia quella giusta. <br>Devi avere <strong>pazienza</strong> se vuoi essere un facilitatore. <br>Il giudizio personale non deve prevalere.<br><br>Contributo di <strong>Antonella:</strong>&nbsp;<br>1)la mia attenzione si pone molto sulla frase&nbsp; riferita al facilitatore che&nbsp; "sa mettere a proprio agio gli interlocutori" . Ritengo questa essere la chiave di volta del report elaborato.<br> 2)La frase evidenziata potrebbe essere anticipata da un verbo scritta meglio e con un'altra forma. Il significato potrebbe distorcere e confondere il contenuto.<br>3)Potrebbe essere cambiato il registro di scrittura , in quanto i primi periodi sono scritti in 3°persona (modo impersonale), mentre nella penultima frase viene utilizzata la 2°persona singolare(Devi).<br>Ciò allo stesso tempo , lo trovo molto interessante in quanto Irene tenga molto a voler dare una propria definizione del facilitatore tantoché sembra che stia parlando con qualcuno davanti a sè<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Enzo Muoio - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996078</link>
         <description><![CDATA[<div>- Deve essere in grado di ascoltare.<br>- Di <strong>non giudicare</strong>.<br>- Deve aver competenze relazionali per poter gestire le&nbsp; &nbsp; differenze caratteriali dei presenti.<br>- Deve essere una persona che si prepara prima degli incontri e che <strong>studia</strong> modalita' e <strong>strumenti</strong> da poter utilizzare nei contesti.<br>- Deve essere una persona dsponibile, curiosa, con desiderio di cresita anche personale.<br><br>Contributo di <strong>Francesco</strong>:<br>Ho trovato la definizione "deve avere competenze relazionali per poter gestire le differenze caratteriali dei presenti" molto affine al mio pensiero, poiche' lavorando tra le persone questa caratteristica, non tecnica, potrebbe avvantaggiare il facilitatore nel suo lavoro.<br>&nbsp;<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Elisa Carraro - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996079</link>
         <description><![CDATA[<div>Identikit competenze facilitatore:<br>1) Essere affabile/simpatico<br>2) Suscitare empatia e curiosità<br>3) <strong>Far interagire</strong> tutti e coinvolgerli<br>4) Avere un "sesto senso" e, allo stesso tempo, guardare con oggettività/estraneità le diverse situazioni (contesti)<br>5) Capacità di persuasione, intesa come riflessione dei e sui diversi punti di vista<br><br>Contributo di <strong>Lucrezia</strong>:<br>Concordo su quello che c'è scritto. Ritengo molto importante il punto 4, come anche la capacità di riflessione dei diversi punti di vista. Sul fatto di far integrare tutti e coinvolgerli aggiungerei "creare un clima di tranquillità (cioè ognuno deve sentirsi ibero di potersi esprimere senza essere giudicato) e di fiducia".</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Lucrezia Aste - profili orientamento TO BE</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Identikit del facilitatore dei processi partecipativi:<br>- persona attenta ed empatica, deve saper capire con che persone ha a che pare durante un incontro<br>- sa <strong>ascoltare</strong><br>- sa analizzare le persone e le tematiche che ha davanti<br>- deve saper creare un clima di tranquillità e possibilmente di <strong>fiducia</strong> tra i partecipanti. Deve essere neutrale, saper dare ad ognuno gli spazi e i tempi giusti e anche la stessa importanza<br><br>Contributo di <strong>Matteo</strong>:<br>Bene la concentrazione sui temi dell'ascolto, della fiducia e nella neutralità, anche se la fiducia dovrebbe essere elemento costitutivo e non eventuale. Approfondirei di più il tema del conflitto e della sua gestione</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Bernardini</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il facilitatore deve saper mettere a proprio agio i partecipanti al tavolo, sapendo sciogliere il ghiaccio al punto giusto in relazione al contesto di lavoro; secondo me dovrebbe mantenere un atteggiamento formale, quando il contesto lo rende possibile, <strong>senza intimorire</strong> con la sua presenza fisica, o il suo tono di voce o il suo linguaggio, ma anzi favorire un dialogo attivo e sincero tra le parti <br><br>Contributo di <strong>Kristian</strong><br>Il punto di forza della definizione di Beatrice è&nbsp; il "mettere a proprio agio i partecipanti", trovo sia una attenzione preziosa di cura e rispetto verso gli altri.<br>Il punto da sviluppare è l'"atteggiamento" del facilitatore: più o meno formale, cura i dettagli, si adatta al contesto... stimola tanti pensieri!</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Strumenti di supporto alla facilitazione sul campo ispirati al design thinking</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mosaic</div>]]></description>
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         <title>Strumenti di facilitazione online</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Slack, integrabile soprattutto con Trello. Utile per teamworking, hackathons, …</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Strumenti per il problem solving</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Trello, integrabile soprattutto con Drive</div>]]></description>
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         <title>Strumenti per il problem setting</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Miro</div>]]></description>
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         <title>Strumenti per il problem setting</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mindmapping - Xmind</div>]]></description>
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         <title>Seminario sugli strumenti di problem setting e solving in chiave progettuale</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Facilitatori profili AS IS</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lifeline, Personal Canvas</div>]]></description>
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         <title>Alcuni spunti sul facilitatore</title>
         <author>andreamarella</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Punto sul Lab e prossimi passi:</title>
         <author>andreamarella</author>
         <link>https://padlet.com/andreamarella/mpw5lgyzifevnq8w/wish/2126996090</link>
         <description><![CDATA[<div>Il lavoro sul laboratorio procede lungo qs direttrice di <strong>APPRENDIMENTO COOPERATIVO</strong>: <br>a) esplorazione di fronte ai compagni di corso della dimensione interpretativa rispetto al profilo del facilitatore più consonante per ciascuno,<br>b) primo bivio rispetto al mix di competenze, più relazionale “tradizionale” vs più orientato all’utilizzo delle tecnologie come strumento di lavoro, che non sono mutualmente esclusive,<br>c) secondo bivio, riflessione rispetto agli orientamenti metodologici di ispirazione per lo sviluppo del proprio background, alle scuole di riferimento (esplorazione bibliografica), approfondendo i temi utili a consolidare il proprio percorso,<br>d) confronto con gli altri nelle riflessioni / nelle scelte (prj work / stage; orientamenti del punto precedente),<br>e) sguardo (a medio termine) alla summer school di fine estate come momento di sintesi e di ulteriore confronto.<br><br>_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ <br><br>Dal punto di vista del lavoro <strong>INIDIVIDUALE</strong>, le bacheche sotto verranno aggiornate con l’indicazione degli abbinamenti: <br>=&gt; <strong>tema</strong> / oggetto del prj work o dello stage con l’indicazione dell’ente (a titolo esemplificativo: terzo settore/pubblico/privato) <br>=&gt; <strong>nome</strong> masterini<br><br>Per lo sviluppo del PW, teniamo conto delle indicazioni di PM: <br>1) <strong>domanda </strong>di ricerca</div><div>2) <strong>obiettivi</strong> della ricerca</div><div>3) <strong>fonti </strong>bibliografiche e sitografiche</div><div>4) <strong>metodologia </strong>della ricerca (qualitativa e/o quantitativa)<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 08:26:19 UTC</pubDate>
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